QUANDO LA SCUOLA DIVENTA VITA

È bellissimo quando a scuola i libri non c’entrano più, o meglio sono un punto di partenza per fare di una proposta didattica un’occasione di vita: sono la creatività, il cuore, le esperienze che si incontrano e si confrontano a prendere il sopravvento e a far diventare appunto la scuola “vita”.

Così è stato per noi che abbiamo aderito al progetto “Toponomastica della memoria”, proposto da Libera sud-est Milano e sostenuto dall’Amministrazione Comunale di Peschiera Borromeo.  È stato chiesto agli studenti delle Scuole Secondarie di Peschiera, l’Istituto “Rita Levi Montalcini” e l’Istituto “De André”, di scegliere ciascuna il nome di una via tra una rosa di sei candidate, donne vittime innocenti di mafia. Questo ha offerto l’occasione agli studenti di Peschiera di essere protagonisti della vita della loro città e al tempo stesso di conoscere da vicino una vittima innocente di mafia. L’Istituto “De Andrè” ha scelto Lea Garofalo e noi della “Montalcini” Annalisa Durante. Per noi dell’Istituto Montalcini partecipare a questo progetto è stata un’esperienza forte, perché la vittima scelta all’unanimità dai nostri studenti, Annalisa Durante, era una ragazza di soli quattordici anni, uccisa il 27 marzo 2004, a Forcella, un quartiere di Napoli, durante uno scontro a fuoco tra fazioni di camorra.

Annalisa, come molte adolescenti scriveva un diario che i suoi genitori hanno deciso di pubblicare. Così noi abbiamo letto insieme quelle pagine e abbiamo sperimentato da vicino il potente potere della scrittura, che ci rende vivi oltre la nostra vita. Leggere il diario di Annalisa è stato come incontrarla di persona e questo ha rafforzato nei ragazzi la loro prima intuizione che li ha portati a scegliere tra quelle sei donne Annalisa Durante: lei era una di loro. Era innamorata della vita e di Francesco, a scuola amava ridere e scherzare, adorava gli animali, aveva tante domande e insieme tante certezze, aveva fiducia nel futuro, proprio lei che viveva in un quartiere difficile di Napoli.

Così alcuni dei nostri studenti hanno pensato di rivolgerle un’intervista immaginaria, mentre i miei studenti di seconda D hanno realizzato un video, che è come una lettera in cui parlano di e con Annalisa: questo video è veramente il frutto di un lavoro corale, ognuno di loro ha fatto qualcosa. Chi ha estrapolato frasi dal diario, chi ha cercato foto, chi ha scelto la musica, chi ha recitato, chi ha registrato audio, chi ha montato il video … a me il compito di “orchestrare” le loro idee.

Incontrare Annalisa, capire l’ingiustizia della sua morte e pensare all’ingiustizia della morte di tante altre vittime di mafia è stato immediato per i miei ragazzi, non ho avuto bisogno di spiegare nulla. La rabbia e la voglia di cambiare il mondo vengono di conseguenza nel cuore di tredicenni svegli e pieni di speranze.

Un grazie a Caterina Molinari, Sindaco di Peschiera Borromeo, a Margherita Fazio, nostro Dirigente Scolastico, a Leonardo La Rocca, responsabile di Libera sud-est Milano, a tutti i professori che hanno collaborato al progetto, agli alunni della scuola, in particolare agli alunni di terza B, di seconda C e ai miei meravigliosi alunni di seconda D.

Un grazie speciale a Chiara, Elisabetta e Martina e a tutti coloro che, come loro stesse hanno invitato a fare la sera del 31 maggio in Consiglio Comunale, decideranno “di essere felici e di godere della propria libertà in onore non solo di Annalisa, ma di tutte le vittime innocenti di mafia a cui libertà, felicità e vita sono state tolte”.

Prof.ssa Sandra Biasiolo

I NOSTRI AFORISMI

LA VITA È…

Come un uovo di Pasqua: è sempre piena di sorprese.

Come una pianta in fiore: se la curi bene, ti dà buoni frutti, ma se non fai attenzione, si secca.

Come un diamante prezioso da tenere, ma facile da perdere.

Come il cibo: devi provare ogni gusto.

Come il vino: più si avanza con gli anni, più si diventa buoni.

Come un foglio bianco, su cui noi scriviamo la nostra storia.

LA MORTE È …

Come una seconda chance, perché, una volta arrivata, la tua anima continua a vivere nei cuori di chi ti ha voluto bene.

Come il vento: ti porta via tutto.

 

 

L’AMICIZIA È …

Come la Nutella: non vivresti mai senza.

Come un diamante: è sempre desiderata.

 

 

L’AMORE È …

Come la guerra: devi combattere per vincere.

Come la vita: non puoi farne a meno.

Come le montagne russe: è tutto un saliscendi.

LE VACANZE SONO…

Come la pizza: piacciono a tutti!

 

 

 

LO SPORT È…

Coraggio come la vita.

IL MARE È…

Come la storia: svela tanti segreti, ma ne crea altrettanti.


LA NAUTRA È …

Come la speranza: non muore mai.

Classe I D, Secondaria

L’AMORE È…

L’amore è qualcosa di impalpabile, nessuno può capire che cosa stai provando finché non troverà a sua volta il primo vero amore.

Arianna V.

L’amore è sempre nuovo. Non importa che amiamo una, due, dieci volte nella vita: ci troviamo sempre davanti a una situazione che non conosciamo.

Paulo Coelho

L’amore è quando la felicità di un’altra persona è più importante della tua.

Jackson Brown

L’amore è la fiducia di dirgli tutto su voi stessi, compreso le cose che ci potrebbero far vergognare. L’amore è sentirsi a proprio agio e al sicuro con qualcuno, ma ancor di più è sentirti cedere le gambe quando quel qualcuno entra in una stanza e ti sorride.

Albert Einstein

L’amore è quando non riesci a dormire perchè finalmente la realtà è migliore dei tuoi sogni.

 Dr Seuss

L’amore è l’ala che ci aiuta a volare verso l’infinito.

Romano Battaglia

L’amore è il nostro vero destino. Non troviamo il significato della vita da soli. Lo troviamo insieme a qualcun altro.

Thomas Merton

Il vero amore è come una finestra illuminata in una notte buia. Il vero amore è una quiete accesa.

Giuseppe Ungaretti

L’amore è il solo fiore che possa fiorire senza l’aiuto delle stagioni.

Khalil Gibran

L’amore è una forza selvaggia. Quando tentiamo di controllarlo, ci distrugge. Quando tentiamo di imprigionarlo, ci rende schiavi. Quando tentiamo di capirlo, ci lascia smarriti e confusi.

Paulo Coelho

Amore non è guardarci l’un l’altro, ma guardare insieme nella stessa direzione.

Antoine de Saint-Exupéry

Ho scritto ti amo su un foglio e la mamma me lo ha strappato. Ho scritto ti amo sul mio cuore e nessuno me lo ha toccato.

Annalisa Durante

Aforismi scelti da Arianna V.,

team del giornalino

RABBIA, PAURA E SOLITUDINE DIVENTANO POESIA

LA MALEDIZIONE DELLA LUNA

In questi giorni  sono spesso arrabbiata,

a volte per una persona mancata,

altre per una brutta giornata.

Quando riesco a divertirmi in giardino,

risalendo in casa inciampo in un gradino;

più che rabbia sembra sfortuna,

ma credo che sia la maledizione della Luna.

                                                                                                                                                                                                                                                                                        Sara  Z., Secondaria

LA RABBIA

Tutto e tutti ti guardano,  ti scrutano

Vedono come sei nel tuo lato peggiore,

è come un rumore immenso di automobili impazzite,

provi una sensazione che parte da dentro, la “ rabbia”.

Proprio così, la rabbia

Quando il mondo si rivolge tutto contro di te

E tu sei da solo a combattere,

e nessuno ti aiuta

come una gazzella circondata da leoni affamati,

ma se provi paura sei morto.

                                                                                                                                          Tommaso F., Secondaria

LA MIA PAURA

Ogni volta che ho paura

La giornata diventa scura.

Quando ho paura,

penso solo a quella

come se fosse nel cielo

l’unica stella.

In quel momento

Per me

È l’ unica cosa presente

Ed è strano

Perché nessuno oltre a me

La sente

 

   Alice M., Secondaria

 

ERA LUI …

Era lui, quello solo,

quello che non aveva amici,

Era lui, quello che diceva di essere felice,

non lo era.

Pensava solo a loro,

a quelli felici e a tutti coloro che urlavano, strillavano

di felicità.

Quel sentimento, che non aveva mai condiviso con nessuno,

perché era solo e basta.

Sofia M., Secondaria

LA SOLITUDINE

Parlo tra me e me

E mi ritrovo a considerare

Che la solitudine non è mai assente,

è lì dietro l’angolo

come una tigre

pronta a scattare affamata di allegria.

E finché fai del bene non rischi mai

Ma quando il male fai

Infelice ti sorprenderà

Matteo  M., Secondaria

 

SOLO MI SENTO SOLO

Solo mi sento solo

La casa vuota deserta

Nicolò P., Secondaria

UN GIORNO DA CAVALIERI DELLA TAVOLA ROTONDA

Il 4 maggio 2017 noi alunni delle classi prime della Scuola Rita Levi Montalcini ci siamo recati in visita alla Rocca d’Angera in provincia di Varese.Alle 8.00 del mattino siamo partiti con il pullman e siamo arrivati a destinazione alle ore 10.00 circa.

Appena siamo arrivati dopo aver fatto una piccola pausa ci hanno accolti due “cavalieri”, sì, erano proprio due cavalieri ed erano vestiti con abiti medioevali. Uno dei cavalieri ha diviso noi alunni in due gruppi: fanteria e cavalleria. Dopo averci diviso, ci hanno consegnato i vestiti, la spada e l’elmo e noi ci siamo vestiti da veri cavalieri della tavola rotonda. Il mio amico Mattia Gallo ha fatto la parte di re Artù ed ha estratto la spada Excalibur dalla roccia.

Le due guide ci hanno dato la possibilità di poter rivivere l’esperienza di essere veri cavalieri. Ser Mordret ha addestrato la fanteria e ha ingannato i cavalieri. Abbiamo formato due schieramenti e abbiamo lottato tra di noi. Abbiamo continuato il gioco e alla fine Ser Mordret è stato sconfitto.

Ci siamo fermati per il pranzo in un vasto giardino vicino al Lago Maggiore in compagnia dei cigni “mangiatori di panini al prosciutto e sottiletta”.

 

 

 

 

 

 

Una volta finita la rappresentazione, una guida ci ha fatto vedere dove i contadini preparavano il vino e ci ha raccontato che i contadini, pagavano I Visconti con lo stesso vino per poter utilizzare il torchio.

Dopo ci hanno portati a vedere i vari giardini medioevali presenti nella Rocca e da muretto abbiamo visto le coltivazioni di vite e altri frutteti.

Abbiamo poi visitato l’interno dove abbiamo potuto ammirare le diverse sale dove sono esposti i vari quadri. Abbiamo anche ammirato il museo della bambola e del giocattolo, dove abbiamo visto sia bambole di bell’aspetto ma anche bambole inquietanti, abbiamo visto macchine, tricicli, cavalli di legno ecc.

Purtroppo ha cominciato a piovere e siamo ripartiti per ritornare a casa. Siamo saliti sul pullman e alle 19.00 circa siamo arrivati davanti alla scuola.

Per me è stata una bellissima giornata, mi sono divertito molto a fare il cavaliere e mi è piaciuto molto dividere il mio panino con i cigni. Del museo delle bambole e del giocattolo ho preferito i giochi alle bambole e soprattutto una delle macchine di metallo.

Mattia D., team del giornalino

UNA GIORNATA TRA MAGHI

Il 15 aprile 2017, noi, insieme a Rebecca, Flavia e Teresa siamo andate ad una manifestazione di Harry Potter. L’evento si è svolto in provincia di Pavia, al Castello di Belgioioso.

Era da mesi che aspettavamo quest’evento e finalmente è arrivato!

Alexia, Maya e Giulia:

“Ci siamo incontrate per le 10:00- 10:30 davanti alla biglietteria e siamo entrate.

Appena varcata la soglia del cancello, ci siamo ritrovate in un immenso giardino, pieno di piccoli, ma anche grandi maghetti. C’erano tanti ragazzi e adulti che erano travestiti da personaggi della celebre saga.

La prima cosa che abbiamo fatto è stata scattare una foto con Harry, e dobbiamo aggiungere che il ragazzo che era travestito non assomigliava molto a Harry però con la divisa, bacchetta e l’immancabile cicatrice si poteva vagamente notare una somiglianza.

Dopo siamo entrate all’interno del castello e ci siamo dirette verso il “Money Exchange”.

Un folletto della Gringott ha scambiato i nostri soldi con Galeoni, Falci e Zellini.  Dopodiché abbiamo cominciato il nostro fantastico giro: per prima cosa abbiamo fatto un test per lo smistamento e il cappello ha smistato Alexia in Corvonero, Maya e Rebecca in Grifondoro, Giulia e Flavia in Serpeverde e infine Teresa in Tassorosso.

Abbiamo incontrato un simpaticissimo professor Piton al quale abbiamo chiesto se potevamo scattare una foto e siamo scoppiate a ridere dopo che lui ci ha detto: “Vi tengo d’occhio”.

Poi siamo andate avanti e abbiamo scattato una foto dietro a delle sbarre per simulare la prigione di Azkaban. Andando avanti ci siamo ritrovate in un chiosco che vendeva tre tipi di bevande: Burrobirra Fresca, Ninbus e infine Manico Rosso. Noi abbiamo preso una Burrobirra e ci è piaciuta molto.

Dopodiché ci siamo divise, noi, Alexia, Maya e Giulia siamo andate in giardino a fare il corso base per maghi e streghe mentre Teresa, Flavia e Rebecca sono andate al secondo piano per fare compere.

Al corso base per maghi e Streghe ci hanno divise per Casate: Giulia con gli altri Serpeverde, Maya insieme agli altri Grifondoro e Alexia, dopo essere stata cacciata da quel buono a nulla di Allock dai Corvonero è andata insieme a Giulia tra i Serpeverde.

Dopo aver ripassato gli incantesimi base, ovvero Expelliarmus, Stupeficium, Petrificus e Protego i Serpeverde sono andati a sfidare i Corvonero, e dopo pochi minuti si sono aggiunti anche i Grifondoro.

Dopo aver schiantato il povero Hagrid un paio di volte, siamo entrati nella foresta proibita per cercare un Horcrux, il Diario di Tom Riddle.

Dopo averlo trovato sono arrivati i Mangiamorte, e mentre i Serpeverde, I Grifondoro e i Corvonero hanno combattuto, i Tassorosso si sono nascosti.

Inizialmente avevamo perso, ma poi li abbiamo battuti in onore di Albus Silente e di Hogwarts.

Dopo questa divertente avventura, siamo andate a pranzare al bar e abbiamo incontrato Fred e George Weasley, eravamo felicissime e abbiamo scattato una fotografia.

Finito di pranzare, siamo andate verso l’Aula Pozioni dove il professore ci ha mostrato alcune pozioni e poi ce ne ha fatte preparare alcune; a noi è capitata la pozione Polisucco e ci è venuta molto bene infatti il professore ci ha assegnato 15 punti per casata.

Dopo questo siamo andate a giocare a Quidditch e ovviamente la nostra squadra ha vinto!

Infine siamo tornate dentro al castello per terminare le ultime compere.

Pensiamo che sia stata un’esperienza divertente e che in questa giornata si sia espresso un nostro desiderio: ovvero diventare maghi e streghe!”

Rebecca, Teresa e Flavia:

“Dopo esserci divise da Alexia, Maya e Giulia siamo salite al secondo piano; lì innanzitutto abbiamo visto le varie bancarelle e poi ci siamo messe a giocare con un gioco simile a monopoli, ma in scala più grande, e basato a Harry Potter.

Poi siamo scese e siamo andate a vedere cosa facevano i ragazzi del Corso base per maghi e streghe ma non abbiamo partecipato perché eravamo andate solo a chiedere a che ora cominciava il prossimo turno. Cominciava alle 14:00, allora per passare il tempo siamo andate a mangiare un panino poi abbiamo deciso che non avevamo più voglia di andare perché volevamo andare a fare altre compere.

Uscite dal castello con altre compere, abbiamo visto dei signori con dei gufi allora ci siamo fermate per vedere.

Poi ci siamo ritrovate tutte insieme ma Alexia Maya e Giulia volevano giocare a un gioco, allora noi siamo state a guardare ma poi ci siamo annoiate e allora siamo rientrate nel castello e siamo andate a fare dei giochi di società e abbiamo giocato per tre ore.

Poi siamo andate dai nostri genitori a chiedere se potevamo andare a prendere un gelato, siamo andate e poi ci siamo salutate e siamo ritornate a casa.

Per noi è stata una giornata diversa dal solito: abbiamo sperimentato cose che prima non avevamo mai fatto.

                                                  Giulia S., Alexia B., Maya C., Secondaria

UN VIAGGIO NEI NOSTRI LIBRI PREFERITI- V Episodio

“-Non è possibile, ci dev’essere stato un errore!- Urliamo mentre le guardie ci spingono sul treno.

-Ora non si torna più indietro, i tributi sono quelli estratti, e non si cambia, a meno che non ci siano volontari.

-Ma noi siamo due ragazze!

-Se una di voi si è registrata insieme ai ragazzi sono affari suoi!

Non c’è niente da fare, qui la gente è molto testarda. E mentre siamo sul treno, guardiamo sospirando il paesaggio che almeno una di noi non vedrà mai più…

I nostri pensieri sono interrotti da una voce fastidiosa che ci chiama: -Ragazze, siete in ritardo per il pranzo!

La voce appartiene all’odiata Effie Trinket, quella che estrae i bigliettini e che, venendo da Capitol City, è fissata con la puntualità e le buone maniere.

Andiamo a pranzo e mandiamo giù qualcosa, solo per tapparci un buco nello stomaco. Ce ne andiamo non appena abbiamo finito di mangiare (cosa di cui Effie ci ha rimproverato tanto, ma noi non ce ne siamo curate). Abbiamo passato tutto il resto del nostro tempo nella nostra cabina, poi ci hanno fatto scendere dal treno e ci  hanno portato da uno stilista che ci ha preparate per la parata dei tributi. Anche quella, come tutte le altre cose che abbiamo fatto dopo l’estrazione, è stata solo un’immagine confusa che è scorsa sotto i nostri occhi.

Tutto quello che ci ricordiamo della parata dei tributi è che c’era una grande folla che ci guardava passare su un carro.

Adesso siamo all’ottavo piano del centro di addestramento, e ci stiamo preparando per andare ad addestrarci. Quando arriviamo giù siamo le ultime, ed iniziamo tre giorni di fatica per prepararci ad affrontare gli Hunger Games. ”

Erica C. & Lucilla C., team del giornalino

UN VIAGGIO NEI NOSTRI LIBRI PREFERITI- IV episodio

“Abbiamo iniziato a fare amicizia con gli altri ragazzi: a parte i due carini del treno (che sono stati smistati in Serpeverde), abbiamo conosciuto una ragazza della nostra casa che si chiama Emma, è simpatica ma è secchiona, abbiamo conosciuto anche due fratelli-gemelli che sono divertentissimi, si chiamano Fred e George <3.

Adesso è notte e stiamo provando un incantesimo per Trasfigurazione. Decidiamo di farlo insieme. Pronunciamo l’incantesimo e vediamo una luce abbagliante che ci obbliga a chiudere gli occhi. Quando li riapriamo non siamo più nel nostro dormitorio, ci troviamo in un posto che non abbiamo mai visto. Ci sembra un’industria tessile.  Ci appisoliamo su un mucchio di vestiti. Ci svegliamo perché sentiamo un annuncio che dice a tutti di andare in piazza per la Mietitura.

Che cos’è la Mietitura? Pensiamo a tutto quello che conosciamo e ci viene in mente un libro che abbiamo letto: “Hunger Games”. Ora tutto è chiaro: siamo nel Distretto 8, che è specializzato nella produzione di tessuti. Ci sale subito l’ansia, pensiamo che potremmo benissimo essere estratte per gli Hunger Games e se estraggono una di noi…

Corriamo in piazza appena in tempo per registrarci e andiamo ciascuna in due file diverse.

Iniziano le estrazioni: per le ragazze il nome è…

Sofia Cnamoneri.

Chiamano subito anche i ragazzi: il nome è…

Giorgia Cnamoneri.

Ci guardiamo con uno sguardo di panico, ci sentiamo sprofondare sempre più giù, senza accorgerci che i dev’essere stato un errore. Camminiamo sconvolte verso il palco delle estrazioni, con il terrore dipinto negli occhi…”

Continua…

Lucilla C. e  Erica C.,  team del giornalino

PAURA NEL BOSCO FANTASMA– V episodio

“Mi risveglio, sono in un tunnel, ma ora so che tutto quello che sta accadendo non è reale. Credo che sia una specie di allucinazione provocata dall’iniezione di mia madre.

La ragazza che ho conosciuto nella grotta è sparita. Sarà finita da un’altra parte. Ora non posso più fare niente per lei.

So che per uscire da questo incubo non devo far altro che pensare. Mi trovo quasi sempre nel luogo adatto al mio stato d’animo. E ora mi sento oppressa da queste allucinazioni. Niente di meglio che un tunnel, soprattutto per una che soffre un po’ di claustrofobia.

Penso a casa, a mia madre, ai miei amici. Non mi importa più di dove sono, voglio solo tornare a casa. Mi concentro su quel luogo con tutta la mia anima. Non succede niente, perciò mi incammino lungo il tunnel, sempre concentrata. La strada è molto lungo, ma finalmente vedo una luce. Quando sbuco dalla galleria, sono di nuovo nel punto in cui sono stata aggredita dai fantasmi. Il tunnel dietro le mie spalle è sparito, come se non fosse successo niente. Appoggiato su un masso c’è il mio zaino con l’acqua e le ciliegie. Lo apro. Dentro l’acqua è ancora fresca e le ciliegie sono ancora perfette come quando le ho prese. Mi incammino per il sentiero e sbuco subito nel villaggio in cui abito. Quando entro in casa controllo l’orario. Mezzogiorno e mezza, l’ora in cui torno sempre a casa. Sembra proprio che non sia successo nulla nel bosco. Tutte allucinazioni. Meglio non dire niente a nessuno.

-Brava, vedo che hai superato la prova. – è la voce di mia madre. Allora lei lo sa. Allora mi ha fatto quella puntura non per il mal di schiena ma per farmi fare questa “prova” come la chiama lei.

-Mamma. Perché?  Perché mi hai fatto fare questo incubo?

-Perché dovevo. È la prova per entrare nella nostra comunità. In realtà nel nostro villaggio non siamo solo persone normali. Facciamo parte di un gruppo di persone che protegge il mondo dall’autodistruzione. E tu ora sei una di noi.”

Fine

Lucilla C., team del giornalino

“VOGLIO FARE LA SCRITTRICE”

“Voglio fare la scrittrice”. Quattro parole. Ventidue lettere e due significati. Questo è da sempre il mio grande sogno: fin da piccola ho amato i libri e la lettura e da circa tre anni ho una grande passione per la scrittura. Per questo quando i miei genitori hanno visto due anni fa il libro di Paola Zannoner, hanno pensato a me. Ho ricevuto il libro “Voglio fare la scrittrice” come regalo di cresima e non me ne sono più separata. L’ho letto in pochissimo tempo ed ho imparato molto. Non è un libro comune, con un inizio, una storia e una fine, ma manda avanti due storie parallele, senza incroci, ma unite.

Inizia con una ragazzina di tredici anni che parla di sé in prima persona e racconta della sua passione per la scrittura e di come ha deciso di iscriversi segretamente ad una scuola per giovani scrittori, ma alla quale possono entrare solo coloro che passeranno alla selezione consegnando un proprio manoscritto. Alla ricerca disperata di qualche idea, mentre sistema la stanza dopo l’ennesima discussione con sua madre trova, nascosto da anni, il suo diario di bambina. Qui sono scritte tutte le avventure che la giovane Maria Veronica affronta all’età di dieci anni,  a partire dalla sua decisione di cambiare il suo “noioso nome” nel fantastico “Mia”. La tredicenne scoprirà così di aver provato a diventare una maga come la zia, di aver avuto una passione per il tango, o si ricorderà di tutti i pasticci in cui si era messa giocando con la sua migliore amica Genny… Tutto questo seguito da un commento della Mia adolescente alla fine di ogni capitolo. Intanto vengono alternati anche momenti che raccontano della sua vita da tredicenne, come il suo primo amore per un ragazzo del liceo di nome Sean e i litigi con la sua migliore amica. La ragazza conoscerà Sean sempre di più e arriverà a scoprire che anche lui ha intenzione di iscriversi al corso che lei tanto spera di frequentare. Alla fine sarà proprio lui che la aiuterà a scrivere una splendida storia per i giudici della selezione, ed insieme riusciranno a passare con ottimi risultati. Questo è un libro non solo emozionante per la storia in sé, scritta in modo fluido e divertente, ma ti aiuta anche a capire i valori dell’amicizia, dell’amore e della scrittura.

Marta P., team del giornalino

“L’AMICO RITROVATO”

Questo romanzo racconta di un’amicizia sofferta, per il fatto che, quando tutto sembra andar bene, i due protagonisti, Hans e Konradin, si devono separare: Hans infatti era ebreo e a quei tempi, gli ebrei non erano bene accetti nella Germania di Hitler.

Siamo a Stoccarda, nel 1932. Tutto inizia con l’arrivo di un nuovo compagno di classe, Konradin, principino di nobile famiglia, nello stesso liceo che frequenta l’ebreo Hans. Hans trova subito qualcosa che lo colpisce in lui, tant’è che decide che prima o poi sarebbero dovuti diventare amici. All’inizio il nuovo arrivato lega solo con i ragazzi del suo stesso ceto sociale, ovvero ragazzi provenienti da  famiglie nobili e di certo non pensa a quelli come Hans, di famiglia borghese. L’amicizia fra i due nasce dopo svariati tentativi, compiuti da Hans per attirare l’attenzione del principino, dai capelli biondi e atteggiamenti perfetti.

Finalmente quando stringono un forte legame l’uno verso l’altro, Hans invita Konradin a casa sua e gli presenta i suoi genitori: sua madre, una bellissima e dolcissima donna e suo padre, un eccellente medico ebreo. Hans si aspetta che anche l’amico lo inviti a sua volta a casa sua, ma questo avviene solo dopo molto tempo, quando i suoi  genitori non erano in casa. Quando i due assistono al Fidelio di Beethoven, in un teatro della loro cittadina, Konradin, nell’intervallo finge di non vedere Hans e lo ignora per tutta la durata dello spettacolo. Giorni dopo Hans chiede spiegazioni all’amico dell’accaduto e questi gli rivela che i suoi genitori non vogliono che frequenti un ebreo, in particolare la madre, perché è una grande seguace di Hitler; e allora il dittatore sosteneva già le sue leggi razziali contro la razza ebrea. Dopo i primi episodi di discriminazione a scuola, i genitori di Hans, scelgono di mandarlo a studiare in America da alcuni parenti per cercare di dargli la possibilità di vivere un futuro migliore. Hans accetta, solo perché ormai aveva capito che tra lui e Konradin niente sarebbe stato più come prima. Hans prima di partire riceve due lettere e col tempo, queste diventano tre…                                                                                                                                                                                                 A parer mio, la parte più bella del romanzo è il finale, da cui si capiscono molte cose, e il tema della shoah, raccontato dal punto di vista di un ragazzo di sedici anni, così come  il tema dell’amicizia, arricchiscono le conoscenze del lettore, e  con un finale, sicuramente toccante, lo fanno riflettere molto; e questa cosa è molto importante, perché, imparando dagli errori del passato, si spera che in futuro questi errori, dalle gravi conseguenze, non si ripeteranno  mai più. Sicuramente, oltre a far riflettere sul tema dell’amicizia, il romanzo fa riflettere molto sul razzismo, nazismo e sulla bruttezza dei pregiudizi: dall’atteggiamento sbagliato della madre che impedisce al figlio di vedersi con il suo migliore amico solo perché era ebreo, rovinando la vita e l’amicizia ad entrambi, si capisce l’importanza di essi.

Quindi, invito voi lettori, del giornalino SMS, a non giudicare gli altri solo dall’apparenza, o avere pregiudizi sulle persone solo perché sono di razza, religione, nazione diversa; anzi, la diversità è fondamentale per rendere ogni singolo individuo unico!

Concludendo, vi consiglio vivamente di comprare e leggere questo libro, “L’amico ritrovato” di Fred Uhlman, per capire l’importanza dell’amicizia, degli errori commessi in passato e in questo caso pensieri e azioni razziste, e  capire quanto è importante non avere nessun tipo di pregiudizio su nessuno!

Chiara R., team del giornalino

NOI E LA LEGALITÀ

Noi alunni delle classi terze della Secondaria abbiamo fatto due incontri educativi con gli avvocati di Milano: il primo, il sedici marzo 2017, e il secondo il sei aprile 2017.

Gli incontri si tenevano singolarmente nelle classi ovvero ogni classe terza aveva la sua ora per parlare con gli avvocati. Nel primo appuntamento abbiamo parlato di che cos’è la legalità e su come, secondo noi, come dev’essere rispettata. Dopo aver discusso di questo argomento, gli avvocati ci hanno dato dei questionari a cui rispondere.

La volta successiva abbiamo realizzato un processo con un giudice, degli avvocati, degli imputati e dei difensori. È stato davvero divertente ed interessante vedere come si svolgono i processi e come ogni singola persona abbia un ruolo preciso e determinante.

La mia classe ha simulato un processo per omicidio a scopo di furto. Purtroppo gli accusati, che secondo me erano colpevoli (io ho fatto parte dell’accusa) non sono stati puniti. Ma abbiamo capito che non sempre la giustizia vince.

Riguardo al questionario ho fatto una breve statistica sulle risposte selezionate tra le domande più significative, significative per vedere qual è il senso di legalità per noi adolescenti. Per fare questo ho deciso di fare una tabella per ciascuna domanda:

Domanda n.1 Risposta Percentuale
La legalità È un’imposizione 3%
Non saprei definirla 10%
Significa democrazia 2%
Significa vivere secondo la legge 85%
Domanda n.2 Risposta Percentuale
La legge Va sempre rispettata 81%
È uguale per tutti, ma vale per pochi 19%
È ammesso trasgredirla quando la si considera sbagliata 0%

 

Domanda n.3 Risposta Percentuale
Secondo te perché un ragazzo trasgredisce le regole sociali? Per noia 9%
Perché sa che non verrà mai scoperto 7%
Perché può essere divertente, se non è pericoloso per se stessi e per gli altri 15%
Per provare almeno una volta 14%
Perché crede di non avere alternative 4%
Perché tanto fanno tutti così 19%
Perché altrimenti gli amici non lo considerano coraggioso 27%
Altro (Per farsi notare) 5%
Domanda n.4 Risposta Percentuale
Secondo te, una condotta illecita è meno grave se commessa con gli amici? Dipende dal reato 21%
No, mai 58%
Sì, sempre 7%
Non so 14%
Domanda n.5 Risposta Percentuale
Se tu fossi vittima di un reato, cosa faresti? Denuncerei subito il fatto l’autore del reato alle Forze dell’Ordine 57%
Non conosco l’autore del reato, meglio lasciar perdere 3%
Non ho fiducia nella giustizia, non farei niente 1%
Non è grave, non denuncerei 4%
Farei finta di niente perché avrei paura di ritorsioni 7%
Dopo la denuncia incontrerei l’autore del reato per capire le ragioni del suo comportamento 18%
Vorrei solo vendicarmi 10%
Domanda n.6 Risposta Percentuale
Quali sono le caratteristiche che bisogna possedere per avere successo nella vita? Bellezza 9%
Onestà 32%
Altruismo 27%
Tanti soldi 8%
Arroganza 3%
Furbizia 21%
Domanda n.7 Risposta Percentuale
Chi non vorresti come vicino di casa? Persone di religione diversa dalla mia 2%
Ex-detenuti 16%
Alcolizzati 20%
Persone con disturbi mentali 13%
Preti/Suore 5%
Omosessuali 4%
Stranieri 2%
Anziani 1%
Tossicodipendenti 19%
Prostitute 18%
Domanda n.8 Risposta Percentuale
Come si potrebbero combattere le ingiustizie? Attraverso la presenza di più vigili / agenti nelle  vie 20%
Educando al rispetto del prossimo 48%
Attraverso leggi e pene più severe 24%
Facendosi giustizia da soli 8%

Da risultati ottenuti si può capire che la maggior parte dei ragazzi conosce il significato di legalità e sa come comportarsi in certe situazioni.

Sara I., team del giornalino

GIOCA A STEEP!

Amate la neve e gli sport estremi, ma non potete praticarli? Steep è il gioco che per fa per voi!

Steep (gioco sviluppato dalla Ubisoft) è ambientato sulle montagne comprese tra il nord Italia e l’ Austria. Per realizzare un gioco con una grafica magnifica come quella di Steep ci sono voluti anni di foto e di riprese per farci sembrare di vivere sulle Alpi e vedere tramonti fantastici. Come sport estremi ci sono: tuta alare, parapendio, sci e snowboard. Puoi muoverti liberamente anche a piedi o divertirti a scivolare sulle pendici del Monte Bianco o anche divertirti in gare con gli amici. Con sequenze di tasti si possono fare trick impossibili per atterrare o schiantarsi a terra.Io mi diverto a giocare a questo gioco perché io scio e mi diverto quindi poterlo fare anche in stagione estiva è molto divertente, poi i paesaggi molto realistici, mi fanno fermare molto spesso a guardarli, poi il poter praticare sport che non pratico mi apre altri mondi e mi fa provare l’ebrezza del brivido di rischiare la vita per gioco. Io vi invito a giocare a steep per poter provare a vivere una vita tranquilla o frenetica sulle montagne a passeggiare o a fare trick incredibili sulle pendici delle montagne più famose del mondo.

Matteo F., team del giornalino

SAPEVI CHE SONO STATI SCOPERTI SETTE NUOVI PIANETI?

“Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana … Furono scoperti 7 pianeti, di cui 3 abitabili che orbitano intorno ad una stella nana rossa, in una costellazione, quella dell’acquario, lontana  40 anni luce dal mondo conosciuto”. Non è Star Wars, è la realtà!

La NASA, guidata da Michaell Gillon ha scoperto che esistono 7 pianeti simili alla Terra; potrebbero avere acqua allo stato liquido. E potrebbero essere abitabili, ma la vita intorno alla più fredda e piccola stella nana rossa conosciuta non sarà uguale alla nostra e se le piante crescessero sarebbero o rosse o nere…

Il telescopio da cui è stato possibile effettuare l’osservazione si trova in Cile. I pianeti hanno una temperatura compresa tra 0° e 100° C. Quelli ritenuti più adatti a ospitare la vita sono E, F e G.

Ma scopriamo qualcosa di più su Trappist-1, la stella che potrebbe essere la chiave per la vita su nuovi pianeti.

Trappist-1 ha una temperatura che è meno della metà di quella del nostro Sole (2.400°) e la sua  massa è l’8% del Sole. I sette pianeti scoperti sono particolarmente vicini a Trappist-1, per questo la durata del loro giro è breve e mostrano sempre la stessa faccia alla stella.

Noi siamo solo dei ragazzi, ma ci è sempre stato detto che non esistevano pianeti abitabili oltre alla Terra e l’idea che ce ne siano altri ci interessa molto.

Purtroppo però si tratta forse solo di un sogno perché per capire se un pianeta è veramente abitabile bisogna conoscerne l’atmosfera e le prossime spedizioni avranno come obbiettivo quello di studiare la densità dell’atmosfera.

Noi siamo dell’idea che questa scoperta sia rivoluzionaria e che possa cambiare la vita delle persone del futuro!

  Federico C., Carlotta S. ed Elisabetta M., team del giornalino

TUTTO IL MONDO VA A SCUOLA … E UNA SCUOLA PER TUTTI

Al ritorno dalle vacanze estive, il primo giorno di scuola molti dei miei alunni della classe VB di Mezzate, con il viso triste e un po’ imbronciato, mi chiedevano:

“Perché maestra dobbiamo studiare e venire a scuola?”

Così è iniziata una discussione che li ha portati a capire quanto sia importante andare a scuola:

  • per istruirsi e imparare tante cose nuove,
  • per capire cosa è giusto e cosa è sbagliato,
  • per decidere con la propria testa e per poter fare scelte giuste.

Andare a scuola è un diritto–dovere, come è scritto nella nostra Costituzione, che stabilisce che la scuola è obbligatoria per almeno 8 anni, (ora fino a 16 anni) ed è aperta a tutti: maschi, femmine, ricchi, poveri, italiani, stranieri, di qualunque religione.

Hanno scoperto che nel mondo ci sono milioni di bambini che vanno a scuola. Tanti devono fare molti chilometri a piedi per andarci e non hanno aule e banchi; in alcuni luoghi gli scolari stanno addirittura seduti sulla sabbia del deserto o tra giganteschi alberi di una foresta …

Incuriositi da queste notizie, insieme ai compagni della classe VA, sono stati spinti a fare delle ricerche per conoscere com’è la scuola in altre parti del mondo.

Ecco il risultato del loro lavoro:

 

Anche Oumy, la mia alunna senegalese, ci ha raccontato di com’era la scuola nel suo paese e ci ha spiegato perché preferisce frequentarla in Italia.

 

LA BACCHETTA PER CHI NON STUDIA

SCUOLA SACRA: VIA LE SCARPE IN BIRMANIA

IN MEZZO ALLA FORESTA AMAZZONICA

NIENTE DISCUSSIONI IN CLASSE

UNA SCUOLA IMPEGNATIVA

 

POCHE VACANZE IN AUSTRALIA

NIENTE SCUOLA PER LE BAMBINE

Grazie al progetto “Bibliotecando” gli alunni hanno avuto la possibilità di conoscere la storia di Malala, la ragazza pakistana ferita dai Talebani che ha avuto il coraggio di gridare al mondo i suoi diritti e l’importanza dell’istruzione.

«Un bambino, un maestro, una penna e un libro possono cambiare il mondo»

«Dateci penne per scrivere prima che qualcuno

metta armi nelle nostre mani»

Malala

 

DIRITTO ALL’EDUCAZIONE

«Se mi insegni, io lo imparo
Se mi parli, mi è più chiaro
Se lo fai, mi entra in testa e con me tu impari, resta»

Bruno Tognolini

 IMPARARE è un DIRITTO

per tutti i bambini e le bambine del mondo

Studiando gli antichi Romani e leggendo com’era la scuola a quei tempi  i bambini hanno creato delle divertenti storielle.

Testo storico: Una bella lezione

Ave, sono Caio Marcellus, ho dieci anni e appartengo a una famiglia patrizia; vivo a Roma. Questa mattina sono andato a scuola, avevo molto sonno perché ieri era un giorno di festa e avevo giocato con i cavalli insieme ai miei amici fino a tardi. Nel pomeriggio avevamo visto le gare di bighe con i nostri padri; aveva vinto Sempronio il Magnifico con il suo cavallo Brutus.  Il maestro, Publio Scoppellatus, ci ha subito fatto fare un lungo dettato su una famosa battaglia vinta dai Romani; io da quanto ero stanco, mi sono distratto rimanendo indietro. Quando il maestro se n’è accorto, con la sua ferula, mi ha dato due bacchettate sulle mani. Ho sentito un gran bruciore e a stento ho trattenuto le lacrime. Poi il maestro mi ha fatto rifare il dettato. Tornando a casa ho raccontato l’accaduto ai miei genitori che avevano visto le mie mani gonfie. Dopo qualche istante mia madre, invece di consolarmi, ha preso il battitappeto e mi ha percosso dandomi un colpo sul sedere. Grazie a questa punizione ho capito che bisogna sempre stare attenti a scuola.

Questa è la vita di noi studenti dell’antica Roma.

Testo storico: Una giornata fortunata

Quel giorno, mi ero svegliato all’alba; ero sceso giù in cucina per fare colazione, con indosso già la mia bella tunica blu fatta con le stoffe più preziose della mia città, la magnifica Roma. In cucina c’era mia madre Domitilla che, insieme alla schiava Demetra, mi stavano preparando il pasto da portarmi a scuola; mia mamma indossava la suo solita stola color arancio, la collana d’oro ed i sandali di pelle d’antilope. In quel momento arrivò anche mio padre,  CaioTerenzio, con   la sua lunga e preziosa toga rossa, per rammentarmi che dovevo uscire in fretta per arrivare in tempo a scuola, perché il mio maestro, Marco Porzio, che non era un tipo molto paziente, mi stava aspettando. Ma mi accorsi che ero in ritardo solo quando vidi, sulla porta della scuola, il mio maestro tirar fuori la ferula, una bacchetta che non perdona!!! Veloce come una saetta ero andato a sedermi al mio posto; avevo fatto però in tempo a notare con la coda dell’occhio che c’era un bambino nuovo, Amenofi, anche lui di famiglia nobile. Il maestro ci disse che la sua famiglia viveva ad Alessandria d’Egitto ed era venuto a Roma perché suo padre era stato chiamato per costruire l’Anfiteatro Flavio, cioè il Colosseo. A scuola Amenofi era molto bravo, riusciva molto bene a leggere e a scrivere e parlava molte lingue. Durante una pausa avevamo giocato insieme con: palle, cerchi trottole, dadi… Ci eravamo divertiti moltissimo! Finita la pausa avevamo continuato a scrivere con lo stilo, un bastoncino a punta, senza fare mai soste. A fine giornata, finalmente il nostro maestro ci disse che le lezioni erano finite e che potevamo riporre tutto nella capsa, una borsa rigida, a forma di cilindro. Dopo un istante era arrivato il mio schiavo a prendermi con la biga, una specie di cocchio trainato da cavalli. Quel giorno tornai a casa felice per aver schivato la ferula e per essermi fatto un nuovo e simpatico amico.

Sofia R.

DIRITTI PER TUTTI

Nell’ambito del Progetto: “Noi cittadini del mondo” gli alunni delle classi V di Mezzate, leggendo la Costituzione e La carta dei diritti del fanciullo, sono venuti a conoscenza dei loro diritti e si sono anche resi conto di essere fortunati perché ci sono tanti bambini che non godono di questi diritti.

Anzi, proprio i bambini sono le principali vittime dei conflitti che insanguinano tanti angoli del mondo.

Milioni di essi vengono uccisi nel corso di guerre, altri subiscono danni permanenti: arti amputati, danni celebrali, cecità, sordità a causa dei bombardamenti, degli scontri a fuoco, delle mine, delle torture.

Tanti sono rifugiati nei campi – profughi, altri hanno visto distrutte le loro case e disperse le loro famiglie.

Molti bambini rimangono traumatizzati per i combattimenti ed altri sono testimoni di uccisioni violente; altri diventano bambini soldato.

SOLDATO BAMBINO

Ci guardammo a lungo,

a quel posto di blocco, che sarebbe così simile a tanti altri,

se non ci fossi tu a controllare i miei documenti.

E’ difficile darti un’età,

ma sicuramente non hai

più di 10 anni.

Sei un bambino,

ma anche un soldato.

Sei piccolo, ma il tuo fucile è grande

e ti arriva fino ai piedi

Cerco di scambiare qualche parola,

ma non sai l’ inglese.

Non c’erano scuole nella foresta,

dove hai combattuto e vinto la guerra.

L’unica cosa che hai imparato a fare bene,

è obbedire ed uccidere.

“Non dire che non sono un bambino,

non scuotere la testa, pensando che sono troppo piccolo.

Sono un soldato

e l’età di un soldato

non si misura dai suoi anni,

ma dal numero dei nemici uccisi in battaglia.

E io so sparare ed uccidere come un adulto.

Anzi meglio.

Io non ho dentro di me i rimpianti di un tempo lontano,

in cui per i bambini la guerra era solo un gioco come tanti,

io non sono mai stato un bambino.

Io da sempre sono un soldato

Da “Italia Caritas”

L’articolo 38 della Convenzione Internazionale dei Diritti dei bambini dice:

BAMBINI E LE BAMBINE NON DEVONO ESSERE COINVOLTI IN CONFLITTI ARMATI O ESSERE RECLUTATI COME MILITARI.

IN CASO DI GUERRA GLI STATI DEVONO PROTEGGERLI E GARANTIRE LORO LE CURE NECESSARIE.

Se c’è la guerra, c’è:

POVERTA’

FAME

SFRUTTAMENTO

REPRESSIONE

TRISTEZZA

INSICUREZZA PERSONALE

Invece se c’è la pace, c’è:

AMORE

LIBERTA’

FELICITA’

BENESSERE

SICUREZZA PERSONALE

I nostri disegni

DIRITTO AD ESSERE BAMBINO

Chiedo un luogo sicuro dove posso giocare
chiedo un sorriso di chi sa amare
chiedo un papà che mi abbracci forte
chiedo un bacio e una carezza di mamma.
Io chiedo il diritto di essere bambino
di essere speranza di un mondo migliore
chiedo di poter crescere come persona
Sarà che posso contare su di te?
Chiedo una scuola dove posso imparare
chiedo il diritto di avere la mia famiglia
chiedo di poter vivere felice,
chiedo la gioia che nasce dalla pace
Chiedo il diritto di avere un pane,
chiedo una mano
che m’indichi il cammino.
Non sapremo mai quanto bene
può fare un semplice sorriso

Madre Teresa di Calcutta

Questo percorso, che si è svolto durante tutto l’arco dell’anno e che si concluderà con uno spettacolo al teatro De Sica, è nato dal desiderio degli alunni delle classi quinte di Mezzate di gridare a tutti che vogliono “Un mondo diritto” (così l’hanno definito), un mondo giusto, dove i bambini di ogni angolo del nostro pianeta possano godere degli stessi diritti.

Le classi quinte, Primaria, Mezzate

GUERRA E PACE

UN PROBLEMA MONDIALE

Morte, soldati, guerra

sono parole che uccidono la Terra.

Ci son persone di colore

che ogni giorno provano dolore.

La guerra è un mare di problemi

un campo dove non crescono semi.

 

Tutti hanno bisogno di un mondo

dove non ci si combatte neanche un secondo,

dove la pace c’è ogni giorno

e la guerra se ne va per non fare ritorno.

Un giorno questa cosa accadrà

e finalmente la guerra più non ci sarà !

 

                                               Riccardo  P., Primaria, Mezzate

W LA PACE!

Dev’esserci un posto,

un posto nel mondo,

dove il cuore d’ognuno sia più profondo,

e allora per mano teniamoci amici,

così per sempre saremo felici,

e quando ognuno in pace si sentirà,

un mondo d’amore come d’incanto sorgerà,

nessuno più per terra e …

solo un pensiero, resterà la guerra!

Penso ai bambini soldato,

il loro sangue rovina il creato.

Se mi ritrovassi a far la guerra,

BOOM ! Mi butterei a terra.

Ma perché il mondo non lo capisce?

In guerra si muore, si sparisce.

 Riccardo P., Primaria, Mezzate

 

VOGLIAMO LA PACE!

Ad ogni lacrima che cade sulla Terra

scoppia una guerra.

La guerra a nessuno piace,

noi vogliamo la pace.

La pace è un diritto

che va rispettato

e non sottovalutato.

La guerra prosciuga il fiume della vita,

la guerra non è ancora finita.

L’albero della pace nascerà

e tutto il mondo illuminerà

con gioia e serenità.

Camilla  B., Primaria, Mezzate

 

LA PACE

 

 

 

 

 

Oggi la guerra

è su tutta la Terra

ma sappiamo che il nostro cuore

è pieno d’amore.

 

Immagino un mondo in cui tutti sono amici

Un mondo in cui non cui siano nemici

Un mondo pieno di colore …

Basta dolore !!!

 

Apri la porta alle persone in difficoltà

vedrai che qualcuno

prima o poi ti ripagherà.

 

Per fare la pace non basta non litigare

per fare la pace bisogna amare.

Se un po’ d’amore a tutti potrai dare

la pace si potrà fare !

 

                                         Matteo B., Primaria, Mezzate

 

POESIA DELLA PACE

Fai la pace con me

portala nel tuo cuore

e avrai in cambio dell’amore.

 

Non fare la guerra

così distruggerai la Terra !

La pace è come un fiore

che sboccia come un sole.

Insieme agli amici saremo

tutti più felici.

Dai prendimi la mano

e portami lontano.

 

                                      Elisa  M., Primaria, Mezzate

 

LA PACE

La pace è come il sole

quando illumina la Terra

nessuno sente più, il dolore della guerra.

La pace è come un fiore

porta gioia e tanto amore.

Lottiamo per stare in armonia

tutti insieme in compagnia.

Se la guerra finisse saremmo più felici

Se la guerra finisse saremmo tutti amici

Andiamo ad annunciare ai popoli del mondo

di fare tutti insieme un grande girotondo,

il girotondo che fermerà la guerra

e tornerà la pace su tutta la Terra.

                                          Valeria  C, Primaria, Mezzate

 

IL MONDO CHE DESIDERO

Vorrei essere in un mondo di amore

dove tutte le persone possiedono un cuore.

Invece siamo in un mondo di guerra

che sommerge la Terra.

Il mondo è pieno di soldati

e anche di malati.

Se la guerra finisse

saremmo tutti più felici

e avremmo tutti più amici.

 

                                    Beatrice B., Primaria, Mezzate

POESIE

Io penso ai bambini soldato

che fanno la guerra

che distruggono la nostra Terra.

Loro vogliono la pace

che a tutti piace

piena di colore e amore

e non di dolore.

Spero che presto la guerra finirà

e tutta la Terra sarà piena di felicità !

                                  

 

Sulla nostra Terra

Sulla nostra Terra

c’è la guerra.

Ma io vorrei la pace contro la guerra.

In certi paesi c’è l’amore

e in altri il dolore.

In certi paesi ci sono amici

e in altri tanti nemici.

Ci sono dei bambini che si alzano la mattina

con i rombi delle bombe

della pace vorrei che sentissero le trombe.

Che bello se i bambini

si alzassero con il cinguettio degli uccellini

con tranquillità e serenità,

perché tutti hanno dei

DIRITTI

di non vivere nei conflitti.

                       Francesca R., V A Primaria, Mezzate

 

W LA PACE!

L’ AMICIZIA

L’ amicizia è come il sole,

le nuvole possono coprirlo,

ma mai spegnerlo.

L’ amicizia è come un fiore,

anche se sembra appassire,

poi rifiorirà.

L’ amicizia è come il mare,

a volte è in tempesta,

ma poi ritorna la quiete.

L’ amicizia è un dono importante,

da difendere e da coltivare

sempre e comunque.

Arianna B., Primaria, Mezzate

STOP ALLA GUERRA!

 

“Pace, amore, carità …” dice sempre la maestra;

mi guardo attorno e vedo che non è così:

“Morti, guerra, povertà …” dice sempre la tv.

Basta, non ce la faccio più!

Uniamoci insieme per fare

un grande girotondo,

per salvare il nostro mondo!

Sara D., Primaria, Mezzate

 

LA PACE

La pace è bontà

che si ottiene con la serenità.

La pace è amore

che viene dal cuore.

La pace è giustizia

però pochi l’hanno vista.

La pace è un grande mare

pieno di dolci parole che non fanno male.

Diamoci la mano è facciamo un grande girotondo

per portare la pace a tutto il mondo.

Matteo V., Primaria, Mezzate

 

VIVA LA PACE

La guerra non serve a niente,

solo a uccidere la gente.

Se avessi tutte le armi del mondo,

mi metterei a sparare fiori a tutti,

non proiettili per ferirli

ma fiori per divertirli.

E nel mondo ci sarebbe la pace!

Filippo S., Primaria, Mezzate

 

UTOPIE PER LA PACE

Se le utopie

fossero vere

il mondo sarebbe migliore.

Sofia R., Primaria, Mezzate

 

LA PACE È COME …

La pace è come un libro bianco da riempire

con: amore, gioia, amicizia e fratellanza,

è difficile da creare

ma tutti insieme ce la possiamo fare.

Restiamo uniti

non facciamoci coinvolgere

dall’odio, dal rancore e dalla guerra,

difendiamo la pace

è importante per tutta la terra.

Scriviamo questo libro

e facciamolo leggere al mondo intero!

Elisa G. e Matilde N., Primaria, Mezzate

 

LA GUERRA … CHE BRUTTA COSA!

Se la guerra sceglierai

un soldato diventerai,

tanti morti farai

e il mondo distruggerai!!

Se la pace sceglierai

molti amici troverai

e la vita porterai.

I soldati non sono felici

e non hanno tanti amici;

i soldati non sanno fare niente

se non uccidere la gente.

Mattia P e Kevin M., Primaria, Mezzate

 

SE LA GUERRA…

Se la guerra dal tuo cuore toglierai

il mondo salverai.

Se la guerra toglierai

la pace coltiverai.

Se la guerra toglierai

tanti amici troverai!

Se la guerra continuerai

il mondo distruggerai!!!

Se la pace promuoverai

una bella persona diventerai.

Matteo A., Primaria, Mezzate

 

CHE COS’È L’AMICIZIA?

Che cos’ è l’amicizia?

L’ amicizia non è odio

ma è grande affetto

che non si butta mai dietro le spalle.

L’ amicizia è solidarietà,

L’ amicizia è come le onde

che insieme affrontano

tutte le difficoltà.

L’ amicizia è come un sole brillante nel cielo,

che porta amore nella guerra.

L’ amicizia è come il fuoco dell’entusiasmo

che porta momenti di felicità.

La cosa bella dell’amicizia

è stare sempre insieme e condividere

TUTTE LE EMOZIONI.

Emanuele. E., Primaria, Mezzate

 

PACE E GUERRA

La guerra

influisce sulla terra

facendo male alla mente

e al cuore della gente.

 

Morti, guerra, povertà…

non c’è mai serenità!

La guerra porta l’ infelicità

mentre la pace porta la bontà.

 

Con amore e libertà

il mondo si salverà,

il sole splenderà

e la pace tornerà.

Perciò W LA PACE M LA GUERRA!

Giulia A. e Iris M., Primaria, Mezzate

 

Guerra contro pace

Quando c’è guerra

non c’è amore,

che ti riempie il cuore

ma solo dolore.

 

Quando c’è l’amore

c’è ricchezza, pace e non timore.

L’amore è meraviglioso

come il sole quando è luminoso.

 

Chi fa la guerra

spesso non pensa con la propria mente,

chi fa la pace

ragiona bene con la sua mente.

Leonardo A. Daniele L., Primaria, Mezzate

 

La pace è …

La pace è sentirsi bene

la pace è bontà

la pace è amore

la pace è amicizia

la pace è felicità

la pace è perdonare chi ti ha fatto del male

la pace bisogna sempre portarla nel cuore

Oumy

 

LA SCUOLA

La scuola sai che è una cosa importante?

A scuola si va per imparare

ma anche per stare con gli amici e giocare.

Non dire che la scuola è noiosa

la scuola serve a qualcosa,

non pensare di sapere tutto e che la scuola non sia importante

ma pensa che, purtroppo, qualcuno non ci può andare neanche.

Tu che la puoi frequentare, sii contento,

sei fortunato, con la camicia sei nato!

Daniele D., Primaria, Mezzate

 

LA LIBERTA’

Sai cosa significa libertà ?

La libertà è poter volare liberi come gabbiani,

la libertà non ha prezzo.

La libertà significa fare delle proprie scelte

senza condizionamenti.

Ma attenzione!

Non si può essere liberi

di fare sempre ciò che si vuole,

ricordate che la vostra libertà finisce

dove comincia quella di altri.

Thomas S. , Primaria, Mezzate

 

PACE O GUERRA

Che bella la pace,

non c’è cosa migliore,

io la vorrei a tutte le ore!

La guerra invece a cosa serve?

E’ solo una lotta in cui ognuno perde.

La guerra fa male e sai perchè?

Chi la fa non è più in sè.

Se scegli l’odio fai male alla terra

se scegli l’amore fai felice ogni cuore.

Quindi cosa scegli pace o guerra?

Mattia P., Primaria, Mezzate

 

LA GUERRA

La guerra non serve a niente,

la guerra spaventa solo la gente,

la guerra distrugge il mondo,

la guerra vuol dire paura, tristezza, fame, povertà,

con la guerra non si risolve niente.

Ma perché allora gli uomini continuano a farla?

Federico G., Primaria, Mezzate

 

LA PACE

La pace è un fiore che sboccia

quando non si litiga più.

La pace è un frutto dolcissimo

da assaggiare tutti.

La pace è un animale ferito

quando viene violata.

La pace è una fabbrica

che lavora in continuazione per ricostruirla.

La pace è un tesoro

da custodire sempre.

La pace è un arcobaleno

di genti di tanti colori.

La pace è una musica lieta

che parla dal cuore.

V B Primaria, Mezzate

 

COSA NE PENSIAMO DEI COMPITI?

Io e i compiti

 Quest’anno frequento la quarta elementare.

I compiti ovviamente sono aumentati rispetto agli anni precedenti.

Nella mia mente c’è un’organizzazione mentale sia dello studio orale che dei compiti scritti.

In genere mi piacciono tutte le materie, ma le mie preferite sono matematica e italiano.

Anche la geografia comincia ad interessarmi, poiché stiamo studiando i monti, i fiumi, le pianure del territorio italiano.

Di solito i compiti li svolgo da sola, ma a volte capita che chieda aiuto alla mamma.

Ad esempio, io scrivo i testi e poi lei me li controlla oppure, quando studio storia, geografia o scienze, mi interroga.

Fortunatamente non c’è nessuno che mi distrae. Anzi, sono io che mi distraggo!

A volte capita, soprattutto in una splendida giornata di sole, che guardi fuori dalla finestra e cominci a fantasticare e a sognare ad occhi aperti.

Normalmente eseguo sempre i compiti assegnati, ma è capitato una volta, forse in prima, che non avevo svolto una scheda. Mi sono sentita a disagio, è stato orribile!

Secondo me i compiti sono importanti perché senza di essi non potremmo esercitarci a casa, correndo così il rischio di non ricordarci più niente una volta a scuola.

Di conseguenza si rischierebbe di prendere un brutto voto nelle verifiche.

Beatrice S., Primaria, Monasterolo

 

Io e i miei compiti

Quest’anno sono in quarta e i compiti sono più difficili.

Io studio Storia durante il week-end perché il lunedì ho piscina, i compiti scritti li faccio il sabato pomeriggio.

I compiti che preferisco sono quelli di Matematica che faccio il venerdì durante l’intervallo lungo.

I compiti che però non sopporto sono quelli di inglese anche se è una delle mie materie preferite.

Mi aiuta a studiare il mio papà e i compiti scritti li faccio da sola.

A volte mi distrae mio fratello o il bel tempo: vorrei prendere la bici e andare all’Idroscalo per una gara di velocità!

Lo scorso lunedì mattina non avevo fatto i compiti di Italiano e mi sono sentita molto male, però io di solito li faccio sempre i compiti!

Per me i compiti servono per esercitazione a casa.

Giulia S., Primaria, Monasterolo

POESIE DI PRIMAVERA

UNO SQUALO SULLA SPIAGGIA

 

 

 

 

Uno squalo sulla spiaggia

rimasto un po’ spiaggiato

sulla sabbia scottante

scaldata dal sole

a sognare le sardine

sopra una sdraio.

Jacopo F., Primaria, Monasterolo

 

IL COCCODRILLO

Un coccodrillo sfidò un camaleonte

in una gara di corsa

a correre con le calze di cotone

fino alla cima della collina

vinse il coccodrillo e si chinò.

Jacopo F., Primaria, Monasterolo

 

LA TIGRE

La tigre rabbiosa

si aggira ringhiosa

col suo rapido scatto

raggiunge un cerbiatto.

Lorenzo P., Primaria, Monasterolo

 

L’UCCELLINO

Cip,cip,cip,

fa l’uccellino

cantando sul ramo

al fresco mattino.

 

Cip,cip,cip,

canta ogni giorno,

dando così un buon Buongiorno.

 

Cip,cip,cip,

che dolce melodia

sentendolo cantare

con una compagnia.

Giorgia T., Primaria, Monasterolo

LA ZEBRA

La zebra zampetta
mentre l’acqua zampilla
zigzagando qua e là.
Ha incontrato uno zoologo
con uno zaino zavorrato,
zelante cerca una zappa
ma nello zaino tocca uno zoccolo
zitta zitta se ne va
con la sua zeppa nuova di zecca.

Ludovica R., Primaria, Monasterolo

 

IL RATTO PAZZO

A Roma un ratto ruzzolò

come un razzo,

entrò in un regno di ragni

e rubò rubini rossi.

 

 

CHE PARAPIGLIA A FIRENZE

A Firenze una farfalla

si fermò

su un fiore appena fiorito,

vicino ad un fiume.

Si sentì il frastuono di un fulmine

su una pianta di fragole

che cadde

in un fossato.

Marco B., Primaria, Monasterolo

 

LA FOCACCIA…

La focaccia è filante

la frittata è fumante

i finocchi son come fiocchi

i fichi son festosi e

c’è un folletto grande come un fusto

sotto un fungo fungoso.

Arianna D., Primaria, Monasterolo

 

 

IL SOSPIRO

Soffia sugli scogli

Un sospiro silenzioso

Senza aspettare che

Si alzi il sole

Sulla sabbia.

Giulia C., Primaria, Monasterolo

 

NICOLÒ

Nanetto nervoso e non

noioso,

dico sempre di me

Faccio la nanna

in un nido di piume

mi nutro di Nutella

e da grande diventerò

un biologo marino.

 

LAURA

Per fare Laura

si prende una “L”

come luna, lucciola

e poi una “A”

come albero, amore, ala

dopo prendo una “U”

come urca, uva, uccellino

poi la “R”

come rosa, raggio, righello

e infine prendiamo la “A”

come aria, aiuola, arcobaleno

Basta metterli tutti insieme con amore

e vien fuori Laura che sta sempre nel mio cuore.

Nicolò P., Primaria, Monasterolo

 

PER FARE IL FUOCO

 

 

 

 

 

Per fare il fuoco si prende una  F

come fulmine, fiamma,

poi si prende una U

come uomo,

poi si prende una O

come orologio,

poi si prende una C

come calma,

poi si prende ancora una O

come occhio,

poi si mettono tutti insieme.

Basta poco per fare il FUOCO.

Arturo S., Primaria, Monasterolo

 

PER FARE BARBARA

Per fare Barbara

Si prende una B

Come bravura e bacio

Poi si prende una A

come abbraccio e amore

Poi si prende una R

Come raggio e rosa;

poi si prende una B

come brezza e bellezza;

poi si prende ancora A

come amicizia e ancora;

poi un’ altra R

come roccia e regola;

e poi un’ altra A

come arcobaleno e acqua;

poi si mettono tutti insieme nel cuore e formano BARBARA il mio Amore .

Alessia C., Primaria, Monasterolo

 

STEFANIA

Per fare Stefania

si prende una S

come sole, sorriso, sale

poi si prende una T

come tesoro, timone, tenerezza

poi si prende una E

poi si prende una F

come fanciulla, fulmine felicità

come emozione, entusiasmo, energia

poi si prende una A

come allegria, amore, abbraccio,

poi si prende una N

come natura, nave, nido

poi si prende una I

come idea, immagine, intelligenza

poi si prende ancora una A

come amica, aurora, arcobaleno

poi si mettono insieme

con allegria e simpatia

e viene fuori MAMMA MIA.

Asia M., Primaria, Monasterolo

 

L’AMICO

L’amico è un sole

l’amico è un guerriero

l’amico è

chi non ti lascia mai solo

chi ti dà un sorriso di colori

chi ti protegge

chi non ti offende mai

chi ti aiuta nei momenti difficili

chi ti incoraggia nello svolgere un compito

chi ti abbraccia

chi ti fa sentire felice

chi ti vuole un mondo d’amore

chi ti fa battere il cuore.

Tommaso L., Primaria, Monasterolo

 

LA PACE

La Pace è nei nostri cuori.

 

La pace è un mondo d’affetto

la pace è un abbraccio perfetto.

 

La pace è un aquilone nel cielo

la pace è un arcobaleno nel sereno.

 

La pace è un cuore d’amore

la pace è un’aquila che vola

la pace è un fiore pieno di colore.

Chiara B., Primaria, Monasterolo

 

 

 

STOP ALL’INGIUSTIZIA

“Una ragazza come tutti noi, con voglia di vivere e divertirsi, con un’intera vita davanti e tante opportunità, viene strappata dalla sua famiglia per un errore.”

Annalisa Durante era una ragazza di Forcella (Napoli) con tanti desideri nel cuore, e alcuni si realizzarono mentre altri non hanno fatto in tempo…

Questa giovane scriveva in diario segreto, era un libricino dalla copertina blu con un cuoricino rosso. Annalisa ci scriveva dentro i suoi desideri, come un piercing o uno scooter, i suoi segreti come l’amore per Francesco ma anche cose a dir poco inquietanti. Sembrava sapesse che non avrebbe vissuto a lungo, aveva paura di stare a Napoli, non riusciva ad immaginarsi lei da adulta; era come un presentimento che l’aveva avvisata, lei non avrebbe vissuto ancora per molto tempo e non sarebbe mai diventata adulta.

Il 27 Marzo 2004 Annalisa e una sua amica uscirono senza sapere che quel giorno ci sarebbe stata una sparatoia che presumibilmente voleva come vittima Salvatore Giuliano. E mentre passeggiavano per Forcella partirono quattordici colpi, uno di essi colpì la povera Annalisa.

La famiglia si affacciò dalla finestra e la vide, stesa sull’asfalto, immobile. Gli occhi verdi spenti, i capelli dorati incollati alla strada. Morta.

Annalisa Durante era morta, e perché? Per un errore, si è trovata al posto sbagliato nel momento sbagliato e questo ha causato la sua morte.

Eppure, anche se è morta ben tredici anni fa lei è ancora viva in sette persone abitanti questo pianeta: la famiglia della ragazza ha deciso di donare i suoi organi ancora funzionanti, così che Annalisa non sia morta invano e infatti ha salvato ben sette vite.

Lei era innocente, non meritava una pallottola in testa.

Il problema più grave è che lei non è l’unica vittima innocente della mafia, ci sono tanti, uomini e donne, ma anche altri ragazzi che hanno abbandonato questo pianeta per uno sbaglio, proprio come Annalisa.

Dobbiamo portare rispetto ed avere pietà per queste persone, e dobbiamo combattere questa mafia. Non possiamo stare a guardare mentre i mafiosi si uccidono l’un l’altro o uccidono persone che camminano da quelle parti. Non possiamo stare a guardare mentre persone, che potremmo essere noi, muoiono per un errore.

Non possiamo stare a guardare, dobbiamo agire.

Alexia B., team del giornalino

NO PAIN NO GAIN

É bello vincere, è bello essere “campioni”, sono belli i complimenti, i sorrisi e le pacche sulle spalle, ma l’invidia no, quella non è bella.Ci sono persone che si allenano duramente, che vincono e raggiungono risultati invidiabili. Eppure non tutti li stimano, c’è chi li odia e chi fa di tutto per screditarli.

Non so se a voi è mai capitato di sentirvi dire -Bello vincere facile- Ecco, a me è capitato e me l’ha detto un mio compagno di Karate: avevo vinto due primi posti ai Campionati Regionali Lombardi…devo ammettere che in effetti ho vinto abbastanza facilmente ma almeno IO ero presente quel giorno alla gara, IO ho partecipato (e ho vinto facile!) alla gara e mi sono impegnata. Lui, invece, aveva paura. Si, paura. Paura di venire alla gara, paura di perdere; non ha avuto fiducia in sé stesso a differenza mia!

Vi sembra il caso che la lezione dopo la gara mi venga a dire -Bello vincere facile-? No, a me non sembra.

Ora che ho vinto i regionali mi sento trattata diversamente dai miei compagni di Karate: alcuni mi stimano e sono un idolo per loro, per altri (che apprezzo) sono l’Alexia di sempre, mentre per altri ancora sono diventata quella che “sta sulle scatole” e sapete perché? Perché alla gente, da specificare certa gente, non piace quando altri riescono a raggiungere risultati per loro irraggiungibili; e c’è un motivo per cui quella gente non riesce a raggiungere quei risultati: mancanza di impegno? Mancanza di perseveranza? Mancanza di determinazione? Mancanza di volontà?

Forse. Ma la cosa che manca maggiormente è una, una cosa che io riassumo con “NO PAIN NO GAIN”. La voglia di allenarsi, ecco cosa manca!

A scuola c’è lo stesso problema: mi prendete in giro perché non esco mai: va bene, avete ragione ma sapete quanto mi importa delle vostre stupide e inutili prese in giro? Sapete quanto mi importa dei vostri giudizi (e pregiudizi…)? Nulla, non me ne importa niente! E comunque in quel tempo che voi state fuori a “farvi le canne” o al cinema o che so io dove, IO, faccio qualcosa, qualcosa che mi aiuta a raggiungere obbiettivi per cui mi odierete: magari studio e approfondisco un determinato argomento per la verifica, magari leggo un bel libro per arricchire il mio vocabolario, magari mi alleno per raggiungere dei risultati che voi non potete neanche sognare… per esempio diventare Campionessa Mondiale; a proposito, i vostri stupidi commenti -non c’è la farai mai- o -hai iniziato troppo tardi- non fanno altro che accrescere la mia determinazione, non pensate che ci rimango male! Ma non preoccupatevi, ci sarà un bel giorno in cui vi pentirete di queste cose che mi state dicendo, in cui chiederete di essere miei amici, in cui chiederete il mio aiuto, ma io certe cose le ricordo e, quel giorno, si fa sempre più vicino.

Ma ora basta parlare di me, del mio sogno e dei vostri stupidi (ci tengo a precisarlo) commenti, ho scritto tutto ciò per poter darvi dei consigli per voi che mi odiate o magari odiate qualcun altro:

Non odiate qualcuno perché è bravo, si allena e raggiunge ottimi risultati. Stimatelo, prendete il suo esempio! Fate come lui. So che non è facile, ci vuole sacrificio, forza di volontà, impegno, costanza e determinazione ma voi provateci e i risultati si vedranno e… magari… diventerete anche voi un idolo per qualcun altro!

Ci tengo a concludere con degli aforismi e delle citazioni famose:

  • NIENTE È FACILE E NULLA È IMPOSSIBILE.
  • CHI DICE CHE UNA COSA È IMPOSSIBILE NON DOVREBBE DISTURBARE CHI LA STA FACENDO.
  • VINCERE NON SIGNIFICA BATTERE IL PROPRIO AVVERSARIO MA BATTERE SE STESSI.

E ricordate “No pain no gain” perché chi non si allena non merita di vincere!!!

 

Alexia B. , 

team del giornalino

UN CAVALLO DAL MANTELLO NERO

Il Frisone occidentale è una delle razze equine più antiche in Europa. Originario dei Paesi Bassi, è famoso per i suoi folti crini spesso ondulati. Il mantello tipico del frisone è il morello (simile al nero).

Cavallo robusto, possente e infaticabile, è stato utilizzato in passato, soprattutto durante il Medioevo, come cavallo da guerra. Oggi è particolarmente apprezzato nel dressage, negli attacchi e negli spettacoli equestri. Si distinguono tre linee nella razza: “barocco”, più robusto, “classico”, imponente ma slanciato, e “moderno”, più leggero.

Il cavallo frisone discende da una razza arcaica e si è sviluppato in Frisia, regione situata tra il nord dei Paesi Bassi e della Germania, nella quale sono stati trovati alcuni resti risalenti a circa 3000 anni fa. Le prime testimonianze scritte risalgono all’epoca romana, quando l’impero si espanse fino alla costa nord-atlantica dell’Europa: lo storico latino Tacito ne esaltò il valore e la forza, ma anche l’aspetto particolarmente sgraziato, risultati di una selezione che lo indirizzavano soprattutto al lavoro nei campi. Durante il Medioevo si presentava di diversi colori di manto e fu apprezzato come cavallo da combattimento per la sua frugalità e robustezza, che gli consentiva di portare in groppa il cavaliere con la sua armatura. Nel XVI secolo, sotto Carlo V, la dominazione spagnola si estese fino ai Paesi Bassi; furono quindi importati numerosi cavalli iberici che si incrociarono con i frisoni, dando origine ad un modello più leggero usato per trainare i cannoni o per le cerimonie. Numerosi quadri di pittori fiamminghi dell’epoca confermano l’evoluzione della razza. Nel XVII secolo i Paesi Bassi passarono sotto la dominazione francese e gli ufficiali ne gradirono molto il portamento fiero ed il trotto elegante.

Nel XIX secolo giunse in Europa la moda delle corse di trotto; così si cercò di migliorare le già buone prestazioni del frisone nel trotto, incrociandolo con cavalli più leggeri come l’Orlov. Fu a causa di ciò che la razza rischiò l’estinzione. Fortunatamente nel 1879 ventidue allevatori si riunirono e determinarono gli elementi caratteristici della razza. Durante la prima guerra mondiale rimanevano solo tre stalloni puri e un centinaio di giumente. Gli allevatori, per preservare il patrimonio genetico, esclusero qualsiasi incrocio con altre razze. La seconda guerra mondiale favorì la sua ridiffusione.

Alla fine del conflitto, nel 1954 la regina Giuliana dei Paesi Bassi concesse alla società di allevamento del cavallo frisone il titolo di “società reale” e ne divenne quindi la protettrice. Una seconda crisi colpì la razza quando si diffuse il salto ostacoli, perché la conformazione del cavallo non permetteva la pratica della disciplina se non a bassi livelli. Furono le sue doti per gli attacchi, questa volta a livello sportivo e non più utilitario, a salvarlo una seconda volta.

Al giorno d’oggi il frisone non è più a rischio, perché la sua bellezza e peculiarità gli hanno fatto guadagnare una fama mondiale. I frisoni hanno l’onore di trainare la carrozza della famiglia reale dei Paesi Bassi, oltre a quella del celebre grande magazzino inglese Harrods. A partire dal 1980 circa, l’allevamento è mirato soprattutto a migliorare il galoppo, punto debole della razza, e a sviluppare il potenziale nel dressage.

La loro potenza e la loro magnificenza sarà sempre un punto a favore per loro e continueranno a stupire generazioni su generazioni con la loro bellezza.

Il cavallo frisone discende da una razza arcaica e si è sviluppato in Frisia, regione situata tra il nord dei Paesi Bassi e della Germania, nella quale sono stati trovati alcuni resti risalenti a circa 3000 anni fa. Le prime testimonianze scritte risalgono all’epoca romana, quando l’impero si espanse fino alla costa nord-atlantica dell’Europa: lo storico latino Tacito ne esaltò il valore e la forza, ma anche l’aspetto particolarmente sgraziato, risultati di una selezione che lo indirizzavano soprattutto al lavoro nei campi. Durante il Medioevo si presentava di diversi colori di manto e fu apprezzato come cavallo da combattimento per la sua frugalità e robustezza, che gli consentiva di portare in groppa il cavaliere con la sua armatura. Nel XVI secolo, sotto Carlo V, la dominazione spagnola si estese fino ai Paesi Bassi; furono quindi importati numerosi cavalli iberici che si incrociarono con i frisoni, dando origine ad un modello più leggero usato per trainare i cannoni o per le cerimonie. Numerosi quadri di pittori fiamminghi dell’epoca confermano l’evoluzione della razza. Nello stesso periodo il frisone fu anche importato, per via sia terrestre, che marittima, dai porti del mare del Nord e a sua volta migliorò numerose razze europee, quali il Dales e il Fell (la somiglianza salta subito agli occhi), lo Shire, il Wurtemberg e l’oldemburghese. Nel XVII secolo i Paesi Bassi passarono sotto la dominazione francese. Gli ufficiali ne gradirono molto il portamento fiero ed il trotto elegante.

Nel XIX secolo giunse in Europa la moda delle corse di trotto; così si cercò di migliorare le già buone prestazioni del frisone nel trotto, incrociandolo con cavalli più leggeri come l’Orlov. Fu a causa di ciò che la razza rischiò l’estinzione. Fortunatamente nel 1879 ventidue allevatori si riunirono e determinarono gli elementi caratteristici della razza. Durante la prima guerra mondiale rimanevano solo tre stalloni puri e un centinaio di giumente. Gli allevatori, per preservare il patrimonio genetico, esclusero qualsiasi incrocio con altre razze. La seconda guerra mondiale, con la sua scarsità di mezzi di trasporto e carburante, favorì la sua ridiffusione.

Alla fine del conflitto, nel 1954 la regina Giuliana dei Paesi Bassi concesse alla società di allevamento del cavallo frisone il titolo di “società reale” e ne divenne quindi la protettrice. Una seconda crisi colpì la razza quando si diffuse il salto ostacoli, perché la conformazione del cavallo non permetteva la pratica della disciplina se non a bassi livelli. Furono le sue doti per gli attacchi, questa volta a livello sportivo e non più utilitario, a salvarlo una seconda volta.

Questi magnifici cavalli continueranno a stupire per la loro bellezza e per la loro potenza.

Valentina F.,

team del giornalino

SEMPRE + INTELLIGENTI

Oggi vi voglio parlare dell’intelligenza. Molto probabilmente fate parte delle tante persone che credono che l’intelligenza sia un dono che il buon Dio offre solo ad alcuni di noi ma vi sbagliate.

Se pensate di non ottenere buoni risultati a scuola perché, “poveri voi”, non siete intelligenti, vi sbagliate: nella maggior parte dei casi il basso rendimento scolastico è dovuto alla mancanza di impegno e costanza nello studio e, talvolta, addirittura totale mancanza di studio. Quindi se date colpa alla vostra intelligenza per i vostri voti non avete ancora capito che l’intelligenza non frutta buoni voti senza un po’ di sforzo!

Pensate che l’intelligenza sia un muscolo, cosa dovete fare per svilupparlo e potenziarlo? Ovviamente allenarlo.

Di conseguenza alla domanda “come faccio a diventare intelligente?” la risposta sarà: “Allena il cervello”.

A questo punto dobbiamo porci un’altra domanda: “come faccio ad allenare il cervello?” Bisogna farlo lavorare quotidianamente affinché non perda alcune delle sue capacità e bisogna fare degli esercizi di logica, di abilità verbale, di memoria e di osservazione.

In poche parole per diventare più intelligenti bisogna allenare il cervello con semplici e man mano che si va avanti, sempre più difficili esercizi.

Esistono dei test che calcolano il quoziente intellettivo (QI) ma sono a pagamento. L’unico metodo che secondo me è affidabile per calcolare il QI è il canale youtube di Marco Ripà: un uomo plusdotato che pubblica online dei test e degli allenamenti per il cervello (tra cui anche test per calcolare il QI).

É da qualche mese che ho iniziato ad allenare il cervello e i risultati sono sorprendenti.

Avevo un QI che si aggirava intorno a 110 (poco più della media) e ora è tra 120 e 130 (livello da GIFTED ovvero plusdotato).

Inoltre allenando il cervello molte delle nostre capacità miglioreranno; si impara a ragionare usando la logica e la memoria migliora notevolmente!

Insomma… se vi impegnate e iniziate ad allenarvi anche voi sicuramente diventerete più intelligenti! 😉

Tanto che siamo qui possiamo provare a risolvere insieme due semplici test, alla fine vi svelerò la soluzione.

PROBLEMA 1

Ci sono tre scatole A B C.

  1. A contiene monete da 1$
  2. B contiene monete da 2$
  3. C contiene monete sia da 1$ che da 2$

Tenendo conto che le affermazioni 1-2-3 sono false come faccio a scoprire dove si trovano le monete? (PER ARRIVARE ALLA SOLUZIONE BISOGNA PESCARE UNA MONETA DA UNA DELLE SCATOLE).

Avete trovato la risposta a questo, all’apparenza difficile, quesito?

Dovete pescare una moneta dalla scatola C (che sicuramente NON contiene monete da 1$ e 2$) e a questo punto le possibilità sono due:

  1. Se la moneta che avete pescato è da 1$ di conseguenza in A ci saranno quelle da 2$ mentre in B quelle da 2$ (LE AFFERMAZIONI ERANO TUTTE FALSE!)
  2. Se la moneta che avete pescato è da 2$ di conseguenza in A ci saranno quelle da 1$ e 2$ mentre in B quelle da 1$ (LE AFFERMAZIONI ERANO TUTTE FALSE!)

Ti si è fuso il cervello e non hai capito i ragionamenti? Migliorerai nel tempo…

Se invece hai trovato la soluzione Complimenti!

Ora passiamo al secondo quesito: questa volta si tratta di un’operazione matematica banalissima che la maggior parte degli adulti ha sbagliato.

PROBLEMA 2

9 – 3 : 1∕3 + 1

All’apparenza può sembrare difficile ma è semplicissima!!! INDIZIO: c’è una frazione…

La soluzione è molto semplice: cosa si fa quando avete una divisione con le frazioni? Si invertono i termini e il diviso diventa una moltiplicazione!!!

Ora l’operazione è

9 – 3 x 3 + 1

Come sapete spero, le moltiplicazioni e le divisione hanno la precedenza su addizioni e sottrazioni quindi eseguiamo il calcolo “3 x 3” e l’operazione che resta è

9 – 9 + 1

Il risultato ora lo sapete tutti, è 1!

Incredibile pensare che la calcolatrice di google sbaglia questo calcolo…

Se vi piacciono test simili a questi e volete diventare più intelligenti vi consiglio vivamente il canale youtube di Marco Ripà, sotto vi lascio l’indirizzo di uno dei suoi video:

https://youtu.be/8fVvGI5y5n0

 

Alexia B., team del giornalino

CIAO, IO MI CHIAMO SMS

Essere il giornalino dell’istituto Rita Levi Montalcini è forse la cosa più bella tra tutte quelle riguardanti il web, almeno secondo me, e merita di essere preso in considerazione anche da chi non fa parte della redazione … ma se stai leggendo questo articolo significa che sei sul sito o che è tornato quello cartaceo, in qualunque caso, grazie per la tua attenzione! Io mi chiamo Simone, Jacopo, Lucilla, Alexia, Federico, Victor, Veronica, Erica, Daniel, Giulia, Michele, Sara e tanti altri, ma puoi chiamarmi semplicemente “SMS”.

Hai capito bene, non sei impazzito, almeno non troppo, invece tu come ti chiami?

Non devi per forza dirmi il tuo nome, non devi neanche parlarmi se vuoi, se proprio devi, puoi scrivermi in tutte le lingue, perfino in cinese se lo conosci e vuoi essere originale.

La verità è che vorrei che tu commentassi anche in modo negativo se non ti piacciono gli articoli e in positivo se invece ti piacciono, decidi tu, anche se per la maggior parte io trovo i miei articoli molto, ma mooolto belli, da quelli riguardanti lo sport a quelli riguardanti i videogiochi, dagli articoli riguardanti gli animali a quelli che parlano della scuola, dalle favole remixate alle poesie più commoventi.

Così è come sono io, cioè questa che vedi sopra è la mia foto. Baci

SMS

Jacopo B., team del giornalino

MUSICA È EMOZIONE

Anche quest’anno la nostra prof di musica, la professoressa Roberta Bolzoni, ha organizzato le bellissime lezioni concerto.

Nella prima lezione concerto abbiamo ascoltato due strumenti meravigliosi: il pianoforte e il violino (un violino che risaliva addirittura al 1756).

Mi stupisco di come le persone facciano delle generalizzazioni sulla musica di altri tempi definendola semplicemente “classica”. Ma come si fa a definire simili le composizioni dell’agitato Schuman e quelle del perfetto Mozart?

Si tratta di musica completamente diversa, Schuman componeva melodie “agitate” che creavano ansia a chi le ascoltava, mentre Mozart componeva melodie dolci e calme che facevano rilassare l’ascoltatore.

Le lezioni concerto che ci vengono fornite dalla scuola sono a dir poco meravigliose, abbiamo la possibilità NON SOLO di ascoltare dal vivo strumenti che si possono sentire in grandi concerti, ma abbiamo l’opportunità di sentirli a pochi metri da noi e questo mi sembra semplicemente fantastico!

Alcuni compagni considerano noiose queste lezioni, ma non capisco perché! Anzi, sono bellissime! Forse pensano che sia una musica “brutta” e che solo la musica di Ariana Grande o Justin Bieber o, peggio ancora, Bello Figo sia bella. Se devo esprimere la mia opinione, la musica dei musicisti di oggi è pessima in confronto a quella dei Grandi Musicisti. Ma questi sono i miei gusti…

Le emozioni provate durante gli ascolti sono indescrivibili, ansia e paura con Schuman, calma e relax con Mozart, e poi agitazione, stupore, gioia e tristezza. Ascoltando questa musica puoi fare degli sbalzi d’umore esagerati, questa musica ti fa immaginare una tempesta in corso o, magari, un bel venticello di primavera. Sono emozioni uniche … E questa musica è vita perché ti accompagna in ogni situazione, ti può consolare se sei triste, ti può far arrabbiare, ti può far provare di tutto e di più…!

Un grazie speciale alla professoressa Bolzoni che organizza le lezioni concerto!

Alexia B., Secondaria, team del giornalino

IL CAMBIAMENTO NASCE DA OGNUNO DI NOI

Il 10 aprile le classi seconde della scuola “Rita Levi Montalcini” si sono recate ad una conferenza sulla mafia al teatro degli Arcimboldi a Milano.

Appena entrati a teatro le classi si sono accomodate su una balconata da cui, grazie anche ad un proiettore, si poteva seguire in modo chiaro la conferenza.

Gli ospiti presenti alla conferenza erano la referente di Libera a Milano, Lucilla Andreucci, Don Luigi Ciotti e Don Virgilio. Per inconvenienti non sono potute essere presenti Simona Dalla Chiesa, figlia del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, e la sorella di Paolo Borsellino, Rita.

Una suora ha iniziato la conferenza premettendo che qualcosa sarebbe cambiato in noi dopo avervi partecipato. Di seguito sul grande schermo è stato proiettato un video di Rita Borsellino, in cui lei stessa diceva che i fatti importanti non devono essere solo ricordo, ma memoria per il futuro.

La conduttrice della conferenza, Lucilla Andreucci, ha iniziato col chiedere a Don Luigi e a Don Virgilio quali furono i fatti che li indussero a scegliere di vivere e combattere da preti contro la mafia.

L’esposizione di Don Luigi ha colpito in particolare per due fatti raccontati: il prete ha infatti narrato all’auditorio la sua esperienza di gioventù, quando a diciassette anni viveva a Torino in una baracca, con una famiglia povera, ma dignitosa. Fu proprio lì, a Torino, che tornando da scuola vedeva sempre un barbone seduto sulla stessa panchina che leggeva e sottolineava un giornale. Un giorno, ritrovandolo ancora da solo sulla panchina, gli offrì un caffè e diventarono amici, così il barbone, che in verità era un dottore povero, chiese a Don Luigi di aiutarlo a salvare coloro che si drogavano.

Il secondo incontro significativo fu quello di Don Luigi con una donna povera di campagna che perse il figlio, agente di scorta di Falcone, nella stessa maniera in cui morì il magistrato a Palermo. Questa donna presa dalla disperazione afferrò le mani del prete e gli chiese come mai il nome di suo figlio non venisse mai nominato quando anche lui aveva il diritto di essere ricordato.

Il pubblico ha ascoltato in silenzio la testimonianza di Don Luigi, affascinato dal racconto e dall’emozione che traspariva dalle parole del prete.

Poi i relatori hanno lasciato spazio alle domande ed un ragazzo della nostra scuola ha chiesto che cos’era la mafia. Don Virgilio e Don Luigi Ciotti hanno spiegato che la mafia è un insieme di persone criminali la cui forza sono le relazioni sociali e il cui  copo è quello di fare denaro e avere potere attraverso forme di intimidazione e violenza nei confronti dei più deboli. Chi si oppone e non si piega alla mafia viene ucciso.

La mafia sceglie delle date precise per uccidere le persone che hanno il coraggio di combatterla, come per esempio Don Pino Puglisi che venne ucciso il giorno del suo compleanno. Il suo scopo è quello di ricordare a chi resta la potenza del clan mafioso e la punizione che verrà inflitta a chi non obbedisce alle sue regole.

Da questa conferenza si possono trarre alcuni messaggi:

  • DOBBIAMO RIEMPIRE LA VITA DI VITA;
  • NON POSSIAMO PERMETTERCI DI ESSERE SPETTATORI E DI ESSERE OMERTOSI;
  • IL CAMBIAMENTO CHE DESIDERIAMO NASCE DA OGNUNO DI NOI;
  • LA MAFIA È PIU’ DEBOLE SE TUTTI NOI SIAMO CORAGGIOSI;
  • LA LOTTA ALLA MAFIA È UNA LOTTA DI LEGALITA’ E CIVILTA’.

Posso concludere dicendo che la conferenza mi ha insegnato a capire meglio cos’è la mafia e come tutti insieme possiamo combatterla.

Sara M., Secondaria

IL 25 APRILE, GIORNO DI MEMORIA E DI PACE

Il 25 aprile, ovvero pochi giorni fa, io sono andato al parco della pace per sentire leggere i miei compagni delle lettere di partigiani uccisi. Alle 11.30 e sono andato a casa di Federico perché sarebbe stato lui ad accompagnarmi. Abbiamo parlato del 25 aprile: il 25 aprile ’17 è il giorno della memoria e si ricorda delle fine del nazifascismo e il ricordo dei partigiani morti. Persino lo zio di mia nonna, Rinaldo Laudi era partigiano ma lui è morto in guerra.

Quando sono arrivato al parco della pace, c’era il sindaco che stava leggendo. Mi sono messo nella mia posizione d’ascolto e sono rimasto lì fino a quando il presentatore non ha chiamato i miei compagni.

Hanno letto Federico, Elisabetta e Elen della mia classe e altri ragazzi di altre prime e seconde. Inizialmente l’agitazione era nell’aria, ma non ha preso il sopravvento: sono riusciti tutti a leggere con espressione. È stato un momento di silenzio e di riflessione, perché faceva tristezza sentire lettere di persone che poco dopo sono morte … Hanno letto lettere di partigiani, pronti per essere giustiziati. Erano lettere molto commoventi, ogni partigiano diceva che andava a morire convinto di aver fatto la cosa giusta e di aver lottato fino in fondo per la libertà, sicuro che il suo sacrificio non sarebbe stato vano e sarebbe stato ricordato nel tempo.

Alle 12.30 io, Federico e Alessandro, un mio compagno venuto come me a sostenere i miei compagni, siamo tornati a casa. Sono un po’ triste di non aver letto quest’anno. L’anno prossimo mi prenoto per leggere.

Tommaso R., Secondaria, team del giornalino

GENITORI E FIGLI: ISTRUZIONI PER L’USO

Come sanno tutti gli adolescenti al mondo, le mamme sono le persone più stressanti sulla terra, che ti fanno fare figuracce con ogni persona che si incontra, che ti scoprono subito appena fai una stupidata e che non hanno il rispetto della nostra privacy …

Ecco come, secondo noi adolescenti, dovrebbero comportarsi le mamme:

  • Trattateci da dodicenni

Visto che ormai abbiamo dodici anni e non più sei, dovrebbero trattarci da perone tali. Intendo che non devono chiederci, ad esempio, se volgiamo gli spaghetti tutti tagliati a pezzettini, perché ormai la nostra bocca è abbastanza grande per mangiare gli spaghetti interi.

  • Rispettate la nostra privacy

Privacy: rispetto dell’intimità personale. Ecco questo è quello che non capiscono le mamme (ovviamente però noi dobbiamo rispettare la loro di privacy, anche se è giusto). Un esempio di rispetto della nostra privacy è di non aprirci la porta quando siamo in bagno perché c’è il pericolo che potremmo essere o nudi o sul water a fare i nostri bisogni. Non dovrebbero neanche aprirci la porta quando siamo in camera o da soli o con gli amici perché magari ci stiamo facendo un selfie o ci stiamo confidando qualche segreto intimo.

  • Abolite le figuracce

La figuraccia peggiore al mondo per un adolescente è essere chiamati dai genitori “Ciccio, cucciolo, amore, topo, pupetto” e con molti altri appellativi davanti agli amici, fidanzati, professori o amici della mamma.

  • Non stressateci

Appena tornati da scuola, le mamme ci chiedono com’è andata o che voti abbiamo preso, ma dovreste smetterla con queste domande noiose, insomma va bene che siete curiose ma lasciateci la nostra privacy e il nostro spazio ma soprattutto rileggete la regola 2!

  • “Karaoke Shower”

Quando siamo nella doccia e iniziamo il nostro splendido Karaoke serale, non dovete urlare dalla cucina di smetterla o di abbassare la voce, perché sinceramente la nostra voce è angelica. Bisognerebbe anche aggiungere che a questa età si deve iniziare a scoprire i propri talenti (in questo caso magari un ragazzo/a potrebbe appassionarsi al canto).

  • In caso di note o brutti voti

Care mamme, prima o poi arriverà sempre il nostro brutto voto o nota quindi non dovreste sgridarci. Se non li prendiamo mai ed una volta capita, capita perché è normale, nessuno è perfetto.

P.S., CONSIGLIO PER ADOLESCENTI: rispondete alle vostre mamme con la faccia da angioletti, facendo gli occhi dolci dicendo che tutti gli esseri umani hanno preso un brutto voto nella loro vita.

  • Se ci conosceste veramente, lo sapreste

Questa cosa molti di noi la odiano, cioè farci mangiare cose che non ci piacciono, perché insomma, dopo tutto questo tempo, dovreste conoscere i nostri gusti.

  • Nostra camera, nostra decisione

Non dovete aprire le finestre della nostra camera perché voi avete caldo o perché bisogna cambiare l’aria, se no ci dobbiamo rintanare in bagno con la copertina seduti sul water a non fare niente.

  • I vestiti ce li compriamo noi

Mamme, senza offesa, ma i vostri gusti di abbigliamento non ci piacciono, sapete a quest’oggi non vanno molte di moda le calze lunghe fino al ginocchio, le tuniche, le gomme lunghe fino alla caviglia e il poncho; ma vanno di moda jeans strappati, maglioni larghi da ragazzo, giacche di pelle, e qualche nuova collezione ci sia in negozio.

Come sanno tutte le mamme al mondo la parte peggiore della vita con un figlio è l’adolescenza. Ovviamente noi sappiamo anche che i nostri ragazzi e ragazze sono troppo egocentrici, combina guai e vogliono troppa libertà. Ecco come secondo noi mamme dovrebbero essere i figli adolescenti:

  • Ubbidienti

Appena diciamo loro: “Andate in bagno, in camera o da qualche altra parte” devono rispondere “Sì, signora mamma“ e filare.

  • Casalinghi

Dovrebbero pulire la casa, spolverare, lavare i piatti, stendere, piegare i vestiti e mettere a posto la camera e tutto questo devono farlo senza ribattere e senza storie oppure dicendo: “Un minuto che arrivo”, “Due secondi, che sono su Clash Royale e sto per perdere”

  • Non devono essere “combina guai”

Tutti gli adolescenti hanno provato a fumare, uscire di nascosto o magari di peggio; ma diciamo che è “normale” anche se è brutto scoprirlo, quindi vorrei che non fossero così “combina guai” e così pasticcioni da farci arrabbiare ogni giorno.

Tutti i figli credono che fare la mamma sia semplicissimo, ma è completamente falso e ora vi elencherò tutto quello che dobbiamo fare ogni giorno:

  • Apparecchiare e sparecchiare
  • Lavare i piatti della colazione pranzo e cena
  • Sgolarci con voi
  • Mettere a posto le cose nella lavastoviglie
  • Stendere i vestiti
  • Piegare i vestiti
  • Sgolarci ancora con voi
  • Mangiare senza riposare
  • Andare a lavoro e arrabbiarci pure lì
  • Sgolarci di nuovo con voi
  • Pulire la casa
  • Spolverare
  • Cucinare
  • Sgolarci per l’ennesima volta con voi
  • Andare a letto stanchissime

Martina G., Secondaria

PAURA NEL BOSCO FANTASMA– IV episodio

“-C’è sempre una via d’uscita. In tutti i libri che ho letto il protagonista riusciva sempre a tirarsi fuori dai guai. Insomma, non sappiamo nemmeno se quello che ci sta accadendo sia reale!

Inizio a pensare e a ripensare a tutto quello che mi è accaduto da quando è iniziata la mia avventura. Tutti i cambiamenti di luogo sono avvenuti in un modo quasi magico. Forse sta succedendo tutto dentro la mia testa, che trova sempre un modo di sfuggire alla morte. Oppure tutto ciò è reale, anche se è la spiegazione meno logica perché la magia non può esistere.

Quindi mi focalizzo sulla prima ipotesi. Decido di chiedere alcune informazioni alla ragazza. -Puoi raccontarmi la tua storia?

-Allora, prima la mia vita era normale, andavo a scuola, uscivo con i miei amici… un giorno poi, mia madre mi ha mandato dal dottore perché avevo un fortissimo raffreddore. Mi ha fatto una puntura. Stavo ritornando a casa, quando mi sono ritrovata in un bosco. I fantasmi mi volevano divorare. Sono finita in una situazione assurda, in cui ogni volta che rischiavo di morire mi trovavo in un altro luogo pericoloso, finché non mi sono ritrovata qui. Ormai è molto tempo che sto qui, tanto che l’umidità che entra nella caverna ha cambiato il mio aspetto. All’inizio ho sperato di poter uscire da qui come mi è successo per le altre volte, ma purtroppo non è stato così. Ormai le poche provviste che avevo sono terminate, e morirò.

Paragono quanto è successo a me con la sua storia e trovo molti elementi comuni. Anche io, prima di tutto questo, ho ricevuto un’iniezione da parte di mia madre.

E se questo c’entrasse qualcosa? Forse la puntura ha stimolato delle reazioni nel mio cervello e ha fatto sì che io mi trovassi in questa situazione assurda.

-Ho capito perché siamo qui e soprattutto ho trovato il modo di uscire! – esclamo, quando un’onda mi investe e mi fa sbattere la testa a terra. Sento l’acqua riversarsi su di me, non respiro più. Perdo i sensi…”

Continua…

Lucilla C., team del Giornalino

LA NOSTRA VISITA AL MUSEO EGIZIO DI TORINO

Martedì 28 Marzo noi alunni delle classi quarte dell’Istituto Comprensivo Statale Rita Levi Montalcini, ci siamo recati a Torino per visitare il Museo Egizio. Il viaggio in pullman è stato lungo, ma piacevole. Torino è una bella città, attraversata dal fiume Po, ha un bel centro storico con tanti monumenti importanti, palazzi antichi e sui tetti piccoli abbaini. Dopo aver percorso un breve tratto a piedi, siamo giunti al museo e ogni classe è stata accolta da una guida archeologa che ci ha fornito un’audioguida per seguire meglio le spiegazioni. La nostra visita ha avuto inizio dall’ultimo piano dove è stata collocata una mummia che risale al 4500 a.C. cioè al periodo dell’Antico regno.

Lungo il percorso abbiamo visto i sarcofagi in pietra del Medio regno e quelli in legno del Nuovo regno. Ci ha colpito molto una mummia avvolta in lunghe bende di lino. Tra le bende gli archeologi hanno ritrovato degli amuleti come lo scarabeo, la chiave della vita o chiave di Iside che dovevano servire al defunto nell’aldilà. Accanto ai sarcofagi erano presenti altri oggetti di uso quotidiano: ciotole, vasi (detti portatori di offerte), vecchi sandali … un mondo in miniatura!

Le teche custodivano tanti oggetti e la curiosità cresceva man mano si proseguiva la visita, ascoltando sempre con più interesse le notizie storiche dell’archeologa.

Dal suo racconto un particolare ci è rimasto impresso: a quel tempo si aggiravano i ladri di tombe, pertanto all’esterno del sarcofago venivano disegnati e dipinti gli occhi, e non solo, la mummia veniva deposta all’interno della cassa su un fianco con la faccia rivolta ad Est, in quanto si credeva che quest’ultima in caso di furto potesse lanciare, anche dall’aldilà, delle maledizioni al ladro!

Siamo quindi scesi al primo piano dove abbiamo visto le tombe dell’architetto Kha e sua moglie Merit. Si trattava di sarcofagi molto grandi in legno, uno esterno di dimensioni notevoli e uno interno dipinto in modo elegante con i colori nero e oro.

Altre teche custodivano gli oggetti appartenuti a loro, trovati all’interno di una pesante anfora chiusa con un sigillo di creta.

Per concludere la nostra visita abbiamo ammirato la sala che ospita lo statuario, realizzato nel 2006 dal famoso scenografo Dante Ferretti. Intorno a noi c’erano decine di statue tra cui quella della dea Sekhmet e di altri importanti e famosi faraoni dell’Antico Egitto, come: il re Tutankhamon, Ramesse II, Sethi II…

Nel pomeriggio ci siamo dedicati ad una attività laboratoriale intitolata “Alla ricerca dell’indizio perduto”. L’archeologa ci poneva delle domande a cui dovevamo rispondere. Poiché avevamo studiato abbiamo indovinato subito tutte le risposte. Successivamente abbiamo scritto con i geroglifici il nome di un defunto ed in ultimo ci siamo dedicati a realizzare un amuleto con un foglio di rame. La visita al Museo Egizio di Torino ci è piaciuta molto perché è stata interessante e ci ha permesso di conoscere meglio la civiltà degli antichi Egizi.

Gli alunni  delle classi quarte, Primaria, Mezzate

UN GIORNO VISSUTO “DA ERCOLE”

Il giorno 07/04/2017, due delle classi prime (compresa la mia), con due professori per classe, sono andate in gita al Museo archeologico di Milano.

Subito usciti da scuola siamo andati alla fermata dell’autobus più vicina che c’ era e abbiamo preso il primo bus che è arrivato; dopo qualche minuto arrivati a San Donato abbiamo preso la metropolitana.

Scesi dalla metropolitana alla fermata “Duomo”, abbiamo fatto un tragitto a piedi per arrivare direttamente a destinazione.

Già dall’ entrata si intuiva lo scopo dell’edificio, un’entrata senza porta, alta, larga e con delle colonne doriche con tanto di scale. Dopo aver varcato questa soglia, che già mi aveva fatto prestare attenzione, si scorgono dei reperti di origine romana; tutto ciò all’ aperto con tanto di prato.

Entriamo nel vero e proprio museo dove incontriamo la guida che ci spiega il programma: una classe farà il laboratorio mentre l’altra visiterà la parte della “Grecia antica” per poi fare a cambio.

Appoggiamo tutti gli zaini su dei ripiani; la mia classe ha fatto prima la parte “Grecia antica”: si sale al piano di sopra, ci sono scale e ascensore ma noi prendiamo le scale, per trovarci davanti una porta che ci conduce in un grande stanza piena di vetrine.

Queste vetrine contengono reperti con diverse forme e dimensioni, però principalmente uno stesso oggetto: anfore. Ci siamo fermati alla prima vetrina dove troviamo delle anfore di diversi tipi crateri, kyilix, brocche e piatti per mangiare pesci.

Ma la cosa che salta di più all’ occhio non sono la forma ondulata o le anse, bensì le decorazioni! Le decorazioni sulle anfore possono essere di due coppie di colori: arancione/rosso su nero oppure nero su arancione/rosso, ma come si faceva a rendere dei vasi d’ argilla colorati e disegnati così bene? La risposta è semplice: basta prendere il vaso d’ argilla modellato e cuocerlo poi dipingere solo la sagoma di un uomo per esempio e poi farlo ricuocere. Dopo la seconda cottura dell’anfora bisogna grattare con qualcosa di molto fine e grattare via il primo strato di colore. Dopo averci spiegato questo, la guida ci ha fatto fotografare la vetrina.

Va avanti così per ancora qualche vetrina e poi, arrivate le ultime due vetrine, c’è una sorpresa: non ci sono più solo anfore ma anche altri reperti che raccontano la storia di un personaggio famoso dell’epica: Ercole. Così la guida ci ha raccontato la storia di Ercole e delle sue fatiche.

L’ ultima vetrina è un po’ un riassunto di tutto, e c’è un oggetto particolare: era un oggetto in bronzo che serviva agli atleti greci per pulirsi dopo le gare, il kylix.

La parte sulla “Grecia antica” finisce qui e infatti è il momento di andare a fare la parte interattiva.

Non per caso nella parte precedente abbiamo ricordato le fatiche di Ercole: infatti il laboratorio era proprio su questo. Il laboratorio si è svolto così: prima un’attrice ci ha riassunto le fatiche con le rispettive storie, successivamente la classe si è divisa in gruppi, ogni gruppo doveva interpretare la fatica scelta. Abbiamo quindi preparato le nostre esibizioni e le abbiamo rappresentate ai nostri compagni, tra applausi e risate. Una volta finita la parte interattiva ce ne siamo andati dal museo.

Per tornare a scuola abbiamo fatto questa strada: prima di tutto siamo andati fino alla metro a piedi, fermandoci per fare una foto di classe poi, arrivati nuovamente a San Donato abbiamo ripreso l’autobus che ci ha lasciati un po’ lontani dalla scuola, ma nessun problema! Un po’ di moto non ci ha mica fatto male.

Insomma dopo una giornata piena di arricchimento culturale e nuove scoperte siamo tornati a scuola, dove abbiamo parlato di come era stata l’uscita per tutti, e al quanto pare i giudizi erano positivi.

Matteo M.,  Secondaria

CAMPIONESSA ITALIANA (QUASI)   

Sabato e domenica 08-09 aprile, a Bellaria Igea Marina, si sono tenuti i 38° Campionati Italiani di Karate.

L’Heijo Shin Dojo ha partecipato con cinque allieve che hanno ottenuto un totale di otto medaglie, tra cui due ori, tre argenti e tre bronzi.

Io ho gareggiato la domenica nella categoria 0-13 anni cinture blu 4°kyu Kata. Una volta arrivata in finale, ero decisa a vincere: se vincevo sarei arrivata terza ma se perdevo… niente podio.

Le mie compagne mi incoraggiavano, non potevo deluderle, anche perché una di esse è il mio idolo. Inoltre sarei stata l’unica senza medaglia.

Allora ho tirato fuori tutta la mia grinta, la mia forza e la mia determinazione e ho fatto un Heian Godan degno di un terzo posto.

Ero contenta, la mia prima medaglia agli Italiani, un bel bronzo! Salendo su quel gradino del podio mi sono sentita felice, perché avevo raggiunto un risultato invidiabile, perché ero soddisfatta, perché anche il mio idolo ci era salita…

Per quest’anno, forse, le gare sono finite ma non importa: a giugno c’è l’esame per la cintura marrone e l’anno prossimo un’altra stagione di gare.

Bisogna sempre impegnarsi, dare sempre il massimo e non mollare mai. Se quest’anno ho preso un terzo, l’anno prossimo prenderò un primo.

Si può sempre migliorare e si DEVE sempre migliorare!

“NO PAIN NO GAIN”

Alexia B., Secondaria, team del giornalino

UN CONSIGLIO COMUNALE MOLTO SPECIALE

Il  12 dicembre 2016 gli alunni delle classi quinte di Mezzate e di Monasterolo si sono recati  al Comune di Peschiera Borromeo per conoscere il Sindaco, i suoi collaboratori e per partecipare ad un “Consiglio Comunale speciale” organizzato per le classi quinte dell’I.C.S. Montalcini.

Appena arrivati il portiere ci ha condotti nella sala consigliare e ci ha fatto accomodare sulle panche delle tribune.

In mezzo alla sala, di fronte alle tribune, c’era un grande tavolo a forma di ferro di cavallo, al centro del quale si siede il Sindaco, a sinistra i consiglieri di minoranza e a destra quelli di maggioranza; i consiglieri di maggioranza sono quelli che hanno votato a favore del Sindaco e quelli di minoranza a sfavore.

Ad un certo punto è entrata una donna molto giovane, con i capelli lunghi e castani raccolti in una coda, portava un paio di occhiali blu con il contorno bianco, indossava una maglia bianca un po’ondulata, un paio di jeans e al collo aveva una sciarpa rosa.

Ma la cosa che le dava importanza era una fascia tricolore che portava a tracolla, con i colori della bandiera italiana.

Subito si è presentata e ci ha detto che era Caterina Molinari, il Sindaco di Peschiera Borromeo, dopo ci ha presentato anche Chiara Gatti, l’Assessore alla Pubblica Istruzione e Isabella Rosso, il Presidente del Consiglio comunale.

Successivamente dei nostri compagni le hanno rivolto alcune domande, ad esempio: da quanti anni è il Sindaco del nostro paese, come è stata eletta, quali sono i suoi compiti.

Lei ha risposto che dall’anno scorso è il Sindaco di Peschiera, che è stata eletta dai cittadini di Peschiera con le votazioni, che si occupa di migliorare Peschiera Borromeo e di soddisfare le esigenze dei suoi cittadini.

Poi il Sindaco e l’Assessore ci hanno fatto una bella sorpresa, non ci aspettavamo proprio che ci facessero giocare! Il gioco era quello “delle delibere”, una specie di caccia al tesoro all’interno del Comune.

Ci hanno divisi in otto squadre, dirette da un capitano e ad ognuna è stato affidato il compito di chiedere i permessi per realizzare dei progetti che ci avevano assegnato.

Ogni squadra doveva andare in determinati uffici del Comune per farsi firmare le autorizzazioni per il progetto; quello della nostra squadra era di costruire un nuovo centro commerciale.

Ci siamo davvero divertiti a girare per gli uffici, ma forse non è stato altrettanto divertente per gli impiegati che lavoravano in Comune e che sono stati disturbati dalla nostra presenza e dal gran chiasso che abbiamo fatto.

Finito il gioco, il Sindaco e l’Assessore hanno premiato la squadra che è arrivata prima con una copia della nostra Costituzione e hanno regalato delle caramelle a tutti i bambini.

Successivamente un rappresentante di ogni classe ha letto una lettera al Sindaco per manifestare i nostri desideri per migliorare Peschiera e la nostra scuola.

La nostra classe ha chiesto per la scuola di Mezzate: un cortile più grande per avere tanto spazio per giocare; aule più spaziose per lavorare meglio; un’aula di pittura attrezzata di tutto quello che serve per dipingere; un’aula di scienze per fare gli esperimenti; pannelli fonoassorbenti in mensa ed in palestra per non far rimbombare i suoni; di imbiancare le pareti della scuola che da anni non vengono rinfrescate.

Dopo aver ascoltato tutte le richieste il Sindaco ha affermato che terrà conto dei nostri desideri e cercherà di soddisfarli.

Alla fine della mattinata abbiamo salutato il Sindaco e siamo tornati a scuola pensando che questa uscita didattica sia stata istruttiva e divertente, e certi che Peschiera sia in buone mani.

Sofia R. e Michele S.,

Primaria, Mezzate

 

A SCIARE IN PRIMAVERA

La terza settimana di marzo sono partita per la settimana bianca con la mia famiglia. “Vai a sciare a marzo?!”, penserete voi. Ma non ho passato la mia vacanza senza sciare, anzi, il fatto di essere andata fuori stagione ha fatto sì che non si morisse di freddo sulle piste e che non si aspettasse in coda agli impianti perché non c’era tanta gente. Anche per questi motivi la settimana è stata fantastica, ma mi è piaciuta soprattutto perché ho sciato tantissimo: ci svegliavamo presto alla mattina, colazione abbondante e poi sulle piste fino alla chiusura degli impianti.

Di notte spesso nevicava e il giorno dopo avevamo il piacere di sciare sulla neve appena caduta.

Quest’anno è stata anche aperta una nuova pista nera:

Ovviamente, essendo una pista nera, l’ho fatta come minimo una decina di volte solo nei primi tre o quattro giorni: è molto bella ed emozionante.

Ricordo ancora tutti i suoi muri e il divertimento soprattutto quando li facevo velocemente, e ricordo anche quando andando forte non ho visto un cumulo di neve fresca per cui sono quasi “volata”… sulla Volata!

Il gioco di parole è divertente, ma io mi sono un po’ spaventata perché se fossi caduta, sarei scivolata per un bel pezzo del muro. Per fortuna non è andata così e ho finito la pista e anche la vacanza senza rompermi niente.

Ho sciato per sette giorni e mi sono divertita tantissimo: non volevo più venire via. Ho fatto quasi tutte le piste e, nella mia famiglia, sono quella che ha sciato di più: ben 251,4 km.

Avrei voluto sciare ancora, ma purtroppo sono dovuta tornare a casa con la consapevolezza che avrei dovuto aspettare un altro anno per sciare di nuovo, ma anche con impressi nella mente i bei momenti trascorsi.

E chi l’ha detto che a marzo si scia male?!

Lucilla C., Secondaria, team del giornalino

 

MERAVIGLIOSA LONDRA

Su suggerimento della professoressa Campeti, siamo rimaste entusiaste di organizzare un viaggio a Londra ed abbiamo affrontato il lavoro con grande impegno. Nel video che vedrete abbiamo cercato di raccontarvi Londra come in un album fotografico: da Buckingham Palace e il London Eye al gustosissimo Fish and Chips, fino ad arrivare alle tipiche cabine telefoniche e ai bus a due piani.

Londra vi aspetta, venite con noi! Buona visione!

BEAUTIFUL LONDON

We were enthusiastic to plan a trip to London and we worked very hard. In the video we have tried to tell you London as in a photo album: from Buckingham Palace and London Eye to the tasty fish and chips, from the typical telephone boxes to the two-floors bruses.

London is waiting for you, come with us!! Have a good vision!

Sara Malerba, Elisabetta Moiana, Martina Girelli, Radka Mladenova,

II D Secondaria

IL COCCODRILLO CAMPAGNOLO

In una calda giornata d’estate, alle sei del mattino, mi svegliò il campanello. Ancora del tutto assonnata, sono andata ad aprire la porta. Appena ho aperto la porta, mi sono trovata davanti una creatura verde, che sembrava un coccodrillo, ma non ne ero sicura, perché poteva essere il sonno che giocava un brutto scherzo. Allora mi sono strofinata gli occhi un paio di volte, e finalmente ho avuto la conferma che era un vero coccodrillo su due zampe con un cappello in paglia. L’ unica cosa che sono riuscita a dire era: “Posso aiutarla?”.

Il coccodrillo mi guardò per un istante e poi disse con una voce molto profonda: “Hai del rosmarino?” In quel momento mi veniva da ridere, perché, tra tutte le cose che mi poteva chiedere un coccodrillo, perché proprio il rosmarino? Doveva utilizzarlo per un contorno o per un primo piatto? Che cosa stramba!

Mentre ridacchiavo sotto i baffi, gli ho detto di no, perché non volevo sprecare un intero rametto di rosmarino per darlo al primo coccodrillo campagnolo che passa. Appena gli ho dato la mia risposta, lui se ne era andato, ma secondo me aveva in mente qualcosa.

Il giorno è passato velocemente, ma non la notte. Infatti quella sera sentivo continuamente dei rumori strani, così sono andata a controllare. Dopo venti minuti di rumore, ho realizzato che venivano dalla cucina. Dopo aver scoperto da dove provenivano questi suoni, mi sono diretta lì e sono rimasta scioccata.

Il coccodrillo campagnolo di quella mattina stava mangiando tutto il cibo al rosmarino che avevo, ecco cosa lo circondava: piatti rotti, bicchieri in pezzi, frigorifero aperto con dentro contenitori completamente vuoti e addirittura il coccodrillo aveva rotto il mio servizio da tè fatto in ceramica! Che disgrazia! Per chiudere in bellezza il campagnolo era sdraiato sul mio tavolo in vetro, ormai scheggiato, e russava a tutto volume.

Avevo voglia di trasformarlo in una borsa, ma era tardi e la mattina dopo dovevo andare dovevo andare a lavoro, così mi sono inventata uno stratagemma per spedirlo letteralmente via dalla mia vita.

Così, il pomeriggio del giorno seguente, sono andata al supermercato a comprare tutti i deodoranti spray al rosmarino che avevano. Quando sono arrivata a casa, il coccodrillo campagnolo stava dormendo. Mentre dormiva ne ho approfittato per spruzzare i deodoranti dentro una cassa destinata a Miami.

Quando il coccodrillo si è “finalmente” svegliato, ha sentito subito l’odore di rosmarino, come pensavo, ed è entrato nella cassa. Io in fretta e furia l’ho chiusa con più scotch possibile e l’ho consegnata alle poste.

So di essere stata un po’ crudele con quel coccodrillo, ma ho dovuto farlo. Alla fine di tutta questa storia mi sono chiesta solo un’ultima cosa: “Ma cosa è successo?”

Alice Maio, I D Secondaria, team del giornalino

LA PASSIONE SEGRETA DI BEATRICE

Per Beatrice non è stato facile esercitarsi per l’audizione, ma finalmente era lì, sul palco, dinnanzi alla giovane signora Barletti.

-Clavi Beatrice. Tredici anni. Pianoforte. La melodia è “Für Elise” di Ludwing Van Beethoven, dovresti conoscerla… inizia quando ti senti pronta, buona fortuna!-

Beatrice guarda il pianoforte con gli occhi di chi lo conosce bene, sfiora i tasti dal più grave al più acuto e inizia a suonare la semplice melodia; era la sua preferita, l’aveva provata un sacco di volte.

All’audizione ha suonato come non aveva mai suonato prima, non solo il pianoforte era di gran lunga superiore alla sua tastiera ma la musica che aveva suonato quel giorno non l’aveva mai suonata e ancora è tra le più belle che abbia mai suonato.

Quel giorno Beatrice aveva toccato i tasti del pianoforte con delicatezza ed evidente amore e, una volta finita la sua breve esecuzione, la signora Barletti, commossa e lacrimante, non ha potuto fare a meno di applaudire la ragazza.

-Cara ragazza… è stato bellissimo! Dovresti assolutamente frequentare il corso di pianoforte che si svolge qui ogni sabato, il maestro è un professionista… chiamo immediatamente i tuoi genitori per far sapere loro la stupenda notizia!-

Beatrice era fiera di se stessa, ma sapeva cosa sarebbe successo se la signora Barletti avesse chiamato i suoi genitori e lei non voleva assolutamente smettere di suonare, perché la musica era la sua ragione di vita e non avrebbe potuto vivere senza poter suonare.

-Professoressa, mi dispiace, mi dispiace tanto ma non può chiamare i miei genitori. Loro non sanno che io ogni giorno quando esco non vado a fare potenziamento di matematica ma suono la mia tastiera… non sanno nemmeno che la suono e tantomeno che la so suonare o che mi passa per la testa l’idea di suonarla! Considerano la musica una cosa spregevole, senza valore, se scoprissero che io suono e che ho questa passione verso la musica mi sequestrerebbero la tastiera e non mi farebbero più suonare! Io ci verrò a questo corso volentieri, molto volentieri ma la prego… non dica niente ai miei genitori o … o io… non potrò più suonare.-

Beatrice ha detto tutto velocemente, quasi facendo perdere il filo alla signora Barletti e all’ultima parola stava quasi per scoppiare a piangere.

La signora Barletti ha capito perfettamente la situazione in cui si trovava la ragazza e infatti ha fatto partecipare Beatrice al corso senza informare i genitori.

Dopo qualche mese….

-Mamma, papà! Il 6 giugno c’è lo spettacolo di fine anno, vi va di venire?-

I due genitori hanno accettato subito, entusiasti del fatto che la loro figlia si esibirà su un vero palcoscenico. Eppure loro non sapevano che cosa avrebbe fatto la figlia, forse recitazione, danza, lettura o poesia, di sicuro non pensavano che avrebbe suonato il pianoforte!

Beatrice era emozionatissima il giorno dello spettacolo e la signora Barletti sapeva benissimo perché: quel giorno i suoi genitori avrebbero scoperto che lei suonava il pianoforte ed esibirsi dinnanzi a loro avrebbe potuto provocare una brutta lite ma Beatrice non si sentiva più di nasconderlo, di mentire ai suoi genitori e allora invece di dirglielo a parole, ha deciso di dirglielo attraverso la musica.

-E ora è il turno di Beatrice Clavi che farà commuovere anche i cuori di pietra!-

Era seduta sullo sgabello e dinnanzi a sé c’era il pianoforte su cui aveva suonato quando aveva fatto l’audizione. Nel giro di un secondo per la mente di Beatrice è passata tutta la sua vita musicale, tutte quelle volte in cui era triste perché una determinata melodia non le usciva bene ma anche tutte quelle volte in cui era stata felice per i piccoli successi ottenuti. In quel momento si trovava alla sua prima esibizione che avrebbe potuto anche essere l’ultima.

Dopo un sorriso al pubblico Beatrice ha iniziato a suonare una delle più belle melodie che conosceva, L’Estate di Antonio Vivaldi.

L’aveva provata talmente tante volte nell’ultima settimana che lo spartito non le serviva più, la sapeva ormai a memoria. Si sentiva felice e il cuore non aveva mai battuto più velocemente, le sembrava che da un momento all’altro sarebbe uscito fuori dalla camicia.

Una volta finito di suonare, si è alzata in piedi e ha fatto un timido inchino al pubblico, tutti avevano un fazzoletto in mano e applaudivano come se avesse vinto l’oro alle Olimpiadi. Il suo sguardo era però rivolto ai genitori e quando ha visto che anche loro applaudivano con il sorriso stampato in faccia si è finalmente rilassata e sentita in pace dopo tanto tempo.

Beatrice ha poi fatto il conservatorio e ora è una delle migliori pianiste del mondo e i suoi genitori hanno capito che la musica è una cosa importante che suscita sentimenti ed emozioni in chi l’ascolta.

Alexia Branzea, II C Secondaria,

team del giornalino

LE BELLEZZE DELL’AUSTRALIA

In Australia vi sono alcuni fra gli ambienti naturali più particolari ed eterogenei del mondo, con una fauna introvabile altrove e paesaggi spettacolari, tra cui spiccano numerosi parchi nazionali e aree Patrimonio dell’umanità.

La fauna unica costituisce da sempre una delle principali attrattive di questo paese. In Australia vivono più di 378 specie di mammiferi, 828 specie di uccelli, 4000 specie di pesci, 300 specie di lucertole, 140 specie di serpenti, 2 specie di coccodrilli e 50 varietà di mammiferi marini.

L’outback del Red Centre e del Kimberley, nell’Australia occidentale, rinnoverà il vostro spirito. Si può fare snorkeling tra i coloratissimi pesci e coralli della grande barriera corallina nel Queensland; inoltre si possono ammirare da vicino koala, canguri, wallaby, leoni di mari, pellicani e pinguini nello stupendo paradiso faunistico delle Kangaroo Island. Si possono scoprire le zone umide e le cascate del Kakadu National Park, dove vivono un terzo di tutte le specie di uccelli australiani.

In Australia crescono circa 27.700 specie di piante, compresi fossili viventi come le palme Cicadi, la Xantorrea e meravigliosi fiori selvatici come i Waratah, i piselli di deserto dello Sturt, le Banksie e le zampe di canguro.

Inoltre abbiamo circa 2.800 specie di eucalipto (albero della gomma) e 1.000 specie di acacia che qui viene chiamata “wattle”. L’acacia dorata è l’emblema floreale dell’Australia. Gli eucalipti costituiscono circa l’80 percento delle foreste australiane. Acacie, melaleuca (albero del tè), casuarine, callitris (cipressi neri), mangrovie e foreste pluviali costituiscono il restante 20 per cento.

Un’altra bellezza naturale dell’Australia è Lake Hillier, un lago che si trova nell’Australia occidentale ed è facilmente riconoscibile per il suo insolito colore: il rosa.

Le ragioni di tale particolare tinta sono ancora misteriose, si tratta di un lago salato privo di affluenti situato a 600 metri dall’oceano sull’isola di Middle Island, la più grande tra quelle dell’arcipelago Recherche, nelle vicinanze di Carpe Arid.

Speriamo davvero che queste, anche se poche, informazioni che vi abbiamo mostrato, vi abbiano fatto notare quanto l’Australia sia interessante, misteriosa e soprattutto affascinante.

                                                                        Veronica Bianco, Fortunato Daniel, Salamina Giulia, II C Secondaria, team del giornalino

IL PAESE SENZA DIFFICOLTÀ

C’ era una volta, tanto tempo fa, un piccolo paese dove non esistevano le difficoltà.

Questo paesino era amato dai suoi abitanti, perché non dovevano preoccuparsi mai di niente, non dovevano avere paura di compiere dei rischi, non dovevano mai riflettere prima di agire e soprattutto potevano fare quello che volevano, perché tanto non c’erano difficoltà!

Per esempio, i cittadini potevano scalare le montagne più alte che avevano, perché non c’era alcuna difficoltà, o gli studenti potevano non studiare ma prendere sempre un dieci, perché le verifiche non erano difficili e così via…  Che dire? Un paese magnifico!

Un giorno, il piccolo principe, figlio del grande re di questo paese, essendo un bambino molto intelligente, decise di fare uno scherzo agli abitanti del paese e a suo padre. Il ragazzino decise di far finta di aver superato una difficoltà, perché lui era stufo di vivere sempre in pace, era noioso!

Così quel pomeriggio pieno di sole, chiese al padre se poteva riunire tutti gli abitanti perché doveva fare un annuncio importante. Il re rimase un po’ in indeciso all’inizio, ma poi accettò. A quel punto mandò i messaggeri a far riunire tutti gli abitanti nella piazza e dopo cinque minuti arrivò il principe che, appena tutti lo osservarono, urlò:

“Ho superato una difficoltà! Sono diventato Grande!”.

A sentire quelle parole i paesani, compreso il re, si scandalizzarono. Non riuscivano a crederci. Nel loro paese una difficoltà, cosa?

Ma non finì qui, il principe continuò: “In questo paese le persone crescono fuori, non dentro. Senza le difficoltà, non si affronta la vita vera, non si cresce, non si diventa veri adulti.”

Quando il giovane finì di parlare, scattò un grande applauso che convinse il ragazzo di avere ragione, e questo lo rendeva felice.

Da quel giorno il paese cambiò nome, aspetto e abitanti: era finalmente diventato un paese come tutti gli altri, con le difficoltà, ma i suoi cittadini si resero conto che le difficoltà non erano poi così male!

Alice Maio, I D Secondaria, team del giornalino

UN VIAGGIO NEI NOSTRI LIBRI PREFERITI- III episodio

Abbiamo appena finito il viaggio in treno, dopo una scorpacciata di caramelle Tuttigusti +1 alle caccole e ai calzini sporchi, una vera delizia per il nostro stomaco, e se avete letto l’episodio precedente saprete già ciò che abbiamo combinato…

Ci siamo guardate un po’ intorno e finalmente lo vediamo: un castello enorme, magnifico e illuminato da tantissime luci.

Veniamo guidati da un mezzogigante di nome Hagrid alle barche che useremo per arrivare al castello.

Quando arriviamo veniamo guidati in una sala enorme in cui tantissimi maghi e streghe sono seduti ai tavoli. Una professoressa ci dice che due cappelli parlanti (diventati due per ottimizzare il tempo) ci smisteranno nelle nostre Case, in cui staremo tutto l’anno. Iniziano a chiamare: “Sofia e Giorgia Cnamoneri”.

Andiamo a sederci sulla sedia del Cappello Parlante e lui inizia a frugarci nella mente: ad un certo punto sentiamo la sua voce nella nostra testa che ci dice che siamo divergenti e che andiamo bene per tutte le case, ma che non dobbiamo dirlo a nessuno perché è pericoloso. Lui ci assegna a Grifondoro.

Ci andiamo a sedere al tavolo di Grifondoro confuse per quello che ci ha detto il Cappello Parlante…”

Continua…

Lucilla Cnapich e Erica Calamoneri, II D Secondaria, team del giornalino

IL MIO VIAGGIO- I Episodio

Tra venticinque nomi doveva scegliere proprio il mio! È ufficialmente iniziata la mia giornata, con un’interrogazione di storia, qualcosa di più invitante per iniziare una giornata non c’è?!

Comunque mi sono dimenticata di presentarmi, mi chiamo Eva, Eva Collins e vivo in Nord Dakota, Stati Uniti, evito di dirvi il nome del piccolissimo villaggio in cui abito, perché se non siete degli amanti di praterie in cui impera la natura selvaggia e rigogliosa, non lo conoscerete.

Ho diciassette anni, capelli castani lunghi, occhi azzurri, statura media e una gran voglia di scoprire il mondo. Ma adesso l’unica cosa che mi preoccupa è di avere almeno una sufficienza.

Dopo una mezz’ora di tortura la prof se ne esce con un annoiato e stanco: “Bene abbiamo finito … finalmente … portami il diario!”. Vado al banco e intanto la sento bisbigliare qualcosa di incomprensibile, le porgo il diario e lei con una penna rossa segna ufficialmente la mia fine, un bel tre era quello che ci voleva per dimostrare a mia madre di essere degna di fare l’esame per la patente.

Esco da scuola. Prendo il pullmino. Arrivo a casa. Mi cucino qualcosa. Mi butto sul divano. Accendo la televisione. Guardo una puntata di Friends . Faccio i compiti e finalmente ESCO, ora inizia ufficialmente la giornata!

Mi reco al solito bar in cui incontrerò il solito ritardatario Jhonatan , con cui farò la mia solita passeggiata al dirupo. Dopo una bellissima mezz’oretta trascorsa a mangiare il ghiaccio del mio cocktail, arriva Jhonatan e partiamo con la sua macchina per andare al “nostro posto”. Io invidio segretamente il mio amico perché, pur essendo stato bocciato, i suoi gli hanno fatto fare la patente e gli hanno comprato anche la macchina.

Stiamo per arrivare al dirupo quando notiamo due Harley Davidson  parcheggiate in lontananza, io e Jhonatan ci guardiamo: siamo molto curiosi di scoprire chi sono gli sconosciuti.

Parcheggiamo anche noi. Arrivati, notiamo due ragazzi che stanno accendendo un fuoco. “Chi siete voi?” dice Jhonatan con fare duro, ma il suo obbiettivo di incutere timore ha miseramente fallito. I due ragazzi si guardano e uno di loro sghignazzando gli risponde: “Guarda Ray, ci sono due piccioncini che sono venuti al loro posticino speciale! Che teneri!”, tutti e due iniziano a ridere con fare minaccioso. Guardo Jhonatan e gli dico con un tono di voce abbastanza alto: “Andiamocene, non sapevo che oggi ci sarebbe stato un raduno di dementi”. Faccio per andarmene ma sento una presa forte prendermi il braccio, mi giro e vedo uno dei due ragazzi, quello che dovrebbe chiamarsi Ray, che mi dice: “Senti ragazzina, non ti permettere più se no il tuo fidanzatino finisce male!”. Basta, questo è fin troppo! Prendo Jhonatan per un braccio e lo porto alla macchina, gli dico che me ne voglio andare e mi vado a sedere sul sedile affianco al suo.

Mentre Jhonatan mette in moto la macchina guardo i due ragazzi, Ray mi sta guardando da quando me ne sono andata, sentivo il suo sguardo seguirmi. Ci osserviamo per due secondi e distolgo lo sguardo. Ho questa strana sensazione: che lo rivedrò ancora…

Valentina Favara, III B Secondaria,

team del giornalino

CAMPIONESSA LOMBARDA

L’ultima competizione a cui ho partecipato è stato il Trofeo Subaru a fine gennaio, da allora mi sono allenata e impegnata al massimo per ottenere dei bei risultati alla competizione seguente, ovvero i Campionati Lombardi…

La sveglia puntata alle sette, un po’ assonnata ma carica di energia: mi sentivo pronta, pronta ad affrontare nuovi avversari, pronta a vincere.

Una volta fatta la sfilata delle varie palestre di Karate è iniziata la gara. Nella mia categoria, cinture blu sino a tredici anni, non eravamo in molti e avere il mio Maestro come arbitro centrale mi ha fatta sentire più sicura: è un Maestro severo e preciso ma so che se faccio le cose per bene, lui è fiero di me.

Con sicurezza e coraggio sono salita sul tatami e ho fatto il mio Kata, ovvero Heian Godan.

L’ho fatto per bene, forse anche meglio del solito, solitamente alle gare mi sentivo tremante ed emozionata ma questa volta sono stata in grado di controllare le mie emozioni e mi sono semplicemente impegnata.

La seconda volta che ho eseguito il Kata ero ancora più determinata: già sapevo che il primo posto era assicurato ma io volevo fare ancora meglio, prendere un punteggio ancora più alto… e ci sono riuscita.

È stato bello sentir dire: “E al primo posto… Branzea Alexia!”, sentire i complimenti da parte dei miei compagni di Dojo e dai miei genitori ma ho avuto soltanto pochi minuti di questa felicità poiché sono stata chiamata per fare la gara di Kumite.

Mi sono messa il corpetto e i guantini abbiamo fatto il saluto. Avevo un po’ di paura, ma mi sentivo lo stesso pronta e decisa a battere le mie avversarie: erano soltanto due, una cintura arancione e… una marrone.

Un combattimento l’ho vinto io con un punteggio di tre a uno mentre l’altro l’ho pareggiato due a due: prima o seconda? Continuavo a fare i conti ma non sono comunque riuscita a capire su che posizione mi trovavo…

WOW! Due medaglie d’oro in un solo giorno! Ero felicissima, non potevo crederci… Campionessa Lombarda sia di Kata che di Kumite, che emozione!

Il momento più bello della gara è stato però il finale, quando ho contato tutti i successi ottenuti dall’Heijo Shin Dojo. Abbiamo fatto proprio un bel colpo! Tre medaglie d’oro, una decina d’argenti e due o tre bronzi!

È un buon inizio… credo… per il mio grande obiettivo di Campionessa Mondiale… sono orgogliosa di far parte dell’Heijo Shin Dojo e sono sicura che sarà un onore altrettanto grande quando farò parte della squadra Italiana…

Basta sognare, ora pensiamo a un futuro abbastanza vicino, ovvero i Campionati Italiani… FORZA!!!

            Alexia Branzea, II C Secondaria,

team del giornalino

LA NOSTRA PRIMA VISITA ALLA SCUOLA SECONDARIA

I giorni 13 e 14 gennaio 2017 noi alunni delle classi quinte della scuola primaria di Mezzate e di Monasterolo siamo andati alla scuola secondaria di primo grado per il raccordo e per l’open day.

Il primo giorno abbiamo conosciuto alcuni insegnanti e abbiamo assistito a delle lezioni, il secondo abbiamo partecipato anche a dei laboratori.

La scuola secondaria dell’ I.C.S. Montalcini, dall’esterno non era molto accattivante, era infatti un edificio a due piani, tutto grigio che ci metteva anche un po’ di paura.

Il giorno dell’open day, appena entrati, ci hanno accolti dei simpatici ragazzi di terza media, che ci hanno rassicurati e fatto da tutor per tutta la mattinata.

Erano molto eleganti, vestiti tutti uguali: indossavano una camicia bianca, gonna o pantaloni neri e alcuni portavano anche il gilet o la giacca.

Subito dopo, ci hanno divisi per gruppi e ci hanno portati nelle classi per assistere e partecipare alle lezioni e ai laboratori.

La prima classe nella quale ci hanno accompagnati era una prima; il prof. Boschetti stava spiegando una lezione di storia molto interessante sulle monete antiche.

Il professore ci ha dato una moneta a testa che dovevamo descrivere: la mia si chiamava “2500 Binlira” ed era una moneta usata dal popolo vichingo.

Poi siamo andati nell’aula di educazione artistica dove c’ era la professoressa Ducco, una donna bionda, alta e magra molto elegante; ci ha fatto fare un disegno molto bello, un grappolo d’ uva con la tecnica dello sbalzo su rame. Peccato che il tempo a disposizione sia stato troppo poco e pertanto non siamo riusciti a terminarlo.

In seguito abbiamo partecipato al laboratorio di tecnica con la prof. Ripamonti, una simpatica signora con gli occhiali, alta, magra, con i capelli lisci e biondi; con lei ed i suoi alunni abbiamo costruito un solido, una piramide che poi abbiamo portato a casa.

La lezione di musica con l’ insegnante Bolzoni è stata molto interessante: ci sembrava di essere ad un vero concerto! … E che  bravi i suoi ragazzi a suonare il flauto, non sbagliavano una nota! La canzone che ci è piaciuta di più era la “Marcia di Topolino”.

C’erano anche due laboratori di lingue straniere: d’inglese e di spagnolo.

In quello d’inglese, tenuto dalla prof. Campeti, abbiamo parlato dei modi di dire, ad esempio “the big cheese”, letteralmente “grande formaggio”, che abbiamo rappresentato come un grosso formaggio con le gambe e le braccia. Che ridere!!! … In realtà questo termine si usa per indicare ”un pezzo grosso”, cioè una persona molto importante.

In quello di spagnolo dei ragazzi ci hanno fatto vedere due spettacolini divertenti: uno riguardava una torta da cucinare, l’altro un mercatino.

Poi la prof. Molfetta ci ha fatto fare un gioco detto “taboo”, dovevano dire i numeri in spagnolo, ma ai multipli del cinque si doveva dire “taboo”; chi sbagliava la pronuncia o non diceva “taboo” veniva eliminato.

Tutte le lezioni ed i laboratori sono stati molto interessanti, ma quello che ha attirato di più la nostra attenzione è stato il laboratorio di scienze organizzato dalle prof. Rampolla e da un’altra di cui non ricordiamo il cognome,  due giovani insegnanti.

I ragazzi grandi ci hanno mostrato diversi simpatici esperimenti come quello dell’ uovo sodo, della candela … il più divertente è stato quello del vulcano.

Essi hanno costruito un vulcano di cartapesta, al suo interno hanno  inserito una bottiglia nella quale era stata messa acqua, aceto e un colorante rosso, poi hanno aggiunto un pizzico di bicarbonato e … come per miracolo, pochi secondi dopo, è avvenuta una cosa straordinaria: dal  vulcano è fuoriuscita della schiuma rossa, sembrava proprio un’eruzione vulcanica!

L’ esperienza alla scuola secondaria è stata bellissima e molto importante per “rompere il ghiaccio” con la nuova scuola nella quale l’anno prossimo andremo.

Ora non vediamo l’ora di andarci, anche se ci dispiace lasciare le nostre maestre della scuola primaria che ci mancheranno, ma che comunque ci rimarranno sempre nel cuore.

Bonatti Arianna, Guglielmo Elisa, D’Onofrio Sara, Angelino Matteo,

Classe V B, Primaria, Mezzate

L’UNIONE FA LA FORZA

INCONTRO CON I BAMBINI DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA

Mercoledì 14 dicembre 2016 io, i miei compagni di V A e la classe V B della Scuola Primaria di Mezzate abbiamo incontrato i bambini che l’anno prossimo frequenteranno la prima elementare nella nostra Scuola.

Appena arrivati, ognuno di noi ha preso un bambino per mano per fargli da guida; erano tenerissimi.

Io non conoscevo nessuno, ma poi ho alzato la testa e ho intravisto il mio vicino di casa che ha un fratello che va in classe di mia sorella. Ogni volta che mi vede, in piazza, nel condominio o in piscina, mi abbraccia!

Mi sono accorto che nemmeno lui conosceva nessuno e appena mi ha visto è corso ad abbracciarmi. Così ho capito che dovevo essere il suo tutor. Si chiama Lorenzo e ha cinque anni.

Per prima cosa abbiamo fatto un “tour” della scuola. Durante il tragitto io gli ho ricordato che quel giorno era venuto alla scuola Primaria perché l’anno prossimo sarebbe andato in 1^ elementare, ma lui non faceva altro che abbracciarmi!

Siamo andati a vedere le classi prime e l’aula informatica, ma lui non faceva altro che dire: “Quando si gioca?”. La nostra visita è proseguita con la palestra ed è finita in mensa.

Finito il “tour” siamo risaliti e abbiamo suonato per loro con il flauto “L’Inno alla gioia” di Ludwing van Beethoven. Ad un certo punto, mentre suonavo, ho provato come la sensazione che da un momento all’altro Lorenzo mi sarebbe corso incontro per abbracciarmi, ma mentre si stava alzando, io ho scosso la testa in segno di no e lui si è riseduto.

In cambio del nostro “Inno alla gioia” i bambini della scuola Buzzoni ci hanno cantato e ballato una canzone in inglese!  Mentre i bambini della scuola Montalcini ci hanno cantato e ballato “Giro giro tondo”. Sono stati tutti bravissimi!

Poi siamo entrati in classe e la nostra compagna Alice ha letto ai bambini una storia, mentre la maestra faceva vedere le immagini del libro sulla Lim.

La storia parlava di un pesciolino nero di nome Guizzino, che insieme ai suoi amici pesciolini rossi esplorava l’oceano. Un brutto giorno però arriva un grosso tonno che si mangia tutti i pesciolini rossi e solo Guizzino riesce a salvarsi. Guizzino si sente solo e triste, ma dopo aver scoperto alcuni abitanti dell’oceano, è più sereno. Poi incontra degli altri pesciolini rossi e spiega loro che non si può vivere nella paura. Infatti li convince che insieme possono formare un grande pesce e cacciare via i grossi tonni.

La morale della storia è veramente “grande”: l’unione fa la forza!

Infine la maestra ci ha dato dei pesci da colorare di rosso; Lorenzo ha colorato benissimo!

Poi li abbiamo ritagliati e incollati su un cartellone, dove hanno formato un grande pesce, come nella storia.

Le maestre hanno detto che appenderanno questo cartellone all’entrata della nostra Scuola. È proprio una bella idea! Così quando l’anno prossimo i bambini della Scuola dell’Infanzia arriveranno alla Scuola Primaria, lo potranno rivedere e ricordarsi dei bei momenti vissuti assieme a noi.

La giornata non poteva andare meglio e infine noi ragazzi di V A e V B abbiamo regalato ai “nostri” bambini una coccinella porta-fortuna realizzata in cartoncino.

I bambini della Montalcini ci hanno dato un lavoretto a forma di mano con su scritto “IO & TE”, dove all’interno Lorenzo aveva scritto il suo nome vicino al mio.

I bambini del Buzzoni ci hanno regalato un disegno di un alberello di Natale avvolto da un nastrino.

È stato bellissimo incontrare Lorenzo, mi ricordava me da piccolo. Sono convinto che abbia imparato molte cose e mi è dispiaciuto quando è andato via. (RICCARDO)

Quest’esperienza mi è piaciuta moltissimo anche perché ho rivisto le mie maestre dell’Asilo; è stata una grande emozione! (ALICE)

Quest’incontro è stato bellissimo, perché mi sono ricordata quando anche io sono venuta in visita alla scuola Primaria; che batticuore! (VALERIA)

Riccardo Porreca, Alice Uggeri e Valeria Corbelli, V A Primaria, Mezzate

BENTORNATA PRIMAVERA!

Primavera

Il bel, tiepido mattino;

il sonoro richiamo dell’uccellino;

il venticello fresco che soffia fra i rami non più innevati

degli alberi ormai ripopolati.

 

Il prato è tinto di mille colori

emana un profumo che arriva dai fiori.

Loro son testimoni dell’arrivo della primavera

insieme alla lieve aria leggera.

 

Le coccinelle dal dorso puntinato,

volano in mezzo al paesaggio incantato,

finché i bambini, allegri, le prendon sulle dita;

addio inverno, ricomincia la vita!

Agnese Silvestri, IV A Primaria, Monasterolo

 

Sorriso

Sorriso splendente

come il sole,

sorriso dolente,

di chi troppo non ha e non vuole.

 

Sorriso dolce

di chi ti vuol bene,

che dona luce

a chi intorno viene.

 

Sorriso colorato

come un arcobaleno,

che splende sul tuo viso illuminato

e ti rende sereno.

Agnese Silvestri, IV A Primaria Monasterolo

 

La primavera

In primavera sbocciano fiori

che risplendono di mille colori.

Gli uccellini si mettono a cantare

e ai bambini viene voglia di giocare.

Ci vestiamo con abiti leggeri

e non abbiamo brutti pensieri.

Il sole risplende nel cielo

e non c’è più traccia di gelo.

Le giornate si riempiono di allegria

e nell’aria c’è tanta magia.

Leonora Cnapich, IV A Primaria, Monasterolo

L’Amicizia

L’amicizia non significa scegliere un amico

ma neanche fare ciò che ti dico.

 

L’amicizia è volersi bene,

e stare sempre insieme.

 

A volte capita di litigare

ma poi si ritorna l’amico ad abbracciare.

Sarah Jaghl, IV A Primaria, Monasterolo

 

La difficoltà

Ognuno di noi ha una propria difficoltà,

ma insieme la affrontiamo con tanta felicità.

 

Quando uno ha difficoltà

lo aiutiamo con tanta sensibilità.

Sarah Jaghl, IV A Primaria, Monasterolo

 

La Stella Cometa

Scende una scintilla

e pare un fuoco che cade

veloce cadendo brilla

e taglia il cielo come una lama che rade.

 

Un desiderio e un sogno avveri

Corri! Insegui le stelle bambino!

I desideri son dolci pensieri

e la tua vita sembra un sogno assai carino.

Ester Delfi, IV A Primaria, Monasterolo

 

Le foglie

Le foglie piccole danzatrici

ballano in cielo serene e felici.

Quando è autunno cadono in giardino

senza accorgersi che le raccoglie un bambino.

Tommaso Ferrari, IV A Primaria, Monasterolo

 

L’Arcobaleno

Quando spunta fra i cespugli,

fa svegliare tutti i conigli.

Li fa uscire dalle grotte

per far loro vedere i suoi colori a frotte.

 

In una brutta giornata di malinconia

se c’è lui, la tristezza può andare via

e con i suoi colori, tutto splendente,

rende luminoso il sorriso della gente.

 

Per iniziare c’è il rosso, che è

come il cielo che tramonta sul mare mosso.

Di seguito l’arancione

come l’orologio che fa tic tac all’inizio della lezione.

 

Poi c’è il giallo,

che quando mi alzo la mattina, fa cantare il gallo.

Dopo c’è il verde

e quando l’arcobaleno appare il tempo non si perde.

 

Infine c’è l’azzurro, il blu e il viola

e quando penso all’arcobaleno penso a una cosa sola:

la felicità, l’emozione e la compagnia, è l’arcobaleno

quando lo vedo e ho qualcuno accanto.

Lara Ruffini, IV A Primaria, Monasterolo

 

Primavera

Aspetto da tanto la primavera

con la luna che illumina ogni sera,

le foglie iniziano a brillare

e i fiori si preparano a sbocciare.

 

Voglio vedere le nuvole danzare

e la pioggia mai più tornare;

le giornate che si allungano portano sempre allegria

ti prego, primavera, non andare via!!!

Giada Guerini, IV A Primaria Monasterolo

 

La Felicità

La felicità

è come un dolce pieno di golosità

e quando la mangerà ogni bambino

si sentirà un biscottino.

 

La felicità

è come una luce nel cuore

che ti libera dal dolore.

La felicità è dolce come il tè

e come il latte nel caffè.

 

La felicità è un fuoco di stupore

che di luce si forma un bagliore

la felicità ti fa provocar meno danni

ed è come un amico fino a cento anni.

Daniel Antenucci, IV A Primaria, Monasterolo

 

Carnevale

Oggi mi vesto da fata turchina

e trasformo la sera in mattina.

Io scherzo e rido: sono un pagliaccio

ho un gran nasone e un cappellaccio!

Col mio mantello volo sui tetti

e a tutti i gattini faccio scherzetti!

Tanto si sa che a carnevale

ogni battuta e ogni scherzo vale!

Michelle Di Napoli, IV A Primaria, Monasterolo

 

Mi piace il vento

Mi piace il vento

perché vuole giocare,

mi piace il vento

perché ama scherzare,

mi piace il vento

perché fa volare,

mi piace il vento

perché senza di lui

in autunno le foglie mentre cadono

non possono danzare.

Tabatha Torri, IV A Primaria, Monasterolo

L’ISTRUZIONE È PER TUTTI

“Essere la prima della classe non ha nessuna importanza, se non puoi studiare   affatto. Quando qualcuno ti toglie la penna di mano, allora sì che capisci davvero quanto sia importante l’istruzione.”

Malala Yousafzai

 

“Al mondo ci sono due poteri: quello della spada e quello della penna.”

Malala Yousafzai

 

“Sedermi a scuola a leggere libri insieme a tutte le mie amiche è un mio diritto. Vedere ogni essere umano sorridere di felicità è il mio desiderio. Io sono Malala. Il mio mondo è cambiato, ma io no.”

Malala Yousafzai

 

“Prendiamo in mano i nostri libri e le nostre penne. Sono le nostre armi più potenti.”

Malala Yousafzai

“La cosa importante non è tanto che ad ogni bambino debba essere insegnato, quanto che ad ogni bambino debba essere dato il desiderio di imparare ”

Jhon Lubbokj

 

“L’istruzione è l’arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo.”

Nelson Mandela

 

“Gli studenti non sono vasi da riempire, ma fiaccole da accendere”

Plutarco

 

Trasformare i sudditi in cittadini è un miracolo che solo la scuola può compiere.”

Piero Calamandrei

“L’istruzione è la migliore arma per combattere il nemico ”

Adelina

 

“Le fondamenta di ogni stato sono l’istruzione dei suoi giovani”

Digione il Cinico

“Ogni istruzione seria s’acquista con la vita non con la scuola”

Lev Tolstoj

                                                                                                              

 “L’istruzione è ciò che resta dopo che uno ha dimenticato tutto quello che ha imparato a scuola.”

Albert Einstein


Giorgia Fossati, I B Secondaria, team del giornalino

UN VIAGGIO NEI NOSTRI LIBRI PREFERITI- I episodio

Ci incamminiamo verso la stazione di King’s Cross, pensando a quello che ci avevano detto i nostri genitori qualche giorno fa.

Era successo tutto così in fretta: eravamo in una famiglia di maghi e dovevamo andare in una scuola apposta per imparare a usare la magia, non ce lo saremmo mai nemmeno sognate!

Arrivate alla stazione, i nostri genitori ci salutano perché hanno impegni al Ministero della Magia e ci lasciano i biglietti per il treno.

Cerchiamo il binario 9 ¾ e quando finalmente lo troviamo ci mettiamo a correre verso di esso come ci è stato detto dai nostri genitori.

Il binario è sempre più vicino, dovremmo avere paura, ma sappiamo che ci passeremo attraverso e quindi acceleriamo; purtroppo sbattiamo contro il muro come delle stupide. Nonostante i bernoccoli facciamo finta di niente, ci guardiamo intorno e vediamo un tizio sparire in un muro: eccolo! Gli corriamo contro e finalmente vediamo l’Hogwarts Express!

Prendiamo il treno e andiamo in uno dei tanti scompartimenti dove c’erano due ragazzini (abbastanza carini) che stavano giocherellando con una rana marrone. Ad un certo punto uno l’acciuffa e se la mangia. Ah, allora era una cioccorana! Entriamo e ci sediamo.

-Ciao, io sono Giorgia e lei è Sofia.

-Ciao, io sono Marco e lui è Andrea.

-Piacere, possiamo sederci qua?

-Certo, fate pure. Volete una cioccorana?

-Sì, grazie.

Ci danno una cioccorana a testa, le apriamo, ma scappano. Mentre i due ragazzi ci dicono – Dai, succede!!!- noi ci mettiamo ad inseguirle.

Correndo dietro le cioccorane ci troviamo in un altro scompartimento, dove ci sono due nostri amici che le prendono, ce le ridanno e ci offrono due caramelle Tuttigusti +1. Sfortunatamente per noi sono alle caccole e ai calzini sporchi e vomitiamo tutto addosso ai nostri amici, sporcando tutto lo scompartimento. Ci guardano male e noi scappiamo per non farci prendere mentre loro ci rincorrono.

Noi, però, siamo più veloci e ci rifugiamo in uno scompartimento vuoto a sistemarci. Indossiamo le divise e finalmente sentiamo il treno che si ferma.

Continua

Lucilla Cnapich e Erica Calamoneri, II D Secondaria, team del giornalino

LA NOSTRA ISOLA

La Sicilia è secondo noi l’isola più bella del mondo, non solo perché c’è il mare ed è ricca di bellezza naturale, ma anche per l’accoglienza e l’affetto che si riceve da parte dei suoi abitanti.
Durante le vacanze andiamo frequentemente sia a Palermo ma anche a Messina, le città natale dei nostri genitori.

La Sicilia non è ricca solo di beni naturali come già detto, ma anche di cultura e di testimonianze storiche. Un’ importante sito di interesse storico in Sicilia, che abbiamo visto insieme a Caltanissetta, è una villa di un nobile romano, all’interno della quale c’erano degli imponenti mosaici, ma anche una cattedrale posta sopra  la costruzione costruita con 99 tipi di marmi diversi provenienti da 50 regioni del mediterraneo, cosa che ci ha incantati notevolmente. Abbiamo visto anche, a Sant’Andrea, un piccolo paesino in provincia di Messina, un presepe vivente dove venivano rappresentate le attività antiche riguardanti gli anni della nascita di  Cristo. È stato davvero bello, anche perché davano come assaggio gli “Sfinci”, un dolce tipico della regione.

A proposito di dolci, uno dei più famosi e deliziosi dolci siciliani è la cassata, che è una torta composta da ricotta con zucchero e vari canditi che rendono sempre più colorata. Un’ altra delizia sono i cannoli, che vengono serviti con un ripieno sempre di ricotta e a volte con del cioccolato e del pistacchio, che li rendono più buoni.

Durante le vacanze estive andiamo di solito nella spiaggia di Marinello a Messina: qui il mare è sempre calmo e limpido e ricco di pescispada che si possono anche pescare.

Andiamo anche alla spiaggia di Capaci, bella per i tanti pesci che ospita e per la sua fantastica acqua cristallina. Di solito quando andiamo a fare snorkeling troviamo pesci di varie specie fra cui il pesce gatto.

Quest’isola secondo noi è il paradiso per tutto ciò che ci offre, ma anche per tutte le emozioni che proviamo ogni volta che ci andiamo. Ogni volta che la visitiamo non vogliamo più andarcene.

Che dire di altro? Speriamo che questa magnifica regione vi piaccia e vi aspettiamo in tanti!

Sofia Malta e Alice Maio, I D Secondaria, team del giornalino

AD UNA PERSONA SPECIALE

16 marzo 2017

Cara migliore amica,

ti scrivo per ringraziarti. Ringraziarti perché mi aiuti e mi sostieni e gioisci con me anche quando sei triste; perché mi vuoi bene come una sorella e mi appoggi sempre.

Grazie per ogni sorriso, grazie di avermi dato fiducia e grazie di esistere. Grazie a te ho capito che le vere amiche sono quelle capaci di farti sorridere nei momenti belli e brutti, proprio come riesci a fare tu con me.

Ti ho sempre considerata come una sorella e una persona a cui posso confidare di tutto; le altre persone non potranno mai sapere che noi, solo io e te, riusciamo a parlarci semplicemente con uno sguardo.

Adesso non siamo più in classe insieme, non ci vediamo spesso come prima, ma il nostro rapporto rimarrà, perché di storie come quella della nostra amicizia se ne sentono poche in giro, e io sono stata fortunata ad averti incontrato, sono fortunata ad averti come migliore amica.

Scrivo proprio a te, “a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei…”. Non posso immaginare una vita senza te e la nostra amicizia, parte essenziale della mia vita.

Forse ora mentre starai leggendo questo ti starai chiedendo il perché l’ho scritto, beh, semplicemente per farti capire che io ci sarò sempre per te e anche per dirti che sei unica; ti voglio un mondo di bene.

“SEI QUELLA CURVA SUL MIO VISO, CHE TUTTI CHIAMANO SORRISO”

Beatrice Seganfreddo, I D Secondaria, team del giornalino

GIOCA E VINCI CON CLASH ROYALE

Il gioco “CLASH ROYALE” consiste nel vincere le battaglie attaccando gli avversari. Se distruggi la torre centrale e la sconfiggi, automaticamente le altre due torri si autodistruggono.

Per andare avanti nelle altre arene (che sono 9) bisogna vincere molte partite guadagnando tanti trofei, così si può passare nell’arena successiva.

Quando si vince, si guadagnano tante corone quante torri hai distrutto.   Quando arrivi a dieci corone, vinci il baule della corona. Ci sono molti bauli, tra i quali: omaggio, argento, oro, gigante, magico, super magico, epico e leggendario.

In questi bauli ci sono diversi tipi di carte tra cui: Comuni, Rare, Epiche e Leggendarie. Le Leggendarie sono le carte più forti. A volte escono delle nuove carte e nuove arene.

Per giocare bisogna creare un deck dove si possono mettere diverse carte.

Le carte si possono trovare in varie arene e tramite i bauli (elencati sopra).  Nel gioco ci sono le monete e le gemme e puoi comprarle con dei soldi veri, le gemme sono utilizzabili per comprare i bauli o dell’oro e servono anche per velocizzare l’apertura dei bauli. Per giocare a “Clash royale” bisogna avere un’ottima tecnica e conoscere molto bene le carte.

Luca Perin e Matteo Dianin, I D Secondaria, team del giornalino