Astrid the Unicorn Girl Vol 1(Inglese)

Una passione è come una danza, la musica ti nasce dentro…

La danza, si vive; è un’arte più che uno sport

La danza è un’arte che ti fa vivere sentimenti e stati d’animo. Al contrario di altri sport, a cui è permesso di mostrare sul proprio volto la fatica e lo sforzo, i danzatori sono abituati fin dall’inizio della loro carriera a non farla trapelare. Per questo a volte viene associata (da chi non la conosce) a qualcosa di poco faticoso e molto leggiadro. Affrontare una disciplina artistica come la danza, significa porsi degli obiettivi, lavorare “sodo” sul proprio fisico, ma altresì sviluppare la propria creatività e “scavare” nel proprio animo lavorando sull’interpretazione e sull’emozionalità. La danza non è uno sport, ma ci si allena come se fosse uno sport; è un momento magico, dove non si pensa più all’esecuzione dei passi, ma il corpo si muove da solo senza pensare più a niente. La musica esce dal nostro corpo.

Intervista a Manuela e Orazio.

Due campioni di danze standard

Quando avete iniziato?

Manuela:  avevo cinque anni e mezzo

Orazio: io sei anni e mezzo

Come vi siete avvicinati alla danza?

Orazio: tramite delle esibizioni in paese, avevo visto dei ballerini e mi avevano incuriosito.                                                      

Manuela: andavo a ballare nelle feste di piazza con la mamma; mi piaceva tantissimo e così, ho iniziato.    

 

Avete un desiderio o un sogno che ancora non siete riusciti a realizzare?

Orazio e Manuela: l’unico sogno ancora da realizzare è vincere il campionato del mondo.                                                                        

 

Secondo voi quali qualita’ dovrebbe avere un ballerino?

Orazio: si deve avere la costanza, la perseveranza di andare avanti.

Manuela: deve avere la volontà di allenarsi, di migliorarsi; in una parola, deve essere determinato.

 

I vostri genitori vi hanno mai ostacolati?

Orazio e Manuela: i nostri genitori erano e sono felicissimi di vederci ballare insieme; non ci hanno mai ostacolati.

 

Qual e’ stato il sacrificio piu’ grande per inseguire il vostro sogno?

Orazio e Manuela: tanti sacrifici. Soprattutto tanto tempo e tante rinunce. Ma per i sogni le rinunce, diventano solide realtà. Orgogliosamente, stiamo raccogliendo i frutti e seminando atleti, sul terreno della danza.

Jessika  I. e Marta B. classe 1D

Secondaria, team del giornalino.

Il regresso della lingua italiana: da “esci il cane” a “mi ai preso il quore”

E tu, che lingua parli?

Ormai, sentiamo frasi assurde, espressioni senza senso; sembra che sbagliare verbi, nomi, pronomi…sia al passo con i tempi. C’è una semplificazione di molte forme sintattiche, ancora una diminuzione del congiuntivo e forse anche del futuro (“domani vado” al posto di “domani andrò”). E che dire dei pronomi? Gli, per indicare a lei – a lui – a loro. L’italiano dovrebbe mantenere un forte rapporto con la propria tradizione. I destini dell’italiano si giocano non tanto su piccoli cambiamenti ma sul ruolo, che la società italiana intende assegnare alla propria lingua nazionale, perché i veri motivi di crisi stanno proprio in questo: nel fatto che molte volte noi italiani siamo i primi (e i soli) a mettere da parte la nostra lingua. A questo punto, fortuna che esiste la SCUOLA…Qui, in questo luogo, i cambiamenti ci sono: la Lim, audio-libri, registro elettronico; ma la nostra insegnante, appena entra in classe, ci invita ad “aprire i libri”, comunicandoci con un sorriso, che :” le abbiamo preso il cuore”.

Leonora C. e Sara G. classe 1D,

Secondaria, Team del Giornalino