PER LA SCUOLA UNA NUOVA DIMENSIONE, QUELLA CREATIVA

Nella scuola dell’autonomia, come si configura quella attuale, attraverso il giornalino d’istituto, i ragazzi sono riusciti attraverso delle nuove dimensioni: il piacere, l’entusiasmo, il gioco, la condivisione, la fiducia, a sprigionare nuove energie. La creatività, ha avuto una dimensione terapeutica, perché ha permesso di migliorare la comunicazione, di essere disponibili al dialogo, di abbattere le barriere tra studenti e docenti, di migliorare le relazioni di gruppo, di favorire un ambiente rilassante e piacevole, di sdrammatizzare le situazioni, di stimolare la formazione del senso critico, di cogliere gli aspetti multiformi della realtà. I presupposti per la formazione di una personalità creativa passano attraverso la ricchezza di esperienze, di stimoli, l’abilità a instaurare rapporti positivi con gli altri e con la realtà circostante, la capacità di usare le conoscenze con fantasia per combinarle in modi diversi e nuovi e adattarle, alle più svariate situazioni.

La creatività è presente dove c’è un uomo, un ragazzo, un bambino che sogna, discute, compone, modifica, rielabora, fa qualcosa di nuovo, usa oggetti, strumenti, “parole”, riunendo il tutto in modo nuovo e originale. Per far scrivere ai ragazzi, si deve compire un percorso di riconquista della propria scrittura, del proprio desiderio di esprimersi e delle proprie motivazioni; si deve quindi elaborare un modello “motivazionale”, che parte dalla scrittura personale. Inoltre, il corso di giornalino è stato un forte stimolo alla creazione di relazioni positive, alla scoperta della condivisione e della diversità come ricchezza, al consolidarsi delle capacità di ascolto dell’altro.

“SMSMontalcini” rappresenta la prova tangibile del raggiungimento di tali obiettivi formativi dei quali, sono francamente orgogliosa. Un grazie alla Dirigente prof.ssa Margherita Fazio per i suoi “credo”, alla prof.ssa Sandra Biasolo per la guida e i consigli, a tutti i miei colleghi della Montalcini per il supporto, a Lucilla Cnapich per la sua consulenza…

E infine, in un giornalino che si affida così fortemente ai ragazzi, non potrei non ricordare tutti loro, i veri protagonisti di questa sfida che hanno saputo affrontare e superare con meritato successo.

Bravi e buone vacanze

Prof.ssa Anna Maria Sardone

Dietro la creatività, tanta felicità

Il corso di giornalino mi ha insegnato a inseguire i sogni tramite le parole…

Damjan K.

    

“il mondo è pieno di cose ovvie che nessuno si prende la cura di osservare”

Arthur Conan Doyle

Chi scrive vede il mondo in un modo diverso, chi scrive, vede il mondo per davvero, nota i piccoli dettagli e riesce a renderli interessanti anche per gli altri.

Il corso di giornalismo mi ha insegnato prima che a scrivere, a decifrare la realtà.

Emma C.

 

Grazie al corso di giornalismo, ho capito che la scrittura, è un modo di esprimere stati d’animo che a volte, non si riescono a spiegare e sono riuscita a capire, come una semplice parola contenga tanti significati in grado di esprimere emozioni.

Iris M.

Non so come descrivere questa esperienza; non ne ho proprio idea…

L’unica cosa che mi viene in mente quando mi nomini la poarola: “Giornalismo” è: “MAGIA”.

“Magia” perché credo di non aver mai vissuto un’esperienza così piena di colori e divertimento, errori e correttezze, un’esperienza in cui, ho imparato ad apprendere e a sbagliare.

Voglio ringraziare tutte le persone che hanno partecipato a quest’avventura insieme a me e mi hanno insegnato cos’è la Magia.

Margherita M. e Asia M.

Il corso di giornalismo mi ha insegnato a stare uniti; mi ha insegnato che anche con i libri si può e si deve crescere; mi ha insegnato che la vita non è trovare sé stesso, ma creare te stesso.

Che dire…, attraverso questo corso sono entrato nella lettura, ho viaggiato attraverso i libri, attraverso le parole.

Il piacere più grande nella vita è fare ciò che le persone dicono che non puoi fare ed io, ho imparato un po’ di più a scrivere, cosa che ritenevo improbabile…

Matteo A.

Il corso di giornalismo mi ha insegnato che a volte le parole valgono molto più dei gesti; ho vissuto un’esperienza indimenticabile che mi ha arricchito interiormente.

 

Emanuele M.

“Un insegnante mi chiese cosa avrei voluto essere da grande ed io risposi:- felice-. Lei mi disse che non avevo capito l’esercizio e io gli risposi che lei,non aveva capito la vita”

Grazie a questo corso di giornalismo ho imparato veramente a vivere, ad essere felice; mi sono divertita ed ho appreso allo stesso tempo.

Sentirsi accetta nel gruppo anche se piena di difetti è la cosa che più mi ha segnata in questo corso: non mi interessa chi sei, ma ciò che pensi…

Francesca M., Matteo V.

 A,b,c,d,e,f…

Grazie a tutte voi carissime lettere, che assieme, mi avete dato la capacità di organizzare pensieri e prendere il volo…

Gabriele P.

Dalla pesantezza dello scrivere, alla leggerezza della scrittura…

Questo corso di giornalino mi ha migliorato a pensare e a scrivere, grazie!

Alessandro A.

Mi sento rappresentata da Louis Armstrong perché ora, sono una persona nuova, più grande. Durante queste poche, ma intense lezioni, ho imparato molto. Gli insegnamenti ricevuti mi hanno resa un po’ più grande e come dice Armstrong: “Un piccolo passo per l’uomo, ma un grande passo per l’umanità”; apporto una piccola modifica: “Un piccolo passo da ragazzi, ma un grande passo verso la crescita”.

Tutto questo lo devo alla prof. Sardone che ci ha aiutato, insegnato a diventare GRANDI. Ci ha fatto capire che un giornalista prende nota di tutto quello che lo circonda, lo fotografa e successivamente scrive note, che toccano il cuore e fanno emozionare.

Leonora C.

 

 

Il tempo è volato durante il corso, ci siamo divertiti moltissimo e ho trovato il percorso, molto istruttivo e divertente.

Melissa P., Chiara D. P.

A voi, che in così poco tempo, mi avete dato così tanto.

Alice B.

 

I sogni sono cose grandi e le cose grandi pesano; ma i sogni, sono leggeri come lettere e aprono delle  porte sulla realtà…

  Ester D.

 

I pensieri sono astratti, ma adesso sono in grado di renderli concreti…

Anche divertendosi si può imparare molto…anzi, è proprio quando mi diverto, che  capisco cosa vuol dire imparare…GRAZIE!

Giulia C.

 

 

Nella mia vita ho bisogno di gente vera,di aria nuova. Qui sono riuscita a trovare la mia pace.

Grazie.

Giulia S., Ludovica R.

Grazie alla professoressa SARDONE

Che ci ha accompagnato in questo corso

Dove sono riuscito ad imparare quanto sia importante

Stare in compagnia di altri ragazzi e condividere idee.

Luca G.

 

Grazie, per questa bella opportunità che tramite il divertimento e la condivisione, ci ha portati a vivere una grande avventura dove le parole, come per magia, hanno preso il volo.

Marco C.

 

GRAZIE PROF.

Questo corso se pur durato 7 lezioni mi è stato d’ aiuto.

All’ inizio i miei temi erano di 4 parole in croce adesso ho imparato un poco di più a scrivere con l’aiuto in classe e della prof. Sardone sono riuscito a migliorare.

Jacopo F.

 

Il corso di giornalino mi ha insegnato a selezionare le informazioni, le conoscenze, le congetture  e disporle in un contenuto.

Mi sono divertito molto perché ho conosciuto e condiviso informazioni con altri “umani” e non

 

E ho scoperto che ogni cosa ha il proprio fascino e la propria magia, che si può descrivere.

Raul S.

 

Il giornalino ha stimolato la mia curiosità e mi sono goduto ogni momento, dallo scrivere allo stare con i miei amici.

Riccardo T.

 

LA REDAZIONE DEL GIORNALINO, A.S. 2018/2019

Tutti ne parlano, tutti giocano e tutti si divertono tacitamente…

Dal nostro punto di vista, sono fantastici! Belli, colorati, divertenti e staremmo giornate intere, immersi nelle storie dei vari giochi…

Per i nostri genitori, invece, un dramma. Trascorrere delle ore, è assolutamente vietato; dovremmo uscire e incontrarci con amici, vedere film, praticare sport come se, giocare ai videogiochi, fosse un modo per isolarsi dal mondo.

Forse una volta, all’epoca di papà e mamma, quando la tecnologia era una chimera, incontrarsi con gli amici era la cosa più semplice e immediata ma oggi, per noi, non è piu’ cosi. Oggi, i giochi, permettono il Multiplayer: cioè, possiamo giocare in più persone per volta; ad esempio, con la console Wii,  possiamo divertirci più ragazzi , con giochi tipo Mario kart o Wii sport si possono fare gare diverse: tiro con l’arco, ping pong, incontrandoci virtualmente e chiacchierando.

Uno dei giochi più top del momento è di sicuro:” FORTNITE”; qui, si entra in un mondo di fantasia, limitato ad un’isola, dove si svolge la battaglia stessa per arrivare a un risultato voluto da tutti: la vittoria reale.

Il gioco nasce come “salva il mondo”; in cui la storia che fa da sfondo è su un mondo lontano, dove si abbatte una tempesta che porta con sé dei mostri e delle persone molto coraggiose, usando armi del passato e del futuro, cercano di salvare il pianeta. Da qui nasce la Battle Royale, un secondo pianeta, dove la tempesta generata non ha portato mostri ma, dove “ne deve rimanere solo uno”, o il Gruppo di amici. Amici di tutto il mondo, dove si parlano lingue diverse e a dispetto di quello che affermano “gli adulti”, tramite queste App, per noi, è anche più divertente imparare le lingue.

Sabato 2 febbraio 2019, si è tenuto l’evento di Marshmello.  Il concerto è stato in “modalità fortnite” cioè tutti durante la sessione di gioco hanno potuto partecipare impersonando una skin, anche il dj ne ha usata una fatta apposta a forma di Marshmello, e la sua skin si muoveva come lui, nella realtà.

L’evento di Marshmello potrebbe aver infranto il record di spettatori per un concerto; la prima piattaforma ha segnato i 550.000 spettatori, la seconda gli 800.000. Quasi un milione e mezzo di utenti, senza contare quelli connessi direttamente al gioco.

I giochi della nostra generazione sono più belli e non ci fanno giocare da soli; certo è bello anche poter andare in oratorio e giocare a calcio con gli amici, ma per questo, c’è tempo…

 

Riccardo M., Gabriele A., Gianmarco S., Andrea B., Ludovico G., 

Secondaria, Team del Giornalino

L’ottava meraviglia del mondo

Quando la natura si mostra e l’uomo, coglie

 

Dai ragazzi, sveglia! Si parte per Courmayeur, si va in viaggio verso la “bellezza” …

Iniziava così, la sveglia alle 6, di un freddo mattino d’inverno.

Durante il tragitto, la mamma ci raccontava che tutti, ma proprio tutti, la chiamavano l’Ottava Meraviglia del Mondo e che, non avevano tutti i torti. Non solo la nuova Funivia del Monte Bianco in soli 19 minuti di viaggio raggiungeva i 3.466 metri di Punta Helbronner, davanti alla maestà del Bianco (4.810), ma era un vero gioiello di tecnologia e ingegneria: cabine circolari e rotanti per ammirare il panorama a 360 gradi, materiali ipertecnologici, forme studiate per resistere al vento, una portata oraria di 800 persone sul primo tratto e 600 sul secondo; insomma, qualcosa di strabiliante, a cui non si poteva proprio rinunciare.

Arrivati a destinazione, abbiamo scoperto io e mio fratello, che ogni parola avrebbe offuscatom  la bellezza di ciò che avevamo visto e nel silenzio, abbiamo cominciato a scattare foto, che vi riproponiamo. Buona visione e buon viaggio anche a voi, lettori di SMSMONTALCINI

Gabriele e Melissa P., Secondaria,

Team del giornalino

Una passione è come una danza, la musica ti nasce dentro…

La danza, si vive; è un’arte più che uno sport

La danza è un’arte che ti fa vivere sentimenti e stati d’animo. Al contrario di altri sport, a cui è permesso di mostrare sul proprio volto la fatica e lo sforzo, i danzatori sono abituati fin dall’inizio della loro carriera a non farla trapelare. Per questo a volte viene associata (da chi non la conosce) a qualcosa di poco faticoso e molto leggiadro. Affrontare una disciplina artistica come la danza, significa porsi degli obiettivi, lavorare “sodo” sul proprio fisico, ma altresì sviluppare la propria creatività e “scavare” nel proprio animo lavorando sull’interpretazione e sull’emozionalità. La danza non è uno sport, ma ci si allena come se fosse uno sport; è un momento magico, dove non si pensa più all’esecuzione dei passi, ma il corpo si muove da solo senza pensare più a niente. La musica esce dal nostro corpo.

Intervista a Manuela e Orazio.

Due campioni di danze standard

Quando avete iniziato?

Manuela:  avevo cinque anni e mezzo

Orazio: io sei anni e mezzo

Come vi siete avvicinati alla danza?

Orazio: tramite delle esibizioni in paese, avevo visto dei ballerini e mi avevano incuriosito.                                                      

Manuela: andavo a ballare nelle feste di piazza con la mamma; mi piaceva tantissimo e così, ho iniziato.    

 

Avete un desiderio o un sogno che ancora non siete riusciti a realizzare?

Orazio e Manuela: l’unico sogno ancora da realizzare è vincere il campionato del mondo.                                                                        

 

Secondo voi quali qualita’ dovrebbe avere un ballerino?

Orazio: si deve avere la costanza, la perseveranza di andare avanti.

Manuela: deve avere la volontà di allenarsi, di migliorarsi; in una parola, deve essere determinato.

 

I vostri genitori vi hanno mai ostacolati?

Orazio e Manuela: i nostri genitori erano e sono felicissimi di vederci ballare insieme; non ci hanno mai ostacolati.

 

Qual e’ stato il sacrificio piu’ grande per inseguire il vostro sogno?

Orazio e Manuela: tanti sacrifici. Soprattutto tanto tempo e tante rinunce. Ma per i sogni le rinunce, diventano solide realtà. Orgogliosamente, stiamo raccogliendo i frutti e seminando atleti, sul terreno della danza.

Jessika  I. e Marta Secondaria I grado

Secondaria, team del giornalino.

Il regresso della lingua italiana: da “esci il cane” a “mi ai preso il quore”

E tu, che lingua parli?

Ormai, sentiamo frasi assurde, espressioni senza senso; sembra che sbagliare verbi, nomi, pronomi…sia al passo con i tempi. C’è una semplificazione di molte forme sintattiche, ancora una diminuzione del congiuntivo e forse anche del futuro (“domani vado” al posto di “domani andrò”). E che dire dei pronomi? Gli, per indicare a lei – a lui – a loro. L’italiano dovrebbe mantenere un forte rapporto con la propria tradizione. I destini dell’italiano si giocano non tanto su piccoli cambiamenti ma sul ruolo, che la società italiana intende assegnare alla propria lingua nazionale, perché i veri motivi di crisi stanno proprio in questo: nel fatto che molte volte noi italiani siamo i primi (e i soli) a mettere da parte la nostra lingua. A questo punto, fortuna che esiste la SCUOLA…Qui, in questo luogo, i cambiamenti ci sono: la Lim, audio-libri, registro elettronico; ma la nostra insegnante, appena entra in classe, ci invita ad “aprire i libri”, comunicandoci con un sorriso, che :” le abbiamo preso il cuore”.

Leonora C. e Sara G. Secondaria I grado

Secondaria, Team del Giornalino

Nata per essere felice, non perfetta

Ero una ragazza solare fino a che non iniziò il liceo.

Prima ora, del primo giorno di scuola; entrai nella classe di fisica per la prima volta, non sapevo dove sedermi, ero totalmente spaesata ma per fortuna, mi creai quasi subito delle amicizie.

 

Ridevamo e scherzavamo, dopo qualche mese però, iniziarono a prenderci troppo la mano e quelle semplici battute iniziarono a pesare, ma loro non se ne resero conto.

 

Queste amicizie col tempo si rivelarono fatali infatti, iniziai a sentirmi esclusa e in poco tempo, diventai un bersaglio per tutti.

 

Erano arrivati al punto, di ritorcermi contro, ogni singola cosa che dicevo.

 

Venivo presa in giro sempre, anche senza motivo. Ormai sentirsi dire queste cose, era diventata un’abitudine; ogni giorno, dopo scuola tornavo a casa e ripensavo a quello che mi dicevano.

 

Niente amici, nessuno che mi aiutasse a sfogarmi e a superare questi momenti, una guerra che oggettivamente avrei già perso, se non fosse che riuscii finalmente a trovare il modo di parlare di questi eventi.

L’unica persona di cui posso essere riconoscente è mia cugina, le scrivevo lettere per condividere con lei la mia tristezza e la mia rabbia; lei trovava sempre la forza di strapparmi un sorriso, anche nei momenti più complicati.

All’ultimo anno di liceo la mia vita cambiò, finalmente trovai una persona che mi accettava per quello che ero e da quel momento, vissi felicemente per tutta la mia vita, con accanto la mia anima gemella.

 Iris M., Secondaria,

Team del Giornalino

 

Brand famosi: Studio, ricerca, successo

Chi di noi, non conosce almeno uno di questi loghi? Chi, non ha mai acquistato almeno una volta da loro? Sfidiamo chiunque, a dimostrarci il contrario… Noi, ci siamo stupite, dopo un’attenta ricerca nel constatare quanti investimenti ci sono dietro ognuno del brand, che siamo andate ad esaminare.

Pronti, viaaaaaaaaaaaaaaaaa

 

NIKE                 

Il celebre brand “Nike” venne creato circa 40 anni fa da uno studente e in seguito acquistato per soli 35 $. Lo studente si ispirò alle ali della dea greca Nike che simboleggiava la vittoria.

 

Adidas            

Il brand “Adidas” deriva dal nome del suo creatore Adolf Dasler. Il logo cambiò più volte prima che diventasse come lo conosciamo oggi.

Le tre strisce rappresentano una montagna che simboleggia gli ostacoli che un’atleta deve superare per raggiungere i massimi livelli.

Amazon

Il logo del colosso delle vendite online rappresenta un sorriso, ovvero la soddisfazione dei clienti nel ricevere velocemente i prodotti desiderati; ma una cosa che forse pochi hanno notato, è che la freccia, va dalla a alla z nel senso, che qui, troviamo ogni cosa che desideriamo.

Samsung

Non tutti sanno che il nome dell’industria di elettronica Samsung nasconde un significato preciso: infatti “sam” in coreano significa tre e “sung” significa stelle, quindi il nome per intero significa “tre stelle”.

 

Android

I produttori dei software “Android” volevano che il robottino utilizzato come logo fosse riconoscibile e unico così ingaggiarono una grafica di fama mondiale, Irina Bloc che si ispirò all’omino che si trova sulla porta dei bagni degli uomini nei ristoranti.

Fanta

Questa bibita nasce da una situazione interessante: alcuni dipendenti dell’azienda Coca-Cola decisero di creare una nuova bibita, così organizzarono una riunione con il loro capo, che chiese loro di dar prova di fantasia scegliendo un nome originale. E pronunciando la frase: “Use your fantasy”, ispirò un dipendente che gridò: “Fanta!”.

Pepsi

Questa bibita nacque 50 anni fa, e il suo logo allora somigliava a quello del rivale Coca-Cola; proprio per questo, anni dopo, decisero di cambiarlo con quello attuale spendendo un milione di dollari. Il logo attuale rappresenta il campo magnetico terrestre e ad altri teoremi matematici.

Giulia. C., Giulia. S., Alice. B., Ester. D., Ludovica. R.

Quando la scuola incontra la vita

Insegnanti( Muscillo, Sardone, Zaffuto, Quagliano),  genitori e alunni, a teatro…

 

La noia, la preoccupazione di tutti noi in classe, con l’arrivo dell’insegnate di lettere e tra le mani, un’immagine: G. LEOPARDI…; ma in un solo istante, gli sguardi cupi, si trasformeranno in” luci alla ribalta”; saremo catapultati una settimana dopo, a teatro Leonardo Da Vinci, a Milano, in una serata indimenticabile:“Fuori misura”, proprio come il titolo dello spettacolo.

Con la regia di Daniela Cavalli e l’attore Andrea Robbiano abbiamo vissuto le speranze, le angosce, le preoccupazioni, le sfumature “viventi “del Leopardi e abbiamo amato questo poeta che sin ad un attimo prima, aveva suscitato in noi melanconia e preoccupazione.

E allora? Come mai tutti questi cambiamenti di stati d’animo, vi starete chiedendo?

Semplice, quando la suola incontra la vita, fosse anche in una sala di teatro, tutto ha un suono diverso, una percezione carnale, perché lì, Andrea Robbiano era in carne ed ossa e con lui, abbiamo riso e ci siamo emozionati.

Tante esperienze del genere, ci segnano e ci insegnano che la SCUOLA, quando guarda fuori dal proprio recito, è proprio BELLA

Nicolò P., Edoardo T., Mattia A., Francesco U., Mattia D., Giulia P., Simone C., Sofia M., Alessio R., Giordano P., Andrea E., Luca P., Matteo M.

Team Secondaria