LA RIVOLTA DELLE ANIME- EPISODIO 3

È notte. Stiamo camminando da ore in un bosco. Ho il sospetto che continueremo senza sosta. E sono indecisa. Perché prima avevo una vita normale, e poi, un giorno, all’improvviso, tutto è cambiato. Sono saltati fuori fantasmi, mostri e compagne di classe che fanno crescere l’edera. Penso che potrebbe essere tutto finto, degli effetti speciali per imbrogliarmi. Non so se fidarmi di una persona che fino a ieri mi sembrava una un po’ fuori di testa, e che adesso mi sembra una pazza psicopatica, oppure se devo scappare. Sono immersa in queste riflessioni quando Viola mi rivolge la parola dopo ore di silenzio.

-Fermiamoci qui.

Mi sembra una cosa assolutamente insensata, fermarci qui: siamo in un punto fittissimo del bosco, uguale a tutti gli altri posti in cui siamo passate.

-Perché? Abbiamo camminato tutta notte per raggiungere un posto del genere? Pensavo stessimo cercando una radura o un posto sicuro come una  baita per passare la notte!

-In un posto normale ci avrebbero trovato.

-E qui no? Che cos’ha di diverso questo posto? E se ci volessero trovare, ci troverebbero.

-Qui no. È l’unico posto della Terra in cui, per ora, siamo al sicuro. Tu qui ti potrai allenare con i tuoi poteri senza essere scoperta, ma per ora dormiamo.

Per la stanchezza, mi addormento subito. La mattina mi sveglia un dolore alla faccia: un rogo mi deve avere graffiata. Viola è già sveglia e mi porta qualche frutto qualche biscotto per colazione. Finito di mangiare, Viola mi annuncia che mi dovrà addestrare a combattere. Comincia la sfida per riuscire a farmi usare i miei poteri. Mi dice che posso controllare il potere delle foglie, questo significa che oltre ad avere dei poteri curativi e controllare in generale la natura, la mia arma più forte sono le foglie. Posso fare qualunque cosa con le foglie, da creare turbini a costruire muri solidi come i suoi di edera, fino a poter curare le mie ferite. Ma non so ancora fare tutti questo. Viola mi dice di chiudere gli occhi, di liberarmi dai pensieri, di sentire la natura intorno e dentro di me. Chiudo gli occhi. Mi concentro. Cerco di dimenticarmi tutto il resto. Ma non sento niente. E ho paura di dirlo a Viola. Ma lei lo sa già.

-Prova a sentire il vento che soffia, il Sole che picchia fuori da questo posto, il cinguettio di qualche uccello che porta da mangiare ai piccoli… non lo senti? Tutto Questo è dentro di te.

Riprovo. All’inizio è tutto come prima. Ma poi, comincio a sentire, in lontananza, lo scroscio di un ruscello. Il suono si fa sempre più forte. Vedo l’acqua che scorre, il Sole che si riflette sopra le acque cristalline e che illumina la mia pelle di un bagliore dorato. Vedo i fiori che sbocciano, vedo uccelli volare, e, infine, vedo una foglia che si posa sull’acqua. In quel momento sento che è successo qualcosa. Vedo le mie mani afferrare la foglia e mi sento investita di un potere enorme, qualcosa di più grande di me, ma che è dentro di me.

Provo ad aprire gli occhi. Viola mi sta guardando con una faccia stupita, come ipnotizzata. Sembra piccola. E bassa. Guardo un po’ più in basso e capisco perché mi sta guardando strano. Sto volando. Sono sospesa a mezz’aria, vestita di foglie di tutti i tipi che formano un abito davvero bellissimo. Per un attimo ritorna la visione di prima: vedo me stessa riflessa nell’acqua, ho anche una corona di foglie e i miei occhi nocciola sono diventati quasi verdi; dentro scorgo la forma di una foglia.

Sono stupita, quasi spaventata. La visione si interrompe e sento dolore sulla parte destra del corpo: sono caduta a terra da almeno tre metri!

-Hai un potere più grande di quello che avrei mai potuto credere. Devi tornare allo stato in cui eri prima, questo ti farà passare il dolore.

Appena provo riesco, e non sento più dolore. Questa volta riesco a scendere a terra senza inconvenienti.

-Perfetto, sei bravissima. Ora prova a buttare fuori verso quegli alberi l’energia che senti- dice Viola indicando un gruppetto più fitto di alberi.

Riesco subito.

Viola mi dice di pensare a quello che voglio fare con quegli alberi. Posso decidere di fare quello che voglio, devo solo pensarlo. Decido di costruire una casa di foglie. La casa sta prendendo forma quando sento un urlo, vedo una luce verde e perdo la concentrazione.

-È  successo quello che temevo. La tua magia ha rotto lo scudo che rendeva questo posto invisibile alle anime.

Quando finisce di pronunciare questa frase un esercito di mostri come quelli che mi hanno attaccato in precedenza.

Continua…

Lucilla C. Secondaria,

team del giornalino

UN VIAGGIO NEI NOSTRI LIBRI PREFERITI

Episodio 6

“10… 9… 8… 7… 6…. 5…. 4… 3… 2… 1… che gli Hunger Games abbiano inizio!

Iniziamo a correre senza sapere dove stiamo andando evitando gli altri tributi. Saliamo su un albero e vediamo che l’arena è suddivisa in quattro parti: in una c’è un sentiero di lava solidificata sopra un lago di lava incandescente, in un’altra c’è un prato, nella terza c’è la sabbia, e nell’ultima ci sono dei fiori.

Prendiamo una mela a testa e iniziamo a mangiarla. Stiamo per scendere dall’albero quando vediamo un ragazzo dei Favoriti che mangia una mela e muore. Sentiamo il colpo di cannone. Uno in meno. Ma perché noi non siamo morte? Forse c’entra qualcosa la divergenza? Probabilmente sì.

Corriamo verso la parte con la lava perché è più vicina. Probabilmente qui siamo più al sicuro dagli attacchi degli altri tributi; possiamo anche buttarli nella lava.

Verso sera guardiamo il cielo e vediamo che restiamo solo in dieci: noi due più altri otto.

Il giorno dopo ci accorgiamo che dove siamo ora non c’è cibo, allora ci avventuriamo verso il prato.

Siamo quasi arrivate ad un albero quando Cufat, uno dei Favoriti, corre verso il prato per attaccarci. Appena mette piede nell’erba inizia ad urlare e dopo lo vediamo cadere a terra: morto? Un colpo di cannone. Morto. Corriamo verso di lui e gli rubiamo le armi prima che l’hovercraft lo porti via. Abbiamo una spada e una balestra.

Ci sistemiamo nel prato perché qui siamo al sicuro, a meno qualcuno non ci lanci una freccia.

Ci addormentiamo. Ci svegliamo di notte quando sentiamo dei rumori. Dei mostri stanno sbranando i Favoriti.  Vengono verso di noi. Sono simili agli squali, però hanno tre occhi e due bocche. Le sue zampe posteriori sono da struzzo e quelle anteriori sono come quelle di leone però sono ricoperte da artigli affilati. Dobbiamo scappare. Prendiamo le armi e vediamo un albero alto e robusto su cui un animale non si potrebbe arrampicare. Corriamo e ci saliamo sopra. Da lì con la balestra riusciamo a colpirne uno che cade addosso ad un altro. Restano solo quattro bestie. Facciamo altri tiri però non riusciamo a centrarli tutti con le frecce che abbiamo a disposizione, quindi lanciamo la spada e centriamo la testa del mostro rimanente. Siamo sopravvissute!

Dall’albero vediamo che nell’arena restiamo solo noi. All’improvviso compare un hovercraft con dei fucili pronti a far fuoco e capiamo che ci vogliono uccidere perché l’arena non aveva effetto su di noi.

Riflettiamo e ci rendiamo conto che abbiamo ancora le bacchette magiche, le potremmo usare per cercare di tornare a Hogwarts!

Pronunciamo l’incantesimo in fretta e poi vediamo solo il buio…”

Continua

Lucilla & Erica, Secondaria

FILSTROCCANDO

“Appello in rima”

Siamo gli alunni della seconda B

sempre insieme quasi ogni dì.

Mi chiamo Viola Amoruso

e stasera mi faccio un infuso.

Io sono Chiara Boffa,

per il disegno ho la stoffa.

Mi chiamo Marco Briani,

da grande studierò i vulcani.

Son Giulia Cappelletti

e adoro gli ovetti.

Io sono Alessia Caputo,

faccio i compiti in un minuto.

Mi chiamo Sofia De Ambroggi

e son felice oggi.

Sono Arianna De Luca,

porto i capelli legati sulla nuca.

Il mio nome è Matteo Di Pinto

e sono un calciatore convinto.

Mi chiamo Jacopo Feole,

mi piace fare capriole.

Io sono Fabio Ferrario,

consulto sempre il dizionario.

Son Tommaso Locatelli,

mi piace usare i pennelli

Io sono Lorenzo Magnani,

non rimando i compiti a domani.

Il mio nome è Asia Maiolo,

gioco sempre a pallavolo.

Mi chiamo Chiara Massoni,

e mi piace fare le moltiplicazioni.

Io sono Giorgia Mastropasqua,

a scuola studio il ciclo dell’acqua.

Mi chiamo Lorenzo Paladini

e non mi piacciono i bambini birichini.

Sono Beatrice Pavesi,

non mi piace portar pesi.

Io mi chiamo Marco Pelati,

mi piacciono i bambini educati.

Son Nicolò Pezzoli

e a scuola non mangio fagioli.

Io sono Ludovica Rollo,

non perdo mai il controllo.

Eccomi, son Renato Sacchetta,

vorrei viaggiare in bicicletta.

Sono Beatrice Sacchi

e a scuola non gioco a scacchi.

Mi chiamo Arturo Saccone,

in disegno sono un campione.

Il mio nome è Giulia Salvadori

e i miei disegni son capolavori.

Io mi chiamo Giorgia Turconi,

ai miei compagni mando tanti bacioni.

Sono Lorenzo Visaggi,

mi piace studiare i paesaggi.

Siamo una classe di veri amici,

stare insieme ci fa felici.

Classe II B della Scuola Primaria di Monasterolo

 

“Filastroccando gli animali”

La giraffa ha il collo lungo

e di certo non può stare sotto un fungo.

Va sugli alberi la scimmietta,

ma non usa la scaletta.

L’elefante nel laghetto,

volentieri fa un bagnetto.

La zebra con le strisce,

un po’ galoppa e un po’ nitrisce.

L’ippopotamo grosso e grasso,

entra in acqua con gran fracasso.

Corre molto il rinoceronte,

corre e sparisce all’orizzonte.

Il leone sua maestà

non può vivere in città,

sotto l’albero riposa

aspettando una preda golosa.

Filastrocca degli animali,

tutti belli ma non uguali.

Classe II B della Scuola Primaria di Monasterolo

 

“Scuola in Pubblicità”

La Scuola Primaria Don Milani

ti aiuta ad affrontare il domani.

Vieni a studiare qui da noi

ché di sicuro non ti annoi.

Tante cose imparerai

e difficoltà non avrai.

Classe II B della Scuola Primaria di Monasterolo

 

“La cavalletta in bicicletta”

 Nel prato una cavalletta

pedalava in bicicletta.

Andava forte a manetta

e ha perso una scarpetta.

È arrivato un agnellino

che viaggiava in motorino,

dietro c’era un topolino

seduto sul seggiolino.

Tutti insieme con la paletta

hanno trovato la scarpetta.

Per festeggiare hanno fatto il trenino

mangiando un buon panino.

Classe II B della Scuola Primaria di Monasterolo

 

 “I tre fratelli”

Tre fratelli giocano sul prato

mentre la mamma compra un gelato.

Uno di loro prepara la merenda

invece gli altri son dietro la tenda.

Giocano felici a nascondino

si nascondono dietro un pino,

vedono un bel ruscello

e di acqua riempiono il secchiello.

Ludovica Rollo classe II B Scuola Primaria di Monasterolo

 

“Giocando con le rime”

Oggi in un prato

abbiamo mangiato un buon gelato.

Ma che bella la merenda

se vien fatta in una tenda!

È arrivato l’amico Pino

e abbiam giocato a nascondino.

Tutti insieme con il secchiello

a giocar verso il ruscello.

Asia Maiolo classe II B Scuola Primaria di Monasterolo

 

“ I tre amici”

Sotto un grande pino,

tre amici giocano a nascondino.

Poi, con il secchiello,

vanno a prendere l’acqua del ruscello.

Sul prato

trovano un gran gelato.

Sotto la tenda

Uno dice:-Che buona merenda!

Marco Briani classe II B Scuola Primaria di Monasterolo

 

“Filastrocca delle parole”

 Passeggiando nel prato

mi gusto un buon gelato.

Prendo il secchiello

e vado al ruscello.

Gioco a nascondino

e mi nascondo dietro un pino.

Se raggiungo la tenda

Posso fare una grande merenda.

Giulia Salvadori classe II B Scuola Primaria