TUTTO IL MONDO VA A SCUOLA … E UNA SCUOLA PER TUTTI

Al ritorno dalle vacanze estive, il primo giorno di scuola molti dei miei alunni della classe VB di Mezzate, con il viso triste e un po’ imbronciato, mi chiedevano:

“Perché maestra dobbiamo studiare e venire a scuola?”

Così è iniziata una discussione che li ha portati a capire quanto sia importante andare a scuola:

  • per istruirsi e imparare tante cose nuove,
  • per capire cosa è giusto e cosa è sbagliato,
  • per decidere con la propria testa e per poter fare scelte giuste.

Andare a scuola è un diritto–dovere, come è scritto nella nostra Costituzione, che stabilisce che la scuola è obbligatoria per almeno 8 anni, (ora fino a 16 anni) ed è aperta a tutti: maschi, femmine, ricchi, poveri, italiani, stranieri, di qualunque religione.

Hanno scoperto che nel mondo ci sono milioni di bambini che vanno a scuola. Tanti devono fare molti chilometri a piedi per andarci e non hanno aule e banchi; in alcuni luoghi gli scolari stanno addirittura seduti sulla sabbia del deserto o tra giganteschi alberi di una foresta …

Incuriositi da queste notizie, insieme ai compagni della classe VA, sono stati spinti a fare delle ricerche per conoscere com’è la scuola in altre parti del mondo.

Ecco il risultato del loro lavoro:

 

Anche Oumy, la mia alunna senegalese, ci ha raccontato di com’era la scuola nel suo paese e ci ha spiegato perché preferisce frequentarla in Italia.

 

LA BACCHETTA PER CHI NON STUDIA

SCUOLA SACRA: VIA LE SCARPE IN BIRMANIA

IN MEZZO ALLA FORESTA AMAZZONICA

NIENTE DISCUSSIONI IN CLASSE

UNA SCUOLA IMPEGNATIVA

 

POCHE VACANZE IN AUSTRALIA

NIENTE SCUOLA PER LE BAMBINE

Grazie al progetto “Bibliotecando” gli alunni hanno avuto la possibilità di conoscere la storia di Malala, la ragazza pakistana ferita dai Talebani che ha avuto il coraggio di gridare al mondo i suoi diritti e l’importanza dell’istruzione.

«Un bambino, un maestro, una penna e un libro possono cambiare il mondo»

«Dateci penne per scrivere prima che qualcuno

metta armi nelle nostre mani»

Malala

 

DIRITTO ALL’EDUCAZIONE

«Se mi insegni, io lo imparo
Se mi parli, mi è più chiaro
Se lo fai, mi entra in testa e con me tu impari, resta»

Bruno Tognolini

 IMPARARE è un DIRITTO

per tutti i bambini e le bambine del mondo

Studiando gli antichi Romani e leggendo com’era la scuola a quei tempi  i bambini hanno creato delle divertenti storielle.

Testo storico: Una bella lezione

Ave, sono Caio Marcellus, ho dieci anni e appartengo a una famiglia patrizia; vivo a Roma. Questa mattina sono andato a scuola, avevo molto sonno perché ieri era un giorno di festa e avevo giocato con i cavalli insieme ai miei amici fino a tardi. Nel pomeriggio avevamo visto le gare di bighe con i nostri padri; aveva vinto Sempronio il Magnifico con il suo cavallo Brutus.  Il maestro, Publio Scoppellatus, ci ha subito fatto fare un lungo dettato su una famosa battaglia vinta dai Romani; io da quanto ero stanco, mi sono distratto rimanendo indietro. Quando il maestro se n’è accorto, con la sua ferula, mi ha dato due bacchettate sulle mani. Ho sentito un gran bruciore e a stento ho trattenuto le lacrime. Poi il maestro mi ha fatto rifare il dettato. Tornando a casa ho raccontato l’accaduto ai miei genitori che avevano visto le mie mani gonfie. Dopo qualche istante mia madre, invece di consolarmi, ha preso il battitappeto e mi ha percosso dandomi un colpo sul sedere. Grazie a questa punizione ho capito che bisogna sempre stare attenti a scuola.

Questa è la vita di noi studenti dell’antica Roma.

Testo storico: Una giornata fortunata

Quel giorno, mi ero svegliato all’alba; ero sceso giù in cucina per fare colazione, con indosso già la mia bella tunica blu fatta con le stoffe più preziose della mia città, la magnifica Roma. In cucina c’era mia madre Domitilla che, insieme alla schiava Demetra, mi stavano preparando il pasto da portarmi a scuola; mia mamma indossava la suo solita stola color arancio, la collana d’oro ed i sandali di pelle d’antilope. In quel momento arrivò anche mio padre,  CaioTerenzio, con   la sua lunga e preziosa toga rossa, per rammentarmi che dovevo uscire in fretta per arrivare in tempo a scuola, perché il mio maestro, Marco Porzio, che non era un tipo molto paziente, mi stava aspettando. Ma mi accorsi che ero in ritardo solo quando vidi, sulla porta della scuola, il mio maestro tirar fuori la ferula, una bacchetta che non perdona!!! Veloce come una saetta ero andato a sedermi al mio posto; avevo fatto però in tempo a notare con la coda dell’occhio che c’era un bambino nuovo, Amenofi, anche lui di famiglia nobile. Il maestro ci disse che la sua famiglia viveva ad Alessandria d’Egitto ed era venuto a Roma perché suo padre era stato chiamato per costruire l’Anfiteatro Flavio, cioè il Colosseo. A scuola Amenofi era molto bravo, riusciva molto bene a leggere e a scrivere e parlava molte lingue. Durante una pausa avevamo giocato insieme con: palle, cerchi trottole, dadi… Ci eravamo divertiti moltissimo! Finita la pausa avevamo continuato a scrivere con lo stilo, un bastoncino a punta, senza fare mai soste. A fine giornata, finalmente il nostro maestro ci disse che le lezioni erano finite e che potevamo riporre tutto nella capsa, una borsa rigida, a forma di cilindro. Dopo un istante era arrivato il mio schiavo a prendermi con la biga, una specie di cocchio trainato da cavalli. Quel giorno tornai a casa felice per aver schivato la ferula e per essermi fatto un nuovo e simpatico amico.

Sofia R.

DIRITTI PER TUTTI

Nell’ambito del Progetto: “Noi cittadini del mondo” gli alunni delle classi V di Mezzate, leggendo la Costituzione e La carta dei diritti del fanciullo, sono venuti a conoscenza dei loro diritti e si sono anche resi conto di essere fortunati perché ci sono tanti bambini che non godono di questi diritti.

Anzi, proprio i bambini sono le principali vittime dei conflitti che insanguinano tanti angoli del mondo.

Milioni di essi vengono uccisi nel corso di guerre, altri subiscono danni permanenti: arti amputati, danni celebrali, cecità, sordità a causa dei bombardamenti, degli scontri a fuoco, delle mine, delle torture.

Tanti sono rifugiati nei campi – profughi, altri hanno visto distrutte le loro case e disperse le loro famiglie.

Molti bambini rimangono traumatizzati per i combattimenti ed altri sono testimoni di uccisioni violente; altri diventano bambini soldato.

SOLDATO BAMBINO

Ci guardammo a lungo,

a quel posto di blocco, che sarebbe così simile a tanti altri,

se non ci fossi tu a controllare i miei documenti.

E’ difficile darti un’età,

ma sicuramente non hai

più di 10 anni.

Sei un bambino,

ma anche un soldato.

Sei piccolo, ma il tuo fucile è grande

e ti arriva fino ai piedi

Cerco di scambiare qualche parola,

ma non sai l’ inglese.

Non c’erano scuole nella foresta,

dove hai combattuto e vinto la guerra.

L’unica cosa che hai imparato a fare bene,

è obbedire ed uccidere.

“Non dire che non sono un bambino,

non scuotere la testa, pensando che sono troppo piccolo.

Sono un soldato

e l’età di un soldato

non si misura dai suoi anni,

ma dal numero dei nemici uccisi in battaglia.

E io so sparare ed uccidere come un adulto.

Anzi meglio.

Io non ho dentro di me i rimpianti di un tempo lontano,

in cui per i bambini la guerra era solo un gioco come tanti,

io non sono mai stato un bambino.

Io da sempre sono un soldato

Da “Italia Caritas”

L’articolo 38 della Convenzione Internazionale dei Diritti dei bambini dice:

BAMBINI E LE BAMBINE NON DEVONO ESSERE COINVOLTI IN CONFLITTI ARMATI O ESSERE RECLUTATI COME MILITARI.

IN CASO DI GUERRA GLI STATI DEVONO PROTEGGERLI E GARANTIRE LORO LE CURE NECESSARIE.

Se c’è la guerra, c’è:

POVERTA’

FAME

SFRUTTAMENTO

REPRESSIONE

TRISTEZZA

INSICUREZZA PERSONALE

Invece se c’è la pace, c’è:

AMORE

LIBERTA’

FELICITA’

BENESSERE

SICUREZZA PERSONALE

I nostri disegni

DIRITTO AD ESSERE BAMBINO

Chiedo un luogo sicuro dove posso giocare
chiedo un sorriso di chi sa amare
chiedo un papà che mi abbracci forte
chiedo un bacio e una carezza di mamma.
Io chiedo il diritto di essere bambino
di essere speranza di un mondo migliore
chiedo di poter crescere come persona
Sarà che posso contare su di te?
Chiedo una scuola dove posso imparare
chiedo il diritto di avere la mia famiglia
chiedo di poter vivere felice,
chiedo la gioia che nasce dalla pace
Chiedo il diritto di avere un pane,
chiedo una mano
che m’indichi il cammino.
Non sapremo mai quanto bene
può fare un semplice sorriso

Madre Teresa di Calcutta

Questo percorso, che si è svolto durante tutto l’arco dell’anno e che si concluderà con uno spettacolo al teatro De Sica, è nato dal desiderio degli alunni delle classi quinte di Mezzate di gridare a tutti che vogliono “Un mondo diritto” (così l’hanno definito), un mondo giusto, dove i bambini di ogni angolo del nostro pianeta possano godere degli stessi diritti.

Le classi quinte, Primaria, Mezzate

MERAVIGLIOSA LONDRA

Su suggerimento della professoressa Campeti, siamo rimaste entusiaste di organizzare un viaggio a Londra ed abbiamo affrontato il lavoro con grande impegno. Nel video che vedrete abbiamo cercato di raccontarvi Londra come in un album fotografico: da Buckingham Palace e il London Eye al gustosissimo Fish and Chips, fino ad arrivare alle tipiche cabine telefoniche e ai bus a due piani.

Londra vi aspetta, venite con noi! Buona visione!

BEAUTIFUL LONDON

We were enthusiastic to plan a trip to London and we worked very hard. In the video we have tried to tell you London as in a photo album: from Buckingham Palace and London Eye to the tasty fish and chips, from the typical telephone boxes to the two-floors bruses.

London is waiting for you, come with us!! Have a good vision!

Sara Malerba, Elisabetta Moiana, Martina Girelli, Radka Mladenova,

II D Secondaria

LE BELLEZZE DELL’AUSTRALIA

In Australia vi sono alcuni fra gli ambienti naturali più particolari ed eterogenei del mondo, con una fauna introvabile altrove e paesaggi spettacolari, tra cui spiccano numerosi parchi nazionali e aree Patrimonio dell’umanità.

La fauna unica costituisce da sempre una delle principali attrattive di questo paese. In Australia vivono più di 378 specie di mammiferi, 828 specie di uccelli, 4000 specie di pesci, 300 specie di lucertole, 140 specie di serpenti, 2 specie di coccodrilli e 50 varietà di mammiferi marini.

L’outback del Red Centre e del Kimberley, nell’Australia occidentale, rinnoverà il vostro spirito. Si può fare snorkeling tra i coloratissimi pesci e coralli della grande barriera corallina nel Queensland; inoltre si possono ammirare da vicino koala, canguri, wallaby, leoni di mari, pellicani e pinguini nello stupendo paradiso faunistico delle Kangaroo Island. Si possono scoprire le zone umide e le cascate del Kakadu National Park, dove vivono un terzo di tutte le specie di uccelli australiani.

In Australia crescono circa 27.700 specie di piante, compresi fossili viventi come le palme Cicadi, la Xantorrea e meravigliosi fiori selvatici come i Waratah, i piselli di deserto dello Sturt, le Banksie e le zampe di canguro.

Inoltre abbiamo circa 2.800 specie di eucalipto (albero della gomma) e 1.000 specie di acacia che qui viene chiamata “wattle”. L’acacia dorata è l’emblema floreale dell’Australia. Gli eucalipti costituiscono circa l’80 percento delle foreste australiane. Acacie, melaleuca (albero del tè), casuarine, callitris (cipressi neri), mangrovie e foreste pluviali costituiscono il restante 20 per cento.

Un’altra bellezza naturale dell’Australia è Lake Hillier, un lago che si trova nell’Australia occidentale ed è facilmente riconoscibile per il suo insolito colore: il rosa.

Le ragioni di tale particolare tinta sono ancora misteriose, si tratta di un lago salato privo di affluenti situato a 600 metri dall’oceano sull’isola di Middle Island, la più grande tra quelle dell’arcipelago Recherche, nelle vicinanze di Carpe Arid.

Speriamo davvero che queste, anche se poche, informazioni che vi abbiamo mostrato, vi abbiano fatto notare quanto l’Australia sia interessante, misteriosa e soprattutto affascinante.

                                                                        Veronica Bianco, Fortunato Daniel, Salamina Giulia, II C Secondaria, team del giornalino

LA NOSTRA ISOLA

La Sicilia è secondo noi l’isola più bella del mondo, non solo perché c’è il mare ed è ricca di bellezza naturale, ma anche per l’accoglienza e l’affetto che si riceve da parte dei suoi abitanti.
Durante le vacanze andiamo frequentemente sia a Palermo ma anche a Messina, le città natale dei nostri genitori.

La Sicilia non è ricca solo di beni naturali come già detto, ma anche di cultura e di testimonianze storiche. Un’ importante sito di interesse storico in Sicilia, che abbiamo visto insieme a Caltanissetta, è una villa di un nobile romano, all’interno della quale c’erano degli imponenti mosaici, ma anche una cattedrale posta sopra  la costruzione costruita con 99 tipi di marmi diversi provenienti da 50 regioni del mediterraneo, cosa che ci ha incantati notevolmente. Abbiamo visto anche, a Sant’Andrea, un piccolo paesino in provincia di Messina, un presepe vivente dove venivano rappresentate le attività antiche riguardanti gli anni della nascita di  Cristo. È stato davvero bello, anche perché davano come assaggio gli “Sfinci”, un dolce tipico della regione.

A proposito di dolci, uno dei più famosi e deliziosi dolci siciliani è la cassata, che è una torta composta da ricotta con zucchero e vari canditi che rendono sempre più colorata. Un’ altra delizia sono i cannoli, che vengono serviti con un ripieno sempre di ricotta e a volte con del cioccolato e del pistacchio, che li rendono più buoni.

Durante le vacanze estive andiamo di solito nella spiaggia di Marinello a Messina: qui il mare è sempre calmo e limpido e ricco di pescispada che si possono anche pescare.

Andiamo anche alla spiaggia di Capaci, bella per i tanti pesci che ospita e per la sua fantastica acqua cristallina. Di solito quando andiamo a fare snorkeling troviamo pesci di varie specie fra cui il pesce gatto.

Quest’isola secondo noi è il paradiso per tutto ciò che ci offre, ma anche per tutte le emozioni che proviamo ogni volta che ci andiamo. Ogni volta che la visitiamo non vogliamo più andarcene.

Che dire di altro? Speriamo che questa magnifica regione vi piaccia e vi aspettiamo in tanti!

Sofia Malta e Alice Maio, I D Secondaria, team del giornalino

COSA PENSANO DI NOI?

OPEN DAY AL LICEO MACHIAVELLI: INTERVISTATI I FUTURI STUDENTI DELLE SUPERIORI

Il giorno 3 Dicembre 2016 e il giorno 14 gennaio 2017 si è tenuto l’ open day d’istituto. Molti giovani ragazzi, si spera futuri “Machiavellini”, sono venuti a vedere il liceo e i nostri compagni li hanno accompagnati a fare un “giro” per conoscere ogni luogo della scuola, dai laboratori alla palestra, e noi del giornalino scolastico “La Macchia” abbiamo colto l’occasione per intervistarli. Appena entrati la prima impressione è stata quella di un atrio grande e luminoso, un luogo molto accogliente e familiare; sia i genitori che i ragazzi delle scuole medie hanno apprezzato gli alunni della scuola impegnati nell’open day, i quali erano informati, gentili e utili nel risolvere gli eventuali dubbi. Durante il “giretto”, i laboratori di chimica e fisica sono stati gli spazi che hanno colpito maggiormente, insieme alla palestra, a volte reputata dai genitori troppo buia, e il bar, uno dei luoghi sempre apprezzati. Alcuni genitori, invece, hanno descritto la struttura della scuola un po’ vecchia, come tutte le scuole di Milano d’altronde, anche se allo stesso tempo si respirava una bella atmosfera, essa infatti ti avvolge come all’interno di una grande famiglia. Parlando con i futuri “primini”, essi hanno dimostrato timore per diverse materie del nostro indirizzo differenziandosi tra maschi e femmine. Infatti i primi hanno molto timore del latino, il quale è sempre stato ostile a molti studenti del liceo. Le femmine, invece, hanno maggiore paura per quanto riguarda le materie più scientifiche, come per esempio fisica. Alla domanda “Cosa pensano gli altri di noi ?”, rispondendo tutti con un sorrisetto sulla faccia, hanno espresso un giudizio positivo: il Liceo Machiavelli è reputato da molti un’ottima scuola, con insegnanti validi e allo stesso tempo comporta un elevato livello di ore di studio.

Infine, l’aspetto che può convincere a scegliere un istituto rispetto a un altro è senz’altro la vicinanza e la qualità della scuola stessa. Sperando che la nostra scuola abbia tutto ciò che i futuri liceali richiedano, l’ultima cosa che rimane da dire è “ci vediamo l’anno prossimo qui da noi!”.

Gaia Zamarioli , V A Scientifico Machiavelli

http://www.iismachiavelli.gov.it/la-scuola/strutture-rivoltana

UN CAPODANNO CHE È APPENA ARRIVATO

gallo– Mamma dove si trova la Cina, è vicino all’Italia?

– No, non è per niente vicino all’ Italia, anzi è lontanissimo, perché si trova proprio dall’altra parte del mondo!

-Wow! Mi piacerebbe molto visitarla, sono davvero curiosa. Mamma, mi potresti dire com’è? Mi spieghi le sue tradizioni, i cibi che mangiano e quali sono i posti più belli da visitare?

– Certo, ti dirò tutto quello che so, però facciamo una cosa alla volta. Cominciamo dalle sue  culture e tradizioni.  Siccome è appena passato il capodanno, ti dirò le differenze tra il nostro e quello cinese.

-Come sai, da noi è già passato il capodanno, già da un mese, invece in Cina è stato festeggiato da poco, perché per festeggiare il capodanno i Cinesi usano un calendario diverso e infatti quest’anno la festa cade quando da noi è 27 gennaio: A ogni anno viene assegnato il segno di uno tra dodici animali: quest’anno è l’anno del gallo. Una delle tradizioni cinesi che rendono il loro capodanno così bello è quello di usare molto il colore rosso e fare nelle strade delle sfilate di uomini travestiti da drago o da leone.

-Mamma, ma perché fanno queste sfilate travestiti da drago e usano molto il colore  rosso?

drago– Perché in Cina c’è una leggenda che narra che un mostro chiamato “Niian” (che in cinese significa ”anno”) esce dalla sua tana ogni 12 mesi e va a mangiare esseri umani. Però si dice che questo mostro abbia paura del colore rosso e dei rumori troppo forti, perciò si usa questo colore per allontanare il mostro e il drago, se non mi sbaglio, rappresenta il mostro “Nian”.

-Wow! sembra interessante! Mamma, vai avanti.

-Di sera, l’ultimo giorno dell’anno, i Cinesi cenano insieme ai genitori e parenti, e a mezzanotte sparano i fuochi d’artificio proprio come noi. Prima, però, normalmente tutti i genitori e parenti chesi sono riuniti per cenare, danno a tutti ragazzi che conoscono una busta rossa con dentro del denaro per portare fortuna a coloro che la ricevono.

-Bello, la vorrei anch’io!

-No, non è ancora finita, il più bello deve ancora arrivare! Allora, nella sera del quindicesimo giorno del nuovo anno, si festeggia la“Festa delle lanterne”, dove si accendono un gran numero di  lanterne durante le ore notturne , formando un panorama spettacolare. Infatti questa è una delle feste più belle e divertenti da ammirare durante il  capodanno cinese!

– Che meraviglia! Mamma, prima mi hai parlato di un banchetto che i Cinesi fanno nella sera prima di capodanno, è come il nostro?

-Sì, è molto simile perché si sta insieme con i propri familiari, però i cibi sono un po’ diversi. Noi di solito andiamo a mangiare nei ristoranti con i nostri familiari, invece loro cenano a casa  e mangiano vari tipi di carne e come tradizione mangiano i ravioli cinesi, involtini di primavera, torte fatte con riso glutinoso , i “tangyuan” (palline dolci fatte di farina e riso glutinoso) e i “niangao”, polpette fatte sempre con il riso.

-Wow! Sembrano cibi deliziosi! Mamma, mi racconti ancora qualcos’altro?

-No, è tardi adesso devi andare a letto. Te li racconterò domani.

                                             Sabrina Zhang, II D secondaria, team del giornalino

CUCINA IN CUCINA – Spaghi di campo

 

spaghettiQuesta ricettina sfiziosina sono riuscito a inventarla con il grande aiuto di mamma che mi sostiene ogni giorno insieme a papà, a patto che io non li avveleni sbagliando qualcosa nelle ricette (tranquilli, queste che trovate sono provate a approvate da tutta la mia famiglia)

INGREDIENTI:

2 zucchine intere

1 confezione di ricotta

15 pomodori ciliegini

Olio extra vergine d’ oliva

Brodo di verdure

Mezza cipolla bianca

spaghetti

PREPARAZIONE:

Tagliare la cipolla a fette sottili e soffriggere con l’olio d’ oliva, intanto far bollire l’ acqua e mettere a cuocere gli spaghetti.

Aggiungere al soffritto, prima le zucchine a rondelle e dopo un po’ i pomodori tagliati a metà; amalgamare con il brodo e la ricotta finché non ottenete una crema semi-liquida.

Aggiungere gli spaghetti, servire caldo e decorare con due o tre margherite lavate col gambo.

Ottimo sia caldo sia freddo, grandioso in estate-primavera, se vi è piaciuto lasciate un commento

(ma anche se non vi è piaciuto ditemi come migliorare).

ALLLA PROSSIMA, CON “CUCINA IN CUCINA…”

Bignami Jacopo, II A Secondaria, team del giornalino e aspirante cuoco

LA CATTEDRALE DI NOTRE-DAME

notre-dame“La cattedrale metropolitana di Nostra Signora”, conosciuta anche come “Cattedrale di Notre-Dame” è il principale luogo di culto cattolico di Parigi.

Si trova nel cuore della capitale francese e rappresenta una delle costruzioni gotiche più celebri al mondo.

Nell’area in cui sorge la cattedrale si trovavano un tempio Pagano dedicato a Giove e poi un’antica cattedrale dedicata a Santo Stefano; questi due edifici precedettero la Cattedrale odierna.  I primi lavori furono effettuati da Renard Mignon De Corbeil, vescovo di Parigi dal 1250 al 1268.

La sua costruzione iniziò nel 1163 e terminò nel 1344. La costruzione fu divisa in due parti: entro il 1260 venne completato l’edificio, mentre fino alla metà del XIV secolo ci furono una serie di interventi, che arrivarono fino a farle raggiungere il suo attuale aspetto.

12 ottobre 1160 Maurice De Sully divenne vescovo di Parigi e promosse subito la ricostruzione della cattedrale di Santo Stefano, ormai in rovina.

Il nuovo edificio sarebbe sorto appunto in stile gotico che si era già affermato in Francia con la costruzione della basilica di Saint Denis e delle cattedrali di Sens, Noyon e Laon. La chiesa sarebbe stata come quella di Santo Stefano, a cinque navate senza cappelle laterali ad eccezione di tre cappelle radiali.

Il progetto si estendeva anche nell’area circostante, prevedeva anche l’apertura di una grande piazza di fronte alla cattedrale.

La Cattedrale di Notre-Dame è ancora oggi visitata e apprezzata da persone provenienti da tutto il mondo.

                                                         Salamina Giulia e Fortunato Daniel Giuseppe, II C Secondaria, team del giornalino

SONO POLITEISTA E TU?

tempioDa circa un anno sono appassionata di mitologia greca e un pensiero un po’ bizzarro mi è passato per la testa: perché dobbiamo assolutamente essere cristiani, solo perchè i nostri genitori lo sono? No. Non ha senso.

Ognuno di noi deve avere il diritto di scegliere in che cosa credere, voglio dire che sono nata cristiana, questo non mi impedisce di fare una, sì dai, chiamiamola “rivoluzione” , io ho deciso di credere negli dei dell’Olimpo.

Puo sembrare strano ma come potete essere sicuri che non sono esistiti veramente?  E come fate a essere così sicuri che esiste un solo e unico dio, Allah, Bhudda, chiamatelo come vi pare? Non abbiamo le prove! Nessuno puo sapere qual è la verità ed è appunto per questo che siamo liberi di credere in quello che ci sembra più reale, più logico.

Io non sono una che vuole convertire tutti alla propria religione e se sono quasi l’unica che crede negli dei, non mi importa.

Adesso vi scrivo delle informazioni sugli dei dell’Olimpo e, se vi interessa (come ho già detto non ce l’ho con chi si rifiuta e continua a essere monoteista), io sono in 2C.

 ZEUS: padre degli Dei, Dio del cielo e dei temporali. Il suo simbolo è la Folgore ma nella forma Romana (GIOVE) è un’Aquila;

HERA: regina degli Dei e moglie di Zeus. Dea del matrimonio, della fede, delle donne e del parto. Nella forma Romana si chiama GIUNONE, il suo simbolo è un Pavone;

POSEIDONE: fratello di Zeus, Dio del mare e dei terremoti. Nella forma Romana si chiama NETTUNO, il suo simbolo è il Tridente;

DEMETRA: Dea dell’agricoltura, forma Romana CERERE;

ARES: Dio della guerra, dei combattimenti, forma Romana MARTE;

ATENA: Dea della saggezza, della sapienza, della strategia militare e delle arti minori, forma Romana MINERVA, il suo simbolo è la Civetta;

APOLLO: Dio della musica, della poesia e del tiro con l’arco, fratello gemello di Artemide, figlio di Zeus, il suo simbolo è una lira;

ARTEMIDE: Dea della caccia e del tiro con l’arco, sorella gemella di Apollo, figlia di Zeus, forma Romana DIANA, il suo simbolo è un’arco;

EFESTO: Dio del fuoco, delle fucine e dei fabbri, forma Romana VULCANO;

AFRODITE: Dea dell’amore e della bellezza, forma Romana VENERE;

ERMES: Dio dei ladri, delle strade, messaggero degli Dei, forma Romana MERCURIO;

DIONISIO: Dio del vino e delle feste, forma Romana BACCO;

ADE: Dio della morte e signore degli inferi, forma Romana PLUTONE.

Questi sono gli dei princiali ma ci sono anche dei minori come Hestia o Borea.

Bene ragazzi, ricordatevi che siete liberi di credere!

Alexia Branzea, II C Secondaria,

                                                                   team del giornalino

 

MARE O MONTAGNA?

m vs mOggi, 14 Aprile 2016, mancano esattamente 54 giorni, 8 ore e 45 minuti alla fine della scuola!

Forse è un filino presto per pensarci, ma noi non vediamo l’ora di andare in vacanza!! Però, abbiamo un problema…mare o montagna??

– Io, Martina, preferisco la montagna: al mare si muore di caldo e le mamme ti costringono a metterti quintalate di crema solare!

– Ma Martina, cosa dici!? Anche in montagna ci si mette la crema solare! Al mare ti rilassi, nuoti … Che bellezza! E poi in montagna bisogna camminare ore e ore!

– Bè, Betta, se ti piace stare sdraiata sulla spiaggia bollente e scervellarti per far sì che l’ombra dell’ ombrellone vada nel verso giusto, allora posso capire! Ma in montagna si sta bene: il bel freschetto, la natura, gli animali… J

– Innanzi tutto il FRESCHETTO è freddo ,quindi non va bene, perché di solito si va in vacanza per il bel tempo, DI SOLITO. Certo, la natura non è così cattiva, a parte quando si passa affianco ai pascoli puzzolenti. In quanto agli animali … sono belli e dolci, ma nei boschi le zanzare e gli insetti sono veramente pizzicosi e disgustosi: BLEAHH!!!

– Vogliamo parlare dei granchi e delle meduse?! Quelli sì che sono disgustosi!

– Ma Marty, al mare ci sono anche i pesciolini colorati, i coralli … Ahh, che bellezza! Al mare c’ è la sabbia per fare i castelli; l’acqua, per rinfrescarsi; bellissime spiagge colorate; giochi di ogni tipo; gelati…

– Ma anche in montagna ci sono paesaggi stupendi, e nulla è paragonabile alla soddisfazione che si prova raggiungendo la cima di una montagna o anche soltanto concludendo una passeggiata!

– Questo non è vero perché in montagna quando si fanno le noiosissime passeggiate nel bosco tra i rami ci sono le ragnatele! Devo dire che però in montagna ci si rilassa di più perché non c’è molta gente.

– OHHH, brava Betta….finalmente capisci qualcosa! Al mare le spiagge sono piene di gente: è proprio brutto!

– Su questo hai ragione, in effetti la montagna non è così male, lo ammetto. Però preferisco di gran lunga il mare!

– Ok, lo ammetto anche il mare non è male, ma io adoro la montagna!

– E voi cosa preferite: mare o montagna?

– Nel frattempo vi auguriamo buone vacanze!! J

– Comunque, MEGLIO LA MONTAGNA .

– Piantala Marty! Meglio il mare!

Elisabetta Moiana e Martina Girelli, I D Secondaria, team del giornalino

NIZZA, WOW!

nizzaIl quattro marzo ’16 sono andato a Nizza. Il viaggio è stato un po’ burrascoso perché ha iniziato a piovere talmente forte che quasi non si vedeva più niente.

Fortunatamente quando siamo arrivati ha smesso, abbiamo preso le nostre valigie e siamo andati nella nostra casetta dove abbiamo passato la notte.

Il giorno dopo io ho iniziato la mia visita da turista, perché i miei accompagnatori ci erano già stati.

La prima cosa che ho visto è stato il mare che era mosso come non era mai stato a Nizza, era riuscito, addirittura, a mangiare tutta la spiaggia che è molto vasta.

Dopo aver guardato il mare abbiamo iniziato a camminare in direzione di una passeggiata sopraelevata da dove si può vedere tutta la città, un panorama che da osservatore vi consiglio.

Una volta arrivati in cima ci siamo fermati a ristorante, ci hanno fatti mangiare fuori a contatto con dei gabbiani “distruttori” (vedendo che in un tavolo c’erano degli avanzi, si sono avventati e hanno fatto cadere un fragile bicchiere di vetro) e con un panorama bellissimo.

Quando abbiamo finito di mangiare, abbiamo preso il trenino che ci ha riportato vicino alla spiaggia. Dopo abbiamo giocato un po’ a frisbee.

La sera siamo andati a mangiare in un ristorante libanese che era addobbato con tante lucine natalizie e una piccola fontanella interna. Siamo andati a letto.

La giornata seguente siamo andati in un parco giochi, non il solito da bambini ma uno con dei giochi solo da grandi, siamo rimasti lì un’oretta e mezza, poi siamo andati a comprare del cibo per un picnic in spiaggia, dato che il cielo era senza nuvole ed era tornata la spiaggia.

Prima di andare, però, sono andato a fare un giro sulla ruota panoramica e anche da lì c’è una vista bellissima, soprattutto quando c’è il sole.

Poi abbiamo fatto il picnic; è stato bello perché dopo abbiamo giocato a frisbee. Mentre abbiamo giocato, abbiamo ammirato il bel mare azzurro, azzurro davvero perché Nizza viene anche chiamata “Costa Azzurra”.

Sfortunatamente è arrivato il momento di partire. Quando mia zia e mia nonna facevano la valigia, io sono sceso in un ristorante e mi sono preso, come saluto di Nizza, una grossa crepe alla nutella buonissima.

Siamo partiti ma sono rimasto con il ricordo di Nizza. Ve la consiglio vivamente.

E’ una città bellissima!!

Tommaso Repetto, I D Secondaria, team del giornalino

MADESIMO: SE LA CONOSCI, TE NE INNAMORI

Madesimo: piccolo paesino di 582 abitanti in provincia di Sondrio e di confine con la Svizzera. E’ il comune d’Italia più lontano dal mare. E’ veramente il posto più bello del mondo, ve lo posso assicurare: immerso nel verde d’estate e nella neve d’inverno, con le sue piste da mountain-bike e quelle da sci.
È il luogo dove vado sempre in montagna insieme alla mia famiglia perché abbiamo lì una casa. Ci si diverte un mondo, sempre. Ci sono un sacco di cose da fare come passeggiare, giocare al parco giochi, giocare a tennis o a calcio negli appositi campi d’estate e sciare, giocare con la neve o fare comunque passeggiate in inverno. Inoltre si può sempre giocare con gli amici: una delle mie prime volte a Madesimo ho fatto amicizia con Davide, un ragazzo della mie età che abita vicino a me. Non sapevo che sarebbe diventata forte come lo è tutt’ora.
Ha veramente moltissime piste da sci, dalle azzurre per i principianti (come ad esempio la pista Arlecchino, la Lago Azzurro… ), alle rosse per quelli che comunque sanno sciare bene (pista Vanoni, Motta, Montalto…) fino alle nere per gli esperti (il Canalone ed altre). Io devo dire che a sciare non sono bravissimo, ma me la cavo abbastanza bene da riuscire a fare anche le piste rosse un po’ difficili. Questa è la piantina degli impianti sciistici di tutto il paese:

madesimo
Ce ne sono davvero tante, infatti sono oltre 60 km di piste da sci. Ci sono anche dei maestri che fanno lezioni di sci a persone di tutte le età. Io ne ho fatta una di recente, insieme a delle altre che ho fatto da piccolo. Quando le ho iniziate a fare il maestro non sapeva più cosa fare con me: continuavo a lamentarmi e a cadere apposta. Allora mi padre mi ha fatto smettere e ha iniziato a farmi lui da maestro: non so perché ma non mi lamentavo più come prima, e insieme a lui abbiamo fatto piste abbastanza difficili.
Una notizia che vi dò su Madesimo è che qui villeggiò per numerose stagioni il poeta Giosuè Carducci, di cui si trova una statua in suo onore vicino a casa mia. Inoltre mi sembra che a Madesimo avesse avuto una casa anche il motociclista Valentino Rossi, come casa invernale data in regalo dal suo ex sponsor, la Yamaha.
In questo paese inoltre sono presenti hotel, bed & breakfast e campi da tennis e da calcio, e in tutte le stagioni sono organizzate feste, mercatini e spettacoli, come quello del pianista italiano Giovanni Allevi, abbastanza famoso in Italia e all’estero. Inoltre ho assistito ad un torneo di pattinaggio su ghiaccio che si svolgeva sul campo da calcio ricoperto e ghiacciato.
E una volta era stata organizzata una specie di mostra dove delle persone esperte facevano dei disegni sulla sabbia. Nel giorno dell’Immacolata poi organizzano che dei maestri di sci scendano da una delle piste con delle torce in mano, e vedere tutte queste luci che arrivano pian piano verso di noi è davvero bello. Insomma, organizzano davvero tante cose!
Madesimo per me è bella anche per un altro motivo, cioè il paesaggio: tutto il paese è immerso nel verde o nella neve a seconda della stagione. In tutte e due di queste a me piace moltissimo fare passeggiate a fondovalle o negli Andossi, un sentiero che va dietro casa nostra fino a salire su una collina boscosa, dove qualche volta abbiamo fatto un pic-nic.
Una volta è nevicato tanto, oltre un metro di neve, e in questi giorni che sono proprio qui a Madesimo, sta nevicando tantissimo. Io, mio fratello e mio papà siamo andati a sciare ma non si riusciva tanta era la neve, infatti non c’erano molte persone a sciare sulle piste. Proprio in questo momento che sto scrivendo nevica come non so cosa e gli alberi sono carichi di neve come dei camion. Il mio cane (che non è molto alto) quasi annega nella troppa neve, anche se in realtà si diverte un mondo. Sarà almeno mezzo metro e passa di neve! Quando nevica a Madesimo, nevica tantissimo.
In questo paesino ne ho passate davvero tante, divertendomi con familiari e amici.
E per concludere, vorrei confermare che Madesimo per me è il posto più fantastico del mondo!

Federico Castellani, I D Secondaria, team del giornalino

SAINT GERVAIS

monte biancoVi è mai capitato di avere un posto, da qualche parte, non obbligatoriamente in Italia, dove siete sempre felici di andare e siete tristi quando ve ne andate?

Io ce l’ho; si trova in Francia e si chiama Saint Gervais.

Sfortunatamente non è a due passi da dove abito, quindi non ci posso andare molto spesso, ma quando ci vado, anche se non molto spesso, sono contento.

Si trova a circa 350 chilometri da qui e per arrivarci si deve andare in Valle d’Aosta e prendere il traforo del Monte Bianco.

Adesso vi dico il motivo per cui mi piace così tanto:

il primo motivo è perché si deve prendere il traforo del Monte Bianco, secondo perché abbiamo la casa lì e poi perché in inverno c’è tanta neve e posso sciare e in estate ho ben due motivi: posso fare tante passeggiate e sto al fresco, cosa che in estate, a Peschiera Borromeo, non è possibile.

La nostra casa non è uno chalet, è una casa abbastanza piccola, però ha un balcone e un grande prato con una salita privata che possiamo prendere solo noi e i miei amici della montagna . Proprio sotto casa nostra poi c’è un rigagnolo in cui mi diverto sia da solo sia con i miei amici.

Poi c’è anche una piazza, è molto bella, ci sono tanti ristoranti e ci sono anche degli eventi; mi ricordo quando sono andato lì a capodanno: c’è stata una festa bellissima!!!

Sempre in città c’è la cabinovia che di solito usiamo in inverno per andare a sciare e al posto della cabinovia si può andare in macchina, cosa che normalmente faccio in estate.

Sia la strada, sia la cabinovia, portano al Bettex che si trova all’altezza di 1400 metri e lì c’è un’altra cabinovia che porta a Mont d’Arbois.

In estate c’è l’imbarazzo della scelta su dove si possa andare a fare le passeggiate; io ne ho fatte molte e vi assicuro che ho visto dei panorami che non potete neanche immaginare; pensate di vedere un quadro: il Monte Bianco con sfondo di cielo tutto azzurro, il bianco della neve sul monte e la natura sotto, una cosa da “wow.”

Adesso andiamo in inverno. Si sale con la cabinovia fino al Bettex e si inizia a fare una delle cento piste con così tanta neve fresca che più volte mi ha fatto impantanare.

Però tutte le cose belle finiscono; devo partire … Quando succede, all’inizio sono molto triste pensando che me ne devo andare dopo tutte le cose belle che ho fatto, ma comunque penso che molto presto ritornerò.

Tommaso Repetto, I D Secondaria, team del giornalino

GROSSETO & MILANO: STESSO STATO, LINGUA DIVERSA

grossetoProbabilmente la gente pensa che tra il toscano e il milanese non ci sia molta differenza. Ma non è così. Vi racconterò degli episodi che lo dimostrano.

Arrivo a Milano 🙂

In un caldo giorno di settembre io ero a spruzzarmi con le pistole ad acqua insieme ad altri e ad un certo punto mi fermai per aspettare mio padre e arrivò un bambino che mi disse: -Aspetti qualcuno?-

E io: -Sì-.

-Chi?-

-Aspetto il mio babbo-

-Volevi dire ‘’papà”, vero?-

Poi me ne sono capitate altre.

Una volta ero in vacanza nel mio quartiere a Grosseto e arrivò una mia ex compagna di prima che mi disse: -Lo sai he (che) la maestra Harla (Carla) è andata via?-

Un altro caso è quando un mio amico andò in vacanza a Grosseto per vedere la sua bisnonna e quando ritornò mi disse: – Ma perché i toscani mettono sempre la “h” davanti a tutti i nomi? –

milanoIl bello di noi toscani è che sappiamo come si pronunciano le “e” e le “o”, cioè se devono essere aperte o chiuse a seconda delle parole. Una mia compagna di classe che si doveva preparare per il concorso di lettura certe volte mi chiedeva come si pronunciavano le parole.

I più comuni errori (milanese):

Bosco con “o” chiusa

Pesca (frutto) con “e” chiusa

Pesca (hobby) con “e” aperta

Tre con “e” aperta

Me con “e” aperta

Te con “e” aperta

Laghetto con “e” aperta

Parchetto con “e” aperta

Chi ha ragione, noi o voi? Dante, il padre della lingua italiana, darebbe ragione a noi toscani …

Spero che questo articolo vi sia piaciuto.

Leonardo Cigni, I B Secondaria, team del giornalino

 

RICETTE DI NATALE DA TUTTO IL MONDO

ciboNatale è considerato la festa più importante dell’anno in molte parti del mondo, e spesso viene celebrato con specialità gastronomiche preparate appositamente o esclusivamente per l’occasione. L’Italia vanta dei piatti prelibati, ma anche il resto del mondo può offrire piatti natalizi diversi e gustosi.

Francia-i Francesi preparano la fressure de porc, pietanza a base di carne. Il dolce in evidenza è la galette des rois (“torta dei re”), a base di pasta sfoglia con un ripieno di crema alla mandorla. Viene preparato in occasione dell’Epifania, e si usa nascondere al suo interno una statuina di porcellana o di gesso che rappresenta una figura del presepe. Chi trova questa statuina viene incoronato “re della festa”. Gli schowowebretele, biscotti speziati a base di burro e mandorle, accompagnano tutto il periodo festivo.

Spagna-le pietanze del pranzo di Natale spagnolo sono l’escudella i carn d’olla, una zuppa di verdura e carne, e il tacchino con frutta glassata al forno. I dolci tipici sono il torrone e il Polvorones, preparato con limone, cocco e caffè.

Olanda-i Kipperragut, una sorta di voul-a-vent con ripieno di carne, sono molto cucinati in questo periodo dell’anno, possibilmente accompagnati da piatti di carne.

Germania-tra i dessert spiccano lo stollen, una torta molto ricca preparata in diverse varietà, e il butterstollen, a base di burro.

Gran Bretagna-il tacchino arrosto è senz’altro il piatto principale della tavola natalizia britannica. La particolarità della ricetta tradizionale risiede negli ingredienti del ripieno, realizzato con nocciole tritate, carne di vitello, bacon e grasso di rognone.

Irlanda-nella tavolata natalizia irlandese ci sono bene in vista le focaccine natalizie e le gustose mincepies, tortine con ripieno di frutta.

Svezia-gli svedesi preparano un banchetto composto da piatti di pesce secco, prosciutto, riso al latte e polpettine al prosciutto. La cena è accompagnata dal glögg, vino caldo aromatizzato molto simile al brulè oppure alla birra zuccherata.

Romania-i rumeni festeggiano il Natale all’insegna della carne di maiale, predominante in piatti come piftie de porc e sarmale de porc, solitamente accompagnati dalla mamalinga (una sorta di polenta). Il dolce tipico è il cozonac, a base di uova, farina, zucchero e vaniglia.

Russia-in Russia a Natale si mangia pesce: aringa e salmone affumicato, caviale rosso e nero con tartine o uova sode oppure filetti di carpa con i crauti. I dolci tradizionali sono i piroski, torte farcite con ricotta, uvetta, mele e frutti di bosco, fritti oppure cotti al forno.

Canada, Stati Uniti, Oceania-questi Paesi seguono le tradizioni tipiche della Gran Bretagna (fatta eccezione per le aree francofone del Canada, più vicine alle usanze francesi) con alcune eccezioni: nel Nord America il classico tacchino arrosto viene condito con salsa di mirtilli, mentre gli australiani gustano la zuppa di ostriche di origine asiatica. In Nuova Zelanda si preparano spesso le focaccine natalizie al formaggio.

Messico- la pinata (pignatta) è un contenitore di cartapesca riempito di dolci, canditi e frutta, che i messicani appendono durante le festività perché venga rotto dai bambini, che possono così mettere le mani sulle leccornie contenute al suo interno. I sapori dolci compaiono nei menù molto più spesso rispetto al resto dell’anno.

Valentina Favara, II B Secondaria,

team del giornalino

CUCINA IN CUCINA: LA PASTA PIRIPICCHIO

cuoco

A casa mia la cucina si basa su un ingrediente segreto: la passione del gusto.

Dovete sapere che questo piatto è nato il 1° Novembre quando pioveva sul Trentino già da due giorni. Ora, era il giorno degli avanzi e mia mamma, che modestamente è la cuoca di quella combriccola che in fondo è la mia famiglia, pensò bene di cucinare mentre parlava al telefono e, per sbaglio, creò questa delizia.

Ingredienti:

500 g di penne rigate

50 g di crudo

50 g di speck

Rosmarino fresco

Olio di oliva extra vergine

Svolgimento:

Tritare lo speck, il crudo e il rosmarino, soffriggere per 5 minuti nell’olio. Cuocere la pasta e aggiungere il soffritto ottenuto e un po’ di acqua di cottura.

Servire calda con crostini

Attenzione: se il prete vi scopre a gustarvela la settimana santa, siete fritti e controfritti!

Jacopo Bignami, I A Secondaria, team del giornalino

DO YOU SPEAK ENGLISH?

english

A questa domanda dobbiamo rispondere con un doveroso sì, perché per poter comunicare e interagire con il resto della società bisogna imparare l’inglese, che ora è una lingua conosciuta a livello mondiale.

Le persone “non-native speakers”, cioè quelle che non hanno l’inglese come lingua madre, parlano il globish, una versione semplificata dell’inglese che usa solo i termini e le frasi più comuni e semplici della lingua. Esiste un dizionario globish ideato dal francese Jean-Paul Nerriere, che ne ha tratto un marchio e ne detiene i diritti.

L’ideatore Nerriere ha concepito questa sorta di inglese “leggero” che la gente di tutto il mondo dovrebbe capire più facilmente di quello esteso. Infatti è così, molti conoscono un inglese molto semplificato. Egli ha avuto questa idea quando si trovava a un congresso assieme ad altri colleghi di diversa nazionalità, tra i quali riusciva a capire solo quelli non di madrelingua inglese, poiché i discorsi tenuti da quelli che lo erano, contenevano termini troppo complicati nella loro lingua che erano poco comprensibili.

Esistono molte altre varietà di inglese, ma principalmente distinguiamo quello britannico e quello statunitense, ci sono però differenze nella pronuncia, nella grammatica, nel lessico e nello spelling come ad esempio nel caso di “colour”, in Gran Bretagna e “color” in americano

Ecco alcuni esempi, invece, del differente lessico:

Italiano Inglese americano Inglese britannico
Discussione Argument Row
Baseball Baseball Rounders
Amico Friend Mate
Colla Gum Glue
Armadio Closet Wardrobe
Ascensore Elevator Lift
Conto Check Bill

Per le varie esperienze all’estero abbiamo capito che è fondamentale per comunicare in un paese straniero lontano dalla propria lingua e nazione.

Possiamo però dire che chi ama viaggiare, come noi, può imparare anche leggendo o vedendo film in lingua originale con i sottotitoli italiani, ascoltando musica e tutto ciò porta ad un perfezionamento del lessico e ad una quasi perfetta pronuncia .

Per chi vuole trasferirsi all’estero, si consiglia quindi di apprendere bene quest’idioma e di saper parlare l’inglese come una seconda lingua molto fluentemente e con facilità.

In conclusione possiamo dire che vale veramente la pena di studiare l’inglese, anche se non è semplice impararlo poiché è molto diverso dalla nostra lingua, ma ci aiuta a farci capire dalle persone del resto del mondo con cui, in altri modi, non potremmo dialogare.

Giulia di Nuzzo e Elisa Ragusa, III D Secondaria, team del giornalino

IL CIBO ITALIANO: CHE BONTA’ MONDIALE!

ciboIn Italia il cibo è molto importante, e circa tre quarti della popolazione italiana sa cucinare. Parlando di cucina in Italia ci sono alcuni dei migliori chef al mondo come Massimiliano Alajmo, gianni Cosetti, Carlo Cracco, Emmanuele Cucchi.

L’Italia è sempre stata nota per il suo cibo e per le sue tradizioni culinarie, soprattutto della zona sud –meridionale dove le ricette abbondano: pasta, spaghetti, pizza, pollo, dolci. Anche se vai in altri paesi di tutto il mondo e chiedi: ’’Dove vorresti andare a mangiare per cena?’’. Molti risponderebbero “In Italia’’ e questo è un altro dei molti motivi per cui l’Italia è uno dei migliori paesi in cui si cucina.

Tantissimi chef stranieri hanno imparato tutto quello che sanno in Italia. La cucina è molto importante a differenza dell’America, dove apri il frigo e mangi quello che ti pare. In Italia mangiare bene fa parte di un rito. Le ricette più famose sono per esempio cacciucco alla livornese, bistecca alla fiorentina, lasagne al forno, risotto allo zafferano … tutti piatti molto golosi, diversi e speciali in ogni regione.

Tanti bambini in Italia sognano di diventare chef e glielo auguro perché anche a me piace cucinare e mi diverte tanto.

Carlucci Christian, I C Secondaria, team del giornalino