UN GIORNO DA CAVALIERI DELLA TAVOLA ROTONDA

Il 4 maggio 2017 noi alunni delle classi prime della Scuola Rita Levi Montalcini ci siamo recati in visita alla Rocca d’Angera in provincia di Varese.Alle 8.00 del mattino siamo partiti con il pullman e siamo arrivati a destinazione alle ore 10.00 circa.

Appena siamo arrivati dopo aver fatto una piccola pausa ci hanno accolti due “cavalieri”, sì, erano proprio due cavalieri ed erano vestiti con abiti medioevali. Uno dei cavalieri ha diviso noi alunni in due gruppi: fanteria e cavalleria. Dopo averci diviso, ci hanno consegnato i vestiti, la spada e l’elmo e noi ci siamo vestiti da veri cavalieri della tavola rotonda. Il mio amico Mattia Gallo ha fatto la parte di re Artù ed ha estratto la spada Excalibur dalla roccia.

Le due guide ci hanno dato la possibilità di poter rivivere l’esperienza di essere veri cavalieri. Ser Mordret ha addestrato la fanteria e ha ingannato i cavalieri. Abbiamo formato due schieramenti e abbiamo lottato tra di noi. Abbiamo continuato il gioco e alla fine Ser Mordret è stato sconfitto.

Ci siamo fermati per il pranzo in un vasto giardino vicino al Lago Maggiore in compagnia dei cigni “mangiatori di panini al prosciutto e sottiletta”.

 

 

 

 

 

 

Una volta finita la rappresentazione, una guida ci ha fatto vedere dove i contadini preparavano il vino e ci ha raccontato che i contadini, pagavano I Visconti con lo stesso vino per poter utilizzare il torchio.

Dopo ci hanno portati a vedere i vari giardini medioevali presenti nella Rocca e da muretto abbiamo visto le coltivazioni di vite e altri frutteti.

Abbiamo poi visitato l’interno dove abbiamo potuto ammirare le diverse sale dove sono esposti i vari quadri. Abbiamo anche ammirato il museo della bambola e del giocattolo, dove abbiamo visto sia bambole di bell’aspetto ma anche bambole inquietanti, abbiamo visto macchine, tricicli, cavalli di legno ecc.

Purtroppo ha cominciato a piovere e siamo ripartiti per ritornare a casa. Siamo saliti sul pullman e alle 19.00 circa siamo arrivati davanti alla scuola.

Per me è stata una bellissima giornata, mi sono divertito molto a fare il cavaliere e mi è piaciuto molto dividere il mio panino con i cigni. Del museo delle bambole e del giocattolo ho preferito i giochi alle bambole e soprattutto una delle macchine di metallo.

Mattia D., team del giornalino

UNA GIORNATA TRA MAGHI

Il 15 aprile 2017, noi, insieme a Rebecca, Flavia e Teresa siamo andate ad una manifestazione di Harry Potter. L’evento si è svolto in provincia di Pavia, al Castello di Belgioioso.

Era da mesi che aspettavamo quest’evento e finalmente è arrivato!

Alexia, Maya e Giulia:

“Ci siamo incontrate per le 10:00- 10:30 davanti alla biglietteria e siamo entrate.

Appena varcata la soglia del cancello, ci siamo ritrovate in un immenso giardino, pieno di piccoli, ma anche grandi maghetti. C’erano tanti ragazzi e adulti che erano travestiti da personaggi della celebre saga.

La prima cosa che abbiamo fatto è stata scattare una foto con Harry, e dobbiamo aggiungere che il ragazzo che era travestito non assomigliava molto a Harry però con la divisa, bacchetta e l’immancabile cicatrice si poteva vagamente notare una somiglianza.

Dopo siamo entrate all’interno del castello e ci siamo dirette verso il “Money Exchange”.

Un folletto della Gringott ha scambiato i nostri soldi con Galeoni, Falci e Zellini.  Dopodiché abbiamo cominciato il nostro fantastico giro: per prima cosa abbiamo fatto un test per lo smistamento e il cappello ha smistato Alexia in Corvonero, Maya e Rebecca in Grifondoro, Giulia e Flavia in Serpeverde e infine Teresa in Tassorosso.

Abbiamo incontrato un simpaticissimo professor Piton al quale abbiamo chiesto se potevamo scattare una foto e siamo scoppiate a ridere dopo che lui ci ha detto: “Vi tengo d’occhio”.

Poi siamo andate avanti e abbiamo scattato una foto dietro a delle sbarre per simulare la prigione di Azkaban. Andando avanti ci siamo ritrovate in un chiosco che vendeva tre tipi di bevande: Burrobirra Fresca, Ninbus e infine Manico Rosso. Noi abbiamo preso una Burrobirra e ci è piaciuta molto.

Dopodiché ci siamo divise, noi, Alexia, Maya e Giulia siamo andate in giardino a fare il corso base per maghi e streghe mentre Teresa, Flavia e Rebecca sono andate al secondo piano per fare compere.

Al corso base per maghi e Streghe ci hanno divise per Casate: Giulia con gli altri Serpeverde, Maya insieme agli altri Grifondoro e Alexia, dopo essere stata cacciata da quel buono a nulla di Allock dai Corvonero è andata insieme a Giulia tra i Serpeverde.

Dopo aver ripassato gli incantesimi base, ovvero Expelliarmus, Stupeficium, Petrificus e Protego i Serpeverde sono andati a sfidare i Corvonero, e dopo pochi minuti si sono aggiunti anche i Grifondoro.

Dopo aver schiantato il povero Hagrid un paio di volte, siamo entrati nella foresta proibita per cercare un Horcrux, il Diario di Tom Riddle.

Dopo averlo trovato sono arrivati i Mangiamorte, e mentre i Serpeverde, I Grifondoro e i Corvonero hanno combattuto, i Tassorosso si sono nascosti.

Inizialmente avevamo perso, ma poi li abbiamo battuti in onore di Albus Silente e di Hogwarts.

Dopo questa divertente avventura, siamo andate a pranzare al bar e abbiamo incontrato Fred e George Weasley, eravamo felicissime e abbiamo scattato una fotografia.

Finito di pranzare, siamo andate verso l’Aula Pozioni dove il professore ci ha mostrato alcune pozioni e poi ce ne ha fatte preparare alcune; a noi è capitata la pozione Polisucco e ci è venuta molto bene infatti il professore ci ha assegnato 15 punti per casata.

Dopo questo siamo andate a giocare a Quidditch e ovviamente la nostra squadra ha vinto!

Infine siamo tornate dentro al castello per terminare le ultime compere.

Pensiamo che sia stata un’esperienza divertente e che in questa giornata si sia espresso un nostro desiderio: ovvero diventare maghi e streghe!”

Rebecca, Teresa e Flavia:

“Dopo esserci divise da Alexia, Maya e Giulia siamo salite al secondo piano; lì innanzitutto abbiamo visto le varie bancarelle e poi ci siamo messe a giocare con un gioco simile a monopoli, ma in scala più grande, e basato a Harry Potter.

Poi siamo scese e siamo andate a vedere cosa facevano i ragazzi del Corso base per maghi e streghe ma non abbiamo partecipato perché eravamo andate solo a chiedere a che ora cominciava il prossimo turno. Cominciava alle 14:00, allora per passare il tempo siamo andate a mangiare un panino poi abbiamo deciso che non avevamo più voglia di andare perché volevamo andare a fare altre compere.

Uscite dal castello con altre compere, abbiamo visto dei signori con dei gufi allora ci siamo fermate per vedere.

Poi ci siamo ritrovate tutte insieme ma Alexia Maya e Giulia volevano giocare a un gioco, allora noi siamo state a guardare ma poi ci siamo annoiate e allora siamo rientrate nel castello e siamo andate a fare dei giochi di società e abbiamo giocato per tre ore.

Poi siamo andate dai nostri genitori a chiedere se potevamo andare a prendere un gelato, siamo andate e poi ci siamo salutate e siamo ritornate a casa.

Per noi è stata una giornata diversa dal solito: abbiamo sperimentato cose che prima non avevamo mai fatto.

                                                  Giulia S., Alexia B., Maya C., Secondaria

NOI E LA LEGALITÀ

Noi alunni delle classi terze della Secondaria abbiamo fatto due incontri educativi con gli avvocati di Milano: il primo, il sedici marzo 2017, e il secondo il sei aprile 2017.

Gli incontri si tenevano singolarmente nelle classi ovvero ogni classe terza aveva la sua ora per parlare con gli avvocati. Nel primo appuntamento abbiamo parlato di che cos’è la legalità e su come, secondo noi, come dev’essere rispettata. Dopo aver discusso di questo argomento, gli avvocati ci hanno dato dei questionari a cui rispondere.

La volta successiva abbiamo realizzato un processo con un giudice, degli avvocati, degli imputati e dei difensori. È stato davvero divertente ed interessante vedere come si svolgono i processi e come ogni singola persona abbia un ruolo preciso e determinante.

La mia classe ha simulato un processo per omicidio a scopo di furto. Purtroppo gli accusati, che secondo me erano colpevoli (io ho fatto parte dell’accusa) non sono stati puniti. Ma abbiamo capito che non sempre la giustizia vince.

Riguardo al questionario ho fatto una breve statistica sulle risposte selezionate tra le domande più significative, significative per vedere qual è il senso di legalità per noi adolescenti. Per fare questo ho deciso di fare una tabella per ciascuna domanda:

Domanda n.1 Risposta Percentuale
La legalità È un’imposizione 3%
Non saprei definirla 10%
Significa democrazia 2%
Significa vivere secondo la legge 85%
Domanda n.2 Risposta Percentuale
La legge Va sempre rispettata 81%
È uguale per tutti, ma vale per pochi 19%
È ammesso trasgredirla quando la si considera sbagliata 0%

 

Domanda n.3 Risposta Percentuale
Secondo te perché un ragazzo trasgredisce le regole sociali? Per noia 9%
Perché sa che non verrà mai scoperto 7%
Perché può essere divertente, se non è pericoloso per se stessi e per gli altri 15%
Per provare almeno una volta 14%
Perché crede di non avere alternative 4%
Perché tanto fanno tutti così 19%
Perché altrimenti gli amici non lo considerano coraggioso 27%
Altro (Per farsi notare) 5%
Domanda n.4 Risposta Percentuale
Secondo te, una condotta illecita è meno grave se commessa con gli amici? Dipende dal reato 21%
No, mai 58%
Sì, sempre 7%
Non so 14%
Domanda n.5 Risposta Percentuale
Se tu fossi vittima di un reato, cosa faresti? Denuncerei subito il fatto l’autore del reato alle Forze dell’Ordine 57%
Non conosco l’autore del reato, meglio lasciar perdere 3%
Non ho fiducia nella giustizia, non farei niente 1%
Non è grave, non denuncerei 4%
Farei finta di niente perché avrei paura di ritorsioni 7%
Dopo la denuncia incontrerei l’autore del reato per capire le ragioni del suo comportamento 18%
Vorrei solo vendicarmi 10%
Domanda n.6 Risposta Percentuale
Quali sono le caratteristiche che bisogna possedere per avere successo nella vita? Bellezza 9%
Onestà 32%
Altruismo 27%
Tanti soldi 8%
Arroganza 3%
Furbizia 21%
Domanda n.7 Risposta Percentuale
Chi non vorresti come vicino di casa? Persone di religione diversa dalla mia 2%
Ex-detenuti 16%
Alcolizzati 20%
Persone con disturbi mentali 13%
Preti/Suore 5%
Omosessuali 4%
Stranieri 2%
Anziani 1%
Tossicodipendenti 19%
Prostitute 18%
Domanda n.8 Risposta Percentuale
Come si potrebbero combattere le ingiustizie? Attraverso la presenza di più vigili / agenti nelle  vie 20%
Educando al rispetto del prossimo 48%
Attraverso leggi e pene più severe 24%
Facendosi giustizia da soli 8%

Da risultati ottenuti si può capire che la maggior parte dei ragazzi conosce il significato di legalità e sa come comportarsi in certe situazioni.

Sara I., team del giornalino

POESIE DI PRIMAVERA

UNO SQUALO SULLA SPIAGGIA

 

 

 

 

Uno squalo sulla spiaggia

rimasto un po’ spiaggiato

sulla sabbia scottante

scaldata dal sole

a sognare le sardine

sopra una sdraio.

Jacopo F., Primaria, Monasterolo

 

IL COCCODRILLO

Un coccodrillo sfidò un camaleonte

in una gara di corsa

a correre con le calze di cotone

fino alla cima della collina

vinse il coccodrillo e si chinò.

Jacopo F., Primaria, Monasterolo

 

LA TIGRE

La tigre rabbiosa

si aggira ringhiosa

col suo rapido scatto

raggiunge un cerbiatto.

Lorenzo P., Primaria, Monasterolo

 

L’UCCELLINO

Cip,cip,cip,

fa l’uccellino

cantando sul ramo

al fresco mattino.

 

Cip,cip,cip,

canta ogni giorno,

dando così un buon Buongiorno.

 

Cip,cip,cip,

che dolce melodia

sentendolo cantare

con una compagnia.

Giorgia T., Primaria, Monasterolo

LA ZEBRA

La zebra zampetta
mentre l’acqua zampilla
zigzagando qua e là.
Ha incontrato uno zoologo
con uno zaino zavorrato,
zelante cerca una zappa
ma nello zaino tocca uno zoccolo
zitta zitta se ne va
con la sua zeppa nuova di zecca.

Ludovica R., Primaria, Monasterolo

 

IL RATTO PAZZO

A Roma un ratto ruzzolò

come un razzo,

entrò in un regno di ragni

e rubò rubini rossi.

 

 

CHE PARAPIGLIA A FIRENZE

A Firenze una farfalla

si fermò

su un fiore appena fiorito,

vicino ad un fiume.

Si sentì il frastuono di un fulmine

su una pianta di fragole

che cadde

in un fossato.

Marco B., Primaria, Monasterolo

 

LA FOCACCIA…

La focaccia è filante

la frittata è fumante

i finocchi son come fiocchi

i fichi son festosi e

c’è un folletto grande come un fusto

sotto un fungo fungoso.

Arianna D., Primaria, Monasterolo

 

 

IL SOSPIRO

Soffia sugli scogli

Un sospiro silenzioso

Senza aspettare che

Si alzi il sole

Sulla sabbia.

Giulia C., Primaria, Monasterolo

 

NICOLÒ

Nanetto nervoso e non

noioso,

dico sempre di me

Faccio la nanna

in un nido di piume

mi nutro di Nutella

e da grande diventerò

un biologo marino.

 

LAURA

Per fare Laura

si prende una “L”

come luna, lucciola

e poi una “A”

come albero, amore, ala

dopo prendo una “U”

come urca, uva, uccellino

poi la “R”

come rosa, raggio, righello

e infine prendiamo la “A”

come aria, aiuola, arcobaleno

Basta metterli tutti insieme con amore

e vien fuori Laura che sta sempre nel mio cuore.

Nicolò P., Primaria, Monasterolo

 

PER FARE IL FUOCO

 

 

 

 

 

Per fare il fuoco si prende una  F

come fulmine, fiamma,

poi si prende una U

come uomo,

poi si prende una O

come orologio,

poi si prende una C

come calma,

poi si prende ancora una O

come occhio,

poi si mettono tutti insieme.

Basta poco per fare il FUOCO.

Arturo S., Primaria, Monasterolo

 

PER FARE BARBARA

Per fare Barbara

Si prende una B

Come bravura e bacio

Poi si prende una A

come abbraccio e amore

Poi si prende una R

Come raggio e rosa;

poi si prende una B

come brezza e bellezza;

poi si prende ancora A

come amicizia e ancora;

poi un’ altra R

come roccia e regola;

e poi un’ altra A

come arcobaleno e acqua;

poi si mettono tutti insieme nel cuore e formano BARBARA il mio Amore .

Alessia C., Primaria, Monasterolo

 

STEFANIA

Per fare Stefania

si prende una S

come sole, sorriso, sale

poi si prende una T

come tesoro, timone, tenerezza

poi si prende una E

poi si prende una F

come fanciulla, fulmine felicità

come emozione, entusiasmo, energia

poi si prende una A

come allegria, amore, abbraccio,

poi si prende una N

come natura, nave, nido

poi si prende una I

come idea, immagine, intelligenza

poi si prende ancora una A

come amica, aurora, arcobaleno

poi si mettono insieme

con allegria e simpatia

e viene fuori MAMMA MIA.

Asia M., Primaria, Monasterolo

 

L’AMICO

L’amico è un sole

l’amico è un guerriero

l’amico è

chi non ti lascia mai solo

chi ti dà un sorriso di colori

chi ti protegge

chi non ti offende mai

chi ti aiuta nei momenti difficili

chi ti incoraggia nello svolgere un compito

chi ti abbraccia

chi ti fa sentire felice

chi ti vuole un mondo d’amore

chi ti fa battere il cuore.

Tommaso L., Primaria, Monasterolo

 

LA PACE

La Pace è nei nostri cuori.

 

La pace è un mondo d’affetto

la pace è un abbraccio perfetto.

 

La pace è un aquilone nel cielo

la pace è un arcobaleno nel sereno.

 

La pace è un cuore d’amore

la pace è un’aquila che vola

la pace è un fiore pieno di colore.

Chiara B., Primaria, Monasterolo

 

 

 

CIAO, IO MI CHIAMO SMS

Essere il giornalino dell’istituto Rita Levi Montalcini è forse la cosa più bella tra tutte quelle riguardanti il web, almeno secondo me, e merita di essere preso in considerazione anche da chi non fa parte della redazione … ma se stai leggendo questo articolo significa che sei sul sito o che è tornato quello cartaceo, in qualunque caso, grazie per la tua attenzione! Io mi chiamo Simone, Jacopo, Lucilla, Alexia, Federico, Victor, Veronica, Erica, Daniel, Giulia, Michele, Sara e tanti altri, ma puoi chiamarmi semplicemente “SMS”.

Hai capito bene, non sei impazzito, almeno non troppo, invece tu come ti chiami?

Non devi per forza dirmi il tuo nome, non devi neanche parlarmi se vuoi, se proprio devi, puoi scrivermi in tutte le lingue, perfino in cinese se lo conosci e vuoi essere originale.

La verità è che vorrei che tu commentassi anche in modo negativo se non ti piacciono gli articoli e in positivo se invece ti piacciono, decidi tu, anche se per la maggior parte io trovo i miei articoli molto, ma mooolto belli, da quelli riguardanti lo sport a quelli riguardanti i videogiochi, dagli articoli riguardanti gli animali a quelli che parlano della scuola, dalle favole remixate alle poesie più commoventi.

Così è come sono io, cioè questa che vedi sopra è la mia foto. Baci

SMS

Jacopo B., team del giornalino

MUSICA È EMOZIONE

Anche quest’anno la nostra prof di musica, la professoressa Roberta Bolzoni, ha organizzato le bellissime lezioni concerto.

Nella prima lezione concerto abbiamo ascoltato due strumenti meravigliosi: il pianoforte e il violino (un violino che risaliva addirittura al 1756).

Mi stupisco di come le persone facciano delle generalizzazioni sulla musica di altri tempi definendola semplicemente “classica”. Ma come si fa a definire simili le composizioni dell’agitato Schuman e quelle del perfetto Mozart?

Si tratta di musica completamente diversa, Schuman componeva melodie “agitate” che creavano ansia a chi le ascoltava, mentre Mozart componeva melodie dolci e calme che facevano rilassare l’ascoltatore.

Le lezioni concerto che ci vengono fornite dalla scuola sono a dir poco meravigliose, abbiamo la possibilità NON SOLO di ascoltare dal vivo strumenti che si possono sentire in grandi concerti, ma abbiamo l’opportunità di sentirli a pochi metri da noi e questo mi sembra semplicemente fantastico!

Alcuni compagni considerano noiose queste lezioni, ma non capisco perché! Anzi, sono bellissime! Forse pensano che sia una musica “brutta” e che solo la musica di Ariana Grande o Justin Bieber o, peggio ancora, Bello Figo sia bella. Se devo esprimere la mia opinione, la musica dei musicisti di oggi è pessima in confronto a quella dei Grandi Musicisti. Ma questi sono i miei gusti…

Le emozioni provate durante gli ascolti sono indescrivibili, ansia e paura con Schuman, calma e relax con Mozart, e poi agitazione, stupore, gioia e tristezza. Ascoltando questa musica puoi fare degli sbalzi d’umore esagerati, questa musica ti fa immaginare una tempesta in corso o, magari, un bel venticello di primavera. Sono emozioni uniche … E questa musica è vita perché ti accompagna in ogni situazione, ti può consolare se sei triste, ti può far arrabbiare, ti può far provare di tutto e di più…!

Un grazie speciale alla professoressa Bolzoni che organizza le lezioni concerto!

Alexia B., Secondaria, team del giornalino

IL CAMBIAMENTO NASCE DA OGNUNO DI NOI

Il 10 aprile le classi seconde della scuola “Rita Levi Montalcini” si sono recate ad una conferenza sulla mafia al teatro degli Arcimboldi a Milano.

Appena entrati a teatro le classi si sono accomodate su una balconata da cui, grazie anche ad un proiettore, si poteva seguire in modo chiaro la conferenza.

Gli ospiti presenti alla conferenza erano la referente di Libera a Milano, Lucilla Andreucci, Don Luigi Ciotti e Don Virgilio. Per inconvenienti non sono potute essere presenti Simona Dalla Chiesa, figlia del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, e la sorella di Paolo Borsellino, Rita.

Una suora ha iniziato la conferenza premettendo che qualcosa sarebbe cambiato in noi dopo avervi partecipato. Di seguito sul grande schermo è stato proiettato un video di Rita Borsellino, in cui lei stessa diceva che i fatti importanti non devono essere solo ricordo, ma memoria per il futuro.

La conduttrice della conferenza, Lucilla Andreucci, ha iniziato col chiedere a Don Luigi e a Don Virgilio quali furono i fatti che li indussero a scegliere di vivere e combattere da preti contro la mafia.

L’esposizione di Don Luigi ha colpito in particolare per due fatti raccontati: il prete ha infatti narrato all’auditorio la sua esperienza di gioventù, quando a diciassette anni viveva a Torino in una baracca, con una famiglia povera, ma dignitosa. Fu proprio lì, a Torino, che tornando da scuola vedeva sempre un barbone seduto sulla stessa panchina che leggeva e sottolineava un giornale. Un giorno, ritrovandolo ancora da solo sulla panchina, gli offrì un caffè e diventarono amici, così il barbone, che in verità era un dottore povero, chiese a Don Luigi di aiutarlo a salvare coloro che si drogavano.

Il secondo incontro significativo fu quello di Don Luigi con una donna povera di campagna che perse il figlio, agente di scorta di Falcone, nella stessa maniera in cui morì il magistrato a Palermo. Questa donna presa dalla disperazione afferrò le mani del prete e gli chiese come mai il nome di suo figlio non venisse mai nominato quando anche lui aveva il diritto di essere ricordato.

Il pubblico ha ascoltato in silenzio la testimonianza di Don Luigi, affascinato dal racconto e dall’emozione che traspariva dalle parole del prete.

Poi i relatori hanno lasciato spazio alle domande ed un ragazzo della nostra scuola ha chiesto che cos’era la mafia. Don Virgilio e Don Luigi Ciotti hanno spiegato che la mafia è un insieme di persone criminali la cui forza sono le relazioni sociali e il cui  copo è quello di fare denaro e avere potere attraverso forme di intimidazione e violenza nei confronti dei più deboli. Chi si oppone e non si piega alla mafia viene ucciso.

La mafia sceglie delle date precise per uccidere le persone che hanno il coraggio di combatterla, come per esempio Don Pino Puglisi che venne ucciso il giorno del suo compleanno. Il suo scopo è quello di ricordare a chi resta la potenza del clan mafioso e la punizione che verrà inflitta a chi non obbedisce alle sue regole.

Da questa conferenza si possono trarre alcuni messaggi:

  • DOBBIAMO RIEMPIRE LA VITA DI VITA;
  • NON POSSIAMO PERMETTERCI DI ESSERE SPETTATORI E DI ESSERE OMERTOSI;
  • IL CAMBIAMENTO CHE DESIDERIAMO NASCE DA OGNUNO DI NOI;
  • LA MAFIA È PIU’ DEBOLE SE TUTTI NOI SIAMO CORAGGIOSI;
  • LA LOTTA ALLA MAFIA È UNA LOTTA DI LEGALITA’ E CIVILTA’.

Posso concludere dicendo che la conferenza mi ha insegnato a capire meglio cos’è la mafia e come tutti insieme possiamo combatterla.

Sara M., Secondaria

IL 25 APRILE, GIORNO DI MEMORIA E DI PACE

Il 25 aprile, ovvero pochi giorni fa, io sono andato al parco della pace per sentire leggere i miei compagni delle lettere di partigiani uccisi. Alle 11.30 e sono andato a casa di Federico perché sarebbe stato lui ad accompagnarmi. Abbiamo parlato del 25 aprile: il 25 aprile ’17 è il giorno della memoria e si ricorda delle fine del nazifascismo e il ricordo dei partigiani morti. Persino lo zio di mia nonna, Rinaldo Laudi era partigiano ma lui è morto in guerra.

Quando sono arrivato al parco della pace, c’era il sindaco che stava leggendo. Mi sono messo nella mia posizione d’ascolto e sono rimasto lì fino a quando il presentatore non ha chiamato i miei compagni.

Hanno letto Federico, Elisabetta e Elen della mia classe e altri ragazzi di altre prime e seconde. Inizialmente l’agitazione era nell’aria, ma non ha preso il sopravvento: sono riusciti tutti a leggere con espressione. È stato un momento di silenzio e di riflessione, perché faceva tristezza sentire lettere di persone che poco dopo sono morte … Hanno letto lettere di partigiani, pronti per essere giustiziati. Erano lettere molto commoventi, ogni partigiano diceva che andava a morire convinto di aver fatto la cosa giusta e di aver lottato fino in fondo per la libertà, sicuro che il suo sacrificio non sarebbe stato vano e sarebbe stato ricordato nel tempo.

Alle 12.30 io, Federico e Alessandro, un mio compagno venuto come me a sostenere i miei compagni, siamo tornati a casa. Sono un po’ triste di non aver letto quest’anno. L’anno prossimo mi prenoto per leggere.

Tommaso R., Secondaria, team del giornalino

UN GIORNO VISSUTO “DA ERCOLE”

Il giorno 07/04/2017, due delle classi prime (compresa la mia), con due professori per classe, sono andate in gita al Museo archeologico di Milano.

Subito usciti da scuola siamo andati alla fermata dell’autobus più vicina che c’ era e abbiamo preso il primo bus che è arrivato; dopo qualche minuto arrivati a San Donato abbiamo preso la metropolitana.

Scesi dalla metropolitana alla fermata “Duomo”, abbiamo fatto un tragitto a piedi per arrivare direttamente a destinazione.

Già dall’ entrata si intuiva lo scopo dell’edificio, un’entrata senza porta, alta, larga e con delle colonne doriche con tanto di scale. Dopo aver varcato questa soglia, che già mi aveva fatto prestare attenzione, si scorgono dei reperti di origine romana; tutto ciò all’ aperto con tanto di prato.

Entriamo nel vero e proprio museo dove incontriamo la guida che ci spiega il programma: una classe farà il laboratorio mentre l’altra visiterà la parte della “Grecia antica” per poi fare a cambio.

Appoggiamo tutti gli zaini su dei ripiani; la mia classe ha fatto prima la parte “Grecia antica”: si sale al piano di sopra, ci sono scale e ascensore ma noi prendiamo le scale, per trovarci davanti una porta che ci conduce in un grande stanza piena di vetrine.

Queste vetrine contengono reperti con diverse forme e dimensioni, però principalmente uno stesso oggetto: anfore. Ci siamo fermati alla prima vetrina dove troviamo delle anfore di diversi tipi crateri, kyilix, brocche e piatti per mangiare pesci.

Ma la cosa che salta di più all’ occhio non sono la forma ondulata o le anse, bensì le decorazioni! Le decorazioni sulle anfore possono essere di due coppie di colori: arancione/rosso su nero oppure nero su arancione/rosso, ma come si faceva a rendere dei vasi d’ argilla colorati e disegnati così bene? La risposta è semplice: basta prendere il vaso d’ argilla modellato e cuocerlo poi dipingere solo la sagoma di un uomo per esempio e poi farlo ricuocere. Dopo la seconda cottura dell’anfora bisogna grattare con qualcosa di molto fine e grattare via il primo strato di colore. Dopo averci spiegato questo, la guida ci ha fatto fotografare la vetrina.

Va avanti così per ancora qualche vetrina e poi, arrivate le ultime due vetrine, c’è una sorpresa: non ci sono più solo anfore ma anche altri reperti che raccontano la storia di un personaggio famoso dell’epica: Ercole. Così la guida ci ha raccontato la storia di Ercole e delle sue fatiche.

L’ ultima vetrina è un po’ un riassunto di tutto, e c’è un oggetto particolare: era un oggetto in bronzo che serviva agli atleti greci per pulirsi dopo le gare, il kylix.

La parte sulla “Grecia antica” finisce qui e infatti è il momento di andare a fare la parte interattiva.

Non per caso nella parte precedente abbiamo ricordato le fatiche di Ercole: infatti il laboratorio era proprio su questo. Il laboratorio si è svolto così: prima un’attrice ci ha riassunto le fatiche con le rispettive storie, successivamente la classe si è divisa in gruppi, ogni gruppo doveva interpretare la fatica scelta. Abbiamo quindi preparato le nostre esibizioni e le abbiamo rappresentate ai nostri compagni, tra applausi e risate. Una volta finita la parte interattiva ce ne siamo andati dal museo.

Per tornare a scuola abbiamo fatto questa strada: prima di tutto siamo andati fino alla metro a piedi, fermandoci per fare una foto di classe poi, arrivati nuovamente a San Donato abbiamo ripreso l’autobus che ci ha lasciati un po’ lontani dalla scuola, ma nessun problema! Un po’ di moto non ci ha mica fatto male.

Insomma dopo una giornata piena di arricchimento culturale e nuove scoperte siamo tornati a scuola, dove abbiamo parlato di come era stata l’uscita per tutti, e al quanto pare i giudizi erano positivi.

Matteo M.,  Secondaria

INCONTRO CON UNA TESTIMONE DEL DISASTRO DEL VAJONT

Il giorno 25 gennaio è venuta nella nostra classe la figlia di un testimone oculare della tragedia del Vajont.

L’ idea è partita dalla prof.ssa Biasiolo che ci ha fatto leggere “La storia di Marinella”, un libro che parla di una bambina vissuta a Longarone durante la catastrofe del Vajont. In seguito abbiamo visto un film riguardante l’argomento che ci ha fatto capire quanto fosse catastrofico questo avvenimento.

Il nome della testimone era Cristina, una giovane donna proveniente da Limana, un paese vicino a Longarone. Cristina ci ha parlato dell’impressione che ha avuto quando ha visto l’imponente diga e di quante volte l’aveva vista, dato che appena venivano degli amici a trovarla la diga era la prima tappa. La diga non è stata distrutta dalla catastrofe, solo la ringhiera del camminatoio, che però è stato ricostruito per le visite in quei luoghi.

Lei ci ha raccontato che suo padre e anche un po’ suo nonno le hanno molto parlato della diga e della sua maestosità, visto che è la diga più grande del mondo.

Cristina ci ha parlato anche del cimitero di Longarone, un cimitero tristemente famoso. Esso infatti stranamente ha tutte lapidi bianche messe in fila, e c’ è anche un porticato che non ha neanche le tombe ma soltanto i nomi delle persone residenti a Longarone, morte durante la strage del Vajont, di cui non è stato ritrovato il corpo.

Insieme a Cristina c’era anche la bibliotecaria, la dott.ssa Emanuela Scola, che ci ha aiutato a focalizzare bene l’argomento. Ci ha letto una testimonianza, un messaggio breve ma profondo, scritto da una persona che ha vissuto per davvero la tragedia ed è sopravvissuta. Questa lettura ha dato a tutti un’idea diversa da quella lasciata dal libro e dal film, facendoci vivere quei momenti da vicino, non dal punto di vista di osservatori esterni.

La mia opinione è che questo incontro non può che averci fatto del bene e credo che non ci ricapiterà più un’esperienza così e quindi sono felice di aver incontrato la figlia di un testimone oculare della catastrofe del Vajont e, quando dico ciò, credo di poter parlare a nome di tutta la mia classe.

                                                     Matteo Marino e Tommaso Ferrara,

I D Secondaria

LA SETTIMA EDIZIONE DEL CONCORSO “CON LA MIA VOCE” DIETRO LE QUINTE

concorsoQuest’anno si è svolta la settima edizione del Concorso di Lettura espressiva “Con la mia voce”. Siamo liete di poter raccontare questa fantastica avventura, iniziata ad ottobre con la distribuzione di una circolare che invitava tutti i ragazzi dell’istituto R. L. Montalcini a partecipare a questo concorso.

Si sono fatti avanti in molti, ma solo in pochi sono riusciti ad arrivare in finale.

Tra gli studenti della Montalcini c’era chi aveva già trovato il brano, chi non riusciva a trovarlo e si scoraggiava, chi era impaziente di iniziare la sua avventura come concorrente, chi invece chiedeva il parere ai professori per la scelta del brano, per l’espressività della lettura…

Insomma l’atmosfera si era creata: l’impazienza, la sorpresa, la speranza, la voglia di fare, l’aspettativa riempivano i pensieri dei nostri cari lettori, i protagonisti del concorso.

La professoressa Muscillo con la classe III B ed altri ragazzi di diverse sezioni hanno iniziato a lavorare a questo progetto molto impegnativo; ogni ragazzo aveva un ruolo fondamentale, anche chi non partecipava come lettore, tra tecnici, fotografi, intervistatori, ballerine si è creata una mole di lavoro tale che ci ha fatto perdere alcune ore scolastiche.

Poi sono iniziate le selezioni, e dopo la prima e la seconda, si iniziava ad intravedere la serata della finale.

Prima della serata ci fu una grande preparazione a quest’ultima da parte dei professori, aiutanti e concorrenti.

E finalmente la finale è arrivata, è stata una vera e propria sorpresa per i genitori vedere l’impegno dei loro ragazzi. Sono stati tutti fantastici! Non dimentichiamoci anche delle hostess e dei bodyguard, che hanno fatto un ottimo lavoro nel mantenere il silenzio e la tranquillità nel teatro…

Sara Inzadi e Valentina Favara, IIIB Secondaria, team del giornalino

 

IL CONCORSO DI LETTURA SECONDO ME

spettacoloI giorni 30 novembre e 1 dicembre 2016 io ed altri miei amici siamo andati a teatro per le prove della finale del concorso di lettura “Con la mia voce”, edizione 2017. Sottolineo IO perché è stato il primo anno in cui sono arrivato alla finale.

Mercoledì eravamo tutti eccitati perché è stato il primo giorno in cui abbiamo saltato la scuola. Arrivati a teatro, abbiamo passato mezz’ora seduti nel nostro posto ad aspettare che la prof. Muscillo finisse di dirci tutte le cose che dovevamo fare e poi siamo partiti con le prove.

Ovviamente la mia categoria era la penultima e quindi prima che la prof. ci invitasse a provare, sono passate cinque ore; interessanti però.
Abbiamo visto e sentito tuti i ragazzi finalisti, a partire dalle quinte fino alla categoria prima di noi: quella comica e ovviamente ci siamo fatti un sacco di risate.

Alle 12: 35 sono salito sul palco io e ho letto per la prima volta davanti a tutti la mia poesia, peccato che, non essendoci i microfoni, le uniche ad avermi sentito sono state le prof. Già quella prima volta ero agitatissimo, non mi sono reso conto di come sarebbe stato leggere davanti ad un teatro pieno di persone.

Il giovedì c’è stata la prova microfoni e per la prima volta mi sono fatto sentire da tutti e mi hanno applaudito, incredibile. Giovedì, la sera della finale, appena arrivato a teatro, mi sono reso conto che sarebbe stato molto difficile per me leggere davanti a tutti; avrei quasi voluto tornare a casa anche se ormai era tardi. Una volta seduto ho incominciato a parlare per non pensare di dover salire sul palco “malefico”.

È iniziato lo spettacolo e mi sono tranquillizzato, due ore dopo è arrivato il turno della mia categoria. Poi ho iniziato a leggere e la mia agitazione è diventata tranquillità. Ho finito di leggere e mi hanno applaudito tutti. hanno finito tutti di leggere e stanno per dire i risultati; eravamo tutti tesi e una volta arrivati alla mia categoria hanno chiamato il terzo che non ero io, il secondo che non ero io e il primo che non ero io.

Non ero classificato però mi sono divertito anche se arrivato a casa sono caduto in depressione. Il giorno dopo però mi hanno detto tutti che  sono stato bravo e sono stato felice.

Mi rifarò la prossima volta proprio perché voglio vincere, non mi basta essere arrivato in finale.

Tommaso Repetto, II D Secondaria, team del giornalino

VOLETE DIVENTARE ANCHE VOI “AMICI DI BABUSONGO”?

logoIl giorno 18 novembre 2016 alle ore 11:00 noi ragazzi delle classi seconde della Scuola  Secondaria siamo andati in aula magna per assistere ad una conferenza tenuta dalla prof.ssa Angela Losano, portavoce della ONLUS “Gli amici di Babusongo”. Il nome “Amici di Babusongo” è legato al primo progetto della ONLUS che risale all’anno 2000: un‘opera di volontariato missionario a favore del villaggio Babusongo, ubicato nel sud della Repubblica Democratica del Congo (ex-Zaire). La parola “Babusongo”, ci ha spiegato la prof.ssa, è nata dall’unione di due parole: “babu” che significa nonno, e “songo”, cioè uomo dalla pelle bianca. La parola significa quindi “nonno bianco”, perché sono i “nonni bianchi” che gestiscono questa associazione. L’Onlus infatti è guidata da un Consiglio di volontari, fondatori dell’Associazione, che ha sede a S. Felice, Segrate, ed è sostenuta finanziariamente da Soci residenti e dalle donazioni di molti sostenitori esterni.

La prof.ssa Losano ci ha fatto vedere un video che mostrava l’evoluzione di un orfanotrofio in Kenya. Inizialmente c’erano circa cinquanta bambini orfani che vivevano in baracche sporche, piccole, brutte e inospitali. È stato così deciso di affidare l’orfanotrofio ad alcune suore del “Preziosissimo Sangue” che, con amore e tanta buona volontà, hanno fatto costruire un nuovo edificio accogliente che ha garantito situazioni igieniche molto migliori, acqua e cibo per tutti. L’orfanotrofio è diventato una casa!!! Oggi sono lì ospitati 81 bambini, numero di gran lunga inferiore alle richieste di ospitalità dei bambini bisognosi del luogo.

bimbaAngela ci ha poi spiegato che ogni anno, in diversi momenti, vengono mandati in Kenya alcuni gruppi di volontari italiani allo scopo di far divertire i bambini e contribuire al loro benessere. Per diventare volontari bisogna avere almeno 25 anni, quindi se qualcuno di noi vuole partire, deve aspettare ancora un po’!

Ci ha detto anche che ora tutti i bambini dell’orfanotrofio vanno a scuola, dopo aver fatto colazione con farina d’avena e zucchero e dopo aver percorso circa quaranta minuti a piedi.

Infine c’è stato uno spazio riservato alle nostre domande (che sono state moltissime) e poi la prof. ci ha proposto di intrecciare un rapporto di corrispondenza con quei ragazzi e, se vogliamo, di comprare per loro del materiale scolastico che lei porterà loro il prossimo autunno, quando tornerà a trovarli.

A me questa iniziativa piace molto, come mi è piaciuta la conferenza perché mi ha aiutato a capire che non tutti i bambini sono fortunati come me e che quindi è giusto aiutarli.

Lucilla Cnapich, II D Secondaria, team del giornalino

VERSO LA SCELTA

sceltaSiamo arrivati al termine del nostro percorso nelle scuole medie, perciò entro gennaio dovremo scegliere la scuola per il nostro futuro; per alcuni la scelta sarà difficile, per altri lo sarà meno.

La preoccupazione più grande che abbiamo avuto è stata quella di sbagliare nella scelta, ma anche il fatto di dover prendere i mezzi ogni giorno per andare in una scuola lontana oppure la paura di non riuscire ad adattarsi con persone nuove e più grandi.

A scuola abbiamo intrapreso parecchie iniziative di orientamento che hanno organizzato i docenti, in particolare la prof.ssa Zaffuto, responsabile dell’Orientamento nel nostro Istituto, per aiutarci a scegliere al meglio la scuola per il nostro futuro, per esempio l’incontro con i maestri del lavoro, con le scuole superiori e con la dottoressa Portaluri.

I maestri del lavoro, ci hanno spiegato la realtà che ci aspetta dopo le scuole; i docenti e gli studenti delle scuole superiori ci hanno raccontato brevemente di come funziona il loro istituto e la dottoressa Portaluri ci ha chiarito le differenze fra i vari indirizzi scolastici. In classe con la professoressa Zaffuto abbiamo affrontato l’argomento anche con la visione del film “Billy Elliot” che narra di un ragazzo che scopre di avere la passione per la danza, ma viene ostacolato dai giudizi del padre che ritiene la danza una disciplina femminile. Il film ci ha fatto riflettere sul fatto di dover coltivare le nostre passioni senza farsi influenzare dal giudizio degli altri e anche questo è importante per la nostra vita futura.

Esperienza, pratica all’Afol, raccontata da Adriano

“Ho frequentato il laboratorio di elettricità presso la scuola Afol di San Donato,  appena sono arrivato con i miei compagni di classe siamo stati accolti molto bene,  ci hanno spiegato a cosa servono gli oggetti che abbiamo visto nel laboratorio di elettricità (forbici e varie attrezzature) e ci hanno raccomandato di toccare solo le cose permesse. Il prof è stato molto simpatico e sempre a disposizione per ogni problema.

All’ inizio ci hanno fatto tagliare con le forbici dei fili elettrici, poi dei ragazzi dell’ultimo anno di scuola ci hanno fatto vedere che apparecchi usare, abbiamo subito pensato che fosse difficile, ma alla fine  abbiamo scoperto che non lo è poi così tanto. In fine ci hanno fatto fare un ultimo lavoretto, abbiamo fatto una campanella della scuola a cui abbiamo attaccato i fili.

Ho seguito la lezione con molto piacere e penso proprio che sarà la scuola che frequenterò dopo le medie.”

Amato Natasha, Carbonari Giulia, Dedushi Adriano, Ortolo Sara,

III C Secondaria

L’ARTE DEL RISPETTO

IMG_8751Martedì 18 Ottobre, noi della II C insieme alla II D siamo andati con le professoresse di Italiano e Tecnologia alla Società Umanitaria di Milano per assistere ad un convegno sul bullismo intitolato “L’arte del rispetto”, convegno tenutosi con lo scopo di educare noi ragazzi al rispetto reciproco e nei confronti degli adulti.

Il luogo ove si è tenuto il convegno ci è piaciuto molto perché era molto particolare poiché dotato di vari chiostri tra cui quello dei Glicini dove si è tenuta la mostra d’arte, di cui vi parleremo in seguito.

Siamo stati accolti in un’aula magna con sedie disposte in file ordinate; circa dieci minuti dopo l’accoglienza effettuata dal presidente dell’associazione Piero Amos Nannini e altri suoi colleghi, è iniziato il convegno.

In seguito alle accurate e dettagliate spiegazioni che ci hanno fornito degli esperti, abbiamo approfondito l’argomento “bullismo” che è ormai comune tra noi giovani e non solo: non sapevamo che esistesse un tribunale minorile, nel quale ai minorenni al di sopra dei 14 anni, vengono attribuite delle punizioni in base al reato da loro commesso (che però sono molto meno severe di quelle dei maggiorenni). Non sapevamo neanche che fosse talmente grave pubblicare sul web foto di altre persone, anche se non imbarazzanti, senza il loro consenso.

Dopo il convegno, da cui abbiamo imparato moltissimo, ci siamo spostati al “Chiostro dei Glicini” dove il critico e storico d’arte Giorgio Grasso ha avuto la parola.
IMG_8745Il suo discorso è stato una specie di metafora: attraverso una performance fatta proprio da noi studenti, che consisteva nel lanciare del fango su un dipinto, abbiamo potuto comprendere che chi fa del male a qualcuno è come se tentasse di “sporcarlo”, ma le brave persone, le persone forti, non si lasciano sporcare infatti il dipinto non si è sporcato.

FullSizeRenderPer noi è stata un’esperienza molto educativa e di sicuro ci ha insegnato che bisogna avere rispetto l’uno dall’altro.

Speriamo di fare molte altre uscite di questo tipo!

                                    Alexia Branzea e Giulia Salamina, II C Secondaria,

                                                                              team del giornalino

BUONA FORTUNA ALLE PRIME!

quadrifoglioIl primo giorno di seconda media per me è stato veramente bello, perché mi ha fatto riflettere molto; quel giorno alle 8:30 ho visto e udito arrivare i ragazzi delle prime e così non ho potuto pensare che a noi, la II C il primo giorno di prima media: in quelle facce potevamo riconoscerci, perché anche noi, esattamente un anno prima eravamo come loro, spaventati e con mille pensieri per la testa. Magari ci chiedevamo “Ma se invece di chiamarla prof. la chiamo maestra mi darà la nota?” oppure “Ma le medie saranno davvero così impossibili?”

Comunque siamo fortunati ad essere studenti dell’ICS Rita Levi Montalcini, perché qui non c’è bullismo e questa era la mia più grande paura all’inizio delle medie.

Questo articolo è dedicato a voi prime, i cosiddetti “primini”, perché voglio che abbiate un anno felice e voglio che riusciate a superare le medie senza problemi e per questo vi scrivo dei consigli perchè le medie non sono impossibili, basta sapere come affrontarle:

-dovete sempre studiare e non fate mai e dico MAI lo stupido pensiero “tanto mi ha interrogato la volta scorsa” quindi… studiate.

-Organizzatevi nel fare i compiti e non fate le cose all’ultimo minuto e di fretta perchè le fate male.

-Leggete libri di ogni genere perché aiutano ad arricchire il proprio vocabolario e poi leggere è bellissimo!

-Non prendete in giro i compagni che hanno dei problemi o hanno fatto una figuaraccia perché dovete pensare che potreste trovarvi al posto loro.

-Rispettate sempre il professore e non rispondete male se volete che questo vi tratti bene.

-Siate educati nei confronti del professore e anche tra di voi perchè siete una classe e classe=gruppo!

Credo di non dover aggiungere altro a parte … Buona fortuna, primini!

Alexia Branzea, II C secondaria,

                                                                                team del giornalino

ADDIO ISTITUTO “RITA LEVI MONTALCINI”

Ormai sono già passati tre anni dalla prima volta che siamo entrati in questa scuola.

Siamo arrivati qui che eravamo poco più che bambini e ne usciamo che siamo già ragazzi.

All’inizio eravamo così timorosi e impauriti da questo ambiente a noi sconosciuto, da questa scuola così grande rispetto a quella alla quale ci eravamo abituati per cinque anni. Oggi siamo tristi perché siamo consapevoli che tra meno di un mese dovremo di nuovo cambiare e scoprire un mondo mai preso in considerazione fino ad oggi: le superiori.

Potremmo paragonare questo percorso ad una passeggiata in montagna, dove le salite rappresentano le difficoltà e le discese i momenti più facili, allegri e gli ostacoli superati.

Gli amici sono stati i nostri compagni durante tutto il viaggio e i professori i nostri aiutanti.

Oggi, che siamo in terza, vedendo i ragazzi più piccoli di prima, ripensiamo a quando anche noi eravamo come loro, a quando il nostro viaggio era appena iniziato e non pensavamo minimamente né agli esami né alla scelta della scuola superiore.

Tutto è iniziato quando ci hanno diviso nelle varie classi e abbiamo conosciuto i prof, che in gran parte, ci avrebbero accompagnato fino alla fine delle medie.

La nostra, si è subito dimostrata una classe molto unita e amichevole, che con il passare del tempo ha intensificato e rafforzato le amicizie e i rapporti con gli insegnanti.

Ripensando a quei tempi, ora ci sembra tutto così strano, infatti c’erano quelli grandi che ad ogni intervallo occupavano i bagni e noi di prima e di seconda a volte avevamo un po’ di paura ad entrarci o anche semplicemente ci vergognavamo ad uscire dalla classe, ora, invece, siamo noi i “grandi” e chissà se gli attuali primini provano le stesse emozioni e gli stessi timori che avevamo noi un tempo…

Trascorrendo questi anni ci siamo rese conto di essere molto maturate, che la scuola oltre a farci apprendere nozioni e materie didattiche, ci ha anche insegnato il vero senso dell’amicizia, della solidarietà e del voler bene.

L’istituto “Rita Levi Montalcini” per noi è stata come una seconda casa che avvolge nel suo calore e ti insegna, ti insegna e ti insegna.

montalSe ci fosse una macchina del tempo ci piacerebbe salirci e ritornare indietro nel tempo di tre anni per rivivere tutti i momenti felici, le risate e gli abbracci, ma anche le situazioni un po’ meno perfette, le sgridate, i brutti voti e gli attimi tristi, perché anche questi ci hanno aiutato a crescere, a maturare, a farci diventare le persone che siamo adesso.

Se riguardiamo indietro ci rendiamo conto che il gruppo classe è un po’ cambiato; prima eravamo tutti molto più calmi, interessati e tranquilli, ora invece siamo molto agitati e a volte anche annoiati, ma questo pensiamo dipenda dal fatto che abbiamo voglia di cambiare aria, di fare il prossimo passo.

A proposito di questo chiediamo scusa ai prof se qualche volta li abbiamo fatti arrabbiare e sudare, se non abbiamo sempre studiato nei migliori dei modi e se non abbiamo mai mostrato il giusto interesse e la giusta serietà. Nonostante questo abbiamo imparato a volerci bene e ad aiutarci nei momenti di bisogno, a confortarci e a darci una mano per rialzarci.

Ci ricordiamo, inoltre, che quando eravamo al primo anno di medie, pensavamo che il tempo che dovevamo trascorrere in questa scuola fosse infinito e troppo faticoso, mentre oggi ad un mese dalla fine ci siamo rese conto che questi tre anni solo volati, veloci, tra lacrime, sorrisi, abbracci e momenti memorabili.

Come ogni viaggio, anche questo ha portato a delle incomprensioni, che però sono state tutte risolte e, come è giusto che sia, c’è un inizio e una fine, anche se può sembrare (e in effetti un po’ lo è) triste.

Riguardando le foto scattate durante gli anni, ci rendiamo conto che non siamo più le bambine di un tempo, ma siamo cresciute, maturate e cambiate.

Questi tre anni sono stati una vera e propria lezione di vita che ci servirà per sempre e ci accompagnerà nei prossimi anni.

Solo ora ci rendiamo conto di quanto bene ci abbia fatto passare del tempo in questa scuola e ora ripensandoci qualche lacrima di nostalgia scende.

Un ringraziamento speciale va alla stupenda classe terza D, con la quale abbiamo condiviso tantissime esperienze indimenticabili e ai professori che ci hanno sempre pazientemente sopportato e aiutato e che ci hanno organizzato delle splendide uscite didattiche.

Non ti dimenticheremo mai, addio, Istituto “Rita Levi Montalcini”!

 

Benedetta Cazzulani e Martina Dianin-

video di Sebastian Gafita e Alessandro de Mare,

III D Secondaria, team del giornalino

 

ON-LINE O NO-LINE?

stuDalla terza edizione del giornalino SMS della scuola Rita Levi Montalcini di Monasterolo è attivo il giornalino non più in versione cartacea bensì on-line con un sito dedicato. Da quest’ anno è anche possibile accedervi anche tramite il sito scolastico. Purtroppo abbiamo notato che le visualizzazioni non sono pari alle aspettative, poiché i genitori spesso, se non incitati dai figli, non hanno voglia di aprire il sito, mentre, invece, quando si trovavano il giornalino cartaceo a portata di mano, erano più invogliati a sfogliarlo e leggerlo.

Dopo aver eseguito un sondaggio, abbiamo scoperto che il 60 % della redazione preferiva la versione cartacea. Una delle motivazioni che li spinge a preferire la versione cartacea a quella on-line è perché non hanno la possibilità di leggere in classe con i compagni i loro articoli. In più da quando il giornalino è leggibile solamente su computer, pochi lo leggono. Noi redattori abbiamo consigliato di disegnare un volantino per aumentare le visualizzazioni che, per problemi organizzativi, sarà stampato e distribuito all’inizio del prossimo anno e conterrà uno o più slogan come:

“UN MESSAGGIO DA SMS”

“MOLTO PIU’ DI UN SMS!”

È davvero un peccato che solo il 45 % delle famiglie degli alunni della scuola guardino il sito, perché le cose che scriviamo sono interessanti e trattano qualsiasi argomento: quotidianità, cronaca, gossip, sport e argomenti che riguardano tutti gli ordini di scuola della Rita Levi Montalcini School.

E voi rispondeteci: cosa pensate del giornalino on-line? Impegnatevi poi nei commenti, a scrivere cosa pensate di ogni articolo.

 

Marco Cappelletti e Riccardo Signorotto,

II E e II C Secondaria, team del giornalino

LA LIRICA INCANTA I QUATTORDICENNI DELLA “MONTALCINI”

barbiereIl giorno 21 Marzo tutte le classi frequentanti la terza si sono riunite in aula magna per assistere alla prima lezione concerto dell’anno.

La lezione è stata tenuta da due cantanti lirici: Giorgio, un baritono, e Giuseppe, un tenore.

L’accompagnamento strumentale era affidato a Riccardo Piani, il quale suonava il pianoforte.

I tre ascolti iniziali erano estratti dell’opera buffa Il barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini.

Per primo si è esibito Giorgio, nei panni di Figaro, con Largo al Factotum, poi Giuseppe, nel ruolo del conte d’Almaviva, con Se il mio nome saper voi bramate (serenata a Rosina) e infine si sono esibiti entrambi con il duetto All’idea di quel metallo.

Il quarto e il quinto ascolto invece erano tratti da La Traviata di Giuseppe Verdi.

Giuseppe, immedesimatosi nel personaggio di Alfredo, ha intonato Parigi, o cara, un piccolo recitativo cantato dedicato a Violetta.

Giorgio ha interpretato il papà di Alfredo e ha eseguito l’aria Di Provenza il mar, il suol, in cui cerca di convincere il figlio a tornare a casa.

Il sesto ascolto era affidato a Giuseppe, il quale ha interpretato La donna è mobile del Rigoletto, anche questa di Giuseppe Verdi.

La canzone Marechiaro, rappresentata da entrambi i cantanti, ci ha portato al temine della prima lezione.

La seconda lezione concerto si è tenuta il 18 aprile.

Questa volta si sono esibite due voci femminili : Zara, un soprano e Tatiana, un mezzo soprano. L’ accompagnamento strumentale era sempre affidato a Valerio.

Per prima si è esibita Zara, nei panni di Rosina, con La Cavatina, tratta da Il barbiere di Siviglia, aria con cui la protagonista si presenta al pubblico.

Per seconda Tatiana, che ha intonato l’ aria O mio Fernando de La Favorita nella quale Alphonso, scoperto che Fernando ama Leonora, decide di farli sposare, per riappacificarsi con la chiesa.

Il terzo ascolto è stato Tacea la notte placida de Il Trovatore di Giuseppe Verdi, che narra del momento in cui Leonora confida a Ines, sua ancella, di essere innamorata di Manrico.

Successivamente è stato eseguito un altro brano tratto da Il Trovatore: Stride la vampa, aria di Azucena. In quest’ aria Azucena, madre di Manrico, racconta che molti anni prima vide morire la madre sul rogo perché accusata di stregoneria dal vecchio conte di Luna.

Il quinto ascolto consisteva in un duetto fra le due cantanti, le quali hanno proposto un brano de L’Aida di Giuseppe Verdi.

La lezione si è conclusa con il brano Duetto buffo di due gatti di Gioacchino Rossini, intonato da entrambe le donne.

A nostro parere, poter assistere a queste due lezioni è stata una piacevole quanto utile esperienza. I cantanti che hanno intonato le varie arie qui citate erano di un livello stratosferico e infatti sono riusciti a farci apprezzare il canto lirico.

Ci sentiamo veramente più vicine alla musica di quei tempi e non guasterebbe affatto poter partecipare a una terza lezione concerto.

Alla fine è proprio vero che la musica non ha età e ve lo dicono due ragazze di quattordici anni.

Proprio per questo consigliamo ad adolescenti di tutte le età di andare a teatro e bearsi delle melodie che un cantante lirico può intonare.

Marcomin Asia, Patruno Letizia, III C Secondaria

MUSICA 2.0 ALLA “MONTALCINI”

musica 2.0Durante il pentamestre, noi classi seconde abbiamo assistito al progetto “Incontriamo la musica 2.0” ovvero due lezioni concerto che hanno lo scopo di avvicinare i ragazzi al mondo della musica divertendoli.

Durante la prima lezione abbiamo conosciuto il primo violino del “Teatro alla Scala” di Milano, Fulvio Guiabella, e una musicista suonatrice d’arpa. Durante la lezione hanno eseguito tre pezzi: il primo per violino e arpa intitolato Meditazione di Thais. Esso parla di Thais, una ragazza francese con un comportamento ribelle e il pezzo musicale rappresenta il momento in cui trova la pace. Dopo il brano, il maestro Fulvio Liviabella ci ha spiegato che il suo violino risale al 1756, stesso anno della nascita di Mozart a Salisburgo.

Nel secondo pezzo, l’arpa ha suonato cercando di imitare il battito del cuore degli uomini di trecento anni fa. Dopo abbiamo assistito a cinque esibizioni di un bravissimo pianista.

Durante la seconda lezione concerto abbiamo visto esibirsi due clarinetti e un fagotto. I musicisti ci hanno dato anche molte spiegazioni riguardanti il mondo della musica. Hanno suonato il Divertimento n°1 K439B di Mozart. Ci hanno spiegato che Mozart scriveva le musiche per i suoi amici. Il pezzo era formato da quattro movimenti: minuetto, adagio, rondò e allegro. Inoltre hanno suonato un pezzo di Haydn, uno di Francis Benis, un musicista belga del ‘900, un’ overtoure del Flauto Magico e per ultimo, un aria di Papagueno.

Queste due lezioni concerto sono state molto belle, intriganti e coinvolgenti e soprattutto siamo felici di aver avuto l’onore di conoscere il primo violino del “Teatro alla Scala”.

Grazie di tutto!

Luca Innocenti e Simone Barbato, II A e II D Secondaria,

team del giornalino

LE PRIME DELLA “MONTALCINI” ALLA LORO SECONDA LEZIONE CONCERTO

Il giorno 19 Aprile 2016 le classi prime della scuola “Rita Levi Montalcini” hanno partecipato alla loro seconda lezione concerto che si è tenuta in aula magna.

I musicisti suonavano la chitarra, il flauto traverso, il pianoforte e il violino. Oltre a suonare, ci hanno spiegato le storie dei loro strumenti o dei compositori che hanno composto le melodie che ci hanno suonato.

LA CHITARRA

chitarraLa chitarra è uno strumento a corde pizzicate, è un cordofono ed è polifonico.

Si può suonare con il plettro o con le dita; di solito i chitarristi che usano la mano destra hanno le unghie della mano destra lunghe e quelle di sinistra corte. Mentre quelli che usano la sinistra il contrario.

Le corde sono sei e vanno dal MI cantino al MI.

La chitarra è formata da:

  • Il manico: è in legno d’ebano o palissandro, su di esso sono inseriti i tasti.
  • La paletta: in cui sono fissati i piroli.
  • La cordiera: in cui sono fissate le sei corde e dove c’è la torretta e la selletta.
  • La cassa armonica: a forma di otto con in mezzo un buco per ampliare il suono.

Abbiamo ascoltato l’Assolo brasiliano di Ector Villalobus

IL FLAUTO TRAVERSO

flauto traveIl flauto traverso è un aerofono e può essere costruito con metalli pregiati o in metallo.

 

È costituito da:

  • Il corpo centrale: sul quale sono praticati fori chiusi da chiavi.
  • Il trombino: sul quale si appoggia il mignolino della mano destra.
  • Le chiavi: per chiudere i 14 fori
  • La testata: sulla quale si apre la boccola.
  • La boccola: buco dove il musicista soffia per suonare.

Abbiamo ascoltato un duetto con flauto e chitarra sulle note di Nubes de Buenos Aires

IL PIANOFORTE

pianoforteIl pianoforte è l’unico strumento a corde percosse e le corde possono essere orizzontali o verticali.

 

 

E’ formato da:

  • I martelletti: si sollevano quando premi un tasto.
  • La cordiera: sulla quale sono tese le corde.
  • La tastiera: è composta da 88 tasti bianchi e neri.
  • I pedali: sono tre e hanno funzioni diverse.
  • La cassa armonica: può essere di diverse dimensioni.

Abbiamo ascoltato La fille aux cheveux de lin (“La fanciulla dai capelli di lino”). Duetto pianoforte e violino.

IL VIOLINO

violinoIl violino è un cordofono ed è formato da:

  • L’ archetto: che serve per suonare lo strumento
  • Il manico: sul quale si trova la tastiera in ebano.
  • Il cavigliere: con il caratteristico riccio.
  • I 4 piroli: servono per accordare il violino.
  • Il ponticello: accordato sulla cassa armonica.
  • La cassa armonica: amplifica il suono.
  • La cordiera: sostiene le corde.
  • Le effe: propagano il suono.
  • La mentoniera: dove si appoggia il mento per suonare.
  • Le corde: sono tese sopra la cassa armonica.

Abbiamo ascoltato una melodia di Schubert.

Questa seconda lezione concerto è stata molto interessante e divertente.

Grazie a questa esperienza abbiamo potuto approfondire le nostre conoscenze sulla storia della musica e sugli strumenti musicali. Abbiamo inoltre goduto di un bellissimo concerto.

Carlotta Sposito e Martina Girelli,

I D Secondaria, team del giornalino

LA NOSTRA PRIMA LEZIONE CONCERTO

roccoNoi della I D della Scuola Secondaria “Rita levi Montalcini”, insieme anche alle altre prime, a marzo, in aula magna abbiamo assistito con grande entusiasmo alla nostra prima lezione di concerto.

La lezione concerto era tenuta da aerofoni, tra cui il flauto traverso, il fagotto, il clarinetto, il corno di bassetto e il maestro che dirigeva, Rocco Carbonara, il direttore della Scuola Civica di Musica di Peschiera Borromeo. In quella lezione i musicisti hanno suonato musiche piacevoli e divertenti. Il primo brano che hanno eseguito è stato un Adagio di Mozart con flauto traverso, fagotto e clarinetto.

Dopo ci hanno spiegato le caratteristiche del fagotto: è uno strumento molto lungo e che più grande è il tubo dello strumento, più grave è il suono e viceversa. Inoltre esso può essere uno strumento solista o di accompagnamento ed è ad ancia doppia.

Dopo la spiegazione del fagotto, ci hanno illustrato il clarinetto: è ad ancia semplice e può essere di dimensioni variabili. Poi ci hanno fatto ascoltare un duo per clarinetto e fagotto di Ludwig van Beethoven.

In seguito ci hanno presentato il flauto traverso: non ha l’ancia ma un foro in cui lo strumentista immette l’aria. Il flauto traverso, pur essendo fatto oggi di metallo, fa parte dei legni perché in antichità era costruito con il legno. Con il flauto abbiamo ascoltato un brano del periodo Barocco e dopo uno del Novecento.

Infine abbiamo conosciuto il corno di bassetto, uno strumento a suono nasale. Con il corno ci hanno fatto ascoltare un minuetto per corno di bassetto e altri due brani. Il primo era: Non più andrai, farfallone amoroso di Mozart e il secondo: L’allegro nuziale sempre di Mozart.

Questa lezione è stata educativa e insieme divertente. Abbiamo ascoltato buonissima musica suonata da bravissimi musicisti.

Tommaso Repetto, I D Secondaria,

team del giornalino

UNA SPLENDIDA GIORNATA TRA IL VERDE E IL BLU DELLE CINQUE TERRE

La mattina del giorno martedì 3 Maggio 2016, la classe 1D è emozionata: sta per andare in Liguria a fare trekking. Però devo dire che molti di noi sono più interessati a perdere tutte le ore di lezione che a fare trekking! Ma questo non è molto importante: ora pensiamo alla gita!

Alle 7,05 partiamo con il pullman da scuola e affrontiamo un lungo viaggio di circa quattro ore: pensate che restiamo bloccati nel traffico per ben una lunga ora! Ma noi siamo ben equipaggiati e, essendo ragazzi di prima media ultra moderni, abbiamo scaricato “palate” di musica da ascoltare durante il viaggio. Devo anche ammettere, però, che facciamo anche confusione, perché altrimenti non saremmo la 1D!

Quando finalmente arriviamo in Liguria, più precisamente a Levanto, in provincia di La Spezia, siamo tutti felici e abbiamo la possibilità di fare merenda: siamo molto affamati, anche perché la maggior parte di noi non ha fatto colazione.

Dopo poco, però, ci mettiamo in moto per andare a visitare Levanto: vediamo tante belle cose che adesso vi mostrerò con alcune foto che ho scattato. La prima rappresenta la chiesa di Sant’Andrea, la seconda le mura medioevali, la terza la loggia comunale, la quarta il castello.chiesa mura loggia

 

 

 

catello

 

Avete visto che bel posto? Ma il bello deve ancora arrivare: la passeggiata da Levanto a Monterosso e vi assicuro che non è un percorso leggero, nemmeno per quelli che, come me, sono abituati a camminare.

Per darvi
un’idea, questo è il percorso che facciamo, indicato dalla linea rossa.

rossoIl percorso è bellissimo: nel primo tratto vediamo scorci di mare favolosi, poi entriamo nel bosco, ma non è come ve lo immaginate: si vede il mare! Un paesaggio del tutto insolito che ci lascia a bocca aperta.

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Nella seconda foto probabilmente non riuscite a vedere il mare, ma se guardate in basso oltre gli alberi, vedete un’ azzurro intenso. Quello è il mare.

Intanto, con il passare della giornata, il sole si fa più caldo e inizia la parte peggiore del nostro percorso. Come se non bastasse usciamo dal bosco e i rami degli alberi non possono più proteggerci dai raggi cocenti del sole e poi iniziamo tutti ad avere talmente tanta fame che ci mangeremmo qualunque cosa. Quelli di noi che non sono abituati a camminare sono molto stanchi e le pause si fanno più frequenti.

In questa foto ci siamo noi a Punta Mesco per una breve pausa. Si dovrebbe capire che siamo stanchi.

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Ma finalmente ci fermiamo per una lunga sosta in cui divoriamo il nostro pranzo al sacco.

Ci riposiamo e ci rinfreschiamo, poi, come nuovi, ripartiamo per arrivare a Monterosso. La strada è tutta in discesa, e voi potrete pensare che sia facile, ma non lo è per niente: la discesa è ancora più faticosa della salita. Provate a pensare ai vostri piedi che faticano per non farvi ruzzolare a valle e alle dita dei piedi, che, nei tratti più pendenti, sbattono contro gli scarponi. Non è di certo una bella sensazione!

Ma, nonostante questo, noi sembriamo instancabili: arrivati a Monterosso potremo stare in spiaggia e addirittura bagnarci i piedi!

Quando questo si avvera, siamo tutti al colmo della gioia, e passiamo molto tempo a divertirci, bagnarci e schizzarci!

piediPurtroppo il ritardo che abbiamo accumulato nel viaggio e nella passeggiata ci impedisce di fermarci ancora in spiaggia, e, con i piedi insabbiati, ci dirigiamo verso il treno che ci porta a Levanto. Lì prendiamo il pullman e inizia il nostro viaggio di ritorno a casa, in cui scopriamo che il ritardo che abbiamo accumulato è di quasi due ore, e, invece di arrivare a scuola alle ore 19,00, arriviamo alle 20,45.

Io sono molto felice di questa esperienza, che oltre ad avermi fatto perdere le ore di lezione, mi ha divertita e mi ha permesso di vivere una fantastica avventura con tutti i miei amici.

Lucilla Cnapich, I D Secondaria

INSIEME TRA I RICORDI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

bassanoDal giorno 27 al 29 Aprile 2016 le classi terze sono andate a fare una gita di tre giorni per ripercorrere alcune delle tappe della Grande Guerra, che durò dal 1914 al 1918 (1915 entrata in guerra per Italia), la gita è stata oragnizzata dalla Prof.ssa S. Biasiolo con il consenso dalla Preside Margherita Fazio: sono state chiamate agenzie e ostelli della gioventù nei quali avremmo potuto allogiare e alla fine ci hanno accolti presso l’Ostello “don Cremona”.

Siamo partiti dall’ Istituto Rita Levi Montalcini alle 7,50 circa, muniti di tutto l’armamentario necessario e, dopo esserci fermati qualche minuto ad un autogrill, abbiamo ripreso il viaggio per raggiungere la prima tappa. Quando siamo arrivati davanti al fiume Brenta ci siamo preparati per la passeggiata che avremmo dovuto affrontare.

CITTàAbbiamo proseguito lungo il corso del fiume Brenta e ci siamo addentrati nella città di Bassano del Grappa. Dopo esser passati sul magnifico “Ponte degli Alpini” siamo andati a visitare il “Museo degli Alpini”, pieno di cimeli, divise, manoscritti e didascalie esplicatorie per ogni oggetto esposto.

99loDopo che abbiamo visto il museo, i professori ci hanno concesso del tempo libero nel quale ci siamo messi subito alla ricerca di negozi, gelaterie e un posto dove sedersi. In seguito, dopo aver assistito all’incantevole scenario del “Parco dei Ragazzi del’99 “, dove è ancora vivo il loro ricordo ci siamo incamminati verso l’ostello.

Dopo esser stati accolti calorosamente dal simpatico Lele, il gestore dell’ostello “don Cremona”, ci siamo precipitati nelle camere a rinfrescarci a rilassarci e a raccontare ai nostri genitori e amici la splendida giornata.

Dopo esserci preparati e dopo aver camminato per più di dieci minuti verso la villa nella quale ci aspettava la cena, abbiamo parlato e discusso di cosa si era fatto quel giorno e di cosa avremmo dovuto fare la sera stessa e l‘indomani.

In seguito abbiamo mangiato in un clima di famiglia e dopo le ventidue passate ci siamo recati all’ostello per preparanci e per cercare di dormire.

trinceaIl giorno seguente ci siamo svegliati, abbiamo fatto una ricca colazione e dopo esserci preparati siamo ritornati a viaggiare in pullman per andare a visitare, sotto la guida di volontari della Protezione civile, le trincee della Prima guerra mondiale, le gallerie con i resti di postazioni per mitragliatrici, ciò che rimane di stanze per i generali nella vallata di Col Campeggia. C’era anche un po’ di neve, ci siamo goduti un paesaggio mozzafiato di alberi e sola natura.

viitSuccessivamente abbiamo fatto una sosta per gustarci i panini, ci siamo avventurati nuovamente in pullman per andare a visitare Cima Grappa, dopo aver gustato dei buonissimi snack, ci siamo recati alla Galleria Vittorio Emanuele III e l’abbiamo attraversata nella sua possente lunghezza.

Poi siamo andati a vedere una proiezione della Grande Guerra e siamo saliti al Sacrario di Cima Grappa, alla ricerca della famigerata tomba, che si trova nel settore peter panAustro-ungarico, del Soldato Peter Pan (tomba n°107). Purtroppo non l’abbiamo trovata, ma qualcuno di noi ha trovato la tomba di un suo antenato. L’ossario mi ha colpito molto per la sua imponenza e per il paesaggio che lo circonda.

Ci siamo diretti nuovamente verso i nostri alloggi, ci siamo preparati e ovviamente riposati e in serata abbiamo gustato un’altra buonissima cena. Abbiamo assistito ad un emozionante concerto dal vivo degli Alpini. Infine siamo dovuti andare nuovamente in ostello dove ci aspettava una lunga dormita o quasi (per alcuni).

san vigIl giorno 29 Aprile, l’ultimo giorno di gita, abbiamo caricato i bagagli e siamo partiti per Trento. Dopo essere arrivati al Centro Storico, siamo andati a visitare il Duomo di Trento, ossia la cattedrale di San Vigilio, con al suo esterno una fontana che rappresenta creature mitologiche immerse nell’acqua.

parcoDopo aver visitato il Duomo abbiamo avuto la possibilità di mangiare qualcosa ai bar oppure girovagare per il centro, tra i negozi e la gente, dopo quest’oretta di libertà siamo andati a mangiare sul prato del Parco Michelin che si affaccia proprio su una della grandi e meravigliose facciate del Museo delle Scienze, il MUSE. Questo parco è munito di giochi, carrucole e un grande campo di calcio. Mentre i professori Cimmino e La Bruna, e molti dei ragazzi giocavano a calcio, gli altri si riposavano ascoltando la musica o semplicemente chiudendo gli occhi.

museAl MUSE abbiamo avuto la possibilità di provare varie specialità, dalla trottola alla pallina in un vortice d’acqua e dopo aver visitato una serra di piante tropicali, le sale dedicate alla tecnologia, alla matematica e alla natura non abbiamo potuto fare a meno che farci una bella foto di gruppo, siamo usciti e siamo ritornati a casa un po’ stanchi, ma felici.

Martina Dianin, III D Secondaria, team del giornalino

GARA DI LETTURA: UNA VERA SFIDA!

palQualche mes fa, noi ragazzi delle seconde abbiamo scoperto che avremmo dovuto partecipare a una gara sul romanzo “I ragazzi della via Pàl” di F. Molnar, realizzata in collaborazione con la biblioteca “G. Bricchetto”, premio in palio: dei libri!

Per riuscire a svolgere una gara ordinata, le classi si sono divise in due gruppi: la 2°B e la 2°E costituivano il primo gruppo, mentre la seconda gara vedeva protagonisti la 2°A, 2°C e 2°D. I vincitori di questi gruppi si sarebbero scontrati durante la finale del 13 aprile.

Le gare sono state molto combattute in entrambi i gruppi. A giudicarli due bibliotecari comunali. La gara prevedeva due parti: la prima riguardava il testo e bisognava completare delle domande sui personaggi e sul loro comportamento/caratteristiche, mentre la seconda era più sul lessico e bisognava specificare il significato di alcuni modi di dire contenuti nel romanzo. Inoltre in caso di parità, come accaduto nel caso del secondo gruppo, ci sarebbe stata una terza prova supplementare. Per stabilire il vincitore, la giuria ha considerato anche come i ragazzi di ogni classe hanno lavorato in gruppo.

Nelle semifinali dai due gruppi in gara sono emerse due classi vincitrici: La 2°A e la 2°B. Queste due classi quindi sono scontrate in finale e la classe vincitrice è stata la 2°A. Che bella soddifazione!

Luca Innocenti e Marco Cappelletti, II A e II E Secondaria,

team del giornalino

“IO ME NE FREGO” E TU?

locandinaUno degli spettacoli più coinvolgenti che la I D ricordi è sicuramente “Io me ne frego” di Valeria Cavalli. L’abbiamo visto al Teatro “Leonardo da Vinci” a Milano il giorno 1/3/2016.

C’era tanto entusiasmo per l’attesa che non siamo riusciti a concentrarci per fare lezione alla prima ora!

Finalmente siamo partiti con il pullman e siamo arrivati al famoso teatro. Ovviamente sia nel pullman che fuori dal teatro abbiamo fatto un po’ di confusione, come è nostro solito. Abbiamo anche dovuto aspettare un bel po’ di tempo prima di poter finalmente entrare a teatro.

Durante lo spettacolo siamo rimasti affascinati dalla triste storia di “Biglia” e “Rospo”, due amici divisi da un bullo. Biglia è un ragazzo molto studioso e Rospo è un ragazzo molto vivace. Biglia e Rospo sono amici da sempre, ma un giorno nella loro classe, una seconda media, arriva un Robertino, un bullo più grande di loro, che fa diventare Rospo un bullo a sua volta. Rospo, spinto da Robertino, inizia a chiedere a Biglia dei piaceri che però sono assurdi, come quando gli chiedono di andare all’uscita del catechismo dai bambini più piccoli a chiedere loro dei soldi per comprare un pezzo per la moto. Biglia accetta perché costretto, poi iniziano ad obbligarlo a fare prima le verifiche per loro e poi per lui stesso, questo perché i due bulli non studiano, ma vogliono lo stesso bei voti nelle verifiche. Robertino e Rospo continuano per molto tempo a chiedere a Biglia questo favore, quando, un giorno, Biglia sbaglia a scrivere delle cose nella verifiche dei bulli. Rospo lo obbliga a spogliarsi davanti a tutti e a cantare una canzone nel bagno delle ragazze; lui , ancora, non dice niente a nessuno.

Un giorno i due bulli chiedono a Biglia se gli poteva portare una ragazza di terza che aveva offeso Robertino; Biglia gliela porta e quando la situazione diventa pericolosa, Biglia riesce a far scappare la ragazza e a raccontare tutto ai genitori.

Molti anni dopo Rospo è diventato un criminale, mentre Biglia è un avvocato. Rospo vuole un avvocato per il processo in tribunale, chiamano Biglia come avvocato, che appena lo vede gli stinge la mano.

Torneranno o non torneranno amici?

Gli attori sono stati molto convincenti nella loro interpretazione. Dopo lo spettacolo abbiamo avuto modo di parlare con loro: ci hanno raccontato come è nata la loro passione per il teatro e abbiamo discusso insieme sul bullismo.

Dopo il dibattito siamo ritornati a scuola: abbiamo fatto una breve riflessione sullo spettacolo con le nostre professoresse, che ringraziamo vivamente per averci permesso di vivere questa bellissima esperienza.

Siamo molto felici di aver potuto assistere a questo spettacolo bello e coinvolgente, perché ci ha dato l’opportunità di riflettere sul fenomeno del bullismo in modo più approfondito di quanto avessimo mai fatto.

Lucilla Cnapich e Tommaso Repetto, I D Secondaria

“CON LA MIA VOCE” – EDIZIONE 2015

concorsoQuest’ anno il concorso di lettura espressiva “Con la mia voce” si è tenuto nel trimestre e questa notizia ha sconvolto i tempi. Si è dovuto organizzare tutto con più fretta e le selezioni sono procedute velocemente. Quest’ anno la categoria “Teatro” ha ceduto il posto a “Saggi e Articoli di Giornale”, lo stesso con “Letteratura fino al ‘900” è stata sostituita dalla categoria “Lettere e Discorsi Pubblici”; quindi i ragazzi si sono cimentatati nella lettura espressiva di due nuovi stili di scrittura.

Dopo le due selezioni iniziali, i partecipanti, tra cui io, hanno avuto l’accesso alla finale al Teatro De Sica; i finalisti, insieme alle prof. organizzatrici, si sono trovati venerdì 4 e giovedì 10 dicembre al teatro per provare i testi di lettura le ultime volte prima della finale e capire come organizzarsi quella sera.

La sera dello spettacolo, prima della lettura dei testi, tutti i partecipanti si sono riuniti sul palcoscenico e hanno acceso una candela, in ricordo dei caduti dell’ultima strage terroristica a Parigi. Mentre noi tenevamo acceso quel cero, alcuni ragazzi componevano dietro di noi la bandiera della pace, con i cartoncini colorati.

Dopo ciò, è iniziata la finale del concorso di lettura 2015: a partire sono stati i bambini delle quinte elementari. Mentre i ragazzi salivano sul palco e venivano presentati dai presentatori, due ex-alunni della Montalcini, Erika Cordisco e Giulio Cavina, ad accompagnali c’era un video, montato da ragazzi di terza media.

A seguire hanno letto i ragazzi che leggevano un brano di “Narrativa Contemporanea”, sezione con più ragazzi partecipanti. Dopo è toccato alla “Poesia”, successivamente a “Saggi e Articoli di Giornale”, e per ultimi i generi “Comico” e “Discorsi Pubblici”.

Dopo che tutti abbiano letto, la giuria si è ritirata per decretare i vincitori. Nel frattempo, sono stati invitati ex alunni di questa scuola secondaria a leggere aforismi sull’amore. Dopodiché la giura è tornata per annunciare il verdetto finale; io, insieme ai miei compagni, ci siamo aggiudicati il primo posto e i presentatori hanno ceduto la parola alla preside e all’ ex preside, i quali hanno chiuso la serata facendo i complimenti a tutti i partecipanti.

Luca Innocenti, II A Secondaria,

team del giornalino

IL DIRITTO: UNA PASSIONE E UNA MISSIONE

Conosciamo la nostra nuova Preside

Molti ragazzi vorrebbero sapere cosa pensa il proprio Dirigente Scolastico della scuola e il motivo per cui ha voluto fare questo mestiere. Da quest’anno abbiamo una nuova Dirigente, la prof.ssa Margherita Fazio. Così abbiamo deciso di intervistarla.

Ecco la nostra intervista:

  • Qual era il suo sogno d’infanzia?

Il mio sogno era di avere una famiglia e dei figli. Sono riuscita a realizzarlo, perché ho un marito, con cui sto da quaranta anni, e due figli, che oggi sono grandi, uno di ventuno anni e l’altro di ventisei anni.

  • Si sarebbe mai aspettata di diventare Preside? Si è mai pentita della sua scelta?

No, non pensavo che lo sarei diventata. Dopo due mesi ancora non mi sono pentita di esserlo, perché ho sempre curato con attenzione gli studenti e ritengo da Preside che si possa fare ancora di più.

  • Cosa ne pensa della nostra scuola e dei suoi docenti?

Mi trovo benissimo in questa scuola, perché ho trovato tanta professionalità, tanta dedizione e passione per il proprio lavoro e professori con tanta voglia di crescere e di mettersi in gioco anche alla luce delle nuove leggi che regoleranno la scuola.

  • Lei che tipo di alunna era? Qual era la sua materia preferita?

Ero brava a scuola e non ho mai avuto problemi. Infatti i miei genitori non hanno mai conosciuto il mio preside. La mia materia preferita era italiano. Poi crescendo è nata la mia passione per il diritto, che mi ha portata alla laurea in Giurisprudenza. Sono fiera di avere avuto come professore il nostro attuale Presidente, il professor Sergio Mattarella, per me è stato un grande insegnamento di vita.

  • E’ mai stata vittima di bullismo? Secondo lei il problema del bullismo si è diffuso anche tra noi?

Non sono mai stata vittima di bullismo. Secondo me, il bullismo non è diffuso in questa scuola, se non in quelle forme embrionali di arroganza che alcuni alunni adottano e che poi devono essere represse con il tema del rispetto delle regole.

  • Che tipo di professoressa era?

Ho insegnato Diritto ed Economia per circa trenta anni in un Istituto Superiore, nel mio lavoro ero un’insegnante molto umana: anche se avevo nove classi, tutti gli studenti erano veramente importanti per me. Ero severa invece nell’ambito del loro apprendimento.

  • Secondo lei, quali differenze ci sono tra gli alunni che frequentano la Scuola superiore e quelli che invece frequentano le Scuole medie?

Nessuna, secondo me, tutti devono essere seguiti sin dall’inizio ed è molto importante intervenire sulla formazione di una persona sin dalla Scuola Primaria. Il percorso di crescita deve essere curato dalla scuola e quindi dai professori in strettissima collaborazione con le famiglie. Io credo fermamente in questa sinergia.

  • Qual è il suo libro preferito?

Prima di venire in questa scuola e diventare Preside, leggevo due libri alla settimana. Non ho nessun libro preferito, perché mi piacciono tutti.

  • Quali sono i suoi progetti per il futuro della scuola?

Intendo sensibilizzare i miei studenti, insieme ai professori, sul tema della legalità e creare un progetto, che possa condurre ciascuno di loro a formarsi una mente giuridica. Ciò li aiuterà nella vita e darà loro la consapevolezza della necessità del rispetto dei diritti e dei doveri che ogni uomo deve avere in una civile convivenza.

Per noi è stato un piacere conoscere meglio la nostra nuova preside e speriamo che rimanga ancora per molto tempo, per poter passare dei magnifici anni insieme.

Martina di Nuzzo e Sara Inzadi, II B Secondaria, team del giornalino

INCONTRO CON LA PROTEZIONE CIVILE

pcLunedì 11 gennaio, durante l’ora di storia, dei volontari della Protezione Civile sono venuti a spiegarci che cos’è la Protezione Civile e quali funzioni ha.

La Protezione Civile è la struttura che si occupa del coordinamento delle politiche e delle attività in tema di protezione civile. Essa fa capo alla Presidenza del Consiglio della nostra Repubblica e provvede a livello nazionale alla previsione, prevenzione, gestione e superamento di disastri, calamità, umane e naturali, e di situazioni di emergenza.

Si divide in 10 strutture operative:

  • Il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco (che non si occupano solo di spegnere incendi, ma hanno anche altri incarichi)
  • Le Forze Armate come l’esercito, la marina e l’aeronautica
  • Le Forze di polizia
  • Il Corpo Forestale dello Stato
  • I Servizi Tecnici Nazionali
  • L’Istituto Nazionale di Geofisica (che si occupa di prevedere i terremoti grazie anche a delle apparecchiature: i SISMOGRAFI)
  • La Croce Rossa Italiana (che segue anche i campi profughi)
  • Le strutture del Servizio Sanitario
  • Le Organizzazioni di Volontariato di P.C.
  • Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino Speleologico (CNSAS)

La Protezione Civile interviene normalmente in caso di frane, alluvioni, terremoti, esondazioni, valanghe, incidenti navali e incidenti aerei.

Le valanghe rappresentano il 6,9% dei disastri naturali, le alluvioni rappresentano il 41,4% e le frane rappresentano il 51,7% dei disastri naturali.

Le frane avvengono a causa di eccessiva pioggia e a causa di disboscamento causato dall’uomo che costruisce edifici che spesso si trovano in pendii o a mezzacosta.

Per soccorrere invece persone rimaste colpite da terremoti intervengono le unità cinofile, composte da esperti con cani che annusano per cercare se ci sono dei superstiti. Dirige la Protezione Civile il Sindaco nelle città e il Prefetto nelle regioni.

La Protezione Civile oltre a occuparsi di queste attività, si occupa di prevenzione, previsione, soccorso e superamento delle emergenze. Quindi cerca di evitare che ci siano problemi e cerca di risolverli, se ci sono. Secondo me è molto utile e la conferenza a cui abbiamo assistito è stata davvero interessante.

Tommaso Repetto, I D Secondaria

RICORDO DELL’EXPO

expoL’Esposizione Universale del 2015 si è tenuta a Milano e le classi seconde ci sono andate. La II E e la II D vi sono andate il 30/09/2015. Una bella giornata per visitare l’EXPO.

Il tema scelto per Milano Expo 2015 è stato nutrire il “nutrire il pianeta: energia per la vita”. L’EXPO si è aperto l’1/05/2015 e si è concluso il 31/10/2015. Hanno partecipato 146 paesi con i rispettivi padiglioni. Le due vie principali erano il cardo e il decumano. Il cardo ospitava palazzo Italia e i padiglioni minori, quali quelli delle varie regioni e città italiane. I padiglioni degli altri Stati si trovavano sul decumano. I più importanti erano: il Giappone, gli Emirati Arabi Uniti e Marocco. Nell’ultimo periodo in questi padiglioni la fila raggiungeva addirittura svariate ore. In ogni padiglione vi erano le principali colture tipiche di ogni paesi.

Altri padiglioni erano: Germania, Spagna, Francia, Italia , Svizzera, Olanda, Brasile, America, Stati Uniti…Noi quando ci siamo andati abbiamo visto qualche padiglione ma non tutti. Eravamo divisi in gruppi e io ero con Marco, Mattia, Simone, Alice, Karina, Barbara e la prof Gagliardo di musica. Noi come gruppo abbiamo visto il padiglione del Brasile, il padiglione zero e poi alcuni paesini come per esempio l’Afghanistan. Il padiglione zero praticamente era un po’ l’introduzione dell’Expo. Faceva vedere un po’ l’origine del cibo, l’importanza del cibo e c’era un angolo dove si vedeva tutto il cibo che ogni persona spreca. Invece quello del Brasile era bellissimo: facevano camminare su una rete dove bisognava tenersi in piedi ed era molto difficile, però divertente. Una volta conclusa la camminata si esce tramite una specie di tunnel e ci si ritrova dove c’è il padiglione della Colombia.

Ad ottobre quasi tutti i giorni i padiglioni dell’ Italia, degli Emirati Arabi e del Giappone chiudevano prima perché verso le 16 raggiungevano anche le 6\7 ore di fila. I padiglioni con meno fila erano quelli alla fine ovvero i paesini piccoli dove non c’era tanto da visitare.

Io però poi ci sono andato con la mia famiglia dove abbiamo visitato anche Spagna e Afghanistan. La Spagna mi ha un po’ deluso, mi aspettavo qualcosa di più, invece dopo aver fatto la solita fila, ho trovato dei piatti sotto il pavimento e sui muri delle specie di quadri, poi uno schermo dove fanno vedere uno spettacolo. Mentre l’ Afghanistan era abbastanza carino e c’erano un po’ di cose fatte a mano proprio da loro.

L’Expo è stato un evento che mi è piaciuto molto e spero che qui a Milano magari lo rifaranno.

Simone Barbato, II D Secondaria,

team del giornalino

LETTERA DEL SINDACO NEOELETTO AI SUOI ELETTORI

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Volevo scrivere ai miei elettori che sono contento che abbiano fiducia in me, che si fidino a tal punto da affidarmi un compito così importante, prometto che non li deluderò e sarò contento se continueranno a sostenermi.

Ringrazio i miei compagni, che hanno tentato più volte “di ammutinarsi”, ma che alla fine mi hanno sostenuto. I professori che, compito ancor più arduo, ci hanno sopportato, soprattutto la professoressa Bramuzzo che in questo breve periodo ci ha aiutato, come le altre prof. hanno aiutato le loro classi. Volevo ringraziare tutti i docenti e insegnanti che negli anni della mia vita, mi hanno dato un’ istruzione tale da diventare quello che sono.

E un ringraziamento speciale va al Comune che ci ha dato questa grandissima opportunità. Ringrazio tutti voi per la fiducia che mi avete dato per rendere Peschiere migliore di così. Vorremmo iniziare migliorando la scuola con armadietti scolastici, bar scolastico diretto dai ragazzi disabili. Poi, sempre per noi ragazzi, vorremmo rimettere in uso il centro sportivo del “Peschierello” e dotarlo di attrezzature da skate, da basket e calcio. Vorremmo far costruire un fattoria didattica e molti altri progetti dedicati allo studio della natura. Molti dei nostri progetti sono dedicati alla scuola, a noi ragazzi e all’ambiente.

Grazie ancora e buon lavoro a tutti!

Riccardo Signorotto, II D Secondaria

DIVENTIAMO PROTAGONISTI DEL NOSTRO FUTURO

MLLuigi Provenzano, un Maestro del Lavoro, il 20 ottobre è venuto a tenere una conferenza con noi sul mondo lavorativo e sulla nostra imminente scelta della scuola superiore.

Il termine “Maestro del Lavoro” è un titolo che viene assegnato ad alcune persone che si sono distinte per particolari meriti, come aver migliorato, grazie ad alcune innovazioni, l’efficienza di macchine, o perché con il loro impegno hanno preparato nuove generazioni nell’ambito di quel lavoro. La premiazione avviene il primo maggio in qualunque città italiana per opera di ministri, o a Roma, del Presidente della Repubblica, in quel momento alle persone meritevoli viene consegnato un distintivo chiamato “Stella al Merito”.

Luigi ha iniziato il suo intervento ponendoci alcune domande: ”Che cosa significa lavorare?” – “Quali sono le regole?” – “ Qual è il comportamento giusto da tenere?”, ma prima ce ne ha fatta un’altra che per noi è stata di maggior impatto e sulla quale abbiamo discusso: “Perché si va a scuola?” La risposta più corretta è stata: per imparare le discipline di studio; infatti la scuola esalta l’intelligenza (che non significa solo saper risolvere problemi matematici ma significa conoscere), la socialità, l’inventiva, il comportamento. Tutti questi sono considerati valori fondamentali.

Una cosa che mi ha molto colpita del suo discorso è che con parole semplici ci ha fatto capire che la vita, come la scuola, presenta sempre delle prove più o meno difficili e noi dobbiamo considerare questi anni come un’esercitazione alla vita.

Per poterci preparare in modo adeguato alla vita lavorativa, ci ha spiegato che è molto importante la scelta della scuola, che deve essere solo nostra, perché infatti siamo solo noi i protagonisti del nostro futuro.

Per questo è fondamentale porsi un obbiettivo che deve essere raggiunto e dei limiti che devono essere superati e cercare di aprire la mente alla curiosità e alle nuove informazioni che si acquistano giorno per giorno.

Questa è la parte che riguarda il nostro presente e la nostra sempre più prossima scelta della scuola.

Per riuscire al meglio nel mondo lavorativo ci ha dato altri consigli:

  • Non perdere tempo a cercare il lavoro della vita;
  • Cercare inserzioni sui giornali o su internet;
  • Porre domande di lavoro;
  • Fare colloqui di lavoro;
  • Informarsi sul posto in cui si andrebbe a lavorare.

È di eguale importanza non rifiutare mai, soprattutto se si è all’inizio, proposte di lavoro.

Le professioni si dividono in due grandi gruppi: subordinati e autonomi. Ognuno di questi ha dei pro e dei contro, ma entrambi permettono di guadagnare.

In quelli subordinati dipendi e lavori per qualcuno, mentre in quelli autonomi non hai nessuno a cui devi sottostare.

È fondamentale ricordare che non bisogna cercare di diventare un uomo di successo, ma diventare un uomo di valore.

Secondo me questo incontro è stato molto importante per il mio futuro perché mi ha fatto capire che il periodo scolastico è essenziale per la mia vita lavorativa.

È infine, importante ricordare, come il signore Provenzano ci ha sottolineato, che non ci si pente mai di aver studiato e quindi bisogna approfittare della scuola il più possibile.

Benedetta Cazzulani, III D Secondaria, team del giornalino

C.C.R.: UNA NUOVA AVVENTURA!

ccrTornati a scuola dopo le vacanze estive, abbiamo scoperto cosa ci stava aspettando: un misterioso C.C.R. . Questa sigla è rimasta un mistero per un po’ di giorni, ma alla fine si è rilevata un acronimo per “Consiglio Comunale dei Ragazzi”.

Ogni classe doveva ideare un progetto realizzabile in Peschiera Borromeo, magari non esistente ancora, o proporre qualcosa da ristrutturare e poteva realizzare questo progetto lavorando con un’altra classe. Hanno potuto partecipare al C.C.R. solamente le prime e le seconde medie, le terze non hanno potuto, perché il progetto infatti durerà due anni e loro l’anno prossimo dovranno lasciare la scuola secondaria. Non tutte le classi hanno voluto lavorare in coppia e la scuola ha avuto molti progetti validi, ma la lista vincitrice è stata quella della 1° e 2° C, con il sindaco Riccardo Signorotto. Inoltre sono stati eletti come consiglieri del C.C.R. dieci ragazzi delle due classi vincitrici e altri quattro, che faranno parte dell’opposizione, che sono risultati i candidati sindaci degli altri programmi elettorali, e io sono uno di questi, essendo stato il candidato sindaco di 2°A. Così venerdì 20 novembre, noi ragazzi del C.C.R, siamo andati in Comune a svolgere la nostra prima seduta.

Durante la nostra riunione abbiamo attuato tutti i punti all’ordine del giorno, tra cui l’insediamento di tutti i consiglieri e del sindaco, la scelta del Vice Sindaco da parte di Riccardo Signorotto, diventato Riccardo Giovannini, e l’elezione del Presidente e della Vice Presidente, rispettivamente Sofia Angelucci e Martina Girelli.

Questa esperienza mi piace molto, perché in questo modo anche noi ragazzi possiamo esprimere la nostra opinione e infatti ci troveremo ancora per discutere il progetto del Partito C, affinché sia realizzato.

Luca Innocenti,

II A Secondaria, team del giornalino

 

LAVORI IN CORSO PER IL CCR

ccrMercoledì 14 ottobre 2015, le classi 1B e 1D si sono ritrovate in Aula Magna con alcuni esperti del comune che hanno spiegato il progetto del CCR (Consiglio Comunale dei Ragazzi).

La professoressa Biasiolo ci aveva già spiegato brevemente il progetto e avevamo già pensato a un nome per la nostra lista.

La signora Patrizia Corvo ci ha spiegato il programma di lavoro: entro il 31 ottobre ogni lista dovrebbe creare un programma elettorale, una lista di ciò che vorremmo realizzare a Peschiera; ogni partito dovrà proporre da 17 a 20 candidati che vorrebbero diventare consiglieri, tra cui uno che voglia diventare sindaco; le terze medie dovranno creare un logo che rappresenti il “CCR” di Peschiera Borromeo.

Dall’ 11 al 18 novembre ci sarà la campagna elettorale, cioè ogni partito si farà pubblicità per sensibilizzare gli studenti sul proprio programma elettorale.

Il 19 novembre ci saranno le elezioni, durante le elezioni ognuno voterà una lista e, così facendo, anche il candidato sindaco di quella lista insieme a due consiglieri. Una volta eletto il CCR, comunque anche chi non verrà eletto sindaco potrà aiutare dando delle idee, infatti il sindaco sarà solo un portavoce. Il sindaco rimane in carica due anni e, in caso di assenza, può essere sostituito da un vicesindaco; i consiglieri hanno il compito di raccogliere le proposte e di esporle nelle riunioni.

Il 20 novembre ci sarà la prima riunione durante la quale verrà eletto il presidente del consiglio comunale, cioè colui che gestirà le riunioni, mentre dal 2016 ci saranno delle riunioni per realizzare le nostre idee.

Manuela, invece, ci spiega un po’ di storia: il primo CCR fu istituito in Francia nel 1970, mentre in Italia fu istituito, anche grazie all’aiuto dell’Unicef, a Macerata, nel 1993, con lo scopo di riprodurre il consiglio comunale degli adulti.

Gli obbiettivi del CCR sono: risolvere i problemi che verranno individuati, imparare a collaborare con gli adulti e educare i bambini alla democrazia; il CCR è stato infatti creato per imparare cos’ è la democrazia, conoscere il Comune e per creare un’associazione che risolva i problemi dei bambini.

Carolina ci spiega di cosà si occuperà il CCR cioè di: ambiente, cultura, sport, tempo libero, legalità e solidarietà; nei programmi elettorali di ciascun partito, le proposte dovranno essere basate su questi temi e rispecchiare le reali esigenze dei ragazzi. Per darci un’ idea di quello che potremo fare, Carolina ci mostra delle idee: creare una biblioteca, dare cibo ai bisognosi, sensibilizzare i coetanei sul risparmio energetico, proporre qualcosa da mettere in città e nei parchi giochi, ma dichiara anche che le idee più belle verranno sicuramente da noi!

…E noi siamo pronti per questa nuova avventura!

Elisabetta Moiana, I D Secondaria

“Il mio nome è Nessuno – l’Ulisse”

carcano

Probabilmente quasi nessuno ha mai partecipato ad uno spettacolo durante il quale tutti ridevano mentre solo tu piangevi. A me è capitato.

Il 23 Ottobre 2015, la 1°A, la 1°B, la 1°C e la mia classe, la 1°D, dell’istituto Rita Levi Montalcini, sono andate al Teatro Carcano in metropolitana, per vedere lo spettacolo “Il mio nome è Nessuno- l’Ulisse”, per approfondire le conoscenze sull’Iliade e l’Odissea.

Io ero seduta vicino alle mie compagne di classe a godermi lo spettacolo, che è stato bello e molto sentito: la bravura dell’attore che rappresentava Ulisse e dell’orchestra che suonava dal vivo riuscivano a trasmettere agli spettatori sentimenti di commozione. Proprio per questo mi faceva molta tristezza sentire il racconto della guerra più famosa, la guerra di Troia, che vedeva morire quotidianamente tantissimi uomini per dieci anni consecutivi.

Ad ascoltare questo racconto sono rimasta incantata per un’ora e mezza, che mi è sembrata velocissima, e ancora non riesco a capire come avesse fatto qualcuno ad annoiarsi o a ridere nei momenti più tragici…

È stata una bellissima esperienza, che spero di ripetere e che consiglio a tutti di vivere.

Lucilla Cnapich, I D Secondaria

GLI ANGELI DELLA DROGA

Fortunatamente nel mondo, e in questo caso proprio vicino a noi, a San Giuliano Milanese, esistono persone che si prendono cura e ne aiutano altre in difficoltà, più precisamente con dipendenze. Una dipendenza che sta molto a cuore al fondatore dell’associazione “Promozione Umana” Don Chino Pezzoli, è quella da sostanze stupefacenti. La comunità terapeutica, dagli anni ottanta fino ad oggi, infatti, offre alla persona dipendente la possibilità di riconoscere la sua “malattia” e curarla.

Ecco il tema di un nostra compagni sull’incontro con degli esperti dell’associazione.

“Durante l’adolescenza è importante sapere ciò che è corretto fare e ciò che invece andrebbe evitato completamente, una delle cose di questo tipo è la droga, un mondo dal quale dobbiamo stare il più lontano possibile.

Chi ci sta vicino ce lo insegna fin da subito, grazie alla scuola però ci si accorge realmente a cosa si va in contro seguendo questa strada.

Proprio per questo il 18 marzo nell’aula magna della nostra scuola si è tenuta una conferenza   presentata dall’associazione “Promozione umana”, un’associazione che si occupa del recupero, attraverso precorsi specifici in una comunità, di persone che hanno problemi di dipendenza in modo particolare da droga e bevande alcoliche.

Erano presenti un educatore, una psicologa e un ragazzo di circa ventiquattro anni che sta seguendo un percorso di recupero.

Per iniziare ci hanno mostrato un video, come prima cosa scorrevano i nomi di tutte le sostanze stupefacenti, seguivano poi varie interviste a ragazzi, ma anche adulti che stavano svolgendo un percorso di recupero e raccontavano come avevano iniziato a fare uso di queste sostanze per poi parlare della loro vita in comunità.

Al termine del video abbiamo ascoltato la storia di Stefano, un ragazzo di ventiquattro anni che ha ceduto alla tentazione della droga.

Ci ha raccontato che ha iniziato a fumare sostanze stupefacenti quando aveva tredici anni e frequentava una compagnia di ragazzi più grandi di lui, dopo le medie ha iniziato a lavorare nella panetteria di famiglia e frequentando sempre gli stessi amici ha continuato a fare uso di queste sostanze a volte anche esagerando.

Per procurarsele usava sia i suoi soldi che quelli della madre e del fratello, ai quali li sottraeva di nascosto.

La madre un giorno, dopo averlo visto agonizzante sul letto, lo ha portato in ospedale e dopo questo incidente la madre ha deciso di mandarlo in comunità.

In comunità ha iniziato il suo percorso di tre anni seguendo l’ergoterapia, ovvero una terapia che consiste nel far lavorare il “paziente” che riscopre se stesso svolgendo piccoli lavori all’interno della comunità, ora è al secondo anno.

Ci ha raccontato che piano piano sta riscoprendo se stesso e che alla fine del suo percorso sarà in grado di non commettere di nuovo gli sbagli del passato.

Terminata la conferenza abbiamo seguito in classe una breve discussione sulla ricerca della felicità, perché la maggior parte delle volte ciò che spinge i ragazzi a fare uso di queste sostanze è la mancanza di felicità.

La felicità sta infatti nelle piccole cose che ci offre la vita, molte cose possono essere per noi fonte di felicità, come raggiungere i proprio obbiettivi, amare una persona e essere amati, avere una famiglia con cui vivere, avere amici che ci possano aiutare…

Io credo che molte volte le cose che ci fanno sentire veramente felici non le possiamo comprare e sta a noi cercarle dentro di noi o negli altri.

Non bisogna mai dimenticare chi siamo veramente e dobbiamo sempre scoprirci e apprezzare i nostri pregi, ma anche i nostri difetti.

Credo anche che la droga è per le persone deboli, che non hanno la forza e il coraggio per risolvere i problemi che la vita ci procura.”

                                   Erika CordiscoFederica Leonetti III A, Erika Cordisco III D,

team del giornalino

GLI STUDENTI DELLA MONTALCINI PLURIPREMIATI

ALLA VENTIQUATTRESIMA EDIZIONE DEL CONCORSO DI POESIA “SIGNIFICAR PER RIME” DI SAN DONATO MILANESE GLI ALUNNI DELLA PRIMARIA E DELLA SECONDARIA “MONTALCINI” VINCONO NUMEROSI PREMI

Da ventiquattro anni la biblioteca di San Donato organizza il concorso di poesia “Significar per rime” in ricordo di Simona Orlandi, una giovane sanndonatese con la grande passione della poesia, prematuramente scomparsa.

Quest’anno anche noi della Montalcini abbiamo voluto partecipare e abbiamo ricevuto diversi riconoscimenti che fanno onore ai nostri ragazzi, pieni di fantasia e creatività, ai nostri insegnanti, che con passione si mettono in gioco, e al nostro preside, il prof. Vincenzo Paladino, che ci invita sempre a farlo.

La classe V B di Mezzate si è classificata terza nella categoria “Primaria” con la poesia “Vorrei”, composta dalla classe stessa; è stata segnalata nella categoria “Secondaria” la poesia “La Vita”, scritta da Sarah Visaggi e Sabrina Franchino della II D Secondaria, si è classificato terzo Mario Brandini di I B Secondaria con la poesia “Peschiera” e infine Giulia di Nuzzo di III D Secondaria è arrivata prima con la poesia “Ricordi”.

Vi invito a leggere queste poesie per scoprire quanta armonia e quanta freschezza comunichino questi versi, scritti da menti giovanissime e incredibilmente sagge.

LA VITA

La vita è come una valigia,

una valigia piena di sogni, felicità e tristezze.

Che quando vengono liberati nell’aria,

animano il mondo.

Nella vita ci sono che non si dicono,

che restano chiuse dentro il diario del cuore.

Ci sono sentimenti che pensiamo di aver dimenticato

E quando meno te l’aspetti escono e ti prendono per mano,

da un quaderno di una passato, lontano.

La vita è come un film

devi godertelo fino alla fine,

perché regala sentimenti

che capitano una volta sola.

La vita è una sola, goditela fin che vuoi.

Sabrina Franchino, Sarah Visaggi, II D Secondaria

PESCHIERA

Peschiera,

grande di giorno, piccola di sera.

Peschiera è l’afa d’estate,

è la nebbia delle fredde giornate.

 

La scuola è il silenzio del mattino

la piazza è il baccano del bambino:

biciclette, gelati, giostre e palloni

mille suoni che creano infinite canzoni

 

Peschiera, vecchia provincia di Milano,

si sente ancora il dialetto sulla bocca dell’anziano.

A Peschiera manca solo il mare

Per il resto, credetemi, è un paese d’amare.

Mario Brandini, I B Secondaria

 

RICORDI

Aspetto qui, seduta su questa panchina,

in mezzo a questo silenzio senza vita.

Aspetto il tuo arrivo, l’ombra della

tua sagoma sull’asfalto.

Aspetto il suono della tua voce,

che mi distoglieva dai miei pensieri cupi.

Aspetto assieme ai ricordi dei

nostri momenti, che rimarranno

immortali nella mia mente.

Aspetto e aspetterò per infiniti tempi.

Giulia di Nuzzo, III D Secondaria

 

 

VIAGGIARE CON DANTE

divina coomediaIl giorno 12/03/2015 ci siamo recati al Teatro Nuovo di Milano per assistere ad uno spettacolo sulla “Divina Commedia”.

Nella prima scena dello spettacolo appare Luca, uno studente non molto diligente, che dovrà affrontare a breve gli esami e si appassiona alla Divina Commedia. Lui nello spettacolo ricoprirà il ruolo di narratore extra-diegetico. Questa prima parte prende il nome di cornice: in classe lui e i suoi compagni cominciano a leggere la “Divina Commedia” e il professore di italiano chiede a Luca di approfondirla.

Dopo di essa inizia il vero viaggio con Caronte, il traghettatore delle anime, rappresentato con occhi color rosso sangue, una lunga barba bianca e vestito con una veste nera. Il suo compito è quello di traghettare le anime dei dannati. In questa scena lo sfondo appare tenebroso e incute terrore e malinconia.

Nello spettacolo non vengono rappresentate tutte le anime, ma solo quelle di maggior rilievo. Le prime sono quelle di Paolo e Francesca rappresentati insiemi ad altri lussuriosi. Queste due anime raccontano la loro triste storia. Poi si vede arrivare Ciacco immerso in una pentola e spinto da altri dannati. In seguito appare il vescovo Bonifacio che viene legato e frustato perché in vita è stato un vescovo simoniaco. In seguito arriva Ulisse rappresentato seminudo a bordo di una piccola imbarcazione. Infine entra in scena il conte Ugolino che mangia il cranio dell’Arcivescovo Ruggeri.

A quel punto l’atmosfera si fa diversa, infatti siamo arrivati alla porta del Purgatorio, dove si incontra Catone che ne è il custode. Qui alcune anime aspettano il loro turno per poter essere ammesse al Paradiso.

Tutto è avvolto dalla luce perché dopo il lungo viaggio siamo giunti al Paradiso. Entrano Beatrice, Pia e San Bernardo …

Luca ha compiuto il suo viaggio con successo: grazie a Dante è stato promosso a pieni voti!!!

Questo spettacolo mi è piaciuto molto perché tutti i personaggi sono stati rappresentati molto accuratamente e la trama è risultata molto facile e comprensibile.

Benedetta Cazzulani, II D Secondaria, team del giornalino

L’ULTIMO GIORNO DI GIORNALINO

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Ormai è arrivata la fine del corso di giornalino. Questo è il mio ultimo articolo.

L’ articolo di tutti noi che scriviamo e ci impegniamo qui, in questa aula. Sono mesi che impariamo cose nuove. Mesi in cui abbiamo scherzato, scritto articoli, e oggi anche mangiato la pizza insieme. La fine di giornalino per me arriva il 14 di maggio. E’ una data importante.

La prossima volta che scriveremo insieme sarà fra molto tempo. Adesso possiamo commentare gli articoli degli altri sul computer, perché siamo ormai passati alla versione on line.
Adesso parliamo di adesso: oggi abbiamo voluto concludere in bellezza. Abbiamo mangiato la pizza in I D insieme alla professoressa, insieme alle terze…insieme. Adesso siamo qui che scriviamo tutti i nostri ultimi articoli. Per quelli di terza media sono proprio gli ultimi articoli perché poi passeranno in prima superiore. Questo percorso è stato molto interessante. Abbiamo scritto articoli di ogni tipo. Intorno a me ci sono persone a cui piace scrivere di attualità, di avvenimenti accaduti qui a scuola, di se stessi, di tutto ciò che riguarda noi ragazzi …

E’ stato un anno di cambiamenti. E’ stato un anno divertente. Ogni due settimane, ci siamo trovati nell’aula di informatica, dopo aver fatto una breve lezione in I D. Con questo corso abbiamo addirittura fatto nuove amicizie. Sicuramente abbiamo imparato molte cose: abbiamo fatto lezioni di scrittura, abbiamo approfondito alcuni argomenti, abbiamo consigliato agli altri ragazzi cosa leggere e a che cosa giocare… Tutti noi abbiamo collaborato. E’ stato un corso che si deve ripetere. Io lo rifarò. La cosa che mi spinge a fare questo corso l’anno prossimo è l’emozione che provo quando scrivo a tutti voi lettori. Mi piace immaginare la faccia delle persone mentre leggono questo articolo o tutti quelli precedenti. Io rifarò giornalino … e voi?

Luca Innocenti, I A Secondaria,
team del giornalino

EMERGENCY E L’AFGHANSITAN IN GUERRA

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Venerdì 24 aprile è venuto nella nostra classe Tiziano, un volontario di Emergency, che ritaglia del tempo per venire a parlare di questa associazione nelle scuole.

Ci ha spiegato che Emergency ha il compito di costruire ospedali nel mondo, dove ce n’è bisogno. Questa associazione grazie ai suoi ospedali fa in modo che due diritti prevalgano sempre: il diritto alla salute e quello al lavoro.

Infatti dopo aver realizzato questi ospedali, alcuni medici e chirurghi curano le persone malate o ferite e insegnano anche alle persone del posto come svolgere quel lavoro, per far sì che la popolazione locale sia attiva e che si possa mandare avanti l’ospedale anche senza la presenza dei medici di Emergency.

In particolare Tiziano ci ha illustrato la situazione dell’Afghanistan. Questo è un Paese che fino a qualche anno fa conoscevano in pochi, molte persone non sapevano neanche la sua collocazione e la pronuncia esatta del suo nome, ma da circa cinquant’anni tutti lo conoscono, avendolo sentito nominare molte volte al telegiornale per la sua situazione di guerra.

Questo Paese è molto povero rispetto al resto dei Paesi europei e inoltre, a causa della guerra, sono presenti molti feriti, ma non abbastanza ospedali efficienti per poterli curare; così Emergency ha realizzato due grandi ospedali e circa trentatré centri di pronto soccorso sparsi in tutto il Paese, che offrono un’assistenza gratuita ed eccellente.

L’esperto ci ha spiegato che la maggior parte dei feriti si procura lesioni a causa delle mine anti-uomo, piccole bombe che si trovano sparse in tutto il territorio dell’Afghanistan e non sono state progettate per uccidere gli uomini come la maggior parte delle persone crede, ma per ferirli, infatti un uomo cieco o senza una gamba dipende da qualcuno e non è più una persona produttiva, così il Paese diventa sempre più povero.

A volte quando c’è una minaccia dobbiamo valutare con attenzione come superarla, perché la risposta che ci sembra più scontata non è quella esatta.

Per concludere l’incontro ci ha raccontato la storia di una bambina salvata da Emergency.

“Stava camminando insieme alla famiglia, padre, madre e fratello, quando si trova vicino ad un furgone della polizia che salta in aria a causa di una bomba. Il padre, l’unico illeso, porta la famiglia all’ospedale più vicino, poi decide però di portarli in uno dei centri Emergency a causa della lentezza dell’ospedale.

Una scheggia aveva trapassato il polmone della bambina ed era vicino al cuore, grazie ad un intervento chirurgico la bambina si è salvata e anche mamma e fratello, che erano in una situazione meno grave, dopo alcune cure ora stanno bene.”

Alla fine di questa conferenza sono consapevole che nel mondo ci sono molti Paesi in guerra, dove la situazione è molto più tragica di come ci viene raccontata. La cosa stupisce molto, perché nonostante i numerosi anni di guerra passati che ci hanno fatto capire che le armi e la guerra non portano a nessun risultato, questa terribile forma di prepotenza circonda ancora il nostro mondo ed ora posso solo immaginare cosa stia succedendo in quei paesi mentre scrivo di loro.

Erika Cordisco, III D Secondaria, team del giornalino

EXPO 2015: MILANO AL CENTRO DEL MONDO

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Expo Milano 2015 è una esposizione universale e il tema di quest’anno è “Nutrire il pianeta energia per la vita”, lo scopo di questa iniziativa in questa edizione milanese è anche quello di riuscire a riflettere a livello mondiale su come garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri. Durerà 184 giorni, precisamente dal 1 maggio al 31 ottobre e si terrà a Milano, Ro-Fiera.

L’Expo si tiene ogni cinque anni in uno dei 130 paesi aderenti a questa esposizione. Ricordiamo che nel 1906 c’è stato l’ultimo Expo a Milano che come tema principale aveva “I trasporti , traforo del Sempione”.

Il logo che caratterizza l’Expo è formato da quattro lettere (expo) e quattro numeri (2015) che si sovrappongono e la simpatica mascotte Foody che è composta da 11 frutti e verdure.

foodyL’esposizione è formata da 144 padiglioni, uno per singola nazione, che hanno caratteristiche diverse che però sono unite da un unico tema: “il cibo”. Abbiamo letto un articolo sul quotidiano che classificava i padiglioni più belli dell’Expo, quelli che ci hanno colpito di più sono stati: l’Inghilterra, dove viene riprodotto un alveare colmo di luci e suoni, l’Olanda che è rappresentata da furgoncini colorati e accampamenti hippy e infine quello del Brasile che è composto da una grossa rete che percorre tutto il padiglione e sotto la quale si trovano vari tipi di piante di quel luogo.

Infine all’Expo possiamo trovare nove “cluster” che raggruppano diversi paesi con caratteristiche simili. Essi sono: quello del riso, del cacao, del caffè, della frutta e dei legumi, delle spezie, del bio-mediterraneo, delle isole, delle zone aride, dei cereali e dei tuberi.

A Milano, all’apertura dell’Expo, è scoppiata una protesta da parte dei Black Bloc. I Black Bloc hanno incendiato auto, ridotto vetrine in frantumi, hanno devastato strade e hanno incendiato diversi negozi, cassonetti dell’immondizia ecc. I Milanesi, con la loro consueta laboriosità e senso civico, hanno risposto alle loro devastazioni ripulendo la città.

Grazie all’Expo Milano sarà visitata da oltre 20 milioni di visitatori provenienti da tutte le parti del mondo e per questo motivo è ora “ al centro del mondo”.

Ieri abbiamo visitato insieme l’Expo, vedendo finalmente dal vivo parte dell’esposizione (è grandissima!), è stato bello fare insieme qualche percorso che Expo 2015 propone per conoscere ed imparare nuove usanze diverse dalle nostre. Andateci anche voi e buon viaggio!

                                              Bianca Seganfreddo e Martina Dianin,

II D Secondaria

GIOCHI MATEMATICI 2015: UN’AVVENTURA FRA LOGICA E MATEMATICA

Questo è il primo anno che la nostra scuola partecipa ai giochi matematici organizzati dall’università Bocconi di Milano. Per chi non sapesse che cosa sono i giochi matematici, sono delle prove che testeranno la vostra capacità di calcolo, ragionamento e logica.

Questi giochi nella nostra scuola si sono svolti in aula magna, molti degli studenti di tutte le classi, armati di penna e matita si sono seduti sulle sedie arancioni dell’aula e hanno cominciato a risolvere i quesiti.

C’erano due categorie C1, prima e seconda media, e C2, terza media; la differenza principale era che la categoria C2 aveva quesiti un po’ più difficili.

Vi propongo ora un test di media difficoltà chiamato “LA PIANTA DI BANANE”:
“Tre amici si addormentano sotto una pianta di banane. Nella notte uno si sveglia e mangia un terzo delle banane che ci sono sull’albero. Poi si sveglia il secondo e mangia un terzo delle banane che sono restate. Infine, si sveglia anche il terzo e mangia un terzo delle banane che sono rimaste sull’albero. Quando si svegliano la mattina dopo, i tre amici trovano sull’albero 8 banane.
Quante banane c’erano la sera prima sull’ albero?”

Bene, ora che vi ho dato il quesito da risolvere vi dò pure la soluzione, ma guardatela solo per controllare le vostre risposte. Sapendo che ognuno dei tre amici mangia 1/3 delle banane, sappiamo anche che ne lascia 2/3. L’ultimo amico ne ha lasciate 8: vuole dire che ne aveva trovate 12 (8/2×3=12). Il secondo amico, avendone lasciate 12, ne aveva trovate 18 (12/2×3=18). Il primo amico, avendone lasciate 18, aveva a sua disposizione 27 banane (18/2×3=27).
Bene, ora che vi ho detto tutto, spero che parteciperete in numerosi ai giochi matematici del prossimo anno e soprattutto che li vinciate.

mate

Sebastian Gafita, II D Secondaria, team del giornalino

MONTALCINI: AL VIA LA SCUOLA DIGITALE

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Negli ultimi tempi è stata data possibilità ai genitori degli alunni della scuola secondaria “Rita Levi Montalcini” di accedere al registro elettronico Spaggiari, visualizzando voti, eventuali note e le lezioni di cui si è o si sta parlando in classe, con una sola firma dell’insegnante. Compilando il modulo consegnato e, tre giorni dopo, ritirando la password e il codice utente, nel registro si possono trovare funzioni interessanti! I genitori possono controllare i voti, vedendo sia quelli registrati nel I quadrimestre, sia quelli del pentamestre. Oltre a questo, si possono richiedere colloqui con i docenti con pochissimi… CLICK! E’ possibile visionare l’anno precedente, le lezioni, i voti. Queste sono solo alcune funzioni, rispetto a quelle sfruttate dall’editrice Spaggiari!

Io sono uno di quelli che hanno già consultato il registro, avendo già avuto la password e i codici scuola e utente. Ormai, se qualche alunno volesse evitare di scrivere voti e note … i genitori possono capire l’imbroglio andando su internet e cercando il sito o scaricando l’ app da App Store o da Google Play. Non si può più scappare!

Luca Innocenti, I A

Secondaria, team de giornalino

CONCORSO DI LETTURA … CHE PREPARAZIONE!

Il 14/1/15, la  professoressa Pirali ci ha consegnato una circolare riguardante il concorso  di lettura annuale organizzato dalla scuola. Io non appena l’ho ricevuta, ho pensato subito: “Devo partecipare! Devo farcela! “.

Io l’anno scorso, in quinta elementare, ho partecipato a questo concorso con i miei amici Alessandro e Gabriele, ma sfortunatamente,  siamo stati squalificati dal concorso alla prima selezione. Devo dire che non me lo aspettavo, perché quel giorno ci eravamo impegnati molto e, a differenza di noi, sono passati dei compagni che, da quanto ho sentito mentre si esercitavano, hanno letto perfino peggio di noi tre.

Quest’anno, io avrei pensato di partecipare di nuovo con Alessandro e Gabriele, ma quando la professoressa Pirali ci ha comunicato che non avremmo potuto leggere con ragazzi di altre classi, io mi sono molto dispiaciuto; adesso io ho deciso di partecipare con la mia amica Giulia e  anche con Matteo, compagno che legge con molta espressività in classe (chissà se lo farà anche quel giorno).

In questa settimana sono incominciate le selezioni del concorso di lettura e, per ora, non siamo ancora stati chiamati. Ma prima di questa settimana, sono successe molte cose. Per iniziare, io e Giulia abbiamo deciso di leggere con Matteo un testo comico e, con lui non è mica un’impresa facile: ogni parte in cui bisognerebbe ridere, lui incomincia a farlo e non riesce a smettere. Questo è il primo problema che ci poniamo. Un altro problema è il tempo, che ci fa molto preoccupare: per questo abbiamo deciso di trovarci a casa di Matteo, per fare molte prove. Di prove ne abbiamo fatte, anche tante, ma di esse una soltanto è venuta bene: dentro i tempi, senza ridere, con espressività e, la prova più complicata per noi tre (a causa di Matteo, che ci fa ridere senza motivo), recitando con serietà. Oltre che allenarci a casa di qualcuno, ci siamo anche allenati in classe, con la prof di italiano.

Fra battute, risate, serietà, adesso sono sicuro che siamo pronti per questa gara, e che, anche se non dovessimo vincere, mi sono molto divertito a leggere con Giulia e Matteo e spero di leggere ancora con loro l’anno prossimo, perché sono sicuro che vorranno partecipare ancora!

              Luca Innocenti,   

IA Secondaria, team del giornalino

LA STORIA DEL RISORGIMENTO VISTA PIU’ DA VICINO

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Il giorno 16 dicembre 2014 la classe III D è andata a Milano a visitare il Museo del Risorgimento. Gli alunni sono partiti alle ore 8:00 dalla scuola e dopo aver preso autobus, metro e aver camminato per un po’ di chilometri, finalmente sono arrivati.

La guida che ci ha acccompagnato lungo il nostro viaggio in quell’epoca antica, si chiamava Stefania. Ha detto che quel museo era una casa nobiliare che fu costruita dall’architetto che progettò il teatro “La Scala”, anche se a differenza di quest’ultima, gli spazi sono meno ampi.

Poi ha cominciato a raccontare di personaggi molto famosi tra cui Napoleone, Garibaldi, Mazzini e anche delle persone comuni che hanno partecipato al Risorgimento.

Di Napoleone ci ha raccontato che nel 1796 arriva con il suo esercito nel Ducato di Milano e scaccia gli austriaci. In quel periodo ci furono molti volontari che si volevano arruolare nell’esercito di Napoleone,  perché egli appassionava i giovani, parlando di libertà: una cosa che tutti sognavano e che volevano. immagine 2Arrivarono così più di tremilacinquecento uomini e lui come segno di riconoscimento regalò loro un pezzo di stoffa con i colori della bandiera italiana che avrebbero usato in ogni battaglia; era quindi uno stendardo militare che dava un simbolo di appartenenza. Su di essa, inoltre, c’era scritto una frase che diceva che si dava la propria vita come sacrificio per ottenere l’uguaglianza tra le persone e vi erano anche dei simboli tra cui il berretto frigio. Questo berretto fu usato nella rivoluzione francese dai sanculotti e per loro era un simbolo di libertà, era infatti il berretto che a Roma indossavano i liberti, quando il loro padrone li liberava. Il verde, invece, si presuppone che simboleggiasse la speranza, oppure venne scelto per indicare gli abiti bianchi e verdi delle milizie; inoltre i tre colori ricordavano il motto di Mazzini: Libertà, Indipendenza e Repubblica.  Prima però che questa bandiera nel corso del tempo e con le sue varie modifiche diventi la nostra bandiera, dobbiamo aspettare tutto il Risorgimento.

Uno dei personaggi che caratterizza quest’epoca, è Garibaldi un uomo che voleva la  Repubblica.  Incontra Gian Battista Cuneo in Russia e successivamente entra a far parte della Giovine Italia (fondata da Mazzini).  Da quel momento tutto cambia. Garibaldi partecipa ad una rivolta a Genova, ma avendo una condanna a morte pendente, scappa in Francia. Qui lavora nell’ospedale di Marsiglia, facendo volontariato.  In quel tempo iniziano ad esserci molte insurrezioni a Milano contro gli Austriaci, che poi sfociano in una rivoluzione. Ecco che iniziano le cinque giornate di Milano (18-19-20-21-22 Marzo 1848). Gli Austriaci chiudono tutte le porte comunicanti con l’esterno di Milano e circondano le mura con delle truppe. Per vincere i Milanesi usano nuove armi inventate al momento e con mobili, tavoli, sedie… costruiscono delle barricate, si può dire che in quella situazione la gente si dimostra molto solidale. Inoltre, fanno suonare durante quei giorni le campane delle chiese perché nessuno poteva risposare. I ragazzi hanno il ruolo di portare messaggi da una parte all’altra del territorio organizzando delle staffette; ad aiutare c’è gente di ogni tipo: donne, uomini, bambini, preti…

Infine, i Milanesi decidono di avvicinarsi al nemico difendendosi dietro a cilindri di legno mobili, che poi bruciano e gettano sui nemici. Così è conquistata una porta, Porta della Vittoria, e Milano diventa libera. A Garibaldi arrivano notizie che in Italia è iniziata la ribellione e allora egli decide di tornare nella sua madrepatria dal Brasile (era andato a combattere per l’indipendenza deli stati sudamericani anche lì). Il suo nome di battaglia era “Cleombroto”.

C’è poi la Prima guerra di indipendenza che gli Italiani hanno perso. Garibaldi abbandona sua moglie Anita e scappa, per poi dopo poco tornare e partecipare alla Seconda guerra d’indipendenza. Nel quadro della battaglia di Solferino (Seconda guerra d’indipendenza) si nota anche l’azione di soccorso da parte dei medici infatti in quest’epoca si fonda la “Croce rossa”.

Il dipinto Dell’ Armistizio di Villafranca rappresenta il momento dopo la guerra. La gente è triste tranne un uomo francese che festeggia. All’angolo del dipinto vengono raffigurati due bambini: una ricca e un povero divisi da un palo della luce. Ciò sta a indicare anche le diverse classi sociali che parteciparono ai vari movimenti risorgimentali.

Riprendendo il discorso di Garibaldi, lui decide di iniziare la Spedizione dei Mille con un esercito formato da 1089 volontari. Alla fine, dopo la sua vittoria, il Meridione viene annesso al Regno d’Italia. Nella Terza guerra d’indipendenza il Veneto entra anch’esso nel Regno d’Italia e con la breccia di Porta Pia si conquista Roma.

Alla fine la guida ha lasciato la classe e tutti sono andati a mangiare un panzerotto da Luini!

Gli alunni della III D sono stati molto felici e sono tornati a casa con un sorriso stampato in faccia come i vincitori delle guerre per l’Italia unita.

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Giulia di Nuzzo e Irene Casalino, III D Secondaria

INTERVISTA A GIACOMO LEOPARDI

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“Sempre caro mi fu quest’ermo colle…” che poesia! La conoscono tutti, ma possiamo dire che è di proprietà di una sola persona: Giacomo Leopardi.

Il Corriere della Sera ha avuto l’opportunità di intervistare Giacomo Leopardi. Tutto è pronto, due sedie, la luce della candela sul protagonista e iniziamo.

Salve signor Leopardi, come sta?

Bene. Sono felice di stare con lei.

Prima di tutto volevo chiederle se posso darle del tu.

Per me va bene. Come stai?

Bene grazie. Iniziamo: vieni da una famiglia nobile, raccontami qualcosa.

Sono nato a Recanati nel 1798 da una famiglia nobile. Mio padre un conte e mia madre una marchesa.

Ti sei “istruito” da solo. Come hai fatto?

Recanati è un posto chiuso e io stavo per tutto il giorno in biblioteca a studiare. Ho imparato bene sei lingue. Per me era affascinante conoscere fino a quando non ho avuto problemi agli occhi e al sistema nervoso; in aggiunta avevo il morbo di Pot e la gobba (sono arrivato a essere al 139 cm).

Ci sono voci che dicono che hai cercato di fuggire da Recanati. E’ vero?

Sì. Ero stanco di stare a Recanati … diciamo che volevo cambiare aria, ma fui fermato perché i miei genitori lo vennero a scoprire. Solo al secondo tentativo, col consenso dei genitori, ho fatto un viaggio in tutta Italia.

Quali sono le città che hai visitato?

Roma, Bologna, Napoli, Firenze, Pisa, Milano.

Bene, cambiamo argomento. Ti sei mai innamorato?

Sì, una volta. Me lo ricordo alla perfezione, il suo sguardo e il battito del mio cuore al solo pensiero di poter stare insieme a lei (si chiamava Teresa) finché la natura non ha agito: la mia amata si è ammalata e infine è morta.

Quindi tu sei contro la natura?

La definisco una “matrigna malvagia”. Forse sono esagerato perché comunque la natura dà la vita ma porta a false illusioni e anche alla malattia.

E invece, cosa ne pensi della felicità?

La vera felicità? L’attesa stessa della felicità.

Hai scritto molte poesie, quali sono le tue preferite?

Mmmm … difficile. Per me sono come figli, tutte bellissime ma forse potrei dire che mi emozionano di più “L’infinito”, “A Silvia” e “Il sabato del villaggio”.

A te si sono ispirati molti spettacoli tra cui “Fuori Misura” al teatro “Leonardo Da Vinci” di Milano. Sei andato a vederlo?

Sì. Mi è piaciuto molto anche come hanno trasformato uno spettacolo che descriveva qualcosa di triste (la mia vita ha avuto molte scosse, ah ah ah) in qualcosa di bello e a tratti divertente.

Sei stato “paparazzato” che andavi da un veggente. Perché?

Volevo farmi leggere la mano per poter vedere quando sarei morto. La signora mi ha detto che la mia morte avverrà nel 1837. Chissà se sarà vero.

Ah ah ah. L ‘intervista è finita. Grazie mille del tempo che mi hai dedicato. Arrivederci.

Mi sono divertito molto. Arrivederci.

 

Irene Casalino, III D Secondaria

VI SIETE MAI SENTITI “FUORI MISURA”?

leo“Fuori misura”, ecco come si sentiva Giacomo Leopardi, 1 metro e 39 di uomo, malato e con la gobba, protagonista dello spettacolo al quale le classi terze hanno assistito il giorno 4 del febbraio di quest’ anno, interpretato da Andrea Robbiano al teatro “Leonardo Da Vinci” di Milano.

“Fuori misura” è uno spettacolo che ci è piaciuto molto perché vuole mostrare agli spettatori come un personaggio, che viene descritto in un modo e visto dagli studenti come una persona “noiosa”, possa diventare un’occasione per svolgere una piacevole lezione di italiano.

Andrea, l’attore protagonista del monologo, e Valeria Cavalli, la sceneggiatrice, hanno voluto dimostrare al pubblico di alunni e professori come leggere l’altra faccia della medaglia: Leopardi non è solo uno dei tanti personaggi della nostra letteratura, spesso non amato dagli studenti, ma è una persona che ha sofferto e che ha vissuto in solitudine.

Lo spettacolo parla di un giovane uomo, laureato in lettere, con il sogno nel cassetto di fare l’insegnante. Questo “cassetto” un giorno viene aperto perché finalmente il protagonista ha la possibilità di insegnare, svolgendo una supplenza. Felice della proposta, accetta e la sua euforia è al massimo finché non scopre che cosa deve spiegare: Giacomo Leopardi. Il professore non si sente in grado di presentare un personaggio come lui.

Con molto coraggio riuscirà a presentarsi, ma svolgerà il compito assegnato? Riuscirà a far amare ai propri alunni la vera parte che non conoscono di Leopardi?

L’attore svolge anche un altro ruolo, quello di Salim, il suo portinaio egiziano che rappresenta la saggezza, ma anche una semplice persona che può dare grandi consigli e questo ci fa capire che tutti noi potremmo dare suggerimenti preziosi che dovremmo donare a chi ne ha bisogno. Salim aiuta il giovane prof. a capire che “non deve spiegare tramonto a chi a gli occhi per vedere …”, cioè che l’esperienza vissuta e la sensibilità innata in ciascuno di noi aiuta a comprendere nell’immediato il contenuto di una poesia che parla di vita.

I messaggi dello spettacolo sono molti:

  • Non abbattersi di fronte alle prime difficoltà
  • Inseguire i propri sogni
  • Non giudicare dalle apparenze e senza conoscere
  • Avere fiducia nelle proprie capacità

L’ opera, secondo noi, ha aiutato molti spettatori a non giudicare Leopardi solo come un poeta, ma anche come un animo sensibile, un uomo che non ha ricevuto amore e affetto, soffrendo molto per ciò di cui la vita l’ha privato.

Abbiamo capito che dobbiamo inseguire i nostri sogni e che non dobbiamo cadere di fronte ai primi ostacoli, ma se così accadesse, bisogna avere la forza di ricominciare fino a raggiungere il proprio obbiettivo.

Elisa Ragusa e Giulia di Nuzzo, III D Secondaria,

team del giornalino