GUERRA E PACE

UN PROBLEMA MONDIALE

Morte, soldati, guerra

sono parole che uccidono la Terra.

Ci son persone di colore

che ogni giorno provano dolore.

La guerra è un mare di problemi

un campo dove non crescono semi.

 

Tutti hanno bisogno di un mondo

dove non ci si combatte neanche un secondo,

dove la pace c’è ogni giorno

e la guerra se ne va per non fare ritorno.

Un giorno questa cosa accadrà

e finalmente la guerra più non ci sarà !

 

                                               Riccardo  P., Primaria, Mezzate

W LA PACE!

Dev’esserci un posto,

un posto nel mondo,

dove il cuore d’ognuno sia più profondo,

e allora per mano teniamoci amici,

così per sempre saremo felici,

e quando ognuno in pace si sentirà,

un mondo d’amore come d’incanto sorgerà,

nessuno più per terra e …

solo un pensiero, resterà la guerra!

Penso ai bambini soldato,

il loro sangue rovina il creato.

Se mi ritrovassi a far la guerra,

BOOM ! Mi butterei a terra.

Ma perché il mondo non lo capisce?

In guerra si muore, si sparisce.

 Riccardo P., Primaria, Mezzate

 

VOGLIAMO LA PACE!

Ad ogni lacrima che cade sulla Terra

scoppia una guerra.

La guerra a nessuno piace,

noi vogliamo la pace.

La pace è un diritto

che va rispettato

e non sottovalutato.

La guerra prosciuga il fiume della vita,

la guerra non è ancora finita.

L’albero della pace nascerà

e tutto il mondo illuminerà

con gioia e serenità.

Camilla  B., Primaria, Mezzate

 

LA PACE

 

 

 

 

 

Oggi la guerra

è su tutta la Terra

ma sappiamo che il nostro cuore

è pieno d’amore.

 

Immagino un mondo in cui tutti sono amici

Un mondo in cui non cui siano nemici

Un mondo pieno di colore …

Basta dolore !!!

 

Apri la porta alle persone in difficoltà

vedrai che qualcuno

prima o poi ti ripagherà.

 

Per fare la pace non basta non litigare

per fare la pace bisogna amare.

Se un po’ d’amore a tutti potrai dare

la pace si potrà fare !

 

                                         Matteo B., Primaria, Mezzate

 

POESIA DELLA PACE

Fai la pace con me

portala nel tuo cuore

e avrai in cambio dell’amore.

 

Non fare la guerra

così distruggerai la Terra !

La pace è come un fiore

che sboccia come un sole.

Insieme agli amici saremo

tutti più felici.

Dai prendimi la mano

e portami lontano.

 

                                      Elisa  M., Primaria, Mezzate

 

LA PACE

La pace è come il sole

quando illumina la Terra

nessuno sente più, il dolore della guerra.

La pace è come un fiore

porta gioia e tanto amore.

Lottiamo per stare in armonia

tutti insieme in compagnia.

Se la guerra finisse saremmo più felici

Se la guerra finisse saremmo tutti amici

Andiamo ad annunciare ai popoli del mondo

di fare tutti insieme un grande girotondo,

il girotondo che fermerà la guerra

e tornerà la pace su tutta la Terra.

                                          Valeria  C, Primaria, Mezzate

 

IL MONDO CHE DESIDERO

Vorrei essere in un mondo di amore

dove tutte le persone possiedono un cuore.

Invece siamo in un mondo di guerra

che sommerge la Terra.

Il mondo è pieno di soldati

e anche di malati.

Se la guerra finisse

saremmo tutti più felici

e avremmo tutti più amici.

 

                                    Beatrice B., Primaria, Mezzate

POESIE

Io penso ai bambini soldato

che fanno la guerra

che distruggono la nostra Terra.

Loro vogliono la pace

che a tutti piace

piena di colore e amore

e non di dolore.

Spero che presto la guerra finirà

e tutta la Terra sarà piena di felicità !

                                  

 

Sulla nostra Terra

Sulla nostra Terra

c’è la guerra.

Ma io vorrei la pace contro la guerra.

In certi paesi c’è l’amore

e in altri il dolore.

In certi paesi ci sono amici

e in altri tanti nemici.

Ci sono dei bambini che si alzano la mattina

con i rombi delle bombe

della pace vorrei che sentissero le trombe.

Che bello se i bambini

si alzassero con il cinguettio degli uccellini

con tranquillità e serenità,

perché tutti hanno dei

DIRITTI

di non vivere nei conflitti.

                       Francesca R., V A Primaria, Mezzate

 

W LA PACE!

L’ AMICIZIA

L’ amicizia è come il sole,

le nuvole possono coprirlo,

ma mai spegnerlo.

L’ amicizia è come un fiore,

anche se sembra appassire,

poi rifiorirà.

L’ amicizia è come il mare,

a volte è in tempesta,

ma poi ritorna la quiete.

L’ amicizia è un dono importante,

da difendere e da coltivare

sempre e comunque.

Arianna B., Primaria, Mezzate

STOP ALLA GUERRA!

 

“Pace, amore, carità …” dice sempre la maestra;

mi guardo attorno e vedo che non è così:

“Morti, guerra, povertà …” dice sempre la tv.

Basta, non ce la faccio più!

Uniamoci insieme per fare

un grande girotondo,

per salvare il nostro mondo!

Sara D., Primaria, Mezzate

 

LA PACE

La pace è bontà

che si ottiene con la serenità.

La pace è amore

che viene dal cuore.

La pace è giustizia

però pochi l’hanno vista.

La pace è un grande mare

pieno di dolci parole che non fanno male.

Diamoci la mano è facciamo un grande girotondo

per portare la pace a tutto il mondo.

Matteo V., Primaria, Mezzate

 

VIVA LA PACE

La guerra non serve a niente,

solo a uccidere la gente.

Se avessi tutte le armi del mondo,

mi metterei a sparare fiori a tutti,

non proiettili per ferirli

ma fiori per divertirli.

E nel mondo ci sarebbe la pace!

Filippo S., Primaria, Mezzate

 

UTOPIE PER LA PACE

Se le utopie

fossero vere

il mondo sarebbe migliore.

Sofia R., Primaria, Mezzate

 

LA PACE È COME …

La pace è come un libro bianco da riempire

con: amore, gioia, amicizia e fratellanza,

è difficile da creare

ma tutti insieme ce la possiamo fare.

Restiamo uniti

non facciamoci coinvolgere

dall’odio, dal rancore e dalla guerra,

difendiamo la pace

è importante per tutta la terra.

Scriviamo questo libro

e facciamolo leggere al mondo intero!

Elisa G. e Matilde N., Primaria, Mezzate

 

LA GUERRA … CHE BRUTTA COSA!

Se la guerra sceglierai

un soldato diventerai,

tanti morti farai

e il mondo distruggerai!!

Se la pace sceglierai

molti amici troverai

e la vita porterai.

I soldati non sono felici

e non hanno tanti amici;

i soldati non sanno fare niente

se non uccidere la gente.

Mattia P e Kevin M., Primaria, Mezzate

 

SE LA GUERRA…

Se la guerra dal tuo cuore toglierai

il mondo salverai.

Se la guerra toglierai

la pace coltiverai.

Se la guerra toglierai

tanti amici troverai!

Se la guerra continuerai

il mondo distruggerai!!!

Se la pace promuoverai

una bella persona diventerai.

Matteo A., Primaria, Mezzate

 

CHE COS’È L’AMICIZIA?

Che cos’ è l’amicizia?

L’ amicizia non è odio

ma è grande affetto

che non si butta mai dietro le spalle.

L’ amicizia è solidarietà,

L’ amicizia è come le onde

che insieme affrontano

tutte le difficoltà.

L’ amicizia è come un sole brillante nel cielo,

che porta amore nella guerra.

L’ amicizia è come il fuoco dell’entusiasmo

che porta momenti di felicità.

La cosa bella dell’amicizia

è stare sempre insieme e condividere

TUTTE LE EMOZIONI.

Emanuele. E., Primaria, Mezzate

 

PACE E GUERRA

La guerra

influisce sulla terra

facendo male alla mente

e al cuore della gente.

 

Morti, guerra, povertà…

non c’è mai serenità!

La guerra porta l’ infelicità

mentre la pace porta la bontà.

 

Con amore e libertà

il mondo si salverà,

il sole splenderà

e la pace tornerà.

Perciò W LA PACE M LA GUERRA!

Giulia A. e Iris M., Primaria, Mezzate

 

Guerra contro pace

Quando c’è guerra

non c’è amore,

che ti riempie il cuore

ma solo dolore.

 

Quando c’è l’amore

c’è ricchezza, pace e non timore.

L’amore è meraviglioso

come il sole quando è luminoso.

 

Chi fa la guerra

spesso non pensa con la propria mente,

chi fa la pace

ragiona bene con la sua mente.

Leonardo A. Daniele L., Primaria, Mezzate

 

La pace è …

La pace è sentirsi bene

la pace è bontà

la pace è amore

la pace è amicizia

la pace è felicità

la pace è perdonare chi ti ha fatto del male

la pace bisogna sempre portarla nel cuore

Oumy

 

LA SCUOLA

La scuola sai che è una cosa importante?

A scuola si va per imparare

ma anche per stare con gli amici e giocare.

Non dire che la scuola è noiosa

la scuola serve a qualcosa,

non pensare di sapere tutto e che la scuola non sia importante

ma pensa che, purtroppo, qualcuno non ci può andare neanche.

Tu che la puoi frequentare, sii contento,

sei fortunato, con la camicia sei nato!

Daniele D., Primaria, Mezzate

 

LA LIBERTA’

Sai cosa significa libertà ?

La libertà è poter volare liberi come gabbiani,

la libertà non ha prezzo.

La libertà significa fare delle proprie scelte

senza condizionamenti.

Ma attenzione!

Non si può essere liberi

di fare sempre ciò che si vuole,

ricordate che la vostra libertà finisce

dove comincia quella di altri.

Thomas S. , Primaria, Mezzate

 

PACE O GUERRA

Che bella la pace,

non c’è cosa migliore,

io la vorrei a tutte le ore!

La guerra invece a cosa serve?

E’ solo una lotta in cui ognuno perde.

La guerra fa male e sai perchè?

Chi la fa non è più in sè.

Se scegli l’odio fai male alla terra

se scegli l’amore fai felice ogni cuore.

Quindi cosa scegli pace o guerra?

Mattia P., Primaria, Mezzate

 

LA GUERRA

La guerra non serve a niente,

la guerra spaventa solo la gente,

la guerra distrugge il mondo,

la guerra vuol dire paura, tristezza, fame, povertà,

con la guerra non si risolve niente.

Ma perché allora gli uomini continuano a farla?

Federico G., Primaria, Mezzate

 

LA PACE

La pace è un fiore che sboccia

quando non si litiga più.

La pace è un frutto dolcissimo

da assaggiare tutti.

La pace è un animale ferito

quando viene violata.

La pace è una fabbrica

che lavora in continuazione per ricostruirla.

La pace è un tesoro

da custodire sempre.

La pace è un arcobaleno

di genti di tanti colori.

La pace è una musica lieta

che parla dal cuore.

V B Primaria, Mezzate

 

COSA NE PENSIAMO DEI COMPITI?

Io e i compiti

 Quest’anno frequento la quarta elementare.

I compiti ovviamente sono aumentati rispetto agli anni precedenti.

Nella mia mente c’è un’organizzazione mentale sia dello studio orale che dei compiti scritti.

In genere mi piacciono tutte le materie, ma le mie preferite sono matematica e italiano.

Anche la geografia comincia ad interessarmi, poiché stiamo studiando i monti, i fiumi, le pianure del territorio italiano.

Di solito i compiti li svolgo da sola, ma a volte capita che chieda aiuto alla mamma.

Ad esempio, io scrivo i testi e poi lei me li controlla oppure, quando studio storia, geografia o scienze, mi interroga.

Fortunatamente non c’è nessuno che mi distrae. Anzi, sono io che mi distraggo!

A volte capita, soprattutto in una splendida giornata di sole, che guardi fuori dalla finestra e cominci a fantasticare e a sognare ad occhi aperti.

Normalmente eseguo sempre i compiti assegnati, ma è capitato una volta, forse in prima, che non avevo svolto una scheda. Mi sono sentita a disagio, è stato orribile!

Secondo me i compiti sono importanti perché senza di essi non potremmo esercitarci a casa, correndo così il rischio di non ricordarci più niente una volta a scuola.

Di conseguenza si rischierebbe di prendere un brutto voto nelle verifiche.

Beatrice S., Primaria, Monasterolo

 

Io e i miei compiti

Quest’anno sono in quarta e i compiti sono più difficili.

Io studio Storia durante il week-end perché il lunedì ho piscina, i compiti scritti li faccio il sabato pomeriggio.

I compiti che preferisco sono quelli di Matematica che faccio il venerdì durante l’intervallo lungo.

I compiti che però non sopporto sono quelli di inglese anche se è una delle mie materie preferite.

Mi aiuta a studiare il mio papà e i compiti scritti li faccio da sola.

A volte mi distrae mio fratello o il bel tempo: vorrei prendere la bici e andare all’Idroscalo per una gara di velocità!

Lo scorso lunedì mattina non avevo fatto i compiti di Italiano e mi sono sentita molto male, però io di solito li faccio sempre i compiti!

Per me i compiti servono per esercitazione a casa.

Giulia S., Primaria, Monasterolo

POESIE DI PRIMAVERA

UNO SQUALO SULLA SPIAGGIA

 

 

 

 

Uno squalo sulla spiaggia

rimasto un po’ spiaggiato

sulla sabbia scottante

scaldata dal sole

a sognare le sardine

sopra una sdraio.

Jacopo F., Primaria, Monasterolo

 

IL COCCODRILLO

Un coccodrillo sfidò un camaleonte

in una gara di corsa

a correre con le calze di cotone

fino alla cima della collina

vinse il coccodrillo e si chinò.

Jacopo F., Primaria, Monasterolo

 

LA TIGRE

La tigre rabbiosa

si aggira ringhiosa

col suo rapido scatto

raggiunge un cerbiatto.

Lorenzo P., Primaria, Monasterolo

 

L’UCCELLINO

Cip,cip,cip,

fa l’uccellino

cantando sul ramo

al fresco mattino.

 

Cip,cip,cip,

canta ogni giorno,

dando così un buon Buongiorno.

 

Cip,cip,cip,

che dolce melodia

sentendolo cantare

con una compagnia.

Giorgia T., Primaria, Monasterolo

LA ZEBRA

La zebra zampetta
mentre l’acqua zampilla
zigzagando qua e là.
Ha incontrato uno zoologo
con uno zaino zavorrato,
zelante cerca una zappa
ma nello zaino tocca uno zoccolo
zitta zitta se ne va
con la sua zeppa nuova di zecca.

Ludovica R., Primaria, Monasterolo

 

IL RATTO PAZZO

A Roma un ratto ruzzolò

come un razzo,

entrò in un regno di ragni

e rubò rubini rossi.

 

 

CHE PARAPIGLIA A FIRENZE

A Firenze una farfalla

si fermò

su un fiore appena fiorito,

vicino ad un fiume.

Si sentì il frastuono di un fulmine

su una pianta di fragole

che cadde

in un fossato.

Marco B., Primaria, Monasterolo

 

LA FOCACCIA…

La focaccia è filante

la frittata è fumante

i finocchi son come fiocchi

i fichi son festosi e

c’è un folletto grande come un fusto

sotto un fungo fungoso.

Arianna D., Primaria, Monasterolo

 

 

IL SOSPIRO

Soffia sugli scogli

Un sospiro silenzioso

Senza aspettare che

Si alzi il sole

Sulla sabbia.

Giulia C., Primaria, Monasterolo

 

NICOLÒ

Nanetto nervoso e non

noioso,

dico sempre di me

Faccio la nanna

in un nido di piume

mi nutro di Nutella

e da grande diventerò

un biologo marino.

 

LAURA

Per fare Laura

si prende una “L”

come luna, lucciola

e poi una “A”

come albero, amore, ala

dopo prendo una “U”

come urca, uva, uccellino

poi la “R”

come rosa, raggio, righello

e infine prendiamo la “A”

come aria, aiuola, arcobaleno

Basta metterli tutti insieme con amore

e vien fuori Laura che sta sempre nel mio cuore.

Nicolò P., Primaria, Monasterolo

 

PER FARE IL FUOCO

 

 

 

 

 

Per fare il fuoco si prende una  F

come fulmine, fiamma,

poi si prende una U

come uomo,

poi si prende una O

come orologio,

poi si prende una C

come calma,

poi si prende ancora una O

come occhio,

poi si mettono tutti insieme.

Basta poco per fare il FUOCO.

Arturo S., Primaria, Monasterolo

 

PER FARE BARBARA

Per fare Barbara

Si prende una B

Come bravura e bacio

Poi si prende una A

come abbraccio e amore

Poi si prende una R

Come raggio e rosa;

poi si prende una B

come brezza e bellezza;

poi si prende ancora A

come amicizia e ancora;

poi un’ altra R

come roccia e regola;

e poi un’ altra A

come arcobaleno e acqua;

poi si mettono tutti insieme nel cuore e formano BARBARA il mio Amore .

Alessia C., Primaria, Monasterolo

 

STEFANIA

Per fare Stefania

si prende una S

come sole, sorriso, sale

poi si prende una T

come tesoro, timone, tenerezza

poi si prende una E

poi si prende una F

come fanciulla, fulmine felicità

come emozione, entusiasmo, energia

poi si prende una A

come allegria, amore, abbraccio,

poi si prende una N

come natura, nave, nido

poi si prende una I

come idea, immagine, intelligenza

poi si prende ancora una A

come amica, aurora, arcobaleno

poi si mettono insieme

con allegria e simpatia

e viene fuori MAMMA MIA.

Asia M., Primaria, Monasterolo

 

L’AMICO

L’amico è un sole

l’amico è un guerriero

l’amico è

chi non ti lascia mai solo

chi ti dà un sorriso di colori

chi ti protegge

chi non ti offende mai

chi ti aiuta nei momenti difficili

chi ti incoraggia nello svolgere un compito

chi ti abbraccia

chi ti fa sentire felice

chi ti vuole un mondo d’amore

chi ti fa battere il cuore.

Tommaso L., Primaria, Monasterolo

 

LA PACE

La Pace è nei nostri cuori.

 

La pace è un mondo d’affetto

la pace è un abbraccio perfetto.

 

La pace è un aquilone nel cielo

la pace è un arcobaleno nel sereno.

 

La pace è un cuore d’amore

la pace è un’aquila che vola

la pace è un fiore pieno di colore.

Chiara B., Primaria, Monasterolo

 

 

 

RACCONTARE LA REALTÀ

UN TRASLOCO

All’epoca avevo quasi otto anni e i miei genitori avevano deciso di cambiare casa perché l’altra era troppo piccola. Abbiamo cercato tra molte case e un giorno l’abbiamo trovata.

Quando si avvicinò il momento del trasloco, impacchettammo ogni cosa: quadri, giocattoli, libri, abiti, piatti, pentole, bicchieri … insomma ogni cosa finì negli scatoloni.

La sera prima del trasloco, il papà mi ha portata a casa della nonna dove ho dormito. Il giorno seguente è venuto a prendermi per portarmi nella nuova casa.

Appena entrai, mi trovai davanti una marea di scatoloni; tutti avevano delle etichette su cui c’era scritto cosa contenevano al loro interno. Erano impilati uno sull’altro fino al soffitto; saranno stati quasi cento!

Solo grazie alle etichette ho potuto riconoscere quelli dei miei giochi.

Ero molto contenta di andare nella nuova casa perché era più grande più luminosa e con una mansarda dove poter giocare con le mie amiche.

Questo ricordo mi ha suscitato emozioni positive e mi ha fatto pensare a come il tempo è passato velocemente.

 Chiara Massoni, IV B Primaria,

Monasterolo

 

LA MIA SECONDA GITA

All’epoca avevo circa sei o sette anni, era la mia seconda gita alla scuola elementare.

Ero molto emozionata al pensiero di andare a vedere quella cascina e la zona umida di cui avevamo tanto parlato in classe.

Quel giorno c’era il sole: una giornata bellissima.

Arrivati, ho visto subito che il posto era stupendo, abbiamo visto un mulino, il fossato con il cancelletto che faceva entrare l’acqua in estate e che si chiudeva in inverno.

Abbiamo visto in sentiero che portava ad una radura piena di alberi, dove c’erano tanti uccellini e una puzza tremenda di umidità.

Mi sembrava di esserci sempre stata in quella cascina, anche se vivo in città, e mi sentivo proprio a mio agio.

Ricordo che a un certo punto abbiamo dovuto attraversare un ponte pieno di ragnatele, per arrivare ad un terreno dove ci hanno fatto toccare la terra secca, all’improvviso è saltata fuori una cavalletta e noi ci siamo tutti spaventati.

Questo ricordo mi suscita ancora adesso molta allegria e mi piacerebbe rifare altre gite divertenti con i miei compagni.

Arianna De Luca, IV B Primaria,

 Monasterolo

 

FAMIGLIA BOWLING

Evviva! Oggi è stato un bel sabato trascorso in compagnia con la mia famiglia e specialmente con i miei zii. Ci siamo organizzati per andare al bowling a fare una partita. Siamo arrivati per le 19:00 e abbiamo mangiato la pizza con le patatine, una rinfrescante Coca-Cola, e per finire una torta al cioccolato.
L’ ambiente era accogliente e pieno di bambini che correvano e giocavano nell’area feste.
Dopo aver mangiato, io e i miei zii siamo andati a ritirare le scarpe per poter fare una partita a bowling. Mia zia era molto brava a colpire i birilli. Lei è una persona molto allegra, sorridente e piena di armonia. Ha gli occhi marroni color cioccolato, i capelli castani e si veste sempre in modo sportivo. Io le voglio molto bene e mi trasmette simpatia. Per me è come una sorella.
Non dimentichiamoci dello zio Paolo, anche lui è molto bravo a giocare. Lui ha gli occhi azzurri come il mare, i capelli biondi. Sorride sempre ed è simpatico. Mi fa sempre ridere raccontandomi le barzellette. Infine ci sono io, Asia. Sono una bambina che adora stare con la propria famiglia e con i suoi amici. Alla fine della serata mia zia ha vinto la partita, e ha deciso di comprarmi con i punti guadagnati un pupazzo. Anche se felice, ero allo stesso tempo dispiaciuta che la serata fosse durata poco. Per le 23:00 ci siamo salutati e siamo tornati a casa.

Asia Maiolo, IV B Primaria,

 Monasterolo

 

“Caro diario, ti scrivo …”

“Caro Diario ti scrivo

così ti racconto un po’

e siccome sei molto segreto

più volte ti scriverò… “

                                                                                     Giovedì 19 gennaio 2017

Caro diario,

mi chiamo Alessia ho nove anni. Ho deciso di tenere un diario per raccontare le mie avventure. Ora ti racconterò una mia esperienza bellissima. Quest’ anno io e la mia famiglia siamo andati a Miami.

Il primo giorno all’ acquario di Miami ero emozionatissima di baciare un delfino, era il mio sogno di una vita: finalmente ero in acqua con il delfino che alla fine mi ha portato in spalla. Questa esperienza l’ho vissuta con mio fratello Simone.

Da grande vorrei fare l’istruttrice di delfini perché dopo questa esperienza mi sono innamorata di questa attività, pensa, sarei sempre in acqua con i miei animali preferiti.

Oh quasi dimenticavo, ora ti presento la mia famiglia: la mia mamma Barbara, io, il mio papà Giovanni e mio fratello Simone. Ciao diario ti voglio un sacco di bene e … alla prossima!!!

Alessia Caputo, IV B Primaria, Monasterolo

20 gennaio 2017

Caro diario,

io mi chiamo Marco, ho nove anni.

Ho deciso di tenerti per far sapere agli altri le mie avventure, quelle belle e quelle brutte.

Sai che da grande vorrei fare il paleontologo, perché sono un vero appassionato di dinosauri da quando avevo sette anni.

Adesso ti racconterò una storia.

Ero al parco dei dinosauri e ad un tratto ho visto una roccia strana e siccome ero un po’ curioso sono andato a vedere, non sai che sorpresa! Era un fossile perché c’era l’immagine di un pesce, io lo volevo portare a casa, ma mia mamma non era d’accordo, che peccato!

Scusa, ma adesso devo andare, ciao a domani

Marco Pelati, IV B Primaria, Monasterolo

 

                                        19. 01. 2017

Caro amico diario,

io mi chiamo Jacopo e vado in quarta elementare, infatti ho nove anni e forse non ci crederai, ma sono nato il 07.07.2007 e per questo motivo il sette è anche il mio numero fortunato.

Ho deciso di tenere un diario per raccontare a te gran parte delle mie esperienze.

Sai che da grande vorrei fare o il paleontologo, per scoprire una nuova razza di dinosauri, o il fisico perché si studia un sacco di cose belle, come il magnetismo?

Ciao alla prossima, diarietto amico mio!

Jacopo Feole, IV B Primaria, Monasterolo

Giovedì 19 gennaio 2017

Caro diarietto,

mi chiamo Viola, ho 9 anni. Ho deciso di tenere un diario per raccontare le avventure belle, ma anche spiacevoli della mia vita.

Sai che da grande vorrei fare la scienziata; forse farò chimica o farmaceutica. Lo so che ci sarà tanto da studiare, ma a me piace tantissimo ed è un mio desiderio questo perché se farò la chimica, scoprirò la materia, e se invece farò farmaceutica, preparerò le medicine per poi mandarle nelle farmacie e far curare le persone ammalate.

Come hobby mi piacerebbe fare  volontariato all’E.N.P.A, così aiuto gli animali e li salvo. Più avanti, ti racconterò tante avventure.

Ah dimenticavo, la mia famiglia è composta da mamma Monica, papà Emidio, io e il mio gatto Theo.

Ciao, alla prossima!

Viola Amoruso, IV B Primaria, Monasterolo

 

Giovedì 19 gennaio 2017

Ciao diario,

mi chiamo Ary e ho deciso che tu sarai il mio nuovo amico, però di carta. Ho nove anni, ho deciso di tenerti per raccontare le mie esperienze.

Ti ho visto in un’edicola e allora ti ho preso e da più vicino, tra le mani, eri ancora più bello.

Sai che io da grande vorrei fare l’attrice!!

È iniziato tutto quando ho visto che mio fratello doveva interpretare un personaggio, allora mi sono messa a farlo anch’io e mi sono resa conto che era bellissimo.

Ti presento la mia famiglia, siamo in quattro: io, mio fratello Ale, la mia mamma Patty e il mio papà Gerry, ah dimenticavo ci sono anche il mio cane Apple e il mio gatto Teo.

È stato un piacere scriverti caro diario, alla prossima!!!

Arianna De Luca, IV B Primaria, Monasterolo

Giovedì 19 gennaio 2017

Caro diario,

mi chiamo Giorgia, ho dieci anni, frequento la classe quarta “B” e ho deciso di tenere un diario per raccontare le mie esperienze e le mie avventure.

Da grande vorrei fare un sacco di cose come l’astronoma per studiare le stelle; la veterinaria perché ho scoperto che il mio nome in latino significa “amante della natura”; la pittrice perché credo di aver preso da mio nonno, lui faceva tante cose, dico faceva perché purtroppo è morto! Che peccato!

Oppure vorrei fare anche la profumiera.

È iniziato tutto a Natale quando Babbo Natale è passato anche dai miei zii e mi ha lasciato un pacco che poi ho scartato a casa di mia cugina perché ho festeggiato il Natale lì! A casa mia, con quel gioco ho provato a fare una crema e mi è piaciuto molto.

Ti voglio raccontare una delle mie esperienze! Ieri all’ultima ora di scuola io e la mia classe abbiamo incominciato karate.

Vorrei avere un animale domestico, ma la mia mamma me lo vieta. Mi basterebbe un cagnolino, però la mia mamma dice sempre di no!

Sai che suono il violino? Oggi ho proprio la lezione, che bello! Il maestro si chiama Roberto: è simpatico, scherzoso e soprattutto mangione!

Ho anche catechismo oggi. Lo so ho tante cose in programma, ma c’è la farò, tranquillo!

Ora ti presento la mia famiglia: io ovviamente, la mia mamma Francesca, mio papà Massimo che fa l’onomastico il giorno del mio compleanno e mia sorella Chiara che in questo momento è all’asilo.

Ah dimenticavo, sai quando io sarò in prima media, mia cugina sarà in prima superiore e mia sorella sarà in prima elementare e spero che avrà la mia maestra perché è davvero bravissima.

Ora ti lascio perché credo di aver scritto po’ troppo. Ciao, alla prossima!!!

Giorgia Turconi, IV B Primaria, Monasterolo

Giovedì 19 gennaio 2017

Caro diario,

io mi chiamo Giulia, gli amici mi chiamano Giuly, se vuoi puoi chiamarmi anche tu così, comunque ho nove anni.

A prima vista mi sei piaciuto tanto e ho deciso di tenerti perché ti voglio raccontare le mie avventure più belle e anche quelle più spiacevoli. Tipo quella volta a Natale che mi hanno regalato un libro intitolato “Diario delle ragazzine” era davvero bellissimo! Oh giusto … anche quando ho perso la mia bambola preferita di nome “Jenni” uffa! Mi è dispiaciuto molto.

Non ho ancora deciso cosa farò da grande, forse potrei fare la parrucchiera, beh perché adoro fare acconciature pazze.

Ehii, aspetta.. ti devo presentare la mia famiglia: mamma Simona, papà Fausto infine mio fratello Marco ed io ovviamente.

Non svelare a nessuno ciò che ti confido! Ciao, alla prossima.

Giulia Cappelletti, IV B Primaria, Monasterolo

 Giovedì 19 gennaio 2107

Ciao diario,

mi presento: sono Beatrice e tu? Ah giusto non puoi parlare, vabbè, ti troverò io un nome, ti chiamerò…, ci penserò dopo!

Se non ti dispiace, prima vorrei un po’ raccontarti di me.

Allora io ho deciso di avere un diario per scrivere sopra le mie emozioni, sentimenti, cosa mi succede, le cose spiacevoli e piacevoli, i viaggi e ricordare quello che faccio da bambina.

Io ho solo nove anni e quindi non ho proprio in mente quello che vorrei fare da grande, ma una piccola idea ce l’ho, vorrei fare la cantante insieme a Giorgia, una mia compagna di classe, io e lei siamo molto amiche! Noi in seconda abbiamo dato il via, nel senso che siamo state io e lei a incominciare a fare spettacoli in classe, adesso ti spiego bene.

Tutto è partito da un’idea che abbiamo avuto in mensa, abbiamo canticchiato insieme una canzone e abbiamo deciso di cantarla davanti a tutta la classe, è stato imbarazzante! Ma ci siamo divertite.

Ogni intervallo cantavamo una canzone e tutti ci chiedevano l’autografo. Ricordo ancora il ritmo che faceva, “pu-ci-pu-ci”. E anche ora lo facciamo.

Però la cantante non è l’unico mio sogno! Vorrei fare: la maestra, la stilista, la parrucchiera, l’attrice e altro che adesso non mi viene in mente.

Per fortuna nella mia vita non mi è successo niente di brutto, solo che litigo con mio fratello Emanuele.

La mia famiglia è composta appunto da lui, mia mamma Silvia, mio papà  Alessandro e Thor, il mio cane, che io chiamo Tortello e voglio a tutti un mondo di bene!

Ah, sai, ieri abbiamo fatto karate, quindi vorrei fare anche la maestra di karate. Non vedo l’ora che sia mercoledì prossimo! Per oggi penso che possa bastare, visto che ho scritto quattro pagine! Ciaooo!

Ah giusto dimenticavo, ho trovato un nome giusto per te, ti chiamerò “Tortello”, come il mio cane, visto che tu per me sei il mio amico e anche lui è sempre il mio amico, però a quattro zampe!!!

 Beatrice Sacchi, IV B Primaria, Monasterolo

Giovedì 19 gennaio 2017

 

Caro diario,

mi chiamo Tommaso ho 9 anni e ho deciso di tenere un diario perché così i miei discendenti sapranno delle mie avventure.

Sai che da grande vorrei fare il calciatore. Tutto è iniziato dal mio primo allenamento di calcio quando mio papà mi ha iscritto. Io ho iniziato a sei anni a giocare. Quando ho segnato il mio primo goal, ero emozionatissimo e da quel momento penso sempre al calcio perché mi piace molto giocare in squadra.

Ah, dimenticavo, a me piacciono tanto gli animali e da grande vorrei anche fare lo zoologo perché mia mamma mi ha detto che ero innamorato degli animali fin da piccolo, ma anche adesso. Il mio animale preferito è il leone.

La mia famiglia è composta da mia mamma Nathalie, mio papà Riccardo e la mia gatta Mia.

Lei è tanto birichina e alcune volte fa disastri incredibili, ma le voglio bene comunque. Ciao e alla prossima!

 Tommaso Locatelli, IV B Primaria, Monasterolo

RACCONTARE LA REALTÀ

LE MIE VACANZE

mareFinita la scuola ero felice di partire e non vedevo l’ora di divertirmi. Ad agosto sono andata in Sardegna, a Santa Maria Navarrese, e mi sono divertita tanto.

Un giorno ho conosciuto al parco un bambino francese di nome Mao che mi ha chiesto se volevo giocare a palla, all’ inizio ero un po’ confusa perché non sapevo cosa dire in lingua francese, poi papà mi ha aiutato a comunicare con lui. Dopo ho incontrato la mia amica Martina in una spiaggia. Era venuta con il suo camper, che era un po’ piccolo, ma bellissimo. In quella spiaggia ci siamo divertite tanto.

Un giorno con la mia famiglia sono andata in una grotta: era molto buia ma c’erano delle luci automatiche che si accendevano quando si entrava. Un’altra volta siamo andati in una bella spiaggia dove l’acqua era molto bassa e c’ erano tanti sassolini colorati.

Mio fratello Marco giocava tutte le sere a calcio con gli amici e io dovevo stare seduta sulle tribune del campo a guardarli. Marco non voleva mai giocare con me a basket e mi dispiaceva tanto.

Una volta sono andata in canoa, ma ci sono stata poco e volevo stare un po’ di più, però non si poteva perché era scaduto il tempo.

Le vacanze sono volate, finite le tre settimane sono tornata a Milano. Al rientro è ricominciata la scuola, uffa!!!

Speriamo che voli anche l’anno scolastico!

Giulia Cappelletti, IV B Primaria, Monasterolo

 UN’ESTATE MERAVIGIOSA

Quest’ estate mi sono divertita tanto.

A giugno, subito dopo finita la scuola, sono andata al centro estivo e ogni mercoledì e venerdì andavo in piscina con gli amici del centro estivo. Un venerdì, l’8 luglio, era il mio compleanno, e quando sono andata in piscina con le mie amiche del centro estivo, ho ricevuto tanti regalini.

Una settimana dopo il mio compleanno sono andata a Livigno e sono salita su una funivia alta più di 2300 metri, ci ha lasciato sopra la montagna e siamo scesi giù a piedi.

Quando sono tornata nella casa affittata non mi sentivo più i piedi e ho fatto un “megapediluvio”.

L’ ultimo giorno pioveva a dirotto e il giorno dopo era il momento di tornare a Milano e non ne avevo voglia, infatti volevo rimanere qualche giorno in più, visto che siamo rimasti solo una settimana, poi ho pensato alle mie amiche che mi mancavano e la tristezza è andata via, quindi ero un po’ contenta.

Il 27 agosto sono andata in Abruzzo e ho conosciuto una bambina di nome Caroline: era tedesca.

L’ ultimo giorno di vacanze in Abruzzo era nuvoloso e faceva anche freddo, perciò sono stata poco nell’ acqua della piscina e mi è dispiaciuto tanto.

Ho trascorso anche qualche giorno a Firenze ed è stato bellissimo.

La mia estate è stata proprio MERAVIGLIOSA!!!!!!!!!!

Viola Amoruso, IV B Primaria, Monasterolo

LA SCUOLA E LA MIA MATERIA PREFERITA

La scuola è ricominciata da un po’ e con lei i miei problemi. Non riesco mai a fare divisioni, moltiplicazioni, addizioni e sottrazioni e con loro non vado mai d’accordo.
Io odio i verbi e la geografia: sono così difficili, pesanti…noiosi.
Mi piace tanto l’inglese perché è bello e divertente imparare lingue nuove.
Non vado tanto d’accordo con la geometria perché le linee sono sempre: oblique, orizzontali o verticali.
Mi piace un po’ scienze perché ci sono gli scienziati e ce ne sono tanti: l’astronomo, il chimico, il biologo, lo zoologo, il botanico … Faccio un po’ fatica a ricordare le cose che studio, ma mi impegno comunque.
Io amo la storia perché vorrei studiare i Romani, gli Egizi e cosa hanno lasciato negli anni passati, per esempio, le piramidi.
Comunque a me piacciono tutte le materie, ma in alcune sono un disastro, però cerco di impegnarmi al massimo.
Evviva le materie!!!!

Tommaso Locatelli, IV B Primaria, Monasterolo

 

IO E LA PAURA DEI GECHI

gecoIo ho paura delle lucertole in particolare dei gechi.

Ho così tanta paura che ogni volta che ne vedo uno corro dalla mamma e cerco di ripararmi tra le sue braccia.

Quest’estate ero insieme alla zia a giocare in giardino, quando un geco bruttissimo nero con i puntini bianchi, è salito pian piano sul muro a prendere il sole.

Ero terrorizzata avevo i brividi su tutto il corpo, tremavo come una foglia e non riuscivo a reagire, ma alla fine sono scappata a casa.

Sono sicura che la paura dei gechi non mi passerà mai perché sono degli animaletti davvero orribili.

Ludovica Rollo,IV B Primaria, Monasterolo

 

PAURA DEL BUIO

Quel giorno ero andata da Giorgia e le avevo confidato un segreto: anche quella notte avevo sognato delle cose terribili e da lì ho paura del buio! Lei mi tranquillizzò dicendo: “Non avere paura, tanto i mostri non esistono!”

Guardando l’orologio, mi ero accorta che erano già le sette di sera, con quel chiacchierare avevo dimenticato che la mamma mi aveva raccomandato di stare via solo un’ora.

Così presi la bici e tornai a casa più in fretta che potevo.

Arrivata a destinazione, vidi la mamma che mi stava aspettando sull’uscio di casa, anche lei era appena rientrata. Cenammo e in un attimo giunse il momento di andare a letto, quel momento lo odiavo!

La mamma, dopo avermi accompagnata e dato il bacino della buona notte, spense la luce, stavo morendo di paura!

Chiusi gli occhi e cercai di addormentarmi, ma tutto inutile. Dopo circa un’ora mi addormentai e sognai di trovarmi nel castello del Conte Dracula. Il Conte con i suoi canini mi stava mordendo e per la paura mi misi a urlare e mi svegliai.

Subito arrivò la mia mamma che mi tranquillizzò con la sua voce.

Da quella volta là i brutti sogni non arrivarono più, sembrava quasi che i mostri si fossero trasferiti nella mente di qualche altro bambino! Ero contentissima perché finalmente di notte riuscivo a dormire.

Beatrice Sacchi, IV B Primaria, Monasterolo

 

 BRUTTI SOGNI

sogni Io di solito non ho paura di tante cose, ma pensandoci bene ultimamente mi è venuta paura delle persone che entrano in casa per rubare e fare del male.

Una sera, quando sono andato a dormire, ho iniziato a sognare: dovevo andare in bagno, quando ho sentito un cigolio di una porta, sono andato in cucina ed ho preso la pila per vedere che cosa era accaduto.

Ad un certo punto mi ha assalito un uomo alto, magro, con i capelli castani ed una barba orribile! Io volevo chiedere aiuto ma in quella casa non c’era nessuno.

Allora ho riflettuto ed ho pensato che dovevo fare qualcosa: ho iniziato a correre, sono uscito da casa mia e dal palazzo, fino a quando ho trovato una donna anziana con i capelli grigi ed un sorriso gentile che mi ha accolto, salvandomi dall’uomo che mi stava inseguendo e lì mi sono svegliato di colpo e molto agitato.

Per tranquillizzarmi, mi sono guardato attorno e mi sono accorto che era solo un brutto sogno.

Parlando con i miei genitori, dopo il sogno, ho capito che posso stare tranquillo, perché ci sono loro con me sempre per proteggermi.

Lorenzo Paladini, IV B Primaria Monasterolo

LE MIE PAURE

Ho paura dei ladri, ho tanta paura ma cerco di essere coraggioso.

Una mattina mi sono svegliato e alla Tv ho visto il Bataclan, un locale a Paris, dove i terroristi hanno ucciso tante persone. Ho visto i terroristi sparare, i cantanti che scappavanpo e la gente che urlava e strisciava fra i corpi. Ho provato paura, sentivo battere forte il mio cuore, ho provato tristezza per le persone morte. Ho abbracciato mamma e papà e ho pianto.

Ho ancora paura dei terroristi, anche se non ne parlo e spero che questa gente cattiva smetta di fare del male alle persone.

Matteo Di Pinto, IV B Primaria, Monasterolo

 

CUGINI …. CINEMA

Un sabato speciale sono stato invitato con la mia famiglia al compleanno di mio cugino Nicolò.

La festa si è svolta non a casa o in uno spazio giochi, ma al cinema. Mio cugino Nicolò ha dieci anni e fa la quinta elementare, ha i capelli castani, gli occhi marroni, è magro ed è anche alto; è un bambino vivace come me ed è per questo che a volte litighiamo, ma facciamo sempre pace perché ci vogliamo bene.

Quel giorno quando siamo arrivati abbiamo aspettato tutti i bambini invitati e poi siamo andati in una sala a vedere “Alvin Super Star”. Ci siamo divertiti e abbiamo riso molto quella sera, anche perché mio cugino mi ha fatto conoscere tanti suoi compagni di classe con i quali ho mangiato un sacco di pop-corn.

Alla fine della serata siamo andati via e quando sono arrivato a casa ero talmente stanco che mi sono addormentato subito.

Lorenzo Paladini, IV B Primaria, Monasterolo

QUANDO VADO AL MARE…

mareQuando vado al mare mi sento libera, posso nuotare nell’acqua limpida e celeste, giocare sulla sabbia calda e dorata.

Quando esco dall’acqua, vado a prendere il sole…

Appena mi affaccio alla finestra vedo l’orizzonte, sento il rumore delle onde che si infrangono sulla battigia, il fruscio del vento che mi scompiglia i capelli.

Mare, mi piaci, se potessi, starei tutto il mio tempo tra le tue acque. Acqua pura, tu non mi fai annegare, nelle tue acque sguazzano pesciolini colorati, se tu non esistessi, la vita non ci sarebbe.

Mare, rinfrescami. Quando cammino sulla riva, le tue acque mi toccano i piedi.

Mare, tu sei tutto: la libertà, la vita, il colore e la freschezza.

Resta sempre così, non devi migliorare, sei già perfetto!

Leonora Cnapich, IV A Primaria, Monasterolo

RACCONTARE CON IL FUMETTO

Quest’anno, noi alunni delle due classi quarte di Mezzate abbiamo imparato a raccontare con un linguaggio nuovo e divertente, che ci è piaciuto molto: il fumetto.

Lo sapevate che …

Fumetto deriva da “fumo”, perché le nuvolette entro cui sono scritte le parole assomigliano a boccate di fumo di una sigaretta.Il fumetto è un modo molto speciale di raccontare, nel quale i disegni sono importanti tanto quanto le parole.

Il fumetto ha lo scopo di raccontare una storia e questa narrazione avviene per mezzo di tante vignette. La vignetta usa sia il linguaggio delle immagini che il linguaggio verbale .

Sfogliando alcuni giornalini a fumetti abbiamo scoperto, che come un testo, anche la vignetta ha una sua grammatica.

GRAMMATICA
DELLA
VIGNETTA
Ø  inquadrature e campi
Ø  linee di contorno delle vignetteØ  didascalie
Ø  nuvolette o baloon
Ø  metafore
Ø  onomatopee
Ø  linee cinetiche

Dopo avere conosciuto questo nuovo linguaggio, che ha regole ben precise, e aver fatto esercizi di questa piacevole grammatica, abbiamo voluto provare a fare i fumettisti e ci siamo divertiti a fare gli scrittori, gli sceneggiatori ed i disegnatori.

Così abbiamo scritto delle piccole storielle che poi abbiamo suddiviso in momenti principali, in seguito abbiamo illustrato le varie sequenze a fumetti.

E’ stato molto divertente! Divertitevi anche voi a leggerle durante le vacanze. Ciao!

Gli alunni delle classi IV A e IV B Primaria, Mezzate

 

P.S. Alcune di queste storielle sono ispirate ai Carabinieri che abbiamo conosciuto in un incontro a scuola ed hanno anche partecipato al Concorso indetto dall’Arma dei Carabinieri. Se vuoi leggere attentamente una vignetta blocca lo scorrimento con il tasto pausa sotto al filmato

POESIE DI PRIMAVERA

PRIMAVERA

primavera

Verde come le foglioline,

rosa come un fiore appena sbocciato,

azzurro come un cielo limpido e sereno,

giallo come una farfalla.

 

Questa è la primavera,

piena di colori!

Non roviniamoli

perché sono tutti meravigliosi.

Leonora Cnapich, III A Primaria, Monasterolo

SE IO FOSSI

angeloSe io fossi in giardino

guarderei i fiori tutto il mattino,

se io fossi una penna

scriverei una storiella.

Se io fossi un alberello

farei fiori tutto l’anno,

se io fossi neve

farei un angelo di cristallo.

Leonora Cnapich, III A Primaria, Monasterolo

POETI PER GIOCO

LA LUNA

luna

 

 

 

 

Ho visto la luna

È gialla

come una fetta di formaggio,

è allegra

come il sorriso di un bambino

è luminosa

come un lampione.

E di notte ti dondola

come un bambino nella culla del cielo.

 

Giulia Cappelletti, III B Primaria, Monasterolo

 

IL MARE

Ho visto il mare.

È azzurro come il cielo,

è allegro come un delfino.

Parla

con le parole dell’acqua.

Sorride

con le conchiglie

e quando credi che schizzi

è solo un tuffo.

Ludovica Rollo, III B Primaria, Monasterolo

 

SE FOSSI SAREI

Se io fossi squalo sarei bianco

Se io fossi ghiro sarei stanco

Se io fossi colore sarei verde

Se io fossi rettile sarei serpente

Se io fossi stagione sarei autunno

Se io fossi pianeta sarei Saturno

Se io fossi animale sarei notturno

Se io fossi uccello sarei diurno.

 

 

IO VORREI

Io vorrei andare

al mare

per nuotare,

io vorrei andare

al mare

per giocare,

io vorrei andare

al mare

per sognare.

 

MI DIVERTO

Squit squit,
bau bau,
miao miao,
tic toc,
bi bi,
ciuf ciuf,
din don dan,
toc toc,
drin drin,
trac trac.
Io son contento
non so tu
io però un po’ di più.

Jacopo Feole, III B Primaria, Monasterolo

 

IL CONCERTO DELLA PRIMAVERA

primavera

 

 

Cri, cri, cri,

fa il grilletto.

 

Cro, cro, cro,

risponde la rana ancora nel letto.

 

Pio, pio, pio,

dice il pulcino.

 

Oinc, oinc, oinc,

fa il maialino.

Trallalà, trallalà,

il concerto finisce qua!

 

LA PIOGGIA 

Ho visto la pioggia.

È trasparente,

come una piccola lacrima

di un bimbo scontento.

È triste,

come un fiore che d’inverno

sta morendo.

Parla,

con le parole arrabbiate del vento.

Piange,

con il grigio dei nuvoloni.

Quando credi che smetta,

è solo che si ritira da sola

nel nuvolone.

 

Beatrice Sacchi, III B Primaria, Monasterolo

 

MARE MARE MARE 

Mare mare mare

io voglio sognare.

Mare mare mare

io voglio nuotare.

Mare mare mare

io voglio navigare.

 

Mare mare mare

io voglio giocare.

Mare mare mare

io voglio guardare.

Mare mare mare

io voglio lavorare.

 

Mare mare mare

io voglio…scappare.

 

IL SOLE 

Il sole ho visto

su nel cielo azzurro

come una palla di fuoco brillante

come un disco volante

sorridete con i suoi raggi

e ti accompagna nei giorni di vita.

 

PAZZERELLA 

Cra cra cra,

io sono qua.

Ho visto papà

trotterellando.

Divento pazzo

se faccio una spaccata

e una bella mangiata.

Trallallà

la storia finisce qua.

 

Lorenzo Magnani, III B Primaria, Monasterolo

 

PAROLE

Parole d’amore e di pensieri

Parole di morte e di azioni

Parole di cose e di dolore

Parole di sonno e di vento

Parole di amicizia e di felicità

Parole di rabbia e di paura

Parole di tristezza e di disgusto

Parole chiuse in scatola

Parole di Europa e di Italia

Parole nascoste dentro al cuore

Parole di segreti e di pace.

Giorgia Mastropasqua, III B Primaria, Monasterolo

 

 

LA NEVE 

La neve è bianca

come lo zucchero a velo.

Oh! Com’è bella la neve

che scende placida e lieve,

che va sugli alberi e li decora,

come una brina che li colora

come un paesaggio che è lontano.

La neve è come una coperta

copre e tutto nasconde.

 

Alessia Caputo, III B Primaria, Monasterolo

 

C’È CHI…

C’è chi cuoce

C’è chi cuce;

c’è chi toglie le pulci al cane;

c’è chi sforna il buon pane;

c’è chi vende sardine;

c’è chi compra piantine;

c’è chi sente battere il cuore;

c’è chi fa il muratore;

c’è chi adora mangiare;

c’è chi adora guardare.

Io mi godo questi minuti

mentre gli altri stanno a far saluti.

 

IL CONCERTO DEGLI ANIMALI

concertoCra cra drin dren

la rana suona la chitarra,

cip cip tic tic

l’uccellino canta la melodia,

muu muu bom dom

la mucca risponde col tamburo,

io io fru fru

soffia nel flauto il mulo,

bau bau ciac ciac ciuu

le maracas agita il cagnolino.

Per finire c’è il topolino,

purtroppo è…

… inseguito dal gattino.

Sofia De Ambroggi, III B Primaria, Monasterolo

L’INVERNO

Ho visto l’inverno.

È bianco

come la panna montata.

È soffice

come le nuvole

che si muovono nell’aria.

Parla con le parole del vento.

Sorride

con i ghiaccioli,

quando sembra che pianga

è solo un fiocco di neve

che vola nel cielo.

Tommaso Locatelli, III B Primaria, Monasterolo

 

IL SOLE

Il sole assomiglia a una palla di fuoco,

rotola attraversando il cielo

come un valoroso guerriero.

È come un diamante che splende nel cielo,

e quando credi che stia tramontando,

rotola dietro le montagne,

per fare un sonnellino.

Chiara Massoni, III B Primaria, Monasterolo

IL CIELO

Il cielo è azzurro come

il mare quando è calmo.

È limpido come la fonte cristallina.

Parla con le parole del vento.

Sorride come l’acqua che scende

dalla sorgente montagna.

Quando ti sembra che stia per spegnersi

è solo per accendersi poi

con le mille lucciole della notte.

Lorenzo Paladini, III B Primaria, Monasterolo

IL SOLE

Ho visto il sole.

È giallo

come il polline di un fiore.

È allegro

come un pulcino che nasce.

Parla con i suoi raggi,

sorride con il calore

e quando credi che sparisca,

è solo una nuvola che lo copre.

 

Marco Pelati, III B Primaria, Monasterolo

 

L’AUTUNNO

Ho visto l’autunno.

È pieno di colori

come l’arcobaleno.

Arriva con il mantello carico di doni

pioggia, neve, gradine, vento.

Parla

con gli alberi che spoglia.

Parla

con gli animali per farli addormentare.

Quando credi che svanisca

è solo la nebbia che lo nasconde.

Nicolò Pezzoli, III B Primaria, Monasterolo

LA NEVE

La neve scende giù dal cielo

come batuffoli di cotone

accarezza dolcemente gli alberi,

le case, il terreno,

come una mamma

cura il suo bambino.

Tutto è bianco,

sembra che il pittore

abbia dimenticato …

i colori.

Nel buio della notte,

i cristalli di neve

luccicano come

piccoli diamanti.

 

IL CAPODANNO

Pham, pham,pham,

bum, bum ,bum

il cielo s’illumina

di stelline filanti.

Mentre la gente rimane a gridare,

gli animali iniziano a saltare,

plop, plap, plop

bisch, bisch, bisch

sc sc sc sc sc

l’anno vecchio vola via

ed inizia l’allegria.

Arturo Saccone, III B Primaria, Monasterolo

 

L’ESTATE

estate

 

 

 

 

Ho visto l’Estate.

È gialla come una stella,

come un sole splendente.

È allegra

con i raggi del sole.

Parla

con le parole del fuoco.

Sorride

con l’azzurro del cielo,

e quando credi che pianga,

è solo una goccia di pioggia.

Chiara Boffa, III B Primaria, Monasterolo

I CONCERTI DI PRIMAVERA

Bau bau fa il cagnolino,

miao miao fa il gattino,

cip cip fa il pulcino.

 

Iiihiiih fa il cavallo,

io io fa l’asinello,

chicchirichì fa il gallo.

Marco Briani, III B Primaria, Monasterolo

 

 

LE NOSTRE POESIE

bimbaIO SONO UNA BIMBA

Io sono una bimba in movimento,

io sono una bimba molto attenta.

Io sono una bimba che fa sempre pace,

io sono una bimba che osserva e tace.

SE FOSSI… SAREI…

Se fossi un fiore sarei una viola,

se fossi un vento sarei una tempesta.

Se fossi un gatto sarei tigrato,

se fossi una montagna sarei innevata,

se fossi colore sarei giallo,

se fossi un animale sarei gatto,

se fossi fiaba sarei Biancaneve.

Se fossi cibo sarei spaghetti,

se fossi un pesce sarei un’anguilla,

se fossi bevanda sarei cioccolata,

e prima di andare a letto vorrei essere coccolata.

Viola Amoruso, III B Primaria, Monasterolo

IO SONO…

Io sono un birbantello

io sono piccolo e bello.

Io sono intelligente

io sono forte e impertinente.

Io sono attento e studioso

io sono allegro e brioso.

Matteo Di Pinto, III B Primaria, Monasterolo

 

SE FOSSI…SAREI…

Se fossi un fiore sarei rosa
Se fossi un animale sarei delfino
Se fossi un colore sarei verde
Se fossi mare sarei calmo
Se fossi cielo sarei sereno
Se fossi fiaba sarei  Biancaneve
Se fossi principessa sarei Ariel
Se fossi pianeta sarei Saturno
Se fossi pasta sarei spaghetti
Se fossi dolce sarei Nutella
Se fossi gelato sarei al cioccolato

Asia Maiolo, III B Primaria, Monasterolo

girotondoGIROTONDO

Girotondo mi piace guardare il mondo

Girotondo mi piace girare in tondo

Girotondo mi piace andare al mare

Girotondo mi piace navigare

Girotondo mi piace andare in montagna

Girotondo mi piace raccogliere la castagna

Girotondo mi piace guardare il prato pieno di fiori

Girotondo mi piace guardare tutti i suoi colori

SE FOSSI … SAREI …

Se fossi stella sarei cometa

Se fossi strada porterei alla meta

Se fossi fiore sarei margherita

Se fossi oggetto sarei matita

Se fossi colore sarei arancione

Se fossi giacca avrei un bottone

Giulia Cappelletti, III B Primaria, Monasterolo

ASCOLTO… E VORREI…

Ascolto il mare e vorrei nuotare

Ascolto il vento e vorrei volare

Ascolto il torrente e vorrei saltare

Ascolto gli uccelli e vorrei cinguettare

Ascolto le rane e vorrei gracidare

Ascolto le api e vorrei ronzare

Ascolto la gente e vorrei parlare

Ascolto il silenzio e vorrei sognare.

Ludovica Rollo, III B Primaria, Monasterolo   

LA MIA MAMMA

mammaLa mia mamma è bella

La mia mamma è una stella

La mia mamma è piena di trionfo

La mia mamma è piena profumi.

 

IL MIO PAPÀ

Il mio papà e grande e perfetto

Il mio papà mi abbraccia con affetto

Il mio papà è sempre al lavoro

Il mio papà ha un cuore d’oro.

MIO FRATELLO

Mio fratello è grande e riccioluto,

mio fratello è bello in assoluto.

Mio fratello è sempre attento,

mio fratello è bello e contento.

SE FOSSI… SAREI…

Se fossi un pesce sarei delfino

Se fossi mare sarei mosso dal vento

Se fossi un fiore sarei una primula

Se fossi un colore sarei arancione

Se fossi una mamma sarei contenta

Alessia Caputo, III B Primaria, Monasterolo   

IO VORREI ESSERE …

Se fossi colore sarei verde

se fossi mestiere sarei chi vende,

se fossi mare sarei calmo

se fossi cielo sarei sereno,

se fossi verdura sarei insalata,

se fossi acqua sarei salata,

se fossi cibo sarei un panino

se fossi animale sarei cagnolino

se fossi albero sarei abete

se fossi acqua non avrei mai sete.

C’É CHI …

C’è chi vende

c’è chi compra

c’è chi canta

c’è chi conta.

C’è chi mangia un bel panino

c’è chi compra un palloncino,

c’è chi spazza i pavimenti

c’è chi si lava i denti.

Marco Briani, III B Primaria, Monasterolo   

 

LA MIA MAMMA

La mia mamma è un arcobaleno

La mia mamma non mi lascia mai sola

La mia mamma è sempre vicina

La mia mamma è sempre carina.

 

La mia mamma è bella e coccolosa

La mia mamma è affettuosa

La mia mamma è dormigliona

La mia mamma è   una   golosona

 

La mia mamma ha un cuore d’oro

La mia mamma è un gran tesoro

La mia mamma è sempre serena

La mia mamma è un anello della catena.

 

SE   FOSSI … SAREI…..

Se fossi un bambino sarei birichino

Se fossi dolce sarei pasticcino

Se fossi cielo sarei sereno

Se fossi giacca avrei un bottone

Se fossi un orso sarei golosone

 

Se fossi colore sarei rosso

Se fossi un cane salterei il fosso

Se fossi grande diventerei veterinario

Se fossi pesci sarei in un acquario

Se fossi montagna sarei vetta

Se fossi uccello sarei gufetta.

Arianna De Luca, III B Primaria, Monasterolo

SE FOSSI…SAREI…

arlecchinoSe fossi un burattino sarei Arlecchino.

Se fossi un animale sarei un delfino.

Se fossi un fiore sarei un gelsomino.

Se fossi un prato sarei in giardino.

 

 

È PRIMAVERA QUANDO…

È primavera quando

il sole incomincia ad essere caldo.

È primavera quando

incominci a sentire la brezza ogni tanto.

È primavera quando senti il profumo dei fiori.

È primavera quando il prato è di tanti colori.

 

LA MIA FAMIGLIA

Il mio papà un po’ cicciotto,

sembra proprio il mio orsacchiotto.

Il mio papà ha dei muscoli sorprendenti

e riesce a tenere trenta sacchi di cementi.

 

La mia mamma profuma di fiori,

è bella come i colori.

La mia mamma è bella come una stella,

sembra una pulzella

 

Mio fratello

è molto bello.

Mio fratello

è bricconcello.

 

Il mio cane di nome Thor,

è davvero un distruttor.

Il mio cane un po’ monello

per me è davvero bello.

Beatrice Sacchi, III B Primaria, Monasterolo

LA MIA MAMMA

La mia mamma è un tesoro,

la mia mamma ha un cuore d’oro.

La mia mamma è un arcobaleno

che risplende nel cielo sereno.

La mia mamma è un bel fiore

che sboccia nel mio cuore.

La mia mamma è molto carina

anche quand’era molto piccina.

La mia mamma fa l’estetista

le piace guidare, ma non fa l’autista.

Giorgia Turconi, III B Primaria, Monasterolo

SE FOSSI … SAREI…

Se fossi animale sarei delfino

se fossi colore sarei viola,

se fossi mare sarei tranquillo

se fossi burattino sarei Arlecchino,

se fossi albero sarei salice piangente,

se fossi fiore sarei rosa,

se fossi fiaba sarei Cenerentola,

se fossi montagna sarei innevata,

se fossi treno sarei Freccia Rossa,

se fossi uccello sarei rondine,

se fossi mestiere sarei scienziata,

se fossi spezia sarei basilico.

Beatrice Pavesi, III B Primaria, Monasterolo

 

SE FOSSI … SAREI…

CASCATASe fossi colore sarei rosso

Se fossi mare sarei mosso

Se fossi acqua sarei cascata

Se fossi bevanda sarei gassata

Se fossi legno sarei bastone

Se fossi maschera sarei Arlecchino

Se fossi erba sarei in giardino

Se fossi insetto sarei calabrone

Se fossi gioco sarei pallone

Se fossi uccello sarei pulcino

Se fossi pesce sarei delfino

Se fossi mestiere sarei dottore

Se fossi macchina sarei motore.

Lorenzo Paladini, III B Primaria, Monasterolo

 

C’È CHI FA …

C’è chi canta

C’è chi suona …

 

C’è chi fa il muratore

C’è chi fa il dottore …

 

C’è chi fa lo scrittore

E c’è chi fa l’inventore …

 

C’è chi fa il giocoliere

C’è chi fa il pallottoliere…

 

C’è chi fa…   C’è chi fa…

E quello che fa…   A tutti lo dà…

Giulia Salvadori, III B Primaria, Monasterolo

RACCONTI E LEGGENDE INTORNO AL FUOCO

IL CORNO DEL RINOCERONTE

Tanto tempo fa il rinoceronte era senza il corno.

Un giorno andò al centro della foresta e vide un elefante, che gli chiese: – Come fai a difenderti? Io mi difendo con le zanne e la proboscide.

– Io non riesco a difendermi, riesco solo a scappare da quelli che mi vogliono mangiare. – rispose il rinoceronte.

Poi incontrò un ippopotamo, che gli disse: – Tu cosa mangi? – Io mangio la carne che strappo con i miei denti.

– Io mangio solo piante– rispose il rinoceronte.

Infine incontrò il leone e gli disse: – Sai cosa mangio? Il rinoceronte rispose: – No!

Allora il leone ribatté: – I rinoceronti ingenui come te!

Il rinoceronte subito iniziò a correre, quando l’ebbe quasi seminato batté contro un albero e gli crebbe un bernoccolo che lo aiutò a sconfiggere il leone. E’ per questo che oggi rinoceronti hanno i corni.

Marco Briani, III B Scuola Primaria di Monasterolo

 

 IL GHEPARDO CON LE MACCHIE

ghepardo

C’era una volta un Ghepardo che viveva in India. Un giorno mentre riposava ad occhi aperti, passò vicino a lui uno scoiattolo di nome Pepe, che viveva nel buco dell’albero vicino. Lo scoiattolo era tutto sporco di vernice nera. Il Ghepardo lo vide e affamato e lo divorò all’istante in un sol boccone.

Dopo circa un mese il Ghepardo si accorse di essere ricoperto di macchie nere e si spaventò.

Quando gli altri animali lo incontravano gli chiedevano cosa gli fosse successo.

– Ero tanto affamato che ho mangiato uno scoiattolo sporco di vernice nera. Un leone gli rispose: – Ma sai che ti donano molto le macchie!? Ti fanno più bello!

Il Ghepardo disse: – Hai ragione, mi piacciono molto.

Ed è per questo che il Ghepardo ha il mantello con le macchie.

Viola Amoruso, III B Scuola Primaria di Monasterolo

 

IL PROFUMO DEI FIORI

Tanto tempo fa i fiori avevano una puzza incredibile, che teneva lontano tutti gli insetti.

Un bel giorno i fiori si stancarono di stare sempre soli, inoltre senza insetti stavano per morire tutti quanti, perché il vento non riusciva più da solo a spargere il polline.

La fata della primavera, di nome Fiorellina, vedendo che i fiori erano sempre stati buoni con tutti gli insetti, decise di offrire a loro un profumo meraviglioso.

Da quel giorno, ogni primavera, migliaia di insetti si appoggiano sui fiori profumati portando il loro polline ovunque.

Giulia Cappelletti, III B Scuola Primaria Primaria Monasterolo

 

IL SERPENTE SENZA ZAMPE

serpenteC’era una volta un serpente dalle zampe robuste e dagli artigli molto affilati.

Viveva in una foresta sconosciuta. Era molto veloce, però lui credeva che se fosse andato da mago Imperiale, lo avrebbe sicuramente aiutato ad essere ancora più veloce, così decise di andare da lui.

Per la strada trovò un ponticello stretto e instabile, però il serpente riuscì a superarlo. Dopo qualche ora si fece buio e il serpente si riparò sotto un pino e quando si svegliò vide il sole splendere nel cielo e si mise di nuovo in viaggio.

Dopo circa due ore vide qualcosa muoversi tra le foglie di qualche cespuglio e si sentì il bramito di un orso che subito lo attaccò, ma il serpente sfoderò gli artigli e lo colpì dritto, dritto sul petto e l’orso morì.

Più tardi avvistò il mago Imperiale, subito corse da lui e gli chiese: – Oh grande mago Imperiale mi daresti un po’ più di velocità?

– Io ti darò un po’ più di velocità quando tu avrai ucciso la Strega della Foresta che si trova molto lontano da qui, va verso il nord- . Il serpente, allora si diresse a nord come aveva detto il mago.

Qualche ora dopo si fece buio e si mise a dormire sotto un salice piangente.

Il mattino seguente si svegliò, riprese il suo viaggio e ben presto trovò la strega la quale cercò di incenerirlo con i suoi potenti getti di fuoco, ma il serpente li schivò tutti.

La strega allora con un incantesimo fece sparire le zampe del serpente che cominciò a strisciare. Il serpente nascondendosi tra i cespugli uccise la strega con un morso velenoso. Fiero di sé il serpente strisciò fino ad arrivare dal mago che gli diede un altro po’ di velocità.

Ed è così che il serpente non ha le zampe.

Jacopo Feole, III B Primaria Monasterolo

 

IL PUNGIGLIONE DELL’APE

Un giorno un’ape di nome Gaia volava in campagna sopra un campo di rose fiorite.

Gaia non aveva il pungiglione e per difendersi da rane, lucertole e gechi che volevano prenderla, ma poteva solo volare lontano. Gaia però si era stufata di volare via perché così facendo doveva abbandonare i fiori su cui si trovava. Aveva una vita piuttosto faticosa!.

Quel giorno stava per essere catturata da una rana e per scappare più in fretta, invece di volare in alto,andò a sbattere contro uno stelo di una rosa.

Gaia fu colpita proprio del fondoschiena da una delle spine di quella rosa.

– Che male! – disse Gaia che però si accorse subito che con quel pungiglione poteva attaccare la rana e farla scappare via. E così fece!

– Che bello! – disse Gaia – Poter avere sempre un pungiglione per difendermi!.-

Sentendo quelle parole una rosa le disse: – Sei proprio certa di perderlo?

Sappi che io sono una rosa magica e che posso esaudire un desiderio ogni anno ed oggi è il giorno speciale in cui posso fare accadere le cose più strane.

Gaia allora chiese alla rosa che lei ed anche tutte le sue amiche api, potessero avere un pungiglione lungo e robusto. E dal quel giorno le api ebbero tutte il pungiglione.

Chiara Massoni III B Primaria Monasterolo

 

LA PROBOSCIDE DELL’ELEFANTE

Si racconta che tanti anni fa un grosso elefante, con grandi orecchie e splendide zanne di nome Aldo, viveva libero nella savana africana.
Fin da piccolo sognava di avere un naso lungo, perché dovete sapere che una volta gli elefanti no lo avevano. Aldo era molto triste di non poter sentire tutti gli odori della natura.
Un giorno andò al ruscello per bere e disse fra sé e sé: – Chissà se anch’io e tutti gli elefanti potremo avere un naso lungo per sentire l’odore dei fiori!

All’improvviso arrivò un’elfa magica che si posò su un fiore lì vicino. L’elefante chiese: – Tu chi sei ? L’elfa rispose:- Io sono Bianca l’elfa dei desideri. Era vestita con un abito verde e brillante con due ali sottili e una bacchetta d’oro.

– Visto che sei un animale buono e gentile e vuoi sentire tutti i meravigliosi profumi che la natura sa regalare, io ti donerò un naso lungo e potente !- disse l’elfa. A Bianca bastò agitare la bacchetta e subito comparve un lungo naso che tutti oggi conosciamo.
Aldo disse: – Grazie, Bianca, per questo bel dono. Ti prometto che ne farò buon uso !

Magicamente come era arrivata, Bianca scomparve e dal quel giorno nessun animale della savana poté sentire meglio il profumo dei fiori rispetto agli elefanti.

Tommaso Locatelli, III B Primaria Monasterolo

 

IL GUSCIO DELLA TARTARUGA

C’era una volta una tartaruga di nome Lunetta che viveva nel bosco e non aveva il guscio.
La tartaruga era molto vivace e molto veloce e insieme ai suoi amici inseparabili, Milo il coniglio e Pablo lo scoiattolo, passava le sue giornate a ridere e scherzare. Un giorno Milo, sfidò Lunetta a fare una gara, per capire chi era il più veloce dei due. Allora iniziarono una folle corsa per tutto il bosco.
Lunetta era velocissima ma ad un certo punto, si ritrovò davanti a un pino gigantesco e non riuscendo a frenare, ci andò a sbattere contro con molta violenza. Sul Pino viveva Pablo che per lo spavento si affacciò e iniziò a tirare tante pigne contro la povera Lunetta che era ancora tanto stordita. Nei giorni successivi Lunetta non riusciva a muoversi per il dolore e mentre si toccava la schiena con le sue zappette la sentiva gonfia e dura.
Le pigne si erano trasformate in un guscio durissimo.
Quando Lunetta guarì del tutto, si accorse che non era più veloce come una volta. Era lenta e impacciata, ma dentro quel guscio si sentiva al sicuro, così decise che sarebbe stato la sua casa. Milo appena vide Lunetta iniziò a prenderla in giro perché era lentissima, mentre Pablo prima si spaventò e poi capendo che quel guscio era fatto di pigne che aveva lanciato, andò verso la tartaruga a chiederle scusa.
Lunetta però, era felice così, amava la sua nuova casa e dal quel giorno anche tutte le altre tartarughe se ne vanno in giro per il bosco portandosi sulla schiena la propria casa.

Ludovica Rollo III B, Primaria Monasterolo

 

IL COLLO DELLA GIRAFFA

C’erano una volta, nella giungla africana, le giraffe … che non avevano il collo lungo come le conosciamo noi…

La giraffa Lilly, che era molto curiosa, un giorno che era molto triste e solitaria, passeggiando per la savana, incontrò un coniglio bianco.

Gli chiese come si chiamava ed il coniglio rispose che si chiamava Federico. Il coniglio Federico le disse: – Laggiù… dentro a quel tronco, c’è il miele… è un miele buonissimo! Lo hanno fatto le mie amiche api. Mangiane un po’…. Vedrai che ti sentirai molto meglio”.

Allora la giraffa corse velocissima verso il tronco, ma rimase incastrata con la testa nel buco. – Oh nooooooo!!!! – disse la giraffa!!! – Ora come faccio ad uscire da questo buco???” … Tira, tira e tira… niente da fare!

Il tronco, che si era spaventato, disse al coniglio: “Coniglio … presto…. Vai a chiedere aiuto!!! Così il coniglio andò a cercare aiuto dal suo amico Gigino castorino che liberò Lilli mordicchiando il tronco con i suoi dentoni.

Federico e Gigino si accorsero che il collo della giraffa era lungo…. Lunghissimo …. E la guardarono con occhi meravigliati. I due dissero alla giraffa che il suo collo si era allungato!!!

Da quel giorno le giraffe hanno il collo lungo.

Giulia Salvadori, III B Primaria di Monasterolo

  

LE ORECCHIE DEL CONIGLIO

Molti anni fa i conigli non avevano le orecchie lunghe come oggi. Un giorno una coniglietta bianca di nome Lilly con un fiocco rosso in mezzo alle orecchie, invitò la sua amica Lulù a visitare il lago dei cigni.

Arrivando al lago Lulù disse:- Che meraviglia i cigni!

Lilly rispose:-Sì sono fantastici, ora però andiamo a raccogliere bacche, mirtilli, more e fiori colorati per la festa di Ginevra!

Lulù decise di fare una gara a chi raccoglieva più frutti e fiori per Ginevra, ma si accorse che Lilly era più veloce.

Allora Lulù cominciò a raccogliere frutti e fiori velocemente, così superò Lilly che, per raggiungerla, si arrampicò su un albero con le sue orecchie per poter vedere bene se c’erano ancora frutti da raccogliere. Quando arrivò in cima vide che Lulù aveva vinto, così scese dall’albero, intanto si accorse che le sue orecchie erano cresciute!

Ed è per questo che i conigli hanno le orecchie lunghe.

Giorgia Turconi, III B Primaria di Monasterolo

  

LO STRUZZO CORRE VELOCE

C’era una volta un cacciatore che era andato a caccia nella savana, dopo un po’ di tempo trovò uno struzzo che stava sonnicchiando sotto un albero parlante che, appena vide il cacciatore, avvisò lo struzzo, ma il povero animale non lo sentì.

Il cacciatore si avvicinò allo struzzo, tirò fuori la lancia, ma finalmente lo struzzo si accorse della sua presenza e cominciò a correre.

Il cacciatore lo inseguiva, ma dopo un po’ si stancò e non lo rincorse più.

Lo struzzo allora cominciò ad allenarsi per correre sempre più veloce e sfuggire al cacciatore e continuò a farlo per diversi di giorni.

Dopo un po’ di tempo il cacciatore decise di nuovo di cacciare lo struzzo.

Lo trovò e lo rincorse, però lo struzzo correva troppo veloce, così rinunciò per sempre. Per questo lo struzzo corre veloce.

Beatrice Pavesi III B, Primaria Monasterolo

 

PERCHÉ IL LEONE HA LA CRINIERA

Tanto tempo fa, quando la terra era ricoperta di ghiaccio, il leone non aveva la criniera e la sua pelliccia era liscia e corta su tutto il corpo.

Il suo problema era il freddo, soprattutto alla testa perché soffriva di sinusite e quindi aveva sempre mal di testa. Allora decise di chiedere aiuto a una donna del villaggio: – Per favore, potresti fare anche a me quel bel cappello di peli lunghi e caldi che hai sulla testa?

La donna rispose: – Questo non è un cappello! Sono i miei capelli. Però ho deciso di aiutarti: torna domani e avrai quello che hai chiesto.

Durante la notte la donna fece tagliare una ciocca di capelli a ogni donna e intrecciò una specie di parrucca.

Il giorno dopo la mise in testa al leone che ne fu molto contento perché non aveva più freddo. Anzi, ne era talmente orgoglioso che non la tolse mai più, e la porta ancora oggi che vive in paesi molto caldi.

 Nicolò Pezzoli, III B Primaria Monasterolo

 

LA PIANTA DI DOLCI

 C’era una volta un re che si chiamava Nicolò.

Re Nicolò era molto egoista perché una strega gli aveva fatto un incantesimo.

La moglie Federica lo aveva lasciato perché non sapeva che era stato maledetto dalla e non sopportava il suo egoismo.

Un giorno re Nicolò, passeggiando nel suo frutteto vide che un melo, al posto delle mele, era pieno di dolci: cioccolatini, caramelle, chupa-chupa…. Ognuno aveva un sapore diverso dall’altro.

Il re chiamò tutti gli abitanti del villaggio per far raccogliere i dolci dal magico albero.

Quando Federica scoprì che tutto il villaggio era al castello, andò a vedere cos’era successo.

Vide che Nicolò stava regalando i dolci a tutti gli abitanti del villaggio e capì che era diventato generoso.

Infine tornò da lui, si abbracciarono e vissero felici e contenti.

Giulia Salvadori, III B Primaria di Monasterolo

 

ANNA E LA BOLLA MAGICA

Un giorno una bambina di nome Anna uscì di casa per andare da una sua amica.

La giornata molto divertente passò in fretta e venne il momento di ritornare a casa.

Anna però non riuscì a ritrovare la strada tra i sentieri del bosco.

Mentre girovagava vide una grande bolla che luccicava.

Era bellissima pensò Anna. Quella bolla era magica scoprì Anna.

Dopo un po’ la bolla cominciò a luccicare: stava indicando ad Anna la strada di casa.

Quando arrivò davanti a casa Anna disse: “Grazie per avermi accompagnata, sei veramente magica!”.

La bolla cominciò a lampeggiare, girò velocemente su se stessa e schizzò via verso il cielo.

Chiara Massoni, III B Primaria di Monasterolo

 

LA STELLINA GIOVANNA E LO SPAZIO

universo

Una stellina di nome Giovanna molto curiosa

andava in giro a chiedere a tutti quelli che incontrava la stessa domanda: – Cos’è lo spazio?

Le stelle ed i pianeti che aveva incontrato fino a quel momento non avevano saputo risponderle perché le dicevano o che non lo sapevano spiegare oppure che non avevano tempo di farlo.

Giovanna decise allora di andare a trovare il vecchio e saggio pianeta che abitava molto lontano da lei.

Era sicura che lui avrebbe risposto alla sua domanda. Arrivata a casa del vecchio pianeta gli chiese: – Sai dirmi cos’è lo spazio?

Il pianeta comincio a dire: – Bella domanda… lo spazio è … ZZZZZZZZZ- . E all’improvviso si addormentò.

Giovanna allora ritornò a casa un po’ triste. La mamma quando la vide le spiegò che lo spazio era immenso, di colore blu, pieno di pianeti e stelle e circondava ogni cosa.

Giovanna finalmente aveva saputo cosa era lo spazio.

Chiara Massoni, III B Primaria di Monasterolo

FABULANDO

La pecorella e il leone

pecoraPegghy la  pecorella era sempre nel suo recinto a brucare l’erba. Una mattina, stanca  di essere sempre rinchiusa in quello spazio così piccolo, decise di  scappare e andare a  esplorare il mondo.
Viaggiò per mari e per monti,  e un giorno,  Pegghy, mentre saltava su una grossa pietra, cadde e si fece male a una zampetta.
Pegghy belava così forte che svegliò il leone Leo che si riposava all’ombra di un albero. Leo si alzò e andò a vedere cosa fosse successo. Quando Pegghy vide arrivare Leo, pensò che era arrivata la sua ora e più guardava i grandi denti di Leo e più tremava per la paura.
Allora Leo, per tranquillizzare la povera pecorella, disse con la sua potente voce:

-Tranquilla io sono vegetariano…cosa ti è successo?
Pegghy, con la sua vocina tremante iniziò a raccontare la sua storia mentre Leo le curava la zampetta ferita . Dopo pochi giorni Pegghy guarì completamente e i due diventarono amici inseparabili.
Le apparenze a volte INGANNANO.

L. Rollo, III B Primaria, Monasterolo

 

Il leone Leo e la pecora Peggy

Pegghy una piccola pecorella un giorno decise di scappare dal suo recinto per andare a farsi un giro perché si annoiava.

Mentre passeggiava nella foresta incontrò un leone di nome Leo.

Terrorizzata dal feroce animale non riusciva più a muoversi, ma il leone aveva già mangiato e non aveva intenzione di fare del male alla pecorella, voleva solo trovare un’amica con cui giocare.

Alla fine il leone e la pecorella giocarono insieme tutto il giorno e poi ognuno tornò a casa propria promettendosi di incontrarsi ancora per giocare.

Non bisogna giudicare senza aver conosciuto chi incontri.

De Luca, III B Primaria, Monasterolo

 

Leo e Pegghy

leoneC’era una volta una pecorella di nome Pegghy che brucava l’erba dentro al suo recinto.

All’improvviso arrivò il leone che voleva entrare nel recinto per mangiarla. Il leone saltando si ruppe la zampa e iniziò a ruggire forte dal dolore. Allora la pecorella aiutò il leone spingendolo ad alzarsi su tre zampe. Il leone grato dell’aiuto si allontanò lasciando la pecorella.

Anche un piccolo animale pauroso e fragile può aiutare un animale più grande e feroce.

Amoroso,  III B Primaria, Monasterolo

AMICI DI PENNA

Fiaba a 50 gradi sopra lo zero

caldoFaceva un caldo davvero soffocante in quella fiaba: tutti i personaggi indossavano il costume da bagno, si portavano dietro sempre acqua e crema solare e mandavano dal naso sbuffi di fuoco da sembrare vulcani.
All’inizio del racconto ci si trovava già ad almeno 50 gradi sopra zero. Infatti cominciava così:
C’era un paese tutto accaldato, nel quale faceva sempre caldo.
Perfino le abitazioni erano fatte di materiale antincendio, a forma di forno a legna, e non solo il caldo afoso bruciava la pelle del viso, si scioglievano anche le parole e i sogni. Perfino gli animali stavano sempre nelle loro tane.
Bastava sentire l’inizio per avere mal di testa per il caldo e bisognava correre a mettersi subito il ghiaccio.
A leggerla, poi, appena le dita sfioravano le pagine per voltarle si ustionavano.
Un giorno arrivò il mago del ghiaccio che, per vendicarsi, fece tornare l’inverno.
Tutte le persone che erano in costume andarono subito a casa per coprirsi con pellicce e indossare stivali.
Alla fine arrivò il sole che combatté  contro il ghiaccio.
Dopo la lotta si misero d’accordo: insieme crearono una stagione chiamata Primavera, era bellissima, con i fiori colorati e tutte le farfalle che volavano.
Gli abitanti erano soddisfatti e da quel giorno vissero per sempre felici e contenti.

A. Maiolo/L. Rollo/B. Sacchi,

III B Primaria, Monasterolo

Il temperino magico

C’era una volta un temperino che faceva sempre magie.

Arrivò un giorno in cui il temperino era tanto pieno di trucioli di matite e le magie non funzionavano più.

Allora chiese a una tigre di aiutarlo, ma la tigre gli ruggì contro e il temperino scappò veloce dalla paura.

Più tardi incontrò un bambino che lo svuotò e infine il temperino ritornò a far magie come la lampada di Aladino.

Visaggi, III B Primaria, Monasterolo

La pianta dei giocattoli

alberoArianna nel suo giardino aveva una bellissima pianta, ma erano tanti anni che non faceva più i frutti.

Arianna allora decise di prendersene cura e di bagnarla tutti i giorni.

Ogni mattina prima di andare a scuola passava a salutare la pianta e augurarle un buon giorno.

Una domenica mattina Arianna dopo la colazione andò in giardino e vide che la pianta era tutta piena di giocattoli, felicissima chiamò tutti i suoi amici e incominciarono a raccogliere i giocattoli tutti insieme e giocarono intorno alla pianta.

De Luca, III B Primaria, Monasterolo

 

L’albero di Babbo Natale

Babbo Natale trovò un pacco davvero speciale davanti alla porta: dentro c’era un seme. Lui , allora, lo piantò; poi, quando la pianta era cresciuta, fece dei frutti che non erano proprio frutti: erano giocattoli di tutti i tipi, bambole, macchine, costruzioni e videogiochi.

Babbo Natale non credeva ai suoi occhi!

Arrivò la vigilia di Natale e lui ordinò ai suoi aiutanti di raccogliere e di impacchettare i giocattoli.

Da allora gli elfi di Babbo Natale devono solo incartare i regali, invece di costruirli, e nel tempo libero vanno a sciare.

Pezzoli, III B Primaria, Monasterolo

 

La ballerina e il topolino

L’anno scorso, alla scuola di danza di un piccolo paese, c’era una ballerina molto brava e preparata che si dava tante arie.

Ripeteva spesso: “Io sono la migliore e non ho paura di niente!”

Dopo diversi mesi di prove arrivò finalmente il giorno dello spettacolo.

La ballerina cominciò a danzare leggiadra sulle punte, ma improvvisamente si bloccò perché vide un topolino sul palco.

Fece un salto per lo spavento e scappò dietro le quinte, mentre le altre ballerine continuarono a danzare fino alla fine.

Subito dopo la ballerina, aiutata dalle compagne, ricomparve sul palco e il pubblico applaudì con entusiasmo.

A quel punto la ballerina si rese conto che lo spettacolo aveva avuto successo grazie alle altre ballerine.

Infine la ballerina decise di abbracciare e ringraziare le compagne e da quel giorno non si diede più arie.

Sacchi, III B Primaria Monasterolo

LE NOSTRE FAVOLE

MORALE: “TANTO VA LA GATTA AL LARDO, CHE CI LASCIA LO ZAMPINO”

Il gatto e il lupo

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C’era una volta un gatto che amava rubare.

Un giorno andò a rubare la carne del lupo mentre dormiva.

Il giorno seguente il gatto pensò: -Il lupo quando dorme non mi sente posso andare quando voglio!

Una sera entrò di nuovo e il lupo lo vide, gli saltò sopra e lo sbranò.

Sara J., III A Primaria, Monasterolo

Il gatto e l’ape

C’era una volta un gatto molto affamato.

Un giorno mentre camminava incontrò un’ape e le chiese di dargli un po’ di miele ma l’ape rispose di no.

Una notte il gatto andò all’alveare di nascosto e assaggiò un po’ di miele, gli piaceva così tanto che decise di tornare la notte seguente dove c’era la pentola di miele. Continuò così tutte le notti.

Finalmente una mattina le api, sapendo che era il gatto a rubare il miele, uscirono dall’alveare e lo punsero.

Tabatha T., III A Primaria, Monasterolo

La gatta ladrona

C’era una volta una gatta che andava sempre allo zoo. Un giorno vide un leone con una bistecca e gli chiese se gliene dava una fetta. Il leone rispose di no, allora la gatta ogni notte andava allo zoo e mentre il leone dormiva, rubava la bistecca. La prima volta e la seconda volta ci riuscì finché il leone si accorse che ogni notte la sua bistecca veniva rubata e si nascose dietro un cespuglio.

Quando arrivò la gatta il leone le diede una botta in testa e poi l’azzannò.

Tommaso N., III A Primaria, Monasterolo

La volpe e il cinghiale

C’era una volta un cinghiale che stava accumulando cibo per non averne più bisogno il giorno della festa degli animali, quando ci sarebbe stata confusione.

Una volpe che cercava da mangiare da giorni, si chiedeva cosa stesse combinando perché lo vedeva sempre in giro.

Così una notte andò a fargli visita e quando vide tutto quel cibo, decise di rubarne un pochino; lo stesso fece la sera dopo e l’altra ancora e così via.

Il cinghiale, che ogni mattina si accorgeva che il cibo era di meno, tese una trappola al ladro.

Scavò una grande buca, la ricoprì di foglie e ci mise sopra della carne. Quando arrivò la volpe, cadde nella buca e non ne uscì più.

Agnese S. , III A Primaria, Monasterolo

La volpe e il leone

C’era una volta nella foresta un leone che aveva cacciato per procurarsi il cibo. Una volpe, che passava di lì, vide tutto quel cibo e gli chiese se gliene dava un po’. Il leone rifiutò e disse che se lo voleva doveva cacciare.

La notte seguente la volpe, mentre il leone dormiva, gli rubò un pezzo di carne. Il leone di mattina non notò che il pezzo di carne era scomparso.

La volpe lo fece ancora, fino a che il leone notò che qualcuno gli rubava il cibo. Si nascose e aspettò che il ladro arrivasse. La volpe andò, ma il leone balzò fuori dal suo nascondiglio e divorò la volpe.

Martina C., III A Primaria, Monasterolo

La volpe e la tigre

In un bosco si aggirava una volpe in cerca di cibo. Un giorno la volpe incontrò una tigre che stava trasportando un pezzo di carne e affamata ne chiese un po’, ma la tigre rispose che doveva cercarsi qualcosa da mangiare da sola.

La volpe pigrona però sapeva che la tigre dopo pranzo faceva sempre un pisolino, così ne approfittò per rubare qualche pezzo di carne. La tigre non se ne accorse e la volpe continuò tutti i giorni a rubare il cibo alla tigre. Un cinghiale, amico della tigre, sospettava che la volpe rubasse la carne e si nascose dietro a un albero per coglierla sul fatto. La volpe anche quel giorno rubò la carne non sapendo che il cinghiale la stava osservando. Il cinghiale corse ad informare la tigre che preparò una trappola. La volpe come al solito andò a rubare la carne, ma finì nella trappola. Il cinghiale e la tigre dopo essersi svegliati, a causa di un campanello, catturarono la volpe.

Leonora C., III A Primaria, Monasterolo

MORALE: “CHI TROVA UN AMICO, TROVA UN TESORO”:

La formica e il cane

Un giorno una formica camminava su una foglia che a causa del vento a un certo punto iniziò a volare.

Quando il vento si calmò piano piano la formica scese fino a terra. Lì vicino la formica vide un cane con una spina nella zampa, gli andò accanto e gliela tolse.

Il cane la ringraziò e le disse cosa poteva fare per ringraziarla.

La formica gli rispose che il formicaio era lontano perché si era persa e non riusciva a ritrovare la strada per ritornare a casa.

Il cane la fece salire sul suo orecchio e la portò al formicaio.

Alessia P. , III A Primaria, Monasterolo

MORALE: “CHI VA PIANO, VA SANO E LONTANO”:

skateLa lumaca e il topolino

C’era una volta una lumaca che andava piano e tutti la sorpassavano. Un giorno andò in città dal suo amico topolino e gli chiese: -Mi costruisci qualcosa per andare veloce?

Il topolino le costruì lo skateboard e glielo diede.

La lumaca con lo skateboard però andava troppo veloce e cadeva sempre. Visto che cadeva aveva paura di rompersi il guscio. Riandò dal suo amico topolino e gli disse: -Tieni topolino a me non serve lo skateboard andavo troppo veloce e rischiavo di rompermi il mio prezioso guscio. Il topolino si riprese lo skateboard.

La lumaca agli appuntamenti arriva tardi ma senza rompersi niente.

Giorgia P. , III A Primaria, Monasterolo

 

MORALE: “QUANDO VUOI VERAMENTE QUALCOSA, DEVI INSISTERE PER OTTENERLA”:

La volpe e l’uva

volpe

Una volpe ingolosita dai bei grappoli d’uva che si trovavano vicino alla sua tana, si allontanava per tornare a casa e pensava. Decise che poteva usare una scala e il giorno dopo prese dello spago e dei legnetti grandi e piccoli: li legò tra loro con lo spago. Al primo tentativo la scala non venne bene, ma non si perse d’animo e ci riprovò finché non ci riuscì. La scala era pronta: la volpe soddisfatta salì sulla scala e colse il grappolo.

Quando poi tornò a casa si sedette sul suo morbido divano e cominciò a gustarsi l’uva dolce e pensò che era stata brava a non rinunciare al suo obiettivo.

Anche noi prima di rinunciare alle cose che vogliamo dobbiamo riprovare tante volte per ottenerle.

 

MORALE: “NON GIUDICARE MAI GLI ALTRI”

Una lezione per Leo

pecora

C’era una volta una pecorella di nome Pegghy che stava dormendo in un prato. Ad un tratto arriva un leone di nome Leo che la piglia in giro dicendole che è una pecorella che non serve a niente. La pecorella, sentendo il leone, si sveglia e si offende. La pecorella lo mette alla prova e gli propone di stare tutto l’inverno senza i maglioni di lana. Il leone accetta.
Arrivò l’inverno e il leone moriva di freddo nella sua tana senza i maglioni della pecora: così l’andò a cercare. Quando la trovò il leone le chiese scusa e lei gli disse che solo per quella volta gli avrebbe dato un maglione. Così il leone passò l’inverno al caldo e non giudicò mai più.

Agnese S., III A Primaria, Monasterolo

 

FILASTROCCHE IN LIBERTA’

UN VECCHIO LEONE

C’era una volta un vecchio leone

che con i suoi denti bucava il pallone.

Tutti i bambini avevan paura

che la palla finisse nella radura.

Ma i genitori pieni di rabbia

presero il leone e lo misero in gabbia.

Tommaso Ferrari, II A Primaria, Monasterolo

LA DOMENICA DEL PAPA’

Che bello stare con papà

che mi porta di qua e di là.

Con lui gioco e mi diverto

corro tanto in campo aperto.

Se gli chiedo una cosa,

è sempre sveglio, non riposa.

Abbiamo visto tipi strani

che giocavan con le mani.

Eran tanti uomini forti

che indossavano pantaloni corti.

Rugby, lo sport si chiamava

e tutta la gente per loro tifava

                                 Tabatha T. , II A Primaria, Monasterolo

LA FILASTROCCA DEGLI ANIMALI

Il leone a caccia è andato

ha molto camminato

e poi si è tanto stancato.

La giraffa poverina

era un poco birichina

ha mangiato la gelatina.

Lo struzzo piccolino

ha scavato un buchino

e ci ha messo il testolino.

Si riposa l’ippopotamo

ha sognato una rosa

e ha trovato la sua sposa.

Dimitri, II A Primaria, Monasterolo

L’ALLEGRA PRIMAVERA

Tra le corolle volano le farfalle

e fanno un girotondo in fondo alla valle.

E sui pistilli

saltano i grilli che sono belli arzilli:

Quanti profumi e quanti colori

in quei giardini dai tanti rumori.

Ecco l’azzurro, il giallo, il viola

che risplendono in mezzo all’aiuola.

Sento il profumo della mia rosa

dove la mia mano attenta si posa.

                                 Ester Delfi, II A Primaria, Monasterolo

 

FILASTROCCA DELLA FATTORIA

Mentre mangio una fresca mela

ho accanto una morbida pecora che bela.

Nel pollaio ci sono i pulcini

che cantano insieme ai canarini.

Una grossa mucca

cerca di fare l’equilibrista su una rotonda zucca.

Una bella foca

riesce a starnazzare come un’oca!

Infine un bel porcellino

gioca sempre come uno sciocchino.

                               Leonora C., II A Primaria, Monasterolo

 

IL CASTELLO DEL PRINCIPE AZZURRO

 Nel castello del principe azzurro

non si ode nemmeno un sussurro:

Il suo martello di ferro fuso

è sempre pronto ad ogni uso.

C’è una piovra di guardia al portone

che non fa avvicinare nessun furbacchione.

Il principe con un inchino

chiede alla principessa un bel bacino.

Al matrimonio partecipano in tanti

son felici e tutti eleganti.

                             Lara R., II A Primaria, Monasterolo

 

FILSTROCCA DELLA CASA

Nel salone ci son le poltrone

e più in là c’è anche il balcone.

In cucina ai fornelli

mamma sente il cinguettio degli uccelli.

Nel bagno c’è anche papà

a fare la doccia: che novità.

Nella camera io gioco

con finti fornelli senza fuoco,

All’orsetto e alla bambolina

preparo il cibo con la mia cucina.

In cantina tra scatole e scatoloni

escono fuori anche vecchi bottoni.

E in garage ci son biciclette

armadi, vasi e tante cosette.

In soffitta la libreria

e’ piena di libri di fantasia.

Su e giù per le scale va il cane

rincorrendo le briciole di pane.

L’anno scorso mia sorella

ha disegnato e appeso una stella,

con sopra scritto”questa è magia

e nessuno ce la porterà via.

                             Agnese S., II A Primaria, Monasterolo

 

LA MIA DOMENICA

 La domenica mattina

si corre subito tutti in cucina

facciamo un’abbondante colazione,

Poi tutta la famiglia fuori a giocare al pallone.

Gioco a calcio con mio papà

che sudata però che si fa!

Con mia mamma raccolgo fiori

in un campo dai mille colori.

Poi mangio un buon gelato

in un bellissimo e verde prato.

E la sera tutti a dormire

ma prima una fiaba vogliamo sentire.

                                  Martina C., II A Primaria, Monasterolo

FILSTROCCANDO

“Appello in rima”

Siamo gli alunni della seconda B

sempre insieme quasi ogni dì.

Mi chiamo Viola Amoruso

e stasera mi faccio un infuso.

Io sono Chiara Boffa,

per il disegno ho la stoffa.

Mi chiamo Marco Briani,

da grande studierò i vulcani.

Son Giulia Cappelletti

e adoro gli ovetti.

Io sono Alessia Caputo,

faccio i compiti in un minuto.

Mi chiamo Sofia De Ambroggi

e son felice oggi.

Sono Arianna De Luca,

porto i capelli legati sulla nuca.

Il mio nome è Matteo Di Pinto

e sono un calciatore convinto.

Mi chiamo Jacopo Feole,

mi piace fare capriole.

Io sono Fabio Ferrario,

consulto sempre il dizionario.

Son Tommaso Locatelli,

mi piace usare i pennelli

Io sono Lorenzo Magnani,

non rimando i compiti a domani.

Il mio nome è Asia Maiolo,

gioco sempre a pallavolo.

Mi chiamo Chiara Massoni,

e mi piace fare le moltiplicazioni.

Io sono Giorgia Mastropasqua,

a scuola studio il ciclo dell’acqua.

Mi chiamo Lorenzo Paladini

e non mi piacciono i bambini birichini.

Sono Beatrice Pavesi,

non mi piace portar pesi.

Io mi chiamo Marco Pelati,

mi piacciono i bambini educati.

Son Nicolò Pezzoli

e a scuola non mangio fagioli.

Io sono Ludovica Rollo,

non perdo mai il controllo.

Eccomi, son Renato Sacchetta,

vorrei viaggiare in bicicletta.

Sono Beatrice Sacchi

e a scuola non gioco a scacchi.

Mi chiamo Arturo Saccone,

in disegno sono un campione.

Il mio nome è Giulia Salvadori

e i miei disegni son capolavori.

Io mi chiamo Giorgia Turconi,

ai miei compagni mando tanti bacioni.

Sono Lorenzo Visaggi,

mi piace studiare i paesaggi.

Siamo una classe di veri amici,

stare insieme ci fa felici.

Classe II B della Scuola Primaria di Monasterolo

 

“Filastroccando gli animali”

La giraffa ha il collo lungo

e di certo non può stare sotto un fungo.

Va sugli alberi la scimmietta,

ma non usa la scaletta.

L’elefante nel laghetto,

volentieri fa un bagnetto.

La zebra con le strisce,

un po’ galoppa e un po’ nitrisce.

L’ippopotamo grosso e grasso,

entra in acqua con gran fracasso.

Corre molto il rinoceronte,

corre e sparisce all’orizzonte.

Il leone sua maestà

non può vivere in città,

sotto l’albero riposa

aspettando una preda golosa.

Filastrocca degli animali,

tutti belli ma non uguali.

Classe II B della Scuola Primaria di Monasterolo

 

“Scuola in Pubblicità”

La Scuola Primaria Don Milani

ti aiuta ad affrontare il domani.

Vieni a studiare qui da noi

ché di sicuro non ti annoi.

Tante cose imparerai

e difficoltà non avrai.

Classe II B della Scuola Primaria di Monasterolo

 

“La cavalletta in bicicletta”

 Nel prato una cavalletta

pedalava in bicicletta.

Andava forte a manetta

e ha perso una scarpetta.

È arrivato un agnellino

che viaggiava in motorino,

dietro c’era un topolino

seduto sul seggiolino.

Tutti insieme con la paletta

hanno trovato la scarpetta.

Per festeggiare hanno fatto il trenino

mangiando un buon panino.

Classe II B della Scuola Primaria di Monasterolo

 

 “I tre fratelli”

Tre fratelli giocano sul prato

mentre la mamma compra un gelato.

Uno di loro prepara la merenda

invece gli altri son dietro la tenda.

Giocano felici a nascondino

si nascondono dietro un pino,

vedono un bel ruscello

e di acqua riempiono il secchiello.

Ludovica Rollo classe II B Scuola Primaria di Monasterolo

 

“Giocando con le rime”

Oggi in un prato

abbiamo mangiato un buon gelato.

Ma che bella la merenda

se vien fatta in una tenda!

È arrivato l’amico Pino

e abbiam giocato a nascondino.

Tutti insieme con il secchiello

a giocar verso il ruscello.

Asia Maiolo classe II B Scuola Primaria di Monasterolo

 

“ I tre amici”

Sotto un grande pino,

tre amici giocano a nascondino.

Poi, con il secchiello,

vanno a prendere l’acqua del ruscello.

Sul prato

trovano un gran gelato.

Sotto la tenda

Uno dice:-Che buona merenda!

Marco Briani classe II B Scuola Primaria di Monasterolo

 

“Filastrocca delle parole”

 Passeggiando nel prato

mi gusto un buon gelato.

Prendo il secchiello

e vado al ruscello.

Gioco a nascondino

e mi nascondo dietro un pino.

Se raggiungo la tenda

Posso fare una grande merenda.

Giulia Salvadori classe II B Scuola Primaria

 

OSSERVO CON GLI OCCHI DEL CUORE E DESCRIVO

“Mi presento”

MI PRESENTOMi chiamo Giorgia Mastropasqua, abito a Linate e frequento la classe seconda della scuola Primaria Don Milani.

Sono una bambina ubbidiente, vivace e sempre allegra perché mi piace fare tutto; giocherellona perché mi piace giocare a Memori con Beatrice; generosa, infatti, quando mi chiedono gli occhialetti io li presto volentieri.

Il mio cibo preferito è la pizza margherita, la mia bevanda preferita è la Coca-Cola, lo sport che pratico di più è lo Snowboard, infatti il mio papà, tutti i sabati mi porta in montagna per fare Snowboard. I giochi che più mi divertono sono “L’allegro chirurgo”, “Memory”, “Il lupo mangia frutta”, ma Memori è il mio preferito, perché vinco quasi sempre. Il mio animale preferito è il cavallo perché lo vorrei cavalcare. Il luogo di vacanze più divertente è la montagna perché c’è tanta neve e posso giocare con i miei cugini Riccardo, Nicola e Veronica a palle di neve. La disciplina di studio più interessante è Italiano perché mi piace scrivere i testi. Gli spettacoli preferiti sono quello dei burattini, quello di Snowboard e quello che facciamo noi a scuola durante l’intervallo.

Sono contenta quando prendo un bel voto, quando la mamma mi porta in edicola, o mi coccola; quando papà mi prende in braccio e io dormo come un sasso. Mi piace quando mio fratello mi fa i complimenti e quando esco fuori nel giardino della scuola perché ora che è Marzo ci sono tante margherite.

Sono invece triste quando prendo una nota, brutti voti tipo cinque o quattro, quando non vado in edicola, o non esco fuori in giardino; quando il mio papà mi sgrida, oppure mio fratello mi picchia; quando nessuno mi vuole far giocare. Sono di statura normale e magra.

Io ho il viso rotondo, liscio e di colore roseo. I miei occhi sono normali e di colore azzurro.

Il mio naso è a patatina, e un po’ corto.

La mia bocca è sempre allegra, a forma di cuoricino con labbra rosse rosse.

I miei capelli sono biondi, ricci, lunghi quasi sempre legati con un elastico. Mi vesto spesso elegante, ma oggi mi sono vestita con la tuta perché c’è ginnastica e forse se fa bel tempo usciamo fuori.

Giorgia Mastropasqua, IIB Scuola Primaria, Monasterolo

“Mio fratello Emanuele”

Mio fratello Emanuele ha quasi dieci anni e frequenta la IV B della Scuola Primaria Don Milani. Emanuele è atletico, di altezza media ed è magro. Ha un viso rotondo, simpatico di colore roseo.

Gli occhi, non molto grandi, sono di colore verde con delle pagliuzze marroncine. Il naso è piccolo e regolare, ha la bocca a cuoricino con labbra carnose e rosse come una fragola. I capelli sono lisci e molto corti. Ha la pelle vellutata come una pesca. Di solito indossa i vestiti comodi e pratici con scarpe da ginnastica.

Emanuele è un bambino vivace e allegro. Gli piacciono gli animali ed è molto sensibile. Al parco giochi, fa subito amicizia con gli altri bambini.

Certe volte litighiamo, ma facciamo subito pace. Mi piace quando mi fa i complimenti. Non mi piace quando è dispettoso e mi prende in giro. Per me è il fratello migliore che si possa avere.

Beatrice Sacchi, II B Scuola Primaria, Monasterolo

“La zia Nadia”

La zia Nadia è la sorella del papà e tutti dicono che le assomiglia. La zia è alta e magra, il suo viso è pallido e morbido. I suoi occhi sono a mandorla e di colore marrone scuro. Il suo naso è piccolo e carino, mentre la bocca è grande, a forma di cuore. La zia Nadia ha i capelli corti e di color castano chiaro con delle ciocche dorate.

La zia si veste sempre in modo elegante e raffinato: le unghie smaltate, i capelli pettinati e al collo porta una collana di perle. Porta sempre le scarpe con il tacco.

Zia Nadia è sempre molto calma, silenziosa e ha la voce che quasi non si sente; ha un cane di nome Kira e lo porta sempre a spasso ai giardinetti vicino a casa sua. Tutte le domeniche pomeriggio zia Nadia e zio Marco vanno a trovare la nonna Francesca. Mi piace quando la zia porta il cane, a casa della nonna, che salta addosso a Sergio, il mio fratellino, che si spaventa.

Non mi piace invece quando non porta il cane. Per me è speciale perché è una persona brava.

Giulia Salvadori, classe IIB Scuola Primaria, Monasterolo

 “La mia mamma Francesca”

Francesca è la mia mamma ha i capelli lisci e castani, la bocca piccola e stretta, il viso allungato e liscio, le orecchie piccole e a sventola; ha il naso lungo e sottile, le labbra secche e screpolate; ha gli occhi grandi e marroni; ha la statura alta e la corporatura snella.

La mia mamma si veste sportiva: indossa la camicetta, i jeans e gli stivali.

La mia mamma ha il carattere buono, anche se quando la faccio arrabbiare, lei mi sgrida.

La mia mamma è abituata ad alzarsi presto e a vestirmi mentre dormo, ogni mattina prepara il caffè al mio papà e lo bevono insieme sul balcone.

Mi piace quando la mia mamma mi fa un complimento, quando mi fa le coccole e quando mi da i bacini. Non mi piace quando mi sgrida e quando mi manda in castigo.

Per me la mia mamma è carina.

Lorenzo Paladini, classe IIB Scuola Primaria, Monasterolo

 

“Mia cugina Elisa”

Elisa è la mia cuginetta di cinque anni e frequenta la scuola dell’infanzia. Il prossimo anno andrà in prima elementare. Vive con me a Peschiera Borromeo. È di corporatura normale e bassa di statura. Il viso è rotondo, liscio e pallido. Ha gli occhi grandi e di colore nero. Il nasino è piccolo e all’insù. La bocca è piccola con le labbra sottili. Ha le orecchie a sventola. I suoi capelli sono neri e la sua mamma le fa i codini. Le piace indossare le gonne e le ballerine. Elisa è una bambina allegra e vivace. Le piace giocare con le Barbie e con la sua cagnolina Luna.

Mi piace quando giochiamo insieme alle principesse. Non mi piace quando noi litighiamo. Per me è una bambina carina.

Chiara Massoni, classe IIB Scuola Primaria, Monasterolo

 

“Giacomo”

GIACOMOGiacomo è mio fratello, è alto e magro.

Gli occhi sono grandi, i capelli sono castani e non li pettina quasi mai. Fa tanto sport; gioca a pallacanestro, per cui è un po’ muscoloso. Si veste con i jeans e la felpa. Fa la terza secondaria, è molto bravo in matematica ma non tanto in disegno. Mi piace quando mi abbraccia e mi racconta le cose. Non mi piace quando mi fa i dispetti. Gli voglio tanto bene e anche lui me ne      vuole tanto.

Arturo Saccone, classe IIB Scuola Primaria, Monasterolo

 

“Il mio fratellino Gianluca”

Gianluca è il mio fratellino e ha dieci giorni. Bassissimo e magro. Ha un volto rotondo, fresco, simpatico e di colore roseo. Ha gli occhietti piccoli, rotondi e di colore azzurri. Il suo nasino è corto e a patatina. Ha la boccuccia piccola e stretta; ha pochi capelli e sono castani. Indossa sempre delle tute in ciniglia. Piange sempre quando la mamma gli cambia il pannolino(ueueueueue!!!).

Preferisce dormire e bere il latte. Mi piace quando non piange, non mi piace invece quando strilla. Per me Gianluca è speciale.

Marco Briani, classe IIB, Monasterolo

 

“La mia amica Molly”

Si chiama Molly ed è un cane domestico di razza pastore tedesco, vive nel giardino, è un cane grande e ha il pelo lungo, il muso allungato e la testa è grande.

Molly è molto docile e giocherellone, si nutre di croccantini per cani e di pastasciutta.

Molly non è socievole, non vuole altri cani.

Con me è molto dolce, mi si avvicina e vuole che gli lancio il gioco per riportamelo. Molly mi fa tanta tenerezza.

Viola Amoruso, classe IIB Scuola Primaria, Monasterolo

 

“Il mio amico Lucky”

LUKYNel mio palazzo c’è un cane di nome Lucky. È un animale domestico di razza meticcio. Vive in casa. La sua testa e il muso sono piccoli, il pelo è liscio e di colore nero. È un cagnolino docile e giocherellone. Lucky mangia dei croccantini per cani. Quando vede altri cani lui corre da loro per giocare. Appena lo vedo lo accarezzo e lui mi salta addosso perché vuole le coccole e io sono felice di fargliele.

Per me è bellissimo guardarlo.

Giorgia Turconi, classe IIB Scuola Primaria, Monasterolo

 

“Ughetto il pappagallo”

Ughetto è un pappagallo domestico che vive in una grande gabbia. Ha un testolina piccola e due occhietti vivaci e un grande becco ricurvo. Ha un pelo variopinto e quando apre le sue ali offre uno spettacolo meraviglioso.

Ughetto ha un carattere docile e giocherellone e ama giocare con i bambini. A Ughetto piace mangiare frutta e verdura e ha una gran paura dei gatti. Ughetto mi fa tenerezza.

Ludovica Rollo, classe IIB Scuola Primaria, Monasterolo

 

“Sam”

Il mio cane si chiama Sam. È un bastardino che abbiamo preso al canile. Vive in casa con noi, lui è marrone e bianco e il pelo è liscio.

È piccolo con le orecchie e il muso bello. È un giocherellone che adora i bambini e gli altri cani. A casa sta spesso sotto il tavolo con il suo ossicino e mangia i croccantini e il riso.

Con me è molto affettuoso e mi riempie di baci. Per me Sam è molto importante e gli voglio bene.

Matteo Di Pinto classe IIB Scuola Primaria, Monasterolo

 

“Il mio gatto Leo”

Il mio gatto si chiama Leo. È un incrocio tra un siamese e un gatto europeo. Vive in casa con me da circa un anno. Compirà un anno il diciassette Aprile.

Il suo pelo è morbido di colore marrone chiaro con delle strisce di marrone scuro che lo fanno sembrare una tigre.

I suoi occhi sono azzurri ma a volte quando lo guardi cambiano colore e diventano rossi. Ha un musino simpatico con dei baffi bianchi e lunghi. Ha due orecchie a punta che sembrano piramidi e un nasino rosa e umido. Leo è un gatto vivace corre e salta dappertutto. Quando vede qualcosa che si muove lui la vuole prendere. Mangia tre volte al giorno, la mattina e la sera la scatoletta e a mezzogiorno le crocchette, è un gran mangion: ha sempre fame. Io e Leo giochiamo molto, a volte dorme sul mio letto e a volte si arrotola sotto il mio giubbotto. Per me Leo è il miglior gatto del mondo e non lo lascerei mai.

Marco Pelati, classe IIB Scuola Primaria, Monasterolo

 “Il cane di mio zio”

Il cane di mio zio si chiama Pave. È un cane domestico di razza pastore tedesco. Vive in casa, ha la testa piccola con il muso allungato, gli arti sottili e lunghi, il pelo è di due colori nero con le macchie senape. Il comportamento è docile; si nutre di croccantini e visto che è vecchio lo zio gli fa le pappine morbide. Quando vede altri animali abbaia forte, è un giocherellone. I miei sentimenti nei suoi confronti sono affetto e simpatia.

Beatrice Pavesi, classe IIB Scuola Primaria, Monasterolo

 

“Gatto Silvestro”

L’animale che descrivo si chiama Silvestro. È un gatto domestico di razza europea. Vive in appartamento. È magro con il pelo grigio e marroncino, ha la testa con le orecchie lunghe, il muso nero e i baffi lunghi. Il mio gatto è giocherellone, affettuoso e dolce , si nutre di croccantini e di carne. Silvestro vivendo sempre in casa non è abituato a stare con altri animali, infatti quando li vede soffia. Con me Silvestro è affettuoso e dorme spesso sul mio letto. Il mio gatto mi suscita tenerezza e affetto.

Lorenzo Paladini, classe IIB Scuola Primaria, Monasterolo

 

 

“La cameretta di…”

Peter ha una cameretta disordinata e piccola, ma carina.

A destra c’è una finestra con le tendine gialle. Sotto la finestra c’è una cassapanca dalla quale escono una

canottiera rossa e una calza nera e rossa. A sinistra c’è la porta con il ritratto del suo gattino Miao. In mezzo ci sono il letto e il comodino sul quale tiene la sveglia che gli ho regalato io. Sul letto c’è un bel piumone arancione come nel cuscino . Sopra il comodino c’è una piccola lampadina che usa per leggere i libri prima di addormentarsi. Alla sinistra del letto c’è un quadro di un maialino nero e rosa.

La stanza sembra lo spazio perché i muri sono blu come il cielo, la luna e le stelline che fanno compagnia a Saturno.

Il pavimento è bianco e nero come la tavola degli scacchi. Sul pavimento c’è un tappeto rosso e sopra c’ è una sedia comoda e piccina fatta di legno; c’è anche una panchina, anch’essa di legno, un po’ più chiaro. Sopra ci sono un orsacchiotto e un uccellino di peluche.

La camera è piccola, ma ha tanti giochi e lo spazio che sembra a Peter per giocare.

Mi piace molto la camera di Peter.

Giulia Salvadori, classe IIB Scuola Primaria, Monasterolo

“Mio fratello Davide”

 Mio fratello Davide è grande e forte. Ha i capelli biondi e gli occhi marroni, è buono e gentile, simpatico e carino.

Mi regala sempre cose nuove, vorrei stare sempre con lui.

Renato Sacchetta, classe IIB Scuola Primaria, Monasterolo

“La cameretta di Emma”

turconiLa cameretta di Emma è bellissima. All’ingresso c’è una porta con la faccina di un bel gatto arancione.

A sinistra c’è il disegno di un cane, appeso alla parete color blu; poi c’è

un letto dove Emma va a dormire. La coperta è fucsia, il cuscino e le lenzuola sono verde acqua. Vicino al letto c’è un tavolino molto piccolo, sopra c’è una sveglia. Sulla parete sopra il tavolino c’è con un jolly che serve per accendere e spegnere la luce. Quando Emma spegne la luce gli adesivi sulla parete fanno illuminare la stanza.

Sulla parete di fronte alla porta c’è la finestra con i bordi gialli e le tende rosa raccolte con un fermaglio violetto. Se ti affacci alla finestra vedi il cielo, il giardino con i cespugli pieni di fiori. Sotto la finestra c’è un mobile con un cassetto da dove sbucano una canottiera con una striscia rossa e una calza a righe azzurre e bianche. Proprio vicino alla porta c’è un tavolino con i giocattoli: un orsacchiotto e un pappagallo. Di fronte c’è una sedia dove Emma si siede quando è stanca.

Sul pavimento a quadretti gialli e verdi, c’è un tappeto rosso, un orsacchiotto, una matita e un foglio bianco. Penso che Emma sia un po’ disordinata, comunque è tutto molto bello e vorrei anch’io stare in quella cameretta, ma amo di più la mia camera.

 

Giorgia Turconi, classe II B Scuola primaria, Monasterolo

MARE MI PIACI

Mare mi piaci perché

dentro di te mi posso tuffare

e con le tue onde posso giocare.

Mare mi piaci perché

le tue onde mi fanno volare.

Mare mi piaci perché

sei più divertente di un gioco.

MARE

 

 

 

 

 

Mare mi piaci perché

le tue acque sono misteriose.

Mare mi piaci perché

tanti pesci nuotano intorno a me.

Mare mi piaci perché

mi spingi lontano.

Mare mi piaci perché

hai l’acqua più bella che c’è.

Mare mi piaci perché …

perché sei così azzurro?

II B Primaria, Monasterolo