CIAO, IO MI CHIAMO SMS

Essere il giornalino dell’istituto Rita Levi Montalcini è forse la cosa più bella tra tutte quelle riguardanti il web, almeno secondo me, e merita di essere preso in considerazione anche da chi non fa parte della redazione … ma se stai leggendo questo articolo significa che sei sul sito o che è tornato quello cartaceo, in qualunque caso, grazie per la tua attenzione! Io mi chiamo Simone, Jacopo, Lucilla, Alexia, Federico, Victor, Veronica, Erica, Daniel, Giulia, Michele, Sara e tanti altri, ma puoi chiamarmi semplicemente “SMS”.

Hai capito bene, non sei impazzito, almeno non troppo, invece tu come ti chiami?

Non devi per forza dirmi il tuo nome, non devi neanche parlarmi se vuoi, se proprio devi, puoi scrivermi in tutte le lingue, perfino in cinese se lo conosci e vuoi essere originale.

La verità è che vorrei che tu commentassi anche in modo negativo se non ti piacciono gli articoli e in positivo se invece ti piacciono, decidi tu, anche se per la maggior parte io trovo i miei articoli molto, ma mooolto belli, da quelli riguardanti lo sport a quelli riguardanti i videogiochi, dagli articoli riguardanti gli animali a quelli che parlano della scuola, dalle favole remixate alle poesie più commoventi.

Così è come sono io, cioè questa che vedi sopra è la mia foto. Baci

SMS

Jacopo B., team del giornalino

MUSICA È EMOZIONE

Anche quest’anno la nostra prof di musica, la professoressa Roberta Bolzoni, ha organizzato le bellissime lezioni concerto.

Nella prima lezione concerto abbiamo ascoltato due strumenti meravigliosi: il pianoforte e il violino (un violino che risaliva addirittura al 1756).

Mi stupisco di come le persone facciano delle generalizzazioni sulla musica di altri tempi definendola semplicemente “classica”. Ma come si fa a definire simili le composizioni dell’agitato Schuman e quelle del perfetto Mozart?

Si tratta di musica completamente diversa, Schuman componeva melodie “agitate” che creavano ansia a chi le ascoltava, mentre Mozart componeva melodie dolci e calme che facevano rilassare l’ascoltatore.

Le lezioni concerto che ci vengono fornite dalla scuola sono a dir poco meravigliose, abbiamo la possibilità NON SOLO di ascoltare dal vivo strumenti che si possono sentire in grandi concerti, ma abbiamo l’opportunità di sentirli a pochi metri da noi e questo mi sembra semplicemente fantastico!

Alcuni compagni considerano noiose queste lezioni, ma non capisco perché! Anzi, sono bellissime! Forse pensano che sia una musica “brutta” e che solo la musica di Ariana Grande o Justin Bieber o, peggio ancora, Bello Figo sia bella. Se devo esprimere la mia opinione, la musica dei musicisti di oggi è pessima in confronto a quella dei Grandi Musicisti. Ma questi sono i miei gusti…

Le emozioni provate durante gli ascolti sono indescrivibili, ansia e paura con Schuman, calma e relax con Mozart, e poi agitazione, stupore, gioia e tristezza. Ascoltando questa musica puoi fare degli sbalzi d’umore esagerati, questa musica ti fa immaginare una tempesta in corso o, magari, un bel venticello di primavera. Sono emozioni uniche … E questa musica è vita perché ti accompagna in ogni situazione, ti può consolare se sei triste, ti può far arrabbiare, ti può far provare di tutto e di più…!

Un grazie speciale alla professoressa Bolzoni che organizza le lezioni concerto!

Alexia B., Secondaria, team del giornalino

IL CAMBIAMENTO NASCE DA OGNUNO DI NOI

Il 10 aprile le classi seconde della scuola “Rita Levi Montalcini” si sono recate ad una conferenza sulla mafia al teatro degli Arcimboldi a Milano.

Appena entrati a teatro le classi si sono accomodate su una balconata da cui, grazie anche ad un proiettore, si poteva seguire in modo chiaro la conferenza.

Gli ospiti presenti alla conferenza erano la referente di Libera a Milano, Lucilla Andreucci, Don Luigi Ciotti e Don Virgilio. Per inconvenienti non sono potute essere presenti Simona Dalla Chiesa, figlia del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, e la sorella di Paolo Borsellino, Rita.

Una suora ha iniziato la conferenza premettendo che qualcosa sarebbe cambiato in noi dopo avervi partecipato. Di seguito sul grande schermo è stato proiettato un video di Rita Borsellino, in cui lei stessa diceva che i fatti importanti non devono essere solo ricordo, ma memoria per il futuro.

La conduttrice della conferenza, Lucilla Andreucci, ha iniziato col chiedere a Don Luigi e a Don Virgilio quali furono i fatti che li indussero a scegliere di vivere e combattere da preti contro la mafia.

L’esposizione di Don Luigi ha colpito in particolare per due fatti raccontati: il prete ha infatti narrato all’auditorio la sua esperienza di gioventù, quando a diciassette anni viveva a Torino in una baracca, con una famiglia povera, ma dignitosa. Fu proprio lì, a Torino, che tornando da scuola vedeva sempre un barbone seduto sulla stessa panchina che leggeva e sottolineava un giornale. Un giorno, ritrovandolo ancora da solo sulla panchina, gli offrì un caffè e diventarono amici, così il barbone, che in verità era un dottore povero, chiese a Don Luigi di aiutarlo a salvare coloro che si drogavano.

Il secondo incontro significativo fu quello di Don Luigi con una donna povera di campagna che perse il figlio, agente di scorta di Falcone, nella stessa maniera in cui morì il magistrato a Palermo. Questa donna presa dalla disperazione afferrò le mani del prete e gli chiese come mai il nome di suo figlio non venisse mai nominato quando anche lui aveva il diritto di essere ricordato.

Il pubblico ha ascoltato in silenzio la testimonianza di Don Luigi, affascinato dal racconto e dall’emozione che traspariva dalle parole del prete.

Poi i relatori hanno lasciato spazio alle domande ed un ragazzo della nostra scuola ha chiesto che cos’era la mafia. Don Virgilio e Don Luigi Ciotti hanno spiegato che la mafia è un insieme di persone criminali la cui forza sono le relazioni sociali e il cui  copo è quello di fare denaro e avere potere attraverso forme di intimidazione e violenza nei confronti dei più deboli. Chi si oppone e non si piega alla mafia viene ucciso.

La mafia sceglie delle date precise per uccidere le persone che hanno il coraggio di combatterla, come per esempio Don Pino Puglisi che venne ucciso il giorno del suo compleanno. Il suo scopo è quello di ricordare a chi resta la potenza del clan mafioso e la punizione che verrà inflitta a chi non obbedisce alle sue regole.

Da questa conferenza si possono trarre alcuni messaggi:

  • DOBBIAMO RIEMPIRE LA VITA DI VITA;
  • NON POSSIAMO PERMETTERCI DI ESSERE SPETTATORI E DI ESSERE OMERTOSI;
  • IL CAMBIAMENTO CHE DESIDERIAMO NASCE DA OGNUNO DI NOI;
  • LA MAFIA È PIU’ DEBOLE SE TUTTI NOI SIAMO CORAGGIOSI;
  • LA LOTTA ALLA MAFIA È UNA LOTTA DI LEGALITA’ E CIVILTA’.

Posso concludere dicendo che la conferenza mi ha insegnato a capire meglio cos’è la mafia e come tutti insieme possiamo combatterla.

Sara M., Secondaria

IL 25 APRILE, GIORNO DI MEMORIA E DI PACE

Il 25 aprile, ovvero pochi giorni fa, io sono andato al parco della pace per sentire leggere i miei compagni delle lettere di partigiani uccisi. Alle 11.30 e sono andato a casa di Federico perché sarebbe stato lui ad accompagnarmi. Abbiamo parlato del 25 aprile: il 25 aprile ’17 è il giorno della memoria e si ricorda delle fine del nazifascismo e il ricordo dei partigiani morti. Persino lo zio di mia nonna, Rinaldo Laudi era partigiano ma lui è morto in guerra.

Quando sono arrivato al parco della pace, c’era il sindaco che stava leggendo. Mi sono messo nella mia posizione d’ascolto e sono rimasto lì fino a quando il presentatore non ha chiamato i miei compagni.

Hanno letto Federico, Elisabetta e Elen della mia classe e altri ragazzi di altre prime e seconde. Inizialmente l’agitazione era nell’aria, ma non ha preso il sopravvento: sono riusciti tutti a leggere con espressione. È stato un momento di silenzio e di riflessione, perché faceva tristezza sentire lettere di persone che poco dopo sono morte … Hanno letto lettere di partigiani, pronti per essere giustiziati. Erano lettere molto commoventi, ogni partigiano diceva che andava a morire convinto di aver fatto la cosa giusta e di aver lottato fino in fondo per la libertà, sicuro che il suo sacrificio non sarebbe stato vano e sarebbe stato ricordato nel tempo.

Alle 12.30 io, Federico e Alessandro, un mio compagno venuto come me a sostenere i miei compagni, siamo tornati a casa. Sono un po’ triste di non aver letto quest’anno. L’anno prossimo mi prenoto per leggere.

Tommaso R., Secondaria, team del giornalino

LA NOSTRA VISITA AL MUSEO EGIZIO DI TORINO

Martedì 28 Marzo noi alunni delle classi quarte dell’Istituto Comprensivo Statale Rita Levi Montalcini, ci siamo recati a Torino per visitare il Museo Egizio. Il viaggio in pullman è stato lungo, ma piacevole. Torino è una bella città, attraversata dal fiume Po, ha un bel centro storico con tanti monumenti importanti, palazzi antichi e sui tetti piccoli abbaini. Dopo aver percorso un breve tratto a piedi, siamo giunti al museo e ogni classe è stata accolta da una guida archeologa che ci ha fornito un’audioguida per seguire meglio le spiegazioni. La nostra visita ha avuto inizio dall’ultimo piano dove è stata collocata una mummia che risale al 4500 a.C. cioè al periodo dell’Antico regno.

Lungo il percorso abbiamo visto i sarcofagi in pietra del Medio regno e quelli in legno del Nuovo regno. Ci ha colpito molto una mummia avvolta in lunghe bende di lino. Tra le bende gli archeologi hanno ritrovato degli amuleti come lo scarabeo, la chiave della vita o chiave di Iside che dovevano servire al defunto nell’aldilà. Accanto ai sarcofagi erano presenti altri oggetti di uso quotidiano: ciotole, vasi (detti portatori di offerte), vecchi sandali … un mondo in miniatura!

Le teche custodivano tanti oggetti e la curiosità cresceva man mano si proseguiva la visita, ascoltando sempre con più interesse le notizie storiche dell’archeologa.

Dal suo racconto un particolare ci è rimasto impresso: a quel tempo si aggiravano i ladri di tombe, pertanto all’esterno del sarcofago venivano disegnati e dipinti gli occhi, e non solo, la mummia veniva deposta all’interno della cassa su un fianco con la faccia rivolta ad Est, in quanto si credeva che quest’ultima in caso di furto potesse lanciare, anche dall’aldilà, delle maledizioni al ladro!

Siamo quindi scesi al primo piano dove abbiamo visto le tombe dell’architetto Kha e sua moglie Merit. Si trattava di sarcofagi molto grandi in legno, uno esterno di dimensioni notevoli e uno interno dipinto in modo elegante con i colori nero e oro.

Altre teche custodivano gli oggetti appartenuti a loro, trovati all’interno di una pesante anfora chiusa con un sigillo di creta.

Per concludere la nostra visita abbiamo ammirato la sala che ospita lo statuario, realizzato nel 2006 dal famoso scenografo Dante Ferretti. Intorno a noi c’erano decine di statue tra cui quella della dea Sekhmet e di altri importanti e famosi faraoni dell’Antico Egitto, come: il re Tutankhamon, Ramesse II, Sethi II…

Nel pomeriggio ci siamo dedicati ad una attività laboratoriale intitolata “Alla ricerca dell’indizio perduto”. L’archeologa ci poneva delle domande a cui dovevamo rispondere. Poiché avevamo studiato abbiamo indovinato subito tutte le risposte. Successivamente abbiamo scritto con i geroglifici il nome di un defunto ed in ultimo ci siamo dedicati a realizzare un amuleto con un foglio di rame. La visita al Museo Egizio di Torino ci è piaciuta molto perché è stata interessante e ci ha permesso di conoscere meglio la civiltà degli antichi Egizi.

Gli alunni  delle classi quarte, Primaria, Mezzate

UN GIORNO VISSUTO “DA ERCOLE”

Il giorno 07/04/2017, due delle classi prime (compresa la mia), con due professori per classe, sono andate in gita al Museo archeologico di Milano.

Subito usciti da scuola siamo andati alla fermata dell’autobus più vicina che c’ era e abbiamo preso il primo bus che è arrivato; dopo qualche minuto arrivati a San Donato abbiamo preso la metropolitana.

Scesi dalla metropolitana alla fermata “Duomo”, abbiamo fatto un tragitto a piedi per arrivare direttamente a destinazione.

Già dall’ entrata si intuiva lo scopo dell’edificio, un’entrata senza porta, alta, larga e con delle colonne doriche con tanto di scale. Dopo aver varcato questa soglia, che già mi aveva fatto prestare attenzione, si scorgono dei reperti di origine romana; tutto ciò all’ aperto con tanto di prato.

Entriamo nel vero e proprio museo dove incontriamo la guida che ci spiega il programma: una classe farà il laboratorio mentre l’altra visiterà la parte della “Grecia antica” per poi fare a cambio.

Appoggiamo tutti gli zaini su dei ripiani; la mia classe ha fatto prima la parte “Grecia antica”: si sale al piano di sopra, ci sono scale e ascensore ma noi prendiamo le scale, per trovarci davanti una porta che ci conduce in un grande stanza piena di vetrine.

Queste vetrine contengono reperti con diverse forme e dimensioni, però principalmente uno stesso oggetto: anfore. Ci siamo fermati alla prima vetrina dove troviamo delle anfore di diversi tipi crateri, kyilix, brocche e piatti per mangiare pesci.

Ma la cosa che salta di più all’ occhio non sono la forma ondulata o le anse, bensì le decorazioni! Le decorazioni sulle anfore possono essere di due coppie di colori: arancione/rosso su nero oppure nero su arancione/rosso, ma come si faceva a rendere dei vasi d’ argilla colorati e disegnati così bene? La risposta è semplice: basta prendere il vaso d’ argilla modellato e cuocerlo poi dipingere solo la sagoma di un uomo per esempio e poi farlo ricuocere. Dopo la seconda cottura dell’anfora bisogna grattare con qualcosa di molto fine e grattare via il primo strato di colore. Dopo averci spiegato questo, la guida ci ha fatto fotografare la vetrina.

Va avanti così per ancora qualche vetrina e poi, arrivate le ultime due vetrine, c’è una sorpresa: non ci sono più solo anfore ma anche altri reperti che raccontano la storia di un personaggio famoso dell’epica: Ercole. Così la guida ci ha raccontato la storia di Ercole e delle sue fatiche.

L’ ultima vetrina è un po’ un riassunto di tutto, e c’è un oggetto particolare: era un oggetto in bronzo che serviva agli atleti greci per pulirsi dopo le gare, il kylix.

La parte sulla “Grecia antica” finisce qui e infatti è il momento di andare a fare la parte interattiva.

Non per caso nella parte precedente abbiamo ricordato le fatiche di Ercole: infatti il laboratorio era proprio su questo. Il laboratorio si è svolto così: prima un’attrice ci ha riassunto le fatiche con le rispettive storie, successivamente la classe si è divisa in gruppi, ogni gruppo doveva interpretare la fatica scelta. Abbiamo quindi preparato le nostre esibizioni e le abbiamo rappresentate ai nostri compagni, tra applausi e risate. Una volta finita la parte interattiva ce ne siamo andati dal museo.

Per tornare a scuola abbiamo fatto questa strada: prima di tutto siamo andati fino alla metro a piedi, fermandoci per fare una foto di classe poi, arrivati nuovamente a San Donato abbiamo ripreso l’autobus che ci ha lasciati un po’ lontani dalla scuola, ma nessun problema! Un po’ di moto non ci ha mica fatto male.

Insomma dopo una giornata piena di arricchimento culturale e nuove scoperte siamo tornati a scuola, dove abbiamo parlato di come era stata l’uscita per tutti, e al quanto pare i giudizi erano positivi.

Matteo M.,  Secondaria

UN CONSIGLIO COMUNALE MOLTO SPECIALE

Il  12 dicembre 2016 gli alunni delle classi quinte di Mezzate e di Monasterolo si sono recati  al Comune di Peschiera Borromeo per conoscere il Sindaco, i suoi collaboratori e per partecipare ad un “Consiglio Comunale speciale” organizzato per le classi quinte dell’I.C.S. Montalcini.

Appena arrivati il portiere ci ha condotti nella sala consigliare e ci ha fatto accomodare sulle panche delle tribune.

In mezzo alla sala, di fronte alle tribune, c’era un grande tavolo a forma di ferro di cavallo, al centro del quale si siede il Sindaco, a sinistra i consiglieri di minoranza e a destra quelli di maggioranza; i consiglieri di maggioranza sono quelli che hanno votato a favore del Sindaco e quelli di minoranza a sfavore.

Ad un certo punto è entrata una donna molto giovane, con i capelli lunghi e castani raccolti in una coda, portava un paio di occhiali blu con il contorno bianco, indossava una maglia bianca un po’ondulata, un paio di jeans e al collo aveva una sciarpa rosa.

Ma la cosa che le dava importanza era una fascia tricolore che portava a tracolla, con i colori della bandiera italiana.

Subito si è presentata e ci ha detto che era Caterina Molinari, il Sindaco di Peschiera Borromeo, dopo ci ha presentato anche Chiara Gatti, l’Assessore alla Pubblica Istruzione e Isabella Rosso, il Presidente del Consiglio comunale.

Successivamente dei nostri compagni le hanno rivolto alcune domande, ad esempio: da quanti anni è il Sindaco del nostro paese, come è stata eletta, quali sono i suoi compiti.

Lei ha risposto che dall’anno scorso è il Sindaco di Peschiera, che è stata eletta dai cittadini di Peschiera con le votazioni, che si occupa di migliorare Peschiera Borromeo e di soddisfare le esigenze dei suoi cittadini.

Poi il Sindaco e l’Assessore ci hanno fatto una bella sorpresa, non ci aspettavamo proprio che ci facessero giocare! Il gioco era quello “delle delibere”, una specie di caccia al tesoro all’interno del Comune.

Ci hanno divisi in otto squadre, dirette da un capitano e ad ognuna è stato affidato il compito di chiedere i permessi per realizzare dei progetti che ci avevano assegnato.

Ogni squadra doveva andare in determinati uffici del Comune per farsi firmare le autorizzazioni per il progetto; quello della nostra squadra era di costruire un nuovo centro commerciale.

Ci siamo davvero divertiti a girare per gli uffici, ma forse non è stato altrettanto divertente per gli impiegati che lavoravano in Comune e che sono stati disturbati dalla nostra presenza e dal gran chiasso che abbiamo fatto.

Finito il gioco, il Sindaco e l’Assessore hanno premiato la squadra che è arrivata prima con una copia della nostra Costituzione e hanno regalato delle caramelle a tutti i bambini.

Successivamente un rappresentante di ogni classe ha letto una lettera al Sindaco per manifestare i nostri desideri per migliorare Peschiera e la nostra scuola.

La nostra classe ha chiesto per la scuola di Mezzate: un cortile più grande per avere tanto spazio per giocare; aule più spaziose per lavorare meglio; un’aula di pittura attrezzata di tutto quello che serve per dipingere; un’aula di scienze per fare gli esperimenti; pannelli fonoassorbenti in mensa ed in palestra per non far rimbombare i suoni; di imbiancare le pareti della scuola che da anni non vengono rinfrescate.

Dopo aver ascoltato tutte le richieste il Sindaco ha affermato che terrà conto dei nostri desideri e cercherà di soddisfarli.

Alla fine della mattinata abbiamo salutato il Sindaco e siamo tornati a scuola pensando che questa uscita didattica sia stata istruttiva e divertente, e certi che Peschiera sia in buone mani.

Sofia R. e Michele S.,

Primaria, Mezzate

 

LA NOSTRA PRIMA VISITA ALLA SCUOLA SECONDARIA

I giorni 13 e 14 gennaio 2017 noi alunni delle classi quinte della scuola primaria di Mezzate e di Monasterolo siamo andati alla scuola secondaria di primo grado per il raccordo e per l’open day.

Il primo giorno abbiamo conosciuto alcuni insegnanti e abbiamo assistito a delle lezioni, il secondo abbiamo partecipato anche a dei laboratori.

La scuola secondaria dell’ I.C.S. Montalcini, dall’esterno non era molto accattivante, era infatti un edificio a due piani, tutto grigio che ci metteva anche un po’ di paura.

Il giorno dell’open day, appena entrati, ci hanno accolti dei simpatici ragazzi di terza media, che ci hanno rassicurati e fatto da tutor per tutta la mattinata.

Erano molto eleganti, vestiti tutti uguali: indossavano una camicia bianca, gonna o pantaloni neri e alcuni portavano anche il gilet o la giacca.

Subito dopo, ci hanno divisi per gruppi e ci hanno portati nelle classi per assistere e partecipare alle lezioni e ai laboratori.

La prima classe nella quale ci hanno accompagnati era una prima; il prof. Boschetti stava spiegando una lezione di storia molto interessante sulle monete antiche.

Il professore ci ha dato una moneta a testa che dovevamo descrivere: la mia si chiamava “2500 Binlira” ed era una moneta usata dal popolo vichingo.

Poi siamo andati nell’aula di educazione artistica dove c’ era la professoressa Ducco, una donna bionda, alta e magra molto elegante; ci ha fatto fare un disegno molto bello, un grappolo d’ uva con la tecnica dello sbalzo su rame. Peccato che il tempo a disposizione sia stato troppo poco e pertanto non siamo riusciti a terminarlo.

In seguito abbiamo partecipato al laboratorio di tecnica con la prof. Ripamonti, una simpatica signora con gli occhiali, alta, magra, con i capelli lisci e biondi; con lei ed i suoi alunni abbiamo costruito un solido, una piramide che poi abbiamo portato a casa.

La lezione di musica con l’ insegnante Bolzoni è stata molto interessante: ci sembrava di essere ad un vero concerto! … E che  bravi i suoi ragazzi a suonare il flauto, non sbagliavano una nota! La canzone che ci è piaciuta di più era la “Marcia di Topolino”.

C’erano anche due laboratori di lingue straniere: d’inglese e di spagnolo.

In quello d’inglese, tenuto dalla prof. Campeti, abbiamo parlato dei modi di dire, ad esempio “the big cheese”, letteralmente “grande formaggio”, che abbiamo rappresentato come un grosso formaggio con le gambe e le braccia. Che ridere!!! … In realtà questo termine si usa per indicare ”un pezzo grosso”, cioè una persona molto importante.

In quello di spagnolo dei ragazzi ci hanno fatto vedere due spettacolini divertenti: uno riguardava una torta da cucinare, l’altro un mercatino.

Poi la prof. Molfetta ci ha fatto fare un gioco detto “taboo”, dovevano dire i numeri in spagnolo, ma ai multipli del cinque si doveva dire “taboo”; chi sbagliava la pronuncia o non diceva “taboo” veniva eliminato.

Tutte le lezioni ed i laboratori sono stati molto interessanti, ma quello che ha attirato di più la nostra attenzione è stato il laboratorio di scienze organizzato dalle prof. Rampolla e da un’altra di cui non ricordiamo il cognome,  due giovani insegnanti.

I ragazzi grandi ci hanno mostrato diversi simpatici esperimenti come quello dell’ uovo sodo, della candela … il più divertente è stato quello del vulcano.

Essi hanno costruito un vulcano di cartapesta, al suo interno hanno  inserito una bottiglia nella quale era stata messa acqua, aceto e un colorante rosso, poi hanno aggiunto un pizzico di bicarbonato e … come per miracolo, pochi secondi dopo, è avvenuta una cosa straordinaria: dal  vulcano è fuoriuscita della schiuma rossa, sembrava proprio un’eruzione vulcanica!

L’ esperienza alla scuola secondaria è stata bellissima e molto importante per “rompere il ghiaccio” con la nuova scuola nella quale l’anno prossimo andremo.

Ora non vediamo l’ora di andarci, anche se ci dispiace lasciare le nostre maestre della scuola primaria che ci mancheranno, ma che comunque ci rimarranno sempre nel cuore.

Bonatti Arianna, Guglielmo Elisa, D’Onofrio Sara, Angelino Matteo,

Classe V B, Primaria, Mezzate

L’UNIONE FA LA FORZA

INCONTRO CON I BAMBINI DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA

Mercoledì 14 dicembre 2016 io, i miei compagni di V A e la classe V B della Scuola Primaria di Mezzate abbiamo incontrato i bambini che l’anno prossimo frequenteranno la prima elementare nella nostra Scuola.

Appena arrivati, ognuno di noi ha preso un bambino per mano per fargli da guida; erano tenerissimi.

Io non conoscevo nessuno, ma poi ho alzato la testa e ho intravisto il mio vicino di casa che ha un fratello che va in classe di mia sorella. Ogni volta che mi vede, in piazza, nel condominio o in piscina, mi abbraccia!

Mi sono accorto che nemmeno lui conosceva nessuno e appena mi ha visto è corso ad abbracciarmi. Così ho capito che dovevo essere il suo tutor. Si chiama Lorenzo e ha cinque anni.

Per prima cosa abbiamo fatto un “tour” della scuola. Durante il tragitto io gli ho ricordato che quel giorno era venuto alla scuola Primaria perché l’anno prossimo sarebbe andato in 1^ elementare, ma lui non faceva altro che abbracciarmi!

Siamo andati a vedere le classi prime e l’aula informatica, ma lui non faceva altro che dire: “Quando si gioca?”. La nostra visita è proseguita con la palestra ed è finita in mensa.

Finito il “tour” siamo risaliti e abbiamo suonato per loro con il flauto “L’Inno alla gioia” di Ludwing van Beethoven. Ad un certo punto, mentre suonavo, ho provato come la sensazione che da un momento all’altro Lorenzo mi sarebbe corso incontro per abbracciarmi, ma mentre si stava alzando, io ho scosso la testa in segno di no e lui si è riseduto.

In cambio del nostro “Inno alla gioia” i bambini della scuola Buzzoni ci hanno cantato e ballato una canzone in inglese!  Mentre i bambini della scuola Montalcini ci hanno cantato e ballato “Giro giro tondo”. Sono stati tutti bravissimi!

Poi siamo entrati in classe e la nostra compagna Alice ha letto ai bambini una storia, mentre la maestra faceva vedere le immagini del libro sulla Lim.

La storia parlava di un pesciolino nero di nome Guizzino, che insieme ai suoi amici pesciolini rossi esplorava l’oceano. Un brutto giorno però arriva un grosso tonno che si mangia tutti i pesciolini rossi e solo Guizzino riesce a salvarsi. Guizzino si sente solo e triste, ma dopo aver scoperto alcuni abitanti dell’oceano, è più sereno. Poi incontra degli altri pesciolini rossi e spiega loro che non si può vivere nella paura. Infatti li convince che insieme possono formare un grande pesce e cacciare via i grossi tonni.

La morale della storia è veramente “grande”: l’unione fa la forza!

Infine la maestra ci ha dato dei pesci da colorare di rosso; Lorenzo ha colorato benissimo!

Poi li abbiamo ritagliati e incollati su un cartellone, dove hanno formato un grande pesce, come nella storia.

Le maestre hanno detto che appenderanno questo cartellone all’entrata della nostra Scuola. È proprio una bella idea! Così quando l’anno prossimo i bambini della Scuola dell’Infanzia arriveranno alla Scuola Primaria, lo potranno rivedere e ricordarsi dei bei momenti vissuti assieme a noi.

La giornata non poteva andare meglio e infine noi ragazzi di V A e V B abbiamo regalato ai “nostri” bambini una coccinella porta-fortuna realizzata in cartoncino.

I bambini della Montalcini ci hanno dato un lavoretto a forma di mano con su scritto “IO & TE”, dove all’interno Lorenzo aveva scritto il suo nome vicino al mio.

I bambini del Buzzoni ci hanno regalato un disegno di un alberello di Natale avvolto da un nastrino.

È stato bellissimo incontrare Lorenzo, mi ricordava me da piccolo. Sono convinto che abbia imparato molte cose e mi è dispiaciuto quando è andato via. (RICCARDO)

Quest’esperienza mi è piaciuta moltissimo anche perché ho rivisto le mie maestre dell’Asilo; è stata una grande emozione! (ALICE)

Quest’incontro è stato bellissimo, perché mi sono ricordata quando anche io sono venuta in visita alla scuola Primaria; che batticuore! (VALERIA)

Riccardo Porreca, Alice Uggeri e Valeria Corbelli, V A Primaria, Mezzate

INCONTRO CON UNA TESTIMONE DEL DISASTRO DEL VAJONT

Il giorno 25 gennaio è venuta nella nostra classe la figlia di un testimone oculare della tragedia del Vajont.

L’ idea è partita dalla prof.ssa Biasiolo che ci ha fatto leggere “La storia di Marinella”, un libro che parla di una bambina vissuta a Longarone durante la catastrofe del Vajont. In seguito abbiamo visto un film riguardante l’argomento che ci ha fatto capire quanto fosse catastrofico questo avvenimento.

Il nome della testimone era Cristina, una giovane donna proveniente da Limana, un paese vicino a Longarone. Cristina ci ha parlato dell’impressione che ha avuto quando ha visto l’imponente diga e di quante volte l’aveva vista, dato che appena venivano degli amici a trovarla la diga era la prima tappa. La diga non è stata distrutta dalla catastrofe, solo la ringhiera del camminatoio, che però è stato ricostruito per le visite in quei luoghi.

Lei ci ha raccontato che suo padre e anche un po’ suo nonno le hanno molto parlato della diga e della sua maestosità, visto che è la diga più grande del mondo.

Cristina ci ha parlato anche del cimitero di Longarone, un cimitero tristemente famoso. Esso infatti stranamente ha tutte lapidi bianche messe in fila, e c’ è anche un porticato che non ha neanche le tombe ma soltanto i nomi delle persone residenti a Longarone, morte durante la strage del Vajont, di cui non è stato ritrovato il corpo.

Insieme a Cristina c’era anche la bibliotecaria, la dott.ssa Emanuela Scola, che ci ha aiutato a focalizzare bene l’argomento. Ci ha letto una testimonianza, un messaggio breve ma profondo, scritto da una persona che ha vissuto per davvero la tragedia ed è sopravvissuta. Questa lettura ha dato a tutti un’idea diversa da quella lasciata dal libro e dal film, facendoci vivere quei momenti da vicino, non dal punto di vista di osservatori esterni.

La mia opinione è che questo incontro non può che averci fatto del bene e credo che non ci ricapiterà più un’esperienza così e quindi sono felice di aver incontrato la figlia di un testimone oculare della catastrofe del Vajont e, quando dico ciò, credo di poter parlare a nome di tutta la mia classe.

                                                     Matteo Marino e Tommaso Ferrara,

I D Secondaria

LA SETTIMA EDIZIONE DEL CONCORSO “CON LA MIA VOCE” DIETRO LE QUINTE

concorsoQuest’anno si è svolta la settima edizione del Concorso di Lettura espressiva “Con la mia voce”. Siamo liete di poter raccontare questa fantastica avventura, iniziata ad ottobre con la distribuzione di una circolare che invitava tutti i ragazzi dell’istituto R. L. Montalcini a partecipare a questo concorso.

Si sono fatti avanti in molti, ma solo in pochi sono riusciti ad arrivare in finale.

Tra gli studenti della Montalcini c’era chi aveva già trovato il brano, chi non riusciva a trovarlo e si scoraggiava, chi era impaziente di iniziare la sua avventura come concorrente, chi invece chiedeva il parere ai professori per la scelta del brano, per l’espressività della lettura…

Insomma l’atmosfera si era creata: l’impazienza, la sorpresa, la speranza, la voglia di fare, l’aspettativa riempivano i pensieri dei nostri cari lettori, i protagonisti del concorso.

La professoressa Muscillo con la classe III B ed altri ragazzi di diverse sezioni hanno iniziato a lavorare a questo progetto molto impegnativo; ogni ragazzo aveva un ruolo fondamentale, anche chi non partecipava come lettore, tra tecnici, fotografi, intervistatori, ballerine si è creata una mole di lavoro tale che ci ha fatto perdere alcune ore scolastiche.

Poi sono iniziate le selezioni, e dopo la prima e la seconda, si iniziava ad intravedere la serata della finale.

Prima della serata ci fu una grande preparazione a quest’ultima da parte dei professori, aiutanti e concorrenti.

E finalmente la finale è arrivata, è stata una vera e propria sorpresa per i genitori vedere l’impegno dei loro ragazzi. Sono stati tutti fantastici! Non dimentichiamoci anche delle hostess e dei bodyguard, che hanno fatto un ottimo lavoro nel mantenere il silenzio e la tranquillità nel teatro…

Sara Inzadi e Valentina Favara, IIIB Secondaria, team del giornalino

 

IL CONCORSO DI LETTURA SECONDO ME

spettacoloI giorni 30 novembre e 1 dicembre 2016 io ed altri miei amici siamo andati a teatro per le prove della finale del concorso di lettura “Con la mia voce”, edizione 2017. Sottolineo IO perché è stato il primo anno in cui sono arrivato alla finale.

Mercoledì eravamo tutti eccitati perché è stato il primo giorno in cui abbiamo saltato la scuola. Arrivati a teatro, abbiamo passato mezz’ora seduti nel nostro posto ad aspettare che la prof. Muscillo finisse di dirci tutte le cose che dovevamo fare e poi siamo partiti con le prove.

Ovviamente la mia categoria era la penultima e quindi prima che la prof. ci invitasse a provare, sono passate cinque ore; interessanti però.
Abbiamo visto e sentito tuti i ragazzi finalisti, a partire dalle quinte fino alla categoria prima di noi: quella comica e ovviamente ci siamo fatti un sacco di risate.

Alle 12: 35 sono salito sul palco io e ho letto per la prima volta davanti a tutti la mia poesia, peccato che, non essendoci i microfoni, le uniche ad avermi sentito sono state le prof. Già quella prima volta ero agitatissimo, non mi sono reso conto di come sarebbe stato leggere davanti ad un teatro pieno di persone.

Il giovedì c’è stata la prova microfoni e per la prima volta mi sono fatto sentire da tutti e mi hanno applaudito, incredibile. Giovedì, la sera della finale, appena arrivato a teatro, mi sono reso conto che sarebbe stato molto difficile per me leggere davanti a tutti; avrei quasi voluto tornare a casa anche se ormai era tardi. Una volta seduto ho incominciato a parlare per non pensare di dover salire sul palco “malefico”.

È iniziato lo spettacolo e mi sono tranquillizzato, due ore dopo è arrivato il turno della mia categoria. Poi ho iniziato a leggere e la mia agitazione è diventata tranquillità. Ho finito di leggere e mi hanno applaudito tutti. hanno finito tutti di leggere e stanno per dire i risultati; eravamo tutti tesi e una volta arrivati alla mia categoria hanno chiamato il terzo che non ero io, il secondo che non ero io e il primo che non ero io.

Non ero classificato però mi sono divertito anche se arrivato a casa sono caduto in depressione. Il giorno dopo però mi hanno detto tutti che  sono stato bravo e sono stato felice.

Mi rifarò la prossima volta proprio perché voglio vincere, non mi basta essere arrivato in finale.

Tommaso Repetto, II D Secondaria, team del giornalino

VOLETE DIVENTARE ANCHE VOI “AMICI DI BABUSONGO”?

logoIl giorno 18 novembre 2016 alle ore 11:00 noi ragazzi delle classi seconde della Scuola  Secondaria siamo andati in aula magna per assistere ad una conferenza tenuta dalla prof.ssa Angela Losano, portavoce della ONLUS “Gli amici di Babusongo”. Il nome “Amici di Babusongo” è legato al primo progetto della ONLUS che risale all’anno 2000: un‘opera di volontariato missionario a favore del villaggio Babusongo, ubicato nel sud della Repubblica Democratica del Congo (ex-Zaire). La parola “Babusongo”, ci ha spiegato la prof.ssa, è nata dall’unione di due parole: “babu” che significa nonno, e “songo”, cioè uomo dalla pelle bianca. La parola significa quindi “nonno bianco”, perché sono i “nonni bianchi” che gestiscono questa associazione. L’Onlus infatti è guidata da un Consiglio di volontari, fondatori dell’Associazione, che ha sede a S. Felice, Segrate, ed è sostenuta finanziariamente da Soci residenti e dalle donazioni di molti sostenitori esterni.

La prof.ssa Losano ci ha fatto vedere un video che mostrava l’evoluzione di un orfanotrofio in Kenya. Inizialmente c’erano circa cinquanta bambini orfani che vivevano in baracche sporche, piccole, brutte e inospitali. È stato così deciso di affidare l’orfanotrofio ad alcune suore del “Preziosissimo Sangue” che, con amore e tanta buona volontà, hanno fatto costruire un nuovo edificio accogliente che ha garantito situazioni igieniche molto migliori, acqua e cibo per tutti. L’orfanotrofio è diventato una casa!!! Oggi sono lì ospitati 81 bambini, numero di gran lunga inferiore alle richieste di ospitalità dei bambini bisognosi del luogo.

bimbaAngela ci ha poi spiegato che ogni anno, in diversi momenti, vengono mandati in Kenya alcuni gruppi di volontari italiani allo scopo di far divertire i bambini e contribuire al loro benessere. Per diventare volontari bisogna avere almeno 25 anni, quindi se qualcuno di noi vuole partire, deve aspettare ancora un po’!

Ci ha detto anche che ora tutti i bambini dell’orfanotrofio vanno a scuola, dopo aver fatto colazione con farina d’avena e zucchero e dopo aver percorso circa quaranta minuti a piedi.

Infine c’è stato uno spazio riservato alle nostre domande (che sono state moltissime) e poi la prof. ci ha proposto di intrecciare un rapporto di corrispondenza con quei ragazzi e, se vogliamo, di comprare per loro del materiale scolastico che lei porterà loro il prossimo autunno, quando tornerà a trovarli.

A me questa iniziativa piace molto, come mi è piaciuta la conferenza perché mi ha aiutato a capire che non tutti i bambini sono fortunati come me e che quindi è giusto aiutarli.

Lucilla Cnapich, II D Secondaria, team del giornalino

UNA FESTA UN PO’ SPECIALE

Ma che bella sorpresa! Proprio da non credere ai nostri occhi!!! Siamo rimasti tutti increduli e contenti…

Siete curiosi di sapere cosa è successo nella nostra scuola, vero? Un po’ di pazienza, andiamo con ordine e vi spiegheremo tutto.

Giovedì 3 Novembre 2016, nel salone della scuola dell’infanzia di Zelo, si è svolta la “FESTA DELL’ACCOGLIENZA”. Le maestre ci hanno spiegato che è molto importante dare il BENVENUTO a tutti i bambini che fanno il loro ingresso a scuola per la prima volta e, tutti gli anni, diventa proprio un momento di festa in cui noi “vecchi” accogliamo i bimbi “nuovi” regalando loro una medaglia simbolica che diventerà il ricordo importante di una giornata speciale.

La festa è anche la conclusione del progetto  che ci ha accompagnato per i mesi di settembre e ottobre. Quest’anno il filo conduttore è stata una storia dal titolo:  “LA BALENA ARCOBALENA”  di Massimo Sardi

balena

Ogni classe ha letto e lavorato sulla storia in modo differente considerando l’età di ognuno di noi e per la festa abbiamo imparato la canzone della Balena Arcobalena.

E così siamo arrivati al giorno della festa pronti per cantare per i nostri amici … Ci sediamo in salone ed ecco … arriva la maestra Patrizia S. con un bellissimo cappello da fata e ci dice che assisteremo ad uno SPETTACOLO. Che MERAVIGLIA! Questa è proprio una bellissima SORPRESA per tutti noi.

E lo spettacolo??!!! … Voi non ci crederete, le nostre maestre hanno interpretato i personaggi e ci hanno fatto divertire e rivivere la storia in un modo un po’ speciale.

Ed ecco la maestra Anna tutta vestita di rosso interpretare il timido pesciolino, la maestra Patrizia P. l’imponente sole arancione, la maestra Antonia la pungente stella gialla, la maestra Chiara il delfino azzurro salterino e la maestra Barbara il lungo drago verde. Ed infine ecco arrivare i personaggi “cattivi” la maestra Marzia travestita da squalo blu e la maestra Michela con i lunghi tentacoli della piovra viola che voleva acchiappare tutti noi ….

maestreCi siamo proprio divertiti tantissimo, non soltanto noi, ma anche le nostre maestre che ridevano come matte!!!!!

È stata proprio una festa unica e speciale … e quando abbiamo raccontato a mamma e papà la nostra giornata, quasi non credevano che proprio le nostre maestre per un giorno, sono diventate delle ATTRICI e pure BRAVE.

I bambini “vecchi” dell’Infanzia, Zeloforamagno

DI NUOVO INSIEME

Arriva il mese di settembre dopo le vacanze e si torna tutti DI NUOVO INSIEME nella scuola dell’infanzia di Mezzate, i Leoni ricominciano a lavorare per un anno ricco di emozionanti esperienze.

Si inizia con il Progetto Accoglienza, i bambini di cinque anni raccontano le loro esperienze estive, le disegnano e poi progettano un lavoro di gruppo: con le maestre disegnano prima alla lavagna, poi su di un grande cartellone ed infine su di un foglio singolo una rappresentazione simbolica dell’essere di nuovo tutti insieme. Il risultato è sorprendente:di-nuovo-insieme

I Leoni sono felici di essere tornati insieme, ora desiderano conoscere e dare il benvenuto ai nuovi arrivati. Approfittano di una gita in biblioteca per conoscere la storia che darà titolo alla festa dell’Accoglienza: “Nel bosco c’è posto per tutti”. Ad ogni bambino viene assegnata una parte nella drammatizzazione scritta apposta per loro.

NEL BOSCO C’E’ POSTO PER TUTTI

NARRATORE: Siamo in un bellissimo bosco abitato da tanti animaletti: i ricci che vivono ai piedi dell’albero, i lupi ai margini del bosco, il cinghiale vicino ai cespugli, le volpi dietro ai cespugli, gli orsi nella grotta, la tartaruga vicino a un sasso, gli uccellini sopra i rami degli alberi, le farfalle che svolazzano ovunque e uno scoiattolo di nome Pepe che aveva la casa nella cavità del tronco di un albero.

Una mattina d’autunno, Pepe lo scoiattolo si affaccia dalla sua tana e vede…un altro scoiattolo

PINOLO: ciao io sono Pinolo, un nuovo arrivato, tu come ti chiami?

PEPE: che cosa ci fai nel mio bosco?

PINOLO: ho appena traslocato, questo bosco mi piace, ci sono tante nocciole e gli animali sono simpatici.

PEPE: simpatici? Non contarci! Qui uno scoiattolo basta e avanza ….e le nocciole sono tutte mie, sia chiaro!

PINOLO: ma ce ne sono abbastanza per tutti e due, possiamo dividerle da amici.

PEPE: sciocchezze (tira una nocciola che Pinolo evita e schizza via)

NARRATORE: il giorno dopo Pinolo fa amicizia con gli altri animali del bosco, intanto Pepe è arrabbiatissimo perché è invidioso

FARFALLE STUZZICANO ALLEGRAMENTE PINOLO

PINOLO: come siete simpatiche, mi fate il solletico

RICCI: che bella coda, che bel pelo morbido, anche a me piacerebbe averlo!

PINOLO: però anche i tuoi aculei sono importanti, ti difendono dai pericoli!

TARTARUGA: come sei veloce! Io sono tanto lenta.

PINOLO: però tu vai sempre in giro con una casa mentre io devo cercarla

LUPI: giochiamo a nascondino?

PINOLO: sì certo ma domani, ora stiamo qui tutti insieme a chiacchierare.

ORSI: ti va di venire nella nostra tana? – mangiamo insieme un po’ di miele?

PINOLO: no grazie non mi piace.

UCCELLINI: visto che hai intenzione di venire a vivere in questo bosco, ti facciamo vedere un albero bello per farci la casa.

NARRATORE: così lo conducono su un albero sul quale è disegnata una bellissima croce rossa. Pepe diventa ancora più furioso quando vede che lo scoiattolo abita proprio vicino a lui. Chiama  a raccolta tutti gli animali del bosco

PEPE: venite tutti, vi devo parlare! Io un altro scoiattolo qui non lo voglio! Qui c’è posto solo per uno! Io sono arrivato per primo!

CINGHIALE: non capisco perché tu te la prendi così tanto, il bosco è così grande che qui ci starebbero altri 10 scoiattoli!

TUTTI: è vero, è vero!

PEPE: se tutti la pensate così, vuol dire che io me ne andrò, mi sembra chiaro che volete solo Pinolo. (volta le spalle e si chiude in casa)

VOLPI BUSSANO: dai Pepe esci, vieni a giocare, ti vogliamo tutti bene.

PEPE: no! Perché voi preferite l’amicizia di uno sconosciuto invece della mia!

NARRATORE: d’un tratto nel bosco si sentono dei rumori, Pepe si affaccia e vede degli uomini ai piedi dell’albero di Pinolo.

GUARDIA FORESTALE 1: eccolo!

GUARDIA FORESTALE 2: quello con la X rossa, è proprio lui!

GUARDIA FORESTALE 3: è un peccato tagliarlo

GUARDIA FORESTALE 4: ma è malato, c’è il rischio che si ammalino anche gli altri alberi, o che cada!

PINOLO: non fatelo, è la mia casa!

NARRATORE: una delle guardie forestali e aziona la motosega…. l’albero cade con uno schianto e il bosco torna ancora silenzioso.

PEPE: ah, sono proprio contento!

PINOLO PIANGE

NARRATORE: mentre Pinolo piange, il cuoricino di Pepe si riempie d’amore e chiama Pinolo

PEPE: dai vieni, sali da me!

NARRATORE: tutti gli animali si stupiscono, finalmente Pepe dimostra di avere un cuore buono. Infatti Pinolo va ad abitare con Pepe

PEPE: qui c’è posto per due, tante nocciole da mangiare

PINOLO: ma non eri arrabbiato con me?

PEPE: ho cambiato idea, in fondo avevi ragione, nel bosco c’è posto per tutti e due!

PINOLO: amici?

PEPE: amici!

(stretta di mano e si abbracciano)

TUTTI GLI ANIMALI: evviva!!! Tutti amici! Di nuovo insieme!

Tutti i bambini formano un girotondo cantando: “Di nuovo amici, tutti insieme!” 

Coccinelle e Orsi si ritrovano in salone per assistere alla drammatizzazione, ogni bimbo riceve in regalo una medaglia e insieme si canta il “Girotondo dell’amicizia” con lo sfondo di un bosco disegnato appositamente per l’occasione ed appeso in salone dove rimarrà per tutto l’anno scolastico.

Leoni, Infanzia, Mezzate

VERSO LA SCELTA

sceltaSiamo arrivati al termine del nostro percorso nelle scuole medie, perciò entro gennaio dovremo scegliere la scuola per il nostro futuro; per alcuni la scelta sarà difficile, per altri lo sarà meno.

La preoccupazione più grande che abbiamo avuto è stata quella di sbagliare nella scelta, ma anche il fatto di dover prendere i mezzi ogni giorno per andare in una scuola lontana oppure la paura di non riuscire ad adattarsi con persone nuove e più grandi.

A scuola abbiamo intrapreso parecchie iniziative di orientamento che hanno organizzato i docenti, in particolare la prof.ssa Zaffuto, responsabile dell’Orientamento nel nostro Istituto, per aiutarci a scegliere al meglio la scuola per il nostro futuro, per esempio l’incontro con i maestri del lavoro, con le scuole superiori e con la dottoressa Portaluri.

I maestri del lavoro, ci hanno spiegato la realtà che ci aspetta dopo le scuole; i docenti e gli studenti delle scuole superiori ci hanno raccontato brevemente di come funziona il loro istituto e la dottoressa Portaluri ci ha chiarito le differenze fra i vari indirizzi scolastici. In classe con la professoressa Zaffuto abbiamo affrontato l’argomento anche con la visione del film “Billy Elliot” che narra di un ragazzo che scopre di avere la passione per la danza, ma viene ostacolato dai giudizi del padre che ritiene la danza una disciplina femminile. Il film ci ha fatto riflettere sul fatto di dover coltivare le nostre passioni senza farsi influenzare dal giudizio degli altri e anche questo è importante per la nostra vita futura.

Esperienza, pratica all’Afol, raccontata da Adriano

“Ho frequentato il laboratorio di elettricità presso la scuola Afol di San Donato,  appena sono arrivato con i miei compagni di classe siamo stati accolti molto bene,  ci hanno spiegato a cosa servono gli oggetti che abbiamo visto nel laboratorio di elettricità (forbici e varie attrezzature) e ci hanno raccomandato di toccare solo le cose permesse. Il prof è stato molto simpatico e sempre a disposizione per ogni problema.

All’ inizio ci hanno fatto tagliare con le forbici dei fili elettrici, poi dei ragazzi dell’ultimo anno di scuola ci hanno fatto vedere che apparecchi usare, abbiamo subito pensato che fosse difficile, ma alla fine  abbiamo scoperto che non lo è poi così tanto. In fine ci hanno fatto fare un ultimo lavoretto, abbiamo fatto una campanella della scuola a cui abbiamo attaccato i fili.

Ho seguito la lezione con molto piacere e penso proprio che sarà la scuola che frequenterò dopo le medie.”

Amato Natasha, Carbonari Giulia, Dedushi Adriano, Ortolo Sara,

III C Secondaria

L’ARTE DEL RISPETTO

IMG_8751Martedì 18 Ottobre, noi della II C insieme alla II D siamo andati con le professoresse di Italiano e Tecnologia alla Società Umanitaria di Milano per assistere ad un convegno sul bullismo intitolato “L’arte del rispetto”, convegno tenutosi con lo scopo di educare noi ragazzi al rispetto reciproco e nei confronti degli adulti.

Il luogo ove si è tenuto il convegno ci è piaciuto molto perché era molto particolare poiché dotato di vari chiostri tra cui quello dei Glicini dove si è tenuta la mostra d’arte, di cui vi parleremo in seguito.

Siamo stati accolti in un’aula magna con sedie disposte in file ordinate; circa dieci minuti dopo l’accoglienza effettuata dal presidente dell’associazione Piero Amos Nannini e altri suoi colleghi, è iniziato il convegno.

In seguito alle accurate e dettagliate spiegazioni che ci hanno fornito degli esperti, abbiamo approfondito l’argomento “bullismo” che è ormai comune tra noi giovani e non solo: non sapevamo che esistesse un tribunale minorile, nel quale ai minorenni al di sopra dei 14 anni, vengono attribuite delle punizioni in base al reato da loro commesso (che però sono molto meno severe di quelle dei maggiorenni). Non sapevamo neanche che fosse talmente grave pubblicare sul web foto di altre persone, anche se non imbarazzanti, senza il loro consenso.

Dopo il convegno, da cui abbiamo imparato moltissimo, ci siamo spostati al “Chiostro dei Glicini” dove il critico e storico d’arte Giorgio Grasso ha avuto la parola.
IMG_8745Il suo discorso è stato una specie di metafora: attraverso una performance fatta proprio da noi studenti, che consisteva nel lanciare del fango su un dipinto, abbiamo potuto comprendere che chi fa del male a qualcuno è come se tentasse di “sporcarlo”, ma le brave persone, le persone forti, non si lasciano sporcare infatti il dipinto non si è sporcato.

FullSizeRenderPer noi è stata un’esperienza molto educativa e di sicuro ci ha insegnato che bisogna avere rispetto l’uno dall’altro.

Speriamo di fare molte altre uscite di questo tipo!

                                    Alexia Branzea e Giulia Salamina, II C Secondaria,

                                                                              team del giornalino

BUONA FORTUNA ALLE PRIME!

quadrifoglioIl primo giorno di seconda media per me è stato veramente bello, perché mi ha fatto riflettere molto; quel giorno alle 8:30 ho visto e udito arrivare i ragazzi delle prime e così non ho potuto pensare che a noi, la II C il primo giorno di prima media: in quelle facce potevamo riconoscerci, perché anche noi, esattamente un anno prima eravamo come loro, spaventati e con mille pensieri per la testa. Magari ci chiedevamo “Ma se invece di chiamarla prof. la chiamo maestra mi darà la nota?” oppure “Ma le medie saranno davvero così impossibili?”

Comunque siamo fortunati ad essere studenti dell’ICS Rita Levi Montalcini, perché qui non c’è bullismo e questa era la mia più grande paura all’inizio delle medie.

Questo articolo è dedicato a voi prime, i cosiddetti “primini”, perché voglio che abbiate un anno felice e voglio che riusciate a superare le medie senza problemi e per questo vi scrivo dei consigli perchè le medie non sono impossibili, basta sapere come affrontarle:

-dovete sempre studiare e non fate mai e dico MAI lo stupido pensiero “tanto mi ha interrogato la volta scorsa” quindi… studiate.

-Organizzatevi nel fare i compiti e non fate le cose all’ultimo minuto e di fretta perchè le fate male.

-Leggete libri di ogni genere perché aiutano ad arricchire il proprio vocabolario e poi leggere è bellissimo!

-Non prendete in giro i compagni che hanno dei problemi o hanno fatto una figuaraccia perché dovete pensare che potreste trovarvi al posto loro.

-Rispettate sempre il professore e non rispondete male se volete che questo vi tratti bene.

-Siate educati nei confronti del professore e anche tra di voi perchè siete una classe e classe=gruppo!

Credo di non dover aggiungere altro a parte … Buona fortuna, primini!

Alexia Branzea, II C secondaria,

                                                                                team del giornalino

ADDIO ISTITUTO “RITA LEVI MONTALCINI”

Ormai sono già passati tre anni dalla prima volta che siamo entrati in questa scuola.

Siamo arrivati qui che eravamo poco più che bambini e ne usciamo che siamo già ragazzi.

All’inizio eravamo così timorosi e impauriti da questo ambiente a noi sconosciuto, da questa scuola così grande rispetto a quella alla quale ci eravamo abituati per cinque anni. Oggi siamo tristi perché siamo consapevoli che tra meno di un mese dovremo di nuovo cambiare e scoprire un mondo mai preso in considerazione fino ad oggi: le superiori.

Potremmo paragonare questo percorso ad una passeggiata in montagna, dove le salite rappresentano le difficoltà e le discese i momenti più facili, allegri e gli ostacoli superati.

Gli amici sono stati i nostri compagni durante tutto il viaggio e i professori i nostri aiutanti.

Oggi, che siamo in terza, vedendo i ragazzi più piccoli di prima, ripensiamo a quando anche noi eravamo come loro, a quando il nostro viaggio era appena iniziato e non pensavamo minimamente né agli esami né alla scelta della scuola superiore.

Tutto è iniziato quando ci hanno diviso nelle varie classi e abbiamo conosciuto i prof, che in gran parte, ci avrebbero accompagnato fino alla fine delle medie.

La nostra, si è subito dimostrata una classe molto unita e amichevole, che con il passare del tempo ha intensificato e rafforzato le amicizie e i rapporti con gli insegnanti.

Ripensando a quei tempi, ora ci sembra tutto così strano, infatti c’erano quelli grandi che ad ogni intervallo occupavano i bagni e noi di prima e di seconda a volte avevamo un po’ di paura ad entrarci o anche semplicemente ci vergognavamo ad uscire dalla classe, ora, invece, siamo noi i “grandi” e chissà se gli attuali primini provano le stesse emozioni e gli stessi timori che avevamo noi un tempo…

Trascorrendo questi anni ci siamo rese conto di essere molto maturate, che la scuola oltre a farci apprendere nozioni e materie didattiche, ci ha anche insegnato il vero senso dell’amicizia, della solidarietà e del voler bene.

L’istituto “Rita Levi Montalcini” per noi è stata come una seconda casa che avvolge nel suo calore e ti insegna, ti insegna e ti insegna.

montalSe ci fosse una macchina del tempo ci piacerebbe salirci e ritornare indietro nel tempo di tre anni per rivivere tutti i momenti felici, le risate e gli abbracci, ma anche le situazioni un po’ meno perfette, le sgridate, i brutti voti e gli attimi tristi, perché anche questi ci hanno aiutato a crescere, a maturare, a farci diventare le persone che siamo adesso.

Se riguardiamo indietro ci rendiamo conto che il gruppo classe è un po’ cambiato; prima eravamo tutti molto più calmi, interessati e tranquilli, ora invece siamo molto agitati e a volte anche annoiati, ma questo pensiamo dipenda dal fatto che abbiamo voglia di cambiare aria, di fare il prossimo passo.

A proposito di questo chiediamo scusa ai prof se qualche volta li abbiamo fatti arrabbiare e sudare, se non abbiamo sempre studiato nei migliori dei modi e se non abbiamo mai mostrato il giusto interesse e la giusta serietà. Nonostante questo abbiamo imparato a volerci bene e ad aiutarci nei momenti di bisogno, a confortarci e a darci una mano per rialzarci.

Ci ricordiamo, inoltre, che quando eravamo al primo anno di medie, pensavamo che il tempo che dovevamo trascorrere in questa scuola fosse infinito e troppo faticoso, mentre oggi ad un mese dalla fine ci siamo rese conto che questi tre anni solo volati, veloci, tra lacrime, sorrisi, abbracci e momenti memorabili.

Come ogni viaggio, anche questo ha portato a delle incomprensioni, che però sono state tutte risolte e, come è giusto che sia, c’è un inizio e una fine, anche se può sembrare (e in effetti un po’ lo è) triste.

Riguardando le foto scattate durante gli anni, ci rendiamo conto che non siamo più le bambine di un tempo, ma siamo cresciute, maturate e cambiate.

Questi tre anni sono stati una vera e propria lezione di vita che ci servirà per sempre e ci accompagnerà nei prossimi anni.

Solo ora ci rendiamo conto di quanto bene ci abbia fatto passare del tempo in questa scuola e ora ripensandoci qualche lacrima di nostalgia scende.

Un ringraziamento speciale va alla stupenda classe terza D, con la quale abbiamo condiviso tantissime esperienze indimenticabili e ai professori che ci hanno sempre pazientemente sopportato e aiutato e che ci hanno organizzato delle splendide uscite didattiche.

Non ti dimenticheremo mai, addio, Istituto “Rita Levi Montalcini”!

 

Benedetta Cazzulani e Martina Dianin-

video di Sebastian Gafita e Alessandro de Mare,

III D Secondaria, team del giornalino

 

ON-LINE O NO-LINE?

stuDalla terza edizione del giornalino SMS della scuola Rita Levi Montalcini di Monasterolo è attivo il giornalino non più in versione cartacea bensì on-line con un sito dedicato. Da quest’ anno è anche possibile accedervi anche tramite il sito scolastico. Purtroppo abbiamo notato che le visualizzazioni non sono pari alle aspettative, poiché i genitori spesso, se non incitati dai figli, non hanno voglia di aprire il sito, mentre, invece, quando si trovavano il giornalino cartaceo a portata di mano, erano più invogliati a sfogliarlo e leggerlo.

Dopo aver eseguito un sondaggio, abbiamo scoperto che il 60 % della redazione preferiva la versione cartacea. Una delle motivazioni che li spinge a preferire la versione cartacea a quella on-line è perché non hanno la possibilità di leggere in classe con i compagni i loro articoli. In più da quando il giornalino è leggibile solamente su computer, pochi lo leggono. Noi redattori abbiamo consigliato di disegnare un volantino per aumentare le visualizzazioni che, per problemi organizzativi, sarà stampato e distribuito all’inizio del prossimo anno e conterrà uno o più slogan come:

“UN MESSAGGIO DA SMS”

“MOLTO PIU’ DI UN SMS!”

È davvero un peccato che solo il 45 % delle famiglie degli alunni della scuola guardino il sito, perché le cose che scriviamo sono interessanti e trattano qualsiasi argomento: quotidianità, cronaca, gossip, sport e argomenti che riguardano tutti gli ordini di scuola della Rita Levi Montalcini School.

E voi rispondeteci: cosa pensate del giornalino on-line? Impegnatevi poi nei commenti, a scrivere cosa pensate di ogni articolo.

 

Marco Cappelletti e Riccardo Signorotto,

II E e II C Secondaria, team del giornalino

LA LIRICA INCANTA I QUATTORDICENNI DELLA “MONTALCINI”

barbiereIl giorno 21 Marzo tutte le classi frequentanti la terza si sono riunite in aula magna per assistere alla prima lezione concerto dell’anno.

La lezione è stata tenuta da due cantanti lirici: Giorgio, un baritono, e Giuseppe, un tenore.

L’accompagnamento strumentale era affidato a Riccardo Piani, il quale suonava il pianoforte.

I tre ascolti iniziali erano estratti dell’opera buffa Il barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini.

Per primo si è esibito Giorgio, nei panni di Figaro, con Largo al Factotum, poi Giuseppe, nel ruolo del conte d’Almaviva, con Se il mio nome saper voi bramate (serenata a Rosina) e infine si sono esibiti entrambi con il duetto All’idea di quel metallo.

Il quarto e il quinto ascolto invece erano tratti da La Traviata di Giuseppe Verdi.

Giuseppe, immedesimatosi nel personaggio di Alfredo, ha intonato Parigi, o cara, un piccolo recitativo cantato dedicato a Violetta.

Giorgio ha interpretato il papà di Alfredo e ha eseguito l’aria Di Provenza il mar, il suol, in cui cerca di convincere il figlio a tornare a casa.

Il sesto ascolto era affidato a Giuseppe, il quale ha interpretato La donna è mobile del Rigoletto, anche questa di Giuseppe Verdi.

La canzone Marechiaro, rappresentata da entrambi i cantanti, ci ha portato al temine della prima lezione.

La seconda lezione concerto si è tenuta il 18 aprile.

Questa volta si sono esibite due voci femminili : Zara, un soprano e Tatiana, un mezzo soprano. L’ accompagnamento strumentale era sempre affidato a Valerio.

Per prima si è esibita Zara, nei panni di Rosina, con La Cavatina, tratta da Il barbiere di Siviglia, aria con cui la protagonista si presenta al pubblico.

Per seconda Tatiana, che ha intonato l’ aria O mio Fernando de La Favorita nella quale Alphonso, scoperto che Fernando ama Leonora, decide di farli sposare, per riappacificarsi con la chiesa.

Il terzo ascolto è stato Tacea la notte placida de Il Trovatore di Giuseppe Verdi, che narra del momento in cui Leonora confida a Ines, sua ancella, di essere innamorata di Manrico.

Successivamente è stato eseguito un altro brano tratto da Il Trovatore: Stride la vampa, aria di Azucena. In quest’ aria Azucena, madre di Manrico, racconta che molti anni prima vide morire la madre sul rogo perché accusata di stregoneria dal vecchio conte di Luna.

Il quinto ascolto consisteva in un duetto fra le due cantanti, le quali hanno proposto un brano de L’Aida di Giuseppe Verdi.

La lezione si è conclusa con il brano Duetto buffo di due gatti di Gioacchino Rossini, intonato da entrambe le donne.

A nostro parere, poter assistere a queste due lezioni è stata una piacevole quanto utile esperienza. I cantanti che hanno intonato le varie arie qui citate erano di un livello stratosferico e infatti sono riusciti a farci apprezzare il canto lirico.

Ci sentiamo veramente più vicine alla musica di quei tempi e non guasterebbe affatto poter partecipare a una terza lezione concerto.

Alla fine è proprio vero che la musica non ha età e ve lo dicono due ragazze di quattordici anni.

Proprio per questo consigliamo ad adolescenti di tutte le età di andare a teatro e bearsi delle melodie che un cantante lirico può intonare.

Marcomin Asia, Patruno Letizia, III C Secondaria

MUSICA 2.0 ALLA “MONTALCINI”

musica 2.0Durante il pentamestre, noi classi seconde abbiamo assistito al progetto “Incontriamo la musica 2.0” ovvero due lezioni concerto che hanno lo scopo di avvicinare i ragazzi al mondo della musica divertendoli.

Durante la prima lezione abbiamo conosciuto il primo violino del “Teatro alla Scala” di Milano, Fulvio Guiabella, e una musicista suonatrice d’arpa. Durante la lezione hanno eseguito tre pezzi: il primo per violino e arpa intitolato Meditazione di Thais. Esso parla di Thais, una ragazza francese con un comportamento ribelle e il pezzo musicale rappresenta il momento in cui trova la pace. Dopo il brano, il maestro Fulvio Liviabella ci ha spiegato che il suo violino risale al 1756, stesso anno della nascita di Mozart a Salisburgo.

Nel secondo pezzo, l’arpa ha suonato cercando di imitare il battito del cuore degli uomini di trecento anni fa. Dopo abbiamo assistito a cinque esibizioni di un bravissimo pianista.

Durante la seconda lezione concerto abbiamo visto esibirsi due clarinetti e un fagotto. I musicisti ci hanno dato anche molte spiegazioni riguardanti il mondo della musica. Hanno suonato il Divertimento n°1 K439B di Mozart. Ci hanno spiegato che Mozart scriveva le musiche per i suoi amici. Il pezzo era formato da quattro movimenti: minuetto, adagio, rondò e allegro. Inoltre hanno suonato un pezzo di Haydn, uno di Francis Benis, un musicista belga del ‘900, un’ overtoure del Flauto Magico e per ultimo, un aria di Papagueno.

Queste due lezioni concerto sono state molto belle, intriganti e coinvolgenti e soprattutto siamo felici di aver avuto l’onore di conoscere il primo violino del “Teatro alla Scala”.

Grazie di tutto!

Luca Innocenti e Simone Barbato, II A e II D Secondaria,

team del giornalino

LE PRIME DELLA “MONTALCINI” ALLA LORO SECONDA LEZIONE CONCERTO

Il giorno 19 Aprile 2016 le classi prime della scuola “Rita Levi Montalcini” hanno partecipato alla loro seconda lezione concerto che si è tenuta in aula magna.

I musicisti suonavano la chitarra, il flauto traverso, il pianoforte e il violino. Oltre a suonare, ci hanno spiegato le storie dei loro strumenti o dei compositori che hanno composto le melodie che ci hanno suonato.

LA CHITARRA

chitarraLa chitarra è uno strumento a corde pizzicate, è un cordofono ed è polifonico.

Si può suonare con il plettro o con le dita; di solito i chitarristi che usano la mano destra hanno le unghie della mano destra lunghe e quelle di sinistra corte. Mentre quelli che usano la sinistra il contrario.

Le corde sono sei e vanno dal MI cantino al MI.

La chitarra è formata da:

  • Il manico: è in legno d’ebano o palissandro, su di esso sono inseriti i tasti.
  • La paletta: in cui sono fissati i piroli.
  • La cordiera: in cui sono fissate le sei corde e dove c’è la torretta e la selletta.
  • La cassa armonica: a forma di otto con in mezzo un buco per ampliare il suono.

Abbiamo ascoltato l’Assolo brasiliano di Ector Villalobus

IL FLAUTO TRAVERSO

flauto traveIl flauto traverso è un aerofono e può essere costruito con metalli pregiati o in metallo.

 

È costituito da:

  • Il corpo centrale: sul quale sono praticati fori chiusi da chiavi.
  • Il trombino: sul quale si appoggia il mignolino della mano destra.
  • Le chiavi: per chiudere i 14 fori
  • La testata: sulla quale si apre la boccola.
  • La boccola: buco dove il musicista soffia per suonare.

Abbiamo ascoltato un duetto con flauto e chitarra sulle note di Nubes de Buenos Aires

IL PIANOFORTE

pianoforteIl pianoforte è l’unico strumento a corde percosse e le corde possono essere orizzontali o verticali.

 

 

E’ formato da:

  • I martelletti: si sollevano quando premi un tasto.
  • La cordiera: sulla quale sono tese le corde.
  • La tastiera: è composta da 88 tasti bianchi e neri.
  • I pedali: sono tre e hanno funzioni diverse.
  • La cassa armonica: può essere di diverse dimensioni.

Abbiamo ascoltato La fille aux cheveux de lin (“La fanciulla dai capelli di lino”). Duetto pianoforte e violino.

IL VIOLINO

violinoIl violino è un cordofono ed è formato da:

  • L’ archetto: che serve per suonare lo strumento
  • Il manico: sul quale si trova la tastiera in ebano.
  • Il cavigliere: con il caratteristico riccio.
  • I 4 piroli: servono per accordare il violino.
  • Il ponticello: accordato sulla cassa armonica.
  • La cassa armonica: amplifica il suono.
  • La cordiera: sostiene le corde.
  • Le effe: propagano il suono.
  • La mentoniera: dove si appoggia il mento per suonare.
  • Le corde: sono tese sopra la cassa armonica.

Abbiamo ascoltato una melodia di Schubert.

Questa seconda lezione concerto è stata molto interessante e divertente.

Grazie a questa esperienza abbiamo potuto approfondire le nostre conoscenze sulla storia della musica e sugli strumenti musicali. Abbiamo inoltre goduto di un bellissimo concerto.

Carlotta Sposito e Martina Girelli,

I D Secondaria, team del giornalino

LA NOSTRA PRIMA LEZIONE CONCERTO

roccoNoi della I D della Scuola Secondaria “Rita levi Montalcini”, insieme anche alle altre prime, a marzo, in aula magna abbiamo assistito con grande entusiasmo alla nostra prima lezione di concerto.

La lezione concerto era tenuta da aerofoni, tra cui il flauto traverso, il fagotto, il clarinetto, il corno di bassetto e il maestro che dirigeva, Rocco Carbonara, il direttore della Scuola Civica di Musica di Peschiera Borromeo. In quella lezione i musicisti hanno suonato musiche piacevoli e divertenti. Il primo brano che hanno eseguito è stato un Adagio di Mozart con flauto traverso, fagotto e clarinetto.

Dopo ci hanno spiegato le caratteristiche del fagotto: è uno strumento molto lungo e che più grande è il tubo dello strumento, più grave è il suono e viceversa. Inoltre esso può essere uno strumento solista o di accompagnamento ed è ad ancia doppia.

Dopo la spiegazione del fagotto, ci hanno illustrato il clarinetto: è ad ancia semplice e può essere di dimensioni variabili. Poi ci hanno fatto ascoltare un duo per clarinetto e fagotto di Ludwig van Beethoven.

In seguito ci hanno presentato il flauto traverso: non ha l’ancia ma un foro in cui lo strumentista immette l’aria. Il flauto traverso, pur essendo fatto oggi di metallo, fa parte dei legni perché in antichità era costruito con il legno. Con il flauto abbiamo ascoltato un brano del periodo Barocco e dopo uno del Novecento.

Infine abbiamo conosciuto il corno di bassetto, uno strumento a suono nasale. Con il corno ci hanno fatto ascoltare un minuetto per corno di bassetto e altri due brani. Il primo era: Non più andrai, farfallone amoroso di Mozart e il secondo: L’allegro nuziale sempre di Mozart.

Questa lezione è stata educativa e insieme divertente. Abbiamo ascoltato buonissima musica suonata da bravissimi musicisti.

Tommaso Repetto, I D Secondaria,

team del giornalino

CITTADINANZA E COSTITUZIONE

Oggi vi spiegheremo come si fa a prendere decisioni importanti in un Paese democratico come il nostro.

Il quesito è il seguente: preferiamo mangiare il gelato o il lecca-lecca? Prepariamo dei fogli per la votazione.votazione

Ognuno liberamente decide e vota in segreto con una croce sul simbolo del dolcetto preferito.voto2

Inseriamo in un’urna il nostro voto piegando con attenzione il foglio.

voto 3

Tre persone hanno “scrutinato” i voti ma non tutti erano validi, ci sono diverse casistiche tipo le seguenti:

voto4

Alla fine si ottiene il voto: 14 bambini della sezione Leoni preferiscono il gelato mentre 9 il lecca-lecca.

voto5

Anche se non tutti sono felici del risultato, vince il GELATO!

QUESTO E’ IL MODO DEMOCRATICO DI PRENDERE UNA DECISIONE!

I Leoni, Infanzia, Mezzate

 

 

UNA SPLENDIDA GIORNATA TRA IL VERDE E IL BLU DELLE CINQUE TERRE

La mattina del giorno martedì 3 Maggio 2016, la classe 1D è emozionata: sta per andare in Liguria a fare trekking. Però devo dire che molti di noi sono più interessati a perdere tutte le ore di lezione che a fare trekking! Ma questo non è molto importante: ora pensiamo alla gita!

Alle 7,05 partiamo con il pullman da scuola e affrontiamo un lungo viaggio di circa quattro ore: pensate che restiamo bloccati nel traffico per ben una lunga ora! Ma noi siamo ben equipaggiati e, essendo ragazzi di prima media ultra moderni, abbiamo scaricato “palate” di musica da ascoltare durante il viaggio. Devo anche ammettere, però, che facciamo anche confusione, perché altrimenti non saremmo la 1D!

Quando finalmente arriviamo in Liguria, più precisamente a Levanto, in provincia di La Spezia, siamo tutti felici e abbiamo la possibilità di fare merenda: siamo molto affamati, anche perché la maggior parte di noi non ha fatto colazione.

Dopo poco, però, ci mettiamo in moto per andare a visitare Levanto: vediamo tante belle cose che adesso vi mostrerò con alcune foto che ho scattato. La prima rappresenta la chiesa di Sant’Andrea, la seconda le mura medioevali, la terza la loggia comunale, la quarta il castello.chiesa mura loggia

 

 

 

catello

 

Avete visto che bel posto? Ma il bello deve ancora arrivare: la passeggiata da Levanto a Monterosso e vi assicuro che non è un percorso leggero, nemmeno per quelli che, come me, sono abituati a camminare.

Per darvi
un’idea, questo è il percorso che facciamo, indicato dalla linea rossa.

rossoIl percorso è bellissimo: nel primo tratto vediamo scorci di mare favolosi, poi entriamo nel bosco, ma non è come ve lo immaginate: si vede il mare! Un paesaggio del tutto insolito che ci lascia a bocca aperta.

paes1paes2

Nella seconda foto probabilmente non riuscite a vedere il mare, ma se guardate in basso oltre gli alberi, vedete un’ azzurro intenso. Quello è il mare.

Intanto, con il passare della giornata, il sole si fa più caldo e inizia la parte peggiore del nostro percorso. Come se non bastasse usciamo dal bosco e i rami degli alberi non possono più proteggerci dai raggi cocenti del sole e poi iniziamo tutti ad avere talmente tanta fame che ci mangeremmo qualunque cosa. Quelli di noi che non sono abituati a camminare sono molto stanchi e le pause si fanno più frequenti.

In questa foto ci siamo noi a Punta Mesco per una breve pausa. Si dovrebbe capire che siamo stanchi.

paes3

Ma finalmente ci fermiamo per una lunga sosta in cui divoriamo il nostro pranzo al sacco.

Ci riposiamo e ci rinfreschiamo, poi, come nuovi, ripartiamo per arrivare a Monterosso. La strada è tutta in discesa, e voi potrete pensare che sia facile, ma non lo è per niente: la discesa è ancora più faticosa della salita. Provate a pensare ai vostri piedi che faticano per non farvi ruzzolare a valle e alle dita dei piedi, che, nei tratti più pendenti, sbattono contro gli scarponi. Non è di certo una bella sensazione!

Ma, nonostante questo, noi sembriamo instancabili: arrivati a Monterosso potremo stare in spiaggia e addirittura bagnarci i piedi!

Quando questo si avvera, siamo tutti al colmo della gioia, e passiamo molto tempo a divertirci, bagnarci e schizzarci!

piediPurtroppo il ritardo che abbiamo accumulato nel viaggio e nella passeggiata ci impedisce di fermarci ancora in spiaggia, e, con i piedi insabbiati, ci dirigiamo verso il treno che ci porta a Levanto. Lì prendiamo il pullman e inizia il nostro viaggio di ritorno a casa, in cui scopriamo che il ritardo che abbiamo accumulato è di quasi due ore, e, invece di arrivare a scuola alle ore 19,00, arriviamo alle 20,45.

Io sono molto felice di questa esperienza, che oltre ad avermi fatto perdere le ore di lezione, mi ha divertita e mi ha permesso di vivere una fantastica avventura con tutti i miei amici.

Lucilla Cnapich, I D Secondaria

INSIEME TRA I RICORDI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

bassanoDal giorno 27 al 29 Aprile 2016 le classi terze sono andate a fare una gita di tre giorni per ripercorrere alcune delle tappe della Grande Guerra, che durò dal 1914 al 1918 (1915 entrata in guerra per Italia), la gita è stata oragnizzata dalla Prof.ssa S. Biasiolo con il consenso dalla Preside Margherita Fazio: sono state chiamate agenzie e ostelli della gioventù nei quali avremmo potuto allogiare e alla fine ci hanno accolti presso l’Ostello “don Cremona”.

Siamo partiti dall’ Istituto Rita Levi Montalcini alle 7,50 circa, muniti di tutto l’armamentario necessario e, dopo esserci fermati qualche minuto ad un autogrill, abbiamo ripreso il viaggio per raggiungere la prima tappa. Quando siamo arrivati davanti al fiume Brenta ci siamo preparati per la passeggiata che avremmo dovuto affrontare.

CITTàAbbiamo proseguito lungo il corso del fiume Brenta e ci siamo addentrati nella città di Bassano del Grappa. Dopo esser passati sul magnifico “Ponte degli Alpini” siamo andati a visitare il “Museo degli Alpini”, pieno di cimeli, divise, manoscritti e didascalie esplicatorie per ogni oggetto esposto.

99loDopo che abbiamo visto il museo, i professori ci hanno concesso del tempo libero nel quale ci siamo messi subito alla ricerca di negozi, gelaterie e un posto dove sedersi. In seguito, dopo aver assistito all’incantevole scenario del “Parco dei Ragazzi del’99 “, dove è ancora vivo il loro ricordo ci siamo incamminati verso l’ostello.

Dopo esser stati accolti calorosamente dal simpatico Lele, il gestore dell’ostello “don Cremona”, ci siamo precipitati nelle camere a rinfrescarci a rilassarci e a raccontare ai nostri genitori e amici la splendida giornata.

Dopo esserci preparati e dopo aver camminato per più di dieci minuti verso la villa nella quale ci aspettava la cena, abbiamo parlato e discusso di cosa si era fatto quel giorno e di cosa avremmo dovuto fare la sera stessa e l‘indomani.

In seguito abbiamo mangiato in un clima di famiglia e dopo le ventidue passate ci siamo recati all’ostello per preparanci e per cercare di dormire.

trinceaIl giorno seguente ci siamo svegliati, abbiamo fatto una ricca colazione e dopo esserci preparati siamo ritornati a viaggiare in pullman per andare a visitare, sotto la guida di volontari della Protezione civile, le trincee della Prima guerra mondiale, le gallerie con i resti di postazioni per mitragliatrici, ciò che rimane di stanze per i generali nella vallata di Col Campeggia. C’era anche un po’ di neve, ci siamo goduti un paesaggio mozzafiato di alberi e sola natura.

viitSuccessivamente abbiamo fatto una sosta per gustarci i panini, ci siamo avventurati nuovamente in pullman per andare a visitare Cima Grappa, dopo aver gustato dei buonissimi snack, ci siamo recati alla Galleria Vittorio Emanuele III e l’abbiamo attraversata nella sua possente lunghezza.

Poi siamo andati a vedere una proiezione della Grande Guerra e siamo saliti al Sacrario di Cima Grappa, alla ricerca della famigerata tomba, che si trova nel settore peter panAustro-ungarico, del Soldato Peter Pan (tomba n°107). Purtroppo non l’abbiamo trovata, ma qualcuno di noi ha trovato la tomba di un suo antenato. L’ossario mi ha colpito molto per la sua imponenza e per il paesaggio che lo circonda.

Ci siamo diretti nuovamente verso i nostri alloggi, ci siamo preparati e ovviamente riposati e in serata abbiamo gustato un’altra buonissima cena. Abbiamo assistito ad un emozionante concerto dal vivo degli Alpini. Infine siamo dovuti andare nuovamente in ostello dove ci aspettava una lunga dormita o quasi (per alcuni).

san vigIl giorno 29 Aprile, l’ultimo giorno di gita, abbiamo caricato i bagagli e siamo partiti per Trento. Dopo essere arrivati al Centro Storico, siamo andati a visitare il Duomo di Trento, ossia la cattedrale di San Vigilio, con al suo esterno una fontana che rappresenta creature mitologiche immerse nell’acqua.

parcoDopo aver visitato il Duomo abbiamo avuto la possibilità di mangiare qualcosa ai bar oppure girovagare per il centro, tra i negozi e la gente, dopo quest’oretta di libertà siamo andati a mangiare sul prato del Parco Michelin che si affaccia proprio su una della grandi e meravigliose facciate del Museo delle Scienze, il MUSE. Questo parco è munito di giochi, carrucole e un grande campo di calcio. Mentre i professori Cimmino e La Bruna, e molti dei ragazzi giocavano a calcio, gli altri si riposavano ascoltando la musica o semplicemente chiudendo gli occhi.

museAl MUSE abbiamo avuto la possibilità di provare varie specialità, dalla trottola alla pallina in un vortice d’acqua e dopo aver visitato una serra di piante tropicali, le sale dedicate alla tecnologia, alla matematica e alla natura non abbiamo potuto fare a meno che farci una bella foto di gruppo, siamo usciti e siamo ritornati a casa un po’ stanchi, ma felici.

Martina Dianin, III D Secondaria, team del giornalino

GARA DI LETTURA: UNA VERA SFIDA!

palQualche mes fa, noi ragazzi delle seconde abbiamo scoperto che avremmo dovuto partecipare a una gara sul romanzo “I ragazzi della via Pàl” di F. Molnar, realizzata in collaborazione con la biblioteca “G. Bricchetto”, premio in palio: dei libri!

Per riuscire a svolgere una gara ordinata, le classi si sono divise in due gruppi: la 2°B e la 2°E costituivano il primo gruppo, mentre la seconda gara vedeva protagonisti la 2°A, 2°C e 2°D. I vincitori di questi gruppi si sarebbero scontrati durante la finale del 13 aprile.

Le gare sono state molto combattute in entrambi i gruppi. A giudicarli due bibliotecari comunali. La gara prevedeva due parti: la prima riguardava il testo e bisognava completare delle domande sui personaggi e sul loro comportamento/caratteristiche, mentre la seconda era più sul lessico e bisognava specificare il significato di alcuni modi di dire contenuti nel romanzo. Inoltre in caso di parità, come accaduto nel caso del secondo gruppo, ci sarebbe stata una terza prova supplementare. Per stabilire il vincitore, la giuria ha considerato anche come i ragazzi di ogni classe hanno lavorato in gruppo.

Nelle semifinali dai due gruppi in gara sono emerse due classi vincitrici: La 2°A e la 2°B. Queste due classi quindi sono scontrate in finale e la classe vincitrice è stata la 2°A. Che bella soddifazione!

Luca Innocenti e Marco Cappelletti, II A e II E Secondaria,

team del giornalino

“IO ME NE FREGO” E TU?

locandinaUno degli spettacoli più coinvolgenti che la I D ricordi è sicuramente “Io me ne frego” di Valeria Cavalli. L’abbiamo visto al Teatro “Leonardo da Vinci” a Milano il giorno 1/3/2016.

C’era tanto entusiasmo per l’attesa che non siamo riusciti a concentrarci per fare lezione alla prima ora!

Finalmente siamo partiti con il pullman e siamo arrivati al famoso teatro. Ovviamente sia nel pullman che fuori dal teatro abbiamo fatto un po’ di confusione, come è nostro solito. Abbiamo anche dovuto aspettare un bel po’ di tempo prima di poter finalmente entrare a teatro.

Durante lo spettacolo siamo rimasti affascinati dalla triste storia di “Biglia” e “Rospo”, due amici divisi da un bullo. Biglia è un ragazzo molto studioso e Rospo è un ragazzo molto vivace. Biglia e Rospo sono amici da sempre, ma un giorno nella loro classe, una seconda media, arriva un Robertino, un bullo più grande di loro, che fa diventare Rospo un bullo a sua volta. Rospo, spinto da Robertino, inizia a chiedere a Biglia dei piaceri che però sono assurdi, come quando gli chiedono di andare all’uscita del catechismo dai bambini più piccoli a chiedere loro dei soldi per comprare un pezzo per la moto. Biglia accetta perché costretto, poi iniziano ad obbligarlo a fare prima le verifiche per loro e poi per lui stesso, questo perché i due bulli non studiano, ma vogliono lo stesso bei voti nelle verifiche. Robertino e Rospo continuano per molto tempo a chiedere a Biglia questo favore, quando, un giorno, Biglia sbaglia a scrivere delle cose nella verifiche dei bulli. Rospo lo obbliga a spogliarsi davanti a tutti e a cantare una canzone nel bagno delle ragazze; lui , ancora, non dice niente a nessuno.

Un giorno i due bulli chiedono a Biglia se gli poteva portare una ragazza di terza che aveva offeso Robertino; Biglia gliela porta e quando la situazione diventa pericolosa, Biglia riesce a far scappare la ragazza e a raccontare tutto ai genitori.

Molti anni dopo Rospo è diventato un criminale, mentre Biglia è un avvocato. Rospo vuole un avvocato per il processo in tribunale, chiamano Biglia come avvocato, che appena lo vede gli stinge la mano.

Torneranno o non torneranno amici?

Gli attori sono stati molto convincenti nella loro interpretazione. Dopo lo spettacolo abbiamo avuto modo di parlare con loro: ci hanno raccontato come è nata la loro passione per il teatro e abbiamo discusso insieme sul bullismo.

Dopo il dibattito siamo ritornati a scuola: abbiamo fatto una breve riflessione sullo spettacolo con le nostre professoresse, che ringraziamo vivamente per averci permesso di vivere questa bellissima esperienza.

Siamo molto felici di aver potuto assistere a questo spettacolo bello e coinvolgente, perché ci ha dato l’opportunità di riflettere sul fenomeno del bullismo in modo più approfondito di quanto avessimo mai fatto.

Lucilla Cnapich e Tommaso Repetto, I D Secondaria

LA NOSTRA AMICA TERRA

La società in cui viviamo non offre , come una volta, la possibilità di avvicinare il bambino alla terra, materiale che ama molto manipolare, per giocare dando spazio alla creatività. La scuola, quando le circostanze lo permettono, dà l’occasione di stare a contatto con la terra, non solo per puro divertimento, ma stimola il bambino a sviluppare un atteggiamento consapevole che l’ambiente naturale è un bene di tutti. Esso va difeso stabilendo regole che devono essere condivise.

L’esperienza “orto” è proposta ai bambini per rispondere alle domande e curiosità che nel quotidiano osservano, un ambiente che si trasforma e si modifica con il susseguirsi delle stagioni.

L ’orto diventa lo strumento per le attività di educazione alimentare, di educazione alla salute, di accrescimento della percezione sensoriale, dell’appropriarsi di un lessico poco usato, quasi sconosciuto, di conoscenze e di rispetto di tempi e di ritmi della natura e di prendersi cura della crescita di una piantina: una mansione non facile!

Noi ci stiamo provando.

ortoA marzo, con i consigli preziosi di nonno Augusto e di papà Stefano, abbiamo seminato e piantato in un piccolo pezzo di terreno del nostro giardino.

Abbiamo anche scoperto i lombrichi e il loro lavoro.

lombricoOra tocca ai “Leoni” della scuola dell’infanzia di Mezzate proseguire con impegno e senza scoraggiarsi se il risultato non dovesse corrisponde alle aspettative.

fioriLeoni, Infanzia Mezzate

 

“CON LA MIA VOCE” – EDIZIONE 2015

concorsoQuest’ anno il concorso di lettura espressiva “Con la mia voce” si è tenuto nel trimestre e questa notizia ha sconvolto i tempi. Si è dovuto organizzare tutto con più fretta e le selezioni sono procedute velocemente. Quest’ anno la categoria “Teatro” ha ceduto il posto a “Saggi e Articoli di Giornale”, lo stesso con “Letteratura fino al ‘900” è stata sostituita dalla categoria “Lettere e Discorsi Pubblici”; quindi i ragazzi si sono cimentatati nella lettura espressiva di due nuovi stili di scrittura.

Dopo le due selezioni iniziali, i partecipanti, tra cui io, hanno avuto l’accesso alla finale al Teatro De Sica; i finalisti, insieme alle prof. organizzatrici, si sono trovati venerdì 4 e giovedì 10 dicembre al teatro per provare i testi di lettura le ultime volte prima della finale e capire come organizzarsi quella sera.

La sera dello spettacolo, prima della lettura dei testi, tutti i partecipanti si sono riuniti sul palcoscenico e hanno acceso una candela, in ricordo dei caduti dell’ultima strage terroristica a Parigi. Mentre noi tenevamo acceso quel cero, alcuni ragazzi componevano dietro di noi la bandiera della pace, con i cartoncini colorati.

Dopo ciò, è iniziata la finale del concorso di lettura 2015: a partire sono stati i bambini delle quinte elementari. Mentre i ragazzi salivano sul palco e venivano presentati dai presentatori, due ex-alunni della Montalcini, Erika Cordisco e Giulio Cavina, ad accompagnali c’era un video, montato da ragazzi di terza media.

A seguire hanno letto i ragazzi che leggevano un brano di “Narrativa Contemporanea”, sezione con più ragazzi partecipanti. Dopo è toccato alla “Poesia”, successivamente a “Saggi e Articoli di Giornale”, e per ultimi i generi “Comico” e “Discorsi Pubblici”.

Dopo che tutti abbiano letto, la giuria si è ritirata per decretare i vincitori. Nel frattempo, sono stati invitati ex alunni di questa scuola secondaria a leggere aforismi sull’amore. Dopodiché la giura è tornata per annunciare il verdetto finale; io, insieme ai miei compagni, ci siamo aggiudicati il primo posto e i presentatori hanno ceduto la parola alla preside e all’ ex preside, i quali hanno chiuso la serata facendo i complimenti a tutti i partecipanti.

Luca Innocenti, II A Secondaria,

team del giornalino

IL DIRITTO: UNA PASSIONE E UNA MISSIONE

Conosciamo la nostra nuova Preside

Molti ragazzi vorrebbero sapere cosa pensa il proprio Dirigente Scolastico della scuola e il motivo per cui ha voluto fare questo mestiere. Da quest’anno abbiamo una nuova Dirigente, la prof.ssa Margherita Fazio. Così abbiamo deciso di intervistarla.

Ecco la nostra intervista:

  • Qual era il suo sogno d’infanzia?

Il mio sogno era di avere una famiglia e dei figli. Sono riuscita a realizzarlo, perché ho un marito, con cui sto da quaranta anni, e due figli, che oggi sono grandi, uno di ventuno anni e l’altro di ventisei anni.

  • Si sarebbe mai aspettata di diventare Preside? Si è mai pentita della sua scelta?

No, non pensavo che lo sarei diventata. Dopo due mesi ancora non mi sono pentita di esserlo, perché ho sempre curato con attenzione gli studenti e ritengo da Preside che si possa fare ancora di più.

  • Cosa ne pensa della nostra scuola e dei suoi docenti?

Mi trovo benissimo in questa scuola, perché ho trovato tanta professionalità, tanta dedizione e passione per il proprio lavoro e professori con tanta voglia di crescere e di mettersi in gioco anche alla luce delle nuove leggi che regoleranno la scuola.

  • Lei che tipo di alunna era? Qual era la sua materia preferita?

Ero brava a scuola e non ho mai avuto problemi. Infatti i miei genitori non hanno mai conosciuto il mio preside. La mia materia preferita era italiano. Poi crescendo è nata la mia passione per il diritto, che mi ha portata alla laurea in Giurisprudenza. Sono fiera di avere avuto come professore il nostro attuale Presidente, il professor Sergio Mattarella, per me è stato un grande insegnamento di vita.

  • E’ mai stata vittima di bullismo? Secondo lei il problema del bullismo si è diffuso anche tra noi?

Non sono mai stata vittima di bullismo. Secondo me, il bullismo non è diffuso in questa scuola, se non in quelle forme embrionali di arroganza che alcuni alunni adottano e che poi devono essere represse con il tema del rispetto delle regole.

  • Che tipo di professoressa era?

Ho insegnato Diritto ed Economia per circa trenta anni in un Istituto Superiore, nel mio lavoro ero un’insegnante molto umana: anche se avevo nove classi, tutti gli studenti erano veramente importanti per me. Ero severa invece nell’ambito del loro apprendimento.

  • Secondo lei, quali differenze ci sono tra gli alunni che frequentano la Scuola superiore e quelli che invece frequentano le Scuole medie?

Nessuna, secondo me, tutti devono essere seguiti sin dall’inizio ed è molto importante intervenire sulla formazione di una persona sin dalla Scuola Primaria. Il percorso di crescita deve essere curato dalla scuola e quindi dai professori in strettissima collaborazione con le famiglie. Io credo fermamente in questa sinergia.

  • Qual è il suo libro preferito?

Prima di venire in questa scuola e diventare Preside, leggevo due libri alla settimana. Non ho nessun libro preferito, perché mi piacciono tutti.

  • Quali sono i suoi progetti per il futuro della scuola?

Intendo sensibilizzare i miei studenti, insieme ai professori, sul tema della legalità e creare un progetto, che possa condurre ciascuno di loro a formarsi una mente giuridica. Ciò li aiuterà nella vita e darà loro la consapevolezza della necessità del rispetto dei diritti e dei doveri che ogni uomo deve avere in una civile convivenza.

Per noi è stato un piacere conoscere meglio la nostra nuova preside e speriamo che rimanga ancora per molto tempo, per poter passare dei magnifici anni insieme.

Martina di Nuzzo e Sara Inzadi, II B Secondaria, team del giornalino

INCONTRO CON LA PROTEZIONE CIVILE

pcLunedì 11 gennaio, durante l’ora di storia, dei volontari della Protezione Civile sono venuti a spiegarci che cos’è la Protezione Civile e quali funzioni ha.

La Protezione Civile è la struttura che si occupa del coordinamento delle politiche e delle attività in tema di protezione civile. Essa fa capo alla Presidenza del Consiglio della nostra Repubblica e provvede a livello nazionale alla previsione, prevenzione, gestione e superamento di disastri, calamità, umane e naturali, e di situazioni di emergenza.

Si divide in 10 strutture operative:

  • Il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco (che non si occupano solo di spegnere incendi, ma hanno anche altri incarichi)
  • Le Forze Armate come l’esercito, la marina e l’aeronautica
  • Le Forze di polizia
  • Il Corpo Forestale dello Stato
  • I Servizi Tecnici Nazionali
  • L’Istituto Nazionale di Geofisica (che si occupa di prevedere i terremoti grazie anche a delle apparecchiature: i SISMOGRAFI)
  • La Croce Rossa Italiana (che segue anche i campi profughi)
  • Le strutture del Servizio Sanitario
  • Le Organizzazioni di Volontariato di P.C.
  • Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino Speleologico (CNSAS)

La Protezione Civile interviene normalmente in caso di frane, alluvioni, terremoti, esondazioni, valanghe, incidenti navali e incidenti aerei.

Le valanghe rappresentano il 6,9% dei disastri naturali, le alluvioni rappresentano il 41,4% e le frane rappresentano il 51,7% dei disastri naturali.

Le frane avvengono a causa di eccessiva pioggia e a causa di disboscamento causato dall’uomo che costruisce edifici che spesso si trovano in pendii o a mezzacosta.

Per soccorrere invece persone rimaste colpite da terremoti intervengono le unità cinofile, composte da esperti con cani che annusano per cercare se ci sono dei superstiti. Dirige la Protezione Civile il Sindaco nelle città e il Prefetto nelle regioni.

La Protezione Civile oltre a occuparsi di queste attività, si occupa di prevenzione, previsione, soccorso e superamento delle emergenze. Quindi cerca di evitare che ci siano problemi e cerca di risolverli, se ci sono. Secondo me è molto utile e la conferenza a cui abbiamo assistito è stata davvero interessante.

Tommaso Repetto, I D Secondaria

A PICCOLI PASSI VERSO LA LETTURA

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Il nostro Istituto Comprensivo da anni collabora con la Biblioteca Comunale a tutti i livelli di istruzione senza distinzione di ordine e grado.

Si aprono porte e mondi di collaborazione per far crescere i nostri alunni in un ambiente ricco di stimoli e aperto a proposte e collaborazioni di esperti esterni che ci aiutano ad arricchire i nostri programmi e a far passare valori e informazioni in una rete di competenze specifiche.

La nostra scuola dell’infanzia utilizza diversi strumenti educativi, ma un posto rilevante lo dedica alla lettura di fiabe e favole, storie e racconti che ci aiutano a sviluppare un percorso didattico pieno di emotività e ricco di stimoli cognitivi.

Crediamo fermamante che un adulto che legge ad alta voce ad un bambino compie un atto d’amore e ciò ha risvolti importanti per lo sviluppo della personalità del piccolo.

Nell’esperienza condivisa della lettura e dell’ascolto, infatti, adulto e bambino entrano in sintonia attraverso i mondi che prendono vita, in una comunicazione intensa e piacevole fatta di emozione, che conferma il loro legame affettivo. La lettura offre la possibilità di esplorare le proprie emozioni, la possibilità di avere un canale alternativo di conoscenza, favorisce la comprensione di sé e del mondo che lo circonda, allarga la mente alla scoperta e all’esplorazione; sviluppa l’immaginazione, la fantasia, la creatività, la curiosità, amplia la memoria; potenzia le capacità logiche e astrattive. Sul piano linguistico, la lettura, stimola lo sviluppo del linguaggio, arricchisce il vocabolario, migliora la qualità lessicale. Dal punto di vista sociale è dimostrato che i bambini abituati alla lettura operata dalla famiglia in età prescolare, presentano migliore rendimento scolastico, inserimento sociale, capacità di risoluzione dei problemi. Sotto il profilo culturale, infine, la trasmissione di storie e racconti da adulti a bambini è stata vista come uno dei canali del passaggio di valori, messaggi etici e tradizioni da una generazione all’altra.

Quest’anno in occasione della visita alla Biblioteca Comunale abbiamo strutturato un percorso che potesse interloquire con la nostra programmazione, in particolare con il progetto “ Io cittadino del mondo”. Un argomento importante che ci aiuta a capire che siamo in una comunità di individui diversi ma con regole che ci aiutano a convivere in modo pacifico.

Abbiamo raccontato alcune storie per iniziare il nostro percorso e una di queste intitolata “Il principe e la Costituzione”, è stata letta da Emanuela, la bibliotecaria.

La storia racconta di un principe di nome Rodolfo che detta leggi bizzarre ai cittadini di Uhr. Le leggi riguardano, infatti, il colore delle tende, i dolci per la colazione, i giorni della settimana… Un giorno però Rodolfo esagera e decide di far mangiare ai suoi sudditi solo le brioche e di non far vendere più il pane ai fornai. Le persone si arrabbiano e lo cacciano via. Rimasti senza principe, scoprono presto che non possono vivere senza regole che organizzino la vita comune su basi giuste: scoprono di aver bisogno di una Costituzione ma non è facile stilarla e così iniziano una serie di votazioni…fin quando la Costiuzione, che è un insieme di leggi importanti, viene scritta su tavole di pietra e posta all’entrata della città!

Questa lettura ha affascinato i bambini e nello stesso tempo da una parte li ha fatti divertire, dall’altra riflettere sui comportamenti.

In seguito anche loro hanno sperimentato cos’è una votazione attraverso la scelta di preferenze da colorare su un foglietto e la vittoria democratica fra una preferenza rispetto l’altra.

La successiva tappa, poi, è stata la visita alla biblioteca e la scoperta delle regole che permettono l’utilizzo dei libri, dei cd,.. per ogni fascia d’èta.

La nostar uscita è stata una bella occasione per scoprire un luogo, adatto ai bambini, ricco di opportunità per il materiale messo a disposizione e per le iniziative proposte.

I bambini hanno potuto esplorare i vari ambienti sotto la guida della bibliotecaria e hanno poi sfogliato dei libri che catturavano la loro attenzione. Hanno, inoltre, scoperto le regole della biblioteca e potuto ascoltare la lettura di un testo specifico sulla cittadinanza.

Il tutto è terminato con “un arrivederci” ai bambini sia con le proprie famiglie che con la speranza di rincontrarci in primavera.

Le insegnanti dei Remigini delle sezioni Farfalle,Giraffe e Pulcini della scuola dell’Infanzia di Zeloforamagno

I COLORI DELL’AMICIZIA

arcobalenoTanto tempo fa i colori fecero una lite furibonda. Tutti si proclamavano il migliore in assoluto, il più importante, il più utile, il favorito.

Il ROSSO poco distante urlò: “Io sono il re di tutti voi! Io sono il colore del sangue e il sangue è vita, il colore del pericolo e del coraggio. Io sono il colore della passione, dell’amore, della rosa, del papavero…”

Il VERDE disse: “Sono io il più importante. Io sono il colore della vita e della speranza. Io dono il mio colore dell’erba, agli alberi, alle piante, senza di me tutti gli animali morirebbero. Guardatevi intorno nella campagna e vedrete che io sono in maggioranza.

Il BLU lo interruppe: “Tu pensi solo alla terra, ma non consideri il cielo ed il mare? È l’acqua la base della vita che viene giù dalle nuvole nel profondo del mare. Senza di me voi non sareste niente”.

Il PORPORA si alzò in tutta la sua altezza: era molto alto e parlò con voce in pompa magna: “Io sono il colore dei regnanti e del potere. Re, capi e prelati hanno sempre scelto il mio colore perché sono il segno dell’autorità e della sapienza”.

L’ARANCIONE si fece largo: “Io sono il colore della salute e della forza. Posso essere scarso, ma prezioso, perché io servo il bisogno della vita umana. Io porto con me le più importanti vitamine. Pensate alle carote, mango e papaia. Io non sono presente tutto il tempo, ma quando riempio il cielo nell’alba e nel tramonto, la mia bellezza è così impressionante che nessuno pensa più a voi”.

Il GIALLO rispose: ”Voi siete tutti così seri. Io porto sorriso, gioia e caldo nel mondo. Il sole è giallo, la luna è gialla, le stelle sono gialle. Quando fioriscono i girasoli, il mondo intero sembra sorridere. Senza di me non ci sarebbe allegria”.

E così i colori continuarono a discutere convinti di essere ognuno superiore agli altri. Litigarono sempre più violentemente senza sentire ragioni.

pace

Improvvisamente un lampo squarciò il cielo seguito da un rumore fortissimo. Il tuono e la pioggia che seguì violenta li impaurì a tal punto che si strinsero tutti insieme per confortarsi.

Nel mezzo del clamore la pioggia cominciò a parlare: “Voi sciocchi colori litigate tra voi e ognuno cerca di dominare gli altri. Non sapete che ognuno di voi è stato creato per un preciso scopo unico e differente? Tenetevi per mano e venite con me”.

Dopo che ebbero fatto pace essi si presero tutti per mano formando un arcobaleno. L’arcobaleno è un segno di speranza e di pace per il domani.

E così, quando una buona pioggia lava il mondo, e l’arcobaleno compare nel cielo, ricordiamoci di apprezzarci l’uno con l’altro.

girotondo

Da qui prende spunto anche la bandiera della Pace.

bandiere

Questa bellissima storia è stata utilizzata dalla scuola dell’infanzia di Mezzate per aprire l’anno scolastico e fare la festa dell’accoglienza, momento in cui si da il benvenuto ai nuovi bambini della scuola.

Successivamente abbiamo scoperto che fuori dalla nostra scuola ci sono due bandiere, le abbiamo riprodotte e ve le mostriamo:italiaeuropapng

Sono le bandiere che rappresentano l’ Italia e l’ Europa!!!!

Nella sezione dei Leoni però ci sono dei bambini che provengono da paesi diversi dal nostro, così abbiamo festeggiato la loro presenza nel nostro paese scoprendo e riproducendo le loro bandiere:

perù

PERÙ

romania

ROMANIA

ECUADOR

ECUADOR

SENEGAL

SENEGAL

FRACIA

LA NOSTRA AMICA FRANCIA

Leoni, Infanzia, Mezzate

 

RACCORDI 2015-16

Salve a tutti, mi chiamo Paola Merli ed insegno nella scuola dell’infanzia di Mezzate nella sezione Leoni. Quest’anno, per la seconda volta, mi è stato attribuito l’incarico di Funzione Strumentale Continuità. Tra le varie mansioni, la più importante è quella di coordinare, progettare e realizzare attività comuni per le classi negli anni ponte, più comunemente chiamate “RACCORDI”.

A differenza dell’anno scorso, questa annata gli insegnanti dell’istituto “Rita Levi Montalcini” vogliono intensificare i momenti di incontro tra la scuola dell’infanzia e la primaria.

Di seguito vi racconto ciò che abbiamo fatto nel primo quadrimestre. I docenti delle quinte, future classi prime, si sono recati con i loro alunni alle due scuole dell’infanzia con pezzi di tanti Babbo Natale e pupazzi di neve da ricomporre. Con questi lavoretti si sono abbelliti i plessi delle primarie in vista del Natale.

SCUOLA PRIMARIA DI MONASTEROLO

NATALEMONASTEROLO

 

SCUOLA PRIMARIA DI MEZZATE
BABBI

Nel mese di dicembre l’infanzia si è recata alla primaria per incontrare i vecchi compagni (classi prime) e insieme a loro decorare l’albero di Natale dei plessi e scambiarsi gli auguri natalizi.

SCUOLA DELL’INFANZIA

DELL’INFANZIA ZELOFORAMAGNO

SEZIONI GIRAFFE, FARFALLE E PULCINI

CLASSI V A, B, C PRIMARIA MONASTEROLO

ALbero 1

albero 2

AL

A gennaio sono invece previsti i raccordi tra la primaria e la secondaria di primo grado: i ragazzi di quinta vivono un paio d’ore di lezione nella scuola futura cogliendo l’occasione per conoscere sia gli ambienti che alcuni professori.

Altri momenti di raccordo tra infanzia e primaria classi quinte, sono previsti nei mesi di marzo e aprile. In queste occasioni i bambini faranno un tour delle scuole, mangeranno nelle mense e approfondiranno la conoscenza con le future maestre. Il raccordo si concluderà con una “lezione” delle insegnanti della primaria ai bambini presso la propria scuola dell’infanzia.

In tutti i momenti viene data la possibilità anche ai bambini frequentanti altre scuole di vivere i raccordi con noi per permettere un passaggio il più sereno possibile a settembre.

Per permettere anche ai genitori di conoscere la nuova scuola che i propri figli frequenteranno, Il Dirigente ha predisposto delle riunioni in cui illustrerà le principali informazioni utili all’iscrizione e degli Open Day per la visita degli ambienti scolastici:

GIORNO ORARIO TIPO DI INCONTRO
8 gennaio 2016 17.00-18.00 Riunione per nuovi iscritti scuola dell’infanzia
9 gennaio 2016 9.00-11.00 Riunione per nuovi iscritti scuola secondaria di primo grado
9 gennaio 2016 11.00-13.00 Riunione per nuovi iscritti scuola primaria
14 gennaio 2016

18 gennaio 2016

16.00-18.00 OPEN DAY

scuola dell’infanzia

11 gennaio 2016

12 gennaio 2016

18 gennaio2016

 

10.45-12.30 OPEN DAY

scuola primaria

11 gennaio 2016

14 gennaio 2016

10.05-12.00 OPEN DAY

scuola secondaria di primo grado

19 gennaio 2016 8.05-9.55 OPEN DAY

scuola secondaria di primo grado

Vi riaggiornerò in primavera con i prossimi raccordi.

La Funzione Strumentale Continuità

Paola Merli

LE NOSTRE AMICHE PULCETTE

61vt17GmKJL._AC_SY220_La Scuola è ricominciata da poco e ci siamo ritrovati a scuola con i nostri compagni. Ci sono anche bambini nuovi: “Che bello, nuovi amici!”.

Una mattina le nostre maestre ci hanno raccontato una bella storia. La storia racconta di alcune “pulcette” … “pulcette”? …Sì, proprio Pulcette, che vivono in un materasso … che ridere!

Queste Pulcette stavano bene nel loro materasso, facevano delle feste, ballavano, si divertivano, però dopo un po’ cominciarono ad annoiarsi e decisero di uscire a trovare nuovi amici… Andarono in giardino per incontrare qualcuno.

Incontrano una formica ma scappano perché sembra antipatica; incontrano un’ape sopra un fiore, ma scappano per paura che con il pungiglione possa pungerle; incontrano una cimice, ma scappano perché puzza.

Tornano nel loro materasso dispiaciute di non aver trovato nessun nuovo amico, però una pulcetta dice: “Se non fossimo fuggite ogni volta che incontravamo una faccia nuova, a quest’ora avremmo già trovato tanti nuovi amici!”.

Alla fine della storia le maestre ci hanno letto una frase molto vera:

Perché nel paese delle pulcette, come in tutti i paesi del mondo, non serve a nulla cercare nuovi amici se si ha paura di conoscerli. Ora anche le pulcette lo sanno.”

IMG-20151014-WA0012Abbiamo parlato tanto delle pulcette e di come a volte, per paura non ci avviciniamo ad un bimbo nuovo oppure lo mandiamo via da noi.

Abbiamo disegnato quello che ci era piaciuto di più della storia.

Le pulcette sono grandi amiche si vogliono bene e ognuna è diversa e per questo sono bellissime.

C’è la pulcetta multicolore, la pulcetta grassa, la pulcetta con le zampe lunghe lunghe, la pulcetta con gli occhi grandi e la pulcetta magra come un chiodo.

Anche noi bambini siamo tutti diversi e per questo bellissimi e se impariamo a conoscerci possiamo diventare grandi amici!

Avere tanti amici è bello perché non sei solo!

Proprio perché siamo tutti amici abbiamo realizzato due bellissimi cartelloni: uno con le pulcette in giardino e uno con le pulcette nel materasso che festeggiano.

Ognuno di noi ha disegnato la sua pulcetta.

IMG-20151014-WA0011La cosa più divertente è stata giocare con il pongo. Siamo stati bravissimi perché ognuno di noi ha fatto la sua pulcettina e poi le abbiamo portate a casa.

Le pulcette ci hanno insegnato che non bisogna aver paura dei bambini che non conosciamo, ma che dobbiamo imparare ad avvicinarci con un sorriso e dire: “Ciao, vuoi giocare con me?”

pulcette marzia

Infanzia, Zelo

 

IO CITTADINO DEL MONDO

La cittadinanza è il percorso svolto dai bambini di 4 anni della sezione Delfini, all’ interno del progetto : “ Io cittadino del mondo”.

Nonostante la complessità dell’ argomento, i bambini sono riusciti ad affrontare serenamente i temi della guerra, della Pace e della solidarietà imparando l’importanza di aiutare gli altri grazie alla storia “ I colori dell’arcobaleno”.

Durante il percorso i bambini hanno realizzato un pannello che rappresenta il racconto e un bellissimo arcobaleno fatto con tutte le impronte delle loro manine!

L’arcobaleno è anche il fondale della bandiera della Pace ed è stato divertente dipingere con tutti i suoi colori, in particolare i bambini hanno scoperto che alcuni si possono creare mischiandone altri: per loro una vera magia !!!
Con il bianco e il nero … ecco il grigio, con il giallo e il rosso…l’arancione, con il giallo e il blu…il verde e l’arcobaleno è presto fatto !!!

arcobaleno

I colori dell’arcobaleno

C’erano una volta due paesi vicini, nei quali tutto era grigio, perché erano in guerra fra loro. Le case, i fiori, i prati, il cielo, il sole e perfino le persone erano grigie. Tutto era grigio e la gente non ricordava più che cos’erano i colori; e, assieme ai colori, non ricordava più che cos’erano i sentimenti. Nessuno in quei due paesi era felice, ma neanche triste; nessuno aveva paura, ma neanche rideva; nessuno provava meraviglia, ma neanche disprezzo; nessuno odiava, ma neanche amava. Tutti erano così, né bianchi, né neri, né colorati, ma solo grigi.

Un giorno passò da quelle parti un bambino che proveniva da un paese lontano dove ogni cosa aveva un colore intenso: il sole era giallissimo e il cielo azzurrissimo, i fiori coloratissimi. Il bambino passò per le vie dei due paesi stupito nel vedere tutto grigio. Ma la cosa che più lo scosse furono le persone; nessuno salutava, tutti camminavano come dei robot.

Il bambino incontrò un ragazzo e lo salutò con un sorriso. Subito dalle sue mani uscì l’azzurro che coprì il cielo. Poi il bambino incontrò una signora anziana che portava la spesa a fatica e l’aiutò; subito dalle sue mani uscì il colore verde che coprì tutti i prati. A quel punto la gente iniziò a fermarsi e a guardarsi attorno con stupore e a scrutare il bambino incuriosita. Il bambino, felice per quello che stava accadendo, diede un bacio ad un bambino piccolino che piangeva perché era caduto; subito, dalla sua bocca uscì il colore rosso che andò a colorare i tetti delle case e i fiori dei prati.

A quel punto perfino i due re uscirono dai loro castelli ed iniziarono a guardarsi intorno felici. Dalle mani delle persone, che incominciarono a sorridere, scambiarsi gesti di saluto e di solidarietà, uscirono colori bellissimi che andavano a riempire ogni strada nei due paesi. Felici di aver ritrovato i colori, gli abitanti di entrambi i paesi si abbracciarono, la guerra finì e in cielo spuntò l’arcobaleno. I due re decisero che per la pace ritrovata si doveva fare una grande festa e addobbarono le città con bandiere, palloncini e festoni colorati e insieme ballarono e cantarono felici, in amicizia.

Delfini, Infanzia, Zelo

NIENTE E’ MIO PERCHE’ TUTTO E DI TUTTI

DSCF2710Motore trainante della nostra programmazione è il progetto “ IO CITTADINO DEL MONDO”.

Scopo di questo progetto è quello di favorire un primo approccio verso la realtà circostante che consenta al bambino di “scoprire se stesso accorgendosi dell’altro”.

Ogni bambino ha potuto personalizzare un soggetto ovvero la sagoma stilizzata di un bambino, a proprio piacimento e secondo le abilità personali acquisite.

DSCF2709Protagonisti attivi, i bambini della scuola dell’Infanzia di Zelo, hanno risposto in maniera propositiva; il contributo di tutte le fasce d’età (tre, quattro, cinque anni), ha favorito lo sviluppo di una cooperazione collettiva che si è concretizzata nell’allestimento del salone.

Niente è mio perchè tutto e di tutti, il nostro cammino è solo all’inizio ma chi ben inizia è a metà dell’opera !!!DSCF2709

Antonia De Girardis

Infanzia Zelo

 

RICORDO DELL’EXPO

expoL’Esposizione Universale del 2015 si è tenuta a Milano e le classi seconde ci sono andate. La II E e la II D vi sono andate il 30/09/2015. Una bella giornata per visitare l’EXPO.

Il tema scelto per Milano Expo 2015 è stato nutrire il “nutrire il pianeta: energia per la vita”. L’EXPO si è aperto l’1/05/2015 e si è concluso il 31/10/2015. Hanno partecipato 146 paesi con i rispettivi padiglioni. Le due vie principali erano il cardo e il decumano. Il cardo ospitava palazzo Italia e i padiglioni minori, quali quelli delle varie regioni e città italiane. I padiglioni degli altri Stati si trovavano sul decumano. I più importanti erano: il Giappone, gli Emirati Arabi Uniti e Marocco. Nell’ultimo periodo in questi padiglioni la fila raggiungeva addirittura svariate ore. In ogni padiglione vi erano le principali colture tipiche di ogni paesi.

Altri padiglioni erano: Germania, Spagna, Francia, Italia , Svizzera, Olanda, Brasile, America, Stati Uniti…Noi quando ci siamo andati abbiamo visto qualche padiglione ma non tutti. Eravamo divisi in gruppi e io ero con Marco, Mattia, Simone, Alice, Karina, Barbara e la prof Gagliardo di musica. Noi come gruppo abbiamo visto il padiglione del Brasile, il padiglione zero e poi alcuni paesini come per esempio l’Afghanistan. Il padiglione zero praticamente era un po’ l’introduzione dell’Expo. Faceva vedere un po’ l’origine del cibo, l’importanza del cibo e c’era un angolo dove si vedeva tutto il cibo che ogni persona spreca. Invece quello del Brasile era bellissimo: facevano camminare su una rete dove bisognava tenersi in piedi ed era molto difficile, però divertente. Una volta conclusa la camminata si esce tramite una specie di tunnel e ci si ritrova dove c’è il padiglione della Colombia.

Ad ottobre quasi tutti i giorni i padiglioni dell’ Italia, degli Emirati Arabi e del Giappone chiudevano prima perché verso le 16 raggiungevano anche le 6\7 ore di fila. I padiglioni con meno fila erano quelli alla fine ovvero i paesini piccoli dove non c’era tanto da visitare.

Io però poi ci sono andato con la mia famiglia dove abbiamo visitato anche Spagna e Afghanistan. La Spagna mi ha un po’ deluso, mi aspettavo qualcosa di più, invece dopo aver fatto la solita fila, ho trovato dei piatti sotto il pavimento e sui muri delle specie di quadri, poi uno schermo dove fanno vedere uno spettacolo. Mentre l’ Afghanistan era abbastanza carino e c’erano un po’ di cose fatte a mano proprio da loro.

L’Expo è stato un evento che mi è piaciuto molto e spero che qui a Milano magari lo rifaranno.

Simone Barbato, II D Secondaria,

team del giornalino

LETTERA DEL SINDACO NEOELETTO AI SUOI ELETTORI

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Volevo scrivere ai miei elettori che sono contento che abbiano fiducia in me, che si fidino a tal punto da affidarmi un compito così importante, prometto che non li deluderò e sarò contento se continueranno a sostenermi.

Ringrazio i miei compagni, che hanno tentato più volte “di ammutinarsi”, ma che alla fine mi hanno sostenuto. I professori che, compito ancor più arduo, ci hanno sopportato, soprattutto la professoressa Bramuzzo che in questo breve periodo ci ha aiutato, come le altre prof. hanno aiutato le loro classi. Volevo ringraziare tutti i docenti e insegnanti che negli anni della mia vita, mi hanno dato un’ istruzione tale da diventare quello che sono.

E un ringraziamento speciale va al Comune che ci ha dato questa grandissima opportunità. Ringrazio tutti voi per la fiducia che mi avete dato per rendere Peschiere migliore di così. Vorremmo iniziare migliorando la scuola con armadietti scolastici, bar scolastico diretto dai ragazzi disabili. Poi, sempre per noi ragazzi, vorremmo rimettere in uso il centro sportivo del “Peschierello” e dotarlo di attrezzature da skate, da basket e calcio. Vorremmo far costruire un fattoria didattica e molti altri progetti dedicati allo studio della natura. Molti dei nostri progetti sono dedicati alla scuola, a noi ragazzi e all’ambiente.

Grazie ancora e buon lavoro a tutti!

Riccardo Signorotto, II D Secondaria

DIVENTIAMO PROTAGONISTI DEL NOSTRO FUTURO

MLLuigi Provenzano, un Maestro del Lavoro, il 20 ottobre è venuto a tenere una conferenza con noi sul mondo lavorativo e sulla nostra imminente scelta della scuola superiore.

Il termine “Maestro del Lavoro” è un titolo che viene assegnato ad alcune persone che si sono distinte per particolari meriti, come aver migliorato, grazie ad alcune innovazioni, l’efficienza di macchine, o perché con il loro impegno hanno preparato nuove generazioni nell’ambito di quel lavoro. La premiazione avviene il primo maggio in qualunque città italiana per opera di ministri, o a Roma, del Presidente della Repubblica, in quel momento alle persone meritevoli viene consegnato un distintivo chiamato “Stella al Merito”.

Luigi ha iniziato il suo intervento ponendoci alcune domande: ”Che cosa significa lavorare?” – “Quali sono le regole?” – “ Qual è il comportamento giusto da tenere?”, ma prima ce ne ha fatta un’altra che per noi è stata di maggior impatto e sulla quale abbiamo discusso: “Perché si va a scuola?” La risposta più corretta è stata: per imparare le discipline di studio; infatti la scuola esalta l’intelligenza (che non significa solo saper risolvere problemi matematici ma significa conoscere), la socialità, l’inventiva, il comportamento. Tutti questi sono considerati valori fondamentali.

Una cosa che mi ha molto colpita del suo discorso è che con parole semplici ci ha fatto capire che la vita, come la scuola, presenta sempre delle prove più o meno difficili e noi dobbiamo considerare questi anni come un’esercitazione alla vita.

Per poterci preparare in modo adeguato alla vita lavorativa, ci ha spiegato che è molto importante la scelta della scuola, che deve essere solo nostra, perché infatti siamo solo noi i protagonisti del nostro futuro.

Per questo è fondamentale porsi un obbiettivo che deve essere raggiunto e dei limiti che devono essere superati e cercare di aprire la mente alla curiosità e alle nuove informazioni che si acquistano giorno per giorno.

Questa è la parte che riguarda il nostro presente e la nostra sempre più prossima scelta della scuola.

Per riuscire al meglio nel mondo lavorativo ci ha dato altri consigli:

  • Non perdere tempo a cercare il lavoro della vita;
  • Cercare inserzioni sui giornali o su internet;
  • Porre domande di lavoro;
  • Fare colloqui di lavoro;
  • Informarsi sul posto in cui si andrebbe a lavorare.

È di eguale importanza non rifiutare mai, soprattutto se si è all’inizio, proposte di lavoro.

Le professioni si dividono in due grandi gruppi: subordinati e autonomi. Ognuno di questi ha dei pro e dei contro, ma entrambi permettono di guadagnare.

In quelli subordinati dipendi e lavori per qualcuno, mentre in quelli autonomi non hai nessuno a cui devi sottostare.

È fondamentale ricordare che non bisogna cercare di diventare un uomo di successo, ma diventare un uomo di valore.

Secondo me questo incontro è stato molto importante per il mio futuro perché mi ha fatto capire che il periodo scolastico è essenziale per la mia vita lavorativa.

È infine, importante ricordare, come il signore Provenzano ci ha sottolineato, che non ci si pente mai di aver studiato e quindi bisogna approfittare della scuola il più possibile.

Benedetta Cazzulani, III D Secondaria, team del giornalino

C.C.R.: UNA NUOVA AVVENTURA!

ccrTornati a scuola dopo le vacanze estive, abbiamo scoperto cosa ci stava aspettando: un misterioso C.C.R. . Questa sigla è rimasta un mistero per un po’ di giorni, ma alla fine si è rilevata un acronimo per “Consiglio Comunale dei Ragazzi”.

Ogni classe doveva ideare un progetto realizzabile in Peschiera Borromeo, magari non esistente ancora, o proporre qualcosa da ristrutturare e poteva realizzare questo progetto lavorando con un’altra classe. Hanno potuto partecipare al C.C.R. solamente le prime e le seconde medie, le terze non hanno potuto, perché il progetto infatti durerà due anni e loro l’anno prossimo dovranno lasciare la scuola secondaria. Non tutte le classi hanno voluto lavorare in coppia e la scuola ha avuto molti progetti validi, ma la lista vincitrice è stata quella della 1° e 2° C, con il sindaco Riccardo Signorotto. Inoltre sono stati eletti come consiglieri del C.C.R. dieci ragazzi delle due classi vincitrici e altri quattro, che faranno parte dell’opposizione, che sono risultati i candidati sindaci degli altri programmi elettorali, e io sono uno di questi, essendo stato il candidato sindaco di 2°A. Così venerdì 20 novembre, noi ragazzi del C.C.R, siamo andati in Comune a svolgere la nostra prima seduta.

Durante la nostra riunione abbiamo attuato tutti i punti all’ordine del giorno, tra cui l’insediamento di tutti i consiglieri e del sindaco, la scelta del Vice Sindaco da parte di Riccardo Signorotto, diventato Riccardo Giovannini, e l’elezione del Presidente e della Vice Presidente, rispettivamente Sofia Angelucci e Martina Girelli.

Questa esperienza mi piace molto, perché in questo modo anche noi ragazzi possiamo esprimere la nostra opinione e infatti ci troveremo ancora per discutere il progetto del Partito C, affinché sia realizzato.

Luca Innocenti,

II A Secondaria, team del giornalino

 

RICORDO DELLE VACANZE-ESTATE 2015

Alberto: sono stato in vacanza in montagna, sciavo.

Diego: sono andato al mare dalla zia Mariella, c’era anche lo zio Mimmo, giocavo e c’era anche il cane che si chiamava Luna. Poi è arrivata Giada e ci giocavo, guardavamo la televisione ma non si vedevano i cartoni. Ho fatto il bagno nella piscina, c’era la sabbia e tanti ombrelloni dove sotto c’erano le persone. C’era la sabbia sporca, sono venute le alghe.

vacanze 001

Giorgia: sono stata al mare, io so nuotare nell’acqua pure alta coi braccioli. Poi sono andata via dal mare e sono andata dagli altri nonni ad Acquaviva (nonno Gianni e nonna Maria, sono i genitori di mia mamma).

Lorenzo V.: tutte e due, mare e montagna, si giocava, c’erano gli slittini.

Martina: a Marina di Castagneto al mare raccoglievo le conchiglie, con le alghe sporche e le onde. Ho fatto il bagno coi braccioli.

Federico B.: sono andato al mare in cerca di conchiglie però le altre le ho lasciate al mare e poi ho perso il canotto per andare nell’ acqua . di conchiglie ne ho prese solo due e poi ho trovato i ricci di mare e poi Simone quando eravamo in camera era andato fuori dalla finestra è scappato anche in fondo alla sabbia

Viola D .: sono andata in montagna e c’ era “dolce casa” e c’era il mio amico Filippo con il papà che si chiamava Silvio e la mamma Alessia. Giocavamo e un’altra volta eravamo andati nella montagna dove c’era veramente la neve, ho usato lo slittino ma sono caduta e ho sbattuto la testa che non avevo il caschetto. E poi in Sicilia dalla mia nonna Nina e poi c’è Daniela, è la mia zia, che aiuta la nonna a cucinare. E poi c’è un cane che si chiama Flipper, poi c’è Sara e poi un gatto Beta e uno Alfa.

Beatrice: sono stata al mare quando ero piccola, da mio zio che si chiama Bobo. La montagna era grande, stavo scivolando sullo slittino e mi aiutava papà a scivolare e mi andava la neve negli occhi. Poi siamo tornati a casa.

vacanze 005

 

Ginevra: sono stata in Sicilia c’è il mare poi ho nuotato, poi sono andata senza braccioli, sono andata alla casa delle vacanze in aereo.

Federico F.: sono stato al mare profondo senza braccioli con papà e sono andati sott’acqua e poi sono tornato su con la bocca chiusa. Abbiamo scavato nella sabbia e abbiamo trovato un tesoro (dei bastoncini sotto la sabbia).

Bianca: sono stata dalla nonna Pina in Sicilia, è lontano, siamo andati al mare con la mamma, il papà e Agata, abbiamo fatto i bagnetti con la cintura. Sono andata sott’acqua con la maschera, c’erano tanti pesciolini. Ho mangiato gli spaghetti col formaggio e il sugo di pomodoro. Di frutta ho mangiato il fico d’India e la nonna li ha sbucciati con i guanti.

Nicolò: sono andato all’Elba, c’era la piscina, il mare, dormivo nella roulottina. Trovavo le conchiglie grandi e piccole e andavo in piscina, c’erano i funghi che mandavano giù l’acqua.

Rodrigo: sono andato a Pantelleria dove c’era il mare, in montagna dove c’era la montagna con la jeep. Al mare sono andato sulla roccia e mi sono grattato, mi è uscito il sangue. Al mare sono andato sul motoscafo e poi ho fatto un bagno e poi sul motoscafo giallo adatto a fare il bagno. Ho fatto la doccetta. Lo sai che il motoscafo è adatto per fare la pipì in acqua. Mi hanno detto di non togliere i tappi se no si sgonfiava tutto.

vacanze 004
Matteo: ho preso un gommone che era di gomma e uno squalo l’ha attaccato, però resisteva perché era un gommone gonfio. Ho fatto il bagno in piscina. Sono andato in montagna con Lory. In montagna ho giocato, ho fatto il pupazzo di neve.

Rachele: sono stata al mare con i nonni in Liguria, c’era una casa con la puzza della pattumiera, con la camera, bagno, il divano a forma di letto, la cucina piccola, 2 balconi, il mare, il nostro ombrellone. Facevo dei bagni con i nonni e mio fratello. Che abitano a San Giuliano lontano da qua, si va con la macchina.

Giovanni: sono stato al mare, sono andato dentro al mare da solo, non c’era lo squalo. Ho fatto il castello con la sabbia insieme al papà.

Viola F.: sono andata al mare e tutti i giorni con mamma e papà andavo al mare e piscina, facevo i tutti da sola con la maschera nella piscina bassa. Un giorno ho fatto il castello e facevo girare le biglie insieme ai miei fratelli.

vacanze 002

Tyler: sono stato con la mamma, con la macchina in spiaggia. Mi sono fatto male con la mamma alla gamba.

Filippo: sono stato al mare in albergo. Ho comprato un camione da usare in spiaggia. La nonna Anna aveva paura di andare in acqua. La mamma mi ha regalato un….. ma l’hanno rubato.

Mattia: io sono andato in montagna e al mare. Al mare ho fatto il bagno da solo e giocato alle biglie con il papà e ho vinto io. Io giocavo sempre con il papà, la mamma stava sotto l’ombrellone. In montagna a Leolandia facevo le passeggiate con il papà e la mamma.

I Leoni, Infanzia, Mezzate

 

LAVORI IN CORSO PER IL CCR

ccrMercoledì 14 ottobre 2015, le classi 1B e 1D si sono ritrovate in Aula Magna con alcuni esperti del comune che hanno spiegato il progetto del CCR (Consiglio Comunale dei Ragazzi).

La professoressa Biasiolo ci aveva già spiegato brevemente il progetto e avevamo già pensato a un nome per la nostra lista.

La signora Patrizia Corvo ci ha spiegato il programma di lavoro: entro il 31 ottobre ogni lista dovrebbe creare un programma elettorale, una lista di ciò che vorremmo realizzare a Peschiera; ogni partito dovrà proporre da 17 a 20 candidati che vorrebbero diventare consiglieri, tra cui uno che voglia diventare sindaco; le terze medie dovranno creare un logo che rappresenti il “CCR” di Peschiera Borromeo.

Dall’ 11 al 18 novembre ci sarà la campagna elettorale, cioè ogni partito si farà pubblicità per sensibilizzare gli studenti sul proprio programma elettorale.

Il 19 novembre ci saranno le elezioni, durante le elezioni ognuno voterà una lista e, così facendo, anche il candidato sindaco di quella lista insieme a due consiglieri. Una volta eletto il CCR, comunque anche chi non verrà eletto sindaco potrà aiutare dando delle idee, infatti il sindaco sarà solo un portavoce. Il sindaco rimane in carica due anni e, in caso di assenza, può essere sostituito da un vicesindaco; i consiglieri hanno il compito di raccogliere le proposte e di esporle nelle riunioni.

Il 20 novembre ci sarà la prima riunione durante la quale verrà eletto il presidente del consiglio comunale, cioè colui che gestirà le riunioni, mentre dal 2016 ci saranno delle riunioni per realizzare le nostre idee.

Manuela, invece, ci spiega un po’ di storia: il primo CCR fu istituito in Francia nel 1970, mentre in Italia fu istituito, anche grazie all’aiuto dell’Unicef, a Macerata, nel 1993, con lo scopo di riprodurre il consiglio comunale degli adulti.

Gli obbiettivi del CCR sono: risolvere i problemi che verranno individuati, imparare a collaborare con gli adulti e educare i bambini alla democrazia; il CCR è stato infatti creato per imparare cos’ è la democrazia, conoscere il Comune e per creare un’associazione che risolva i problemi dei bambini.

Carolina ci spiega di cosà si occuperà il CCR cioè di: ambiente, cultura, sport, tempo libero, legalità e solidarietà; nei programmi elettorali di ciascun partito, le proposte dovranno essere basate su questi temi e rispecchiare le reali esigenze dei ragazzi. Per darci un’ idea di quello che potremo fare, Carolina ci mostra delle idee: creare una biblioteca, dare cibo ai bisognosi, sensibilizzare i coetanei sul risparmio energetico, proporre qualcosa da mettere in città e nei parchi giochi, ma dichiara anche che le idee più belle verranno sicuramente da noi!

…E noi siamo pronti per questa nuova avventura!

Elisabetta Moiana, I D Secondaria

“Il mio nome è Nessuno – l’Ulisse”

carcano

Probabilmente quasi nessuno ha mai partecipato ad uno spettacolo durante il quale tutti ridevano mentre solo tu piangevi. A me è capitato.

Il 23 Ottobre 2015, la 1°A, la 1°B, la 1°C e la mia classe, la 1°D, dell’istituto Rita Levi Montalcini, sono andate al Teatro Carcano in metropolitana, per vedere lo spettacolo “Il mio nome è Nessuno- l’Ulisse”, per approfondire le conoscenze sull’Iliade e l’Odissea.

Io ero seduta vicino alle mie compagne di classe a godermi lo spettacolo, che è stato bello e molto sentito: la bravura dell’attore che rappresentava Ulisse e dell’orchestra che suonava dal vivo riuscivano a trasmettere agli spettatori sentimenti di commozione. Proprio per questo mi faceva molta tristezza sentire il racconto della guerra più famosa, la guerra di Troia, che vedeva morire quotidianamente tantissimi uomini per dieci anni consecutivi.

Ad ascoltare questo racconto sono rimasta incantata per un’ora e mezza, che mi è sembrata velocissima, e ancora non riesco a capire come avesse fatto qualcuno ad annoiarsi o a ridere nei momenti più tragici…

È stata una bellissima esperienza, che spero di ripetere e che consiglio a tutti di vivere.

Lucilla Cnapich, I D Secondaria

GLI ANGELI DELLA DROGA

Fortunatamente nel mondo, e in questo caso proprio vicino a noi, a San Giuliano Milanese, esistono persone che si prendono cura e ne aiutano altre in difficoltà, più precisamente con dipendenze. Una dipendenza che sta molto a cuore al fondatore dell’associazione “Promozione Umana” Don Chino Pezzoli, è quella da sostanze stupefacenti. La comunità terapeutica, dagli anni ottanta fino ad oggi, infatti, offre alla persona dipendente la possibilità di riconoscere la sua “malattia” e curarla.

Ecco il tema di un nostra compagni sull’incontro con degli esperti dell’associazione.

“Durante l’adolescenza è importante sapere ciò che è corretto fare e ciò che invece andrebbe evitato completamente, una delle cose di questo tipo è la droga, un mondo dal quale dobbiamo stare il più lontano possibile.

Chi ci sta vicino ce lo insegna fin da subito, grazie alla scuola però ci si accorge realmente a cosa si va in contro seguendo questa strada.

Proprio per questo il 18 marzo nell’aula magna della nostra scuola si è tenuta una conferenza   presentata dall’associazione “Promozione umana”, un’associazione che si occupa del recupero, attraverso precorsi specifici in una comunità, di persone che hanno problemi di dipendenza in modo particolare da droga e bevande alcoliche.

Erano presenti un educatore, una psicologa e un ragazzo di circa ventiquattro anni che sta seguendo un percorso di recupero.

Per iniziare ci hanno mostrato un video, come prima cosa scorrevano i nomi di tutte le sostanze stupefacenti, seguivano poi varie interviste a ragazzi, ma anche adulti che stavano svolgendo un percorso di recupero e raccontavano come avevano iniziato a fare uso di queste sostanze per poi parlare della loro vita in comunità.

Al termine del video abbiamo ascoltato la storia di Stefano, un ragazzo di ventiquattro anni che ha ceduto alla tentazione della droga.

Ci ha raccontato che ha iniziato a fumare sostanze stupefacenti quando aveva tredici anni e frequentava una compagnia di ragazzi più grandi di lui, dopo le medie ha iniziato a lavorare nella panetteria di famiglia e frequentando sempre gli stessi amici ha continuato a fare uso di queste sostanze a volte anche esagerando.

Per procurarsele usava sia i suoi soldi che quelli della madre e del fratello, ai quali li sottraeva di nascosto.

La madre un giorno, dopo averlo visto agonizzante sul letto, lo ha portato in ospedale e dopo questo incidente la madre ha deciso di mandarlo in comunità.

In comunità ha iniziato il suo percorso di tre anni seguendo l’ergoterapia, ovvero una terapia che consiste nel far lavorare il “paziente” che riscopre se stesso svolgendo piccoli lavori all’interno della comunità, ora è al secondo anno.

Ci ha raccontato che piano piano sta riscoprendo se stesso e che alla fine del suo percorso sarà in grado di non commettere di nuovo gli sbagli del passato.

Terminata la conferenza abbiamo seguito in classe una breve discussione sulla ricerca della felicità, perché la maggior parte delle volte ciò che spinge i ragazzi a fare uso di queste sostanze è la mancanza di felicità.

La felicità sta infatti nelle piccole cose che ci offre la vita, molte cose possono essere per noi fonte di felicità, come raggiungere i proprio obbiettivi, amare una persona e essere amati, avere una famiglia con cui vivere, avere amici che ci possano aiutare…

Io credo che molte volte le cose che ci fanno sentire veramente felici non le possiamo comprare e sta a noi cercarle dentro di noi o negli altri.

Non bisogna mai dimenticare chi siamo veramente e dobbiamo sempre scoprirci e apprezzare i nostri pregi, ma anche i nostri difetti.

Credo anche che la droga è per le persone deboli, che non hanno la forza e il coraggio per risolvere i problemi che la vita ci procura.”

                                   Erika CordiscoFederica Leonetti III A, Erika Cordisco III D,

team del giornalino

GLI STUDENTI DELLA MONTALCINI PLURIPREMIATI

ALLA VENTIQUATTRESIMA EDIZIONE DEL CONCORSO DI POESIA “SIGNIFICAR PER RIME” DI SAN DONATO MILANESE GLI ALUNNI DELLA PRIMARIA E DELLA SECONDARIA “MONTALCINI” VINCONO NUMEROSI PREMI

Da ventiquattro anni la biblioteca di San Donato organizza il concorso di poesia “Significar per rime” in ricordo di Simona Orlandi, una giovane sanndonatese con la grande passione della poesia, prematuramente scomparsa.

Quest’anno anche noi della Montalcini abbiamo voluto partecipare e abbiamo ricevuto diversi riconoscimenti che fanno onore ai nostri ragazzi, pieni di fantasia e creatività, ai nostri insegnanti, che con passione si mettono in gioco, e al nostro preside, il prof. Vincenzo Paladino, che ci invita sempre a farlo.

La classe V B di Mezzate si è classificata terza nella categoria “Primaria” con la poesia “Vorrei”, composta dalla classe stessa; è stata segnalata nella categoria “Secondaria” la poesia “La Vita”, scritta da Sarah Visaggi e Sabrina Franchino della II D Secondaria, si è classificato terzo Mario Brandini di I B Secondaria con la poesia “Peschiera” e infine Giulia di Nuzzo di III D Secondaria è arrivata prima con la poesia “Ricordi”.

Vi invito a leggere queste poesie per scoprire quanta armonia e quanta freschezza comunichino questi versi, scritti da menti giovanissime e incredibilmente sagge.

LA VITA

La vita è come una valigia,

una valigia piena di sogni, felicità e tristezze.

Che quando vengono liberati nell’aria,

animano il mondo.

Nella vita ci sono che non si dicono,

che restano chiuse dentro il diario del cuore.

Ci sono sentimenti che pensiamo di aver dimenticato

E quando meno te l’aspetti escono e ti prendono per mano,

da un quaderno di una passato, lontano.

La vita è come un film

devi godertelo fino alla fine,

perché regala sentimenti

che capitano una volta sola.

La vita è una sola, goditela fin che vuoi.

Sabrina Franchino, Sarah Visaggi, II D Secondaria

PESCHIERA

Peschiera,

grande di giorno, piccola di sera.

Peschiera è l’afa d’estate,

è la nebbia delle fredde giornate.

 

La scuola è il silenzio del mattino

la piazza è il baccano del bambino:

biciclette, gelati, giostre e palloni

mille suoni che creano infinite canzoni

 

Peschiera, vecchia provincia di Milano,

si sente ancora il dialetto sulla bocca dell’anziano.

A Peschiera manca solo il mare

Per il resto, credetemi, è un paese d’amare.

Mario Brandini, I B Secondaria

 

RICORDI

Aspetto qui, seduta su questa panchina,

in mezzo a questo silenzio senza vita.

Aspetto il tuo arrivo, l’ombra della

tua sagoma sull’asfalto.

Aspetto il suono della tua voce,

che mi distoglieva dai miei pensieri cupi.

Aspetto assieme ai ricordi dei

nostri momenti, che rimarranno

immortali nella mia mente.

Aspetto e aspetterò per infiniti tempi.

Giulia di Nuzzo, III D Secondaria

 

 

VORREI …

vorreiSono tante le cose che ciascuno di noi desidera, solo che noi grandi non siamo nemmeno più abituati a pensarle, ecco invece dove ci portano i nostri bambini quando si chiede loro che cosa vorrebbero.

Da un gioco che il maestro Fabrizio Aleo ha fatto con i suoi bambini, da un grandissimo “brain-storming”, è nata questa poesia che ha ricevuto più di un riconoscimento. “Vorrei”, recitata da Chiara Toffanello,  è arrivata terza al concorso di lettura espressiva “Con la mia voce” 2015, successivamente si è classificata terza al 24° Concorso di Poesia “Significar per rime”, organizzato tutti gli anni dal Comune di San Donato Milanese.

Ora buona lettura e provate ad aggiungere voi un verso a questa meravigliosa poesia!

Vorrei che ogni bambino esprimesse la sua gioia di vivere a gran voce,

che in tutto il mondo, all’improvviso, scoppiasse la pace.

Vorrei trasformare le acque inquinate in sorgenti limpide e pulite

vorrei che la felicità e l’amore riempissero le nostre vite.

Desidererei che ognuno vivesse per sempre,

che cessassero le guerre e i litigi.

Desidererei ritagliare un momento di vuoto per pensare…

Per pensare ad un mondo in cui gli uomini non si facciano del male.

Vorrei che l’erba fosse piena di fiori colorati e il cielo azzurro per davvero,

che ciascuno abbia il potere di un re giusto e sincero.

Vorrei potere un giorno salire sulla luna,

passeggiare tra le stelle e guardarle, una ad una.

Sarei felice se fossimo tutti amici, se i ricchi aiutassero i poveri,

se la pace non avesse interruzioni o fine.

Vorrei vivere ogni giorno il meglio che c’è

E avere un sacco di gioia da donare…ma tenerne un po’ per me.

Desidererei…

Sarei felice se…

Sono tante le cose che vorrei,

talmente tante che… continuate voi…io proprio non saprei!

Classe quinta B Mezzate

MEZZATE VA IN GELATERIA

gela

Siamo alla fine dell’anno, la scuola è quasi finita e fa tanto caldo….

Che idea!!! Andiamo in piazza a mangiare un buon gelato??? Sìììììììì!!!

E allora via, basta attraversare la piazza e siamo al Bar Manuel che molto gentilmente offre a tutti i bambini e alle maestre un’ottima coppetta di gelato!

Ci sono tanti gusti tra cui scegliere, tutti attaccati al vetro a gustare già con gli occhi e quando poi è il nostro turno: fragola, cioccolato, fiordilatte, crema, pistacchio, zuppa inglese, melone, …….gnam gnam

Che bella rinfrescata al pancino, il musino di tanti bimbi si è un po’ sporcato e le manine sono appiccicose ma in un attimo siamo di nuovo a scuola a lavarci.

Cominciare così la giornata è proprio bello, grazie Sergio!

GRAZIE

I bambini e le insegnanti della scuola dell’infanzia di Mezzate