UN LIBRO, UNA VITA

“Fatima sto arrivando”.

Queste sono le parole che il protagonista ha pronunciato, alla fine del libro, dopo aver raggiunto la propria “Leggenda Personale”.

L’Alchimista, secondo romanzo scritto dal grande Paulo Coelho, narra la storia di un uomo il cui nome viene scritto una sola volta all’inizio del libro: Santiago.

Chiamarlo romanzo, libro o racconto è sbagliato, neppure opera è una parola adeguata al contenuto di queste pagine. Oltre ad essere una storia molto accattivante, nel libro sono racchiusi, sotto forma non diretta, i segreti per il raggiungimento della propria “Leggenda Personale”. In queste pagine si trova la motivazione per andare avanti nonostante quello che sembra “tutto”, in queste pagine si trova il coraggio di provare qualcosa, in queste pagine si trova la Determinazione, l’Impegno e la Costanza. In queste pagine è racchiusa una Vita.

Si impara che qualsiasi cosa, nel vero senso della parola (anche trasformarsi in vento) indipendentemente dalla difficoltà, è possibile. Basta volerlo Veramente e tutto l’Universo trasformerà a nostro favore, in un modo o nell’altro. Perché noi siamo l’Anima del mondo e se noi, tutte creature popolanti questo pianeta, siamo felici, anche il mondo sarà felice.

Per leggere questo libro non c’è bisogno di essere dei fanatici della lettura come la sottoscritta, poiché è abbastanza corto e semplicemente bellissimo, anche per chi non ama leggere.

Basta poco, niente. Solo curiosità. Curiosità e voglia di vivere al meglio la propria vita!

                                                    Alexia Bronzea, II C Secondaria, team del giornalino

JOHNNY DEPP, UN MITO

Johnny Depp è un attore americano. Nel corso della sua carriera ha vinto numerosi Oscar come miglior attore protagonista. È nato il 9 giugno 1963 nel Kentucky da una famiglia di origine Irlandese. Con il trasferimento in Florida diventa un ragazzo chiuso. A 12 anni inizia a suonare la chitarra e fonda la sua prima rockband chiamata “The Flame”. Negli anni ‘80 si avvicina al mondo cinematografico e televisivo ma il grande successo arriva nel 1990 con il film di Tim Burton” Edward, mani di forbici”, sul set del quale conosce Winora Rider che diventerà la sua compagna. Negli anni a venire la sua carriera prosegue brillantemente e nel 1999 riceve una stella nella “Hollywood Walk of fame”. Negli anni 2000 Jonny Depp è considerato dalle riviste di moda un sex simbol, un “bello e dannato” per il suo look aggressivo a causa dei suoi numerosi tatuaggi, nonostante egli abbia dichiarato di odiare tale definizione.

Tra i maggiori successi degli anni 2000 ci sono: ”Chocolat”, ”Blow” e “Jack lo squartatore”. Nel 2003 ottiene dalla Disney il ruolo di Capitan Jack Sparrow nella serie “Pirati dei Caraibi “, che debutta con “La maledizione della prima luna”. Per il ruolo del capitano ottiene nel 2008 due MTV movie a Wards come migliore attore comico e come miglior cattivo per il ruolo del barbiere assassino nel musical “Sweeney  Todd – il diabolico barbiere di fleet  street”. Nel 2009 recita  al fianco di Angelina Jolie nel film “The tourist”.

Ho deciso di elogiarlo, perché come egli stesso dice “La bruttezza è meglio della bellezza”, dura più a lungo e alla fine ci prenderà tutti.

                                        Aurora Filocamo, I B Secondaria, team del giornalino

RUBY RED: LE EMOZIONI IN UN LIBRO

Ho deciso di parlarvi di questi tre libri insieme, poiché sono una trilogia ed io li ho letti tutti di seguito. In realtà è passato parecchio tempo da quando li ho letti e se devo essere sincera è un po’ che rimando questa recensione. Veniamo ai libri!

ruby-1Red Trama: Per l’amica Leslie, Gwendolyn è una ragazza fortunata: quanti possono dire di abitare in un palazzo antico nel cuore di Londra, pieno di saloni, quadri e passaggi segreti? E quanti, fra gli studenti della Saint Lennox High School, possono vantare una famiglia altrettanto speciale, che da una generazione all’altra si tramanda poteri misteriosi? Eppure Gwen non è affatto convinta di essere fortunata. Da quando, a causa della morte del padre, si è trasferita con la mamma e i fratelli in quella casa, la sua vita le sembra sensibilmente peggiorata. La nonna, Lady Arisa, comanda tutti a bacchetta con piglio da nobildonna e con l’aiuto dell’inquietante maggiordomo Mr Bernhard, e zia Glenda considera lei, Gwen, una ragazzina superficiale e certamente non all’altezza del nome dei Montrose. E poi c’è Charlotte, sua cugina: capelli rossi, aggraziata, bravissima a scuola e con un sorriso da Monna Lisa. È lei la prescelta, colei che dalla nascita è stata addestrata per il grande giorno in cui compirà il primo salto nel passato. Charlotte si dà un sacco di arie, ma Gwen proprio non la invidia: sa bene che si tratta di una missione pericolosissima non solo per la sua famiglia ma per l’umanità intera, e da cui potrebbe non esserci ritorno. E non importa se Charlotte non viaggerà sola ma sarà accompagnata da un altro prescelto, Gideon de Villiers, occhi verdi e sorriso sprezzante… Gwen non vorrebbe davvero trovarsi al suo posto. Per nulla al mondo…

ruby-2Blu Trama: “Molto probabilmente il mio organismo aveva prodotto più adrenalina negli ultimi giorni che nei sedici anni precedenti. Erano successe così tante cose e avevo avuto così poco tempo per riflettere” Gwendolyn ha tutte le ragioni di questo mondo per pensarla così. Ha appena scoperto di non essere una normale ragazza londinese, bensì una viaggiatrice nel tempo che i Guardiani – una setta segreta che ha sede nel dedalo di vie intorno a Temple Church – inviano nelle epoche passate per prelevare una goccia di sangue dai dodici prescelti e completare il cronografo, una missione da cui dipende il destino dell’umanità. Peccato che la sua famiglia non l’avesse informata perché tutti erano convinti che la predestinata fosse l’odiosa cugina Charlotte e peccato che, di conseguenza, Gwen avesse trascorso gli ultimi sedici anni della propria vita a studiare (poco), giocare (molto), chiacchierare e divertirsi con le amiche come ogni ragazza. Mentre avrebbe dovuto imparare a tirare di scherma, ballare il minuetto, apprendere nozioni di storia universale e conversare in modo appropriato con l’aristocrazia del Settecento. Quasi tutto, nella sua nuova situazione, la infastidisce: essere sballottata avanti e indietro nei secoli, la supponenza mista a invidia della cugina Charlotte, la noia delle lezioni di ballo e portamento … Poche cose le piacciono: il piccolo gargoyle fantasma Xemerius, che solo lei Gwen può vedere e, naturalmente, il suo compagno di viaggi nel tempo: Gideon, bello da morire…

Green Trama: “Sono davvero contento di avere chiarito le cose. In ogni caso resteremo sempre buoni amici, giusto?” Quando un ragazzo dice così a una ragazza non è che la renda pazzamente felice. Se poi il ragazzo in questione è Gideon de Villiers, occhi verdi e capelli corvini, Gwendolyn Shepherd, la destinataria del messaggio, si sente precipitare decisamente negli abissi dell’infelicità. E sì, perché, nelle due settimane che le hanno sconvolto la vita, facendole quasi dimenticare di essere una normale studentessa di sedici anni di una normale scuola londinese, Gideon le era sembrato la sua unica ancora di salvezza. Solo da due settimane, infatti, Gwen ha scoperto di essere predestinata a viaggiare nel tempo per portare a termine una missione pericolosissima da cui dipende il destino dell’umanità intera. Una faccenda che, in realtà, non le interessa affatto, diversamente dalla cugina Charlotte, che era convinta di essere lei la predestinata e che era stata educata ad affrontare situazioni e persone di ogni tempo e ogni luogo. Solo per Gideon, il suo compagno di viaggi nel passato, Gwen ha trovato sopportabile l’essere sballottata da un secolo all’altro alla ricerca di un cronografo perduto, ma ora perché dovrebbe continuare a lasciarsi tiranneggiare dall’implacabile setta dei Guardiani? D’altra parte, è vero che a poco a poco sta scoprendo segreti insospettabili sulla propria famiglia che la riguardano molto da vicino…

Spero di esservi stata utile a consigliarvi un po’ di svago nel tempo libero.

Alice Chiello, III E Secondaria, team del giornalino

CAMMINARE CORRERE VOLARE di Sabrina Rondinelli

camminareLUI: Tu cosa fai per essere felice?

LEI: …

LUI: Ci 6?

LEI: È una domanda difficile…

LUI: È una domanda fondamentale

LEI:  Ho sempre pensato che la felicità accade, arriva, capita. Non ho mai riflettuto sulla posssibilità di cercarla. E dove poi? Mica la vendono al supermercato, la felicità. E tantomeno in offerta speciale!

Asja, una ragazza quattordicenne.

Maria, una ragazza tredicenne.

Asja, bella e spavalda.

Maria, brutta e goffa.

Sono queste le protagoniste del nostro romanzo.

Due ragazze diverse, troppo diverse per andare d’accordo… o almeno così pare.

Ma forse dietro al comportamento di Asja c’è un motivo, magari un passato difficile con il quale non riesce a convivere. O un presente difficile.

E il futuro come sarà?

Di sicuro Maria il futuro lo preferirebbe diverso dal presente. E forse anche Asja nel profondo del suo cuore lo preferirebbe diverso, anche se non lo vuole ammettere.

Ma una cosa è certa: peggio di così non potrà essere.  Asja questo lo pensava prima che gli adulti scoprissero come trattava Maria, ma adesso che lo sanno è tutto un “casino”, e forse è arrivato il momento di andare a cercarsela la felicità.

LUI: Che cosa vorresti migliorare di te?

LEI: Vorrei imparare a fare qualcosa, io non so fare niente.

LUI: Mi fai pensare a un libro che ho letto

LEI: Che libro?

LUI: Si intitola “il gabbiano Jonathan Livingston”.  Parla di un gabbiano che vuole imparare a volare, ma non per procurarsi il cibo. Vuole imparare a volare soltanto per la gioia di volare.

LEI: E come si fa?

LUI: Sei tu che scegli.

LEI: Cosa?

LUI: Quello che vuoi.

LEI: Io non lo so ancora quello che volglio.

LUI: Decidi chi vuoi essere. Soltanto quando lo saprai, potrai volare.

 Siete anche voi degli adolescenti in cerca della felicità e della vostra identità? Allora “ camminare, correre, volare” è il libro adatto a voi!

Erica Calamoneri &Elisabetta Moiana,

II D Secondaria, team del giornalino

CERCHI UNA LETTURA PER L’ESTATE? GUARDA I NOSTRI BOOK-TRAILERS!

Sole, mare, ruscelli silenziosi, aria leggera e profumata delle nostre montagne… Cerchi una buona lettura per goderti il relax estivo? Ecco in nostri book-trailers! Scegli il libro che ti incuriosisce di più.

Noi alunni della prima e della terza D quest’anno, riuniti in “circoli letterari”, abbiamo realizzato insieme un book-trailer su un romanzo assegnatoci dalla nostra prof. di lettere, la prof.ssa Biasiolo. Ecco i nostri lavori! Diteci poi se vi sono piaciuti: i book-trailers e anche i romanzi che sceglierete…

I e III D Secondaria

“FUORI MISURA”: Leopardi come non ve l’ha mai raccontato nessuno

Come passare un’indimenticabile giornata in compagnia di Giacomo Leopardi?

Come riuscire a far apprezzare la poesia ai ragazzi?

Basta passare qualche ora insieme al simpatico Andrea Robbiano della compagnia Teatrale “Quelli di Grock”, un giovane attore, che con il suo entusiasmo riesce a coinvolgere e incuriosire tutti gli spettatori di qualsiasi età.

grockAl “Teatro Leonardo da Vinci” di Milano la sua abilità e la sua bravura sono state messe in risalto nello spettacolo “Fuori misura”, che racconta in modo avvincente la vita del grande poeta, considerato uno dei massimi esponenti della letteratura italiana, Giacomo Leopardi.

Andrea, un ragazzo laureato con cento e lode, sogna di diventare professore, ma per il momento lavora solo in un call center.

Spesso si confida con il suo amico algerino Salim, il quale lo fa riflettere tramite il racconto di alcuni proverbi del suo paese.

Finalmente arriva il giorno tanto atteso; un’insegnante di lettere si ammala e informa che sarebbe rimasta a casa per due mesi. Così Andrea viene assunto come supplente per il tempo stabilito e gli viene comunicato che avrebbe dovuto iniziare il programma con Giacomo Leopardi.

Lui si sente molto sotto pressione e agitato perché trova che spiegare la vita e le poesie di questo grande poeta sia molto complicato.

Ma un’altra cosa lo tormenta: come riuscirà e farsi apprezzare dai suoi alunni? E soprattutto come dovrà comportarsi con loro?

Per questo in compagnai del suo amico Salim, inizia ad esercitarsi e a provare varie strategie.

Finalmente arriva il giorno tanto atteso e Andrea si presenta a scuola, conosce la classe e subito inizia a spiegare.

Invita gli alunni a chiudere gli occhi e a immaginare di essere nella città natale di Leopardi, Recanati, di immaginare di non avere più il cellulare, ma di mettersi nei suoi panni.

Inizia, così, a spiegare in modo eccellente la vita del grande poeta, a raccontare la sua vita, le sue poesie e il suo destino.

leoIn questo spettacolo vengono toccati alcuni temi e problemi in cui ognuno di noi può immedesimarsi: l’inadeguatezza, la paura, ma nello stesso tempo la voglia di amare, la paura di essere sempre sbagliati, sempre meno degli altri e quindi “fuori misura”.

Uno dei messaggi che sicuramente trasmette e, che è importante ricordare sempre nella vita, è che ognuno dovrebbe inseguire il proprio sogno, cercando di avverarlo a tutti i costi, indipendentemente da quanto faticoso esso sia da realizzare.

Benedetta Cazzulani, Martina Dianin,

III D Secondaria, team del giornalino

CARTOOMICS

cartoomicsDall’ 11 al 13 marzo 2016 si è svolto il “Cartoomics” alla Fiera di Rho. Si tratta di una fiera con tanti padiglioni dedicati a fumetti, cartoni animati e film di fantascienza.

C’erano negozi con tanti oggetti in vendita, stand con gli autori dei fumetti che firmavano autografi e che disegnavano. Peccato per la coda interminabile, visto che c’era tantissima gente.

E’ stato allestito un set dedicato al videogioco “Resident Evil” e uno ai film di “Star Wars “

Un angolo della fiera era dedicato alle costruzioni Lego sempre dedicate a film e supereroi.

E’ stato molto interessante vedere i vestiti e oggetti che sono serviti per film come “Alien” “Il Signore degli Anelli” “ I Pirati dei Caraibi”.

Per i meno deboli di cuore si poteva assistere anche a un incontro di Wrestling che faceva pubblicità al nuovo gioco Wrestling 2016.

Un’area della fiera era destinata ai giochi in scatola e di carte, dove ci si poteva sedere e giocare in compagnia. C’era anche la zona dedicata ai giochi per computer e ai cabinati.

Insomma per visitare questa fiera è necessario avere tanto tempo a disposizione, almeno una giornata intera se si vuole vedere tutto bene.

Assolutamente da non perdere per tutti gli appassionati di fumetti, cartoni animati e film fantasy.

La parte divertente è stata incontrare tante persone vestite da supereroi come

“Iron Man”, da personaggi di cartoni animati come “Goldrake” oppure da personaggio di film come “Gandalf” del “Signore degli Anelli” …

Simone de Maglie, I A Secondaria,

team del giornalino

LADY HAWKE

ladyPoiché in storia stiamo studiando il medioevo, abbiamo guardato un film intitolato “Lady Hawke”, in italiano “Lady Falco”, ambientato in Francia nell’età del feudalesimo. Il film è del 1985, il regista è Richard Donner, l’attrice protagonista è la bellissima Michelle Pfeiffer.
I personaggi principali del film erano: Navarro, Isabeau e Philippe (protagonisti) Imperius (tra i personaggi principali) e il vescovo di Anguillon (antagonista).
Il film narra la storia di due innamorati: Isabeau, una giovane donna e Navarro, capitano delle guardie; il crudele vescovo di Anguillon amava la donna, ma dato che lei rifiutava il suo amore, scatenò una potente maledizione sui due innamorati: di giorno Isabeau diventava falco mentre di notte Navarro diventava lupo, quindi loro due non potevano mai vedersi entrambi umani.
Con l’aiuto di Philippe e Imperius i due però riuscirono ad annullare la maledizione e uccidere il crudele vescovo, vivendo così una vita normale e felice come ai vecchi tempi.
Il film è stato interessante e commovente, perché c’erano delle scene di suspense; ho avuto paura quando Isabeau è stata colpita da una freccia mentre era falco ed ero commossa da quanto amore provasse per lei quell’uomo.
Quella era più o meno la realtà di quell’epoca: quando un potente voleva qualcosa la otteneva ad ogni costo, pure uccidendo tutto il popolo, ed è appunto per questo che sono felice, che il loro amore non sia stato rovinato, perché loro hanno lottato insieme per riconquistarlo!

Alexia Branzea, I C Secondaria,
team del giornalino

LE PAGINE DELLA NOSTRA VITA

pagineLe pagine della nostra vita” è un film ambientato durante la seconda guerra mondiale. Parla di una storia d’amore tra due ragazzi molto giovani e diversi tra loro che, incontratisi durante una vacanza estiva passata negli Stati Uniti, si innamorarono già ad un primo sguardo.
Il protagonista maschile, Noah, è un ragazzo povero che vive con il padre in campagna, e che per guadagnare un po’ di soldi lavora accanto al suo più caro amico. Lei, Ellie, è figlia di due benestanti i quali, però, faranno di tutto per separare i due innamorati.
Il film comincia con un’anziana signora malata di demenza senile ed un signore altrettanto anziano che si impegna a leggere alla prima ogni giorno parte di un libro. E la domanda a questo punto sorge spontanea… cosa c’entrano degli anziani con la storia di due giovani innamorati l’uno dell’altro? Tornando alla storia… Noah ed Ellie erano oramai molto legati e lui per lei avrebbe fatto di tutto pur di non perderla e viceversa. Purtroppo però l’estate era cominciata da molto e stava quasi per terminare, ma prima che ciò accadesse i protagonisti si lasciano a causa dei genitori di Ellie, che non hanno mai ritenuto Noah all’altezza della figlia.
La mattina dopo il litigio Ellie riparte per la sua città senza farsi più sentire, mentre Noah le scrive ben trecentosessantacinque lettere che però non arrivano mai alla destinataria ancora una volta a causa dei genitori della protagonista.
Passarono gli anni ed Ellie, a distanza di poco tempo, si sarebbe dovuta sposare con Lon, un soldato conosciuto durante il periodo in cui era andata come volontaria come infermiera. Ma è proprio in quel momento che Ellie guardando una foto sul giornale in cui era raffigurato Noah e la casa che entrambi avevano pensato di ristrutturare, capisce che nel suo cuore è ancora scolpito il nome di Noah. Quindi decide di prendere il primo aereo e dopo tanti anni, finalmente i due si rivedono. Entrambi si divertono molto insieme ed il loro legame diventa in una sola notte molto più unito.
I bei momenti vengono però interrotti dalla madre di Ellie venuta per portare brutte notizie: Lon li stava raggiungendo negli Stati Uniti, incuriosito dal fatto che la sua futura sposa non si fosse ancora fatta sentire. Così Ellie si trova costretta a scegliere tra i due pretendenti e sceglie Noah, con cui ha passato i momenti più belli di tutta la sua vita. Da qui in poi i due vivono per sempre felici nella loro villa dei sogni insieme ai loro bambini.
Molti ora penseranno che il film finisca qui. E invece non è così; i due anziani descritti all’inizio sono Noah ed Ellie. A causa della malattia di quest’ultima, Noah si sforza ogni giorno di leggere una parte di un libro scritto da lui, per far tornare in mente ad Ellie i numerosi ricordi della loro storia d’amore che durerà in eterno. Questo film è uno dei miei preferiti e non mi stuferò mai di guardarlo. Inoltre “Le pagine della nostra vita” è un film che mi fa anche un po’ ridere, perché spesso alcune ragazze della mia età mi dicono di aver trovato finalmente l’amore della loro vita, peccato che a distanza di pochi giorni il loro ragazzo da “amore, non te ne andare, ti amo troppo” diventa “persona orribile, che mi ha fatto solo soffrire”. Ed è per questo che quando penso o guardo questo film mi viene quasi da ridere perché l’amore di Ellie e Noah è vero e straordinario e non come quello che alcune ragazze raccontano in giro.

Giulia D’Ippolito, II A Secondaria, team del giornalino

MICHAEL JACKSON, UN MITO!

MJ« La conoscenza non è fatta solo di biblioteche piene di carta e inchiostro, è anche fatta dai volumi di conoscenza che sono scritti nel cuore degli uomini, modellati sull’animo umano e incisi nella psiche di tutti noi. » (Michael Jackson).
Michael Joseph Jackson (Gary,1958 – Los Angeles, 2009), universalmente riconosciuto come “The King of Pop” e spesso indicato come “MJ,” è entrato nel Guinness dei primati per essere l’artista con il maggior successo commerciale di tutti i tempi. Ha iniziato la sua carriera a cinque anni come leader del gruppo di famiglia, i “Jackson 5”, fino a diventare una figura dominante nel mondo della musica. La sua popolarità ha portato al successo la rete musicale MTV. Il suo genere musicale, il suo timbro squillante e il suo stile di danza hanno influenzato la maggior parte degli artisti hip hop, pop, R&B e rock contemporanei. Molto nota è anche la sua disponibilità nell’aiutare chiunque fosse in difficoltà o in condizioni di povertà. Complessivamente, secondo il Guinness dei primati, ha donato 400 milioni di dollari in beneficenza. Nel 2014 è diventato la celebrità scomparsa più ricca al mondo, con un patrimonio annuale di oltre 140 milioni di dollari, entrando nel Guinness dei primati. Nel corso della sua carriera ha venduto oltre 1 miliardo e 400 milioni di dischi in tutto il mondo e ha conquistato in tal modo il record di dischi venduti da un solo cantante, record peraltro condiviso con i Beatles e Elvis Presley.

Leonardo Cigni, I B Secondaria, team del giornalino

MODELLISMO AERODINAMICO: CHE FORZA!

Uno dei miei tanti hobby è quello di poter usare dei modelli aerodinamici di macchine, camion, navi, motoscafi e qualunque altro modello di veicolo esistente tranne l’aereo (vi spiegherò meglio dopo il perché).
Parlando del modellismo in generale, posso dire che è l’ hobby di moltissime persone, sia quello statico (modelli da costruire senza motore e quindi per bellezza) sia quello aerodinamico (modelli rappresentanti veicoli, mezzi da guerra, aerei e molto altro radiocomandati). Io vi parlerò di quello aerodinamico, che mi piace di più.
Coinvolge persone di tutte le età, dai più giovani (come me) ai meno giovani (soprattutto loro). Il modellismo aerodinamico è diviso in tre gruppi:

-modellismo navale →navi, barche, motoscafi e (forse) hovercraft
-modellismo terrestre →macchine, camion e moto
-modellismo aereo → aerei, idrovolanti e alianti

Io tra tutti e tre preferisco quello navale, soprattutto motoscafi da gara, perché mi piace l’acqua. Il modellismo aereo invece non mi attira molto, infatti non so se ho fatto molto bene a volere un modello aerodinamico di aereo.
In vendita non ci sono solo dei bei modelli ma pure, come li chiamo io, dei “giocattoloni”. Sono fatti per i bambini più piccoli e di solito non sono il massimo da usare. Invece i veri modelli sono quelli fatti con materiali resistenti, hanno caratteristiche che li fanno essere degni di essere un bel modello e, cosa veramente importante, sono fatti con pezzi che possono essere comprati da soli e quindi che possono essere cambiati in caso di rottura o se si fossero danneggiati. Io ho sia un motoscafo, sia una macchina e sia un aereo di “veri modelli” che non sono mica male. Ve li mostro:
Macchina 1In questa foto si vede la mia macchina con il suo telecomando. E’ molto piccola ma veramente veloce, infatti a pila carica raggiunge i 60 km/ h!
La sua marca è la Himoto, ottima marca giapponese, e il modello è il “truggy centro”.

Macchina 2Questo è l’interno della macchina, in cui si può vedere in azzurro il motore, il ricevitore in basso a sinistra e l’interruttore di accensione appena sotto il motore.

Motoscafo 1Questo invece è il motoscafo con il suo telecomando. Pure lui arriva intorno ai 60 km/ h. E’ abbastanza grosso e, per me, molto bello esteticamente.
La marca è la Ripmax Joysway e il modello è il “Blue mania”.

Motoscafo 2E questa è l’elica con il timone e la pompa che aspira l’ acqua dalla fonte per il raffreddamento del motore per poi ributtarla fuori.

Motoscafo 3E infine l’interno del motoscafo, in cui si possono vedere il motore a sinistra, i tubi che, come vi ho già detto, servono per il raffreddamento del motore e a destra il ricevitore da cui escono dei cavi a sinistra.
Per ultimo ho l’aereo che però non è montato. È veramente grosso (apertura alare di circa 130 cm) ed è della marca Multiplex (MPX), il modello si chiama “Easy Star II”.
Io e mio papà per sbaglio una volta l’abbiamo mandato sopra un albero e quasi non riuscivamo più a trovarlo! In questi giorni vorrei andare ad usarli, ma purtroppo il tempo non è dei migliori.
Infine vorrei dire che il modellismo aerodinamico è veramente un bellissimo hobby e lo consiglio soprattutto ai ragazzi.

Federico Castellani, I D Secondaria, team del giornalino

“PIACENZA BRICKS”: ESPOSIZIONE LEGO A PIACENZA

La più grande mostra LEGO di Piacenza si è svolta sabato 7 e domenica 8 novembre 2015, in un grande salone antico del Palazzo Gotico, con una parte della mostra dedicata esclusivamente a LEGO Star Wars, visto che il 16 dicembre 2015 è uscito il nuovo film della saga.SSSSS

La mostra è stata organizzata da collezionisti e da appassionati di LEGO provenienti da tutt’Italia.

Alla mostra si sono presentati circa 5.000 visitatori di tutte le età; ciò dimostra che i LEGO possono coinvolgere appassionati dai più giovani agli anziani.

Trenta “mastri costruttori” hanno lavorato un anno per progettare la più grande mostra LEGO mai realizzata in Emilia Romagna. Le creazioni in LEGO erano di vari tipi: castelli, città, aeroporti, animali, personaggi piccoli ma anche giganti, oggetti anche telecomandati, LEGO ispirati a tanti film come Harry Potter, I Simpsons, Ghostbusters, gli Avengers, Jurassic World, SpongeBob e infine un set dedicato a Star Wars con ricostruzioni di alcune scene dei film con personaggi, astronavi, eccetera.

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SSDavanti alle costruzioni c’era sempre un’etichetta con il nome del proprietario, il nome, l’anno e il numero dei pezzi della costruzione LEGO.

I proprietari erano molto disponibili a parlare dei loro LEGO e della loro passione e si vedeva che ci tenevano tanto.

Nel salone del Palazzo Gotico c’era anche un’area gioco per i bambini più piccoli con tavoli attrezzati e vasche di LEGO Duplo per costruire quello che si voleva.

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C’era anche un negozio di souvenir dove si poteva ritirare il catalogo ufficiale e acquistare dei LEGO e dei gadget.

L’ingresso alla mostra era libero.

                            Simone De Maglie e Simone Collica,

I A Secondaria, team del giornalino                    

STAR WARS VII: IL RISVEGLIO DELLA FORZA

Senza titolo

 

Star Wars, la serie che ha fatto il giro del mondo più e più volte, e i cui effetti speciali ancora oggi reggono a livello di visibilità, è tornato! Infatti proprio questo dicembre tutti i fan di questa fantastica serie di film diretti da George Lucas hanno invaso i cinema per guardare il settimo film di questa lunga serie. La pellicola parla di un ragazzo, chiamato Finn, che dovrà affrontare la minaccia di un Impero rinato. I personaggi strani e interessanti sono il nuovo droide BB-8 e i nuovi protagonisti che sono, per l’appunto, Finn e Rey.

BB-8 è un droide della stessa classe di R2-D2 o C3PO, ovvero un tipo di droide non offensivo e utile per le riparazioni di qualsiasi cosa. Finn, un giovane ragazzo, intraprende la sua avventura con Rey, una ragazza autosufficiente che vive sul pianeta di Jakku. Finn è, a quanto pare, stato addestrato nelle arti Jedi da Luke Skywalker e usa, nel film, la spada appartenuta al suo maestro e a suo padre prima di lui.

il pianeta che viene mostrato nel trailer non è Tatooine, ma appunto Jakku dove vive Rey, inoltre secondo me il nuovo Sith, Kylo Ren non è, come tanti dicono Luke, anche perché l’attore è diverso, ma completamente un’altra persona addestrata dal potente maestro Leader Supremo Snoke.

I produttori di questo settimo capitolo sono la Bad Robot Productions, la Lucasfilm e la Walt Disney Productions, il regista invece è J.J. Abrams e in Italia viene distribuito dalla Walt Disney Productions.

Questo film è stato girato in diversi paesi come di nuovo la Tunisia e i paesi nordici per alcune scene in foreste.

Qualsiasi cosa succeda, io vi lascio con una raccomandazione: non fidatevi troppo di nessuno sull’esito del film, nemmeno delle apparenze.

Andrea Giammetti, III A Secondaria, team del giornalino

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UN MONDO COSTRUIBILE: IL LEGO

LEGOC’è un modo per cui siamo liberi di demolire tutto quello che abbiamo creato senza distruggere casa? La risposta è sì! Con LEGO si possono costruire le proprie città, castelli, avvincenti momenti di cui si è interessati particolarmente e tante altre cose!

Vi sarete accorti da questa intestazione che sono, come molte altre persone, un fanatico dei famosi mattoncini colorati. Sì, ne vado matto. Pensate che abbia la mia cameretta fatta al 90% di LEGO, eh? No, no la mia è una come tutte le altre.

Continuando a parlare di costruzioni e non della mia cameretta, devo dire che a molti piacciono, ad altri no. Ma perché no? Io ho un’ipotesi. Secondo me a della gente i LEGO non piacciono perché pensano “Devo solo attaccare dei mattoncini l’uno con l’altro. Non c’è niente di divertente” oppure “Se sbaglio a mettere un pezzo poi devo rifare tutto e non ne ho voglia”. Guardate che io non sono uno che mantiene la calma se sbaglia a mettere un pezzo nel posto sbagliato. Sono il contrario. Ed è proprio per questo che mi piace farli, così imparo a mantenere la calma. Non proprio solo per quello mi piace costruirli, anche perché mi diverto a vedere questi pezzi che pian piano prendono la forma di quello a cui devo arrivare alla fine.

Poi la LEGO non fa costruzioni solo per adulti o adolescenti. Le fa pure per i bambini piccoli, come i LEGO DUPLO. Poi ci sono quelli intermedi come i LEGO CITY(centri di polizia, aerei, barche e veicoli) per arrivare fino a crescere a quelli più da esperti, come i LEGO STAR WARS (come lo si può dedurre dal nome sono astronavi o luoghi del film), i LEGO TECHNIC (costruzioni di aerei, macchine da cantiere, macchine sportive, barche ecc… nei minimi dettagli di quelle della realtà e con funzioni con motorini, ingranaggi pistoni) e il LEGO MINDSTORMS (robot programmabili). Ve ne ho detti pochissimi, i principali visto che in tutto di temi a cui la LEGO si è ispirata saranno più di quindici.

A me piacciono veramente moltissimo i LEGO STAR WARS e i LEGO TECHNIC. Il primo anche perché sono fanatico di Star Wars, il secondo perché quel tipo di costruzioni mi piace davvero tanto. Ecco due foto di due dei miei tanti LEGO:foto1

foto2Nella prima si vede il mio LEGO STAR WARS, l’Imperial Star Destroyer (astronave del film), nella seconda invece si vede sempre un mio LEGO TECHNIC, un aereo cargo. In questo caso è un hovercraft cargo perché è il modello secondario o modello B dell’aereo. Si può vedere che i pezzi del TECHNIC non sono i “normali” pezzi lego ma sono, come dico io, più tecnici e con forme strane come ingranaggi, slogature dei pezzi, pezzi storti e pezzi veramente grossi.

Potevo, ma non l’ho fatto, mettere su questo articolo tutte le foto dei miei LEGO, ma avrebbero occupato almeno due fogli d’articolo.

Per me i LEGO sono educativi, belli e divertenti. E allora cosa aspettate? Prendetevi un LEGO e divertitevi a costruirlo!

Federico Castellani, I D Secondaria,

team del giornalino

IN THE HEART OF THE SEA

Questo film riprende la trama del romanzo “Moby Dick”, ma è molto diverso da quello che vi ricordate di quella favola che vi leggevano i vostri cari prima di andare a dormire.

Tutto iniziò nell’inverno del 1820, dopo un anno di viaggio senza nessuna balena che finiva nelle grinfie di quei ventun marinai, la baleniera Essex viene attaccata nel sud del Pacifico da una creatura incredibile: una balena dalle dimensioni e forze elefantiache, ed un senso quasi umano di vendetta. I superstiti dell’equipaggio finiscono alla deriva per 90 giorni, a bordo di tre piccole scialuppe, esposti alle malattie, alla fame e al cannibalismo. Gli uomini mettono in discussione le loro convinzioni più profonde, dal valore della loro vita alla moralità dei loro scambi, mentre il capitano cerca di riprendere la rotta e il suo primo assistente tenta ancora di sconfiggere la grande balena…

Nel film la storia viene raccontata da un superstite rimasto in vita, che all’inizio di quel viaggio aveva solo 14 anni.

È difficile dire che questo film non suscita emozioni molto profonde e che senza sforzarsi tanto si entra nei panni dei personaggi.

Senza titolo

Valentina Favara, IIB

Secondaria, team del giornalino

NEWSIES: IL NUOVO FENOMENO DI BROADWAY

newSono ragazzi speranzosi e pieni di energia, chi di voi lettori li vuole conoscere???

Lo spettacolo è al Teatro Nazionale dal 31 ottobre al 27 di dicembre: sbrigatevi se no finisce!

È nato a Broadway ed è stato tradotto e modificato nella sua versione italiana con coreografie energiche e divertenti inventate dalla coreografa Gillian Bruce.

Siamo nel 1899 a New York. Lo spettacolo parla di un gruppo di strilloni (persone che vendono giornali) che lottano per i loro sogni. Jake Kelly, il protagonista, sogna di andare a Santa Fe.

Siccome Joseph Pulitzer (l’editore di “The World”) ha alzato i prezzi dei giornali agli strilloni, loro hanno deciso di scioperare e di fondare un sindacato capeggiato da Jack.

Katherine, una giornalista ispirata dalla loro iniziativa, decide di scrivere un articolo.

Lo sciopero, quando scoperto, viene respinto e durante gli scontri Gruccia (uno strillone zoppo) viene duramente picchiato e messo nel carcere minorile.

Lui manda una lettera dall’istituto a Jack che si sente in colpa per quello che è successo e si nasconde da tutti. In quel momento, più che mai, Jack si promette di andare a Santa Fe.

La mattina dopo Katherine conforta gli strilloni dicendo che loro sono nella prima pagina del New York Sun.

Gli altri strilloni, preoccupati, cercano Jack fino a quando non lo ritrovano e lo convincono che vinceranno loro.

Intanto Snyder (il capo dell’Istituto minorile) rivela a Pulitzer che Jack è un criminale perché ha rubato cibo e vestiti per i suoi amici; in quel momento arriva Jack perché vuole parlare con Pulitzer. Questi offre a Jack un accordo: se Jack avesse fermato lo sciopero, non sarebbe dovuto andare nel carcere minorile e avrebbe avuto i soldi per andare a Santa Fe, ma se non avesse accettato, sarebbe stato rinchiuso nell’Istituto.

Nel frattempo Tony Lo Squalo, il capo degli strilloni di Brooklyn, si aggiunge alla protesta di Jack con tutti gli strilloni di Brooklyn e il suo esempio viene seguito dagli altri gruppi di strilloni della città. Jack raduna gli strilloni e suggerisce loro di accettare la proposta di Pulitzer, ma Dave e gli strilloni non gli prestano ascolto.

Jack dopo incontra Katherine che lo rassicura dicendogli che lei è stata sempre e nonostante tutto vicino a lui. Loro due insieme a tutti gli altri strilloni scrivono un loro giornale che sarà determinante per le sorti dello sciopero. In questo modo lo sciopero non riguarderebbe solo gli strilloni, ma tutta una generazione di lavoratori.

Una copia viene inviata al Governatore Theodore Roosevelt, che arriva a supportare la causa degli strilloni.

Pulitzer, ormai sconfitto, accetta l’accordo con Jack: lui ripagherà le copie invendute, apparendo generoso e convincendo più ragazzi a vendere giornali per lui. Gruccia viene liberato, Snyder viene arrestato, l’Istituto chiuso, e lo sciopero finisce.

Jack decide di non partire per Santa Fe e di continuare a fare lo strillone con i suoi amici, dopo che Katherine gli promette che non lo lascerà mai.

Uno spettacolo entusiasmante ed emozionante adatto a tutte le età, manca poco alla fine del debutto, quindi sbrigatevi o vi perderete lo spettacolo più entusiasmante dell’anno!!!

Erica Calamoneri, I D Secondaria,

team del giornalino

HUNGER GAMES

hgUno dei libri che mi è piaciuto di più tra quelli letti ultimamente è stato “ Hunger Games”, romanzo scritto da Suzanne Collins. Il libro racconta della storia di Katniss, una ragazza del distretto 12, uno dei più poveri. Suo padre è morto a causa di un’esplosione avvenuta in miniera e in quel momento la sua famiglia è composta da lei, sua madre e dalla sua sorellina Prim. Il suo compito è quello di andare a cacciare per procurare il cibo e far così sopravvivere la sua famiglia. E’ solita recarsi alla foresta insieme a Gale, il suo migliore amico.

Presto arriva il giorno della mietitura, in cui vengono estratti i nomi di chi dovrà partecipare agli” Hunger Games”. Gli Hunger Games sono dei giochi che si svolgono in un’arena che ogni anno è diversa e in cui i tributi, vittime sacrificali dovute da ogni distretto a Capitol City, la capitale alla quale i dodici distretti un tempo si ribellarono, per vincere devono combattere l’uno contro l’altro, ma ci può essere un solo vincitore. Il nome estratto per le ragazze del distretto 12 è quello di Prim e quindi Katniss decide di offrirsi volontaria per sostituire la sorellina. Per i maschi viene estratto il nome di Peeta, figlio di un fornaio. Loro insieme ad altri tributi partono per recarsi al luogo di preparazione per gli Hunger Games.

Il luogo in cui vengono riuniti i tributi è ricco ed elegante, i cibi serviti sono abbondanti e prelibati. Katniss viene stupita da tanta raffinatezza ed essendo molto magra cerca di mangiare il più possibile per irrobustirsi. Tutti i tributi incontrano i loro stilisti che li devono preparare per una sfilata che si terrà a Capitol City. Katniss e Peeta vengono vestiti in modo simile e la ragazza da quel momento verrà chiamata “La ragazza in fiamme”, in quanto si presenta alla sfilata avvolta dal fuoco.

Dopo pochi giorni arriva il momento di fare le prove con gli Strateghi che assegneranno un voto da 1 a 12 ad ogni tributo. Katniss riesce a prendere 11 e Peeta 8. Nei giorni successivi i tributi vengono preparati per l’intervista che servirà per assumere sponsor. Katniss viene vestita con un lungo vestito tempestato di diamanti, grazie al quale farà un gran figurone. In questa intervista Peeta rivela i suoi sentimenti verso Katniss.

Il giorno dopo i tributi si trovano nell’ arena. I giochi iniziano con il bagno di sangue, in cui alcuni ragazzi muoiono, mentre altri trovano nella Cornucopia le armi e il cibo necessario per andare avanti. Katniss si arrampica sugli alberi, caccia, scopre sorgenti d’ acqua e affronta diversi pericoli, trovandosi spesso in situazioni complicate. Successivamente incontra Rue, una ragazzina che assomiglia a sua sorella e così decide di allearsi con lei. Ma questo patto dura per poco, infatti Rue viene uccisa da un altro tributo. Quando ormai restano pochi tributi, viene annunciato che i tributi vincitori potranno essere due. Così Katniss va in cerca di Peeta, che scopre essere ferito gravemente.

katI due recitano la parte di essere amanti. Ormai i tributi rimasti sono tre: Peeta, Katniss e Cato. Gli strateghi decidono di far tornare sotto forma di belva i tributi morti precedentemente. Quando questi uccidono Cato, le regola del doppio vincitore emanata in precedenza viene annullata e così i due ragazzi sopravvissuti decidono di ammazzarsi entrambi mangiando delle bacche velenose, ma fortunatamente gli strateghi li fermano e li fanno uscire dall’ arena. Peeta viene medicato e gli viene messa una gamba artificiale. A quel punto sono salvi e gli resta solo da tornare a casa e stare con le loro famiglie. Che ne è del loro amore?

Se volete saperlo, leggete il secondo romanzo della saga, cioè “La ragazza di fuoco”, come sto facendo io.

Questo libro mi è piaciuto molto perché mi è sembrato avvincente e a volte anche pieno d’amore e ricco di avventura.

Benedetta Cazzulani, II D Secondaria, team del giornalino

LA RICERCA DEL SANTO GRAL

gralQuesto è il titolo del libro letto in I A durante le ore di narrativa. Scritto da Mino Milani, pubblicato in diverse edizioni, lo abbiamo fatto protagonista durante le nostre letture in questi ultimi mesi. Il libro all’inizio è ambientato durante la giornata in cui è morto Gesù. Giuseppe d’Arimatea è il protagonista di questa prima parte del libro: discepolo di Gesù che si pente di non essersi opposto alla cattura di Gesù, temendo per se stesso. Vedendo il suo maestro morire, chiede all’imperatore il permesso di toglierlo dalla croce e di deporlo in un sepolcro; ottenuto il permesso, anche non usando termini gentili nei confronti dell’ imperatore, si dirige verso la croce e una volta arrivato, stacca il cadavere, lo lava e lo porta nel sepolcro. Tre giorni dopo, Gesù resuscita. L’imperatore romano, non credendolo possibile, pensa a un rapimento e … a chi dà la colpa? A Giuseppe D’Arimatea. Lui decide di scappare. Dopo essere fuggito, le guardie romane incominciano a inseguirlo. Il protagonista si rifugia in alcune città, in una delle quali viene imprigionato e lasciato a morire di fame e di sete.

Ma il destino non ha riservato questa morte a Giuseppe. Infatti durante le sue preghiere quotidiane, lui chiede di avere il Santo Graal per trovare calore, acqua, cibo al solo contatto. Con una visione, Giuseppe D’Arimatea ha in dono il Calice. In questo modo riesce a sopravvivere in quella prigione per moltissimi anni. Riesce a uscire solo perché il figlio dell’imperatore rompe le mura tra le quali era rinchiuso. Una volta uscito da quella prigione, decide di andare da sua sorella, abitante a Sarras. Arrivato lì, gli abitanti gli comunicano che sua sorella è morta da un po’ di tempo, morti anche i suoi discendenti, tranne Giosefeo, un lontano nipote. Con lui Giuseppe scappa e, in modo o nell’altro, riescono a proteggere il Santo Graal in un castello in mezzo alla foresta. Ci troviamo in Britannia, ai tempi di re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda. Re Artù dà il permesso ai cavalieri di partire per “LA RICERCA DEL SANTO GRAAL”. Partono in molti: Ser Galahd, Ser Perceval, Ser Lancillotto … molti senza riuscire nell’impresa.

Quello che troverà il santo Graal è solo uno… Il libro si chiuderà con un colpo di scena, non vi dico quale, così lo leggete! A me è piaciuto molto ed è molto interessante.

Luca Innocenti,

I A Secondaria, team del giornalino

THE AC/DC, THE SINGERS

In this last, online version of the Giornalino, I’ll inform you about the two singers of the AC/DC. There were two because one died one night in a car, so the band called a new one… If you want to know more about these two, last, famous AC/DC members, just read the article!

Bon Scott, the first singer

SCOTT

Bon Scott was born on July 9, 1946 in Kirriemuir, Scotland. He spent the first six years of his life in the small town of Kirriemuir. Bon’s parents hailed from musical families; his father, Charles, known to friends and relations as Chick, played drums in the Kirriemuir Pipe Band and performed with the local light-opera company.

In Perth during 1966 he played with The Specters. Then he moved on to The Valentines. In May 1967 The Valentines released a debut single entitled ‘Every Day I Have To Cry’ on the Clarion label. Despite its lack of originality, the single reached the Top 5 of the local charts. But their next three singles flopped and they decided to move to Melbourne for a change of luck.

The Valentines recorded three Easy beats songs. The latter reached No. 23 in the Australian charts in July 1969. On September 20, 1969 The Valentines were arrested for dope possession which shattered their clean-cut image beyond repair. Nevertheless The Valentines released another single, ‘Juliette’ in April 1970 that barely reached the Australian Top 30. The band officially called it quits on August 1, 1970. Bon received a call from Bruce Howe, leader of a new blues-rock band called Fraternity, inviting him to join his group. For the most of 1973 they toured the Continent, principally Britain and Germany. They even got to support a band called Geordie, fronted by one Brian Johnson, in the UK.Bon was reduced to taking on casual work until theday he was offered the chance to drive this new band called AC/DC around.

Bon harboured ambitions to front the band. He persuaded the Young brothers that the band needed a better frontman and he suggested himself as the ideal replacement. And when Dave Evans failed to turn up for a show, Bon seized his chance.

Bon Scott was the man who brought AC/DC into sharp focus. He was a unique personality, a man of such charisma that he could make every single fan in an audience of thousands feel like he was performing just for them, whilst also having the ability to make the local pub seem like an arena. He enjoyed life and loved nothing better than giving pleasure to others. Yet Bon Scott was also an excessive and this would ultimately lead to tragedy. After a night of heavy drinking, Bon died in a car parked outside a friend’s flat in South London sometime on February 19, 1980. He was prononced dead on arrival at Kings College Hospital. Bon Scott lies in the

Fremantle Cemetery’s Memorial Garden in Australia. February the 19th 2000 was the 20th anniversary of the death of Bon Scott.

Brian Johnson, the last, and today’s, singer

BRIAN

Brian Johnson was born on October 5, 1947 in Newcastle Upon Tyne(Northumberland), England. As a kid Brian performed Gang Shows with the Scouts, appeared in a TV play and even joined the local church choir. But he was quickly bitten by the rock’n’roll demon. In February 1972 he joined the Newcastle band USA, also featuring guitarist Vic Malcolm, bassist Tom Hilland drummer Brian Gibson. They changed their name to the far more appropriate Geordie a few months later. The band’s first single, ‘Don’t DoThat’, was issued towards the end of the year through EMI, peaking at No.32 in the British charts. This was rapidly followed a few months later by their biggest hit in the form of ‘All Because Of You’, which reached No. 6 in the charts, and another Top 20 hit with ‘Can You Do It’. As the glam era thrived so did Geordie, although after ‘Electric Lady’ slid out of the charts, only reaching No. 32 in August 1973, the band began to go out of fashion. Geordie continued to play the club circuit and released three albums during the Seventies as well as one compilation album, ‘Master OfRock’ in 1974. Sadly, none of their albums managed to persuade anyone to take the band seriously in the long-term. Shortly after the release of ‘Save The World’ in 1976, Geordie called it quits. Brian actually gave up all hopes of making it in the music business at this point. But by the beginning of 1980, he started to think about having another crack at the entertainment world. He persuaded his former colleagues to reform Geordie. When AC/DC approached Brian, Geordie had just signed a deal with Red Bus Records in London, initially for a single. Geordie elected to carry on when Brian left, recruiting one Terry Schlesser as  his replacement.

 

Andrea Giammetti, II A Secondaria, team del giornalino

VOGLIO FARE LA SCRITTRICE

scrittrice

Il libro che oggi vi voglio presentare si intitola “Voglio fare la scrittrice” e l’autrice è Paola Zannoner. Visto che ho appena finito di leggerlo e mi è sembrato fantastico ed istruttivo volevo presentarvelo.

Questo libro racconta di una ragazza di nome Maria Veronica che ha deciso di cambiare il suo nome in Mia quando era piccola. Questa è una ragazza semplice, dolce, carina e ha un solo scopo nella vita: scrivere. Sogna di diventare una celebre scrittrice, ma ogni volta che legge i suoi libri si pente di ciò che ha scritto, non è mai soddisfatta. Il suo grande sogno, infatti, è anche entrare nella più celebre scuola di scrittori, non è del tutto sicura della scelta, ma, quando scopre che in quella scuola ci sarà anche Sean Hamilton, il ragazzo per il quale ha perso la testa, accetta e ne entra a far parte.

Tutto ciò che le accade, lo confida alla sua amica del cuore: Genni, di cui lei si fida ciecamente. Durante l’anno scolastico la ragazza scrive un libro, che racconta di una bambina che si chiama Mia e si ispira a un diario che ha scritto quando era piccola. In questo diario racconta di quando voleva fare la ballerina, la cantante, la maga e molte altre fantasie. Insieme a racconti in parte inventati racconta anche un po’ di realtà. Mentre scrive il suo libro non dice ai genitori della scuola per scrittori e fa finta di studiare, anche se alla fine dirà loro la verità. Dopo tante fatiche, Mia riesce ad entrare in quella scuola scrivendo di un’avventura in barca e nella lista degli ammessi trova anche il nome di Sean.

Spero che questo romanzo vi possa piacere perché a me ha aiutato a scrivere meglio i temi che la mia prof mi ha dato per compito e perché la storia narrata è molto interessante ed il confronto tra la realtà e la fantasia di Mia si mescolano formando un unico insieme, dando così alla storia originalità. Per finire vi raccomando di leggerlo insieme a gli altri libri dell’autrice, tra quelli “Lasciatemi in pace”.

 Valentina Favara, I B Secondaria, team del giornalino