SAPEVI CHE SONO STATI SCOPERTI SETTE NUOVI PIANETI?

“Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana … Furono scoperti 7 pianeti, di cui 3 abitabili che orbitano intorno ad una stella nana rossa, in una costellazione, quella dell’acquario, lontana  40 anni luce dal mondo conosciuto”. Non è Star Wars, è la realtà!

La NASA, guidata da Michaell Gillon ha scoperto che esistono 7 pianeti simili alla Terra; potrebbero avere acqua allo stato liquido. E potrebbero essere abitabili, ma la vita intorno alla più fredda e piccola stella nana rossa conosciuta non sarà uguale alla nostra e se le piante crescessero sarebbero o rosse o nere…

Il telescopio da cui è stato possibile effettuare l’osservazione si trova in Cile. I pianeti hanno una temperatura compresa tra 0° e 100° C. Quelli ritenuti più adatti a ospitare la vita sono E, F e G.

Ma scopriamo qualcosa di più su Trappist-1, la stella che potrebbe essere la chiave per la vita su nuovi pianeti.

Trappist-1 ha una temperatura che è meno della metà di quella del nostro Sole (2.400°) e la sua  massa è l’8% del Sole. I sette pianeti scoperti sono particolarmente vicini a Trappist-1, per questo la durata del loro giro è breve e mostrano sempre la stessa faccia alla stella.

Noi siamo solo dei ragazzi, ma ci è sempre stato detto che non esistevano pianeti abitabili oltre alla Terra e l’idea che ce ne siano altri ci interessa molto.

Purtroppo però si tratta forse solo di un sogno perché per capire se un pianeta è veramente abitabile bisogna conoscerne l’atmosfera e le prossime spedizioni avranno come obbiettivo quello di studiare la densità dell’atmosfera.

Noi siamo dell’idea che questa scoperta sia rivoluzionaria e che possa cambiare la vita delle persone del futuro!

  Federico C., Carlotta S. ed Elisabetta M., team del giornalino

UN CAVALLO DAL MANTELLO NERO

Il Frisone occidentale è una delle razze equine più antiche in Europa. Originario dei Paesi Bassi, è famoso per i suoi folti crini spesso ondulati. Il mantello tipico del frisone è il morello (simile al nero).

Cavallo robusto, possente e infaticabile, è stato utilizzato in passato, soprattutto durante il Medioevo, come cavallo da guerra. Oggi è particolarmente apprezzato nel dressage, negli attacchi e negli spettacoli equestri. Si distinguono tre linee nella razza: “barocco”, più robusto, “classico”, imponente ma slanciato, e “moderno”, più leggero.

Il cavallo frisone discende da una razza arcaica e si è sviluppato in Frisia, regione situata tra il nord dei Paesi Bassi e della Germania, nella quale sono stati trovati alcuni resti risalenti a circa 3000 anni fa. Le prime testimonianze scritte risalgono all’epoca romana, quando l’impero si espanse fino alla costa nord-atlantica dell’Europa: lo storico latino Tacito ne esaltò il valore e la forza, ma anche l’aspetto particolarmente sgraziato, risultati di una selezione che lo indirizzavano soprattutto al lavoro nei campi. Durante il Medioevo si presentava di diversi colori di manto e fu apprezzato come cavallo da combattimento per la sua frugalità e robustezza, che gli consentiva di portare in groppa il cavaliere con la sua armatura. Nel XVI secolo, sotto Carlo V, la dominazione spagnola si estese fino ai Paesi Bassi; furono quindi importati numerosi cavalli iberici che si incrociarono con i frisoni, dando origine ad un modello più leggero usato per trainare i cannoni o per le cerimonie. Numerosi quadri di pittori fiamminghi dell’epoca confermano l’evoluzione della razza. Nel XVII secolo i Paesi Bassi passarono sotto la dominazione francese e gli ufficiali ne gradirono molto il portamento fiero ed il trotto elegante.

Nel XIX secolo giunse in Europa la moda delle corse di trotto; così si cercò di migliorare le già buone prestazioni del frisone nel trotto, incrociandolo con cavalli più leggeri come l’Orlov. Fu a causa di ciò che la razza rischiò l’estinzione. Fortunatamente nel 1879 ventidue allevatori si riunirono e determinarono gli elementi caratteristici della razza. Durante la prima guerra mondiale rimanevano solo tre stalloni puri e un centinaio di giumente. Gli allevatori, per preservare il patrimonio genetico, esclusero qualsiasi incrocio con altre razze. La seconda guerra mondiale favorì la sua ridiffusione.

Alla fine del conflitto, nel 1954 la regina Giuliana dei Paesi Bassi concesse alla società di allevamento del cavallo frisone il titolo di “società reale” e ne divenne quindi la protettrice. Una seconda crisi colpì la razza quando si diffuse il salto ostacoli, perché la conformazione del cavallo non permetteva la pratica della disciplina se non a bassi livelli. Furono le sue doti per gli attacchi, questa volta a livello sportivo e non più utilitario, a salvarlo una seconda volta.

Al giorno d’oggi il frisone non è più a rischio, perché la sua bellezza e peculiarità gli hanno fatto guadagnare una fama mondiale. I frisoni hanno l’onore di trainare la carrozza della famiglia reale dei Paesi Bassi, oltre a quella del celebre grande magazzino inglese Harrods. A partire dal 1980 circa, l’allevamento è mirato soprattutto a migliorare il galoppo, punto debole della razza, e a sviluppare il potenziale nel dressage.

La loro potenza e la loro magnificenza sarà sempre un punto a favore per loro e continueranno a stupire generazioni su generazioni con la loro bellezza.

Il cavallo frisone discende da una razza arcaica e si è sviluppato in Frisia, regione situata tra il nord dei Paesi Bassi e della Germania, nella quale sono stati trovati alcuni resti risalenti a circa 3000 anni fa. Le prime testimonianze scritte risalgono all’epoca romana, quando l’impero si espanse fino alla costa nord-atlantica dell’Europa: lo storico latino Tacito ne esaltò il valore e la forza, ma anche l’aspetto particolarmente sgraziato, risultati di una selezione che lo indirizzavano soprattutto al lavoro nei campi. Durante il Medioevo si presentava di diversi colori di manto e fu apprezzato come cavallo da combattimento per la sua frugalità e robustezza, che gli consentiva di portare in groppa il cavaliere con la sua armatura. Nel XVI secolo, sotto Carlo V, la dominazione spagnola si estese fino ai Paesi Bassi; furono quindi importati numerosi cavalli iberici che si incrociarono con i frisoni, dando origine ad un modello più leggero usato per trainare i cannoni o per le cerimonie. Numerosi quadri di pittori fiamminghi dell’epoca confermano l’evoluzione della razza. Nello stesso periodo il frisone fu anche importato, per via sia terrestre, che marittima, dai porti del mare del Nord e a sua volta migliorò numerose razze europee, quali il Dales e il Fell (la somiglianza salta subito agli occhi), lo Shire, il Wurtemberg e l’oldemburghese. Nel XVII secolo i Paesi Bassi passarono sotto la dominazione francese. Gli ufficiali ne gradirono molto il portamento fiero ed il trotto elegante.

Nel XIX secolo giunse in Europa la moda delle corse di trotto; così si cercò di migliorare le già buone prestazioni del frisone nel trotto, incrociandolo con cavalli più leggeri come l’Orlov. Fu a causa di ciò che la razza rischiò l’estinzione. Fortunatamente nel 1879 ventidue allevatori si riunirono e determinarono gli elementi caratteristici della razza. Durante la prima guerra mondiale rimanevano solo tre stalloni puri e un centinaio di giumente. Gli allevatori, per preservare il patrimonio genetico, esclusero qualsiasi incrocio con altre razze. La seconda guerra mondiale, con la sua scarsità di mezzi di trasporto e carburante, favorì la sua ridiffusione.

Alla fine del conflitto, nel 1954 la regina Giuliana dei Paesi Bassi concesse alla società di allevamento del cavallo frisone il titolo di “società reale” e ne divenne quindi la protettrice. Una seconda crisi colpì la razza quando si diffuse il salto ostacoli, perché la conformazione del cavallo non permetteva la pratica della disciplina se non a bassi livelli. Furono le sue doti per gli attacchi, questa volta a livello sportivo e non più utilitario, a salvarlo una seconda volta.

Questi magnifici cavalli continueranno a stupire per la loro bellezza e per la loro potenza.

Valentina F.,

team del giornalino

MARE O MONTAGNA? ECCO COSA NE PENSA LA REDAZIONE …

mareEcco il domandone a cui nessuno sa rispondere: preferisci il mare o la montagna?

Io sono il tipo di persone che le ama allo stesso modo e sono il tipo di persona che dirà sempre: sono due cose del tutto diverse, non posso scegliere.

In montagna faccio le gite, scio, prendo il fresco, annuso aria pulita e profumata, vado in Francia e mi godo una vita nuova, mentre al mare gioco in spiaggia con i racchettoni, faccio il bagno, prendo il sole, mi abbronzo e mi riposo.

Io non so cosa scegliere però adesso chiederò a dei miei compagni cosa preferiscono. Vediamo se vince il mare o la montagna. Ecco i risultati delle mie interviste: Federico è come me, gli piacciono allo stesso modo; a Christian piace tanto il mare perché, essendo nato in Puglia, è “mare forever”; Jacopo preferisce la montagna perché c’è un clima migliore e perché può fare le passeggiate;  la prof Biasiolo preferisce la montagna perché le piace camminare e quindi può fare le gite con dei bei panorami senza trovare troppa folla mentre il mare le piace meno perché c’è troppa gente. Elisabetta preferisce il mare perché le piace nuotare e quale posto è migliore del mare per nuotare liberi? Anche Carlotta preferisce il  mare perché si sente più sicura invece che in montagna dove ha l’ansia che possa partire una valanga che la investa. Giulia preferisce la montagna perché le piace sciare, le piace meno il caldo e perché pensa che, a differenza del mare, in montagna si possa andare sia in inverno, per sciare, sia in estate, per fare le passeggiate che hanno un bel panorama e perché ci si può staccare dal caldo umido della Pianura Padana. Arianna preferisce la montagna perché odia ma dico ODIA il mare, perché al mare fa sempre caldo e non le piace l’atmosfera, mentre la montagna le piace perché lì fa sempre fresco, si può sciare e si possono fare passeggiate con un bellissimo panorama. Sabrina infine preferisce il mare perché lì fa caldo e si può fare il bagno mentre in montagna fa freddo e non c’è niente di bello.

Queste sono le impressioni dei miei compagni di redazione che ho intervistato, i pensieri sono del tutto soggettivi. Dalle mie interviste è emerso che 4 persone hanno scelto il mare e 4 persone hanno scelto la montagna.

Alla fine di questa indagine quindi, abbiamo un pareggio. E voi che ne dite? Mare o montagna?

Tommaso Repetto, II D Secondaria, team del giornalino

LE NOVITÀ DELL’AUTUNNO

autunnoL’autunno: una stagione speciale, con quei suoi colori dal marrone al rosso  accesi e spenti, allegri e tristi nello stesso tempo, con quegli alti e robusti alberi spogli ed infreddoliti. La mia stagione preferita è l’inverno , ma devo dire che anche l’ autunno non mi dispiace.

Mi piace perché è molto colorato, ma non mi fa impazzire perché quando mi alzo, fuori c’è sempre  buio, ma un buio  nero,  quasi quanto il carbone e fa molto freddo; ed ecco che le mie abitudini cambiano.

Quando, durante l’estate, raggiungevo la cucina o il salotto indossavo pantaloni fino al ginocchio e maglie a manca corta, mentre ora quando vado in salotto  indosso  pantaloni lunghi e pesanti e magliette a manica lunga, ma non solo, torno in camera e cerco  una felpa da indossare.

Ora sono triste perché la scuola ricomincia proprio  in autunno, ma io preferivo stare a casa e andare al mare o stare a letto e dormire fino a tardi  anche se io non sono una dormigliona (ma piuttosto che fare i compiti…).

Quando ero piccola, in autunno, mi divertivo molto a saltare sulle foglie secche oppure quando ero ancora più piccolina giocavo ad indovinarne i colori.

C’è un ‘altra cosa che odio dell’autunno ……… LE CIMICI !!! Sono insetti che non sopporto nonostante non facciano del male.

Per me l’autunno è allegria, pace, ma anche freddo e buio.

Spero che dopo l’autunno e l’inverno gli alberi si riprendano per donarci una verde primavera.

Giorgia Fossati, I B Secondaria, team del giornalino

UN MISTO DI SQUAME E POTENZA: IL COCCODRILLO

coccoIl coccodrillo è il mio rettile ed animale preferito, sia perché mi piacciono gli animali carnivori, sia perché mi piacciono pure i dinosauri, e il coccodrillo è un loro successore.

Il coccodrillo è, come vi ho già detto, un rettile. Vive in Africa, India, America centrale e Oceania presso fiumi e laghi. Alcuni si spingono in mare, come ad esempio il coccodrillo marino. Di solito sono di colore verde-grigio scuro sul dorso e giallastri sotto. I coccodrilli si possono confondere con gli alligatori e con i gaviali. Ecco delle immagini per farvi capire le differenze tra di loro:

cocco1

Dall’alto: coccodrillo, alligatore e gaviale

cocco2

cocco3cocco4

 

 

 

 

 

Dalle immagini si può vedere che l’ alligatore, rispetto al coccodrillo, ha il muso più arrotondato e il gaviale, sempre rispetto al coccodrillo, ce l’ ha più allungato e stretto

E’ l’animale con il morso più potente al mondo. La sua tecnica per catturare la preda, che di solito è uno gnu o una gazzella, è quella di nascondersi sotto l’acqua sembrando un tronco di legno, avvicinarsi a lei con questa tecnica, saltare fuori dall’acqua grazie all’aiuto della sua potente coda, morderla e poi ucciderla annegandola sott’acqua. Visto che i suoi denti sono conici e non affilati, come ad esempio quelli dello squalo, non sono fatti per tagliare la carne. Per questo per riuscire a mangiare la preda, il coccodrillo deve compiere dei giri su sé stesso e continuare a muovere e a sbattere il muso sull’acqua con la preda nelle fauci. Una bella tecnica per lui, ma per i malcapitati non c’è speranza.

Le due parti più pericolose di un coccodrillo sono

  • la coda, perché è molto potente e se tira una codata fa molto male
  • la testa, sia perché può mordere, sia perché se tira una testata con il cranio, che è osso, fa veramente male

Il coccodrillo più grande al mondo è quello marino, che raggiunge raramente il record grazie ai suoi 7 metri massimi di lunghezza, quasi come uno squalo bianco, ed è per questo che è il mio coccodrillo preferito.

Purtroppo in passato e il coccodrillo era cacciato per la sua pelle, dato che con essa si facevano borsette e scarpe. Oggi il coccodrillo è meno cacciato rispetto al passato, ma di sicuro ancora un po’ lo è, purtroppo. E’ stato anche cacciato perché faceva paura. Ma il coccodrillo non è molto aggressivo con l’uomo, ovviamente se non lo si disturba.

Per finire vorrei dire che il coccodrillo a qualcuno sembrerà pure brutto e cattivo, ma per me non lo è per niente. W RETTILI!

Federico Castellani, I D Secondaria, team del giornalino

PRIMAVERA: NUOVA VITA

La primavera rappresenta una rinascita e una svolta, cioè ci sarà un motivo se la primavera è dopo l’inverno, l’inverno è stagione di freddo, di silenzio e di buio; insomma è una stagione triste, solitaria e senza vita, mentre con la primavera si può uscire molto di più, si può guardare tutto in modo più colorato, più dolce e più simpatico.

Senza titolo“Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera”

“Anche gli alberi a primavera scrivono poesie e gli stupidi pensano che siano dei fiori.

“Se hai il coraggio di guardare la luce, imita la primavera e vai avanti verso di essa.”

“La primavera non è primavera se non arriva troppo presto.”

“Questo mi dice un campo luminoso di primavera: semina la gentilezza, cogli il rispetto, coltiva la serenità.”

“La primavera scrive poesie nell’erba, con l’inchiostro di mille colori”.

“Mi sento come un campo seminato nel cuore dell’inverno, e so che primavera sta arrivando.”
“I miei ruscelli prenderanno a scorrere e la piccola vita che dorme in me salirà in superficie al primo richiamo.”

“Se pensi a me, pensi ai mille colori della primavera”

“Il primo giorno di primavera è una cosa, e il secondo giorno di primavera è un altro. La differenza tra loro a volte è grande come un mese.”primavera

Visto?! La primavera è fonte di ispirazione per tutti e non solo per me che ho scritto questo articolo ma anche per voi se vi fermate un attimo in una giornata frenetica, state tranquilli anche per poco tempo e vedrete, provate a scrivere la frase che rappresenta la vostra idea di primavera. Aspetto i vostri aforismi!

Alice Chiello, II E Secondaria, team del giornalino

NON SAREMO SCHIAVI DEL FUMO

no fumoAvevamo come compito di pensare un titolo per un progetto di approfondimento sul fumo, in collaborazione con il professor Pepe e la professoressa Pannacci, e la mattina del 13/03/2015 noi ragazzi abbiamo proposto il titolo “Non saremo schiavi del fumo”.

Sigaretta: conosciamola

NICOTINA

La nicotina è un alcooloide assorbito dagli alveoli polmonari, influenza il sistema cardiovascolare e nervoso e induce dipendenza.

CATRAME

Il catrame è il costituente più importante della parte corpuscolata del fumo e si deposita nei polmoni e nelle vie respiratorie, aumentando il rischio di tumori dei vari organi. Il catrame è una sostanza cancerogena.

OSSIDO DI CARBONIO

Si forma per combustione del tabacco. Si lega all’emoglobina riducendo il trasporto dell’ossigeno dai polmoni ai tessuti. Provoca così un minor nutrimento per i tessuti, l’ingiallimento della pelle, una ridotta capacità respiratoria e un minor rendimento muscolare.

SOSTANZE IRRITANTI

Sono sostanze che si depositano sulle pareti delle vie respiratorie ed impediscono l’autopulizia e l’autodepurazione dei polmoni. Favoriscono infezioni e bronchiti croniche.

I DANNI DEL FUMO

La nicotina rende la pelle opaca e aumenta le rughe. Il catrame rende il colore dei denti giallo-nero; e rende i polmoni rigidi e incapaci di espandersi.

LE PARTI DEL CORPO DANNEGGIATE

Bocca: alito, denti e gengive; fiato corto, bronchite – Vie respiratorie: bronchite cronica, asma – Sistema circolatorio: rallenta.

A CHE ETA SI INIZIA A FUMARE?

  MASCHI FEMMINE
PRIMA DEI 15 ANNI 17.9% 15.7%
TRA I 15 E I 17 48.1% 39.7%
TRA I 18 E I 20 24.6% 33.7%
OLTRE I 20 9.4% 10.9%

PERCHE’ SI FUMA?

  •  Per sentirsi più “figo”.
  • Per entrare nel gruppo.
  • Perché ci si sente più importanti.
  • Per imitazione dei propri amici.

SE SMETTO DI FUMARE COSA SUCCEDE NEL MIO CORPO?

  • Dopo 8 ore il monossido di carbonio torna a livelli normali.
  • Dopo 5 giorni quasi tutta la nicotina viene espulsa.
  • Dopo 7 giorni si riacquistano l’olfatto e il gusto.
  • Dopo 84 giorni i polmoni riacquistano la capacità di autopulirsi.
  • Dopo 3 mesi i polmoni sono migliorati del 30%.
  • Dopo un anno viene dimezzato il rischio di malattie.

Quindi, ragazzi, non fumate! Eviterete un sacco di guai …

                                                                     Sara Inzadi e Riccardo Signorotto, II B e II C Secondaria, team del giornalino  

SALVIAMO IL PANDA

pandaNon tutte le foreste sono come quelle che conosciamo, alcune sono immense e non sono formate da alberi ma da piante altissime: sono le foreste di bambù dentro le quali si nasconde il bellissimo, coccolone e tanto amato panda. Esistono due tipi di Panda: il “Panda minore”, di piccole dimensioni e di colore rossastro e il “Panda maggiore” (oppure “Panda Gigante”) che è quel mangione bianconero e peloso.
Adesso prendiamo in considerazione il “Panda Gigante”; questo coccolone è molto famoso! Nella seconda metà del XX secolo è diventato l’emblema nazionale della Cina, inoltre è rappresentato sulle monete d’oro cinesi, adesso è il simbolo del WWF (World Wide Fund).
Originario dalla Cina centrale, questo mammifero carnivoro vive attualmente nelle regioni montuose del Sichuan (Cina); è vegetariano infatti si nutre principalmente di bambù e accompagna i suoi pasti con uova, insetti e carogne. Il suo nome scientifico è Ailuropoda Melanoleuca e fa parte della famiglia degli ursidi. Ma la cosa che mi fa più impressione di questo dolce animale è che se la femmina partorisce due cuccioli, riesce ad allevarne soltanto uno l’altro lo deve abbandonare.
Questo dolce animale però è a serio pericolo di estinzione e dato che in Cina ce ne sono poco più di mille esemplari, si pensa non si riesca a salvarli dall’estinzione. La causa principale per cui si stanno estinguendo è che molti Panda vengono catturati e allevati in cattività. Quindi anche voi ragazzi, in un modo o nell’altro contribuite ad aiutare il WWF a salvare gli animali!

Alexia Branzea, I C Secondaria,
team del giornalino

DOLCI KOALA

Conoscete quei teneri animali che vivono sugli alberi e che portano i propri cuccioli sulle spalle? Penso proprio di sì, sto parlando dei koala!

Il koala o “fascolarto”, detto anche “piccolo orso”, è un mammifero marsupiale australiano, unico rappresentante vivente del genere “Phascolarctos” e della famiglia “Phascolarctidae” o marsupiali arrampicatori.

Ma ricordiamoci bene come è fatto… Il koala ha grandi orecchie arrotondate e pelose, una grossa testa, occhi vivaci, muso largo e naso nudo e schiacciato. Ha una pelliccia di colore grigiastro. Il pelo è lungo, morbido, lanoso e, per via della dieta, odora di eucalipto. Il corpo è tozzo e sprovvisto di coda, i piedi hanno cinque dita con artigli affilati che gli permettono di arrampicarsi sugli alberi.

Da quando ho iniziato a conoscere meglio questi animali ho letto una storia molto interessante, eccola qua:

“Poco dopo essere nato, Imogen è rimasto orfano perché la mamma è morta di leucemia. Per salvarlo, gli operatori del Symbio Wildlife Park di Sydney lo hanno adottato e portato in giro in una sorta di marsupio prendendosi cura di lui come se fosse un bambino. «Non è stata un’impresa semplice – racconta una delle persone che si è occupata di lui -, sia per le sue abitudini notturne sia per gli artigli affilati. Abbiamo maturato ancora più rispetto nei confronti delle mamme koala e della pazienza che devono avere». Grande pazienza facilitata anche dalla estrema dolcezza di Imogen a cui è difficile rimanere indifferenti.”

Non so che cosa ne pensate voi di questa piccola vicenda, ma a me è piaciuto soprattutto che Imogen, il piccolo Koala, sia stato così dolce con le persone che lo aiutavano. Questa è la sua foto:

KoalaCari amanti di questi animali, vi saluto con questa immagine a dir poco dolcissima!

Valentina Favara, II B Secondaria, team del giornalino

CHI SONO PER NOI GLI ANIMALI?

cavacaneMolti di noi amano gli animali. Alcuni possiedono animali domestici o anche solo da compagnia, come il cavallo, ad esempio.

Il cane è un animale da compagnia perfetto per bambini e ragazzi, figli unici o con fratelli o sorelle, ma è perfetto soprattutto per gli anziani che hanno bisogno di compagnia. I cani sono vivaci, alcuni un po’ cattivi, ma per la maggior parte sono dolci e affettuosi. Ci sono cani di taglia grande che molti utilizzano come cani da guardia; e ci sono cani piccoli che a loro volta vengono chiamati “cani da compagnia”. Ma questo non vuol dire che i cani grandi non vanno amati e rispettati come i cani piccoli.

I cavalli invece sono molto spesso usati per fare sport. Molti hanno paura e timore che il cavallo possa far loro del male ma in realtà ha più paura il cavallo che l’essere umano gli faccia del male che l’inverso e per questo alcune volte i cavalli mordono. I cavalli in realtà possono donare affetto e sicurezza in alcuni momenti di difficoltà: con i cavalli (ma anche con molti altri animali) viene praticato la “Pet- Therapy “ per i ragazzi e bambini con difficoltà motorie.

I gatti infine sono anch’essi animali da compagnia ma si affezionano più alla casa che al padrone.

Gli animali in generale sono molto dolci (escludendo ovviamente gli animali della savana come leoni e rinoceronti che possono fare del male sul serio); ci trasmettono affetto e sicurezza che a volte l’essere umano non è capace di trasmettere.

Martina Attinasi e Anna Governale,

I A Secondaria, team del giornalino

I NOSTRI MIGLIORI AMICI

I nostri migliori amici sono gli animali. Soprattutto i cani. I cani sono molto belli e teneri quando sono cuccioli. L’husky per noi è uno dei cani più belli.

HuskyParliamo di gatti, anche loro sono molto belli ma quando iniziano a crescere sono più tremendi, soprattutto il siberiano è bello.

gattiniI conigli anche sono sempre dolci e carini. Il coniglio “testa di leone” si chiama così perché ha il pelo sparato come il leone.

coniglioLa cocorita è un pappagallo molto rumoroso e becca sempre. Ha dei colori fantastici da capogiro.

cocoritaIl riccio da cucciolo è grazioso ma anche pericoloso, in ogni caso se lo si prende nel modo giusto, sono innocui.

riccioDi tartarughe ci sono tanti tipi ma quelli principali sono la tartaruga di terra e di acqua.tartaterratartamare

Arianna Mazza e Veronica Bianco,

I D e I C Secondaria, team del giornalino

IL LABRADOR: IL CANE MIGLIORE DEL MONDO

LABRAIo ho un cane che dal titolo avrete capito di che razza sia. E’ una femmina. Vi dico qualche qualità sua e di qualunque altro Labrador: socievole, coccolona, bella e simpatica. Ora l’aspetto fisico (non però uguale per tutti i Labrador): colore del pelo biondo-miele con macchie bianche, orecchie penzolanti, coda lunga e un musetto dolcissimo. Questa è una sua foto:flò

Ora però parlando di Labrador in generale vi racconto un po’ di storia del Labrador. E’ una razza allevata per pescare, più piccola del Terranova ed è originaria proprio dell’Isola di Terranova, in Canada. Poiché però il nome Terranova era già stato assegnato all’altra razza, si decise di chiamarla come la penisola che si affacciava sull’ isola, la penisola del Labrador.

Di Labrador esistono tre colori: il nero (il più comune), il giallo e il cioccolato (il più raro). Da una cucciolata può nascere qualsiasi tipo di Labrador di qualsiasi colore. Non è vero, come qualcuno pensa, che ad esempio da due genitori neri possano nascerne solo cuccioli neri.

Inoltre il Labrador è un abilissimo nuotatore. Infatti ha delle zampe palmate che gli permettono di nuotare fino a 5 km/h (due volte più veloce di una papera) e una coda da lontra che in acqua funge da timone. Ha un pelo che lo tiene al caldo in acqua e che si asciuga molto velocemente.

Questa razza è molto intelligente (settima al mondo) ed è in grado di apprendere molto facilmente moltissimi comandi senza il bisogno che il padrone sia un allevatore o un esperto di cani. E’ utilizzata come cane guida per i ciechi, come cane da salvataggio in incendi, frane e valanghe e come cane anti-droga in aiuto della polizia. Per questo è la razza più versatile del mondo.

Il legame tra Labrador e padrone è veramente forte, ve lo dico io che con la mia famiglia sono affezionatissimo a Flò (il mio cane). Io la chiamo “sorellina pelosa”, perché ormai fa parte della famiglia. E’ il miglior cane al mondo che si possa desiderare.

Federico Castellani, I D Secondaria, team del giornalino

IL NOSTRO MIGLIORE AMICO

caneAvere un animale con cui stare e giocare è il sogno di tutti i bambini. E’ come un fratello perché con lui puoi giocare senza mai litigare.

I nostri piccoli amici a quattro zampe si chiamano: Milo, Vasco e Kira.

Milo è un Jack Russel Terrier, è bianco e marrone ed ha due anni. E’ un giocherellone perché è un cucciolo e adora farsi coccolare.

Vasco è un Pinker tutto nero ed ha tre anni. Adora, anche lui, farsi fare le coccole specialmente sotto la sua pancina.

Kira è un Golden Retriver ed è bianca, ha dieci anni, è una pigrona e le piace mangiare.

A volte Vasco e Milo, dato che sono piccoli, si intrufolano sotto le coperte perché hanno freddo.

Kira, essendo grande, si accontenta del divano.

Dalla nostra esperienza possiamo confermare che il cane è veramente il migliore amico dell’uomo!

Arianna Mazza e Sposito Carlotta,

I D Secondaria, team del giornalino

BELLEZZA E INTELLIGENZA: IL DELFINO

A me sono sempre piaciuti e mi hanno interessato i delfini. Per molte persone sono solo animali che sguazzano in acqua in branchi. Ma per me sono molto di più di comuni animali. Vi racconto un’ avventura che ho vissuto in mezzo al mare.

Un po’ di tempo fa io e la mia famiglia salimmo su una barca di un’organizzazione che portava a vedere i cetacei in mare, soprattutto delfini e, con fortuna, balene. Salpammo da Genova e navigammo fino al largo per osservarli completamente in natura. Dopo un po’ che non si vedeva niente io, come il resto della gente sulla barca, pensai che non ci fosse niente in acqua e la guida cominciò a raccontarci notizie sui delfini per intrattenerci, mentre le altre guide guardavano con i binocoli in mare per cercare di vederli. Ero abbastanza deluso. Poi dei signori cominciarono a dire: “Eccoli là! Sono lì!”. Vedemmo dei branchi di delfini comuni in mare che saltavano felici rincorrendo la barca. Feci moltissimi video, foto di loro che facevano quei loro strani versi di comunicazione e salti fuori dall’ acqua. Due delle foto che mi riuscirono meglio furono queste:DEL 1

del 2Vi posso assicurare che le ho fatte io e devo dire che la prima foto mi è venuta molto bene perché il delfino era proprio sotto la barca che saltava e io l’ho colto nel momento perfetto. Nella seconda invece il delfino era abbastanza lontano che faceva un salto in verticale.

Siamo stati un bel po’ ad osservarli con ammirazione e interesse. Purtroppo di balene non ne vedemmo neanche una in quel giorno, ma ho saputo che una settimana dopo sempre in quel posto ci fu l’avvistamento di un cucciolo di balena. Abbiamo avuto un po’ di sfortuna ma non fa niente. Comunque ritornando a noi dopo un po’ il viaggio in mare dovette finire e dovemmo tornare al porto, perché il tempo di visita era finito, ma ero felice lo stesso perché c’eravamo stati più di un’ora.

Vi ho raccontato un’ esperienza che per me è stata a dir poco emozionante e di sicuro vorrei rifarla con degli amici e la consiglio a tutti quelli che come me sono appassionati di animali.

Ritornando a parlare di delfini in generale mi sono davvero simpatici con quel loro musetto felice e l aria amichevole. E sono anche molto intelligenti, quasi come l’uomo. Ho letto su Focus Wild che aiutano gli africani a pescare facendo venire i pesci dalla parte della rete dei pescatori. Poi uomini e delfini mangiano insieme quello che hanno pescato. Non so se sia completamente vero, ma spero proprio che questa amicizia uomo-animale sia vera.

Inoltre per me sono pure belli. Certo poi bisogna andare a vedere di quale tipo di delfino si parla, visto che non esiste solo quello classico di colore grigio- azzurro, ma anche quelli di acqua dolce di color rosa chiaro. A me piacciono tutti i tipi di delfini di tutti i colori e forme.

Il delfino in poche parole? Intelligente, bello, simpatico, divertente e amico dell’ uomo.

Federico Castellani, I D Secondaria,

team del giornalino

IL CHICCO DI GRANO E LA SUA AVVENTURA

Gli alunni della 4^C della scuola Primaria di Monasterolo hanno vissuto l’avventura di un semplice chicco di grano e lo hanno accompagnato nel suo viaggio ……fino a vederlo semetrasformato in una gradita e piccola piantina verde.soleSe vuoi scoprire le meraviglie di questo breve viaggio leggi con attenzione e osserva i nostri disegni. Inizia…

PER COMINCIARE…

IL VIAGGIO DAL SEME ALLA PIANTA.

germinazioneLa maggior parte delle piante cresce a partire dai semi. Quando un seme germoglia e incomincia a crescere diciamo che GERMINA. Il processo del germogliare e l’inizio della crescita costituiscono la GERMINAZIONE.

Che cosa aiuta un seme a germinare?

I semi vengono messi nella terra ma qualunque suolo aiuta il seme a germogliare.

terraSe ad esempio mettiamo dei semi sulla terra o sul del cotone questi germogliano comunque, ma non allo stesso modo. Quelli posti nella terra crescono più velocemente. I semi dunque non hanno bisogno della terra per cominciare a crescere.

acquaAltro elemento essenziale per la crescita è l’ACQUA senza la quale è impossibile la germinazione. Un eccesso d’acqua, tuttavia, può impedire questo processo che necessita anche di un altro elemento essenziale: l’ARIA.

livelloI semi immersi nell’acqua non hanno aria. Le piante, come gli animali, consumano ossigeno e come questi anche loro emettono anidride carbonica.

 

luce

Ma non sono solo terra, acqua e aria elementi essenziali allo sviluppo di una pianta, occorrono anche LUCE e CALORE. Infatti una giusta temperatura unitamente all’acqua e all’aria e alla luce aiutano le piante a germogliare.

Ecco alcune foto del lavoro svolto in classe:

classe

vasi

piante

 

IV C Primaria, Monasterolo

PERCHE’ AUTODISTRUGGERCI?

terraNoi crediamo di sapere molte cose … ma siamo sicuri di sapere che cos’è veramente l’inquinamento? Ecco, è un fenomeno che purtroppo viene causato ogni minuto, ogni secondo della vita quotidiana di tutti, di noi esseri umani soprattutto. Beh non tutti, ma la maggior parte e tutti coloro che inquinano, non fanno altro che rovinare e distruggere l’ambiente in cui vivono.

I tipi di inquinamento sono molti, alcuni dei quali:

  • Inquinamento atmosferico: è il più diffuso e consiste nell’inquinamento dell’aria dovuto ai gas di scarico dei veicoli e dall’emissione di impianti industriali ed inceneritori.
  • Inquinamento idrico: anche questo è molto frequente e consiste nell’inquinamento delle acque dei mari, fiumi e laghi a causa di scarichi di liquami, rifiuti domestici, industriali ed urbani in generale.
  • Inquinamento del suolo: è un fattore che va ad alterare la composizione chimica naturale del terreno a causa di attività dell’uomo, come l’utilizzo di prodotti chimici e fertilizzanti.

Ecco, questi sono degli esempi di inquinamento. Come potete vedere, non solo è l’uomo a causarli e a generare la loro origine, ma è inoltre uno dei primi che ne risente.

Quindi possiamo dire che egli è un po’ ingenuo a farsi del male da solo … e infatti lo è!

Per concludere, l’ unico mio consiglio, è quello di smettere di rovinare l’ambiente in cui viviamo perché, in caso contrario, saremo visti come una “specie” che non serve a molto, ma che contribuisce ad autodistruggersi.

Giulia D’ Ippolito, I A Secondaria,

team giornalino

UNO SCHELETRO CIBERNETICO

scheletro ciberneticoL’esoscheletro: sicuramente l’avrete già sentito in ambito videoludico associato a dei giochi come “Call of duty advance warfare” o “ Metroid” o anche a film come “Iron man”, ma questo “attrezzo” non è solo fonte di fantasia, ma si sta lavorando per crearne un vero e proprio prototipo, soprattutto in diverse industrie giapponesi e statunitensi.

Ma cos’è un’esoscheletro? L’esoscheletro è un apparecchio cibernetico esterno in grado di potenziare le capacità fisiche (forza, agilità, velocità, potenza, ecc.) della persona che lo usa e che forma una sorta di “muscolatura artificiale”. Il suo meccanismo è molto intelligente ma complicato, in pratica gli impulsi nervosi dell’utilizzatore vengono captati da dei rilevatori che azionano una parte meccanica che imita il movimento che tu vuoi fare, quindi aiutandoti.

L’esoscheletro sarà utilizzato in ambito lavorativo per aiutare muratori a sollevare pesi più elevati, ma anche in ambito militare per aumentare la forza, la resistenza e la velocità dei militari. Inoltre potrà essere utilizzato come sostegno per le persone che hanno perso il controllo di alcune parti del corpo.

L’esoscheletro, come detto prima, è ancora in fase di sviluppo e quindi si può considerare un’ipotesi perché i materiali che si dovrebbero usare non sono ancora stati creati e il tipo di batteria che si dovrebbe utilizzare non c’è. Quindi mi aspetterei un suo ingresso nel mercato fra almeno due anni o forse di più.

Per concludere, secondo me, questo attrezzo sarà utilissimo per tante persone, sia disabili che no, ma bisognerà aspettare ancora un po’ prima di vederlo.

Davide Santalmasi, III D Secondaria, team del giornalino

LA METAMORFOSI

Noi bambini delle classi seconde di Mezzate abbiamo partecipato ad un’esperienza entusiasmante. Grazie all’aiuto del signor Domenico Barboni abbiamo imparato a prenderci cura di alcuni bruchi, seguendo la loro crescita fino al momento della loro metamorfosi in farfalle.

Abbiamo compreso la ciclicità del processo di metamorfosi completa che caratterizza la vita delle farfalle, durato circa un mese.

ORTICHE

Un bruco si nutre di ortiche

 

 

 

 

 

I nostri bruchi, appartenenti alle specie vanessa delle ortiche e vanessa pavone, sono cresciuti in una gabbietta sistemata in classe, mangiando solamente ortiche. Hanno compiuto quattro mute prima di costruirsi una crisalide in cui rinchiudersi, per uscirne come farfalle.

crisalide

Una crisalide

 

 

 

 

 

E’ stato faticoso averne cura, perché abbiamo dovuto portar loro ortiche fresche tre volte la settimana, facendo attenzione a non pungerci, grazie all’aiuto dei nostri genitori e delle nostre maestre!

crisalidi

 

 

 

Le crisalidi

 

 

E’ stato però anche molto emozionante e coinvolgente ammirare da vicino questa meraviglia naturale, soprattutto quando abbiamo visto un bruco costruirsi pian pianino la sua crisalide e un altro, per primo, uscirne fuori come farfalla!

Le farfalle

arfalle

 

 

 

 

 

 

I bruchi sui rami di ortica

bruchi sui rami

 

 

 

 

 

La Vanessa delle Ortiche

vanessa

 

 

 

 

La Vanessa Pavone

vanessa pavone

 

 

 

 

 

Le classi II A e II B

Primaria di Mezzate

VIAGGIO NELLA NATURA

Il nostro pianeta ospita circa 5 milioni di esseri viventi ognuno dei quali ha un modo diverso di vivere e di interagire con l’ambiente. Ogni animale ha scelto il luogo in cui vivere in base alle sue esigenze e alle sue caratteristiche.

Incominciamo il nostro viaggio per il mondo partendo dall’ Antartide, nel Mar di Ross; qui, è stata avvistata e filmata una foca madre con il proprio cucciolo. Ha scelto questo ambiente per una sua caratteristica fondamentale: non ci sono predatori.

Questo è senz’altro un punto favorevole, che però, allo stesso tempo può rivelarsi controproducente, perché non essendoci molti animali è difficile procurarsi il cibo. Per questo la foca deve tenere aperto periodicamente un varco nel ghiaccio, che le consente di tuffarcisi dentro per procurarsi il cibo ogni volta che ne ha bisogno.

La foca, secondo noi, è un esempio di animale che rappresenta pienamente l’amore materno che si instaura tra ogni essere vivente e il suo cucciolo.

FOCHE

Continuiamo il nostro viaggio, visitando il Giappone, dove si sono insediati i macachi giapponesi, animali dalla folta pelliccia. Anche gli animali come gli umani si dividono in classi sociali, ad esempio solo alcuni macachi hanno il privilegio di affrontare l’inverno, rilassandosi in calde sorgenti termali.

MACACHI

Adesso scopriremo le abitudini di un fantastico animale che vive in Costa Rica, si tratta della “rana punta di freccia”.

Questo animale viene chiamato così per le sue dimensioni ridotte. A differenza delle altre rane questa strana specie attende la nascita dei propri girini e li nutre con le sue uova non fecondate. Un’altra importante curiosità è che i girini nascono tra lunghe foglie dove si sono fermate alcune gocce d’acqua.

Ora osserveremo il comportamento di due animali molto particolari che si trovano in Kenya; il primo è un elefante. La sua vita è molto intensa e faticosa e può durare fino a settant’anni. Sono animali molto protettivi e legati alla loro famiglia.

ELEFANTI

Il secondo animale che vive in questo ambiente è il ghepardo. Da solo potrebbe sembrare molto piccolo e fragile rispetto ad animali alti come gli struzzi, ma se sono in gruppo i ghepardi riuscirebbero a catturarli e quindi a nutrirsene.

Questo secondo noi è un animale che ci fa capire quanto è importante stare in gruppo per riuscire a superare molte prove della vita. E’ proprio vero, l’unione fa la forza!

LEO

Ora ci trasferiamo in Argentina dove possiamo trovare animali che apparentemente sembrano comuni e insignificanti, ma in realtà sono molto intelligenti e furbi: stiamo parlando delle “formiche taglia foglie”. Questo nome non è stato dato a caso, perché la loro specialità è appunto tagliare le foglie per darle in pasto ad un fungo che si trova nel loro formicaio. Questo, però, causa un grosso problema: il fungo emette anidride carbonica che è tossica per loro; trattandosi di animali intelligenti hanno risolto questo problema, che potrebbe essere fatale, costruendo delle specie di piccoli camini sulla superficie del formicaio.

Uno degli aspetti che ci ha colpito più di tutti è che degli animali così piccoli e apparentemente insignificanti siano così intelligenti.

FORMICHE

Esploreremo ora l’Etiopia dove abbiamo avvistato l’avvoltoio barbuto, un uccello grosso e veloce che riesce a vedere anche le più piccole prede da molto lontano. E’ un animale molto particolare e furbo perché si ciba degli scarti degli altri. Per procurarsi il cibo, vola ad una certa distanza dal suolo e prendendo la mira scaglia con violenza un osso su una pietra in modo che si spacchi. Atterrando prende uno dei pezzi dell’osso e mangiandolo riesce a ricavare il midollo situato all’interno.

AVVOLTOIO

Ora esploreremo il Brasile una terra ricca di animali, in particolare osserveremo una strana scimmia: il cebo dai cornetti. Questa specie si nutre di noci di palma, un alimento molto duro e difficile da aprire. La rottura avviene attraverso alcuni passaggi: il primo consiste nel togliere la buccia e esporlo per una settimana al sole. L’ultimo passaggio è il più difficoltoso; il cebo deve procurarsi un grosso sasso e sbatterlo con forza contro la noce, dopo vari tentativi riuscirà a romperlo e finalmente a mangiare! Questo   esempio dimostra che oltre agli uomini anche gli animali sono intelligenti e hanno la capacità di adattarsi a qualsiasi situazione gli venga imposta dalla natura.

SCIMMIA

Adesso ci inoltreremo in Indonesia dove conosceremo le abitudine del Drago di Komodo. Principalmente si nutre di animali molto più grossi di lui come ad esempio il bufalo. Caccia in un modo molto strano: basta che riesca a dare un piccolo morso all’animale e questo dopo poco tempo morirà istantaneamente. Quando morde inietta del veleno che agisce anche in archi di tempo piuttosto lunghi, però allo scadere del tempo la preda si indebolisce, allora è questione di secondi prima che il drago si possa nutrire.

DRAGO

Andremo, ora, nelle acque del Canada dove si possono trovare i più fantastici pesci, ma noi ci concentreremo solo sul polpo. Questo è un periodo molto particolare perché il polpo sta cercando una casa adeguata per mettere su famiglia. Dopo lunghe e approfondite ricerche riesce a trovare il luogo ideale e quindi inizia a deporre le sue microscopiche uova. Per sei mesi non le lascerà incustodite e non si muoverà neanche in cerca di cibo. Il polpo riuscirà appena a vedere i piccoli nascere prima di morire. Questo animale ci dovrebbe far riflettere perché ha rischiato la sua vita per vederne nascere di nuove e quindi ci insegna il rispetto per ogni forma vivente.

POLPO

Il nostro viaggio è ormai giunto alla fine, spero che per tutti voi sia stato interessante ed istruttivo, oltre ad essere uno strumento utile per apprezzare tutte le forme di vita presenti sul nostro pianeta. Noi abbiamo capito che ogni animale ha un modo diverso e unico di sopravvivere che dovrebbe sempre essere tutelato e protetto.

 

Benedetta Cazzulani e Bianca Seganfreddo,

II D Secondaria, team del giornalino

I LUPI

lupoSpesso i lupi, nelle favole vengono rappresentati come antagonisti o bestie feroci; ma in realtà sanno essere davvero adorabili e affettuosi!

-CARATTERE, COMPORTAMENTO E VITA SOCIALE

Il lupo è il classico animale che vive in branco (è possibile però trovare anche lupi solitari) che è formato da una coppia riproduttiva (chiamata coppia alfa) e da alcuni giovani lupi della figliata precedente. Nel branco possono anche essere presenti uno o due adulti subordinati, in genere fratelli della coppia alfa. Le dimensioni del branco variano da 3-4 lupi fino a 20-30 in funzione della quantità di cibo disponibile nella zona. Una caratteristica del branco è che lo stato di ciascun individuo è molto chiaro: è certo chi è il capo e chi sono i subordinati e questo viene evidenziato attraverso il linguaggio del corpo, le espressioni del muso, i latrati ed i combattimenti.

-HABITAT E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA

Il lupo grigio della famiglia dei Canidi, un tempo era uno dei mammiferi più diffusi sulla terra. Oggi in numerose zone si è estinto come ad esempio in gran parte dell’Europa occidentale, in Messico e nella maggior parte degli Stati Uniti. Lo ritroviamo diffuso nelle zone remote del Canada, dell’Alaska, nel nord Italia, in Europa ed in Asia.

ALCUNE STORIE STRAORDINARIE!

Un lupo ha viaggiato per 400 km inseguendo l’amore.

Parecchi lupi sono stati uccisi dai cacciatori, per fortuna nei parchi nazionali sono protetti da guardie forestali.

Questi animali sono davvero speciali e sarebbe un peccato vederli estinti…

 

Nicole Veshaj e Raimondi Alessia,

I A e I D Secondaria, team del giornalino