ANSIA DA INTERROGAZIONE

Ansia ansia 2Quando si deve studiare non se ne ha mai voglia ma quando poi si deve essere interrogati ci si pente di non averlo fatto. Quando entri in classe pensi: “Speriamo che non mi interroghi, visto che ieri sera non ho studiato molto…!” Ma quando dopo una lunga indecisione il prof. pronuncia il nome dell’interrogato, che ovviamente sei tu, senti il cielo che ti cade addosso come una doccia fredda e pensi: ”Ma perché proprio io?!! Tra tutti quelli della classe è riuscito a chiamare l’unico che non ha studiato”. Pian piano ti alzi dalla sedia con espressione innocente di chi non sa cosa stia succedendo e ti dirigi verso la cattedra con il quaderno in mano, mentre cerchi con uno sforzo immane di ricordarti la lezione, ma senza esito. Il prof ti guarda nel tentativo di capire se hai studiato oppure no. Poi inizia a fare delle domande sull’argomento da studiare, mentre tu inizi a pensare a qualche risposta da dare che sia credibile mentre una goccia di sudore ti scende lungo le tempie. Stanco di aspettare una risposta il prof ti rimanda a posto, dopo averti dato un impreparato.

Abbiamo svolto un’ indagine per sapere come si sentono i ragazzi del nostro corso prima di un’interrogazione: per la maggior parte si sentono agitati e ansiosi. Ecco alcuni consigli per affrontare serenamente un interrogazione:

  • Il nostro prima consiglio è: mai lasciarsi prendere dal panico poiché potrebbe rovinare la tua interrogazione, visto che potresti non riuscire a parlare per l’ansia. Ma se sai che non hai studiato, non preoccuparti e cerca di riassumere quello che hai imparato in classe (ti consiglio di associare i termini difficili o le date a parole semplici che ti aiutino a ricordarle; per le date invece associale ai tuoi numeri preferiti o alle date di nascita dei tuoi parenti, ti aiuterà!)
  • Il nostro secondo consiglio è: non nasconderti mai, perché sarai la prima persona ad essere interrogata. Gli insegnanti ti vogliono interrogare perché ti nascondi e sembra che tu non abbia studiato e poi rischi di mostrargli che è come pensano (come succede per la maggior parte dei casi).
  • Il terzo consiglio è: mostrarsi sempre sicuri quando si parla e evitare distrazioni come dare retta ai compagni. Concentrati sull’argomento dell’interrogazione, poiché potresti far confusione tra le informazioni sull’interrogazione con quelle appena percepite che potrebbero confonderti le idee. Non pensare ai suggerimenti, ma ripeti tranquillamente la lezione.

P. S .: studiate sempre e state attenti in classe poiché avrete svolto la maggior parte del lavoro!!!!!

Anna Governale e Martina Attinasi,

I A Secondaria, team del giornalino