LA LIRICA INCANTA I QUATTORDICENNI DELLA “MONTALCINI”

barbiereIl giorno 21 Marzo tutte le classi frequentanti la terza si sono riunite in aula magna per assistere alla prima lezione concerto dell’anno.

La lezione è stata tenuta da due cantanti lirici: Giorgio, un baritono, e Giuseppe, un tenore.

L’accompagnamento strumentale era affidato a Riccardo Piani, il quale suonava il pianoforte.

I tre ascolti iniziali erano estratti dell’opera buffa Il barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini.

Per primo si è esibito Giorgio, nei panni di Figaro, con Largo al Factotum, poi Giuseppe, nel ruolo del conte d’Almaviva, con Se il mio nome saper voi bramate (serenata a Rosina) e infine si sono esibiti entrambi con il duetto All’idea di quel metallo.

Il quarto e il quinto ascolto invece erano tratti da La Traviata di Giuseppe Verdi.

Giuseppe, immedesimatosi nel personaggio di Alfredo, ha intonato Parigi, o cara, un piccolo recitativo cantato dedicato a Violetta.

Giorgio ha interpretato il papà di Alfredo e ha eseguito l’aria Di Provenza il mar, il suol, in cui cerca di convincere il figlio a tornare a casa.

Il sesto ascolto era affidato a Giuseppe, il quale ha interpretato La donna è mobile del Rigoletto, anche questa di Giuseppe Verdi.

La canzone Marechiaro, rappresentata da entrambi i cantanti, ci ha portato al temine della prima lezione.

La seconda lezione concerto si è tenuta il 18 aprile.

Questa volta si sono esibite due voci femminili : Zara, un soprano e Tatiana, un mezzo soprano. L’ accompagnamento strumentale era sempre affidato a Valerio.

Per prima si è esibita Zara, nei panni di Rosina, con La Cavatina, tratta da Il barbiere di Siviglia, aria con cui la protagonista si presenta al pubblico.

Per seconda Tatiana, che ha intonato l’ aria O mio Fernando de La Favorita nella quale Alphonso, scoperto che Fernando ama Leonora, decide di farli sposare, per riappacificarsi con la chiesa.

Il terzo ascolto è stato Tacea la notte placida de Il Trovatore di Giuseppe Verdi, che narra del momento in cui Leonora confida a Ines, sua ancella, di essere innamorata di Manrico.

Successivamente è stato eseguito un altro brano tratto da Il Trovatore: Stride la vampa, aria di Azucena. In quest’ aria Azucena, madre di Manrico, racconta che molti anni prima vide morire la madre sul rogo perché accusata di stregoneria dal vecchio conte di Luna.

Il quinto ascolto consisteva in un duetto fra le due cantanti, le quali hanno proposto un brano de L’Aida di Giuseppe Verdi.

La lezione si è conclusa con il brano Duetto buffo di due gatti di Gioacchino Rossini, intonato da entrambe le donne.

A nostro parere, poter assistere a queste due lezioni è stata una piacevole quanto utile esperienza. I cantanti che hanno intonato le varie arie qui citate erano di un livello stratosferico e infatti sono riusciti a farci apprezzare il canto lirico.

Ci sentiamo veramente più vicine alla musica di quei tempi e non guasterebbe affatto poter partecipare a una terza lezione concerto.

Alla fine è proprio vero che la musica non ha età e ve lo dicono due ragazze di quattordici anni.

Proprio per questo consigliamo ad adolescenti di tutte le età di andare a teatro e bearsi delle melodie che un cantante lirico può intonare.

Marcomin Asia, Patruno Letizia, III C Secondaria

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