NERAPECE E I SETTE NANI

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Tanto tempo fa in un bellissimo castello il re e la regina vennero allietati dalla nascita di una bambina; ma la felicità durò ben poco perché la bambina era veramente orrenda  e la madre dopo averla vista morì d’infarto. La piccola successivamente venne chiamata dal padre “Nerapece”  per via della sua carnagione grigiastra, dei capelli neri e appiccicosi, delle sue unghie nere e incarnite e dei suoi  occhi così neri da non poter vedere le pupille.

Purtroppo la principessa non era soltanto brutta, era anche crudele, antipatica e capricciosa e ogni servo, ambasciatore o anche animale domestico che vivesse nel castello la evitava accuratamente. Il padre, per sopravvivere a questo peso, decise di risposarsi con una donna bella, dolce e gentile, che tentò per anni di insegnare la dolcezza a Nerapece, ma era tutto fiato sprecato. Il re, preso dalla disperazione, lasciò il castello e decise di fare il mendicante.

La buona matrigna allora, pensò di farla sposare ad un cacciatore onesto e coraggioso, ma lui, dopo aver visto la principessa, sparì nel bosco e di lui non si seppe più nulla.

Nerapece decise che la vita nel castello non faceva per lei e volle girare il mondo per diventare una cantante rock. Durante il suo viaggio incontrò una band di musicisti, composta da sette musicisti nani: Flautolo , Triangolo, Pianolo, Bassolo, Chitarrolo, Piattolo e Suonalo.

I sette musicisti nani avevano bisogno di un leader, ma nessuno di loro era in grado di farlo; Nerapece invece era capacissima di fare capricci da diva:  iniziò subito a sbraitare, a dire ai sette musicisti nani di trattarla come una regina e loro accettarono subito. Lei era proprio la regina giusta per i sette musicisti nani.

Nerapece un giorno con la sua nuova band andò a suonare musica rock al villaggio; ma tutti quelli che la ascoltavano si tappavano le orecchie per non sentire quella musica orrenda.  Allora Nerapece disse a tutti che se volevano che lei smettesse di cantare dovevano far diventare lei la regina del regno e così fu.

Ma la voce si sparse e alla fine arrivò alla matrigna bella e carina,  che decise che doveva fare  qualcosa, allora andò dal suo specchio magico e gli chiese dolcemente  chi era  la più cattiva del reame, lo specchio le rispose allora che era Nerapece la più cattiva.

La matrigna allora intinse una mela nella sostanza più carina e coccolosa di sempre,  la portò al villaggio e la offrì a Nerapece dicendo che quella  era la mela più aspra al mondo. La ragazza, incuriosita la prese e la mangiò e per magia diventò  carina e coccolosa (ma restò comunque brutta), solo che per l’emozione svenne e restò come morta.

Allora i sette musicisti nani tentarono in tutti i modi di riportarla in vita, perché a loro serviva un leader cattivo e antipatico.

La notizia arrivò anche al principe più brutto e cattivo di tutti, lui cercava una degna sposa, allora si mise in viaggio e giunse al villaggio, baciò Nerapece (per quanto non fosse per niente bella) e la sposò. Poi cacciarono la matrigna e diventarono re e regina.

E VISSERO TUTTI CATTIVI E SCONTENTI!!!!!

 Tommaso Pezzoli, II D Secondaria

Un commento su “NERAPECE E I SETTE NANI”

  1. Bellissimo mi ha fatto morire dalle risate. Mi é piaciuto molto come hai cambiato la storia in maniera tragica. Un grande complimento.

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