VOLETE DIVENTARE ANCHE VOI “AMICI DI BABUSONGO”?

logoIl giorno 18 novembre 2016 alle ore 11:00 noi ragazzi delle classi seconde della Scuola  Secondaria siamo andati in aula magna per assistere ad una conferenza tenuta dalla prof.ssa Angela Losano, portavoce della ONLUS “Gli amici di Babusongo”. Il nome “Amici di Babusongo” è legato al primo progetto della ONLUS che risale all’anno 2000: un‘opera di volontariato missionario a favore del villaggio Babusongo, ubicato nel sud della Repubblica Democratica del Congo (ex-Zaire). La parola “Babusongo”, ci ha spiegato la prof.ssa, è nata dall’unione di due parole: “babu” che significa nonno, e “songo”, cioè uomo dalla pelle bianca. La parola significa quindi “nonno bianco”, perché sono i “nonni bianchi” che gestiscono questa associazione. L’Onlus infatti è guidata da un Consiglio di volontari, fondatori dell’Associazione, che ha sede a S. Felice, Segrate, ed è sostenuta finanziariamente da Soci residenti e dalle donazioni di molti sostenitori esterni.

La prof.ssa Losano ci ha fatto vedere un video che mostrava l’evoluzione di un orfanotrofio in Kenya. Inizialmente c’erano circa cinquanta bambini orfani che vivevano in baracche sporche, piccole, brutte e inospitali. È stato così deciso di affidare l’orfanotrofio ad alcune suore del “Preziosissimo Sangue” che, con amore e tanta buona volontà, hanno fatto costruire un nuovo edificio accogliente che ha garantito situazioni igieniche molto migliori, acqua e cibo per tutti. L’orfanotrofio è diventato una casa!!! Oggi sono lì ospitati 81 bambini, numero di gran lunga inferiore alle richieste di ospitalità dei bambini bisognosi del luogo.

bimbaAngela ci ha poi spiegato che ogni anno, in diversi momenti, vengono mandati in Kenya alcuni gruppi di volontari italiani allo scopo di far divertire i bambini e contribuire al loro benessere. Per diventare volontari bisogna avere almeno 25 anni, quindi se qualcuno di noi vuole partire, deve aspettare ancora un po’!

Ci ha detto anche che ora tutti i bambini dell’orfanotrofio vanno a scuola, dopo aver fatto colazione con farina d’avena e zucchero e dopo aver percorso circa quaranta minuti a piedi.

Infine c’è stato uno spazio riservato alle nostre domande (che sono state moltissime) e poi la prof. ci ha proposto di intrecciare un rapporto di corrispondenza con quei ragazzi e, se vogliamo, di comprare per loro del materiale scolastico che lei porterà loro il prossimo autunno, quando tornerà a trovarli.

A me questa iniziativa piace molto, come mi è piaciuta la conferenza perché mi ha aiutato a capire che non tutti i bambini sono fortunati come me e che quindi è giusto aiutarli.

Lucilla Cnapich, II D Secondaria, team del giornalino

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