IL CONCORSO DI LETTURA SECONDO ME

spettacoloI giorni 30 novembre e 1 dicembre 2016 io ed altri miei amici siamo andati a teatro per le prove della finale del concorso di lettura “Con la mia voce”, edizione 2017. Sottolineo IO perché è stato il primo anno in cui sono arrivato alla finale.

Mercoledì eravamo tutti eccitati perché è stato il primo giorno in cui abbiamo saltato la scuola. Arrivati a teatro, abbiamo passato mezz’ora seduti nel nostro posto ad aspettare che la prof. Muscillo finisse di dirci tutte le cose che dovevamo fare e poi siamo partiti con le prove.

Ovviamente la mia categoria era la penultima e quindi prima che la prof. ci invitasse a provare, sono passate cinque ore; interessanti però.
Abbiamo visto e sentito tuti i ragazzi finalisti, a partire dalle quinte fino alla categoria prima di noi: quella comica e ovviamente ci siamo fatti un sacco di risate.

Alle 12: 35 sono salito sul palco io e ho letto per la prima volta davanti a tutti la mia poesia, peccato che, non essendoci i microfoni, le uniche ad avermi sentito sono state le prof. Già quella prima volta ero agitatissimo, non mi sono reso conto di come sarebbe stato leggere davanti ad un teatro pieno di persone.

Il giovedì c’è stata la prova microfoni e per la prima volta mi sono fatto sentire da tutti e mi hanno applaudito, incredibile. Giovedì, la sera della finale, appena arrivato a teatro, mi sono reso conto che sarebbe stato molto difficile per me leggere davanti a tutti; avrei quasi voluto tornare a casa anche se ormai era tardi. Una volta seduto ho incominciato a parlare per non pensare di dover salire sul palco “malefico”.

È iniziato lo spettacolo e mi sono tranquillizzato, due ore dopo è arrivato il turno della mia categoria. Poi ho iniziato a leggere e la mia agitazione è diventata tranquillità. Ho finito di leggere e mi hanno applaudito tutti. hanno finito tutti di leggere e stanno per dire i risultati; eravamo tutti tesi e una volta arrivati alla mia categoria hanno chiamato il terzo che non ero io, il secondo che non ero io e il primo che non ero io.

Non ero classificato però mi sono divertito anche se arrivato a casa sono caduto in depressione. Il giorno dopo però mi hanno detto tutti che  sono stato bravo e sono stato felice.

Mi rifarò la prossima volta proprio perché voglio vincere, non mi basta essere arrivato in finale.

Tommaso Repetto, II D Secondaria, team del giornalino