UN ARRIVEDERCI SPECIALE

nonnaL’abbraccio per più di cinque minuti con tutto l’amore che provo per lei. Il tempo passa e lo scuolabus arriva.

Ci diamo un ultimo bacio e la guardo negli occhi. Sorridendo scendo le scale e la saluto un’ultima volta, finché la sua ombra diventa invisibile. Da allora non mi giro più indietro, cammino con passo costante fino al cancello dove mi scende una lacrima.

Continuo il mio solito corto percorso mantenendo sempre la stessa velocità, ma piangendo. Ormai sono dinnanzi alla fermata, c’è pure Patrick. Odio sembrare una frignona, ricaccio indietro le lacrime.

Quando varcherò di nuovo la soglia di casa sarò sola, mia nonna pronta ad imbarcarsi e mia mamma di ritorno dall’aeroporto. Non abbiamo stabilito una data precisa in cui ci rivedremo, forse un anno intero, o magari… “solo” qualche mese.

Cerco di cacciare questo unico pensiero e mi concentro altrove. Inizio a ripassare il dialogo di Spagnolo, poi lo schiavismo, il to be going to e infine letteratura ma mia nonna mi rimane sempre in mente, anche una volta arrivata a scuola.

Lì ho trovato una calda accoglienza dai miei migliori amici Daniel e Maya, che mi hanno abbracciata e mi hanno fatta ritornare nel mondo reale, quello fatto di incontri ma anche di arrivederci.

Devo essere felice! Mia nonna non sarebbe neanche dovuta venire a trascorrere il Natale con noi, i miei genitori mi hanno fatta questa sorpresa e io ne sono rimasta commossa, stupita ma contenta.

Scusami nonna per quelle volte che faccio arrabbiare mamma o che non faccio quello che dice. Ora sto scrivendo su un sito Internet e ciò che scrivo può essere visto anche da centinaia di persone: TI AMO TANTO, AVREI VOLUTO CHE TU RIMANESSI ANCORA UN PO’, ALMENO PER ASSISTERE ALLA GARA DEL 29. MA FA NIENTE, IO VINCERÒ PER TE E PER IL COMPLEANNO DI MAMY. TI AMO TANTO, A PRESTO!

Alexia Braneza, II C Secondaria, team del giornalino