INCONTRO CON UNA TESTIMONE DEL DISASTRO DEL VAJONT

Il giorno 25 gennaio è venuta nella nostra classe la figlia di un testimone oculare della tragedia del Vajont.

L’ idea è partita dalla prof.ssa Biasiolo che ci ha fatto leggere “La storia di Marinella”, un libro che parla di una bambina vissuta a Longarone durante la catastrofe del Vajont. In seguito abbiamo visto un film riguardante l’argomento che ci ha fatto capire quanto fosse catastrofico questo avvenimento.

Il nome della testimone era Cristina, una giovane donna proveniente da Limana, un paese vicino a Longarone. Cristina ci ha parlato dell’impressione che ha avuto quando ha visto l’imponente diga e di quante volte l’aveva vista, dato che appena venivano degli amici a trovarla la diga era la prima tappa. La diga non è stata distrutta dalla catastrofe, solo la ringhiera del camminatoio, che però è stato ricostruito per le visite in quei luoghi.

Lei ci ha raccontato che suo padre e anche un po’ suo nonno le hanno molto parlato della diga e della sua maestosità, visto che è la diga più grande del mondo.

Cristina ci ha parlato anche del cimitero di Longarone, un cimitero tristemente famoso. Esso infatti stranamente ha tutte lapidi bianche messe in fila, e c’ è anche un porticato che non ha neanche le tombe ma soltanto i nomi delle persone residenti a Longarone, morte durante la strage del Vajont, di cui non è stato ritrovato il corpo.

Insieme a Cristina c’era anche la bibliotecaria, la dott.ssa Emanuela Scola, che ci ha aiutato a focalizzare bene l’argomento. Ci ha letto una testimonianza, un messaggio breve ma profondo, scritto da una persona che ha vissuto per davvero la tragedia ed è sopravvissuta. Questa lettura ha dato a tutti un’idea diversa da quella lasciata dal libro e dal film, facendoci vivere quei momenti da vicino, non dal punto di vista di osservatori esterni.

La mia opinione è che questo incontro non può che averci fatto del bene e credo che non ci ricapiterà più un’esperienza così e quindi sono felice di aver incontrato la figlia di un testimone oculare della catastrofe del Vajont e, quando dico ciò, credo di poter parlare a nome di tutta la mia classe.

                                                     Matteo M. e Tommaso F.,

Secondaria

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