LA SCONFITTA DEGLI ALIENI

C’era una volta una città invasa da alieni. Gli alieni erano pacifici ma occupavano ogni spazio possibile con le loro basi di atterraggio. Essi erano simpatici e ottimi cuochi di sushi. Ma agli abitanti non piaceva che sulle loro case atterrassero gli ufo e che usassero l’elettricità per ricaricarli perché la bolletta era aumentata drasticamente.

Il sindaco era disperato perché gli alieni erano troppi e occupavano tutto lo spazio. Un giorno un uomo apparentemente povero si presentò dal sindaco e disse: “Signor sindaco, io so come scacciare gli alieni”. Il sindaco rispose: “Tu che sei così povero, come farai?” E l’uomo rispose: “Se mi lasci provare in cambio voglio una cosa”.

Allora l’uomo allestì una finta festa a cui invitò tutti gli alieni. Essi ci andarono e caddero nella trappola. L’uomo li attirò tutti in una stanza dicendo loro che lì avrebbero trovato un grande buffet. Quando gli alieni furono tutti intorno alla tavola imbandita, l’uomo fece cadere sopra di loro delle grandi reti che li intrappolarono tutti.

In seguito l’uomo chiamò i rinforzi e tutti i cittadini presero gli alieni e li caricarono sulle loro navicelle. Fu allora che il gelataio della città chiese: “Cosa ne faremo di tutti gli alieni?”

E l’uomo rispose: “So che dentro queste navicelle c’è un dispositivo di autodistruzione che possiamo programmare col conto alla rovescia. Li rimanderemo nello spazio. Quando il conto alla rovescia finirà, essi saranno già lontani dalla terra e allora la navicella esploderà in mille pezzi e gli alieni moriranno.”

Tutti si trovarono d’accordo con l’idea e la realizzarono subito. Fu così che gli alieni furono rispediti nello spazio, mentre i cittadini osservavano la scena dal basso. E poco dopo che le navicelle furono sparite, essi festeggiarono cantando e mangiando il buffet che gli alieni non avevano fatto in tempo a mangiare.

Durante la festa il sindaco si avvicinò all’uomo che ormai era diventato l’eroe della città e gli disse: “Ora che ci hai liberato dagli alieni, che cosa vuoi in cambio?”

Ed egli rispose: “Dove prima c’erano le navicelle degli alieni, voglio che sia costruito un grandissimo e bellissimo parco giochi per bambini, con scivoli, altalene e dondoli per tutti. Poi dovrete costruire una statua con le mie sembianze in mezzo al parco e la dovrete dedicare a me, l’eroe di questa città”.

Il sindaco accettò e una settimana dopo fu posata nel parco ancora in costruzione la statua con una bella targa dedicata all’uomo con la scritta: L’EROE DELLA CITTA’. Il parco venne finito e tutti, i bambini e i loro genitori, vissero felici e contenti.

Mattia Abbagnato, Matteo Fontana, Nicolò Pristerà, Walid Tazi,

I D Secondaria