AFFETTO PERICOLOSO

Tornando a casa, Laura sente qualche rumore provenire dalla sua stanza. Entrando vede Daniela frugare nei cassetti della sua stanza.

“Ciao”. Lei sobbalza. “Non ti avevo sentita arrivare”.“Che fai nella mia stanza?”. “Cosa vuoi da mangiare?”

“Ti ho chiesto un’altra cosa” lo richiese con più insistenza. “Stavo solo cercando una penna”. “Nel cassetto delle magliette?”. A un tratto nota un angolino lilla spuntare da dietro la ragazza.

“Perché hai il mio diario?”. La giovane donna non risponde. “Perché hai il mio diario????!”

Il piccolo quadernino colpisce la tredicenne in testa.

“L’ho letto e ho trovato conferma dell’idea che sei una pazza psicopatica come pensavo”

La ragazzina non rimane troppo scossa dalla botta anche se la ferita del quadernino le aveva perforato la pelle, l’odore del sangue la rendeva solo più forte.

La giovane donna ora, invece dell’aria fiera che aveva inizialmente, sembra spaventata, la ragazzina le si lancia al collo e le tira un pugno sul naso che inizia a grondare sangue, la donna fa volare via la ragazzina che si rialza e prende delle forbici dalla scrivania. La donna corre giù per le scale, ma la porta è chiusa a chiave, in quel momento l’ombra di Laura si intravede nell’ingresso e la sua voce mielosa e allo stesso tempo fredda si fa sentire.

“Avevo già in programma di ammazzarti” una risata diabolica si sente dal piano di sopra.  “Da quando MIO FRATELLO passa più tempo con te che con me ho capito come sistemare la faccenda” ora la risata sembrava un urlo satanico.  La giovane donna corre a nascondersi dietro la libreria.

“Allora vogliamo giocare a nascondino, eh?”. “Daniela, dai, vieni fuori non ti faccio niente”

“Daniela? PRESA!” la sua voce gelida e sussurrante è vicino alla libreria e poi appare il viso del mostro.

La donna grida e corre via . “Non mi separerai mai da Ivan”

La ragazzina per tutta risposta le lancia un vaso in testa e la donna cade svenuta e Laura si ferisce il braccio. La ragazza sta per affondare le forbici nella carne della donna quando il campanello suona, con un salto acrobatico lei prende lo scotch, lega e tappa la bocca alla donna, poi la lancia giù per le scale del seminterrato e chiude a chiave, poi la nasconde e va ad aprire. Con un faccino angelico saluta:  “Ciao Ivan, mamma e papà”

In un secondo Ivan esclama: “Ma cosa hai fatto al braccio e alla testa e poi dov’è Dani?”. “Mi sono graffiata con un vaso e poi sono caduta di testa e, in quanto a Dani, è uscita per lavoro e mi ha detto che non tornerà presto.

Alice Chiello, III E Secondaria, team del giornalino