PAURA NEL BOSCO FANTASMA – III episodio

“Sto piangendo, sono disperata, non so come uscire da questa situazione orribile. Vorrei arrendermi, ma ripenso a tutti quelli che mi vogliono bene, sono sicura che desiderano rivedermi sana e salva, e non in Paradiso! Decido di farmi coraggio, mi alzo in piedi decisa a trovare una soluzione, quando mi sento spingere giù dal burrone.

‘Di sicuro c’è qualcuno che mi vuole morta’, è il primo pensiero. Ora di sicuro riuscirà nel suo intento: se non sono riusciti ad uccidermi i fantasmi, ora lo farà l’impatto con l’acqua.

Chiudo gli occhi, preparandomi ad una triste fine, consapevole del fatto che le ultime cose che ricorderò della mia vita saranno il dolore e il gelo dell’impatto con l’acqua.

Se proprio devo, non è così che vorrei morire.

Sento un brivido e il rumore di un sassolino che cade in acqua. Cerco di assaporare i miei ultimi istanti di vita, prendo una profonda boccata d’aria… o almeno ci provo. La respirazione è molto difficile, come se fossi in un ambiente chiuso in cui sta finendo l’ossigeno a disposizione. Ma sto cadendo, di certo non sono in una stanza.

Mi accorgo solo ora che un caldo opprimente mi sta schiacciando.

Apro gli occhi e vedo che non sto affatto precipitando, sono sospesa, a mezz’aria in una caverna, di fronte a me una ragazza molto bizzarra, con i capelli verdi, gli occhi azzurri e la pelle sudata. Ha gli occhi chiusi, forse sta dormendo. Mi guardo intorno. Nella caverna c’è un armadietto, un piccolo frigorifero. Cerco l’uscita. È molto strana, come se fosse chiusa dall’acqua. Provo a volare verso di essa e la raggiungo metto una mano attraverso e sento una scarica attraversarmi. Istintivamente ritraggo la mano e la trovo grondante d’acqua. Non mi sbagliavo: oltre l’ingresso della caverna c’è il mare, peccato che la barriera non si possa attraversare.

-Arrenditi, non c’è modo di uscire da qui. L’aria sta finendo, così come l’acqua e il cibo…

È stata la ragazza con i capelli verdi a parlare. La sua voce aveva un tono sconsolato, come se ormai si fosse arresa alla morte. Io invece ancora no.

-Troveremo un modo di uscire- dico.

-Te l’ho già detto e ora te lo ripeto: NON C’È SPERANZA!!!– risponde lei, mentre le lacrime iniziano a rigarle il viso.”

Continua…

Lucilla Cnapich, II D Secondaria, team del giornalino