UN’AVVENTURA STRAODINARIA- Episodio I

In un pomeriggio d’inverno come tutti gli altri, ero seduta vicino alla mia scrivania a fare i compiti.

Però ad un tratto tutto diventò buio, come se fosse saltata la corrente. E quando la luce ritornò, scoprii che non ero più nella mia stanza, ma in un luogo circondato da una nebbia fittissima che non mi faceva vedere più niente, ma  riuscivo a sentire  solo soffiare un vento freddo.

Allora la paura iniziò a prendere il sopravvento, però per fortuna la nebbia iniziò a svanire e pian piano riuscivo a vedere sempre meglio il luogo in cui mi trovavo. Vidi un ambiente formato da mattoni, terra battuta, sassi e legno; però non riuscivo ancora a capire il luogo  preciso in cui io fossi. Quando poi la nebbia sparì del tutto, riuscii a vedere che davanti a me c’era un lunghissimo percorso e che ero circondata dalla natura. Allora capii che ero sulla Grande muraglia cinese!

E cominciai a domandarmi, tra me e me, come una ragazza di dodici anni senza poteri, poteva essere su un monumento che si trovava dall’ altra parte del mondo, rispetto al posto in cui ero prima, e soprattutto mi chiedevo per quale motivo io fossi lì.

All’ inizio non riuscivo a trovare la risposta, a nessuna delle due domande, ma dopo mi ricordai che da piccola mia madre mi raccontava molte volte delle storie sulla Cina e soprattutto sulla grande muraglia cinese, così mi ero innamorata di quel bellissimo monumento di cui lei mi parlava sempre e avevo cominciato anche a sognare di andare a vederlo, quando sarei diventata grande, con i miei amici. Allora forse capii per quale motivo ero lì, ma non riuscivo ancora a capire come avevo fatto ad arrivarci.

Dopo pensai che forse potevo trovare la risposta se provavo ad andare avanti e così cominciai a percorrere il percorso che avevo di fronte, senza sapere quale sarebbe stata la sua destinazione.

Camminai, camminai … E dopo quasi un’ora di camminata riuscii a vedere davanti a me una torre e allora pensai che forse lì c’era qualcuno che mi avrebbe potuto aiutare a ritornare a casa. Ma quando fui davanti alla porta della torre, scoprii che non c’era nessuno, ma c’era solo una scritta sulla porta, che diceva: ”Brava! Sei riuscita a superare la prova! Adesso entra in questa torre che ti attende la prova successiva”.

Allora mi chiesi: “Ma che cosa stava succedendo? Quali prove dovevo affrontare e perché le dovevo superare?” e mi feci molte altre domande, ma alla fine mi dissi che non potevo fare niente se stavo lì ferma. Allora mi feci coraggio e aprii la porta e vidi …

continua …                  

Sabrina Zhang, IID Secondaria,

team del giornalino