UNA MAGIA INASPETTATA

Prima della creazione della terra, l’universo era composto solo da un piccolo pianeta, di nome Mixin, popolato da minuscoli esserini che erano governati da un malvagio re, il cui figlio, Davide, era buono e adorava stare accanto al camino.

Una sera,Davide era seduto sulla poltrona accanto al maestoso fuoco del camino, quando vide che in mezzo alle fiamme ardeva un piccolo oggetto scintillante. In un primo momento pensò che i suoi occhi non vedessero bene, poi che c’era veramente qualcosa, così spense il fuoco e notò che si trattava di un oggetto oro; lo prese in mano e dopo averlo analizzato bene, arrivò alla conclusione che era una piccola monete d’oro che splendeva e luccicava come un diamante.

La mise in tasca e andò a cercare il suo perfido padre per avvisarlo che si sarebbe recato nella sua stanza da letto, ma nel percorso dalla sala del castello di Mixin, fino alla stanza reale, dove il re giocava e scherzava con altri nobili, sentì una vocina stridula e acuta. Molto dopo si accorse che la vocina proveniva dall’interno della tasca e che era la moneta che lo chiamava in modo persuasivo, la raccolse e tutto d’un fiato la moneta disse: “Ciao, sono Lelly, ti hanno detto che in un regno lontano vive una fanciulla la cui bellezza è indescrivibile?!”. Davide, un po’ incredulo che un oggetto potesse parlare, rispose che non ne aveva mai sentito parlare, ma che il giorno seguente avrebbe cominciato il cammino per trovarla; e così fece: il mattino dopo si alzò prima dell’alba e scappò con la moneta. Dopo ore e ore di cammino giunse in un villaggio, il cui nome era “Amicizia”; lì tutte le persone  andavano d’accordo; mentre, più avanti, c’era “Odio”, dove c’era litigio e scompiglio. In seguito ci furono “Noia”, “Passione e Generosità”, ma il luogo più pericoloso fu “Amore”.

Era sera e Lelly e Davide si fermarono in una piccola locanda dove spiegarono che tutti i paesi che i due amici avevano attraversato erano le conseguenze di Amore; perché gli uomini si fidanzavano con delle ragazze o donne, ma quando raggiungevano questo paese si innamoravano di un’altra (dato che in Amore le ragazze erano veramente belle, ma soprattutto simpatiche, che era la caratteristica che i ragazzi cercavano in una donna) e quindi si litigava e si finiva nei paesi come Odio dove non c’era la Pace. Non solo, ma spesso i ragazzi sposavano ragazze e dopo poco capivano di aver sbagliato e quindi si disperavano tanto da litigare e odiarsi e di conseguenza si finiva nei paesi tristi. Nelle ore in cui Lelly e Davide avevano sostato nella locanda, un piccolo ometto li aveva seguiti e osservati e vide che il principe aveva con sé qualche moneta d’oro che aveva preso prima di partire e con cui aveva pagato l’alloggio per la notte.

La notte entrò nella stanza da letto dell’avventuriero, che dormiva pesantemente e afferrò le monete, ma appena toccò Lelly,l ei si svegliò e urlò a squarciagola, così il suo padrone si svegliò e legò il criminale, che nonostante ciò riuscì a scappare. Il mattino seguente Davide si alzò ed era confuso e stordito, ma poi ricordò l’accaduto e in seguito notò che l’ometto era scappato, ma aveva lasciato le monete sul pavimento, si tranquillizzò e si recò nella stanza sottostante per consumare una sostanziosa colazione e per prendere qualcosa da mangiare durante il cammino.

Dopo moltissime ore trascorse ad attraversare i paesini, il principe giunse davanti ad un bosco che lui non voleva attraversare perché sapeva che era pieno di banditi, ma fu convinto da Lelly, così i due inseparabili amici si inoltrarono nella fitta foresta. A metà del bosco, circondati solo da vegetazione, l’ ometto sbucò da dietro un albero e prese la piccola borsa con le monete a Davide, che fece un salto per lo spavento, ma che purtroppo non riuscì a trattenerlo a lungo e che quindi si fece rubare Lelly; tirò un calcio e un pugno al ragazzo, che cadde a terra e  così , il ladro, corse via. Non molto dopo Davide riprese i sensi si immobilizzò per ascoltare se sentiva i passi del rapinatore e poco dopo senti…”AHI!” e riconobbe la voce dell’ ometto che prima gli aveva ordinato di dargli i soldi. Così si mise a correre, prima seguendo la voce dell’”avversario”, poi della moneta magica, che finalmente libera potè chiamare il suo padrone. Quando il ragazzo arrivò, trovò le monete, ma non il ladro; si guardò intorno e ricominciò la sua avventura. Scese la sera, così si fermò, sotto una grande pietra e anche se non voleva, si addormentò.

Il giorno seguente ripartì all’alba e (seguendo le indicazioni di Lelly), poche ore dopo, si trovò davanti ad un muro, forato completamente da pietre, allora i due si disperarono e una lacrima finì su una foglia abbastanza grande e il muro scomparve. Dietro c’era un albero grosso, maestoso e antico che tutto d’un tratto aprì un occhio e disse: ”Gentile io sarò e una possibilità ti darò;  se l’indovinello risolverete, la fanciulla conoscerete. Davide si girò di scatto e rispose che era pronto. L’albero espose l’indovinello: “Quale frase è quella giusta? 1) 8+8 fa 15    2)8+8 fanno 15. Davide era stanco e ancora dolorante per le forti botte ricevute dall’ometto,  ma pronto e concentrato sulla domanda dell’albero. Dopo un paio di minuti rispose che nessuna delle due perché OTTO Più OTTO FA SEDICI. L’albero, stupito, che un ragazzo così giovane fosse riuscito a rispondere in modo correttosi spostò con calma e Davide si trovò davanti ad una cascata dall’acqua limpida, dei verdi monti e prati e poco più lontano da lui, una fanciulla dai capelli marroni, legati in una treccia nella quale erano infilati piccoli fiorellini colorati. Indossava un vestito azzurro chiaro, lungo fino alle ginocchia e con le maniche in pizzo e con una profonda scollatura. Il suo viso era di carnagione chiara e le labbra erano color lampone. I suoi occhi avevano una forma come quelli di un cerbiatto e che splendevano come i raggi del sole sul vetro. Appena la vide Davide rimase abbagliato dalla sua bellezza e le corse incontro e intanto frugava nella tasca per trovare Lelly, ma non la trovò e dopo capì che quella fanciulla era la sua amica moneta.

Quando la raggiunse le chiese il suo vero nome e lei rispose “Miele” e gli spiegò che era vittima di un maleficio e che solo l’uomo che sarebbe stato in grado di rispondere all’indovinello dell’ albero magico l’avrebbe potuta incontrare. Nessuno li vide più, ma girarono, per molti anni, voci che dicevano che Davide e Miele si fossero spposati e si fossero scambiati affetto e amore per tutta la vita. Il re morì e tutto il popolo festeggiò molto per questo motivo e anche perché sperava di rivedere il principe scomparso.

Giorgia Fossati, I B Secondaria, team del giornalino