LA PASSIONE SEGRETA DI BEATRICE

Per Beatrice non è stato facile esercitarsi per l’audizione, ma finalmente era lì, sul palco, dinnanzi alla giovane signora Barletti.

-Clavi Beatrice. Tredici anni. Pianoforte. La melodia è “Für Elise” di Ludwing Van Beethoven, dovresti conoscerla… inizia quando ti senti pronta, buona fortuna!-

Beatrice guarda il pianoforte con gli occhi di chi lo conosce bene, sfiora i tasti dal più grave al più acuto e inizia a suonare la semplice melodia; era la sua preferita, l’aveva provata un sacco di volte.

All’audizione ha suonato come non aveva mai suonato prima, non solo il pianoforte era di gran lunga superiore alla sua tastiera ma la musica che aveva suonato quel giorno non l’aveva mai suonata e ancora è tra le più belle che abbia mai suonato.

Quel giorno Beatrice aveva toccato i tasti del pianoforte con delicatezza ed evidente amore e, una volta finita la sua breve esecuzione, la signora Barletti, commossa e lacrimante, non ha potuto fare a meno di applaudire la ragazza.

-Cara ragazza… è stato bellissimo! Dovresti assolutamente frequentare il corso di pianoforte che si svolge qui ogni sabato, il maestro è un professionista… chiamo immediatamente i tuoi genitori per far sapere loro la stupenda notizia!-

Beatrice era fiera di se stessa, ma sapeva cosa sarebbe successo se la signora Barletti avesse chiamato i suoi genitori e lei non voleva assolutamente smettere di suonare, perché la musica era la sua ragione di vita e non avrebbe potuto vivere senza poter suonare.

-Professoressa, mi dispiace, mi dispiace tanto ma non può chiamare i miei genitori. Loro non sanno che io ogni giorno quando esco non vado a fare potenziamento di matematica ma suono la mia tastiera… non sanno nemmeno che la suono e tantomeno che la so suonare o che mi passa per la testa l’idea di suonarla! Considerano la musica una cosa spregevole, senza valore, se scoprissero che io suono e che ho questa passione verso la musica mi sequestrerebbero la tastiera e non mi farebbero più suonare! Io ci verrò a questo corso volentieri, molto volentieri ma la prego… non dica niente ai miei genitori o … o io… non potrò più suonare.-

Beatrice ha detto tutto velocemente, quasi facendo perdere il filo alla signora Barletti e all’ultima parola stava quasi per scoppiare a piangere.

La signora Barletti ha capito perfettamente la situazione in cui si trovava la ragazza e infatti ha fatto partecipare Beatrice al corso senza informare i genitori.

Dopo qualche mese….

-Mamma, papà! Il 6 giugno c’è lo spettacolo di fine anno, vi va di venire?-

I due genitori hanno accettato subito, entusiasti del fatto che la loro figlia si esibirà su un vero palcoscenico. Eppure loro non sapevano che cosa avrebbe fatto la figlia, forse recitazione, danza, lettura o poesia, di sicuro non pensavano che avrebbe suonato il pianoforte!

Beatrice era emozionatissima il giorno dello spettacolo e la signora Barletti sapeva benissimo perché: quel giorno i suoi genitori avrebbero scoperto che lei suonava il pianoforte ed esibirsi dinnanzi a loro avrebbe potuto provocare una brutta lite ma Beatrice non si sentiva più di nasconderlo, di mentire ai suoi genitori e allora invece di dirglielo a parole, ha deciso di dirglielo attraverso la musica.

-E ora è il turno di Beatrice Clavi che farà commuovere anche i cuori di pietra!-

Era seduta sullo sgabello e dinnanzi a sé c’era il pianoforte su cui aveva suonato quando aveva fatto l’audizione. Nel giro di un secondo per la mente di Beatrice è passata tutta la sua vita musicale, tutte quelle volte in cui era triste perché una determinata melodia non le usciva bene ma anche tutte quelle volte in cui era stata felice per i piccoli successi ottenuti. In quel momento si trovava alla sua prima esibizione che avrebbe potuto anche essere l’ultima.

Dopo un sorriso al pubblico Beatrice ha iniziato a suonare una delle più belle melodie che conosceva, L’Estate di Antonio Vivaldi.

L’aveva provata talmente tante volte nell’ultima settimana che lo spartito non le serviva più, la sapeva ormai a memoria. Si sentiva felice e il cuore non aveva mai battuto più velocemente, le sembrava che da un momento all’altro sarebbe uscito fuori dalla camicia.

Una volta finito di suonare, si è alzata in piedi e ha fatto un timido inchino al pubblico, tutti avevano un fazzoletto in mano e applaudivano come se avesse vinto l’oro alle Olimpiadi. Il suo sguardo era però rivolto ai genitori e quando ha visto che anche loro applaudivano con il sorriso stampato in faccia si è finalmente rilassata e sentita in pace dopo tanto tempo.

Beatrice ha poi fatto il conservatorio e ora è una delle migliori pianiste del mondo e i suoi genitori hanno capito che la musica è una cosa importante che suscita sentimenti ed emozioni in chi l’ascolta.

Alexia Branzea, II C Secondaria,

team del giornalino