IL COCCODRILLO CAMPAGNOLO

In una calda giornata d’estate, alle sei del mattino, mi svegliò il campanello. Ancora del tutto assonnata, sono andata ad aprire la porta. Appena ho aperto la porta, mi sono trovata davanti una creatura verde, che sembrava un coccodrillo, ma non ne ero sicura, perché poteva essere il sonno che giocava un brutto scherzo. Allora mi sono strofinata gli occhi un paio di volte, e finalmente ho avuto la conferma che era un vero coccodrillo su due zampe con un cappello in paglia. L’ unica cosa che sono riuscita a dire era: “Posso aiutarla?”.

Il coccodrillo mi guardò per un istante e poi disse con una voce molto profonda: “Hai del rosmarino?” In quel momento mi veniva da ridere, perché, tra tutte le cose che mi poteva chiedere un coccodrillo, perché proprio il rosmarino? Doveva utilizzarlo per un contorno o per un primo piatto? Che cosa stramba!

Mentre ridacchiavo sotto i baffi, gli ho detto di no, perché non volevo sprecare un intero rametto di rosmarino per darlo al primo coccodrillo campagnolo che passa. Appena gli ho dato la mia risposta, lui se ne era andato, ma secondo me aveva in mente qualcosa.

Il giorno è passato velocemente, ma non la notte. Infatti quella sera sentivo continuamente dei rumori strani, così sono andata a controllare. Dopo venti minuti di rumore, ho realizzato che venivano dalla cucina. Dopo aver scoperto da dove provenivano questi suoni, mi sono diretta lì e sono rimasta scioccata.

Il coccodrillo campagnolo di quella mattina stava mangiando tutto il cibo al rosmarino che avevo, ecco cosa lo circondava: piatti rotti, bicchieri in pezzi, frigorifero aperto con dentro contenitori completamente vuoti e addirittura il coccodrillo aveva rotto il mio servizio da tè fatto in ceramica! Che disgrazia! Per chiudere in bellezza il campagnolo era sdraiato sul mio tavolo in vetro, ormai scheggiato, e russava a tutto volume.

Avevo voglia di trasformarlo in una borsa, ma era tardi e la mattina dopo dovevo andare dovevo andare a lavoro, così mi sono inventata uno stratagemma per spedirlo letteralmente via dalla mia vita.

Così, il pomeriggio del giorno seguente, sono andata al supermercato a comprare tutti i deodoranti spray al rosmarino che avevano. Quando sono arrivata a casa, il coccodrillo campagnolo stava dormendo. Mentre dormiva ne ho approfittato per spruzzare i deodoranti dentro una cassa destinata a Miami.

Quando il coccodrillo si è “finalmente” svegliato, ha sentito subito l’odore di rosmarino, come pensavo, ed è entrato nella cassa. Io in fretta e furia l’ho chiusa con più scotch possibile e l’ho consegnata alle poste.

So di essere stata un po’ crudele con quel coccodrillo, ma ho dovuto farlo. Alla fine di tutta questa storia mi sono chiesta solo un’ultima cosa: “Ma cosa è successo?”

Alice Maio, I D Secondaria, team del giornalino