UN GIORNO VISSUTO “DA ERCOLE”

Il giorno 07/04/2017, due delle classi prime (compresa la mia), con due professori per classe, sono andate in gita al Museo archeologico di Milano.

Subito usciti da scuola siamo andati alla fermata dell’autobus più vicina che c’ era e abbiamo preso il primo bus che è arrivato; dopo qualche minuto arrivati a San Donato abbiamo preso la metropolitana.

Scesi dalla metropolitana alla fermata “Duomo”, abbiamo fatto un tragitto a piedi per arrivare direttamente a destinazione.

Già dall’ entrata si intuiva lo scopo dell’edificio, un’entrata senza porta, alta, larga e con delle colonne doriche con tanto di scale. Dopo aver varcato questa soglia, che già mi aveva fatto prestare attenzione, si scorgono dei reperti di origine romana; tutto ciò all’ aperto con tanto di prato.

Entriamo nel vero e proprio museo dove incontriamo la guida che ci spiega il programma: una classe farà il laboratorio mentre l’altra visiterà la parte della “Grecia antica” per poi fare a cambio.

Appoggiamo tutti gli zaini su dei ripiani; la mia classe ha fatto prima la parte “Grecia antica”: si sale al piano di sopra, ci sono scale e ascensore ma noi prendiamo le scale, per trovarci davanti una porta che ci conduce in un grande stanza piena di vetrine.

Queste vetrine contengono reperti con diverse forme e dimensioni, però principalmente uno stesso oggetto: anfore. Ci siamo fermati alla prima vetrina dove troviamo delle anfore di diversi tipi crateri, kyilix, brocche e piatti per mangiare pesci.

Ma la cosa che salta di più all’ occhio non sono la forma ondulata o le anse, bensì le decorazioni! Le decorazioni sulle anfore possono essere di due coppie di colori: arancione/rosso su nero oppure nero su arancione/rosso, ma come si faceva a rendere dei vasi d’ argilla colorati e disegnati così bene? La risposta è semplice: basta prendere il vaso d’ argilla modellato e cuocerlo poi dipingere solo la sagoma di un uomo per esempio e poi farlo ricuocere. Dopo la seconda cottura dell’anfora bisogna grattare con qualcosa di molto fine e grattare via il primo strato di colore. Dopo averci spiegato questo, la guida ci ha fatto fotografare la vetrina.

Va avanti così per ancora qualche vetrina e poi, arrivate le ultime due vetrine, c’è una sorpresa: non ci sono più solo anfore ma anche altri reperti che raccontano la storia di un personaggio famoso dell’epica: Ercole. Così la guida ci ha raccontato la storia di Ercole e delle sue fatiche.

L’ ultima vetrina è un po’ un riassunto di tutto, e c’è un oggetto particolare: era un oggetto in bronzo che serviva agli atleti greci per pulirsi dopo le gare, il kylix.

La parte sulla “Grecia antica” finisce qui e infatti è il momento di andare a fare la parte interattiva.

Non per caso nella parte precedente abbiamo ricordato le fatiche di Ercole: infatti il laboratorio era proprio su questo. Il laboratorio si è svolto così: prima un’attrice ci ha riassunto le fatiche con le rispettive storie, successivamente la classe si è divisa in gruppi, ogni gruppo doveva interpretare la fatica scelta. Abbiamo quindi preparato le nostre esibizioni e le abbiamo rappresentate ai nostri compagni, tra applausi e risate. Una volta finita la parte interattiva ce ne siamo andati dal museo.

Per tornare a scuola abbiamo fatto questa strada: prima di tutto siamo andati fino alla metro a piedi, fermandoci per fare una foto di classe poi, arrivati nuovamente a San Donato abbiamo ripreso l’autobus che ci ha lasciati un po’ lontani dalla scuola, ma nessun problema! Un po’ di moto non ci ha mica fatto male.

Insomma dopo una giornata piena di arricchimento culturale e nuove scoperte siamo tornati a scuola, dove abbiamo parlato di come era stata l’uscita per tutti, e al quanto pare i giudizi erano positivi.

Matteo M.,  Secondaria

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