IL CAMBIAMENTO NASCE DA OGNUNO DI NOI

Il 10 aprile le classi seconde della scuola “Rita Levi Montalcini” si sono recate ad una conferenza sulla mafia al teatro degli Arcimboldi a Milano.

Appena entrati a teatro le classi si sono accomodate su una balconata da cui, grazie anche ad un proiettore, si poteva seguire in modo chiaro la conferenza.

Gli ospiti presenti alla conferenza erano la referente di Libera a Milano, Lucilla Andreucci, Don Luigi Ciotti e Don Virgilio. Per inconvenienti non sono potute essere presenti Simona Dalla Chiesa, figlia del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, e la sorella di Paolo Borsellino, Rita.

Una suora ha iniziato la conferenza premettendo che qualcosa sarebbe cambiato in noi dopo avervi partecipato. Di seguito sul grande schermo è stato proiettato un video di Rita Borsellino, in cui lei stessa diceva che i fatti importanti non devono essere solo ricordo, ma memoria per il futuro.

La conduttrice della conferenza, Lucilla Andreucci, ha iniziato col chiedere a Don Luigi e a Don Virgilio quali furono i fatti che li indussero a scegliere di vivere e combattere da preti contro la mafia.

L’esposizione di Don Luigi ha colpito in particolare per due fatti raccontati: il prete ha infatti narrato all’auditorio la sua esperienza di gioventù, quando a diciassette anni viveva a Torino in una baracca, con una famiglia povera, ma dignitosa. Fu proprio lì, a Torino, che tornando da scuola vedeva sempre un barbone seduto sulla stessa panchina che leggeva e sottolineava un giornale. Un giorno, ritrovandolo ancora da solo sulla panchina, gli offrì un caffè e diventarono amici, così il barbone, che in verità era un dottore povero, chiese a Don Luigi di aiutarlo a salvare coloro che si drogavano.

Il secondo incontro significativo fu quello di Don Luigi con una donna povera di campagna che perse il figlio, agente di scorta di Falcone, nella stessa maniera in cui morì il magistrato a Palermo. Questa donna presa dalla disperazione afferrò le mani del prete e gli chiese come mai il nome di suo figlio non venisse mai nominato quando anche lui aveva il diritto di essere ricordato.

Il pubblico ha ascoltato in silenzio la testimonianza di Don Luigi, affascinato dal racconto e dall’emozione che traspariva dalle parole del prete.

Poi i relatori hanno lasciato spazio alle domande ed un ragazzo della nostra scuola ha chiesto che cos’era la mafia. Don Virgilio e Don Luigi Ciotti hanno spiegato che la mafia è un insieme di persone criminali la cui forza sono le relazioni sociali e il cui  copo è quello di fare denaro e avere potere attraverso forme di intimidazione e violenza nei confronti dei più deboli. Chi si oppone e non si piega alla mafia viene ucciso.

La mafia sceglie delle date precise per uccidere le persone che hanno il coraggio di combatterla, come per esempio Don Pino Puglisi che venne ucciso il giorno del suo compleanno. Il suo scopo è quello di ricordare a chi resta la potenza del clan mafioso e la punizione che verrà inflitta a chi non obbedisce alle sue regole.

Da questa conferenza si possono trarre alcuni messaggi:

  • DOBBIAMO RIEMPIRE LA VITA DI VITA;
  • NON POSSIAMO PERMETTERCI DI ESSERE SPETTATORI E DI ESSERE OMERTOSI;
  • IL CAMBIAMENTO CHE DESIDERIAMO NASCE DA OGNUNO DI NOI;
  • LA MAFIA È PIU’ DEBOLE SE TUTTI NOI SIAMO CORAGGIOSI;
  • LA LOTTA ALLA MAFIA È UNA LOTTA DI LEGALITA’ E CIVILTA’.

Posso concludere dicendo che la conferenza mi ha insegnato a capire meglio cos’è la mafia e come tutti insieme possiamo combatterla.

Sara M., Secondaria

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