STOP ALL’INGIUSTIZIA

“Una ragazza come tutti noi, con voglia di vivere e divertirsi, con un’intera vita davanti e tante opportunità, viene strappata dalla sua famiglia per un errore.”

Annalisa Durante era una ragazza di Forcella (Napoli) con tanti desideri nel cuore, e alcuni si realizzarono mentre altri non hanno fatto in tempo…

Questa giovane scriveva in diario segreto, era un libricino dalla copertina blu con un cuoricino rosso. Annalisa ci scriveva dentro i suoi desideri, come un piercing o uno scooter, i suoi segreti come l’amore per Francesco ma anche cose a dir poco inquietanti. Sembrava sapesse che non avrebbe vissuto a lungo, aveva paura di stare a Napoli, non riusciva ad immaginarsi lei da adulta; era come un presentimento che l’aveva avvisata, lei non avrebbe vissuto ancora per molto tempo e non sarebbe mai diventata adulta.

Il 27 Marzo 2004 Annalisa e una sua amica uscirono senza sapere che quel giorno ci sarebbe stata una sparatoia che presumibilmente voleva come vittima Salvatore Giuliano. E mentre passeggiavano per Forcella partirono quattordici colpi, uno di essi colpì la povera Annalisa.

La famiglia si affacciò dalla finestra e la vide, stesa sull’asfalto, immobile. Gli occhi verdi spenti, i capelli dorati incollati alla strada. Morta.

Annalisa Durante era morta, e perché? Per un errore, si è trovata al posto sbagliato nel momento sbagliato e questo ha causato la sua morte.

Eppure, anche se è morta ben tredici anni fa lei è ancora viva in sette persone abitanti questo pianeta: la famiglia della ragazza ha deciso di donare i suoi organi ancora funzionanti, così che Annalisa non sia morta invano e infatti ha salvato ben sette vite.

Lei era innocente, non meritava una pallottola in testa.

Il problema più grave è che lei non è l’unica vittima innocente della mafia, ci sono tanti, uomini e donne, ma anche altri ragazzi che hanno abbandonato questo pianeta per uno sbaglio, proprio come Annalisa.

Dobbiamo portare rispetto ed avere pietà per queste persone, e dobbiamo combattere questa mafia. Non possiamo stare a guardare mentre i mafiosi si uccidono l’un l’altro o uccidono persone che camminano da quelle parti. Non possiamo stare a guardare mentre persone, che potremmo essere noi, muoiono per un errore.

Non possiamo stare a guardare, dobbiamo agire.

Alexia B., team del giornalino

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