“L’AMICO RITROVATO”

Questo romanzo racconta di un’amicizia sofferta, per il fatto che, quando tutto sembra andar bene, i due protagonisti, Hans e Konradin, si devono separare: Hans infatti era ebreo e a quei tempi, gli ebrei non erano bene accetti nella Germania di Hitler.

Siamo a Stoccarda, nel 1932. Tutto inizia con l’arrivo di un nuovo compagno di classe, Konradin, principino di nobile famiglia, nello stesso liceo che frequenta l’ebreo Hans. Hans trova subito qualcosa che lo colpisce in lui, tant’è che decide che prima o poi sarebbero dovuti diventare amici. All’inizio il nuovo arrivato lega solo con i ragazzi del suo stesso ceto sociale, ovvero ragazzi provenienti da  famiglie nobili e di certo non pensa a quelli come Hans, di famiglia borghese. L’amicizia fra i due nasce dopo svariati tentativi, compiuti da Hans per attirare l’attenzione del principino, dai capelli biondi e atteggiamenti perfetti.

Finalmente quando stringono un forte legame l’uno verso l’altro, Hans invita Konradin a casa sua e gli presenta i suoi genitori: sua madre, una bellissima e dolcissima donna e suo padre, un eccellente medico ebreo. Hans si aspetta che anche l’amico lo inviti a sua volta a casa sua, ma questo avviene solo dopo molto tempo, quando i suoi  genitori non erano in casa. Quando i due assistono al Fidelio di Beethoven, in un teatro della loro cittadina, Konradin, nell’intervallo finge di non vedere Hans e lo ignora per tutta la durata dello spettacolo. Giorni dopo Hans chiede spiegazioni all’amico dell’accaduto e questi gli rivela che i suoi genitori non vogliono che frequenti un ebreo, in particolare la madre, perché è una grande seguace di Hitler; e allora il dittatore sosteneva già le sue leggi razziali contro la razza ebrea. Dopo i primi episodi di discriminazione a scuola, i genitori di Hans, scelgono di mandarlo a studiare in America da alcuni parenti per cercare di dargli la possibilità di vivere un futuro migliore. Hans accetta, solo perché ormai aveva capito che tra lui e Konradin niente sarebbe stato più come prima. Hans prima di partire riceve due lettere e col tempo, queste diventano tre…                                                                                                                                                                                                 A parer mio, la parte più bella del romanzo è il finale, da cui si capiscono molte cose, e il tema della shoah, raccontato dal punto di vista di un ragazzo di sedici anni, così come  il tema dell’amicizia, arricchiscono le conoscenze del lettore, e  con un finale, sicuramente toccante, lo fanno riflettere molto; e questa cosa è molto importante, perché, imparando dagli errori del passato, si spera che in futuro questi errori, dalle gravi conseguenze, non si ripeteranno  mai più. Sicuramente, oltre a far riflettere sul tema dell’amicizia, il romanzo fa riflettere molto sul razzismo, nazismo e sulla bruttezza dei pregiudizi: dall’atteggiamento sbagliato della madre che impedisce al figlio di vedersi con il suo migliore amico solo perché era ebreo, rovinando la vita e l’amicizia ad entrambi, si capisce l’importanza di essi.

Quindi, invito voi lettori, del giornalino SMS, a non giudicare gli altri solo dall’apparenza, o avere pregiudizi sulle persone solo perché sono di razza, religione, nazione diversa; anzi, la diversità è fondamentale per rendere ogni singolo individuo unico!

Concludendo, vi consiglio vivamente di comprare e leggere questo libro, “L’amico ritrovato” di Fred Uhlman, per capire l’importanza dell’amicizia, degli errori commessi in passato e in questo caso pensieri e azioni razziste, e  capire quanto è importante non avere nessun tipo di pregiudizio su nessuno!

Chiara R., team del giornalino