PAURA NEL BOSCO FANTASMA– V episodio

“Mi risveglio, sono in un tunnel, ma ora so che tutto quello che sta accadendo non è reale. Credo che sia una specie di allucinazione provocata dall’iniezione di mia madre.

La ragazza che ho conosciuto nella grotta è sparita. Sarà finita da un’altra parte. Ora non posso più fare niente per lei.

So che per uscire da questo incubo non devo far altro che pensare. Mi trovo quasi sempre nel luogo adatto al mio stato d’animo. E ora mi sento oppressa da queste allucinazioni. Niente di meglio che un tunnel, soprattutto per una che soffre un po’ di claustrofobia.

Penso a casa, a mia madre, ai miei amici. Non mi importa più di dove sono, voglio solo tornare a casa. Mi concentro su quel luogo con tutta la mia anima. Non succede niente, perciò mi incammino lungo il tunnel, sempre concentrata. La strada è molto lungo, ma finalmente vedo una luce. Quando sbuco dalla galleria, sono di nuovo nel punto in cui sono stata aggredita dai fantasmi. Il tunnel dietro le mie spalle è sparito, come se non fosse successo niente. Appoggiato su un masso c’è il mio zaino con l’acqua e le ciliegie. Lo apro. Dentro l’acqua è ancora fresca e le ciliegie sono ancora perfette come quando le ho prese. Mi incammino per il sentiero e sbuco subito nel villaggio in cui abito. Quando entro in casa controllo l’orario. Mezzogiorno e mezza, l’ora in cui torno sempre a casa. Sembra proprio che non sia successo nulla nel bosco. Tutte allucinazioni. Meglio non dire niente a nessuno.

-Brava, vedo che hai superato la prova. – è la voce di mia madre. Allora lei lo sa. Allora mi ha fatto quella puntura non per il mal di schiena ma per farmi fare questa “prova” come la chiama lei.

-Mamma. Perché?  Perché mi hai fatto fare questo incubo?

-Perché dovevo. È la prova per entrare nella nostra comunità. In realtà nel nostro villaggio non siamo solo persone normali. Facciamo parte di un gruppo di persone che protegge il mondo dall’autodistruzione. E tu ora sei una di noi.”

Fine

Lucilla C., team del giornalino