IN VIAGGIO CON LUDWIG

Vi faccio una domanda: esiste un modo per spiegare a dei tredicenni la musica?

Ma soprattutto: esiste qualche tredicenne che possa dire di aver mai provato la musica sulla propria pelle?

Dei ragazzi così esistono, datemi retta. E ve lo posso dire con assoluta certezza perché il 10 gennaio 2018, le nostre prof hanno avuto un’idea davvero splendida: portarci a vedere lo spettacolo “Io, Ludwig van Beethoven”

No, non sto esagerando: era davvero uno spettacolo che, oltre ad essere stupendo, ha fatto capire a molti di noi cosa fosse la musica.

E sapete come? Semplicemente raccontandocela.

Niente effetti speciali sofisticati, niente illuminazione pazzesca; solo un attore, Corrado d’Elia, che ci raccontava Beethoven recitando un monologo seduto su una sedia, con sette quadratini bianchi che gli fluttuavano di fianco per rappresentare le sette note musicali.

Eppure, grazie al quel monologo, per un’ora ragazzi e prof hanno smesso di essere al Teatro Litta; per un’ora abbiamo viaggiato attraverso l’Europa insieme a Beethoven e alla sua musica, siamo stati a Vienna, a Bonn, a Praga.

Ma il viaggio più bello non è stato questo, perché mentre giravamo per l’Europa abbiamo fatto anche un altro viaggio, ancora più emozionante: abbiamo viaggiato dentro alla mente di Beethoven, abbiamo scoperto quel che passava per la testa di quel genio, cosa pensava, cosa amava, abbiamo sofferto insieme a lui quando ha scoperto di essere sordo, abbiamo diretto insieme a lui l’orchestra che per la prima volta ha suonato la “nona sinfonia” e soprattutto abbiamo capito.

Abbiamo capito cosa significasse essere un genio della musica ed essere sordo, cosa volesse dire comporre della musica eccezionale senza neanche poterla ascoltare e, alla fine, abbiamo capito che la musica di Beethoven non era solo musica, ma un modo per parlare, per comunicare con un mondo che Beethoven non poteva più sentire.

Per questo penso che questo spettacolo non ci abbia spiegato solo Beethoven, la sua musica e la sua vita, ma la musica in generale, ci ha spiegato che per capire la musica bisogna entrare nel compositore, capire cosa provava, chiudere gli occhi e poi… lasciarsi stupire!

Elisabetta M., Secondaria, team del giornalino

3 commenti su “IN VIAGGIO CON LUDWIG”

  1. Grazie Elisabetta. La tua recensione mi fa capire che la scelta è stata azzeccata. Anche Corrado D’elia Dovrebbe leggerla. Credo che lo faresti felice.

  2. Cara Elisabetta, ho letto il tuo bell’articolo.
    Sono felice innanzitutto che lo spettacolo ti sia piaciuto e che tu abbia inteso come la magia del teatro possa non solo avvicinare all’arte ma aiutarci a percepirne le vette più alte.
    Complimenti per il tuo stile di scrittura molto lucido e chiaro.
    Se diventerai una giornalista, spero un giorno tu possa scrivere una recensione di un mio spettacolo su un importante giornale nazionale.
    Un abbraccio forte
    A presto
    Corrado d’Elia

  3. Cara Elisabetta,
    sembra che Corrado d’Elia ti conosca di persona, per come ha saputo cogliere la tua passione e il tuo talento per la scrittura! Spero anch’io di poter leggere un giorno una tua recensione su un importante quotidiano nazionale di uno spettacolo di Corrado d’Elia. Ne approfitto per ringraziarlo moltissimo perché vi ha fatto fare esperienza di quella che lui chiama “la magia del teatro”, cosa difficile per un insegnante da spiegare a parole. Tu, Elisabetta, ti sei lasciata trasportare in quel magico viaggio e ne hai restituito perfettamente l’atmosfera nel tuo pezzo. Grazie anche a te!
    D’ora in poi quando dovrò spiegare ai miei futuri alunni cosa significa fare teatro ed assistere ad uno spettacolo teatrale farò leggere loro il tuo articolo e … li porterò a vedere uno spettacolo di Corrado d’Elia!

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