IL VIAGGIO DI FANNY

Il viaggio di Fanny è un film uscito ufficialmente in Francia nel 2016 e nelle sale italiane nel 2017.

La regista è Lola Doillon, prima di girare il film ha intervistato Fanny Ben Ami, la donna dalla cui esperienza di vita è tratta questa storia. Fanny ha 86 anni e attualmente vive a Tel-Aviv, in Israele.

Il film parla di una ragazzina di nome Fanny che insieme alle sue due sorelle (Georgia ed Erica), durante la seconda guerra mondiale, viene portata in un orfanotrofio perché ebrea. Questo orfanotrofio si chiamava OSE e si occupava di tenere al sicuro dai nazisti e di accudire i bambini che gli venivano portati nella speranza di salvarli dai campi di concentramento.

Quando un giorno il prete della parrocchia denuncia i bambini dell’orfanotrofio, loro sono costretti a scappare in un altro OSE. È l’estate del 1943, all’inasprirsi dei rastrellamenti dei Nazisti, i bambini cercano in tutti i modi di arrivare al confine della Svizzera per mettersi in salvo. All’improvviso la direttrice dell’orfanotrofio non si presenta all’appuntamento che si erano dati e, preoccupati, i bambini si ritrovano abbandonati a loro stessi e scelgono come capo Fanny, che si rivelerà in seguito molto responsabile e coraggiosa guidando un gruppo di undici bambini, tra cui alcuni molto piccoli, fino in Svizzera.

Durante il lungo e faticoso viaggio vengono catturati e liberati oltre a essere nascosti da contadini, allevatori e altre persone che rischiano la vita solo per salvare dei bambini.

Perché dovremmo vedere questo film? Innanzi tutto la storia è molto coinvolgente e allo stesso tempo toccante. Il film è avventuroso e ci si può addirittura immedesimare in Fanny, capire e sentire le sue emozioni. Aiuta a riflettere anche sull’effetto che l’olocausto ha avuto sui bambini, che un giorno giocavano spensierati e quello dopo si ritrovano a lottare per la propria vita senza nemmeno capire cosa stia succedendo.

È adatto anche a un pubblico di bambini, nonostante appartenga al genere drammatico. Non ci sono vere e proprie scene divertenti, poiché la storia non lo è, ma ci sono momenti di spensieratezza e di gioco che solo un bambino potrebbe vivere in una situazione del genere. Se dovessimo dare un voto a questo film daremmo 10! Sia per le riprese, sia per l’idea, per i costumi e la storia. Lo consigliamo caldamente come ricordo della giornata della memoria.

Emma C. e Francesca M.,

Secondaria, team del giornalino