L’ALBERO DEL GIORNO E DELLA NOTTE

Il tempo si fermò quando i due s’incontrarono e si guardarono per la prima volta, ma partiamo dall’ inizio…

Moon e Sun, portatori del giorno e della notte, abitavano in un grosso albero: l’Albero Del Tempo.

Come al solito, Moon, figlia del Sole, scattate le 24 ore, uscì dall’albero per lasciare il posto a Sun, figlio della Luna. Era pronta a correre nella vasta valle in cui si trovava l’albero, per incontrare la sua fidata amica Flora, come ogni mattina. Flora l’aspettava seduta su una vecchia panchina in legno circondata da meravigliosi fiori. –Ciao Moon!- gridò Flora vedendo l’amica arrivare in lontananza. -Ciao!- la salutò Moon; le due amiche pronte per andare a scuola presero lo zaino e s’incamminarono verso la fermata dell’autobus.

Appena arrivate, per completare la routine mattiniera, non poteva mancare la bulla di turno, Cloe, pronta ad insultare con stupide frasette, del tipo: -Comprate i vestiti nel negozio di vostra nonna?! Avete uno specchio a casa vostra?! A me non sembra.-

Ma Moon e Flora la evitarono tranquillamente, senza soffermarsi su quegli stupidi insulti.

La giornata passò rapidamente, purtroppo, però, le due si dovettero salutare presto perché Moon, al tramonto, doveva tornare nell’Albero Del Tempo, per terminare la giornata.

Si recò davanti all’albero, appoggiò sul grande tronco la sua mano sinistra e come per magia diventò parte di esso.

In quell’esatto istante uscì Sun, figlio della Luna, pronto per trascorrere una notte da urlo in compagnia del suo migliore amico Nefer! Quella notte sarebbero andati nel bosco di Mintaka per una fantastica festa intorno al fuoco.

Insieme, i due, si diressero verso il bosco, quando ad un certo punto Sun trovò tra l’erba un meraviglioso ciondolo oro a forma di sole; lo raccolse, si fermò per guardarlo, e notò che combaciava con il suo, che era d’argento e a forma di luna.

Sun senza farsi troppe domande, si mise il ciondolo intorno al collo e andò a festeggiare insieme a Nefer.

Durante la festa, il ragazzo, perse la cognizione del tempo e accorgendosene troppo tardi, corse all’albero, spaventato per quello che sarebbe potuto succedere.

Arrivò vicino all’albero, ma ormai era troppo tardi, Moon infatti stava già per uscire; Sun le gridò di fermarsi, lei si voltò e in quell’esatto istante, quando i due si guardarono per la prima volta, il tempo si fermò! Il cielo sembrava diviso a metà: da una parte c’era la notte, ricoperta da infinite stelle, e dall’altra il giorno, con tutte le sue magnifiche creature. Moon notò che al collo del ragazzo, c’era legato il suo ciondolo, così, gli chiese: -Chi sei tu?! E perché hai al collo la mia collana?!- Sun le rispose: -Io mi chiamo Sun, sono il portatore della notte, e questo ciondolo l’ho trovato tra l’erba, qui nelle vicinanze. E invece, tu chi sei?- le domandò il ragazzo; Moon non gli rispose, “meglio non fidarsi degli sconosciuti” pensò la ragazza, così, gli strappò la collana dal collo e se la mise in tasca…

Precisamente tre minuti dopo, la portatrice del giorno, decise di presentarsi: -Comunque, io sono Moon, figlia del Sole- ; i due continuarono ad osservarsi  fino a quando i loro ciondoli, contemporaneamente, iniziarono a brillare. Capirono solo allora, di avere qualcosa in comune … Entrambi avevano la testa piena di domande, ma non trovavano il coraggio di domandare l’uno all’altro tutto ciò che passava loro nella mente; così, senza che nessuno dicesse niente, si abbracciarono e decisero di fare un patto: incastrare i loro ciondoli nel tronco dell’albero, e giurare di vedersi sempre, ogni giorno, per scoprire nuove cose l’uno dell’altro. Questo spiega il motivo per cui durante l’inverno, il buio sembra quasi interminabile e durante l’estate la luce sembra quasi infinita: Sun, in inverno, arrivava sempre qualche minuto più tardi, mentre un Moon, lo stesso, ma di estate.

Dopo un po’ di tempo, nei cuori dei due ragazzi, iniziò a nascere un sentimento d’amore. I ragazzi si amavano alla follia, senza sapere, che in realtà, i due erano, sono e per sempre saranno fratelli…

Antea O. e Margherita M., Secondaria, team del giornalino