6 APRILE 2018

 

Si celebra il 6 aprile la “Giornata mondiale dello Sport”, indetta dalle Nazioni Unite per promuovere il valore dello sport nella coesione sociale e nello sviluppo. Essa viene celebrata ogni anno in tutto il mondo in memoria della data di inizio dei primi Giochi Olimpici dell’era moderna, esorditi appunto ad Atene il 6 aprile del 1896.

Scopo della celebrazione è contribuire ad accrescere la consapevolezza del ruolo storico svolto dallo sport, in tutte le società, nella trasmissione di valori positivi come la promozione di istruzione, salute, sviluppo, pace, parità di genere ed integrazione sociale.

È molto positivo, a mio avviso, che si celebri questa giornata e che si possa ricordare con attività sportive e manifestazioni i diversi valori che lo sport insegna.

Sin dall’inizio queste tematiche sono state materia d’insegnamento, pratico e teorico, di ogni mio personale studio sin dall’Università fino ai corsi di aggiornamento ed abilitazione nelle sedi delle Federazioni Sportive.

Mi ha sempre interessato e profondamente colpito, in questi ambienti, l’idea che lo SPORT di qualsiasi natura, collettivo e/o individuale aiuti ad assimilare regole, imparare a condividere momenti di sana convivenza civile. Questa visione dello SPORT, a mio parare, deve essere la base di partenza sia per chi svolge un’attività agonistica sia per chi svolge un’attività ricreativa o ludica e a maggior ragione per chi ha scelto lo sport come professione.

Purtroppo ascoltando ragazzi e ragazze delle scuole dove lavoro, essi mi confessano di incontrare nel loro percorso allenatori e/o genitori che inculcano solo il principio della vittoria sempre ed ad ogni costo, con frasi del tipo “I secondi non li ricorda nessuno” oppure “L’importante è vincere, non partecipare”.

E purtroppo tutto ciò è anche insegnato con tecniche e modalità totalmente scorrette, sia sul piano verbale e soprattutto fisico come se “il fine giustificasse i mezzi”!!!!!!!!!!

Il messaggio che trasmetto ai ragazzi a scuola, durante le ore di educazione fisica, ed ai bambini dai 6 ai 10 anni che ho allenato sino ad oggi, è quello di svolgere attività sportiva con impegno, concentrazione, usando le proprie capacità per dare il meglio di sé stessi, imparando a riconoscere ed essere consapevoli dei propri limiti e delle proprie risorse.

Concludo con lo stesso consiglio che trasmetto agli alunni delle classi III della scuola Secondaria di Primo grado e cioè di poter svolgere nella vita un’attività sportiva, ad intensità moderata e protratta nel tempo, che li faccia sentire in buona forma fisica, perché ciò li aiuterà ad accrescere la fiducia nei propri mezzi, la propria autostima e la disponibilità all’interazione con gli altri.

BUONO SPORT A TUTTI!

Prof. Davide Tienghi