LA RIVOLTA DELLE ANIME – Episodio 1

“Non so cosa sia successo nella mia vita. Un giorno, all’improvviso, tutto è cambiato. E niente è più stato come prima. Le esperienze che ho vissuto, mi hanno cambiata per sempre. E anche se ora tutto è tornato alla normalità, niente lo è più. Non so quale sia stato il momento di svolta, cosa esattamente abbia scatenato tutto questo, cosa abbia stravolto la mia vita. Ma una cosa so. Che la mia vita non è più la stessa. Che io non sono più la stessa.”

Famiglia normale, vita normale. La mia vita è indubbiamente molto noiosa. Ogni mattina mi alzo alle 7 della mattina, mi vesto, faccio colazione e vado a scuola. Ogni pomeriggio alle due esco da scuola, prendo il pullman per casa mia, mangio, faccio i compiti. Alle quattro arrivano a casa mia mamma e i miei due fratelli.

Oggi sono contenta. Finalmente è successo qualcosa di interessante nella mia vita: ho perso il pullman per tornare a casa. Dovrò camminare fino a là. È un evento straordinario nella mia vita normale. Altre cose straordinarie che sono successe nella mia vita? La mia nuova vicina di banco. Assolutamente strana, per niente normale. Di sicuro lei ha una vita totalmente diversa dalla mia. Ma non serve conoscere le sue abitudini per sapere che tipo è. Basta guardarla negli occhi. Sono verdi, come non ne ho mai visti in tutta la mia vita. Non il solito verde degli occhi delle persone, opaco, un po’ tendente al grigio. I suoi occhi sono di un verde brillante, come quello di una fogliolina che a primavera, timidamente esce dalla sua casa, protetta e calda, e si espone al Sole, al vento, alla vita.

Strano vero? Non riuscirei mai a chiamarla Viola. Viola. Per me lei si chiama Verde.

Verde è intelligente e in tutte le materie ha sempre il massimo dei voti. Non essendo molto socievole, sarebbe presa in giro da tutti se non fosse che è bravissima anche in ginnastica e che quando la scuola ci ha portati a fare una lezione di tiro con l’arco, lei ha centrato sempre il bersaglio. Da allora tutti hanno paura di lei e sono circolate leggende metropolitane in cui si dice che lei sia una strega, che porta un arco invisibile sempre con lei e che se qualcuno la disturbasse lei gli tirerebbe una freccia contro.

Ovviamente io non credo a queste leggende, per me lei è verde, strana, può sembrare pericolosa ma è innocua. Nessuno le parla. Tranne una persona. Una mia amica che piace a tutti e che è simpatica con chiunque. Un’altra cosa strana nella mia vita. Ne stanno accadendo fin troppe ultimamente. Ma la mia vita resta sempre banale e… per un istante vengo accecata dalla luce del Sole, sento le gambe non reggermi più, vedo tutto girare e mi ritrovo per terra. Poi una voce mi sussurra: “Non tornare a casa” …

Mi ritrovo per terra, in una posizione innaturale, lo zaino un metro più avanti. Mi alzo. Non capisco cosa sia successo. Ripenso a quello che mi è accaduto. E all’improvviso mi viene in mente una cosa. Oggi non c’è il Sole. Non posso aver preso un colpo di sole. Questo è molto strano. Penso che sia meglio tornare a casa.

Cammino ancora un po’ traballante. Penso che tutto quello che mi è successo sia solo dovuto alla fame. Non appena arriverò a casa, mi mangerò un bel piatto di pasta. Mi farà bene.

Vedo il portone di casa, prendo le chiavi e apro la porta. Dentro casa c’è un odore strano, come di marcio. Mi toccherà scovare ciò che emana questa puzza prima di mangiare. Non riesco a mangiare con questo odore. Mi avvicino all’armadio dei panni per prendere qualcosa per pulire non appena troverò “la cosa puzzolente”. Apro l’armadio. Qui l’odore è più forte. Sono stata fortunata. Non ho dovuto cercare molto. Mi chino per trovare il punto. All’improvviso sento qualcosa di viscido sfiorarmi. Che sia un topo morto? Mi ritraggo disgustata. Appena alzo lo sguardo, vedo una creatura viscida, con dieci occhi, un’ala tutta bucata e spaventosi artigli. Si dirige verso di me. Non so cosa sia, ma penso che voglia uccidermi. Ho paura. Addio a tutti. Chiudo gli occhi, aspettando la fine. Ma non arriva. Apro gli occhi. La foresta ha invaso la stanza. Vedo tralci d’edera volare per la stanza imprigionare il mostro. Alla fine di lui resta solo una pozzanghera di un liquido schifoso.

Ma c’è un’altra persona nella stanza. La persona che mi ha salvata. Vestita di foglie e con gli occhi coperti da un paio di occhiali da sole. Mentre si avvicina l’abito comincia a diventare di tessuto, le scarpe di foglie diventando stivali e l’edera che aveva evocato torna nelle sue mani. Quando ormai è vicina a me, nonostante gli occhiali da sole la riconosco: Viola.

Mi prende la mano e mi aiuta ad alzarmi.

Mi dice una cosa: “Vieni con me. Ti hanno trovata”.

Continua

Lucilla C., Secondaria, team del giornalino