LA RIVOLTA DELLE ANIME-Episodio 2

-Non fare domande. Devi venire.

Mi alzo e pronuncio un “Ok” non molto deciso. Ma nonostante tutto Viola mi ha salvato la vita.

Dopo un cammino non tanto breve, arriviamo ad una catapecchia sgangherata. Sulla porta un cartello: “Vietato l’accesso, struttura pericolante”

Apre la porta con una chiave a forma di decagono. C’è un piccolo, ma lussuoso atrio e una scala porta ai piani di sotto.

Il piano più basso è il più spazioso di tutti. È un enorme stanza, piena di armi e di postazioni per allenarsi nel combattimento, del tiro con l’arco, nel lancio dei coltelli e in tantissime altre cose.

Viola comincia a parlare.

-Ora ti devo delle spiegazioni, Sofia. Mi dispiace di non averti detto niente prima, ma la situazione è davvero grave. Sei ricercata. – Trasalii. – No, non dalla polizia. Dagli spiriti.

-Cosa?

-Lo so che ti sembrerà strano, ma è così. Gli spiriti esistono. Ma solo quelli delle persone che hanno cercato di dominare il mondo in passato, che tornano per riprendersi la rivincita sull’umanità, e diventare finalmente i possessori e dominatori incontrastati della Terra.

-E io cosa c’entro?

-Tu sei speciale. Sei come me. Anzi, non esattamente ma quasi. Lascia che ti spieghi. Io vengo da un pianeta in una galassia lontana. Il mio pianeta si chiama Plastrum. O meglio, si chiamava Plastrum.

Su quel pianeta nascevamo tutti con poteri speciali in modo da combattere questi spiriti. Tutto andava bene ma, quando uno scienziato fece cadere a terra una fialetta, il nostro pianeta cominciò lentamente a disintegrarsi insieme ai suoi abitanti. Io venni messa su una navicella dai miei genitori. Ero con loro e con la mia migliore amica. Solo io salii su quella navicella. Un secondo dopo si polverizzarono. Avevo tre anni. E non vidi i miei genitori e la mia amica morire. Li vidi distruggersi. Ricordo ancora l’espressione di dolore, tristezza e sorpresa che avevano dipinta in faccia mentre ogni cellula del loro corpo si separava dalle altre, si induriva e poi si sbriciolava. Non ho nemmeno fatto in tempo a dirgli addio. La navicella è partita e nel giro di quattro giorni sono arrivata qui. Ma la navicella ha emesso un’onda che dà poteri come i miei a una persona. Quella volta quella persona sei stata tu.

Per due come me e te nessun posto in questa città è sicuro. Ci possono trovare. E se ci trovano e sono tanti, noi moriamo. E se noi moriamo gli spiriti distruggeranno la Terra. Capisci cosa significa la tua sopravvivenza?

No, non capisco. Per me Viola sta raccontando un mucchio di cavolate. Spiriti? Extraterrestri? Non me la bevo.

-Lo so che vuoi, ma non puoi andartene. Non puoi tornare a casa. Dobbiamo andarcene di qui.

-Vengo via con te solo se viene con noi anche Tina. È la mia migliore amica.

-Se venisse con noi anche Tina, faremmo prima a non andarcene.

-Non capisco?

-Tina è uno di loro, è travestita per sembrare umana: indossa una maschera in viso e sempre maniche e pantaloni lunghi per coprirsi. Finora non aveva ancora scoperto che eri tu, la persona di cui era diventata amica senza volerlo, che lei stava cercando.

Non so cosa dire. Sono sbalordita.

Viola prepara due zaini, con vestiti, borracce, cibo, armi e tutto l’equipaggiamento necessario per sopravvivere. Usciamo di casa.

-Giusto un’informazione. Dove andiamo? – chiedo io.

-A casa di Annalisa.

-Perché? Cosa c’entra Annalisa? È speciale anche lei?

-Sì. Ma non come noi. È speciale perché è mia amica. E devo salutarla perché non posso lasciare senza dirle niente l’unica amica che abbia mai avuto da quando sono scappata da Plastrum.

Continua…

Lucilla C., Secondaria, team del giornalino