TERRORE AL CIRCO

“Grece oggi sarà il tuo ultimo giorno di lavoro” così mi disse Nando Orfei, la mattina del 1 ottobre 2014. Perché avrei dovuto smettere di lavorare? Amavo ciò che facevo e tutti in quel circo sapevano che mi facevo sempre in quattro fra allenamenti, prove…

E perché allora Nando aveva pronunciato quelle parole? Avevo forse udito male? Mentre mi ponevo queste domande, il mio capo proseguì con la spiegazione: penso che il mio viso esprimesse le mie perplessità al riguardo. “ieri si è presentata una ragazza… Asia penso si chiami, ma il nome dopo aver visto cosa sa fare su quel trapezio non conta molto”.

Sapevo cosa stava per dire, ma tante volte mi aveva detto che ero brava, la migliore, uno dei pilastri più importanti, quindi la paura svanì. Lo guardai in volto; i suoi occhi si fecero tristi, si asciugava le mani evidentemente sudate sui pantaloni… solo allora capii che tranquillizzarmi non era stata affatto una buona idea. “Cosa stai cercando di dirmi?” chiesi molto a disagio “Beh io non dico che tu non sia brava, hai talento da vendere, ma insomma… Asia ha caratteristiche differenti dalle tue, ma che sinceramente preferisco”. Ecco, l’aveva detto… non sapevo cosa rispondere: tenni solo il capo abbassato e cercai di trattenere le lacrime, che mi stavano riempiendo gli occhi.

“ Per quando dovrò svuotare la mia roulotte?” non volevo andarmene, ma a Nando, anche se teoricamente non era più il mio capo, dovevo comunque ubbidire.

“Per il 5 deve essere pronta per accogliere Asia”

Ovviamente io feci come lui aveva detto, non avevo la minima idea di come, ma sicuramente gliel’avrei fatta pagare. Non sapevo né cosa fare né dove andare … Lui mi aveva tolto tutto ciò che possedevo, mi rimanevano solo un po’ di soldi e la mia macchina; passarono un paio di giorni e neanche a farlo apposta Nando ebbe un infarto e morì. Nonostante fossi molto triste, la mia voglia di vendicarmi non passò; pensai e ripensai, ma poi mi vanne l’idea!… Nando era morto, ma i suoi tre figli no: Ambra, Gioia e Paride Orfei… ma quale dei tre scegliere? Proprio mentre mi ponevo questa domanda, passai davanti ad un grande tendone giallo e blu con sopra un’insegna. Non riuscivo a leggere le parole che vi erano scritte, cosi mi avvicinai con l’auto e lessi attentamente: “PICCOLO CIRCO DEI SOGNI DI PARIDE ORFEI” …non ci potevo credere… Paride aveva una scuola di circo proprio vicino ad una strada alquanto buia.

Bene! Pensai, ora so chi dei tre scegliere, cosa fa nella vita, ma devo ancora scoprire molto. Andai su internet, sui social e trovai molte informazioni: Paride aveva conosciuto Snejinka Nedeva intorno al 1994, della quale dopo aver lavorato in vari spettacoli, si innamora perdutamente e dalla quale nel 1997 nascerà Cristian Orfei.

Paride e Snejinka fecero molti spettacoli: in tv, al circo della zia, Liana Orfei… e cosa più importante: da diversi anni era il direttore della scuola di circo che avevo visto poco prima.

Viste le circostanze, decisi di architettare un piano, ma quale? Uccidere Cristian… no, troppo crudele; rubare qualcosa … o sarei entrata nelle roulotte o cosa avrei dovuto rubare, una Fanta  dal bar? Passai davanti a quel magnifico tendone un milione di volte e più lo guardavo più mi tornava alla memoria quel triste giorno e più la voglia di vendicarmi aumentava. Solo dopo molte ore capii che non dovevo pensare a chi viveva in quel circo, bensì alla struttura… mi tornò alla mente il sogno e decisi che avrei dato fuoco al tendone, ma non sapevo nemmeno da dove cominciare; così stabilii che avrei affidato il compito a qualcun’altro. Pensai che tanto chiunque per soldi avrebbe fatto una cosa simile e non mi sbagliavo, infatti, in poco tempo trovai Jon, un uomo magro e alto dai capelli scuri, molto corti; appena gli proposi l’affare accettò immediatamente o meglio prima volle sapere quanto l’avrei pagato e poi accettò! La notte seguente Jon andò al circo, faceva caldo e come ho già detto la via era alquanto buia, passavano poche macchine che molto velocemente illuminavano con i fari l’asfalto conferendogli un aspetto buio e tenebroso.

Io accostai dall’altra parta della strada e Jon si recò al tendone con dell’alcol e un accendino. Erano le 2:00 quando il circo intero stava bruciando tra le fiamme della mia vendetta. Jon salì in macchina ed insieme scappammo prima che qualcuno potesse vederci.

La mattina dopo appena mi svegliai mi precipitai a vedere com’era ridotto il circo e vi trovai delle ambulanze, i pompieri, la polizia … notai che c’erano anche molti giornalisti intenti a fare domande a Paride e sua moglie.

Intorno alle 14:30 andai a comprare il giornale e vi trovai in prima pagina  l’articolo: “Un circo in fiamme”. Stando a ciò che vi era scritto, un camionista vedendo le fiamme suonò il clacson e Paride e Snejinka riuscirono a chiamare i vigili del fuoco poco prima che la loro roulotte esplodesse. Non sapevo se essere felice per loro o arrabbiata, alla fine decisi semplicemente di sorridere del resto non volevo creare nessun morto!

“Beh e il resto signora poliziotta lo sa!”

“Così noi siamo venuti a cercarla e l’abbiamo trovata dormicchiare nella sua macchina”.

“Esatto”

“Grazie mille per aver confessato tutto”

“Ma come avete fatto a trovarmi?”

“C’era una telecamera di videosorveglianza e grazie alla targa della sua macchina siamo risaliti a lei e alcune persone ci avevano detto di averla vista qua, così…”

“Siete venuti a prendermi…”

“Portatemi pure in galera, ma per favore raccontate la mia storia”.

Questa fu la mia ultima frase prima di finire in quella buia, tenebrosa e spaventosa cella.

Seppi solo che quel circo dopo il mio atto di vandalismo, si rialzò grazie all’aiuto dei ragazzi che vi praticavano lo sport e nel mio cuore sperai che un giorno anche loro potessero realizzare i loro sogni nel mondo del circo senza commettere mai il mio stesso errore.

Giorgia F., Secondaria,

team del giornalino