UNA GARA AL BUIO

Qualche giorno fa un mio amico mi disse un segreto che non riuscirò a mantenere a lungo. Mi ha raccontato una cosa che mi ha fatto dispiacere molto, ma, allo stesso tempo qualcosa che mi sarebbe piaciuto fare.

Quel giorno, mentre andavo verso il bagno, lui mi chiamò e mi tenne da parte per dirmi qualcosa; iniziò dicendomi per prima cosa che non dovevo dire a nessuno ciò che mi stava per dire, per nessuna ragione al mondo, dovevo mantenere il segreto. Mi raccontò di essere scappato da casa una sera, mentre i suoi genitori dormivano, per andare fuori con altri suoi amici che fecero lo stesso per andare a una ditta abbandonata vicino al paese dove abitava.

Erano andati lì perché volevano fare una partitella tra amici a calcio; la sua squadra stava vincendo quando un suo amico tirò la palla così forte che ruppe un muro abbastanza fragile e sparì nel buio. Restarono fermi per un momento, poi obbligarono quello che aveva tirato il pallone ad andare a recuperare l’amico. Ci misero un po’ a convincerlo, ma, alla fine, riuscirono nell’impresa. Il ragazzo si chiamava Luca e non era un cuor di leone, e quindi, ci mise un po’ prima di riuscire ad arrivare alla breccia che lui stesso aveva aperto nel muro.

La luna piena rischiarava la ditta da buchi sul tetto malandato e un silenzio inquietante aleggiava nell’aria già terrorizzante per il buio intenso che il foro del buco emanava. Ancora dieci passi e avrebbero potuto continuare la partitella tra gli amici nove, otto, sette, sei, cinque, quattro, tre, due, uno … Luca allungò la mano per prendere il pallone e … un mostro dalle fattezze deformi sbucò con il pallone  tra le mani e fece un sorriso maligno; subito dietro di lui sbucarono altri sei mostri altrettanto deformi.

Una voce risuonò nella sala principale della ditta, dove giocavano. – Ahh, ragazzini, eh? Non smettono mai di stupirmi; anche noi avevamo, come voi, la nostra età d’oro, non pensate??? Anche se anche noi eravamo intraprendenti, coraggiosi e anche un po’ spericolati. Ma voi ci avete disturbato il sonno e per far in modo di lasciarvi liberi dovrete batterci in tre prove che sono 1. Astuzia;2. Resistenza;3. Sopravvivenza. Se non ce la farete … bè… ci penseremo dopo. Le prove si terranno in questo luogo, una prova alla volta a ogni luna piena, ma intanto ci terremo il vostro amichetto. Se volete salvarlo dovrete presentarvi  tutti e a tutte le prove, sennò farà una brutta fine, Insieme a voi. Se tentate di non venire alle prove, noi vi cercheremo e vi uccideremo.

Subito si levò un mormorio di assenso e tutti gli altri mostri risero di gusto e sparirono nel buio. Eravamo ancora spaventati e sorpresi allo stesso momento ma poi ci riprendemmo dallo sconforto, da quello che avevamo appena visto e sentito.  La luna successiva piena sarebbe stata di lì a due giorni, avevano pochissimo tempo per prepararsi alle prove.

Così il mio amico mi chiese se volevo aiutare lui e i suoi amici per la prima prova di astuzia, io all’inizio ero dubbioso e soprattutto pauroso, ma avevo paura di perdere il mio amico, così accettai e ci demmo accordo di trovarci la sera della prova sotto a casa sua con i suoi amici per prepararci e fare il punto della situazione. Dopo una lunga discussione approvammo che dovevamo andare e rischiare la nostra vita ma decidemmo che se avessimo perso avremmo preparato una via di fuga.

Allora andammo in quel luogo, quel luogo che non avevo ancor visto. Come descritto dai miei amici quel luogo era molto inquietante. Quindi urlammo: “Siamo quiiiiiiiii! Venite fuori codardi che non siete altro … ops!’’ dicemmo accorgendoci che i nostri amichetti erano dietro noi e ci guardavano annoiati e allo stesso tempo arrabbiati.

-Siete arrivati finalmente, vi aspettavamo da molto tempo e eravamo preoccupati che voi non veniste più. Cominciamo con le prove!!!

Le prove erano molto complicate e alla fine non riuscimmo a completarle: la prova di astuzia non era facile, perché l’astuzia non era tra i nostri pregi, così perdemmo la prima delle tre sfide; eravamo molto scoraggiati ma ci rialzammo il morale promettendo di fare di meglio nelle altre prove, che erano il nostro forte.

Per la prova di resistenza ci allenammo facendo di corsa il giro dell’isolato ogni pomeriggio. Il giorno della prova riuscimmo a vincerla alla grande arrivando tutti noi prima dei mostri. Eravamo in pareggio, per poter riavere il nostro amico salvo dovevamo vincere la prova di sopravvivenza, sennò saremmo sicuramente morti tutti.

Il problema infatti fu quella terza prova. In verità la prova di sopravvivenza era una farsa e loro volevano veramente ucciderci. Allora prendemmo Luca, corremmo e andammo dove avevamo preparato la via di fuga.

Quindi uscimmo dalla grata che avevamo aperto e poi la chiudemmo. Quindi i mostri non riuscirono a prenderci ma arrabbiati continuavano a urlare che se fossimo tornati in quel luogo ci avrebbero ucciso immediatamente e senza ripensarci un momento.

Quando tornammo a casa però loro erano riusciti a liberarsi ed erano già lì…

Gabriele C. e Riccardo P.,

 Secondaria, team del giornalino