SEMPLICEMENTE… VITA

Non so perché e tantomeno so se si tratta di una cosa buona o meno, ma spesso mi ritrovo a pensare sulla vita; non riesco a fare a meno di chiedermi perché esistiamo, cosa c’è prima della vita e dopo la morte, cosa dobbiamo fare per vivere felicemente e non sprecare la nostra esistenza. Queste e milioni di altre domande irrompono nella mia mente ogni giorno, eppure continuo a pensare che non saremo mai in grado di rispondere loro; perché queste sono cose che non ci appartengono, non siamo fatti per conoscere la risposta a queste domande, forse dobbiamo vivere senza avere queste conoscenze…

In passato non ero così pensierosa. Sono sempre stata, al contrario di quanto si crede, una persona molto sensibile e anche un po’ più matura rispetto alla maggior parte dei miei coetanei, ma quest’anno sono cambiata molto: non solo sono diventata più matura grazie alla scuola e alle mie esperienze personali ma, specialmente in seguito alla lettura di un libro, è cambiato il mio modo di pensare e il mio generale modo di vedere le cose.

Non si può certo dire che il mondo sia tutto rosa e fiori, come d’altronde non è nemmeno tutto buio e nero. Il mondo, e con questa parola mi riferisco alla vita, alla società, alle relazioni, alle persone, alla scuola, a tutto, è grigio e non possiamo negarlo. Un po’ perché noi umani abbiamo quasi distrutto l’ecosistema, un po’ perché certe volte nel corso della storia ci siamo messi gli uni contro gli altri facendo guerre così dimostrandoci razzisti od omofobi, un po’ perché non sempre si riceve quello che realmente ci si merita e si vedono crescere persone che hanno soltanto avuto fortuna e un grande appoggio alle spalle, e forse anche un po’ perché noi non siamo mai realmente amici e siamo esseri egoisti e pieni di odio, fatto sta che il mondo non è il Paradiso ma sicuramente non è nemmeno l’Inferno.

“Non siamo mai realmente amici” non è un’idea che penso senza motivo, è inutile negarlo che l’egoismo sta nella nostra natura. Io sono una persona gentile e mi fa piacere, o quantomeno mi farebbe piacere, aiutare gli altri; sono sempre disponibile per chiunque e spesso metto prima di me stessa gli altri, però io non ricevo lo stesso in cambio. Probabilmente mi hanno presa per ingenua, forse sono diventata quella che aiuta sempre e va quindi “sfruttata”, ma non importa perché so che un giorno il bene che ho fatto mi verrà ripagato. Ciò che voglio dire è che sono diventata, da grande ottimista che vedeva il lato positivo anche nel peggio, una persona profondamente realista. Mi è capitato, in seguito ad aver espresso le mie opinioni, di incontrare persone che mi hanno definita pessimista, ma questo solo perché ho detto le cose come realmente stavano e, come ho già detto, non sempre sono meravigliose. Un po’ come i Realisti, è così che mi sento, loro “fotografavano” la realtà così com’era veramente, senza mettere in evidenza solo le bellezze o le delusioni della vita, ma rappresentando oggettivamente quello che vedevano.

La scuola media e la terza in particolare, secondo me, è un periodo molto difficile per noi ragazzi e in alcuni casi anche per le rispettive famiglie e per i professori. Questo è l’inizio dell’adolescenza, periodo nel quale tutti facciamo le solite “ragazzate”, ma in realtà l’adolescenza non è quella che vediamo nei telefilm delle high school americane; certamente il divertimento e le stupidaggini non mancano, eppure non bisogna dimenticarsi che questa è una delle fasi più difficili e complicate della nostra vita. Quasi tutti i ragazzi, chi più chi meno, chi prima chi dopo, affronteranno i loro problemi adolescenziali e le loro crisi esistenziali, passeranno per momenti difficili e dolorosi, ameranno per la prima volta e scopriranno quanto questo faccia male.

Cosa c’è di più comune, per esempio, del non piacersi durante l’adolescenza? Spesso, specialmente noi ragazze, ci guardiamo allo specchio e non siamo pienamente soddisfatte di ciò che vediamo.

Alla base di questo pensiero ci possono essere le più diverse e svariate ragioni, ma una delle ragioni più evidenti è lo stereotipo che abbiamo di bellezza, il quale è del tutto sbagliato. Ci piacerebbe essere come le modelle, alte e magrissime, però ci siamo mai fermate a pensare che la maggior parte di quelle modelle non sono sane e sono anoressiche? Dovremmo capire che la bellezza non è “capelli lunghi e biondi, occhi azzurri, alta, magra”, ognuno è bellissimo a modo suo, nella sua unicità, nel suo non essere perfetto, con i suoi pregi e i suoi difetti. Inoltre non dobbiamo mai dimenticare che ciò che conta di più è quello che abbiamo dentro alla nostra anima, perché è lì che si trova la nostra vera ed infinita bellezza. Molto probabilmente queste cose le sappiamo già tutte a memoria, sappiamo che dovremmo amarci per quelle che siamo, sappiamo che non dovremmo disprezzarci, eppure qualche volta non ci piacciamo comunque. Non so ben spiegare il perché ma credo che, nonostante sia strano, sia abbastanza normale a quest’età, e tra qualche anno impareremo ad accettarci e soprattutto ad amarci per quelle che siamo.

Da grandi, ovviamente, ci renderemo conto che quelli che all’epoca consideravamo problemi ora non esistono più e ci verrà da ridere al pensiero di quanto potevamo essere ingenui talvolta. Ma that’s what it is, questa è la realtà, e tutti ci passiamo prima o poi.

Sinceramente non so perché io abbia scritto questo testo, sono partita dalle più profonde domande dell’umanità per poi arrivare a delle riflessioni sull’adolescenza… Le mani scrivevano da sole, i pensieri si trasformavano automaticamente in parole sul foglio, e io non ho potuto fare a meno di trascrivere questo flusso di coscienza.

Magari questo testo è una liberazione, una fine, un nuovo inizio, un insegnamento per gli altri, una confessione per me; non lo so ma ne avevo soltanto il bisogno. Non penso che in molti abbiano capito pienamente ciò che io avrei voluto trasmettere, alla base di tutto questo ci sono tantissimi pensieri che a loro volta hanno alla base delle esperienze (come ho già detto non sempre belle..), ma poco importa perché questo testo l’ho scritto per me e ora sto bene. Non so perché, ma veramente.

 

Alexia B., Secondaria,  team del giornalino