CARO GIORNALINO

Peschiera Borromeo, 24.05.2018

Caro giornalino,

ciò che voglio dirti è una cosa molto semplice: mi mancherai.

Tanto.

Come potresti non mancarmi?

Ho passato tante di quelle ore in questa aula computer.

E sarà il clima che c’è, sarà che scrivere è la mia passione, saranno i miei amici o la prof Biasiolo, ma so che non sono mai uscita non felice da questa aula e penso che mi mancherà la certezza di avere un posto dove io possa stare così bene.

Qui al giornalino ho scoperto una parte di me, una mia passione che spero non mi abbandonerà mai, e ho passato momenti indimenticabili.

Parlando di momenti indimenticabili, mi piacerebbe dirti che mi ricordo la mia prima lezione di giornalino come se fosse ieri, ma il punto è che non me la ricordo.

Però mi ricordo di quella volta che la prof Biasiolo ci ha spiegato come scegliere un titolo, di quando ero in prima e dei ragazzi di terza mi hanno intervistata, di quando abbiamo scritto un articolo in quattro persone che poi è tra l’altro venuto cortissimo ma pieno di risate.

Oppure di quando, l’anno scorso, abbiamo messo per la prima volta un’immagine come sfondo del sito, di quando abbiamo cambiato il logo per la prima volta, del primo articolo che ho postato.

E che esperienza fantastica è stata il Convegno della Stampa Studentesca?

Non parliamo poi di tutte quelle volte che io e altri due o tre ci siamo fermati qui per mezz’ora dopo la fine del corso per postare qulache articolo, finirne alcuni, cambiare lo sfondo della pagina o semplicemente stare ancora un po’ con la prof Biasiolo finchè lei non ci ricordava che le sarebbe piaciuto tornare a casa sua.

Caro giornalino, quante volte mi hanno dato della pazza perché passavo più che volentieri dei pomeriggi qui? In effetti è difficile credere che un corso pomeridiano possa essere così speciale, solo che è la verità.

Non sai quanto mi faccia strano pensare che l’anno prossimo non sarò più qui un giovedì sì e uno no a scrivere per il giornalino, ma dovevo salutarti e non potevo non dirti quanto i pomeriggi passati qui, tra risate e rumore di dita che battono la tastiera, mi mancheranno.

Mi mancherà questo miscuglio di serenità, passione e divertimento.

E quindi ti saluto, non penso tornerò più in quest aula, ma mi auguro che altri ragazzi possano scoprirne la bellezza.

 

Elisabetta, Secondaria, team del giornalino

 

Un commento su “CARO GIORNALINO”

  1. Caro giornalino, cara Elisabetta e cara redazione,
    mi ha fatto tanto piacere leggere questa lettera e devo anch’io ringraziarvi tutti, soprattutto gli alunni che mi hanno seguito in questo triennio, perché anch’io sono stata bene. La cosa più bella per chi insegna è trovarsi di fronte degli alunni che hanno voglia di imparare e forse è per questo che le nostre lezioni sono sempre state anche per me un piacere. Ho condiviso con voi la mia passione per la scrittura e vi ho visto crescere, fare passi da gigante. Ogni giovedì pomeriggio si celebrava un rito, quello del pensiero che si materializzava in parole. Hai ragione, Elisabetta c’era qualcosa di magico! Grazie ragazzi di tutto, grazie soprattutto ai miei fedelissimi. Non smettete mai di pensare e continuate a scrivere!
    Prof Biasiolo

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