UNA SUPER AMICA SEMPRE AL TUO FIANCO

Avere una sorella o un fratello per me è bellissimo. Io ho una sorella, più piccola di me e noi abbiamo due anni di differenza. Noi condividiamo ogni cosa: i nostri segreti, le nostre paure, le cose che proprio non ci piacciono e poi ci confrontiamo per chiedere consiglio. Lei è la mia migliore amica ed io sono la sua; poi la cosa più bella è che so che su di lei potrò contare sempre. Anche se qualche volta noi litighiamo so che faremo sempre pace perché fra me e lei c’è tanto amore. La maggior parte dei motivi per cui litighiamo è perché io e lei siamo il giorno e la notte. Lei è impulsiva è non si sofferma mai a pensare alle sue azioni. Mentre io preferisco pensare molto, prima di agire o di dire una cosa. Un’altra differenza che ci divide è che lei parla sempre e in ogni momento sente il bisogno di muoversi, ed è quindi molto ma molto agitata. Io invece sono tutto il contrario. Non sono per niente una chiacchierona, sono il contrario di una persona impulsiva e se rimango ferma non mi annoio. Il suo carattere è molto bello: è solare (tranne una volta al mese in cui è meglio non farla arrabbiare) ed è molto simpatica e dolce. Pure io penso di avere un buon carattere come il suo, penso di essere abbastanza simpatica, educata, solare e carina con gli altri. L’unica cosa che ho notato avendo una sorella è che, ad esempio, se vai in vacanza in un posto dove non conosci nessuno se hai una sorella o un fratello raramente ti serve fare delle nuove amicizie per avere qualcuno con cui giocare, visto che hai sempre con te la tua migliore amica o il tuo migliore amico del cuore che è la tua sorella o il tuo fratello.

Io e lei siamo molto legate e io non vorrei mai essere una figlia unica. Mi ricordo ancora che una volta in cui il nostro legame si rafforzò, in seguito ad un episodio in cui eravamo insieme, un’emozione enorme di paura e panico. Io e lei eravamo nello spogliatoio di una piscina ed eravamo in ritardo per la lezione di nuoto, le dissi di fare in fretta o avremmo fatto arrabbiare la mamma se avesse saputo del ritardo. Le dissi di andare ma non la vidi più, pensai che fosse già andata verso la piscina, ma lì non la vidi. In quel momento provai tanta ma tanta paura, tanto terrore, tanto spavento e del panico: non sapevo cosa fare!!! Ma cercai di non perdere la calma ed entrai in piscina, magari poteva essere già in acqua. Cercai di vedere se fosse in acqua a nuotare, ma non la vidi. Dopo due o tre minuti la vidi entrare in piscina che si guardava in giro. Io le corsi incontro scusandomi per non averla aspettata. Le diedi un forte abbraccio e fui felicissima di averla vista. Lei pur essendo più piccola di me non si era lasciata prendere dal panico o dalla paura di perdersi e di non trovarmi più ma era rimasta calma e aveva gestito la situazione al meglio. Da quell’episodio capii quanta forza avesse e il nostro legame si unì ancora di più.

Sofia R., Secondaria, team del giornalino