UN’AVVENTURA MAGICA- I PARTE

LA MIA PRIMA, VERA AVVENTURA

Avete mai sognato di vivere un’avventura? Ma un’avventura vera, di quelle che si leggono nei libri?

Be’ è da un po’ che ho iniziato il libro:” Il Conte di Montecristo” quando ho incominciato a leggerlo non sono più riuscita a smettere, coinvolgente, pieno di suspense, ma soprattutto avventuroso: il protagonista affronta un sacco di pericoli.

Mi piacerebbe vivere in prima persona un’avventura, ma una di quelle che ti cambiano per sempre la vita, ormai sono grande, motivata e pronta per poter vivere un’Avventura con la A maiuscola: devo solo trovarla.

Mi stravacco sul divano di sala: su internet non c’è niente di interessante, nulla che stimoli la mia curiosità. Così prendo la prima rivista che vedo sul tavolo, la prima pagina che sfoglio parla di commercio, incomincio a leggere, leggere, leggere… Ma niente, nulla che mi interessi, allora incomincio a sfogliare le altre pagine, niente… Però, nelle ultime pagine noto un articolo davvero interessante, parla della nave Fearless affondata molti anni fa a causa di una tempesta; in quella nave vi era nascosto un forziere: si dice che all’interno ci fossero dei diamanti…

La nave era diretta verso un museo di Parigi per potervi esporre il forziere, e si dice che oggi sia ancora lì, sul fondo dell’oceano.

Rimango sbigottita: era quello che cercavo, sarebbe fantastico trovare quel forziere e consegnarlo poi al museo così, non perdo tempo, accendo subito il mio computer e mi metto a cercare informazioni sulla nave Fearless e su dove affondò in modo da sapere dove immergermi per cercarla, visitai anche il sito del museo dove doveva essere portato il forziere, subito dopo vedo anche un articolo dove c’era scritto che i ricercatori non lo avevano ancora trovato: quello era il mio momento!!!

Sul sito c’era scritto che la nave era naufragata vicino a una isoletta del Pacifico ancora oggi non identificata sulle mappe, l’unico indizio che avevo era che questa isoletta si trovava più o meno vicino alle coste dell’America, questo infondeva in me ancora più curiosità, non vedevo l’ora di partire; sapevo che questo avrebbe occupato molto del mio tempo e dovevo dire qualcosa ai miei amici e genitori. Alla fine decido che era meglio non entrare nei dettagli, così, dico a tutti che sono in partenza per una vacanza in America per rilassarmi un po’.

Acquisto i biglietti, prenoto un albergo, preparo valigie e borse, passaporto, vestiti, mappe ecc.…

Saluto amici e genitori dicendo che sarei tornata presto, salgo sull’aereo e parto, vedo la mia città dall’alto, la stavo lasciando per vivere la mia prima Avventura.

FINALMENTE ARRIVATA

Il viaggio sembrò infinito, ma finalmente, dopo dodici lunghe ore, arrivai: ero eccitata e non vedevo l’ora di iniziare a cercare il forziere, ero decisa e determinata; con un taxi arrivai in circa mezz’ora all’hotel, presi le chiavi della mia camera e mi sistemai.

Quando arrivai in hotel era già tardo pomeriggio quindi decisi che era meglio iniziare le mie ricerche il giorno dopo.

Dormii come un ghiro, il viaggio del giorno prima mi aveva stancata molto.

Dopo un abbondante colazione, ritornai in stanza, mi sedetti sulla sedia, aprii la mappa e incominciai a cercare; l’isoletta come ho già detto non era ancora identificata sulle mappe e questo mi creò un bel po’ di problemi, così decisi di andare per esclusione e usare un po’ di intuito per fortuna la mappa che avevo era molto dettagliata. C’era scritto il nome di ogni singola isola, tranne in una: era quella, non c’erano dubbi.

Questo mi riempì di felicità: avevo iniziato solo da un giorno le ricerche, ma le cose promettevano già molto bene.

Quella piccola isola era sulla mappa come un puntino verde in mezzo a un oceano di azzurro; comunque non avevo ancora abbastanza informazioni e poi dovevo prenotare un motoscafo, prendere l’attrezzatura da sub per immergermi e, cosa più importante, dovevo sapere se in quelle acque c’erano molti squali o altri animali acquatici potenzialmente pericolosi; insomma volevo vivere un’avventura, ma dovevo anche pensare alla mia sicurezza, non potevo rischiare di essere sbranata da uno squalo o chissà che cosa.

Quindi decisi di andare su internet per cercare delle informazioni.

Non trovai molto, ma mi bastò sapere che intorno a quelle acque non si trovavano molti squali; questo mi rasserenò, perciò decisi di scendere nella hall e chiedere dove potevo noleggiare il motoscafo e l’attrezzatura da sub.

Poco dopo andai al porto, presi il motoscafo, ringraziai il signore che me l’aveva prestato, indossai la muta, presi le bombole, accesi il motore e partii; l’isola non si trovava molto distante dalla costa quindi non mi dovetti spingere molto al largo per raggiungerla, spensi il motoscafo dove credevo si trovasse la barca affondata: molto probabilmente lì sotto si trovava il forziere, ora dovevo solo tuffarmi e immergermi per cercarlo. Mi sistemai le bombole e mi tuffai.

Rimasi incantata dalla quantità di pesci che c’erano: erano di tutti i tipi e colori, però dovevo restare concentrata, di sicuro la nave, dopo essere naufragata, era scesa molto in profondità, così, pronta come non mai, incominciai a nuotare verso il fondale marino.

 

ALLA RICERCA DEL FORZIERE

Scesi molto in profondità, ma non trovai granché, solo qualche pezzo della nave arrugginito, ormai avevo capito che il forziere non era lì, quei pezzi probabilmente erano stati portati dalla corrente, altrimenti se il forziere fosse stato lì, ci sarebbe stata l’intera nave. Un po’ amareggiata decisi di tornare in superficie, risalii sul motoscafo e ritornai all’albergo: “In che cosa avevo sbagliato???”

Non mi persi d’animo, per fortuna avevo iniziato abbastanza presto la ricerca e prima che facesse buio avevo ancora un bel po’ di tempo, ricontrollai la cartina decine di volte, ma non trovai niente, così decisi di farmi quattro passi per schiarirmi un po’ le idee. Durante la mia passeggiata incontrai un simpatico signore con il quale parlai per un quarto d’ora circa. Iniziammo a parlare delle isole che circondavano la costa; questo signore mi parlò anche di due isole non molto conosciute, la prima era quella che avevo usato come punto di riferimento per la mia ricerca, e una seconda tanto piccola che non era neanche disegnata sulle mappe. Mi feci spiegare dove fosse e dopo aver ringraziato il signore andai verso l’albergo per segnarmi la posizione della seconda isola sulla mappa.

Ero ancora più eccitata di prima, così decisi di rimettermi la muta, ripresi il motoscafo che per fortuna avevo noleggiato per tutto il giorno, e, una volta in acqua, lo accesi per raggiungere la seconda isola; rispetto alla prima si trovava un po’ più a largo, ma questo non mi creava particolari problemi: arrivata, fermai anche lì il motoscafo dove pensavo che fosse la nave e senza esitazione mi tuffai.

Continua…

Arianna V. secondaria, team del giornalino