MIREGA, LA DIVINITÀ DEL VUOTO

Un giorno al centro del universo 14, qualcosa, qualcosa che poteva essere la fine di tutto il conosciuto si svegliò.

Nessuno si sarebbe aspettato un evento così, a chi mi riferisco?

A Mirega, un individuo che dire divinità era poco, perché il suo potere era infinito il suo unico obbiettivo era distruggere qualunque cosa per diventare il re del nulla, il multiverso governato da un vuoto, non abitato, una distesa di nero con lui al comando.

Sembrava tutto perso, finché nell’universo 6, in un angolo remoto un individuo sconosciuto creò me, un androide di nome Genocide e il mio unico scopo era ucciderlo e cercai, cercai ma non lo trovavo.

Un giorno però mi si presentò davanti e il suo aspetto me lo ricordo perfettamente: aveva una felpa con cappuccio rosso, dei pantaloni corti blu e delle scarpe da allenamento nere.

Come aspetto fisico aveva degli occhi marroni e dei capelli neri mediamente  lunghi ed un fisico normale non sicuramente un fisico degno di un dio.

Il suo carattere era spavaldo, sicuro di sé, nel nostro combattimento sembrava che si credesse così forte da potermi prendere in giro.

Al suo confronto sembravo una piccola formica in  balia della tempesta.

Era così sicuro della sua vittoria che quasi non si impegnava, purtroppo però quando sono riuscito a fargli perdere sangue con una mia mossa più potente delle sue, lui mi cancellò seduta stante.

Da quel giorno non so più niente di lui , molti dicono che è morto altri che vaga nello spazio, secondo me ha capito il suo sbaglio e si è rincarnato in una persona migliore ma il mistero rimane, questa è la mia storia e la storia di Mirega, una storia di cui fine è incerta

 

                                         Matteo V.,  Secondaria, team del giornalino