PROBLEMI DI CYBERBULLISMO?

Il 26 febbraio 2018 alla quarta ora nella scuola Rita Levi Montalcini tutte le seconde si sono recate nell’aula magna della scuola per assistere ad una conferenza con l’avvocatessa Michela M. Terni che ci ha sensibilizzato sull’uso corretto del web, cioè ci ha spiegato come non commettere atti di cyberbullismo.

Il cyberbullismo è forma di aggressione, pressione e manipolazione dei dati personali sul web, un bullismo elettronico via internet, che esisteva anche molti anni fa e che con il perfezionarsi della tecnologia è aumentato.

L’obbiettivo della legge n. 71, entrata in vigore il 18 giugno 2017, è quello di contrastare e prevenire il cyberbullismo, funzione che nella scuola è svolta da una persona scelta dalla preside a cui ogni alunno si possa rivolgere in caso di problemi, nella nostra scuola la professoressa Biasiolo.

L’ammonizione del questore avviene quando a quest’ultimo viene segnalato l’atto di bullismo ed egli interviene facendo cambiare il carattere e le idee del bullo.

Abbiamo anche parlato di fenomeno in crescita, cioè del fatto che sono aumentate le denunce: nel 2016 le denunce erano 235, mentre nel 2017 sono aumentate e sono arrivate a 340.

È anche molto importante conoscere i comportamenti illeciti perché se no, non si conoscono le conseguenze.

Per uscire dal bullismo o dal cyberbullismo bisogna riconoscersi vittime e rompere il silenzio parlandone con un adulto. Il bullismo non è solo uno scherzo o un litigio ma è un insieme di litigi prepotenti.

Il bullo si sente forte prendendo in giro i più deboli, è il più popolare, si nasconde dietro allo schermo e può agire quando e dove vuole, poco a poco diventa sempre più invincibile e aggressivo.

La vittima, invece, si sente isolata e impotente, diventa sempre più debole e vulnerabile, ansiosa e si innervosisce spesso, si vergogna, cambia carattere e può correre anche dei rischi, come la depressione, il suicidio e avere problemi col sonno e con il cibo.

Per risolvere questi problemi possiamo parlarne con un adulto e se sei l’amico della vittima, puoi parlarne con i suoi genitori oppure lo supporti e lo aiuti. Se sei un minore ti puoi rivolgere al garante della privacy, che ha il compito di oscurare i messaggi offensivi.

La conferenza si è conclusa alle 11:00 e ci è servita per capire quanto sia serio questo argomento, che bisogna affrontarlo con coraggio e pazienza e ci ha indicato come possiamo aiutarci a vicenda.

Marta M., Secondaria, team del giornalino