RICORDI DI SCUOLA SECONDARIA

C’era una volta, in una scuola lontana lontana…

Okay no, in realtà questa scuola è a meno di un kilometro da casa mia, non ha niente di fiabesco e niente di magico, è solo una… scuola.

Però, in questa scuola ogni studente trova la sua passione, ci fa amare la cultura e ci fa venir voglia di dire la nostra.

Penso a questi tre anni che ho trascorso qui; penso e sorrido.

Mi dimentico di tutte le volte che ho avuto una discussione con un mio compagno, di tutte le volte che avrei voluto vedere la faccia di una prof esplodere, dei brutti voti che mi hanno fatta deludere di me stessa o che mi hanno fatta arrabbiare, fino a tornare a casa di brutto umore.

Mi dimentico di tutte queste cose, insomma, non contano più di tanto.

Però, a pensare “alla Montalcini”, a quel branco di pazzi che siamo tutti noi, ricordo gli standing ovation un po’ a caso che ci facciamo a vicenda, i prof. che provano a capire i nostri intrighi sentimentali, i cori da stadio all’intervallo, chi si insegue tra i banchi picchiandosi “per scherzare”, chi balla, chi urla nomi a caso fuori dalla finestra (…); ridere nel sentire le prof nella classe affianco urlare, chiacchierare con i prof che cercano di rimanere seri davanti alla nostra imbranataggine, lanciare fette di salame sul soffitto (c’è ancora il segno)…

Ecco tutto quello che ricordo.

Ricordo la bellezza di un semplice e banale momento, dove tutti siamo allegri, senza urlare o muoverci troppo, ridiamo, con le teste fra le nuvole, magari legati tutti da uno stesso pensiero.

Non ho un unico ricordo di questi tre anni che non dimenticherò mai, non lo ho perché quello che veramente non scorderò mai è questa scuola, questa compagnia, questa vivacità, questa spensieratezza e bellezza.

Okay, magari non sarà la perfezione, magari non si andrà sempre d’accordo, ma chiunque esca per l’ultima volta da quella porta un po’ rotta sa che alle spalle si sta lasciando dietro degli anni e degli amici fantastici, ma sa anche che quello non è un addio, ma un arrivederci, che dopo qualche mese sarà lì, a far vedere che si ricorda ancora, che “non ci si libera di lui facilmente”.

E tornerà con il sorriso sul volto, perché rientrare in questa scuola per quei miseri dieci minuti sarà come sfogliare un album dei ricordi, il miglior album dei ricordi.

Grazie Montalcini, per avermi fatta ridere ed appassionare,

grazie, perché mi hai fatto conoscere i miei amici,

grazie a voi, ragazzi, perché siete stati con me.

Non dimenticherò mai nessuno di voi, perché VOI siete il regalo più bello.

Vi voglio bene,

la vostra amica (spero),

Chiara T., Secondaria