EMERGENCY E L’AFGHANSITAN IN GUERRA

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Venerdì 24 aprile è venuto nella nostra classe Tiziano, un volontario di Emergency, che ritaglia del tempo per venire a parlare di questa associazione nelle scuole.

Ci ha spiegato che Emergency ha il compito di costruire ospedali nel mondo, dove ce n’è bisogno. Questa associazione grazie ai suoi ospedali fa in modo che due diritti prevalgano sempre: il diritto alla salute e quello al lavoro.

Infatti dopo aver realizzato questi ospedali, alcuni medici e chirurghi curano le persone malate o ferite e insegnano anche alle persone del posto come svolgere quel lavoro, per far sì che la popolazione locale sia attiva e che si possa mandare avanti l’ospedale anche senza la presenza dei medici di Emergency.

In particolare Tiziano ci ha illustrato la situazione dell’Afghanistan. Questo è un Paese che fino a qualche anno fa conoscevano in pochi, molte persone non sapevano neanche la sua collocazione e la pronuncia esatta del suo nome, ma da circa cinquant’anni tutti lo conoscono, avendolo sentito nominare molte volte al telegiornale per la sua situazione di guerra.

Questo Paese è molto povero rispetto al resto dei Paesi europei e inoltre, a causa della guerra, sono presenti molti feriti, ma non abbastanza ospedali efficienti per poterli curare; così Emergency ha realizzato due grandi ospedali e circa trentatré centri di pronto soccorso sparsi in tutto il Paese, che offrono un’assistenza gratuita ed eccellente.

L’esperto ci ha spiegato che la maggior parte dei feriti si procura lesioni a causa delle mine anti-uomo, piccole bombe che si trovano sparse in tutto il territorio dell’Afghanistan e non sono state progettate per uccidere gli uomini come la maggior parte delle persone crede, ma per ferirli, infatti un uomo cieco o senza una gamba dipende da qualcuno e non è più una persona produttiva, così il Paese diventa sempre più povero.

A volte quando c’è una minaccia dobbiamo valutare con attenzione come superarla, perché la risposta che ci sembra più scontata non è quella esatta.

Per concludere l’incontro ci ha raccontato la storia di una bambina salvata da Emergency.

“Stava camminando insieme alla famiglia, padre, madre e fratello, quando si trova vicino ad un furgone della polizia che salta in aria a causa di una bomba. Il padre, l’unico illeso, porta la famiglia all’ospedale più vicino, poi decide però di portarli in uno dei centri Emergency a causa della lentezza dell’ospedale.

Una scheggia aveva trapassato il polmone della bambina ed era vicino al cuore, grazie ad un intervento chirurgico la bambina si è salvata e anche mamma e fratello, che erano in una situazione meno grave, dopo alcune cure ora stanno bene.”

Alla fine di questa conferenza sono consapevole che nel mondo ci sono molti Paesi in guerra, dove la situazione è molto più tragica di come ci viene raccontata. La cosa stupisce molto, perché nonostante i numerosi anni di guerra passati che ci hanno fatto capire che le armi e la guerra non portano a nessun risultato, questa terribile forma di prepotenza circonda ancora il nostro mondo ed ora posso solo immaginare cosa stia succedendo in quei paesi mentre scrivo di loro.

Erika Cordisco, III D Secondaria, team del giornalino