“IO ME NE FREGO” E TU?

locandinaUno degli spettacoli più coinvolgenti che la I D ricordi è sicuramente “Io me ne frego” di Valeria Cavalli. L’abbiamo visto al Teatro “Leonardo da Vinci” a Milano il giorno 1/3/2016.

C’era tanto entusiasmo per l’attesa che non siamo riusciti a concentrarci per fare lezione alla prima ora!

Finalmente siamo partiti con il pullman e siamo arrivati al famoso teatro. Ovviamente sia nel pullman che fuori dal teatro abbiamo fatto un po’ di confusione, come è nostro solito. Abbiamo anche dovuto aspettare un bel po’ di tempo prima di poter finalmente entrare a teatro.

Durante lo spettacolo siamo rimasti affascinati dalla triste storia di “Biglia” e “Rospo”, due amici divisi da un bullo. Biglia è un ragazzo molto studioso e Rospo è un ragazzo molto vivace. Biglia e Rospo sono amici da sempre, ma un giorno nella loro classe, una seconda media, arriva un Robertino, un bullo più grande di loro, che fa diventare Rospo un bullo a sua volta. Rospo, spinto da Robertino, inizia a chiedere a Biglia dei piaceri che però sono assurdi, come quando gli chiedono di andare all’uscita del catechismo dai bambini più piccoli a chiedere loro dei soldi per comprare un pezzo per la moto. Biglia accetta perché costretto, poi iniziano ad obbligarlo a fare prima le verifiche per loro e poi per lui stesso, questo perché i due bulli non studiano, ma vogliono lo stesso bei voti nelle verifiche. Robertino e Rospo continuano per molto tempo a chiedere a Biglia questo favore, quando, un giorno, Biglia sbaglia a scrivere delle cose nella verifiche dei bulli. Rospo lo obbliga a spogliarsi davanti a tutti e a cantare una canzone nel bagno delle ragazze; lui , ancora, non dice niente a nessuno.

Un giorno i due bulli chiedono a Biglia se gli poteva portare una ragazza di terza che aveva offeso Robertino; Biglia gliela porta e quando la situazione diventa pericolosa, Biglia riesce a far scappare la ragazza e a raccontare tutto ai genitori.

Molti anni dopo Rospo è diventato un criminale, mentre Biglia è un avvocato. Rospo vuole un avvocato per il processo in tribunale, chiamano Biglia come avvocato, che appena lo vede gli stinge la mano.

Torneranno o non torneranno amici?

Gli attori sono stati molto convincenti nella loro interpretazione. Dopo lo spettacolo abbiamo avuto modo di parlare con loro: ci hanno raccontato come è nata la loro passione per il teatro e abbiamo discusso insieme sul bullismo.

Dopo il dibattito siamo ritornati a scuola: abbiamo fatto una breve riflessione sullo spettacolo con le nostre professoresse, che ringraziamo vivamente per averci permesso di vivere questa bellissima esperienza.

Siamo molto felici di aver potuto assistere a questo spettacolo bello e coinvolgente, perché ci ha dato l’opportunità di riflettere sul fenomeno del bullismo in modo più approfondito di quanto avessimo mai fatto.

Lucilla Cnapich e Tommaso Repetto, I D Secondaria