FIVE NIGHTS AT FREDDY’S: LA VERITA’ E’ SVELATA

freddyFive Nights at Freddy’s è il nuovo gioco horror da poco uscito è diventato subito il più famoso e pericoloso gioco horror.

Noi andremo a scavare nella storia di questo gioco perché ogni gioco horror non è sempre solo un’idea del programmatore, ma una storia vera successa realmente.

Esiste un negozio chiamato “Freddy’s Fazbear Pizza” in America nel quale si svolge il gioco, questo ristorante un tempo era un famoso locale nel quale c’erano “animatroni’ robot che si muovevano e parlavano da soli. Un tempo però al posto degli animatroni, nei pupazzi recitavano persone e nel costume di Freddy si trovava un serial killer che sfruttando la fede che avevano i bambini in Freddy, li portò in uno stanzino chiuso dove poi li uccise e li nascose nei costumi di Freddy l’orso, Bonnie il coniglio, Chica il pollo e Foxi la volpe (solo Chica è femmina); i bambini uccisi erano 5 e il quinto si pensa che sia Golden Freddy, un costume uguale a Freddy ma oro e si pensa che le anime di questi bambini controllino i pupazzi e vengano ad ucciderci (nel gioco), si pensa questa cosa perché sulla maschera di Freddy ci sono impronte di mani di bambino.

Si scoprì che i bambini si trovavano nei pupazzi mesi dopo perché sui pupazzi iniziarono a formarsi delle macchie di sangue negli occhi ed essi iniziarono a puzzare di persone morte, tanto che una persona li definì “carcasse animate”.

Nell’87 alla pizzeria durante il giorno della riapertura del locale (Five Nights at Freddy’s 2) a Foxi avviene un cortocircuito e morde una bambina strappandogli il lobo dell’orecchio destro e un adulto, la roba più creepy è che prima di mordere la bambina sembra avere sentimenti (strano per un animatrone) e sembra impossessato e dice frasi strane: “Non mi accetteranno mai” “Non sono come loro” “Uccidili”, e prima di morderla quasi per avvertirla di scappare dice “Non ho il controllo”.

Durante il giorno dell’uccisione dei bambini, la madre di quello che sarebbe diventato Golden Freddy aveva perso il bambino all’entrata dalla pizzeria e sentiva dentro di sé che suo figlio rischiava di morire se entrava lì; la canzone di “Five Nights at Freddy’s 2” è s’intitolata “It’s been so long” e racconta l’episodio in cui vennero uccisi i 5 bambini.

Nel gioco si trova anche un altro personaggio: “The Puppet”, che è quello che ha ridato la vita a 4 dei 5 bambini che poi sono diventati Bonnie, Chica, Foxi e Freddy; questo spiegherebbe perché nel gioco Golden Freddy sembra morto, ma non specificherebbe perché si muoverebbe, infatti nel 2 alcune volte potresti vedere un animatrone senza vestito, appunto quello appartenuto a Golden Freddy

Gli animatroni stanno sotto al controllo di The Puppet ma questo sta sotto un’altra persona: il suo assassino.

Ancora prima dell’apertura del locale c’è stata un apertura alla quale ha partecipato il bambino che sarebbe diventato “The Puppet”: lui non voleva andare al Freddy Fazbear Pizza; infatti cercò di allontanarsi cercando un posto dove non stare ad ascoltare le canzoni cantate da Freddy, Bonnie e Chica (allora cantate ancora da persone umane), ma incontra una persona col costume di Golden Freddy, il quale dopo averlo condotto nella cucina gli tolse tutta la possibilità di muoversi e lo trasformò nel “The Puppet”. Nel gioco bisogna far andare una canzoncina per non farlo uscire dalla scatola in cui si trova; questa canzone è quella che canticchiò l’assassino mentre lo torturava

Allora tutti voi ormai vi chiederete chi sarà il misterioso assassino, basta provare a pensare (per chi ha il gioco): nel 2 la guardia che c’è stata prima di te in un messaggio ti dice “Hai visto Foxi muoversi su East Hall, non è possibile non possono muoversi” e lo dice in un modo quasi per dire che ti vuole morto; sempre nel 2 in uno dei mini-giochi devi inseguire The Puppet e interpreti Freddy, il livello non è possibile se eseguito in un certo modo e questo modo è seguire The Puppet. Ad un certo punto tuttavia, ti arriva incontro il Purple Man che ti ferma, se si esamina la figura si può notare che ha un distintivo sul petto che è quello per identificare la guardia che lavora alla pizzeria e in mano ha un telefono che è quello che usa per mandarti i messaggi, quindi i messaggi che ti invia non sono pre-registrati, ma detti in diretta. Questo poi non è l’unico assassino o Purple Man; infatti dopo che finisci di lavorare nel 2, il giorno dopo riapre il ristorante; ma come?! Vuol dire che noi in realtà non parliamo del fatto che gli animatroni si muovevano e quindi quello che interpretavamo era il Purple Man che si trova in Five Nights at Freddy 1.

Questa è la storia che io e i miei amici abbiamo scoperto riguardo alla vera storia di Five Nights at Freddy e spero che a voi risulti interessante.

Diego Lazzari e Matteo Tognolo,

III B Secondaria, team del giornalino

VOGLIO FARE LA SCRITTRICE

scrittrice

Il libro che oggi vi voglio presentare si intitola “Voglio fare la scrittrice” e l’autrice è Paola Zannoner. Visto che ho appena finito di leggerlo e mi è sembrato fantastico ed istruttivo volevo presentarvelo.

Questo libro racconta di una ragazza di nome Maria Veronica che ha deciso di cambiare il suo nome in Mia quando era piccola. Questa è una ragazza semplice, dolce, carina e ha un solo scopo nella vita: scrivere. Sogna di diventare una celebre scrittrice, ma ogni volta che legge i suoi libri si pente di ciò che ha scritto, non è mai soddisfatta. Il suo grande sogno, infatti, è anche entrare nella più celebre scuola di scrittori, non è del tutto sicura della scelta, ma, quando scopre che in quella scuola ci sarà anche Sean Hamilton, il ragazzo per il quale ha perso la testa, accetta e ne entra a far parte.

Tutto ciò che le accade, lo confida alla sua amica del cuore: Genni, di cui lei si fida ciecamente. Durante l’anno scolastico la ragazza scrive un libro, che racconta di una bambina che si chiama Mia e si ispira a un diario che ha scritto quando era piccola. In questo diario racconta di quando voleva fare la ballerina, la cantante, la maga e molte altre fantasie. Insieme a racconti in parte inventati racconta anche un po’ di realtà. Mentre scrive il suo libro non dice ai genitori della scuola per scrittori e fa finta di studiare, anche se alla fine dirà loro la verità. Dopo tante fatiche, Mia riesce ad entrare in quella scuola scrivendo di un’avventura in barca e nella lista degli ammessi trova anche il nome di Sean.

Spero che questo romanzo vi possa piacere perché a me ha aiutato a scrivere meglio i temi che la mia prof mi ha dato per compito e perché la storia narrata è molto interessante ed il confronto tra la realtà e la fantasia di Mia si mescolano formando un unico insieme, dando così alla storia originalità. Per finire vi raccomando di leggerlo insieme a gli altri libri dell’autrice, tra quelli “Lasciatemi in pace”.

 Valentina Favara, I B Secondaria, team del giornalino

IN GIRO PER LA SCUOLA … CON TOPOLINO !

topolino

Il 19/02/15, la mia classe, la I A, insieme alla I E, siamo andati in giro per la scuola a suonare con il flauto il brano “Mickey Mouse March”, ovvero la famosa ” Marcia di Topolino”. Ciò è stato organizzato dalla professoressa Bolzoni, insegnante di musica in queste due prime. Inizialmente, la prof. ci ha affidato quello spartito come brano da suonare durante le vacanze di Natale, per allenarci. Lei non ci ha detto che successivamente saremmo andati  a suonare in giro per la scuola Secondaria,  perciò al momento della rivelazione, c’è stata una grande sorpresa ed emozione. Oltre a questo la prof Bolzoni ci ha affidato un ulteriore compito: preparare a casa … nientemeno che le orecchie di Topolino! Perciò quel giorno, dalle 10:15 circa alle 10:25, siamo andati in giro per la scuola a suonare il flauto con le orecchie di Topolino.

Secondo i commenti delle prof e dei miei amici, eravamo proprio carini! Durante la suonata, molte classi sono uscite dalle aule battendoci le mani. A quel punto scattava un po’ di imbarazzo! Non troppo però! Partiti dalle nostre due classi, siamo passati dal nostro piano incontrando tutte le prime e tutte le seconde medie, ad eccezione della II D, che si trova a piano terra.

Dopo quel corridoio, siamo scesi dalle scale e siamo andati incontro all’ ultima seconda mancante e a tutte le terze. Siamo passati dal giardino e dalla stradina che porta alla finestre delle classi citate poco fa. Queste ultime hanno riso come se gli avessimo detto una barzelletta. Rientrando nella scuola abbiamo incontrato … il Preside. Ci ha detto di ritornare in classe paragonando la nostra marcia ad una “sfilata di Carnevale!” A quel punto siamo ritornati nelle nostre classi, noi abbiamo ripreso la lezione di storia, un po’ senza fiato. Mi sa che abbiamo distratto gli altri ragazzi dalle loro lezioni. Anche se è durato poco, mi sono divertito molto!

Luca Innocenti  IA

Secondaria, team del giornalino