“IO ME NE FREGO” E TU?

locandinaUno degli spettacoli più coinvolgenti che la I D ricordi è sicuramente “Io me ne frego” di Valeria Cavalli. L’abbiamo visto al Teatro “Leonardo da Vinci” a Milano il giorno 1/3/2016.

C’era tanto entusiasmo per l’attesa che non siamo riusciti a concentrarci per fare lezione alla prima ora!

Finalmente siamo partiti con il pullman e siamo arrivati al famoso teatro. Ovviamente sia nel pullman che fuori dal teatro abbiamo fatto un po’ di confusione, come è nostro solito. Abbiamo anche dovuto aspettare un bel po’ di tempo prima di poter finalmente entrare a teatro.

Durante lo spettacolo siamo rimasti affascinati dalla triste storia di “Biglia” e “Rospo”, due amici divisi da un bullo. Biglia è un ragazzo molto studioso e Rospo è un ragazzo molto vivace. Biglia e Rospo sono amici da sempre, ma un giorno nella loro classe, una seconda media, arriva un Robertino, un bullo più grande di loro, che fa diventare Rospo un bullo a sua volta. Rospo, spinto da Robertino, inizia a chiedere a Biglia dei piaceri che però sono assurdi, come quando gli chiedono di andare all’uscita del catechismo dai bambini più piccoli a chiedere loro dei soldi per comprare un pezzo per la moto. Biglia accetta perché costretto, poi iniziano ad obbligarlo a fare prima le verifiche per loro e poi per lui stesso, questo perché i due bulli non studiano, ma vogliono lo stesso bei voti nelle verifiche. Robertino e Rospo continuano per molto tempo a chiedere a Biglia questo favore, quando, un giorno, Biglia sbaglia a scrivere delle cose nella verifiche dei bulli. Rospo lo obbliga a spogliarsi davanti a tutti e a cantare una canzone nel bagno delle ragazze; lui , ancora, non dice niente a nessuno.

Un giorno i due bulli chiedono a Biglia se gli poteva portare una ragazza di terza che aveva offeso Robertino; Biglia gliela porta e quando la situazione diventa pericolosa, Biglia riesce a far scappare la ragazza e a raccontare tutto ai genitori.

Molti anni dopo Rospo è diventato un criminale, mentre Biglia è un avvocato. Rospo vuole un avvocato per il processo in tribunale, chiamano Biglia come avvocato, che appena lo vede gli stinge la mano.

Torneranno o non torneranno amici?

Gli attori sono stati molto convincenti nella loro interpretazione. Dopo lo spettacolo abbiamo avuto modo di parlare con loro: ci hanno raccontato come è nata la loro passione per il teatro e abbiamo discusso insieme sul bullismo.

Dopo il dibattito siamo ritornati a scuola: abbiamo fatto una breve riflessione sullo spettacolo con le nostre professoresse, che ringraziamo vivamente per averci permesso di vivere questa bellissima esperienza.

Siamo molto felici di aver potuto assistere a questo spettacolo bello e coinvolgente, perché ci ha dato l’opportunità di riflettere sul fenomeno del bullismo in modo più approfondito di quanto avessimo mai fatto.

Lucilla Cnapich e Tommaso Repetto, I D Secondaria

LA NOSTRA AMICA TERRA

La società in cui viviamo non offre , come una volta, la possibilità di avvicinare il bambino alla terra, materiale che ama molto manipolare, per giocare dando spazio alla creatività. La scuola, quando le circostanze lo permettono, dà l’occasione di stare a contatto con la terra, non solo per puro divertimento, ma stimola il bambino a sviluppare un atteggiamento consapevole che l’ambiente naturale è un bene di tutti. Esso va difeso stabilendo regole che devono essere condivise.

L’esperienza “orto” è proposta ai bambini per rispondere alle domande e curiosità che nel quotidiano osservano, un ambiente che si trasforma e si modifica con il susseguirsi delle stagioni.

L ’orto diventa lo strumento per le attività di educazione alimentare, di educazione alla salute, di accrescimento della percezione sensoriale, dell’appropriarsi di un lessico poco usato, quasi sconosciuto, di conoscenze e di rispetto di tempi e di ritmi della natura e di prendersi cura della crescita di una piantina: una mansione non facile!

Noi ci stiamo provando.

ortoA marzo, con i consigli preziosi di nonno Augusto e di papà Stefano, abbiamo seminato e piantato in un piccolo pezzo di terreno del nostro giardino.

Abbiamo anche scoperto i lombrichi e il loro lavoro.

lombricoOra tocca ai “Leoni” della scuola dell’infanzia di Mezzate proseguire con impegno e senza scoraggiarsi se il risultato non dovesse corrisponde alle aspettative.

fioriLeoni, Infanzia Mezzate

 

“CON LA MIA VOCE” – EDIZIONE 2015

concorsoQuest’ anno il concorso di lettura espressiva “Con la mia voce” si è tenuto nel trimestre e questa notizia ha sconvolto i tempi. Si è dovuto organizzare tutto con più fretta e le selezioni sono procedute velocemente. Quest’ anno la categoria “Teatro” ha ceduto il posto a “Saggi e Articoli di Giornale”, lo stesso con “Letteratura fino al ‘900” è stata sostituita dalla categoria “Lettere e Discorsi Pubblici”; quindi i ragazzi si sono cimentatati nella lettura espressiva di due nuovi stili di scrittura.

Dopo le due selezioni iniziali, i partecipanti, tra cui io, hanno avuto l’accesso alla finale al Teatro De Sica; i finalisti, insieme alle prof. organizzatrici, si sono trovati venerdì 4 e giovedì 10 dicembre al teatro per provare i testi di lettura le ultime volte prima della finale e capire come organizzarsi quella sera.

La sera dello spettacolo, prima della lettura dei testi, tutti i partecipanti si sono riuniti sul palcoscenico e hanno acceso una candela, in ricordo dei caduti dell’ultima strage terroristica a Parigi. Mentre noi tenevamo acceso quel cero, alcuni ragazzi componevano dietro di noi la bandiera della pace, con i cartoncini colorati.

Dopo ciò, è iniziata la finale del concorso di lettura 2015: a partire sono stati i bambini delle quinte elementari. Mentre i ragazzi salivano sul palco e venivano presentati dai presentatori, due ex-alunni della Montalcini, Erika Cordisco e Giulio Cavina, ad accompagnali c’era un video, montato da ragazzi di terza media.

A seguire hanno letto i ragazzi che leggevano un brano di “Narrativa Contemporanea”, sezione con più ragazzi partecipanti. Dopo è toccato alla “Poesia”, successivamente a “Saggi e Articoli di Giornale”, e per ultimi i generi “Comico” e “Discorsi Pubblici”.

Dopo che tutti abbiano letto, la giuria si è ritirata per decretare i vincitori. Nel frattempo, sono stati invitati ex alunni di questa scuola secondaria a leggere aforismi sull’amore. Dopodiché la giura è tornata per annunciare il verdetto finale; io, insieme ai miei compagni, ci siamo aggiudicati il primo posto e i presentatori hanno ceduto la parola alla preside e all’ ex preside, i quali hanno chiuso la serata facendo i complimenti a tutti i partecipanti.

Luca Innocenti, II A Secondaria,

team del giornalino

IL DIRITTO: UNA PASSIONE E UNA MISSIONE

Conosciamo la nostra nuova Preside

Molti ragazzi vorrebbero sapere cosa pensa il proprio Dirigente Scolastico della scuola e il motivo per cui ha voluto fare questo mestiere. Da quest’anno abbiamo una nuova Dirigente, la prof.ssa Margherita Fazio. Così abbiamo deciso di intervistarla.

Ecco la nostra intervista:

  • Qual era il suo sogno d’infanzia?

Il mio sogno era di avere una famiglia e dei figli. Sono riuscita a realizzarlo, perché ho un marito, con cui sto da quaranta anni, e due figli, che oggi sono grandi, uno di ventuno anni e l’altro di ventisei anni.

  • Si sarebbe mai aspettata di diventare Preside? Si è mai pentita della sua scelta?

No, non pensavo che lo sarei diventata. Dopo due mesi ancora non mi sono pentita di esserlo, perché ho sempre curato con attenzione gli studenti e ritengo da Preside che si possa fare ancora di più.

  • Cosa ne pensa della nostra scuola e dei suoi docenti?

Mi trovo benissimo in questa scuola, perché ho trovato tanta professionalità, tanta dedizione e passione per il proprio lavoro e professori con tanta voglia di crescere e di mettersi in gioco anche alla luce delle nuove leggi che regoleranno la scuola.

  • Lei che tipo di alunna era? Qual era la sua materia preferita?

Ero brava a scuola e non ho mai avuto problemi. Infatti i miei genitori non hanno mai conosciuto il mio preside. La mia materia preferita era italiano. Poi crescendo è nata la mia passione per il diritto, che mi ha portata alla laurea in Giurisprudenza. Sono fiera di avere avuto come professore il nostro attuale Presidente, il professor Sergio Mattarella, per me è stato un grande insegnamento di vita.

  • E’ mai stata vittima di bullismo? Secondo lei il problema del bullismo si è diffuso anche tra noi?

Non sono mai stata vittima di bullismo. Secondo me, il bullismo non è diffuso in questa scuola, se non in quelle forme embrionali di arroganza che alcuni alunni adottano e che poi devono essere represse con il tema del rispetto delle regole.

  • Che tipo di professoressa era?

Ho insegnato Diritto ed Economia per circa trenta anni in un Istituto Superiore, nel mio lavoro ero un’insegnante molto umana: anche se avevo nove classi, tutti gli studenti erano veramente importanti per me. Ero severa invece nell’ambito del loro apprendimento.

  • Secondo lei, quali differenze ci sono tra gli alunni che frequentano la Scuola superiore e quelli che invece frequentano le Scuole medie?

Nessuna, secondo me, tutti devono essere seguiti sin dall’inizio ed è molto importante intervenire sulla formazione di una persona sin dalla Scuola Primaria. Il percorso di crescita deve essere curato dalla scuola e quindi dai professori in strettissima collaborazione con le famiglie. Io credo fermamente in questa sinergia.

  • Qual è il suo libro preferito?

Prima di venire in questa scuola e diventare Preside, leggevo due libri alla settimana. Non ho nessun libro preferito, perché mi piacciono tutti.

  • Quali sono i suoi progetti per il futuro della scuola?

Intendo sensibilizzare i miei studenti, insieme ai professori, sul tema della legalità e creare un progetto, che possa condurre ciascuno di loro a formarsi una mente giuridica. Ciò li aiuterà nella vita e darà loro la consapevolezza della necessità del rispetto dei diritti e dei doveri che ogni uomo deve avere in una civile convivenza.

Per noi è stato un piacere conoscere meglio la nostra nuova preside e speriamo che rimanga ancora per molto tempo, per poter passare dei magnifici anni insieme.

Martina di Nuzzo e Sara Inzadi, II B Secondaria, team del giornalino

INCONTRO CON LA PROTEZIONE CIVILE

pcLunedì 11 gennaio, durante l’ora di storia, dei volontari della Protezione Civile sono venuti a spiegarci che cos’è la Protezione Civile e quali funzioni ha.

La Protezione Civile è la struttura che si occupa del coordinamento delle politiche e delle attività in tema di protezione civile. Essa fa capo alla Presidenza del Consiglio della nostra Repubblica e provvede a livello nazionale alla previsione, prevenzione, gestione e superamento di disastri, calamità, umane e naturali, e di situazioni di emergenza.

Si divide in 10 strutture operative:

  • Il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco (che non si occupano solo di spegnere incendi, ma hanno anche altri incarichi)
  • Le Forze Armate come l’esercito, la marina e l’aeronautica
  • Le Forze di polizia
  • Il Corpo Forestale dello Stato
  • I Servizi Tecnici Nazionali
  • L’Istituto Nazionale di Geofisica (che si occupa di prevedere i terremoti grazie anche a delle apparecchiature: i SISMOGRAFI)
  • La Croce Rossa Italiana (che segue anche i campi profughi)
  • Le strutture del Servizio Sanitario
  • Le Organizzazioni di Volontariato di P.C.
  • Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino Speleologico (CNSAS)

La Protezione Civile interviene normalmente in caso di frane, alluvioni, terremoti, esondazioni, valanghe, incidenti navali e incidenti aerei.

Le valanghe rappresentano il 6,9% dei disastri naturali, le alluvioni rappresentano il 41,4% e le frane rappresentano il 51,7% dei disastri naturali.

Le frane avvengono a causa di eccessiva pioggia e a causa di disboscamento causato dall’uomo che costruisce edifici che spesso si trovano in pendii o a mezzacosta.

Per soccorrere invece persone rimaste colpite da terremoti intervengono le unità cinofile, composte da esperti con cani che annusano per cercare se ci sono dei superstiti. Dirige la Protezione Civile il Sindaco nelle città e il Prefetto nelle regioni.

La Protezione Civile oltre a occuparsi di queste attività, si occupa di prevenzione, previsione, soccorso e superamento delle emergenze. Quindi cerca di evitare che ci siano problemi e cerca di risolverli, se ci sono. Secondo me è molto utile e la conferenza a cui abbiamo assistito è stata davvero interessante.

Tommaso Repetto, I D Secondaria

A PICCOLI PASSI VERSO LA LETTURA

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Il nostro Istituto Comprensivo da anni collabora con la Biblioteca Comunale a tutti i livelli di istruzione senza distinzione di ordine e grado.

Si aprono porte e mondi di collaborazione per far crescere i nostri alunni in un ambiente ricco di stimoli e aperto a proposte e collaborazioni di esperti esterni che ci aiutano ad arricchire i nostri programmi e a far passare valori e informazioni in una rete di competenze specifiche.

La nostra scuola dell’infanzia utilizza diversi strumenti educativi, ma un posto rilevante lo dedica alla lettura di fiabe e favole, storie e racconti che ci aiutano a sviluppare un percorso didattico pieno di emotività e ricco di stimoli cognitivi.

Crediamo fermamante che un adulto che legge ad alta voce ad un bambino compie un atto d’amore e ciò ha risvolti importanti per lo sviluppo della personalità del piccolo.

Nell’esperienza condivisa della lettura e dell’ascolto, infatti, adulto e bambino entrano in sintonia attraverso i mondi che prendono vita, in una comunicazione intensa e piacevole fatta di emozione, che conferma il loro legame affettivo. La lettura offre la possibilità di esplorare le proprie emozioni, la possibilità di avere un canale alternativo di conoscenza, favorisce la comprensione di sé e del mondo che lo circonda, allarga la mente alla scoperta e all’esplorazione; sviluppa l’immaginazione, la fantasia, la creatività, la curiosità, amplia la memoria; potenzia le capacità logiche e astrattive. Sul piano linguistico, la lettura, stimola lo sviluppo del linguaggio, arricchisce il vocabolario, migliora la qualità lessicale. Dal punto di vista sociale è dimostrato che i bambini abituati alla lettura operata dalla famiglia in età prescolare, presentano migliore rendimento scolastico, inserimento sociale, capacità di risoluzione dei problemi. Sotto il profilo culturale, infine, la trasmissione di storie e racconti da adulti a bambini è stata vista come uno dei canali del passaggio di valori, messaggi etici e tradizioni da una generazione all’altra.

Quest’anno in occasione della visita alla Biblioteca Comunale abbiamo strutturato un percorso che potesse interloquire con la nostra programmazione, in particolare con il progetto “ Io cittadino del mondo”. Un argomento importante che ci aiuta a capire che siamo in una comunità di individui diversi ma con regole che ci aiutano a convivere in modo pacifico.

Abbiamo raccontato alcune storie per iniziare il nostro percorso e una di queste intitolata “Il principe e la Costituzione”, è stata letta da Emanuela, la bibliotecaria.

La storia racconta di un principe di nome Rodolfo che detta leggi bizzarre ai cittadini di Uhr. Le leggi riguardano, infatti, il colore delle tende, i dolci per la colazione, i giorni della settimana… Un giorno però Rodolfo esagera e decide di far mangiare ai suoi sudditi solo le brioche e di non far vendere più il pane ai fornai. Le persone si arrabbiano e lo cacciano via. Rimasti senza principe, scoprono presto che non possono vivere senza regole che organizzino la vita comune su basi giuste: scoprono di aver bisogno di una Costituzione ma non è facile stilarla e così iniziano una serie di votazioni…fin quando la Costiuzione, che è un insieme di leggi importanti, viene scritta su tavole di pietra e posta all’entrata della città!

Questa lettura ha affascinato i bambini e nello stesso tempo da una parte li ha fatti divertire, dall’altra riflettere sui comportamenti.

In seguito anche loro hanno sperimentato cos’è una votazione attraverso la scelta di preferenze da colorare su un foglietto e la vittoria democratica fra una preferenza rispetto l’altra.

La successiva tappa, poi, è stata la visita alla biblioteca e la scoperta delle regole che permettono l’utilizzo dei libri, dei cd,.. per ogni fascia d’èta.

La nostar uscita è stata una bella occasione per scoprire un luogo, adatto ai bambini, ricco di opportunità per il materiale messo a disposizione e per le iniziative proposte.

I bambini hanno potuto esplorare i vari ambienti sotto la guida della bibliotecaria e hanno poi sfogliato dei libri che catturavano la loro attenzione. Hanno, inoltre, scoperto le regole della biblioteca e potuto ascoltare la lettura di un testo specifico sulla cittadinanza.

Il tutto è terminato con “un arrivederci” ai bambini sia con le proprie famiglie che con la speranza di rincontrarci in primavera.

Le insegnanti dei Remigini delle sezioni Farfalle,Giraffe e Pulcini della scuola dell’Infanzia di Zeloforamagno

I COLORI DELL’AMICIZIA

arcobalenoTanto tempo fa i colori fecero una lite furibonda. Tutti si proclamavano il migliore in assoluto, il più importante, il più utile, il favorito.

Il ROSSO poco distante urlò: “Io sono il re di tutti voi! Io sono il colore del sangue e il sangue è vita, il colore del pericolo e del coraggio. Io sono il colore della passione, dell’amore, della rosa, del papavero…”

Il VERDE disse: “Sono io il più importante. Io sono il colore della vita e della speranza. Io dono il mio colore dell’erba, agli alberi, alle piante, senza di me tutti gli animali morirebbero. Guardatevi intorno nella campagna e vedrete che io sono in maggioranza.

Il BLU lo interruppe: “Tu pensi solo alla terra, ma non consideri il cielo ed il mare? È l’acqua la base della vita che viene giù dalle nuvole nel profondo del mare. Senza di me voi non sareste niente”.

Il PORPORA si alzò in tutta la sua altezza: era molto alto e parlò con voce in pompa magna: “Io sono il colore dei regnanti e del potere. Re, capi e prelati hanno sempre scelto il mio colore perché sono il segno dell’autorità e della sapienza”.

L’ARANCIONE si fece largo: “Io sono il colore della salute e della forza. Posso essere scarso, ma prezioso, perché io servo il bisogno della vita umana. Io porto con me le più importanti vitamine. Pensate alle carote, mango e papaia. Io non sono presente tutto il tempo, ma quando riempio il cielo nell’alba e nel tramonto, la mia bellezza è così impressionante che nessuno pensa più a voi”.

Il GIALLO rispose: ”Voi siete tutti così seri. Io porto sorriso, gioia e caldo nel mondo. Il sole è giallo, la luna è gialla, le stelle sono gialle. Quando fioriscono i girasoli, il mondo intero sembra sorridere. Senza di me non ci sarebbe allegria”.

E così i colori continuarono a discutere convinti di essere ognuno superiore agli altri. Litigarono sempre più violentemente senza sentire ragioni.

pace

Improvvisamente un lampo squarciò il cielo seguito da un rumore fortissimo. Il tuono e la pioggia che seguì violenta li impaurì a tal punto che si strinsero tutti insieme per confortarsi.

Nel mezzo del clamore la pioggia cominciò a parlare: “Voi sciocchi colori litigate tra voi e ognuno cerca di dominare gli altri. Non sapete che ognuno di voi è stato creato per un preciso scopo unico e differente? Tenetevi per mano e venite con me”.

Dopo che ebbero fatto pace essi si presero tutti per mano formando un arcobaleno. L’arcobaleno è un segno di speranza e di pace per il domani.

E così, quando una buona pioggia lava il mondo, e l’arcobaleno compare nel cielo, ricordiamoci di apprezzarci l’uno con l’altro.

girotondo

Da qui prende spunto anche la bandiera della Pace.

bandiere

Questa bellissima storia è stata utilizzata dalla scuola dell’infanzia di Mezzate per aprire l’anno scolastico e fare la festa dell’accoglienza, momento in cui si da il benvenuto ai nuovi bambini della scuola.

Successivamente abbiamo scoperto che fuori dalla nostra scuola ci sono due bandiere, le abbiamo riprodotte e ve le mostriamo:italiaeuropapng

Sono le bandiere che rappresentano l’ Italia e l’ Europa!!!!

Nella sezione dei Leoni però ci sono dei bambini che provengono da paesi diversi dal nostro, così abbiamo festeggiato la loro presenza nel nostro paese scoprendo e riproducendo le loro bandiere:

perù

PERÙ

romania

ROMANIA

ECUADOR

ECUADOR

SENEGAL

SENEGAL

FRACIA

LA NOSTRA AMICA FRANCIA

Leoni, Infanzia, Mezzate

 

RACCORDI 2015-16

Salve a tutti, mi chiamo Paola Merli ed insegno nella scuola dell’infanzia di Mezzate nella sezione Leoni. Quest’anno, per la seconda volta, mi è stato attribuito l’incarico di Funzione Strumentale Continuità. Tra le varie mansioni, la più importante è quella di coordinare, progettare e realizzare attività comuni per le classi negli anni ponte, più comunemente chiamate “RACCORDI”.

A differenza dell’anno scorso, questa annata gli insegnanti dell’istituto “Rita Levi Montalcini” vogliono intensificare i momenti di incontro tra la scuola dell’infanzia e la primaria.

Di seguito vi racconto ciò che abbiamo fatto nel primo quadrimestre. I docenti delle quinte, future classi prime, si sono recati con i loro alunni alle due scuole dell’infanzia con pezzi di tanti Babbo Natale e pupazzi di neve da ricomporre. Con questi lavoretti si sono abbelliti i plessi delle primarie in vista del Natale.

SCUOLA PRIMARIA DI MONASTEROLO

NATALEMONASTEROLO

 

SCUOLA PRIMARIA DI MEZZATE
BABBI

Nel mese di dicembre l’infanzia si è recata alla primaria per incontrare i vecchi compagni (classi prime) e insieme a loro decorare l’albero di Natale dei plessi e scambiarsi gli auguri natalizi.

SCUOLA DELL’INFANZIA

DELL’INFANZIA ZELOFORAMAGNO

SEZIONI GIRAFFE, FARFALLE E PULCINI

CLASSI V A, B, C PRIMARIA MONASTEROLO

ALbero 1

albero 2

AL

A gennaio sono invece previsti i raccordi tra la primaria e la secondaria di primo grado: i ragazzi di quinta vivono un paio d’ore di lezione nella scuola futura cogliendo l’occasione per conoscere sia gli ambienti che alcuni professori.

Altri momenti di raccordo tra infanzia e primaria classi quinte, sono previsti nei mesi di marzo e aprile. In queste occasioni i bambini faranno un tour delle scuole, mangeranno nelle mense e approfondiranno la conoscenza con le future maestre. Il raccordo si concluderà con una “lezione” delle insegnanti della primaria ai bambini presso la propria scuola dell’infanzia.

In tutti i momenti viene data la possibilità anche ai bambini frequentanti altre scuole di vivere i raccordi con noi per permettere un passaggio il più sereno possibile a settembre.

Per permettere anche ai genitori di conoscere la nuova scuola che i propri figli frequenteranno, Il Dirigente ha predisposto delle riunioni in cui illustrerà le principali informazioni utili all’iscrizione e degli Open Day per la visita degli ambienti scolastici:

GIORNO ORARIO TIPO DI INCONTRO
8 gennaio 2016 17.00-18.00 Riunione per nuovi iscritti scuola dell’infanzia
9 gennaio 2016 9.00-11.00 Riunione per nuovi iscritti scuola secondaria di primo grado
9 gennaio 2016 11.00-13.00 Riunione per nuovi iscritti scuola primaria
14 gennaio 2016

18 gennaio 2016

16.00-18.00 OPEN DAY

scuola dell’infanzia

11 gennaio 2016

12 gennaio 2016

18 gennaio2016

 

10.45-12.30 OPEN DAY

scuola primaria

11 gennaio 2016

14 gennaio 2016

10.05-12.00 OPEN DAY

scuola secondaria di primo grado

19 gennaio 2016 8.05-9.55 OPEN DAY

scuola secondaria di primo grado

Vi riaggiornerò in primavera con i prossimi raccordi.

La Funzione Strumentale Continuità

Paola Merli

LE NOSTRE AMICHE PULCETTE

61vt17GmKJL._AC_SY220_La Scuola è ricominciata da poco e ci siamo ritrovati a scuola con i nostri compagni. Ci sono anche bambini nuovi: “Che bello, nuovi amici!”.

Una mattina le nostre maestre ci hanno raccontato una bella storia. La storia racconta di alcune “pulcette” … “pulcette”? …Sì, proprio Pulcette, che vivono in un materasso … che ridere!

Queste Pulcette stavano bene nel loro materasso, facevano delle feste, ballavano, si divertivano, però dopo un po’ cominciarono ad annoiarsi e decisero di uscire a trovare nuovi amici… Andarono in giardino per incontrare qualcuno.

Incontrano una formica ma scappano perché sembra antipatica; incontrano un’ape sopra un fiore, ma scappano per paura che con il pungiglione possa pungerle; incontrano una cimice, ma scappano perché puzza.

Tornano nel loro materasso dispiaciute di non aver trovato nessun nuovo amico, però una pulcetta dice: “Se non fossimo fuggite ogni volta che incontravamo una faccia nuova, a quest’ora avremmo già trovato tanti nuovi amici!”.

Alla fine della storia le maestre ci hanno letto una frase molto vera:

Perché nel paese delle pulcette, come in tutti i paesi del mondo, non serve a nulla cercare nuovi amici se si ha paura di conoscerli. Ora anche le pulcette lo sanno.”

IMG-20151014-WA0012Abbiamo parlato tanto delle pulcette e di come a volte, per paura non ci avviciniamo ad un bimbo nuovo oppure lo mandiamo via da noi.

Abbiamo disegnato quello che ci era piaciuto di più della storia.

Le pulcette sono grandi amiche si vogliono bene e ognuna è diversa e per questo sono bellissime.

C’è la pulcetta multicolore, la pulcetta grassa, la pulcetta con le zampe lunghe lunghe, la pulcetta con gli occhi grandi e la pulcetta magra come un chiodo.

Anche noi bambini siamo tutti diversi e per questo bellissimi e se impariamo a conoscerci possiamo diventare grandi amici!

Avere tanti amici è bello perché non sei solo!

Proprio perché siamo tutti amici abbiamo realizzato due bellissimi cartelloni: uno con le pulcette in giardino e uno con le pulcette nel materasso che festeggiano.

Ognuno di noi ha disegnato la sua pulcetta.

IMG-20151014-WA0011La cosa più divertente è stata giocare con il pongo. Siamo stati bravissimi perché ognuno di noi ha fatto la sua pulcettina e poi le abbiamo portate a casa.

Le pulcette ci hanno insegnato che non bisogna aver paura dei bambini che non conosciamo, ma che dobbiamo imparare ad avvicinarci con un sorriso e dire: “Ciao, vuoi giocare con me?”

pulcette marzia

Infanzia, Zelo

 

IO CITTADINO DEL MONDO

La cittadinanza è il percorso svolto dai bambini di 4 anni della sezione Delfini, all’ interno del progetto : “ Io cittadino del mondo”.

Nonostante la complessità dell’ argomento, i bambini sono riusciti ad affrontare serenamente i temi della guerra, della Pace e della solidarietà imparando l’importanza di aiutare gli altri grazie alla storia “ I colori dell’arcobaleno”.

Durante il percorso i bambini hanno realizzato un pannello che rappresenta il racconto e un bellissimo arcobaleno fatto con tutte le impronte delle loro manine!

L’arcobaleno è anche il fondale della bandiera della Pace ed è stato divertente dipingere con tutti i suoi colori, in particolare i bambini hanno scoperto che alcuni si possono creare mischiandone altri: per loro una vera magia !!!
Con il bianco e il nero … ecco il grigio, con il giallo e il rosso…l’arancione, con il giallo e il blu…il verde e l’arcobaleno è presto fatto !!!

arcobaleno

I colori dell’arcobaleno

C’erano una volta due paesi vicini, nei quali tutto era grigio, perché erano in guerra fra loro. Le case, i fiori, i prati, il cielo, il sole e perfino le persone erano grigie. Tutto era grigio e la gente non ricordava più che cos’erano i colori; e, assieme ai colori, non ricordava più che cos’erano i sentimenti. Nessuno in quei due paesi era felice, ma neanche triste; nessuno aveva paura, ma neanche rideva; nessuno provava meraviglia, ma neanche disprezzo; nessuno odiava, ma neanche amava. Tutti erano così, né bianchi, né neri, né colorati, ma solo grigi.

Un giorno passò da quelle parti un bambino che proveniva da un paese lontano dove ogni cosa aveva un colore intenso: il sole era giallissimo e il cielo azzurrissimo, i fiori coloratissimi. Il bambino passò per le vie dei due paesi stupito nel vedere tutto grigio. Ma la cosa che più lo scosse furono le persone; nessuno salutava, tutti camminavano come dei robot.

Il bambino incontrò un ragazzo e lo salutò con un sorriso. Subito dalle sue mani uscì l’azzurro che coprì il cielo. Poi il bambino incontrò una signora anziana che portava la spesa a fatica e l’aiutò; subito dalle sue mani uscì il colore verde che coprì tutti i prati. A quel punto la gente iniziò a fermarsi e a guardarsi attorno con stupore e a scrutare il bambino incuriosita. Il bambino, felice per quello che stava accadendo, diede un bacio ad un bambino piccolino che piangeva perché era caduto; subito, dalla sua bocca uscì il colore rosso che andò a colorare i tetti delle case e i fiori dei prati.

A quel punto perfino i due re uscirono dai loro castelli ed iniziarono a guardarsi intorno felici. Dalle mani delle persone, che incominciarono a sorridere, scambiarsi gesti di saluto e di solidarietà, uscirono colori bellissimi che andavano a riempire ogni strada nei due paesi. Felici di aver ritrovato i colori, gli abitanti di entrambi i paesi si abbracciarono, la guerra finì e in cielo spuntò l’arcobaleno. I due re decisero che per la pace ritrovata si doveva fare una grande festa e addobbarono le città con bandiere, palloncini e festoni colorati e insieme ballarono e cantarono felici, in amicizia.

Delfini, Infanzia, Zelo

NIENTE E’ MIO PERCHE’ TUTTO E DI TUTTI

DSCF2710Motore trainante della nostra programmazione è il progetto “ IO CITTADINO DEL MONDO”.

Scopo di questo progetto è quello di favorire un primo approccio verso la realtà circostante che consenta al bambino di “scoprire se stesso accorgendosi dell’altro”.

Ogni bambino ha potuto personalizzare un soggetto ovvero la sagoma stilizzata di un bambino, a proprio piacimento e secondo le abilità personali acquisite.

DSCF2709Protagonisti attivi, i bambini della scuola dell’Infanzia di Zelo, hanno risposto in maniera propositiva; il contributo di tutte le fasce d’età (tre, quattro, cinque anni), ha favorito lo sviluppo di una cooperazione collettiva che si è concretizzata nell’allestimento del salone.

Niente è mio perchè tutto e di tutti, il nostro cammino è solo all’inizio ma chi ben inizia è a metà dell’opera !!!DSCF2709

Antonia De Girardis

Infanzia Zelo

 

RICORDO DELL’EXPO

expoL’Esposizione Universale del 2015 si è tenuta a Milano e le classi seconde ci sono andate. La II E e la II D vi sono andate il 30/09/2015. Una bella giornata per visitare l’EXPO.

Il tema scelto per Milano Expo 2015 è stato nutrire il “nutrire il pianeta: energia per la vita”. L’EXPO si è aperto l’1/05/2015 e si è concluso il 31/10/2015. Hanno partecipato 146 paesi con i rispettivi padiglioni. Le due vie principali erano il cardo e il decumano. Il cardo ospitava palazzo Italia e i padiglioni minori, quali quelli delle varie regioni e città italiane. I padiglioni degli altri Stati si trovavano sul decumano. I più importanti erano: il Giappone, gli Emirati Arabi Uniti e Marocco. Nell’ultimo periodo in questi padiglioni la fila raggiungeva addirittura svariate ore. In ogni padiglione vi erano le principali colture tipiche di ogni paesi.

Altri padiglioni erano: Germania, Spagna, Francia, Italia , Svizzera, Olanda, Brasile, America, Stati Uniti…Noi quando ci siamo andati abbiamo visto qualche padiglione ma non tutti. Eravamo divisi in gruppi e io ero con Marco, Mattia, Simone, Alice, Karina, Barbara e la prof Gagliardo di musica. Noi come gruppo abbiamo visto il padiglione del Brasile, il padiglione zero e poi alcuni paesini come per esempio l’Afghanistan. Il padiglione zero praticamente era un po’ l’introduzione dell’Expo. Faceva vedere un po’ l’origine del cibo, l’importanza del cibo e c’era un angolo dove si vedeva tutto il cibo che ogni persona spreca. Invece quello del Brasile era bellissimo: facevano camminare su una rete dove bisognava tenersi in piedi ed era molto difficile, però divertente. Una volta conclusa la camminata si esce tramite una specie di tunnel e ci si ritrova dove c’è il padiglione della Colombia.

Ad ottobre quasi tutti i giorni i padiglioni dell’ Italia, degli Emirati Arabi e del Giappone chiudevano prima perché verso le 16 raggiungevano anche le 6\7 ore di fila. I padiglioni con meno fila erano quelli alla fine ovvero i paesini piccoli dove non c’era tanto da visitare.

Io però poi ci sono andato con la mia famiglia dove abbiamo visitato anche Spagna e Afghanistan. La Spagna mi ha un po’ deluso, mi aspettavo qualcosa di più, invece dopo aver fatto la solita fila, ho trovato dei piatti sotto il pavimento e sui muri delle specie di quadri, poi uno schermo dove fanno vedere uno spettacolo. Mentre l’ Afghanistan era abbastanza carino e c’erano un po’ di cose fatte a mano proprio da loro.

L’Expo è stato un evento che mi è piaciuto molto e spero che qui a Milano magari lo rifaranno.

Simone Barbato, II D Secondaria,

team del giornalino

LETTERA DEL SINDACO NEOELETTO AI SUOI ELETTORI

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Volevo scrivere ai miei elettori che sono contento che abbiano fiducia in me, che si fidino a tal punto da affidarmi un compito così importante, prometto che non li deluderò e sarò contento se continueranno a sostenermi.

Ringrazio i miei compagni, che hanno tentato più volte “di ammutinarsi”, ma che alla fine mi hanno sostenuto. I professori che, compito ancor più arduo, ci hanno sopportato, soprattutto la professoressa Bramuzzo che in questo breve periodo ci ha aiutato, come le altre prof. hanno aiutato le loro classi. Volevo ringraziare tutti i docenti e insegnanti che negli anni della mia vita, mi hanno dato un’ istruzione tale da diventare quello che sono.

E un ringraziamento speciale va al Comune che ci ha dato questa grandissima opportunità. Ringrazio tutti voi per la fiducia che mi avete dato per rendere Peschiere migliore di così. Vorremmo iniziare migliorando la scuola con armadietti scolastici, bar scolastico diretto dai ragazzi disabili. Poi, sempre per noi ragazzi, vorremmo rimettere in uso il centro sportivo del “Peschierello” e dotarlo di attrezzature da skate, da basket e calcio. Vorremmo far costruire un fattoria didattica e molti altri progetti dedicati allo studio della natura. Molti dei nostri progetti sono dedicati alla scuola, a noi ragazzi e all’ambiente.

Grazie ancora e buon lavoro a tutti!

Riccardo Signorotto, II D Secondaria

DIVENTIAMO PROTAGONISTI DEL NOSTRO FUTURO

MLLuigi Provenzano, un Maestro del Lavoro, il 20 ottobre è venuto a tenere una conferenza con noi sul mondo lavorativo e sulla nostra imminente scelta della scuola superiore.

Il termine “Maestro del Lavoro” è un titolo che viene assegnato ad alcune persone che si sono distinte per particolari meriti, come aver migliorato, grazie ad alcune innovazioni, l’efficienza di macchine, o perché con il loro impegno hanno preparato nuove generazioni nell’ambito di quel lavoro. La premiazione avviene il primo maggio in qualunque città italiana per opera di ministri, o a Roma, del Presidente della Repubblica, in quel momento alle persone meritevoli viene consegnato un distintivo chiamato “Stella al Merito”.

Luigi ha iniziato il suo intervento ponendoci alcune domande: ”Che cosa significa lavorare?” – “Quali sono le regole?” – “ Qual è il comportamento giusto da tenere?”, ma prima ce ne ha fatta un’altra che per noi è stata di maggior impatto e sulla quale abbiamo discusso: “Perché si va a scuola?” La risposta più corretta è stata: per imparare le discipline di studio; infatti la scuola esalta l’intelligenza (che non significa solo saper risolvere problemi matematici ma significa conoscere), la socialità, l’inventiva, il comportamento. Tutti questi sono considerati valori fondamentali.

Una cosa che mi ha molto colpita del suo discorso è che con parole semplici ci ha fatto capire che la vita, come la scuola, presenta sempre delle prove più o meno difficili e noi dobbiamo considerare questi anni come un’esercitazione alla vita.

Per poterci preparare in modo adeguato alla vita lavorativa, ci ha spiegato che è molto importante la scelta della scuola, che deve essere solo nostra, perché infatti siamo solo noi i protagonisti del nostro futuro.

Per questo è fondamentale porsi un obbiettivo che deve essere raggiunto e dei limiti che devono essere superati e cercare di aprire la mente alla curiosità e alle nuove informazioni che si acquistano giorno per giorno.

Questa è la parte che riguarda il nostro presente e la nostra sempre più prossima scelta della scuola.

Per riuscire al meglio nel mondo lavorativo ci ha dato altri consigli:

  • Non perdere tempo a cercare il lavoro della vita;
  • Cercare inserzioni sui giornali o su internet;
  • Porre domande di lavoro;
  • Fare colloqui di lavoro;
  • Informarsi sul posto in cui si andrebbe a lavorare.

È di eguale importanza non rifiutare mai, soprattutto se si è all’inizio, proposte di lavoro.

Le professioni si dividono in due grandi gruppi: subordinati e autonomi. Ognuno di questi ha dei pro e dei contro, ma entrambi permettono di guadagnare.

In quelli subordinati dipendi e lavori per qualcuno, mentre in quelli autonomi non hai nessuno a cui devi sottostare.

È fondamentale ricordare che non bisogna cercare di diventare un uomo di successo, ma diventare un uomo di valore.

Secondo me questo incontro è stato molto importante per il mio futuro perché mi ha fatto capire che il periodo scolastico è essenziale per la mia vita lavorativa.

È infine, importante ricordare, come il signore Provenzano ci ha sottolineato, che non ci si pente mai di aver studiato e quindi bisogna approfittare della scuola il più possibile.

Benedetta Cazzulani, III D Secondaria, team del giornalino

C.C.R.: UNA NUOVA AVVENTURA!

ccrTornati a scuola dopo le vacanze estive, abbiamo scoperto cosa ci stava aspettando: un misterioso C.C.R. . Questa sigla è rimasta un mistero per un po’ di giorni, ma alla fine si è rilevata un acronimo per “Consiglio Comunale dei Ragazzi”.

Ogni classe doveva ideare un progetto realizzabile in Peschiera Borromeo, magari non esistente ancora, o proporre qualcosa da ristrutturare e poteva realizzare questo progetto lavorando con un’altra classe. Hanno potuto partecipare al C.C.R. solamente le prime e le seconde medie, le terze non hanno potuto, perché il progetto infatti durerà due anni e loro l’anno prossimo dovranno lasciare la scuola secondaria. Non tutte le classi hanno voluto lavorare in coppia e la scuola ha avuto molti progetti validi, ma la lista vincitrice è stata quella della 1° e 2° C, con il sindaco Riccardo Signorotto. Inoltre sono stati eletti come consiglieri del C.C.R. dieci ragazzi delle due classi vincitrici e altri quattro, che faranno parte dell’opposizione, che sono risultati i candidati sindaci degli altri programmi elettorali, e io sono uno di questi, essendo stato il candidato sindaco di 2°A. Così venerdì 20 novembre, noi ragazzi del C.C.R, siamo andati in Comune a svolgere la nostra prima seduta.

Durante la nostra riunione abbiamo attuato tutti i punti all’ordine del giorno, tra cui l’insediamento di tutti i consiglieri e del sindaco, la scelta del Vice Sindaco da parte di Riccardo Signorotto, diventato Riccardo Giovannini, e l’elezione del Presidente e della Vice Presidente, rispettivamente Sofia Angelucci e Martina Girelli.

Questa esperienza mi piace molto, perché in questo modo anche noi ragazzi possiamo esprimere la nostra opinione e infatti ci troveremo ancora per discutere il progetto del Partito C, affinché sia realizzato.

Luca Innocenti,

II A Secondaria, team del giornalino

 

RICORDO DELLE VACANZE-ESTATE 2015

Alberto: sono stato in vacanza in montagna, sciavo.

Diego: sono andato al mare dalla zia Mariella, c’era anche lo zio Mimmo, giocavo e c’era anche il cane che si chiamava Luna. Poi è arrivata Giada e ci giocavo, guardavamo la televisione ma non si vedevano i cartoni. Ho fatto il bagno nella piscina, c’era la sabbia e tanti ombrelloni dove sotto c’erano le persone. C’era la sabbia sporca, sono venute le alghe.

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Giorgia: sono stata al mare, io so nuotare nell’acqua pure alta coi braccioli. Poi sono andata via dal mare e sono andata dagli altri nonni ad Acquaviva (nonno Gianni e nonna Maria, sono i genitori di mia mamma).

Lorenzo V.: tutte e due, mare e montagna, si giocava, c’erano gli slittini.

Martina: a Marina di Castagneto al mare raccoglievo le conchiglie, con le alghe sporche e le onde. Ho fatto il bagno coi braccioli.

Federico B.: sono andato al mare in cerca di conchiglie però le altre le ho lasciate al mare e poi ho perso il canotto per andare nell’ acqua . di conchiglie ne ho prese solo due e poi ho trovato i ricci di mare e poi Simone quando eravamo in camera era andato fuori dalla finestra è scappato anche in fondo alla sabbia

Viola D .: sono andata in montagna e c’ era “dolce casa” e c’era il mio amico Filippo con il papà che si chiamava Silvio e la mamma Alessia. Giocavamo e un’altra volta eravamo andati nella montagna dove c’era veramente la neve, ho usato lo slittino ma sono caduta e ho sbattuto la testa che non avevo il caschetto. E poi in Sicilia dalla mia nonna Nina e poi c’è Daniela, è la mia zia, che aiuta la nonna a cucinare. E poi c’è un cane che si chiama Flipper, poi c’è Sara e poi un gatto Beta e uno Alfa.

Beatrice: sono stata al mare quando ero piccola, da mio zio che si chiama Bobo. La montagna era grande, stavo scivolando sullo slittino e mi aiutava papà a scivolare e mi andava la neve negli occhi. Poi siamo tornati a casa.

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Ginevra: sono stata in Sicilia c’è il mare poi ho nuotato, poi sono andata senza braccioli, sono andata alla casa delle vacanze in aereo.

Federico F.: sono stato al mare profondo senza braccioli con papà e sono andati sott’acqua e poi sono tornato su con la bocca chiusa. Abbiamo scavato nella sabbia e abbiamo trovato un tesoro (dei bastoncini sotto la sabbia).

Bianca: sono stata dalla nonna Pina in Sicilia, è lontano, siamo andati al mare con la mamma, il papà e Agata, abbiamo fatto i bagnetti con la cintura. Sono andata sott’acqua con la maschera, c’erano tanti pesciolini. Ho mangiato gli spaghetti col formaggio e il sugo di pomodoro. Di frutta ho mangiato il fico d’India e la nonna li ha sbucciati con i guanti.

Nicolò: sono andato all’Elba, c’era la piscina, il mare, dormivo nella roulottina. Trovavo le conchiglie grandi e piccole e andavo in piscina, c’erano i funghi che mandavano giù l’acqua.

Rodrigo: sono andato a Pantelleria dove c’era il mare, in montagna dove c’era la montagna con la jeep. Al mare sono andato sulla roccia e mi sono grattato, mi è uscito il sangue. Al mare sono andato sul motoscafo e poi ho fatto un bagno e poi sul motoscafo giallo adatto a fare il bagno. Ho fatto la doccetta. Lo sai che il motoscafo è adatto per fare la pipì in acqua. Mi hanno detto di non togliere i tappi se no si sgonfiava tutto.

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Matteo: ho preso un gommone che era di gomma e uno squalo l’ha attaccato, però resisteva perché era un gommone gonfio. Ho fatto il bagno in piscina. Sono andato in montagna con Lory. In montagna ho giocato, ho fatto il pupazzo di neve.

Rachele: sono stata al mare con i nonni in Liguria, c’era una casa con la puzza della pattumiera, con la camera, bagno, il divano a forma di letto, la cucina piccola, 2 balconi, il mare, il nostro ombrellone. Facevo dei bagni con i nonni e mio fratello. Che abitano a San Giuliano lontano da qua, si va con la macchina.

Giovanni: sono stato al mare, sono andato dentro al mare da solo, non c’era lo squalo. Ho fatto il castello con la sabbia insieme al papà.

Viola F.: sono andata al mare e tutti i giorni con mamma e papà andavo al mare e piscina, facevo i tutti da sola con la maschera nella piscina bassa. Un giorno ho fatto il castello e facevo girare le biglie insieme ai miei fratelli.

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Tyler: sono stato con la mamma, con la macchina in spiaggia. Mi sono fatto male con la mamma alla gamba.

Filippo: sono stato al mare in albergo. Ho comprato un camione da usare in spiaggia. La nonna Anna aveva paura di andare in acqua. La mamma mi ha regalato un….. ma l’hanno rubato.

Mattia: io sono andato in montagna e al mare. Al mare ho fatto il bagno da solo e giocato alle biglie con il papà e ho vinto io. Io giocavo sempre con il papà, la mamma stava sotto l’ombrellone. In montagna a Leolandia facevo le passeggiate con il papà e la mamma.

I Leoni, Infanzia, Mezzate

 

LAVORI IN CORSO PER IL CCR

ccrMercoledì 14 ottobre 2015, le classi 1B e 1D si sono ritrovate in Aula Magna con alcuni esperti del comune che hanno spiegato il progetto del CCR (Consiglio Comunale dei Ragazzi).

La professoressa Biasiolo ci aveva già spiegato brevemente il progetto e avevamo già pensato a un nome per la nostra lista.

La signora Patrizia Corvo ci ha spiegato il programma di lavoro: entro il 31 ottobre ogni lista dovrebbe creare un programma elettorale, una lista di ciò che vorremmo realizzare a Peschiera; ogni partito dovrà proporre da 17 a 20 candidati che vorrebbero diventare consiglieri, tra cui uno che voglia diventare sindaco; le terze medie dovranno creare un logo che rappresenti il “CCR” di Peschiera Borromeo.

Dall’ 11 al 18 novembre ci sarà la campagna elettorale, cioè ogni partito si farà pubblicità per sensibilizzare gli studenti sul proprio programma elettorale.

Il 19 novembre ci saranno le elezioni, durante le elezioni ognuno voterà una lista e, così facendo, anche il candidato sindaco di quella lista insieme a due consiglieri. Una volta eletto il CCR, comunque anche chi non verrà eletto sindaco potrà aiutare dando delle idee, infatti il sindaco sarà solo un portavoce. Il sindaco rimane in carica due anni e, in caso di assenza, può essere sostituito da un vicesindaco; i consiglieri hanno il compito di raccogliere le proposte e di esporle nelle riunioni.

Il 20 novembre ci sarà la prima riunione durante la quale verrà eletto il presidente del consiglio comunale, cioè colui che gestirà le riunioni, mentre dal 2016 ci saranno delle riunioni per realizzare le nostre idee.

Manuela, invece, ci spiega un po’ di storia: il primo CCR fu istituito in Francia nel 1970, mentre in Italia fu istituito, anche grazie all’aiuto dell’Unicef, a Macerata, nel 1993, con lo scopo di riprodurre il consiglio comunale degli adulti.

Gli obbiettivi del CCR sono: risolvere i problemi che verranno individuati, imparare a collaborare con gli adulti e educare i bambini alla democrazia; il CCR è stato infatti creato per imparare cos’ è la democrazia, conoscere il Comune e per creare un’associazione che risolva i problemi dei bambini.

Carolina ci spiega di cosà si occuperà il CCR cioè di: ambiente, cultura, sport, tempo libero, legalità e solidarietà; nei programmi elettorali di ciascun partito, le proposte dovranno essere basate su questi temi e rispecchiare le reali esigenze dei ragazzi. Per darci un’ idea di quello che potremo fare, Carolina ci mostra delle idee: creare una biblioteca, dare cibo ai bisognosi, sensibilizzare i coetanei sul risparmio energetico, proporre qualcosa da mettere in città e nei parchi giochi, ma dichiara anche che le idee più belle verranno sicuramente da noi!

…E noi siamo pronti per questa nuova avventura!

Elisabetta Moiana, I D Secondaria

“Il mio nome è Nessuno – l’Ulisse”

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Probabilmente quasi nessuno ha mai partecipato ad uno spettacolo durante il quale tutti ridevano mentre solo tu piangevi. A me è capitato.

Il 23 Ottobre 2015, la 1°A, la 1°B, la 1°C e la mia classe, la 1°D, dell’istituto Rita Levi Montalcini, sono andate al Teatro Carcano in metropolitana, per vedere lo spettacolo “Il mio nome è Nessuno- l’Ulisse”, per approfondire le conoscenze sull’Iliade e l’Odissea.

Io ero seduta vicino alle mie compagne di classe a godermi lo spettacolo, che è stato bello e molto sentito: la bravura dell’attore che rappresentava Ulisse e dell’orchestra che suonava dal vivo riuscivano a trasmettere agli spettatori sentimenti di commozione. Proprio per questo mi faceva molta tristezza sentire il racconto della guerra più famosa, la guerra di Troia, che vedeva morire quotidianamente tantissimi uomini per dieci anni consecutivi.

Ad ascoltare questo racconto sono rimasta incantata per un’ora e mezza, che mi è sembrata velocissima, e ancora non riesco a capire come avesse fatto qualcuno ad annoiarsi o a ridere nei momenti più tragici…

È stata una bellissima esperienza, che spero di ripetere e che consiglio a tutti di vivere.

Lucilla Cnapich, I D Secondaria

GLI ANGELI DELLA DROGA

Fortunatamente nel mondo, e in questo caso proprio vicino a noi, a San Giuliano Milanese, esistono persone che si prendono cura e ne aiutano altre in difficoltà, più precisamente con dipendenze. Una dipendenza che sta molto a cuore al fondatore dell’associazione “Promozione Umana” Don Chino Pezzoli, è quella da sostanze stupefacenti. La comunità terapeutica, dagli anni ottanta fino ad oggi, infatti, offre alla persona dipendente la possibilità di riconoscere la sua “malattia” e curarla.

Ecco il tema di un nostra compagni sull’incontro con degli esperti dell’associazione.

“Durante l’adolescenza è importante sapere ciò che è corretto fare e ciò che invece andrebbe evitato completamente, una delle cose di questo tipo è la droga, un mondo dal quale dobbiamo stare il più lontano possibile.

Chi ci sta vicino ce lo insegna fin da subito, grazie alla scuola però ci si accorge realmente a cosa si va in contro seguendo questa strada.

Proprio per questo il 18 marzo nell’aula magna della nostra scuola si è tenuta una conferenza   presentata dall’associazione “Promozione umana”, un’associazione che si occupa del recupero, attraverso precorsi specifici in una comunità, di persone che hanno problemi di dipendenza in modo particolare da droga e bevande alcoliche.

Erano presenti un educatore, una psicologa e un ragazzo di circa ventiquattro anni che sta seguendo un percorso di recupero.

Per iniziare ci hanno mostrato un video, come prima cosa scorrevano i nomi di tutte le sostanze stupefacenti, seguivano poi varie interviste a ragazzi, ma anche adulti che stavano svolgendo un percorso di recupero e raccontavano come avevano iniziato a fare uso di queste sostanze per poi parlare della loro vita in comunità.

Al termine del video abbiamo ascoltato la storia di Stefano, un ragazzo di ventiquattro anni che ha ceduto alla tentazione della droga.

Ci ha raccontato che ha iniziato a fumare sostanze stupefacenti quando aveva tredici anni e frequentava una compagnia di ragazzi più grandi di lui, dopo le medie ha iniziato a lavorare nella panetteria di famiglia e frequentando sempre gli stessi amici ha continuato a fare uso di queste sostanze a volte anche esagerando.

Per procurarsele usava sia i suoi soldi che quelli della madre e del fratello, ai quali li sottraeva di nascosto.

La madre un giorno, dopo averlo visto agonizzante sul letto, lo ha portato in ospedale e dopo questo incidente la madre ha deciso di mandarlo in comunità.

In comunità ha iniziato il suo percorso di tre anni seguendo l’ergoterapia, ovvero una terapia che consiste nel far lavorare il “paziente” che riscopre se stesso svolgendo piccoli lavori all’interno della comunità, ora è al secondo anno.

Ci ha raccontato che piano piano sta riscoprendo se stesso e che alla fine del suo percorso sarà in grado di non commettere di nuovo gli sbagli del passato.

Terminata la conferenza abbiamo seguito in classe una breve discussione sulla ricerca della felicità, perché la maggior parte delle volte ciò che spinge i ragazzi a fare uso di queste sostanze è la mancanza di felicità.

La felicità sta infatti nelle piccole cose che ci offre la vita, molte cose possono essere per noi fonte di felicità, come raggiungere i proprio obbiettivi, amare una persona e essere amati, avere una famiglia con cui vivere, avere amici che ci possano aiutare…

Io credo che molte volte le cose che ci fanno sentire veramente felici non le possiamo comprare e sta a noi cercarle dentro di noi o negli altri.

Non bisogna mai dimenticare chi siamo veramente e dobbiamo sempre scoprirci e apprezzare i nostri pregi, ma anche i nostri difetti.

Credo anche che la droga è per le persone deboli, che non hanno la forza e il coraggio per risolvere i problemi che la vita ci procura.”

                                   Erika CordiscoFederica Leonetti III A, Erika Cordisco III D,

team del giornalino

GLI STUDENTI DELLA MONTALCINI PLURIPREMIATI

ALLA VENTIQUATTRESIMA EDIZIONE DEL CONCORSO DI POESIA “SIGNIFICAR PER RIME” DI SAN DONATO MILANESE GLI ALUNNI DELLA PRIMARIA E DELLA SECONDARIA “MONTALCINI” VINCONO NUMEROSI PREMI

Da ventiquattro anni la biblioteca di San Donato organizza il concorso di poesia “Significar per rime” in ricordo di Simona Orlandi, una giovane sanndonatese con la grande passione della poesia, prematuramente scomparsa.

Quest’anno anche noi della Montalcini abbiamo voluto partecipare e abbiamo ricevuto diversi riconoscimenti che fanno onore ai nostri ragazzi, pieni di fantasia e creatività, ai nostri insegnanti, che con passione si mettono in gioco, e al nostro preside, il prof. Vincenzo Paladino, che ci invita sempre a farlo.

La classe V B di Mezzate si è classificata terza nella categoria “Primaria” con la poesia “Vorrei”, composta dalla classe stessa; è stata segnalata nella categoria “Secondaria” la poesia “La Vita”, scritta da Sarah Visaggi e Sabrina Franchino della II D Secondaria, si è classificato terzo Mario Brandini di I B Secondaria con la poesia “Peschiera” e infine Giulia di Nuzzo di III D Secondaria è arrivata prima con la poesia “Ricordi”.

Vi invito a leggere queste poesie per scoprire quanta armonia e quanta freschezza comunichino questi versi, scritti da menti giovanissime e incredibilmente sagge.

LA VITA

La vita è come una valigia,

una valigia piena di sogni, felicità e tristezze.

Che quando vengono liberati nell’aria,

animano il mondo.

Nella vita ci sono che non si dicono,

che restano chiuse dentro il diario del cuore.

Ci sono sentimenti che pensiamo di aver dimenticato

E quando meno te l’aspetti escono e ti prendono per mano,

da un quaderno di una passato, lontano.

La vita è come un film

devi godertelo fino alla fine,

perché regala sentimenti

che capitano una volta sola.

La vita è una sola, goditela fin che vuoi.

Sabrina Franchino, Sarah Visaggi, II D Secondaria

PESCHIERA

Peschiera,

grande di giorno, piccola di sera.

Peschiera è l’afa d’estate,

è la nebbia delle fredde giornate.

 

La scuola è il silenzio del mattino

la piazza è il baccano del bambino:

biciclette, gelati, giostre e palloni

mille suoni che creano infinite canzoni

 

Peschiera, vecchia provincia di Milano,

si sente ancora il dialetto sulla bocca dell’anziano.

A Peschiera manca solo il mare

Per il resto, credetemi, è un paese d’amare.

Mario Brandini, I B Secondaria

 

RICORDI

Aspetto qui, seduta su questa panchina,

in mezzo a questo silenzio senza vita.

Aspetto il tuo arrivo, l’ombra della

tua sagoma sull’asfalto.

Aspetto il suono della tua voce,

che mi distoglieva dai miei pensieri cupi.

Aspetto assieme ai ricordi dei

nostri momenti, che rimarranno

immortali nella mia mente.

Aspetto e aspetterò per infiniti tempi.

Giulia di Nuzzo, III D Secondaria

 

 

VORREI …

vorreiSono tante le cose che ciascuno di noi desidera, solo che noi grandi non siamo nemmeno più abituati a pensarle, ecco invece dove ci portano i nostri bambini quando si chiede loro che cosa vorrebbero.

Da un gioco che il maestro Fabrizio Aleo ha fatto con i suoi bambini, da un grandissimo “brain-storming”, è nata questa poesia che ha ricevuto più di un riconoscimento. “Vorrei”, recitata da Chiara Toffanello,  è arrivata terza al concorso di lettura espressiva “Con la mia voce” 2015, successivamente si è classificata terza al 24° Concorso di Poesia “Significar per rime”, organizzato tutti gli anni dal Comune di San Donato Milanese.

Ora buona lettura e provate ad aggiungere voi un verso a questa meravigliosa poesia!

Vorrei che ogni bambino esprimesse la sua gioia di vivere a gran voce,

che in tutto il mondo, all’improvviso, scoppiasse la pace.

Vorrei trasformare le acque inquinate in sorgenti limpide e pulite

vorrei che la felicità e l’amore riempissero le nostre vite.

Desidererei che ognuno vivesse per sempre,

che cessassero le guerre e i litigi.

Desidererei ritagliare un momento di vuoto per pensare…

Per pensare ad un mondo in cui gli uomini non si facciano del male.

Vorrei che l’erba fosse piena di fiori colorati e il cielo azzurro per davvero,

che ciascuno abbia il potere di un re giusto e sincero.

Vorrei potere un giorno salire sulla luna,

passeggiare tra le stelle e guardarle, una ad una.

Sarei felice se fossimo tutti amici, se i ricchi aiutassero i poveri,

se la pace non avesse interruzioni o fine.

Vorrei vivere ogni giorno il meglio che c’è

E avere un sacco di gioia da donare…ma tenerne un po’ per me.

Desidererei…

Sarei felice se…

Sono tante le cose che vorrei,

talmente tante che… continuate voi…io proprio non saprei!

Classe quinta B Mezzate

MEZZATE VA IN GELATERIA

gela

Siamo alla fine dell’anno, la scuola è quasi finita e fa tanto caldo….

Che idea!!! Andiamo in piazza a mangiare un buon gelato??? Sìììììììì!!!

E allora via, basta attraversare la piazza e siamo al Bar Manuel che molto gentilmente offre a tutti i bambini e alle maestre un’ottima coppetta di gelato!

Ci sono tanti gusti tra cui scegliere, tutti attaccati al vetro a gustare già con gli occhi e quando poi è il nostro turno: fragola, cioccolato, fiordilatte, crema, pistacchio, zuppa inglese, melone, …….gnam gnam

Che bella rinfrescata al pancino, il musino di tanti bimbi si è un po’ sporcato e le manine sono appiccicose ma in un attimo siamo di nuovo a scuola a lavarci.

Cominciare così la giornata è proprio bello, grazie Sergio!

GRAZIE

I bambini e le insegnanti della scuola dell’infanzia di Mezzate

AL MUSEO DELLA SCIENZA E DELLA TECNOLOGIA

scienza e tecnologia

Il laboratorio

Il 6 febbraio siamo andati al museo della scienza e della tecnologia “Leonardo Da Vinci”. Siamo partiti dalla scuola primaria R. Levi Montalcini alle 8:30 e siamo arrivati alle 9:30. Appena arrivati Fabio, la guida, ci ha accompagnati al laboratorio sull’energia. Dopo esserci divisi in 5 gruppi il laboratorio è iniziato: consisteva nel collegare con cavi di diversi colori, generatori e accumulatori ad apparecchi utili all’uomo, per farli funzionare. Grazie all’utilizzo di una dinamo che faceva funzionare gli apparecchi con l’energia muscolare dell’uomo siamo riusciti a far funzionare un consumatore eolico. Poi abbiamo fatto funzionare un accumulatore grazie alla luce di una lampada che il pannello fotovoltaico trasformava in energia. La differenza tra un accumulatore e un consumatore è che scollegando i cavi elettrici l’accumulatore continua a far funzionare l’apparecchio, invece il consumatore scollegandolo non funziona più. Poi la guida ci ha portato a vedere una piccola centrale idroelettrica nella quale l’acqua cadendo azionava una ruota (la dinamo), che sfruttava l’energia dell’ acqua per far funzionare il consumatore eolico. Poi con un sistema di leve l’acqua tornava nella bacinella iniziale. Ed è con questa visita che abbiamo concluso il laboratorio.

La visita

Dopo il laboratorio la guida ci ha portato a vedere una ruota idroelettrica costruita da Pelton. La ruota era dotata di “cucchiai“ divisi da un ‘asta di ferro per permettere la buona circolazione dell’acqua. Poi la nostra visita è proseguita con una macchina antica chiamata Timpano. La macchina era composta da una ruota grande, senza cucchiai (liscia) che veniva azionata con l’energia ricavata dal passo dell’uomo e successivamente   dagli animali. La ruota grande permetteva il funzionamento della ruota media, che a sua volta azionava la ruota più piccola. Quest’ultima faceva poi funzionare una catena formata da anelli di legno che spingevano l’acqua fuori da un pozzo. La nostra visita è proseguita con i mulini a vento che venivano sfruttati per i lavori agricoli. Le pale dei mulini erano messe in obliquo per essere colpite dal vento dal di dietro, e permettere la rotazione di tutto il sistema di pale. Quando il vento cambiava direzione e non colpiva le pale nella direzione giusta e non le faceva muovere, interveniva un uomo per cambiare la posizione delle pale con un lungo bastone di legno. Nei mulini moderni avviene la stessa identica cosa, ma, per cambiare la posizione delle pale non c’è un uomo ma un complicato sistema elettrico. I mulini moderni non si chiamano più mulini ma generatori eolici, e non vengono quasi più utilizzati per i lavori agricoli ma per produrre energia. Poi siamo andati a vedere un pannello fotovoltaico con la superficie in vetro e il resto della struttura di metallo. Il pannello veniva utilizzato per scaldare l’acqua grazie al calore del sole che il pannello catturava e utilizzava. In seguito abbiamo visto una centrale termo elettrica che facendo muovere una ruota produceva energia. La ruota veniva fatta muovere bruciando il carbone che scaldava l’acqua trasformandola in vapore acqueo che poi azionava un sistema di ingranaggi.

Questa gita è stata divertente ed entusiasmante ma soprattutto interessante e culturale .

V A Primaria, Monasterolo

VOLARE NELLO SPAZIO, VERSO L’INFINITO E OLTRE

spazioIl nostro “ viaggio tra le stelle” iniziato lo scorso 3 novembre, con l’uscita didattica al Civico Planetario di Milano, prosegue alla conquista della Luna……

L’interesse dimostrato verso questa uscita didattica è stato notevole, le domande e le curiosità poste dai bambini sono state soddisfatte da letture specifiche e da approfondimenti che hanno contribuito, pian piano, allo sviluppo di un pensiero autonomo e critico.

Dopo aver realizzato l’intero sistema solare trasformando l’aula di psico-motricità in volta celeste, siamo atterrati sulla Luna.

Per rendere plausibile questo avvenimento , ci siamo avvalsi della collaborazione dei genitori, esempio tangibile di collaborazione scuola-famiglia, che si sono lasciati coinvolgere in questa impresa realizzando per i propri figli, in occasione della festa di Carnevale, tute da astronauti.

Bottiglie di plastica , scatole, alluminio, tessuti, caschi personalizzati dalle abili mani dei genitori, una “gara” di fantasia e creatività ha accompagnato questa avventura, che ha visto protagonisti entrambi !!!

Quanta emozione, “accogliere” genitori e figli e poter leggere sui volti di tutti meraviglia mista a sogno !!! Volare nello spazio !!!

A coronamento di questa esperienza sono stati inviati, via twitter, i nostri saluti alla prima astronauta italiana Samantha Cristoforetti.

Il viaggio continua , alla prossima avventura …..

 

I bambini di 5 anni

delle sez. Scoiattoli, Pulcini e Delfini,

Infanzia, Zelo

VIAGGIARE CON DANTE

divina coomediaIl giorno 12/03/2015 ci siamo recati al Teatro Nuovo di Milano per assistere ad uno spettacolo sulla “Divina Commedia”.

Nella prima scena dello spettacolo appare Luca, uno studente non molto diligente, che dovrà affrontare a breve gli esami e si appassiona alla Divina Commedia. Lui nello spettacolo ricoprirà il ruolo di narratore extra-diegetico. Questa prima parte prende il nome di cornice: in classe lui e i suoi compagni cominciano a leggere la “Divina Commedia” e il professore di italiano chiede a Luca di approfondirla.

Dopo di essa inizia il vero viaggio con Caronte, il traghettatore delle anime, rappresentato con occhi color rosso sangue, una lunga barba bianca e vestito con una veste nera. Il suo compito è quello di traghettare le anime dei dannati. In questa scena lo sfondo appare tenebroso e incute terrore e malinconia.

Nello spettacolo non vengono rappresentate tutte le anime, ma solo quelle di maggior rilievo. Le prime sono quelle di Paolo e Francesca rappresentati insiemi ad altri lussuriosi. Queste due anime raccontano la loro triste storia. Poi si vede arrivare Ciacco immerso in una pentola e spinto da altri dannati. In seguito appare il vescovo Bonifacio che viene legato e frustato perché in vita è stato un vescovo simoniaco. In seguito arriva Ulisse rappresentato seminudo a bordo di una piccola imbarcazione. Infine entra in scena il conte Ugolino che mangia il cranio dell’Arcivescovo Ruggeri.

A quel punto l’atmosfera si fa diversa, infatti siamo arrivati alla porta del Purgatorio, dove si incontra Catone che ne è il custode. Qui alcune anime aspettano il loro turno per poter essere ammesse al Paradiso.

Tutto è avvolto dalla luce perché dopo il lungo viaggio siamo giunti al Paradiso. Entrano Beatrice, Pia e San Bernardo …

Luca ha compiuto il suo viaggio con successo: grazie a Dante è stato promosso a pieni voti!!!

Questo spettacolo mi è piaciuto molto perché tutti i personaggi sono stati rappresentati molto accuratamente e la trama è risultata molto facile e comprensibile.

Benedetta Cazzulani, II D Secondaria, team del giornalino

L’ULTIMO GIORNO DI GIORNALINO

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Ormai è arrivata la fine del corso di giornalino. Questo è il mio ultimo articolo.

L’ articolo di tutti noi che scriviamo e ci impegniamo qui, in questa aula. Sono mesi che impariamo cose nuove. Mesi in cui abbiamo scherzato, scritto articoli, e oggi anche mangiato la pizza insieme. La fine di giornalino per me arriva il 14 di maggio. E’ una data importante.

La prossima volta che scriveremo insieme sarà fra molto tempo. Adesso possiamo commentare gli articoli degli altri sul computer, perché siamo ormai passati alla versione on line.
Adesso parliamo di adesso: oggi abbiamo voluto concludere in bellezza. Abbiamo mangiato la pizza in I D insieme alla professoressa, insieme alle terze…insieme. Adesso siamo qui che scriviamo tutti i nostri ultimi articoli. Per quelli di terza media sono proprio gli ultimi articoli perché poi passeranno in prima superiore. Questo percorso è stato molto interessante. Abbiamo scritto articoli di ogni tipo. Intorno a me ci sono persone a cui piace scrivere di attualità, di avvenimenti accaduti qui a scuola, di se stessi, di tutto ciò che riguarda noi ragazzi …

E’ stato un anno di cambiamenti. E’ stato un anno divertente. Ogni due settimane, ci siamo trovati nell’aula di informatica, dopo aver fatto una breve lezione in I D. Con questo corso abbiamo addirittura fatto nuove amicizie. Sicuramente abbiamo imparato molte cose: abbiamo fatto lezioni di scrittura, abbiamo approfondito alcuni argomenti, abbiamo consigliato agli altri ragazzi cosa leggere e a che cosa giocare… Tutti noi abbiamo collaborato. E’ stato un corso che si deve ripetere. Io lo rifarò. La cosa che mi spinge a fare questo corso l’anno prossimo è l’emozione che provo quando scrivo a tutti voi lettori. Mi piace immaginare la faccia delle persone mentre leggono questo articolo o tutti quelli precedenti. Io rifarò giornalino … e voi?

Luca Innocenti, I A Secondaria,
team del giornalino

EMERGENCY E L’AFGHANSITAN IN GUERRA

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Venerdì 24 aprile è venuto nella nostra classe Tiziano, un volontario di Emergency, che ritaglia del tempo per venire a parlare di questa associazione nelle scuole.

Ci ha spiegato che Emergency ha il compito di costruire ospedali nel mondo, dove ce n’è bisogno. Questa associazione grazie ai suoi ospedali fa in modo che due diritti prevalgano sempre: il diritto alla salute e quello al lavoro.

Infatti dopo aver realizzato questi ospedali, alcuni medici e chirurghi curano le persone malate o ferite e insegnano anche alle persone del posto come svolgere quel lavoro, per far sì che la popolazione locale sia attiva e che si possa mandare avanti l’ospedale anche senza la presenza dei medici di Emergency.

In particolare Tiziano ci ha illustrato la situazione dell’Afghanistan. Questo è un Paese che fino a qualche anno fa conoscevano in pochi, molte persone non sapevano neanche la sua collocazione e la pronuncia esatta del suo nome, ma da circa cinquant’anni tutti lo conoscono, avendolo sentito nominare molte volte al telegiornale per la sua situazione di guerra.

Questo Paese è molto povero rispetto al resto dei Paesi europei e inoltre, a causa della guerra, sono presenti molti feriti, ma non abbastanza ospedali efficienti per poterli curare; così Emergency ha realizzato due grandi ospedali e circa trentatré centri di pronto soccorso sparsi in tutto il Paese, che offrono un’assistenza gratuita ed eccellente.

L’esperto ci ha spiegato che la maggior parte dei feriti si procura lesioni a causa delle mine anti-uomo, piccole bombe che si trovano sparse in tutto il territorio dell’Afghanistan e non sono state progettate per uccidere gli uomini come la maggior parte delle persone crede, ma per ferirli, infatti un uomo cieco o senza una gamba dipende da qualcuno e non è più una persona produttiva, così il Paese diventa sempre più povero.

A volte quando c’è una minaccia dobbiamo valutare con attenzione come superarla, perché la risposta che ci sembra più scontata non è quella esatta.

Per concludere l’incontro ci ha raccontato la storia di una bambina salvata da Emergency.

“Stava camminando insieme alla famiglia, padre, madre e fratello, quando si trova vicino ad un furgone della polizia che salta in aria a causa di una bomba. Il padre, l’unico illeso, porta la famiglia all’ospedale più vicino, poi decide però di portarli in uno dei centri Emergency a causa della lentezza dell’ospedale.

Una scheggia aveva trapassato il polmone della bambina ed era vicino al cuore, grazie ad un intervento chirurgico la bambina si è salvata e anche mamma e fratello, che erano in una situazione meno grave, dopo alcune cure ora stanno bene.”

Alla fine di questa conferenza sono consapevole che nel mondo ci sono molti Paesi in guerra, dove la situazione è molto più tragica di come ci viene raccontata. La cosa stupisce molto, perché nonostante i numerosi anni di guerra passati che ci hanno fatto capire che le armi e la guerra non portano a nessun risultato, questa terribile forma di prepotenza circonda ancora il nostro mondo ed ora posso solo immaginare cosa stia succedendo in quei paesi mentre scrivo di loro.

Erika Cordisco, III D Secondaria, team del giornalino

EXPO 2015: MILANO AL CENTRO DEL MONDO

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Expo Milano 2015 è una esposizione universale e il tema di quest’anno è “Nutrire il pianeta energia per la vita”, lo scopo di questa iniziativa in questa edizione milanese è anche quello di riuscire a riflettere a livello mondiale su come garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri. Durerà 184 giorni, precisamente dal 1 maggio al 31 ottobre e si terrà a Milano, Ro-Fiera.

L’Expo si tiene ogni cinque anni in uno dei 130 paesi aderenti a questa esposizione. Ricordiamo che nel 1906 c’è stato l’ultimo Expo a Milano che come tema principale aveva “I trasporti , traforo del Sempione”.

Il logo che caratterizza l’Expo è formato da quattro lettere (expo) e quattro numeri (2015) che si sovrappongono e la simpatica mascotte Foody che è composta da 11 frutti e verdure.

foodyL’esposizione è formata da 144 padiglioni, uno per singola nazione, che hanno caratteristiche diverse che però sono unite da un unico tema: “il cibo”. Abbiamo letto un articolo sul quotidiano che classificava i padiglioni più belli dell’Expo, quelli che ci hanno colpito di più sono stati: l’Inghilterra, dove viene riprodotto un alveare colmo di luci e suoni, l’Olanda che è rappresentata da furgoncini colorati e accampamenti hippy e infine quello del Brasile che è composto da una grossa rete che percorre tutto il padiglione e sotto la quale si trovano vari tipi di piante di quel luogo.

Infine all’Expo possiamo trovare nove “cluster” che raggruppano diversi paesi con caratteristiche simili. Essi sono: quello del riso, del cacao, del caffè, della frutta e dei legumi, delle spezie, del bio-mediterraneo, delle isole, delle zone aride, dei cereali e dei tuberi.

A Milano, all’apertura dell’Expo, è scoppiata una protesta da parte dei Black Bloc. I Black Bloc hanno incendiato auto, ridotto vetrine in frantumi, hanno devastato strade e hanno incendiato diversi negozi, cassonetti dell’immondizia ecc. I Milanesi, con la loro consueta laboriosità e senso civico, hanno risposto alle loro devastazioni ripulendo la città.

Grazie all’Expo Milano sarà visitata da oltre 20 milioni di visitatori provenienti da tutte le parti del mondo e per questo motivo è ora “ al centro del mondo”.

Ieri abbiamo visitato insieme l’Expo, vedendo finalmente dal vivo parte dell’esposizione (è grandissima!), è stato bello fare insieme qualche percorso che Expo 2015 propone per conoscere ed imparare nuove usanze diverse dalle nostre. Andateci anche voi e buon viaggio!

                                              Bianca Seganfreddo e Martina Dianin,

II D Secondaria

GIOCHI MATEMATICI 2015: UN’AVVENTURA FRA LOGICA E MATEMATICA

Questo è il primo anno che la nostra scuola partecipa ai giochi matematici organizzati dall’università Bocconi di Milano. Per chi non sapesse che cosa sono i giochi matematici, sono delle prove che testeranno la vostra capacità di calcolo, ragionamento e logica.

Questi giochi nella nostra scuola si sono svolti in aula magna, molti degli studenti di tutte le classi, armati di penna e matita si sono seduti sulle sedie arancioni dell’aula e hanno cominciato a risolvere i quesiti.

C’erano due categorie C1, prima e seconda media, e C2, terza media; la differenza principale era che la categoria C2 aveva quesiti un po’ più difficili.

Vi propongo ora un test di media difficoltà chiamato “LA PIANTA DI BANANE”:
“Tre amici si addormentano sotto una pianta di banane. Nella notte uno si sveglia e mangia un terzo delle banane che ci sono sull’albero. Poi si sveglia il secondo e mangia un terzo delle banane che sono restate. Infine, si sveglia anche il terzo e mangia un terzo delle banane che sono rimaste sull’albero. Quando si svegliano la mattina dopo, i tre amici trovano sull’albero 8 banane.
Quante banane c’erano la sera prima sull’ albero?”

Bene, ora che vi ho dato il quesito da risolvere vi dò pure la soluzione, ma guardatela solo per controllare le vostre risposte. Sapendo che ognuno dei tre amici mangia 1/3 delle banane, sappiamo anche che ne lascia 2/3. L’ultimo amico ne ha lasciate 8: vuole dire che ne aveva trovate 12 (8/2×3=12). Il secondo amico, avendone lasciate 12, ne aveva trovate 18 (12/2×3=18). Il primo amico, avendone lasciate 18, aveva a sua disposizione 27 banane (18/2×3=27).
Bene, ora che vi ho detto tutto, spero che parteciperete in numerosi ai giochi matematici del prossimo anno e soprattutto che li vinciate.

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Sebastian Gafita, II D Secondaria, team del giornalino

MONTALCINI: AL VIA LA SCUOLA DIGITALE

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Negli ultimi tempi è stata data possibilità ai genitori degli alunni della scuola secondaria “Rita Levi Montalcini” di accedere al registro elettronico Spaggiari, visualizzando voti, eventuali note e le lezioni di cui si è o si sta parlando in classe, con una sola firma dell’insegnante. Compilando il modulo consegnato e, tre giorni dopo, ritirando la password e il codice utente, nel registro si possono trovare funzioni interessanti! I genitori possono controllare i voti, vedendo sia quelli registrati nel I quadrimestre, sia quelli del pentamestre. Oltre a questo, si possono richiedere colloqui con i docenti con pochissimi… CLICK! E’ possibile visionare l’anno precedente, le lezioni, i voti. Queste sono solo alcune funzioni, rispetto a quelle sfruttate dall’editrice Spaggiari!

Io sono uno di quelli che hanno già consultato il registro, avendo già avuto la password e i codici scuola e utente. Ormai, se qualche alunno volesse evitare di scrivere voti e note … i genitori possono capire l’imbroglio andando su internet e cercando il sito o scaricando l’ app da App Store o da Google Play. Non si può più scappare!

Luca Innocenti, I A

Secondaria, team de giornalino

CONCORSO DI LETTURA … CHE PREPARAZIONE!

Il 14/1/15, la  professoressa Pirali ci ha consegnato una circolare riguardante il concorso  di lettura annuale organizzato dalla scuola. Io non appena l’ho ricevuta, ho pensato subito: “Devo partecipare! Devo farcela! “.

Io l’anno scorso, in quinta elementare, ho partecipato a questo concorso con i miei amici Alessandro e Gabriele, ma sfortunatamente,  siamo stati squalificati dal concorso alla prima selezione. Devo dire che non me lo aspettavo, perché quel giorno ci eravamo impegnati molto e, a differenza di noi, sono passati dei compagni che, da quanto ho sentito mentre si esercitavano, hanno letto perfino peggio di noi tre.

Quest’anno, io avrei pensato di partecipare di nuovo con Alessandro e Gabriele, ma quando la professoressa Pirali ci ha comunicato che non avremmo potuto leggere con ragazzi di altre classi, io mi sono molto dispiaciuto; adesso io ho deciso di partecipare con la mia amica Giulia e  anche con Matteo, compagno che legge con molta espressività in classe (chissà se lo farà anche quel giorno).

In questa settimana sono incominciate le selezioni del concorso di lettura e, per ora, non siamo ancora stati chiamati. Ma prima di questa settimana, sono successe molte cose. Per iniziare, io e Giulia abbiamo deciso di leggere con Matteo un testo comico e, con lui non è mica un’impresa facile: ogni parte in cui bisognerebbe ridere, lui incomincia a farlo e non riesce a smettere. Questo è il primo problema che ci poniamo. Un altro problema è il tempo, che ci fa molto preoccupare: per questo abbiamo deciso di trovarci a casa di Matteo, per fare molte prove. Di prove ne abbiamo fatte, anche tante, ma di esse una soltanto è venuta bene: dentro i tempi, senza ridere, con espressività e, la prova più complicata per noi tre (a causa di Matteo, che ci fa ridere senza motivo), recitando con serietà. Oltre che allenarci a casa di qualcuno, ci siamo anche allenati in classe, con la prof di italiano.

Fra battute, risate, serietà, adesso sono sicuro che siamo pronti per questa gara, e che, anche se non dovessimo vincere, mi sono molto divertito a leggere con Giulia e Matteo e spero di leggere ancora con loro l’anno prossimo, perché sono sicuro che vorranno partecipare ancora!

              Luca Innocenti,   

IA Secondaria, team del giornalino

LA STORIA DEL RISORGIMENTO VISTA PIU’ DA VICINO

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Il giorno 16 dicembre 2014 la classe III D è andata a Milano a visitare il Museo del Risorgimento. Gli alunni sono partiti alle ore 8:00 dalla scuola e dopo aver preso autobus, metro e aver camminato per un po’ di chilometri, finalmente sono arrivati.

La guida che ci ha acccompagnato lungo il nostro viaggio in quell’epoca antica, si chiamava Stefania. Ha detto che quel museo era una casa nobiliare che fu costruita dall’architetto che progettò il teatro “La Scala”, anche se a differenza di quest’ultima, gli spazi sono meno ampi.

Poi ha cominciato a raccontare di personaggi molto famosi tra cui Napoleone, Garibaldi, Mazzini e anche delle persone comuni che hanno partecipato al Risorgimento.

Di Napoleone ci ha raccontato che nel 1796 arriva con il suo esercito nel Ducato di Milano e scaccia gli austriaci. In quel periodo ci furono molti volontari che si volevano arruolare nell’esercito di Napoleone,  perché egli appassionava i giovani, parlando di libertà: una cosa che tutti sognavano e che volevano. immagine 2Arrivarono così più di tremilacinquecento uomini e lui come segno di riconoscimento regalò loro un pezzo di stoffa con i colori della bandiera italiana che avrebbero usato in ogni battaglia; era quindi uno stendardo militare che dava un simbolo di appartenenza. Su di essa, inoltre, c’era scritto una frase che diceva che si dava la propria vita come sacrificio per ottenere l’uguaglianza tra le persone e vi erano anche dei simboli tra cui il berretto frigio. Questo berretto fu usato nella rivoluzione francese dai sanculotti e per loro era un simbolo di libertà, era infatti il berretto che a Roma indossavano i liberti, quando il loro padrone li liberava. Il verde, invece, si presuppone che simboleggiasse la speranza, oppure venne scelto per indicare gli abiti bianchi e verdi delle milizie; inoltre i tre colori ricordavano il motto di Mazzini: Libertà, Indipendenza e Repubblica.  Prima però che questa bandiera nel corso del tempo e con le sue varie modifiche diventi la nostra bandiera, dobbiamo aspettare tutto il Risorgimento.

Uno dei personaggi che caratterizza quest’epoca, è Garibaldi un uomo che voleva la  Repubblica.  Incontra Gian Battista Cuneo in Russia e successivamente entra a far parte della Giovine Italia (fondata da Mazzini).  Da quel momento tutto cambia. Garibaldi partecipa ad una rivolta a Genova, ma avendo una condanna a morte pendente, scappa in Francia. Qui lavora nell’ospedale di Marsiglia, facendo volontariato.  In quel tempo iniziano ad esserci molte insurrezioni a Milano contro gli Austriaci, che poi sfociano in una rivoluzione. Ecco che iniziano le cinque giornate di Milano (18-19-20-21-22 Marzo 1848). Gli Austriaci chiudono tutte le porte comunicanti con l’esterno di Milano e circondano le mura con delle truppe. Per vincere i Milanesi usano nuove armi inventate al momento e con mobili, tavoli, sedie… costruiscono delle barricate, si può dire che in quella situazione la gente si dimostra molto solidale. Inoltre, fanno suonare durante quei giorni le campane delle chiese perché nessuno poteva risposare. I ragazzi hanno il ruolo di portare messaggi da una parte all’altra del territorio organizzando delle staffette; ad aiutare c’è gente di ogni tipo: donne, uomini, bambini, preti…

Infine, i Milanesi decidono di avvicinarsi al nemico difendendosi dietro a cilindri di legno mobili, che poi bruciano e gettano sui nemici. Così è conquistata una porta, Porta della Vittoria, e Milano diventa libera. A Garibaldi arrivano notizie che in Italia è iniziata la ribellione e allora egli decide di tornare nella sua madrepatria dal Brasile (era andato a combattere per l’indipendenza deli stati sudamericani anche lì). Il suo nome di battaglia era “Cleombroto”.

C’è poi la Prima guerra di indipendenza che gli Italiani hanno perso. Garibaldi abbandona sua moglie Anita e scappa, per poi dopo poco tornare e partecipare alla Seconda guerra d’indipendenza. Nel quadro della battaglia di Solferino (Seconda guerra d’indipendenza) si nota anche l’azione di soccorso da parte dei medici infatti in quest’epoca si fonda la “Croce rossa”.

Il dipinto Dell’ Armistizio di Villafranca rappresenta il momento dopo la guerra. La gente è triste tranne un uomo francese che festeggia. All’angolo del dipinto vengono raffigurati due bambini: una ricca e un povero divisi da un palo della luce. Ciò sta a indicare anche le diverse classi sociali che parteciparono ai vari movimenti risorgimentali.

Riprendendo il discorso di Garibaldi, lui decide di iniziare la Spedizione dei Mille con un esercito formato da 1089 volontari. Alla fine, dopo la sua vittoria, il Meridione viene annesso al Regno d’Italia. Nella Terza guerra d’indipendenza il Veneto entra anch’esso nel Regno d’Italia e con la breccia di Porta Pia si conquista Roma.

Alla fine la guida ha lasciato la classe e tutti sono andati a mangiare un panzerotto da Luini!

Gli alunni della III D sono stati molto felici e sono tornati a casa con un sorriso stampato in faccia come i vincitori delle guerre per l’Italia unita.

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Giulia di Nuzzo e Irene Casalino, III D Secondaria

INTERVISTA A GIACOMO LEOPARDI

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“Sempre caro mi fu quest’ermo colle…” che poesia! La conoscono tutti, ma possiamo dire che è di proprietà di una sola persona: Giacomo Leopardi.

Il Corriere della Sera ha avuto l’opportunità di intervistare Giacomo Leopardi. Tutto è pronto, due sedie, la luce della candela sul protagonista e iniziamo.

Salve signor Leopardi, come sta?

Bene. Sono felice di stare con lei.

Prima di tutto volevo chiederle se posso darle del tu.

Per me va bene. Come stai?

Bene grazie. Iniziamo: vieni da una famiglia nobile, raccontami qualcosa.

Sono nato a Recanati nel 1798 da una famiglia nobile. Mio padre un conte e mia madre una marchesa.

Ti sei “istruito” da solo. Come hai fatto?

Recanati è un posto chiuso e io stavo per tutto il giorno in biblioteca a studiare. Ho imparato bene sei lingue. Per me era affascinante conoscere fino a quando non ho avuto problemi agli occhi e al sistema nervoso; in aggiunta avevo il morbo di Pot e la gobba (sono arrivato a essere al 139 cm).

Ci sono voci che dicono che hai cercato di fuggire da Recanati. E’ vero?

Sì. Ero stanco di stare a Recanati … diciamo che volevo cambiare aria, ma fui fermato perché i miei genitori lo vennero a scoprire. Solo al secondo tentativo, col consenso dei genitori, ho fatto un viaggio in tutta Italia.

Quali sono le città che hai visitato?

Roma, Bologna, Napoli, Firenze, Pisa, Milano.

Bene, cambiamo argomento. Ti sei mai innamorato?

Sì, una volta. Me lo ricordo alla perfezione, il suo sguardo e il battito del mio cuore al solo pensiero di poter stare insieme a lei (si chiamava Teresa) finché la natura non ha agito: la mia amata si è ammalata e infine è morta.

Quindi tu sei contro la natura?

La definisco una “matrigna malvagia”. Forse sono esagerato perché comunque la natura dà la vita ma porta a false illusioni e anche alla malattia.

E invece, cosa ne pensi della felicità?

La vera felicità? L’attesa stessa della felicità.

Hai scritto molte poesie, quali sono le tue preferite?

Mmmm … difficile. Per me sono come figli, tutte bellissime ma forse potrei dire che mi emozionano di più “L’infinito”, “A Silvia” e “Il sabato del villaggio”.

A te si sono ispirati molti spettacoli tra cui “Fuori Misura” al teatro “Leonardo Da Vinci” di Milano. Sei andato a vederlo?

Sì. Mi è piaciuto molto anche come hanno trasformato uno spettacolo che descriveva qualcosa di triste (la mia vita ha avuto molte scosse, ah ah ah) in qualcosa di bello e a tratti divertente.

Sei stato “paparazzato” che andavi da un veggente. Perché?

Volevo farmi leggere la mano per poter vedere quando sarei morto. La signora mi ha detto che la mia morte avverrà nel 1837. Chissà se sarà vero.

Ah ah ah. L ‘intervista è finita. Grazie mille del tempo che mi hai dedicato. Arrivederci.

Mi sono divertito molto. Arrivederci.

 

Irene Casalino, III D Secondaria

VI SIETE MAI SENTITI “FUORI MISURA”?

leo“Fuori misura”, ecco come si sentiva Giacomo Leopardi, 1 metro e 39 di uomo, malato e con la gobba, protagonista dello spettacolo al quale le classi terze hanno assistito il giorno 4 del febbraio di quest’ anno, interpretato da Andrea Robbiano al teatro “Leonardo Da Vinci” di Milano.

“Fuori misura” è uno spettacolo che ci è piaciuto molto perché vuole mostrare agli spettatori come un personaggio, che viene descritto in un modo e visto dagli studenti come una persona “noiosa”, possa diventare un’occasione per svolgere una piacevole lezione di italiano.

Andrea, l’attore protagonista del monologo, e Valeria Cavalli, la sceneggiatrice, hanno voluto dimostrare al pubblico di alunni e professori come leggere l’altra faccia della medaglia: Leopardi non è solo uno dei tanti personaggi della nostra letteratura, spesso non amato dagli studenti, ma è una persona che ha sofferto e che ha vissuto in solitudine.

Lo spettacolo parla di un giovane uomo, laureato in lettere, con il sogno nel cassetto di fare l’insegnante. Questo “cassetto” un giorno viene aperto perché finalmente il protagonista ha la possibilità di insegnare, svolgendo una supplenza. Felice della proposta, accetta e la sua euforia è al massimo finché non scopre che cosa deve spiegare: Giacomo Leopardi. Il professore non si sente in grado di presentare un personaggio come lui.

Con molto coraggio riuscirà a presentarsi, ma svolgerà il compito assegnato? Riuscirà a far amare ai propri alunni la vera parte che non conoscono di Leopardi?

L’attore svolge anche un altro ruolo, quello di Salim, il suo portinaio egiziano che rappresenta la saggezza, ma anche una semplice persona che può dare grandi consigli e questo ci fa capire che tutti noi potremmo dare suggerimenti preziosi che dovremmo donare a chi ne ha bisogno. Salim aiuta il giovane prof. a capire che “non deve spiegare tramonto a chi a gli occhi per vedere …”, cioè che l’esperienza vissuta e la sensibilità innata in ciascuno di noi aiuta a comprendere nell’immediato il contenuto di una poesia che parla di vita.

I messaggi dello spettacolo sono molti:

  • Non abbattersi di fronte alle prime difficoltà
  • Inseguire i propri sogni
  • Non giudicare dalle apparenze e senza conoscere
  • Avere fiducia nelle proprie capacità

L’ opera, secondo noi, ha aiutato molti spettatori a non giudicare Leopardi solo come un poeta, ma anche come un animo sensibile, un uomo che non ha ricevuto amore e affetto, soffrendo molto per ciò di cui la vita l’ha privato.

Abbiamo capito che dobbiamo inseguire i nostri sogni e che non dobbiamo cadere di fronte ai primi ostacoli, ma se così accadesse, bisogna avere la forza di ricominciare fino a raggiungere il proprio obbiettivo.

Elisa Ragusa e Giulia di Nuzzo, III D Secondaria,

team del giornalino

IN GIRO PER LA SCUOLA … CON TOPOLINO !

topolino

Il 19/02/15, la mia classe, la I A, insieme alla I E, siamo andati in giro per la scuola a suonare con il flauto il brano “Mickey Mouse March”, ovvero la famosa ” Marcia di Topolino”. Ciò è stato organizzato dalla professoressa Bolzoni, insegnante di musica in queste due prime. Inizialmente, la prof. ci ha affidato quello spartito come brano da suonare durante le vacanze di Natale, per allenarci. Lei non ci ha detto che successivamente saremmo andati  a suonare in giro per la scuola Secondaria,  perciò al momento della rivelazione, c’è stata una grande sorpresa ed emozione. Oltre a questo la prof Bolzoni ci ha affidato un ulteriore compito: preparare a casa … nientemeno che le orecchie di Topolino! Perciò quel giorno, dalle 10:15 circa alle 10:25, siamo andati in giro per la scuola a suonare il flauto con le orecchie di Topolino.

Secondo i commenti delle prof e dei miei amici, eravamo proprio carini! Durante la suonata, molte classi sono uscite dalle aule battendoci le mani. A quel punto scattava un po’ di imbarazzo! Non troppo però! Partiti dalle nostre due classi, siamo passati dal nostro piano incontrando tutte le prime e tutte le seconde medie, ad eccezione della II D, che si trova a piano terra.

Dopo quel corridoio, siamo scesi dalle scale e siamo andati incontro all’ ultima seconda mancante e a tutte le terze. Siamo passati dal giardino e dalla stradina che porta alla finestre delle classi citate poco fa. Queste ultime hanno riso come se gli avessimo detto una barzelletta. Rientrando nella scuola abbiamo incontrato … il Preside. Ci ha detto di ritornare in classe paragonando la nostra marcia ad una “sfilata di Carnevale!” A quel punto siamo ritornati nelle nostre classi, noi abbiamo ripreso la lezione di storia, un po’ senza fiato. Mi sa che abbiamo distratto gli altri ragazzi dalle loro lezioni. Anche se è durato poco, mi sono divertito molto!

Luca Innocenti  IA

Secondaria, team del giornalino